Sveglia tardi, ore undici circa. Rapida bevuta del thè rimasto nel pentolino, poi accensione del computer e avvio della Mail machine. Scaricamento posta e feed dei blog. Giro sui preferiti di Splinder. Lettura di 96 blog. Molti non aggiornano perchè in vacanza, bene. Cazzeggio, giro in bici, lettura giornali, ascolto di musica casuale (astenersi tormentoni). Pranzo. Pennichella. Parole crociate. Lettura libri, quotidiani, scaricamento posta e feed, lettura feed. Gigioneggiamento davanti al pc, ristrutturazione template del blog per settembre, insulti via icq, montagna di chiacchiere, organizzazione di eventuale giro a vuoto pomeridiano. Giro a vuoto pomeridiano. Rientro, scaricamento posta e feed. Cena. Ristrutturazione del sottoscritto per l'uscita serale. Giro in macchina. Piazza. Birretta. Piada+Coca. Buskergarden. Saluti. Birretta. Visione di un film casuale iniziato. Cambio di compagnia. Bacio. Birretta. Buskergarden. Saluti. Patatine. Visione di un film casuale finito. Giro in piazza. Vetrine. Castello. Scalone chiuso, piazzetta chiusa. Piccioni. Silenzio. Ore quattro del mattino. Saluti. Giro in macchina. Rientro senzafarrumore. Sonno. E via di nuovo. (ad libitum sfumando...)
Categoria: · ore 17:24Nelle pentole di un appartamento appena affittato arredato, com'è affascinante esaminare le incisioni rupestri sullo strato non più sanissimo, inargentato, di un'antiaderenza logorata dal tempo; queste testimonianze astrattizzanti di civiltà a noi precedenti, in cui a volte capita di distinguere una figuretta stilizzata, un piccolo animale (come quando li cerchiamo fra le nuvole o negli scarabocchi), una fettina di cipolla ormai fossilizzata, una caccola insperata.
Allora, usa al minimo i mestoli di legno, le forbici per le unghie e ogni altro espediente antigraffio di cui la prudenza, la mamma, la Upim ti avranno dotato; e, senza tralasciare il forchettone dell’arrosto - usandolo anche per la pasta lunga - e quell'altro pennello, forse meno preciso, ma dalla stesura più delicata, vibrante, pointilliste che è la schiumarola a forellini aggettanti; ogni pasto traccia più che puoi nelle tue pentole nuove, con quei colpi - come in un atto di action cooking - le immagini che diranno in vece tua ai prossimi inquilini chi sei, da dove vieni e quanto sarai diventato, se non la smetti di farti tutte queste carbonare.
AVVERTENZE: Post fuffarolo e cazzeggioso. Astenersi non interessati e non conoscenti.
Se tutto l'anno ci fosse vacanza, divertirsi sarebbe tedioso come lavorare, diceva Shakespeare. Peccato che qui invece le vacanze siano centellinate e da qualche anno a questa parte se ne vedono sempre poche causa esami ad oltranza fino a fine luglio. Così anche quest'anno siamo giunti al termine delle fatiche, meno di 48 ore fa, ed ora possiamo gustarci il meritato riposo. E' però l'idea di "vacanza" tout-court ad essere sbagliata. Giusto ieri sera il fedele bardo Attimo, in quel di un concerto di revival beatlesiano tra nostalgici e nuove leve, mi faceva notare come mancasse poco più che un mese ai primi esami di settembre. Spiegatemi dove vedete la vacanza. Ma tant'è. Ho firmato un contratto, lo sapevo come andavano le cose e non mi lamento. Non ora che cominciano le vacanze, perdiana! Magari a settembre mi lamenterò di nuovo ma non ora, non è il caso.
Domani si parte per Milano, dove pochi giorni fa il nostro amato artista, corridore, progettista, ciclista, viaggiatore, ecc... Simone, si è laureato al Politecnico. Con lui anche il fedele compagno di studi Roberto, un tempo attivo collaboratore, di recente troppo preso da modelli 3D e Photoshop vari per pensare a scrivere stupidate in questi lidi. Giustamente oserei dire. Andremo a festeggiarli egregiamente, come si addice a queste occasioni, e se capita butteremo un occhio sulla calda città ambrosiana di fine luglio.
Tutto questo per dire che dai prossimi giorni, parlo per il sottoscritto, entro in vacanza ufficiale. Cercherò faticosamente di pensare ad altro e gustarmi quel simpatico solleone con umidità al 100% che regna da queste parti, stando lontano dai blog. Premetto che non ci riuscirò, ma scrivo queste righe a parziale giustificazione di eventuali post idioti estivi, saltuari e brevi, senza troppe pretese.
A settembre si riprende di gran carriera, il sito cambierà aspetto, e oltre alla livrea nuova avrà probabilmente qualche sezione in più, ma il Cda deve ancora riunirsi sotto il condizionatore gustando granite al limone per decidere le sorti del baraccone. Qualche anteprima la prossima settimana. Forse.
Resta inteso che i vari autori che scrivono quissù sono liberissimi di postare e contribuire quando e come vogliono, se non vanno in vacanza...a loro un grazie di cuore per i loro contributi e per aver condiviso con noi esperienze, emozioni, pensieri e riflessioni.
