Monthly Archive for March, 2010

La vita ai tempi di Google

Oggi al lavoro dovevo contattare una persona. Dopo diverse mail senza risposta, ho provato a rintracciarlo al telefono, ma aveva sempre il cellulare spento.

Così, ho cercato il suo nome su Google e ho scoperto che era tipo morto. “Portato via da un male incurabile”.

Il partito degli incazzati

Mentre Piemonte e Lazio scivolano via come foglie nel vento, personalmente ritengo più interessante, per capire che cosa ci aspetta nei prossimi anni, osservare come la somma di Astensionismo, Lega, Italia dei Valori e Grillo assuma dimensioni inquietanti, specie se confrontata con la somma dei voti a Pdl e Pd.

Siamo pronti a gettarci nelle mani del partito che accumuna ricchi e poveri, borghesi ed operai, dirigenti e studenti, vecchi e giovani. Il partito di chi è deluso, arrabbiato, esasperato. Il partito di chi ha una fottuta paura di praticamente ogni cosa: le sorti di se stesso, della sua famiglia, del suo quartiere, del suo conto in banca. Del suo conto in banca, soprattutto. Il partito di chi fa fatica a dormire la sera, perché le voci in strada o nella sua mente gli rovinano il sonno.Chi non vota, chi vota Lega, chi sceglie Di Pietro e Grillo, è il popolo di chi ha i coglioni frantumati. Chi di noi può dire di non averceli, in fondo?

Non si può più fare politica in Italia. Lo so, nemmeno quella del Pdl e del Pd la si può definire tale, ma ha rappresentato quella parte d’Italia che si sforzava di rendersi presentabile. Di fingere che c’era ancora spazio di intervento, in un modo autoritario e fascista oppure progressista e indolente. Era l’Italia degli ultimi ventanni, divisa tra berlusconiani e depressi in cerca di alternativa.

Ora la politica non esiste più nemmeno sul vocabolario. Cancellata colpevolmente da quell’Italia che faceva finta di, da ipocrisie e scandali, e adesso si rutta davanti alla televisione, si sbarrano le finestre, si aprono pagine su facebook, si organizzano raccolte firme. Dopo vent’anni di un nano pelato, ce ne attendono altrettanti di palle fumanti che girano sulle nostre teste.

You know they stay anyway

Ti picchiano con un martello di gommapiuma. I Notwist sono così, delicati, quasi teneri nel loro dondolare avanti e indietro, sempre lo stesso, su qualsiasi ritmo delle canzoni. Ma picchiano, ti maltrattano con mani di fata. Senza farti lividi, senza farti sanguinare: colpi precisi, risoluti, spietatamente teneri.

Ieri sera all’Estragon ho sperimentato nuovamente l’effetto ipnotico dei loro concerti. All’inizio scattavo foto a ripetizione, poi, piano piano, ho smesso, appoggiando il mento sulla macchina fotografica rimasta ferma, muta. C’è stato il finale in salita che non finiva mai di Gloomy Planets, e tante altre perle. E il mio sguardo si è perso nel vuoto. Con i Notwist è così: ti ritrovi a fissare il vuoto, a lasciarti sorridere, commuovere, senza nemmeno rendertene conto.

Le foto del concerto qui:

Buon viaggio

Brutte notizie e devi pure pagarle

Dopo aver reso a pagamento i contenuti del suo giornale per chi utilizzava l’apposita (e inutile) app per iPhone, da oggi non è più possibile leggere gli articoli di Corriere.it nemmeno dal normale sito web mobile a meno di un abbonamento a pagamento. In soldoni, non si può più leggere gratis il Corsera da uno smartphone. Poi dicono che il web convergerà sul mobile. Bella mossa davvero.

Un nastrone marzolino

mixtape

Finisce il più lungo e freddo inverno degli ultimi anni (notate la frase generica “degli ultimi anni” con la quale mi chiamo fuori da ogni eventuale lamentela o paragone con annate più fredde di epoche imprecisate) e qui c’è tanta voglia di aprire le finestre e tuffarsi su un morbido prato tra le margherite fiorite. Nell’attesa che ciò accada, un po’ di pezzi più o meno nuovi per le vostre scorribande in bici o passeggiate con il cane in questo improvvisato e variegato primo nastrone primaverile. Buon ascolto!

1. The Morning Benders – Excuses
Aprite le finestre e lasciate uscire l’inverno che il sole sta per arrivare!

2. Baustelle – Gli spietati
Pochi giorni che è uscita e già l’amiamo. Un classicone baustelliano un po’ dixie dal testo semplice ma che acchiappa.

3. Northern Portrait – When Goodness fails
Sono tornati gli Smiths e nessuno mi aveva detto niente. Se non fosse per la voce di Morrissey si farebbe confusione.

4. The Radio Dept – Heaven’s on fire
Meno rarefatti del solito, e un pelo più pop, ma questo pezzo se non proprio ballare fa venire voglia di primavera e di ondeggiare lentamente.

5. Canadians – The richest dumbass in the world
Quel dritto di Dietnam e compagnia bella azzeccano un singolo semplice e in linea con lo stile Canadians che si lascia cantare e non manca di adorabili coretti in sottofondo.

6. Tunng – Hustle
Pranzo della festa. Primo: banjo. Secondo: tamburelli. Contorno: voci femminili.

7.  Il Pan del Diavolo – Coltiverò l’ortica
Dalla Sicilia con furore, una voce graffiante e una chitarra cattiva e folk per qualche salto assicurato.

