Monthly Archive for May, 2009

Vent’anni dopo

Ieri pomeriggio un po’ perchè era più fresco del solito, un po’ perchè mi trovavo a casa senza troppi impegni, ho preso la bici da corsa e sono andato a fare un giro per la campagna attorno alla mia città. Sono andato a rivedere un posto dove non tornavo da circa vent’anni – converrete con me che un simile lasso di tempo nella vita di un neoventiseienne è notevole – e dove ho trascorso tanti pomeriggi spensierati in quello che è un mondo ormai appartenente al passato. Partivamo nel primo pomeriggio su una Fiat 128 bianca io, imberbe pupetto dalla zazzera biondocenere, e i nonni materni, diretti alla tranquilla velocità di crociera di circa 50 chilometri orari verso la Campagna.
Non sapevo esattamente dove si trovava la Campagna – era circa tutta intorno alla città, certo – ma nel mio caso significava un posto preciso. Una grande casa rurale, un capannone con i trattori e grosse bilancione da frutta e poi sterminati campi di frutta che si perdevano oltre lo sguardo e dove potevo smarrirmi letteralmente finchè non ritrovavo un sentiero per rientrare all’ovile. Si prendeva un sacchetto, o una cassa di legno, e si partiva a spigolare gli alberi facendo scorta di succose mele, pere, prugne o quant’altro. C’erano le galline, i cani che mi spaventavano, c’era soprattutto quell’aria di campagna, quell’odore di Natura nell’aria che sembrava un posto fuori dal mondo. Fossi, stagni, terra fresca, sporcarsi le mani, sudore, vento. Cose d’altri tempi appunto. Ricordi che hanno il colore di una Polaroid degli anni ’80, talmente lontani da perdersi in un tempo indefinito in cui ero genericamente “piccolo” e c’erano al mondo ancora delle persone care che erano i protagonisti della mia vita di allora. Poi il tempo ha portato via alcuni protagonisti, alcune abitudini, la 128 bianca è stata venduta e non si è più andati a mele in Campagna.

– Nonna dove si trova la campagna dove andavamo da bambini? – ho chiesto poco tempo fa in un impeto nostalgico e visto l’approssimarsi della bella stagione.

Così ieri sono tornato esattamente li, vent’anni dopo, vestito come un marziano su una fiammante bicicletta, occhiali da sole, caschetto ridicolo per la mia andatura turistica di chi è in gita e non a sgambare per macinare chilometri. Ho riconosciuto subito la strada tutta a curve che esce dal paese e si inoltra tra campi di frutta e casolari mezzi abbandonati. L’ho riconosciuta dall’odore che c’era nell’aria, il profumo che emana un campo a primavera, e seguendolo ho trovato senza sbagliare la mia Campagna. Mi sono fermato davanti al grande casolare, a rimirarlo. Tetto nuovo, infissi sistemati da poco, antenna satellitare, portone blindato e un cancello all’inizio del sentiero che mi ha impedito di entrare a curiosare come una volta si poteva fare. Magari ora hanno anche internet in casa, le bilance per pesare le casse saranno digitali, il fornello elettrico. Magari sono su Facebook. Non riconoscerei forse più nessuno dei figli e parenti, o forse si, ma la timidezza mi impone di non suonare per disturbare a quella che ormai potrebbe essere ora di cena per una famiglia che vive in campagna. Dal ciglio della strada ho estratto un telefonino avveneristico, ho sincronizzato il GPS salvando un segnalibro nel punto dove mi trovavo, per non perderlo mai più. Ho scattato un paio di foto come un maniaco qualunque, ho bevuto un succo di frutta e ho fatto marcia indietro tranquillamente. Non c’era molto da vedere in fondo, ora che mi è preclusa una corsa tra i campi sporcandomi le scarpe da tennis di erba fresca e terra, ma ci tenevo a rivedere un luogo come quello. Come ad assicurarmi che fosse ancora li, che era successo e che i miei ricordi avessero ancora un senso, nell’ultimo giorno da venticinquenne che mi rimaneva. Un breve ripasso, prima di continuare a crescere, a diventare grande.

Rientrando faticosamente controvento sulla provinciale che mi riportava verso la città lasciandomi la Campagna e il suo sole alle spalle ho pensato che forse di questi tempi così faticosi e pieni di incertezza, così rapidi e fugaci verso un futuro che vorremmo non arrivasse mai e che invece è arrivato da un bel pezzo, forse, la cosa più sensata che ci è rimasta da fare per capirci qualcosa di più è comprare una bicicletta e iniziare a pedalare. Non importa verso dove, alla ricerca di cosa, in compagnia di chi: pedalare via.

Sto ridendo da mezz’ora

Prendetevi un po’ di tempo libero, poi andate qui, e continuate a cliccare su RANDOM in piccolo al centro gustandovele tutte. Alcune sono puro genio.

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Calcio moderno

Il vero scudetto dell’Inter non si è celebrato sabato sera quando si è raggiunta la certezza matematica della vittoria. E nemmeno domenica, dopo la partita contro il Siena, quando si è celebrata la festa a San Siro con i tifosi.

La vittoria nerazzurra viene marchiata negli albi d’oro oggi pomeriggio, verso sera, quando con uno scarno comunicato la Juventus esonera il povero Ranieri, a due giornate dalla fine, affidando la panchina a una sua vecchia gloria, Ciro Ferrara.