A settembre compari, prosit! (si levano in alto i calici)
P.S. Resta inteso che domani mi verrà un'intensa voglia di scrivere e manderò a quel paese tutto quello che ho appena detto. ![]()
Categoria: · ore 09:28Capitolo I - L'impiegatino pallido parte per le vacanze - Milioni di veicoli sulle strade
Dagli atrii muscosi, dai fori cadenti
Dai boschi, dall'arse fucine stridenti,
Dai solchi bagnati di servo sudor,
Un volgo disperso repente si desta;
Intende l'orecchio, solleva la testa
Percosso da novo crescente romor.
Capitolo II - L'anno dell'impiegatino pallido - Via da questo ufficio, via dalle piccole umiliazioni quotidiane!
Ne' guardi, ne' volti, confuso ed incerto
Si mesce e discorda lo spregio sofferto
Col misero orgoglio d'un tempo che fu.
Capitolo III - La partenza intelligente
S'aduna voglioso, si sperde tremante,
Per torti sentieri, con passo vagante,
Fra tema e desire, s'avanza e ristà.
Capitolo IV - La padrona della pensione si prepara ad accogliere i turisti
E adocchia e rimira scorata e confusa
De' crudi signori la turba diffusa,
Che fugge dai brandi, che sosta non ha.
Ansanti li vede, quai trepide fere,
Irsuti per tema le fulve criniere,
Le note latebre del covo cercar.
Capitolo V - Finalmente in spiaggia! Si spalmano le creme, e i bagnini insidiano la figlia dell'impiegatino
E quivi, deposta l'usata minaccia,
Le donne superbe, con pallida faccia,
I figli pensosi pensose guatar.
E sopra i fuggenti, con avido brando,
Quai cani disciolti, correndo, frugando,
Da ritta, da manca, guerrieri venir.
Capitolo VI - Anche il capufficio è in vacanza. Nello stesso albergo.
Udite! Quei forti che tengono il campo,
Che ai vostri tiranni precludon lo scampo,
Son giunti da lunge, per aspri sentier.
Capitolo VII - L'anno di lavoro dei capufficio
Sospeser le gioie dei prandi festosi,
Assursero in fretta dai blandi riposi,
Chiamati repente da squillo guerrier
Capitolo VIII - Lunga digressione in cui si parla del figlio capellone dell'impiegato che va in campeggio per risparmiare.
Han carca la fronte de' pesti cimieri,
Han poste le selle sui bruni corsieri,
Volaron sul ponte che cupo sonò.
A torme, di terra passarono in terra,
Cantando giulive canzoni di guerra,
Ma i dolci castelli pensando nel cor:
Per valli petrose, per balzi dirotti,
Vegliaron nell'arme le gelide notti,
Membrando i fidati colloqui d'amor.
Gli oscuri perigli di stanze incresciose,
Per greppi senz'orma le corse affannose,
Il rigido impero, le fami durar.
Ma seguitiamo l'impiegatino pallido
Capitolo IX - La lotta per l'ultimo ombrellone - L'impiegatino pallido affronta il capufficio.
Si vider le lance calate sui petti,
A canto agli scudi, rasente agli elmetti,
Udiron le frecce fischiando volar.
Capitolo X - 23 agosto, si torna al lavoro.
Tornate alle vostre superbe ruine,
All'opere imbelli dell'arse officine,
Ai solchi bagnati di servo sudor.
Esco troppo presto per andare a fare la spesa, fa caldo, e mi dimentico che la fermata dell'autobus non è più vicino a casa. Cammino un po' sotto il sole, mi rifugio sotto i portici, ma fa caldo anche là, è un caldo diverso, ma non sopportabile comunque. Arrivo alla fermata provvisoria, ma non mi accorgo di una signora bassa e grassa, sulla cinquantina. La urto, le chiedo scusa e la guardo. Ha una maglietta nera bruttissima, con una scritta in paillettes dorate che recita Breaking the Rules. La "a" di "breaking" è cerchiata, come nel simbolo anarchico. Io indosso una maglietta con Groucho Marx che dice Di qualunque cosa si tratti, io sono contro. Non credo che la signora sappia né chi sia Groucho Marx, né il significato della scritta sulla sua maglietta. Quello che ci accomuna, alla fine, è l'autobus.
Dopo poco arriva l'undici e saliamo.
Categoria: Segnalazioni · ore 11:42Di questi tempi molti blog languono e si trova di meglio da fare che postare. C'è chi invece d'estate decide di aprire un blog piacevole da leggere.
Categoria: Segnalazioni · ore 18:49Siete disperati perché ogni volta che volete commentare un post non appare più il link del vostro sito come succedeva prima?
O siete arrabbiati perché ogni volta che qualcuno viene da voi non mette il link del suo sito?
E volete sapere perché succede tutto questo?
.....................
Nella sua immensa intelligenza, come opzione predefinita Splinder della nuova versione 2.0 ha messo che VOI UTENTI DI SPLINDER AVETE UN BLOG NON SU SPLINDER! (Quando si dice l'autostima!)
