Monthly Archive for December, 2010

Come lacrime nella pioggia

Del 2010 vogliamo altresì ricordare:
– La bufera di neve in Abruzzo il primo dell’anno che non si respirava.
– La telefonata scherzo di Dente durante il secret concert a Milano.
– Serissime colleghe che si scatenano a ballare sui tavoli a Mestre.
– Il nuovo trombettista del mio gruppo che si ritira dietro il palco durante il concerto a S.Pietro in Casale, in quanto dichiaratamente ubriaco.
– In macchina verso Bologna, quando dopo aver fatto i fari alla macchina di Fabio davanti, lo facciamo accostare per farci restituire la bottiglia di birra buona regalata per errore poco prima, in cambio di una scadente.
– Tirare mattina a zonzo per il centro di Roma dormicchiando poi alla stazione Termini.
– Ballare sull’erba bagnata alla propria festa di compleanno a momenti rovinata dalla pioggia scivolando più volte.
– L’attacco di Where is my mind al concerto dei Pixies a Ferrara.
– Finire quasi a terra nel pogo in mezzo ai sedicenni durante il live del Teatro degli orrori a padova.
– Rilassarsi al Pincio, guardando per aria senza pensare a niente.
– Il coro del pubblico su Black al concerto dei Pearl Jam a Venezia.
– Suonare la chitarra con il Beno sulla riva del Po, come al liceo.
– La distribuzione dei giornalini Ciccsoft all’ingresso di Ferrara sotto le stelle.
– Abbracciarsi alla fine del secret concert dei Marta sui tubi dicendoci che ce l’avevamo fatta a organizzare bene tutto; svegliarsi all’alba per fare il caffè alla band dopo una notte assieme a suonare disturbando il vicinato e infine tirare su le cartacce dal prato dove si sono esibiti e sentirsi dire dagli amici mentre ormai si è sulla strada verso Berlino, che un gatto ha rovesciato il bidone e si è sporcato tutto di nuovo facendo incazzare l’ARCI.
– Soggiornare in un hotel deserto e losco nel cuore della Germania in un paesino deserto e con qualche commerciante italo-mafioso emigrato.
– Rendersi conto di quanto sia piccola la porta di Brandeburgo.
– Esaltarsi per il costo del mangiare in Polonia, un po’ meno per la quantità dei velox e per la qualità delle strade.
– Fare chiusura all’80-90’s party del Lucerna di Praga.
– Micaela Ramazzotti che canta La prima cosa bella alla figlia, di fianco a noi al lago di Martignano.
– Il cielo stellato di Campo Imperatore, al suo completo e massimo splendore, una fresca notte d’estate con una coperta e qualche birra.
– Suonare al buskers festival e smettere quando l’impianto non regge più la potenza andando bellamente tra il pubblico.
– I balletti scemi con gli Utilli in chiusura del Buskergarden.
– Tirare le sette e mezza del mattino a casa dell’Emma e tornare a casa in bici col kway.
– Andare fino a Monaco di Baviera in inverno con 30 cm di neve per un concerto.
– Farsi scattare una vera Polaroid da una turista alla birreria HB del Fuhrer.
– Fondere il motore della vecchia Punto di Fabio abbandonandola per sempre in un parcheggio fuori città.
– Andare a vuoto da Ikea a Bologna per comprare delle sedie assenti per un problema del magazzino ma disponibili stando a quanto diceva il sito, tornarci una settimana dopo, trovarle, arrivare alla cassa e scoprire che il bancomat dà errore. Uscire, cercare un bancomat per prelevarlo, trovarlo fuori servizio, fare un km in mezzo alla neve e alla fine riuscire a prelevare per tornare a pagarle, queste benedette sedie.