Il calcio italiano ha attraversato lo specchio e ora (si) è ribaltato: l’Inter macina scudetti di fila, la Juve si arrabatta tra decisioni ridicole frutto di una società ridicola. Era così fino a nemmeno pochi anni fa, ma esattamente al contrario. Per chi è stato interista prima del 2006, sa perfettamente che la rivalsa maggiore (perché vincere, per un interista, anche e soprattutto di questo si tratta, oggi) è tutta contenuta nelle righe in cui viene congedato Ranieri.
Se ci fosse un’ipotetica bilancia, in uno sport ingiusto, bugiardo e crudele come il calcio, credo che ora sarebbe quasi (quasi), in equilibrio.

Good times

Bush sembra lontanissimo già dopo pochi mesi. Quando toccherà anche a noi un clima politico simile?

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President Barack Obama “meets” with speechwriter Cody Keenan, who dressed as a pirate for an Oval Office photo taken for use in the President’s humorous speech to the White House Correspondents Association dinner May 9, 2009. “But as I said during the campaign, we can’t just talk to our friends. As hard as it is, we also have to talk to our enemies, and I’ve begun to do exactly that,” the President said in his speech.

Fine della bolla 2.0

Era ora, dai. Non ne potevo più di tutte ste startup con servizi inutili e nomi senza le vocali. Va bene che ha inventato il SUV ma l’uomo non può essere rincoglionito fino a sto punto.

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Web 2.0 2005-2009 (società fallite o acquisite)

Mosgabrod

particmaial_2764_1748Oggi viene presentata a Ferrara una nuova rivista scritta dai giovani del Centro di Aggregazione Giovanile l’Urlo. Non entro nel merito dei contenuti e dell’iniziativa che anzi è ottima e magari ce ne fossero sempre di più. L’idea di chiamarla “MA SA DIT” (“ma che dici?” per i non ferraresi) però è davvero un po’ miserella. Dopo il tentativo di rivista “MAIAL” (espressione di sorpresa locale sdoganata recentemente anche in tv) negli anni scorsi, far uscire nuovamente una pubblicazione avente per titolo un’esclamazione tipica del nostro dialetto lo trovo un po’ riduttivo. Possibile che per esprimere un’idea di collettività locale nei giovani ferraresi non si riesca a trovare mai niente di meglio che questi modi di dire logori e un po’ provincialotti? Non ci siamo.

* * *

La rivista CronacaComune è un giornale online a cura dell’ufficio stampa del Comune di Ferrara. Essendo un ufficio stampa ci si aspetta che sappiano il loro mestiere meglio di chiunque altro in fatto di giornalismo, eppure le regole base della comunicazione online evidentemente gli mancano. Da una rivista online uno si aspetterebbe uno o più link nel pezzo ogni tanto no? Almeno quando si cita l’indirizzo web di un’altra rivista online, perbacco. Invece niente. A far copia incolla dei comunicati stampa a sto punto son buoni tutti. Non ci siamo.

Il paese è reale, loro un po’ meno

Qui spiace dirlo, ma ripetuti ascolti non mi hanno fatto cambiare l’impressione iniziale: il paese sarà anche reale, ma la compilation mica tanto.

A parte Afterhours (pezzo stupendo, così crudelmente reale perché ansioso, spigoloso e retorico), Benvegnù (ma Paolo è la classe fatta persona), Dente (un genietto) e Disco Drive, gli altri pezzi non risaltano. Non si fanno ricordare, non lasciano il segno nè su chi molti di quei gruppi li segue, nè (presumo) su chi non li hai mai ascoltati.

Ma non è colpa dei singoli gruppi, tutti bravi, quanto dell’idea di fondo. Qual era l’obiettivo di questa compilation? Far risaltare, per l’appunto, la loro “bravura” assodata, ma regolarmente non considerata dalla maggioranza numerica degli ascoltatori di musica in Italia?
Beh, questa accozzaglia di pezzi produce l’esatto contrario, anzi, vien da pensare che questa Italia musicale nascosta stia a menarsi un po’ troppo il torrone (per esempio, inserire qualche canzone allegra era troppo compromettente?). Un compitino che non aggiunge niente alla causa, per cui, belle o meno siano le canzoni, l’obiettivo non mi sembra raggiunto.

Bastava ascoltarsi i vari album di ciascun gruppo, invece di costringerli ad alzarsi dai loro banchi nelle ultime file a recitare il temino alla lavagna davanti ai prof (prof che, in questo caso, ne sapevano meno degli alunni stessi): non tutti si sono messi, purtroppo, a grattare sulla lavagna come Manuel Agnelli. Rimandati da dove erano venuti, e non è detto che sia un dramma.

Questa era facile, dai

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Il calcio più bello del mondo

E’ uno sport dove si gioca in undici, con le maglie blaugrana, per una squadra che si chiama Barcellona.

E non esiste “Premier League”, “pubblico vicino al campo”, “erba perfetta”, “merchandising” e tutte le altre menate sul “modello del calcio inglese” che tenga. Poesia pura.

La definizione, vi prego, di comunista

La cosa più triste è che la stragrande maggioranza dei giovani della mia età che votano per Berlusconi risponderebbero alla stessa identica maniera alla domanda di Fabio Volo. Oggi il vuoto spinto ideologico è al potere, domani, quando dirigeranno il paese le nuove leve e la loro povertà di contenuti, sarà forse anche peggio. Buon primo maggio.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)