Per ovviare all'inconveniente, andate nella home page di splinder, loggatevi, e guardate in basso a destra:c'è scritto my account, cliccate su gestione profilo, e cambiate l'impostazione "Scegli il tuo blog principale" da Blog non ospitato su Splinder a Blog su Splinder. In questo modo FINALMENTE il link del vostro/loro sito, apparirà nella firma! Da dire che anche agli utenti che non hanno un blog non su splinder, se metteranno l'url del loro sito, apparirà nella firma!
In un afoso pomeriggio di metà luglio mi imbatto (quasi) per caso in un post di Kiki... "Se c'è una cosa che mi piace tanto...Ma proprio TANTO...E' rispondere alle domande. Parlare di me, essere intervistata.". Ehi! Questa frase va a braccetto con la mia: "Se c'è una cosa che mi piace tanto, ma proprio TANTO, è fare felice una bella ragazza con poco...". E visto che qui di interviste se ne son fatte tante...ecco qui le irriverenti domande che le ho rivolto.
Quattro chiacchiere con...Kikiblog
http://kikiblog.splinder.com
Romana, bionda, 24 anni, dichiarati 22 come le star, capricorno ascendente nonsoche, aspirante giornalista...in una solaparola: Kiki. Lasciando perdere l'anagrafe, chi si nasconde davvero dietro questa misteriosa ragazza dal fascino irresistibile?
Prima vorrei sapere dove si nasconde il fascino irresistibile. Posso dirti che un pò più in la ci sono io: Pasquale, 72 anni a Settembre, vergine ascendente toro... Ah no, avevi detto di lasciar perdere l'anagrafe... Scherzi a parte, forse ancora traumatizzati da Personalità Confusa un po' di tempo fa avevano sparso la voce che fossi un personaggio di fantasia inventato da qualche losco individuo del web... Purtroppo non sono così sofisticata e costruita, spiacente di deluderti ma sono proprio, davvero, sinceramente, decisamente UNA COME TANTE... Forse con un pò di culo in più, ma JLo ha lo stesso problema.
Nel tuo blog si può trovare "tutto quello che si vorrebbe leggere sulla vita di una ragazza 22enne. Amore e sesso, party e alcool, università e casini,ecc... FOLLIA senza un pizzico di buon senso."...mi sembra non manchi niente. Questo "TUTTO"non credi che appartenga alla vita di qualunque ragazza o ragazzo della nostra età? Che cosa rende particolare ed originale il tuo scrivere e perchè hai successo?
Prendo le cose con leggerezza, dal lato ironico, forse è per questo che ho tanti lettori: alcuni di loro si ritrovano nei miei racconti - proprio perchè potrebbero appartenere alla vita di chiunque - e riescono a vedere quello che accade a me e a loro da un nuovo punto di vista, che riesce a farli sorridere.
Da un sondaggio rapido risulta che il 26% dei tuoi lettori ti seguono perchè ti amano e ti vogliono sposare. D'accordo han visto la foto su Blogopolitan e si sono ringalluzziti, ma non basta dire che sei già fidanzata?
No, perchè se leggono il blog sanno anche CON CHI sono fidanzata, e ci vuol poco a sentirsi un pò migliori di lui, che è un bel po' bastardo. Inoltre, detto fra noi, credo che quel 26% sia frutto del voto compulsivo di un solo maniaco, altrimenti non si spiega. Tra l'altro la foto l'ho postata pochi giorni fa mentre il sondaggio è vecchio di mesi!
Non vogliamo credere che fino a 18 anni eri un brutto anatroccolo. O meglio ci vorremmo credere. Hai una foto che provi quello che dici? ;-)
Non le posterei neanche sotto tortura. Ti basta come risposta? Il massimo che posso dirti è com'ero addobbata all'età di 15 anni: apparecchio fisso sopra e sotto, busto correttivo, occhiale con lente blindata, spesso e volentieri chiazze di dentifricio sul naso causa acne recidivo. Poi la mamma mi ha portata a Lourdes.
Tra poco il tuo blog compie un anno e vede sempre una grande partecipazione dei tuoi lettori...cosa ti piace di questo mezzo di comunicazione e cosa no?
Mi piace l'immediatezza e la totale mancanza di freni all'espressione se non il proprio personale pudore. Non mi piace la morbosità di certe persone per i dettagli personali che si desidera lasciare privati, il pretendere di sapere tutto senza capire che fra esporsi molto ed esporsi completamente c'è una netta differenza.
Pensi che ti romperai le balle un giorno di raccontare i cavoli tuoi?
Chi può saperlo. Mi auguro di smettere di bloggare solo per iniziare a scrivere su carta stampata, inaugurare una rubrica su un noto settimanale ed essere così impegnata da non trovare più tempo per farlo, ma ciò non accadrà mai quindi probabilmente se Splinder non mi sfratta mi ritroverete fra qualche decina di anni a raccontare online della mia prima dentiera.
Ti definisci una fashion victim nonchè un'appassionata lettrice di Cosmopolitan. Davvero ora ci scrivi? Di cosa ti occupi? Posta del cuore, ricette, consigli per farlo impazzire a letto, test della personalità?
