Prendere un aereo tredici anni dopo


Chi mi conosce sa della mia paura per gli aerei, il volo, le altezze e così via. Una cosa piuttosto diffusa quanto sciocca, dovuta a chissà quale tarlo che si è insinuato ormai diversi anni fa nella mia mente e non è più andato via. L’ultima volta che ho preso un aereo correva l’anno 1998, era dell’Aliltalia, quando era ancora davvero Alitalia, a bordo servivano il caffè e ti davano il giornale. Io ho preso la Gazzetta dello sport perchè volevo leggere del malore di Ronaldo in finale di Coppa del Mondo. Andavo a Londra a studiare inglese in un college per due settimane, come si usava fare negli anni novanta d’estate e forse anche adesso ma con l’euro costerà almeno il doppio. A fianco a me avevo un perfetto sconosciuto, che poi per fortuna non sarebbe diventato il mio compagno di stanza perchè si rivelò essere tra i più stronzetti della compagnia e finii invece per fare amicizia con Davide che qualche anno dopo scrisse persino su questo sito quando ancora non era un blog.

Ma non divaghiamo. Dicevamo dell’aereo, che ho paura, e che sono 13 anni che non ne prendo uno. Nel mentre sono nate le compagnie lowcost, sono nati nuovi aeroporti (tipo, uno qualunque, Malpensa), ci sono stati disastri aerei, l’11 settembre, Lost e altri film e telefilm ambientati su aerei che cadono o spariscono, sono cambiati i controlli al check in e anche le modalità di imbarco e di prenotazione. C’è internet in pratica che ha sparigliato le carte anche in questo settore. Eppure la mia paura rimane tutta al suo posto ed io, per assecondarla, ho viaggiato in macchina più o meno in ogni posto che si potesse raggiungere in macchina, su e giù per il vecchio continente con una vecchia Lancia Dedra o una vintagissima Fiat Uno, per tredici lunghissimi anni.

Prima o poi le cose però vanno affrontate nella vita, e visto che il tempo passa in fretta e ci si fa vecchi, restare con i piedi per terra ancora a lungo sarebbe stato davvero sciocco. Quindi ho comprato un biglietto per Londra un mese fa. Domani si parte, anzi si riparte proprio da dove ero rimasto nel luglio del 1998. Ryanair, volo economico, bagaglio ridotto all’osso, servizio semplice ed efficace. Cercherò di dormire, o di giocare a frisbee con le hostess, mi han detto che si può. Ho autorizzato la mia compagna di viaggio a menarmi nel caso mi metta a gridare come un bimbo che vuole scendere. Tanto sono convinto che appena saremo un poco in alto mi metterò a fare urletti di stupore guardando le nuvole e la paura sarà passata. Proprio come un bimbo che non voleva salire, ma poi chiede alla mamma se può fare un altro giro.

1 Response to “Prendere un aereo tredici anni dopo”


  • Sai che mi è piaciuto! Bravo, quasi quasi se lo traduci in inglse magari lo pubblicano sullo….sullo….sullo….rullo di tamburi…….. SSTTAAAAAINNNDDDDAAAAADDDD!

cribbio
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