8. The Lodger – The good old days
Un pezzo che potete giocarvi ad una festa, dove pochi la conoscono ma in molti vi chiederanno “carina, chi sono?”

9. Vampire Weekend – White sky
Questi son matti da legare. Il disco più veloce e nervoso del 2010 contiene anche questo pezzo simpaticissimo pieno di falsetti ideale se andate a correre o volete un po’ di brio mentre fate le pulizie di primavera.

10. I’m from Barcelona/Daniel Lindlof – Lower my head
Gran finale: scegliete una collina a correte giù a perdifiato godendovi l’aria fresca in faccia. Questo pezzo è semplicemente grandioso.

La lista della spesa

Ci dicono che non sappiamo scegliere. Che non sappiamo dove stiamo andando. Che non sappiamo davvero che cosa vogliamo dalla vita.

Io dico: vaffanculo. Io lo so, cosa voglio: solo che non esistono indicazioni o navigatori satellitari cui appellarsi.

Se vi chiedessero a bruciapelo, senza preavviso, di spiegare in 10 semplici punti, che cosa state cercando dalla vita, quale sarebbe la vostra lista? Non valgono aspirazioni o concetti aleatori, ma solo cose dannatamente concrete. Prendetevi cinque minuti del vostro tempo: non uno di più.

Che in fondo lo sappiamo benissimo dove stiamo andando, solo che non esiste nessuna mappa che possa spiegarlo agli altri.

Questa è la mia, pensata mentre mangiavo in fretta un piatto di pasta. Qual è la vostra?

01 – Voglio fotografare
02 – Voglio scrivere
03 – Voglio leggere
04 – Voglio uno stipendio adeguato al costo della mia vita (la mia vita non chiede tanto)
05 – Voglio un cucchiaio di mascarpone ricoperto di zucchero
06 – Voglio andarmene in giro
07 – Voglio il tempo libero
08 – Voglio un altro concerto degli Arcade Fire
09 – Voglio rispettare
10 – Voglio vederla sorridere, sempre.

Il bello della diretta

Mi hanno messo davanti a una telecamera, oggi, abbastanza casualmente. Niente di eclatante, ma era pur sempre un occhio elettronico, anche se i patti erano che dovevo guardare la ragazza che reggeva il microfono, ma mi intimidiva anche lei e quindi il movimento delle mie pupille era abbastanza da schizzato.

E quindi dovresti dirci come secondo te si potrebbe incentivare la partecipazione dei giovani alla vita cittadina“. Ecco, uno poi pensa sempre di conoscere la città in cui vive da 27 anni, che non sono esattamente pochi ma nemmeno troppi, pensa sempre “ah se avessi davanti un microfono glielo direi io che cosa si dovrebbe fare“, poi quando arriva il momento non ti viene in mente assolutamente nulla del posto in cui vivi, di quali problemi possa avere e delle lamentele non rimane altro che una pallida rimembranza.

Sarà che la telecamera intimidisce, ma si diventa mansueti quando qualcuno ti chiede che cosa non va, sarà che non ci si è abituati, a sentirsi chiedere se si potrebbe cambiare qualcosa. Sarà che non c’è il mare a Ferrara. Quanto ti piazzano casualmente davanti a una telecamera sembra quasi che vada tutto quanto alla perfezione.

Fortunatamente sono rimasto abbastanza giovane (o forse sono già abbastanza invecchiato) da non dare risposte accomodanti. Però è stato abbastanza avvilente rendersi conto che non si ha la minima idea del posto in cui si vive. Poi vogliamo fare i sociali, i creativi, gli organizzatori, vogliamo soprattutto criticare (a qualsiasi livello) e non sospettiamo nemmeno l’esistenza, che so, di un’associazione ufficiale di graffitari o che il Comune non ti offre nemmeno carta e penna se ti viene in mente un’idea. E sottolineo il se.

E’ arrivato

Dopo tre mesi di cammino a piedi dall’Umbria, Paolo De Guidi è arrivato ieri a Canterbury dopo aver percorso a ritroso tutta l’antica via Franchigena. E io che l’ho seguito con emozione dal primo giorno sul suo blog, giorno dopo giorno, passo dopo passo, sono contento per lui e mi pare di rivivere un po’ l’impresa di Simone e Marco di ormai tre anni fa. Non c’è cosa più bella di raggiungere finalmente la meta agognata (in questo caso una ragazza) conquistandola con tenacia e convinzione, cercando di superare i propri limiti e stravolgendo un po’ le proprie pigre abitudini quotidiane.

La presunta santità di Dente

Alla fine al segretissimo concerto di Dente a Milano per la nuova edizione di Pronti al Peggio c’eravamo anche noi di Ciccsoft. Ammassati in un appartamento ben oltre la legale capienza, con le scorte di alcol e cibo (e ossigeno) finite prima ancora di iniziare a suonare, e tanta voglia di ascoltare il “miracolo” della canzone italiana: un cantautore ironico e romantico, acido e tenero, semplice quanto raffinato, che canta di amore anche se non è bello.
Un concentrato di doppi, tripli, quadrupli sensi (le cose che contano) riversati in una cucina milanese, che era Milano ma poteva essere Torino, Bari, Roma, Napoli: praticamente ovunque. E battere le mani viene spontaneo quanto scattare fotografie. Le nostre, qui sotto:

Pronti al Peggio ricomincia con il concerto casalingo di Dente, appunto. Una cosa bella, che sarebbe da riproporre dovunque ci sia voglia di spostare piante e divani e fare spazio per la buona musica. E se nessuno ci dedica una canzone, “sarebbe anche ora di chiedersi perché” (cit.).

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)