Mi hai fatto la domanda più inflazionata degli ultimi mesi. Allora, una volta per tutte: SI, scrivo per Cosmopolitan. Non mi occupo di una rubrica fissa ma scrivo quegli articoli tipicamente femminili su relazioni e psicologia. Hai presente roba del tipo "come farsi lasciare in 10 giorni"? Quella roba lì. Se trovi un termine per descrivere articoli del genere fammi un fischio.
Faresti un servizio fotografico per la tua rivista preferita? E poseresti per un calendario di Max o Gq? E per quello di Ciccsoft del prossimo anno?
Si. Si. Si. E ancora si. Quale donna rifiuterebbe di posare per un fotografo pagato per allungarle lo stacco di coscia?
Questa domanda sognavo di farla prima o poi a qualcuno: cosa significa di preciso essere Pariolini? E' rimasto un nome legato al quartiere romano oppure è un modus vivendi diffuso un pò ovunque?
Da questa domanda potrebbe partire un trattato sociologico.... Mi limito a dire che se vivi secondo le 5S: soldi, sesso, stile, salotti, superbia, hai buone probabilità di esserlo. Se poi quest'estate fai prima un giro in barca a Formentera e poi stazioni a Porto Rotondo, non ci sono dubbi.
Prima di metterti a studiare, ma anche durante, hai fatto tanti lavoretti: babysitter, animatrice (Su le mani!), segretaria(chachacha), hostess, ballerina, modella, illustrartice, caporedattrice (maddeche?)...ma quante cose sai fare? Se sai cucinare anche gli spaghetti all'amatriciana e l'anatra all'arancia sei da sposare...
Vuoi anche che ti dica quanto sono durati i vari lavori? Meglio di no. Per quanto riguarda la cucina ho scoperto da poco quant'è rilassante mettersi a spadellare. I risultati fin ora sono al limite del commestibile, ma ho il sospetto di farlo apposta per evitare il rischio proposte...
Tra le cose che vorresti fare una in particolare mi ha particolarmente colpito: dare 4 esami a giugno. Davvero sai come sifa? Dimmelo, ti prego.
Era nella mia lista dei desideri, se la leggi c'è anche "pesare 51 kg" e "scrivere per una rivista di viaggi che mi spedisca gratis in giro per il mondo". Non ti sembra fantascienza?
Con oltre 700 accessi al giorno sei a tutti gli effetti una blogstar. Eppure non ti si legge nei grandi salotti della blogsfera e nelle chiacchiere dei blog della loggia "Blogbar". Come mai questo distaccamento dalla mondanità online?
Lo chiederei a loro... ma ho paura che neanche mi conoscano...!!!
E Splinder non incomincia a starti stretto?
Non so usare Movable Type. Anzi, ad essere onesta non so nemmeno cosa sia. Sono una blogger molto plebea.
Molleresti tutto (ragazzo, poltroncina a Cosmopolitan, posto in lista all'ennesimo esame di scienze della comunicazione, gatto, cane, fratelli...) per scappare su un'isola deserta con Profeta? Ce la fareste anche senza banda larga?
Si, ma non senza macchinetta del caffè. E non mandateci la DeBlank per favore.
In qualità di esperta di mondanità et similia toglici un dubbio in esclusiva per i lettori di Ciccsoft: quale cavolo è ilt ormentone dell'estate 2004? Vasco escluso, naturalmente.
"Esperta di mondanità" dopo "fascino irresistibile" è troppo... mica mi avrai scambiato per una di quelle che stava l'altro giorno all'inaugurazione del Billionaire? ...
Va beh dai, provo a risponderti: Trick Me di Kelis, anche se io sono una fervida sostenitrice dei Black Eyed Peas in quanto la cantante del gruppo sarebbe l'unica persona al mondo in grado di farmi cambiare temporaneamente orientamento sessuale.
L'intervista finisce qui. Son stato cattivo, mi perdonerai?
No, te la farò pagare.
Per farmi perdonare un'esclusivissima maglietta fashion del Cocapera in omaggio solo per te!
A te arriverà a breve il cappellino "VIALE PARIOLI - I SURVIVED"
All that you can't leave behind, leave it on a table!
Bye guys, thank you.
