Monthly Archive for January, 2011

Una volta per tutte su Facebook

Per voi detrattori di Facebook: ho degli amici che vivono a Brisbane e per i quali sarei molto preoccupato vista l’alluvione di questi giorni se non esistesse uno strumento per leggere loro notizie ogni poche ore e sapere che stanno bene. Ho degli amici che vivono lontani e vedo una volta all’anno, gente che si sposa, bimbi che nascono, relazioni che nascono e muoiono e di cui potrei sapere qualcosa solo quei pochi giorni all’anno in cui ci si incontra. Invece vedo le loro fotografie, so di che umore sono ogni giorno, so quando sono felici per una bella notizia, quando cambiano lavoro, quando si tagliano i capelli e quando si fanno un tatuaggio, so dove sono stati in vacanza e se si sono divertiti. Tolta tutta la parte voyeuristica di farsi i cazzi degli altri, so insomma che stanno bene, e lo so ogni giorno come se fossero vicini di casa. Non serve molto altro a fare di Facebook o chi per lui, uno strumento straordinario di comunicazione che ben si sposa con la parola progresso. Se poi c’è chi ci passa le giornate a fare test o coltivare i campi su Farmville, beh, il mondo è bello perchè è vario e per fortuna scopriamo che c’è sempre qualcuno messo peggio di noi.

Il partito degli italiani

Pare che il nuovo partito di Berlusconi si chiamerà Italia. Tolto lo sforzo di Forza Italia, tolta la libertà, il popolo, la casa e tutti gli altri simboli ormai logori si arriva all’estrema sintesi: l’Italia. Così ora non avrete più scuse per non votarlo, perchè è il partito dell’Italia, la vostra Nazione, il partito di tutti gli Italiani. Come si chiameranno i seguaci del partito Italia? Italiani, naturalmente. E i deputati e senatori? Italiani. Solo il re delle televendite e della tv commerciale poteva uscire con questa ultima, si spera, trovata di marketing. Al telegiornale ora potranno imbrogliarci con le parole ancora più di quanto non facessero già: “Secondo recenti sondaggi il 40% degli italiani voterà gli italiani alle prossime elezioni”. Nelle conferenze stampe quando si parlerà degli italiani i giornalisti dovranno sempre chiedere: “Presidente, si riferisce agli italiani oppure agli italiani?”. Al bar i vecchi potranno con orgoglio dire di essere italiani perchè votano l’Italia. Che fa 150 anni proprio quest’anno e quindi parleremo tutti dell’Italia, e non si capirà se ci staremo riferendo alla nazione, al partito, alla squadra di calcio, o alla signora di centouno anni che abita nel palazzo di fronte. Finalmente Silvio potrà dire la verità in televisione quando annuncerà di rappresentare con il suo governo tutti gli italiani e di lavorare esclusivamente per il loro bene, lasciandoci nel dubbio di essere italiani oppure italiani.

Lo strano caso del Digitale Terrestre

Questa cosa che Dan Peterson torna ad allenare dopo 25 anni passati a bere tè freddo a bordo di piscine californiane mi ha decisamente scosso e mosso un fremito interiore. Dan Peterson, dopo 25 anni al sole della California circondato da ragazze bionde dalla dubbia morale e con un insospettabile accento ferrarese e atteggiamenti da magnaccio piacione, si infila di nuovo le scarpette (rosse, per l’occasione) allenerà la sbrindellata Olimpia Milano, un tempo squadrone che tremare il mondo fa e ora invece sbrindellata compagine lombarda che si schianta a Cantù nell’ultima partita. Il tempo passa per tutti, per le storiche squadre di basket ma non per Dan Lipton Ice Tea Peterson, che dice di “aver perso una notte di sonno, ma che all’Olimpia non poteva proprio dire di no”.

Tralasciando per un attimo il discorso puramente sportivo, visto che tenere per anni una rubrica sulla Gazzetta (la Gazzetta dei nostri giorni, peraltro) non sia automaticamente garanzia di aggiornamento professionale, il ritorno di Dan apre scenari inquietanti su le vite di ciascuno di noi. Qui gli si vuole bene come a un figlio, al nostro Dan, anche perché ha traviato le nostre estati con sorsate di tè chimico che sapeva di tutto tranne che di tè, ma come resistere al tintinnio dei cubetti dentro quel bicchierone enorme e volgare directly from Californiaaa? Non si poteva, e infatti siamo cresciuti come siamo cresciuti, ma pensavamo di aver confinato Dan Peterson nel museo delle cere viventi, eppure ce lo ritroveremo a bordo campo a urlare di nuovo ai suoi “ragazzi” che devono “sputare sangue“. Dan, fermati un attimo, vorrei farti notare due cose: il tuo labiale (vedi il video culto che anticipa di anni et anni tutte le parodie possibili inventate poi sulla Rete) è inequivocabile, e che noi qui si sputa sangue da appunto 25 anni. E adesso torni tu, e pretendi che non sia cambiato nulla? FENOMENALE.

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La tv con le stampelle

Da circa un mese ogni volta che accendo il televisore esce fuori la schermata con il rumore bianco*, quella nebbiolina grigia e confusa a ricordarmi che ormai del vecchio segnale analogico non è rimasto più nulla. Mi angoscia un po’ pensare ad un oggetto che è nato per ricevere varie frequenze, con un telecomando per cambiare i canali, e vedere che tutti questi pulsanti non funzionano più. Che il telecomando del decoder ha preso il posto di quello principale (che ormai serve solamente ad accendere la tv) e che praticamente c’è vita solo dentro AV1, mentre il resto dei circuiti dentro quella scatola dormirà per sempre impolverandosi.

La sensazione è un po’ come quella di una persona che ha avuto un’incidente grave che ha comportato la perdita di un arto, di una capacità motoria, o in generale di qualche tipo di abilità. La sua vita sarà completamente diversa per via di quanto accaduto, e i gesti quotidiani da fare dovranno tenerne conto. Come un uomo costretto alle stampelle, quando accendo la tv mi sembra di vedere un oggetto monco, privo di una parte consistente del suo essere, che mi mostra i canali di prima e qualcuno in più, ma solo perchè gli ho comprato le stampelle, il decoder, a seguito di quel giorno in cui hanno spento per sempre il segnale analogico. Vedo la nebbietta grigia e finchè non accendo il macchinario che le permette di continuare a vivere sembra quasi vergognarsi di come è ridotta ad andare. Al videoregistratore non è andata certo meglio, e il giorno in cui abbiamo messo la stampella alla tv, gli abbiamo staccato la spina probabilmente per sempre.

* residui di conoscenza di Ingegneria

Zeitgeist 2010

Come ogni anno su questo blog, le mie personalissime, inutili, ed adorate classifiche sull’anno che è appena finito. Un anno talmente inaspettato che se mi avessero detto che nella top ten dei miei ascolti ci sarebbero stati solo pezzi italiani non ci avrei mai e poi mai creduto. Ma tant’è. Detto ciò, non parliamone più di questo 2010.

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Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)