Oggi è il mio onomastico

Non so se si festeggino ancora gli onomastici alla soglia del 2011, ma quando ero bambino era una fissazione per me sapere in che giorno ricorressero i santi e facevo gli auguri a destra e a manca a persone che nemmeno lo sapevano o lo ricordavano. Il mio è sempre caduto un giorno facile, quello prima di S.Silvestro, ben più noto a tutti perchè portatore di cenoni e riflessioni di fine anno. Avessero invertito i giorni ogni anno si parlerebbe di fine anno come della notte di S.Eugenio Vescovo, illustre sconosciuto ai più come penso S.Silvestro.
Fino circa a dodici tredici anni per l’onomastico ricevevo un piccolo regalo, che non poteva essere come quello del compleanno vista la valenza inferiore della ricorrenza, ma ugualmente gradito come contentino post-natalizio e pre-befana. Di solito in questi giorni mi trovavo nella casa di montagna in Abruzzo, in un paese di poche anime di cui spesso ho parlato qui sopra e dove non resta più un solo negozio, tranne un bar che dopo il terremoto apre quando vuole lui, e d’inverno con le nevicate che cadono, tiene quei pochi quotidiani e riviste che gli consegnano. Così il mio regalo, che andava scelto tra l’ampia disponibilità di fumetti del bar del paese, ricadeva a caso ogni anno tra un Paperino Mese, un Grandi Classici Disney, o qualche raccolta simile di storie a fumetti.
Al liceo poi ho avuto una fidanzata che si ricordava sempre del mio onomastico e ha continuato a farmi gli auguri anche dopo che ci siamo lasciati, ma ha smesso qualche anno fa, probabilmente avendo di meglio da fare. Con il tempo ho via via scordato gli onomastici di quasi tutti, tranne che dei miei familiari, e ogni anno il 30 dicembre di Eugenio Vescovo mi ricordo solo io e forse qualche vecchio matto di Milano, città di cui era originario.

Gente per bene

Enzo Bearzot

(via IlPost)

Vai avanti tu che a me scappa da piangere

Ieri sera il tg di Mentana mostrava un sondaggio sulle intenzioni di voto attuali. La lista di Nichi Vendola, SEL, sembrerebbe pigliarsi un consistente 7%. Senza la presenza di Vendola, la stessa lista credo prenderebbe circa lo 0%.
Oggi al mercato delle vacche in Parlamento anche un deputato dell’Italia dei Valori, tale Scipiqualcosa, non voglio nemmeno cercare il suo nome su Google, ha cambiato sponda. Di Pietro ha dragato un sacco di voti dal Pd proprio grazie alla sua figura personale: urlando, cianciando di “vera opposizione”, Di Pietro ha raggranellato voti su voti. Ma senza Di Pietro, quanti ne prenderebbe il suo partito? Un partito che, esattamente come tutti gli altri, ha al suo interno dei filibustieri? Già.
Poi prendiamo Fini e le sue cariatidi che dicono di guardare al futuro (guardassero al presente eviterebbero definitive figure di merda come quella odierna): Fini, la faccia seria della destra, ha cercato di staccarsi e formare un suo partito. Ma anche lì, mele marce sono spuntate dal terreno (arido, va detto). Futuro e Libertà senza Fini sarebbe quello che in effetti già è: un ossimoro, non esisterebbe.
Infine Berlusconi. E i suoi fedeli e servili scudieri. E tutta la gente che lo vota. Un partito che si annulla e coincide perfettamente con l’individuo.
Ora, quello che sto cercando di dire, a mente caldissima, è che i capipopolo, in Italia, alla fine si recuperano sempre: Berlusconi è un validissimo capo-popolo, e Fini, Di Pietro, Vendola eccetera, sono altri individui che riescono a radunare (pochi, lo so, ma non è questo il punto) voti attorno a loro. Ma dove sta la “base”? Dove stiamo noi?
Noi siamo quelli che poi ci facciamo comprare i nostri voti, che cambiamo idea alla notte, o che non cambiamo mai e poi mai, idea. Siamo quelli che voltano le spalle o chiudono gli occhi o allungano la mano sotto al tavolo. Dove sta la base? Cosa sarebbero i partiti in Italia oggi senza un capo-popolo? Agglomerati informi come il Pd, appunto.

Noi siamo peggio, di chi ci governa. Non esistiamo. I capipopolo, sappiamo produrre, e nemmeno troppo bene. Ma dove siamo noi? Assenti quando bisogna trovare responsabilità (come ci è finito Berlusconi lì? Da chi è stato tradito Fini? Chi si convincerà a votare per qualcuno di appena appena presentabile a sinistra invece di storcere il naso? Eccetera). Sarebbe il caso di farcene una ragione, mentre ci mettiamo in fila alla dogana con il passaporto nelle nostre mani infilate nei guanti. Che siano sporchi, o puliti, non fa molta differenza.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)