Mi capita di leggere un post di Kay, in cui si cimenta nell'arduo compito di spiegare cosa significhi quella famigerata parola: Indie. Non voglio entrare nell'annoso e irrisolvibile dibattito, chè è troppo vasto e sconosciuto per uno che di Morrissey non ha mai ascoltato una canzone, tanto per citarne uno. La parte che più mi colpisce della discussione che ne nasce (al momento siamo a quota 50 commenti) riguarda la parte "estetica" del movimento Indie. Le spilline, le borse a tracolla, i locali, il vintage. Tutte cose che adoro, fra l'altro, anche se non ho spilline attaccate al mio vecchio zaino Invicta, e di vintage ho solo una felpa comprata all'Oviesse. Lo stile Indie, insomma, mi affascina, è qualcosa a cui, diciamolo, vorrei aspirare, ma apre in me una voragine perplessa. Filosoficamente parlando, si tratta di Forma e di Sostanza, dicotomia lacerante per il sottoscritto, specie quando la Forma può arrivare a "corrompere" la Sostanza: a influenzarla, a deviarla, quasi a sostituirla e anticiparla. E' un discorso che vale ovviamente per la maggioranza, e non per quelle sante persone (da tenere sotto una campana di vetro) che seguono in modo autonomo il proprio sentire, e da qui partono, se vogliono, a costruire un proprio stile. Però quando un fenomeno si espande, c'è il rischio che la Forma acquisti più importanza della Sostanza. Ecco che la canzone di sottofondo che si ascolta diventi in qualche modo musica "ambient", proprio come quella musica che fa da parete, e che al posto degli arpeggi e dei giri di chitarra, subentri al centro della scena, la maglietta, il paio di Converse, la frangetta, le spilline e tutto l'armentario, insomma. E la musica ritorna a fare da cornice. Illuminante, ma davvero, è il post di Pompeo, che si immagina un Costantino in mezzo a quegli ambienti lì. Il tratto comune, è la maniacale cura del dettaglio, dell'immagine di sè, del lato esterno, che porta ad accumunare un fighetto antipatico a un alternativo. Le Adidas Yoshimoto ai piedi e la T-Shirt introvabile indosso. Due poli che si cortocircuitano, un paradosso di estetica che porta due universi lontani anni-luce, ad avvicinarsi incredibilmente, grazie alla Forma, così invadente rispetto alla Sostanza. A modo mio, leggendo quel post di Pompeo rilancia la mia perplessità verso l'ambiente esterno, ormai così selettivo. Non sono bravo nel scovare i dettagli per costruire il mio Stile, e di fronte al mio anonimato estetico corredato di qualche concessione riconoscibile, rimango anchio perplesso, ma di me stesso, però. Forse sarebbe meglio rivolgere questo stato d'animo verso l'esterno, verso mondi ben caratterizzati che corrono il rischio di interpretare se stessi. Sogno di andare al concerto della band svedese sconosciuta con una bella camicia bianca e i brillantini sul collo. Di andare a sorseggiare l'aperitivo in riva al Papete con una maglietta zaccona, sporca e sudicia piena di spilline. E' bello costruirsi uno stile, ma snervante quando lo stile personale deve piegarsi ai Canoni, deve aggiornarsi e stare al passo. Al passo di chi, scusate? Al passo di manichini di tendenza? Spogliamo la Sostanza, che balli coi piedi nudi in riva al mare e che si ubriachi in un locale underground, senza che non ci sia nessuna tendenza a rompere le balle.
E se sono stato confuso e precario, o se sono andato fuori tema, meglio così.
Domani sera, 13 luglio, a partire da mezzanotte circa, anche noi saremo in onda sulle frequenze di Radionation con la prima puntata di un nuovo programma dal titolo ancora indefinito. Sarà un esperimento, vedremo di cavarcela, nonostante le mille insidie che si nascondono dietro una radio online. Al mio fianco ci sarà il fedele Attimo e forse anche qualche ospite speciale che passerà per questi lidi in serata. Solo musica di qualità, i pezzi brutti non ve li passiamo, anche sulla base delle vostre richieste. Parleremo di musica, di sport, di attualità e, ahimè, di blog. Sia chiaro, si improvvisa, abbiate pietà.
Per comunicare con noi durante la trasmissione potete usare i commenti di questo post, oppure venire in chat (server: irc.dal.net canale: #radionation oppure via web qui). Senza dimenticare i fedeli ICQ (38379708), MSN (zioego@msn.com) e SPLINDER (zioego@splinder.com) per chi vuole...Vi aspettiamo!
CLICCA QUI PER ASCOLTARE RADIONATION
(si ascolta automaticamente con il vostro lettore multimediale predefinito)
Succede che Alberto Puliàfito, regista, nonchè autore de L'Indignato, organizzi un rodeo multimediale, sulla scia dei tanti blogrodei organizzati in passato da tante autorevoli personalità. Come al solito c'è un tema su cui ognuno può scrivere liberamente sviluppando una storia, un pensiero, una sceneggiatura... Il migliore viene questa volta premiato con la realizzazione di un cortometraggio prodotto da Alberto in persona. Incuriosito dalla cosa partecipo con il testo seguente, scritto pigramente sul divano il giorno prima di un esame, senza troppo pensarci su. Succede che non si vince, ma il sottoscritto porta a casa l'"ambitissimo" premio: Miglior soggetto "impossibile da realizzare", poichè in effetti il testo non è di facile trasporto in immagini. Che dire...grazie grazie, non me lo aspettavo, troppo buoni, non vi dovevate disturbare, ecc... Vabbè, ecco il mio stupidissimo e sconclusionato racconto. Dimenticavo: il tema era "BENVENUTI NELLA MACCHINA".
- Benvenuti nella macchina.
- Cosa?
- Benvenuti nella macchina - ripetè - è il tema da sviluppare per compito questa settimana.
Chiara chiuse il quaderno sorridente, si alzò dalla sedia e corse verso il fratello maggiore, steso sul letto.
- Ma che razza di tema sarebbe? Non vuol dire niente! - si lamentò il fratello.
- Beh non è vero, potresti dar spazio alla fantasia e interpretarlo in mille modi possibili, no? - lo interrogò Chiara con fare speranzoso.
- Si, si…un’altra volta magari ok?
- Dai fratellone lo so benissimo che non hai voglia ma per favore fatti venire qualche idea…tra pochi giorni dovrò consegnare il tema e qualcosa dovrò pur aver scritto… Lo sai che non sono una cima in queste cose. - disse Chiara facendo irresistibili occhidolci.
- Fammi pensare: benvenuti nella macchina… cosa potrebbe voler dire? Che so, un uomo entra in una macchina dove ad aspettarlo c’è un equipe di ingegneri che l’hanno progettata e gliela vogliono far provare. Così lui entra e loro soddisfatti in coro: “Benvenuto nella macchina!”…
Chiara sorrise. Amava sentire le cazzate che suo fratello si inventava ma sapeva che le sarebbe stato di grande aiuto se solo gli fosse venuta un’idea originale.
- Dai smettila! Ti pare abbia senso? - obiettò allora.
- Si, un pochino si. Altrimenti aspetta… C’è un computer che all’accensione ti dice: Benvenuto nella macchina! Come frase di apertura…uhm…no no troppo stupido. Senti non mi viene in mente niente, facciamo che ci penso, ci dormo su e poi ti so dire qualcosa, va bene? Benvenuti nella macchina…che razza di tema assurdo.
- Va bene va bene - si arrese Chiara.
Prese il quaderno dal tavolo dove l’aveva lasciato e andò di sopra nella sua cameretta. Chiara viveva in quella casa da ormai 12 anni con il padre e il fratello e conosceva ogni angolo della sua stanza. Riordinava spesso ogni cosa con maniacale precisione. Le magliette nel primo cassetto, il diario segreto nella seconda mensola, la chiave per aprirlo nel salvadanaio, i libri di scuola in libreria, le foto strappate del suo primo amore alle medie sul fondo del cestino, sempre pieno. Soltanto quel cestino si concedeva come unico posto “disordinato”. Entrando allegra e canticchiante quel pomeriggio le saltò quindi subito agli occhi un foglietto giallo fatto a pezzettini minuscoli e gettato nel cestino in cima al mucchio di altre scartoffie. Incuriosita dal foglio che sembrava non appartenerle, recuperò i pezzettini uno ad uno. C’era la finestra aperta così la porta sbattè per il vento e Chiara sobbalzò trafelata come se l’avessero colta con le mani nel sacco. Ricompose i pezzi per formare il testo così com’era e con orrore lesse la frase sul bigliettino giallo: “b e n v e n u t a n e l l a m a c c h i n a”. Un gridolino stridulo le uscì dalla bocca ma la mano che isitintivamente portò alla bocca tentò di soffocarlo sul nascere.
- Che bastardo! Ma che scherzi fa? - penso tra sè e sè Chiara, poi si accorse che il fratello non si era mosso da camera sua ed inorridì.
Girandosi per andar verso la porta scoprì il computer acceso. C’era una pagina tutta blu a tutto schermo e non era il solito errore di Windows. C’era scritto solo un breve testo in alto a sinistra: benvenuti nella macchina. Chiara non capì più nulla. Corse giù per le scale gridando aiuto e chiamando a gran voce il fratello ma non lo trovò nella sua stanza. C’era odore di marcio sulle scale e scesa al piano terra trovò la tv accesa su una televendita di pentole. Non c’era nessuno nella stanza ma la porta di casa era aperta.
Chiara uscì in giardino e non potè non accorgersi della bellissima macchina che era parcheggiata proprio sul vialetto di ingresso. Non era la macchina che aveva sempre conosciuto. Era un modello bellissimo, rosso, luccicante e sportivo. A bordo c’erano 4 persone, vestite di bianco. Chiara non distinse quasi chi fossero, nè se li aveva mai visti prima. Si avvicinò trafelata e chiese:
- Avete visto mio fratello? Chi siete voi? Di chi è quest’auto?
Non fece in tempo a terminare la domanda che in coro le 4 algide figure dissero in perfetto unisono:
- BENVENUTA NELLA MACCHINA!
Chiara corse via, impaurita. Vide persone per strada e tutte la salutavano con quella frase, i giornali nelle edicole aprivano con la stessa notizia senza senso: benvenuti nella macchina! C’erano manifesti con quella frase attaccati ovunque manco fosse periodo di elezioni, c’erano negozi con grandi cartelli attaccati alle vetrine, radio accese con canzoni dal contenuto insensato, perfino gente che indossava magliette dal messaggio alquanto criptico… ovunque si girasse vedeva quella scritta. Un uomo la afferrò per la camicetta appena svoltato l’angolo e Chiara non fece in tempo a dire niente.
- Ragazzina…benvenuta nella macchina! Benvenuta nella macchina! Benvenuta nella…m a c c h i n a !…
Chiara si svegliò. Non era più lungo le strade del suo quartiere, non c’erano pazzi che urlavano quella frase, non c’era più niente. Aveva sognato. La mente di una ragazzina di 12 anni l’aveva portata ad un volo pindarico assurdo. Si trovava su un divano, in una stanza semibuia. C’era lo stesso odore di marcio delle scale di casa sua. Abbastanza rincuorata si alzò, avvicinandosi all’unica flebile luce bianca che vedeva. Illuminava uno specchio malandato in un angolo. C’era una scritta strana fatta con il rossetto sulla superficie. Chiara preferì non leggere neppure. E scoppiò a piangere.
Categoria: · ore 09:33![]()
L'uomo che inventerà un libro da mangiare sarà il più grande scrittore di tutti i tempi.
Un libro che si consuma nella lettura, che non sopravvive al suo lettore ma ne diviene parte integrante, un libro da digerire, masticare, da leccare e vomitare, un libro da annusare, da inghiottire.
Ma forse gli uomini non sono ancora pronti per rimangiarsi le parole che sputano in continuazione.
E allora cominciamo con qualcosa di vagamente ancestrale, cannibalesco.
Mettiamo su bottega.
Una cosa dolciastra e morbosa, un laboratorio di leccalecca su misura.
o di chupa chupa, in spagnolo.
che poi sarebbe succhia succhia, letteralmente.
(forse questa differenza quò dir qualcosa sulla distanza che corre tra l'italia e la spagna, tra la pubblica esibizione che lentamente consuma, e l'aspro ardore che asciuga e fagocita)
Mettiamo su questa bottega.
Sculture su misura. Dolci.
Il cliente ci presenta un soggetto, e noi ne facciamo un plastico, una scultura di zucchero e sapori fruttati,
corpi di panna e ciliegie e fragole e meringhe sapientemente accostate,
corpi che si sciolgono nell'estasi dell'amore.
Ritratti in tre dimensioni e quattro sensi, ritratti che soddisfano vista, olfatto, gusto e tatto.
Regalati in formato caramelloso,
colpisci allo stomaco chi ti sta a cuore,
lasciati sbranare, consumare dall'amore.
sarà l'estremo, vanitoso sacrificio di chi sceglie d'essere agnello al suo lupo.
sarà, la tua, una morte sublimata, appiccicosa, dolciastra.
E soprattutto finta. Che è meglio.
Due birre, stanza quattro. Due di due. Due giorni, duemila battiti. Dieci minuti di brivido senza freni. Due caffè. Duecento minuti di sogni. Gìrati dall'altra parte. Metatarsio, femorale, vercingetorige, ancasbilenca. 30elode vada. A settembre? Tempi composti? Boh. Posso dividere per due? Due contro due. La canapa e le rose indù. Montenegro. Bancomat. Doppiaggi. Vento e motori. Donne al volante. Driin? Si? Accendi la tv, c'è un pazzo sullo skate. Bello! Un sorriso nel buio. Già le sette? Bancomat reloaded. Ceccarini chi? No, i gamberi con la Coca no! Kid A. Casco dal sonno. Piacere, piacere. Gli occhiali? Si di rappresentanza. La maglietta di Superman? Non fateci caso, sono un idiota. La fascetta? Si è vero, anch'io studio ad ingegneria. Birretta. Ma quale terzo grado? Si figuri. Ma certo. Hammond, emersonlake&palmer. Guidoni dorme in piedi, non c'è gravità. Ah. Vento. Coda. Guida tu, dice Compay Segundo. Da che parte per Migliarino? Nessuna. Cos'è il Rodeo? Ma quanti secoli fa siamo partiti? Ore, giorni, minutisecondi. Ciao. Bacio. Canzone preferita dei Beatles? 1...2...3...4...5...(ehm)...
(sipario)
Categoria: · ore 17:40
Che parta in pole position oppure quarto, non fa differenza. Vince. Alla fine, vince sempre lui. Tranne una volta solo, quest'anno ha vinto sempre lui. E nonostante questo, non riesco a odiarlo, non riesco a sperare in una vittoria di qualcun altro. Certo, sarebbe meno noioso, ma andrebbe a scalfire una stagione unica. C'è chi, ormai annoiato, si augura che gli scoppi una gomma, che venga battuto da quel concentrato di mediocrità che è Barrichello, che accada qualsiasi cataclisma a impedire la certa vittoria. "Non c'è gusto così, ormai vince sempre lui", obiettano gli smaniosi di spettacolo sportivo, di bagarre e di gare interessanti che evitino la placida pennichella domenicale. E invece mi va di andare contro corrente, di stare, per una volta (rammento la mia fede nerazzurra) dalla parte del Vincente, dell'antipatico Dominatore, della glaciale Perfezione, dell'impeccabile, regolare Cannibale. Ci sono i vincenti antipatici, e ci sono i Vincenti talmente Vincenti, che superano l'umano e invidioso concetto di antipatia per il Vincente, lo scardinano con la loro incredibile capacità di vittoria: con i loro risultati (le ha vinte praticamente tutte quest'anno, cacchio, e in che modo) macinano record e sgretolano gli sbuffi annoiati. Vanno oltre: scrivono la storia di uno sport, e tu hai la fortuna (?) di vederli all'opera. La Vittoria che fagocita se stessa, si gonfia all'inverosimile, perde i crismi di una sterile supremazia costante, diventa Perfezione, e nello sport la Perfezione va ammirata, va osservata e contemplata. A questo punto, che Schumacher le vinca tutte, le gare, fino alla fine del Mondiale.
Scoperto per caso curiosando fra le pagine di Repubblica.
Che poi uno si chiede: "servirà a qualcosa?"
Dubito.
Che le compagnie telefoniche marciassero un po' su determinati costi credo fosse già abbastanza palese, in fondo una volta installati gli impianti il costo a loro carico rimane quello del personale e della manutenzione. Il resto sono tutte entrate, praticamente nette. Anche le varie promozioni del tipo "chiama gratis per un mese" alla fine sono risparmi relativi per l'utente che investe i suoi soldi per vedersi restituire soldi virtuali in traffico telefonico (risparmio discutibile secondo me perchè mi capita spesso di sentire gente che dice "sì, mi faccio un'altra ricarica, tanto poi mi ridanno i soldi...). E nessuno mi toglierà mai la convinzione che le varie sms card siano state inventate solo per abituare i poveri utenti a mandare un numero di messaggi sproporzionato, visto che "conviene"...facendo un paio di calcoli l'invio di un messaggio è praticamente a costo zero per la compagnia, che incassa l'equivalente in denaro di un migliaio di carte servizi...
Senza contare tutti i vari centesimi che spariscono miracolosamente dal tuo traffico residuo anche quando il tuo telefonino se n'è stato allegramente su un tavolo a poltrire tutto il santo giorno...
Ma perchè invece di stare a scrivere su un blog non sono che studio ingegneria delle telecomunicazioni per aprirmi una compagnia telefonica?
(segue da seconda parte)
- Lei giovanotto dovrebbe fare più sport invece che passare le ore in biblioteca - berciò la vecchia
- Lei signora poterbbe pure farsi una padellina di cazzi suoi ogni tanto neh? - sparò l'obiettore senza pensarci troppo su.
- Il mio libro! - gemette l'uomo ancora in terra guardando verso il tombino.
- Veramente quel libro appartiene alla biblioteca - disse il giovane ancora ansimante per la corsa sfrenata
- Ma che importanza ha? Faccia finta che l'abbia preso a prestito. - disse stizzito l'uomo
- Già, ma lei non l'ha fatto. Ora dovrà ripagarlo lo sa? Si alzi e venga con me in biblioteca.
- Spero voglia scherzare. Ho tante cose da fare. Arrivederla. - e nel dire ciò l'uomo si alzò con inaspettata rapidità e corse via.
Il ragazzo rimase spiazzato per la seconda volta e non ebbe nemmeno la voglia di inseguirlo. La vecchia ridacchiando riprese il suo cammino. Il sole era ormai alto nel cielo e l'arcobaleno indicava che era da poco piovuto. La chiazza sui pantaloni dell'uomo che era da poco corso via era inequivocabile: o era caduto in terra in una pozzanghera o si era pisciato sotto. Chissà forse la vecchietta rise anche per questo.
Epilogo. Il ragazzo ripensò alla frase della vecchia e si decise a fare un pò di sport. Ogni sera iniziò ad andare a correre anche se non ottenne mai risultati brillanti. L'anziana massaia comprò le uova, fece una buonissima torta per la sua nipotina di 9 anni, e ne fù soddisfatta. Dell'uomo in incognito non si seppe più niente, ma venne ritrovato pochi giorni dopo un volumetto in biblioteca, nei pressi della lettera B anche se non esattamente al suo posto. Si trattava di una copia del medesimo libro rubato e poi perso in maniera tragibuffa dal losco figuro. Aprendolo, la direttrice si fece cadere un foglietto, inserito tra la pagina 45 e la 46 del libro. C'era scritto: "Vi lascio una copia nuova di questo libro, ho preso la vostra perchè mi piaceva la copertina e non si trova più in commercio. Inoltre nella nuova edizione la carta è troppo sottile, il carattere usato è piccolo e l'inchiostro tende a sporcare, insomma: un disastro. Scusatemi ma il libro per me è una cosa preziosa! P.S. Non raccontate balle, è impossibile inserire un foglietto tra la pagina 45 e 46 di qualunque libro!". Touchè.
(fine)
Ormai il giocattolino è nelle mani di tutti...sono passati almeno 60 giorni da quando qui è piovuto dal cielo un account per provare la prodigiosa (?) casella di posta di Google. Qui avanzano 2 inviti...se a qualcuno può far comodo si faccia vivo nei commenti: cedesi al migliore offerente. Se entro 48 ore nessuno recriminasse queste caselle verranno gettate in un cassetto a prendere polvere un po' come i campioncini di Iri, come ogni cianfrusaglia che si rispetti. Salvatele!
(segue da prima parte)
L'uomo non disse nulla, riprese da terra il libro, lo infilò nuovamente sotto il giaccone e iniziò a correre. Corse velocemente, cogliendo di sorpresa il ragazzo che sul momento non capì cosa intendesse fare. Corse, corse, corse sempre più in fretta, la biblioteca era grande ma non un anello olimpico così arrivò dopo circa 15 secondi davanti all'ingresso. Aprì il portone e fuggì. L'allarme scattò e l'insopportabile cicalino risuonò nell'aria nel panico generale e tra la gente vagamente stupita ed assopita dei corridoi e delle sale studio. Fù il principio del caos. I primi a scappare, allarmati per un possibile incendio furono i bambini della sezione ragazzi, seguiti da alcune mamme e un paio di ragazzi più grandi. La direttrice era scesa dagli uffici del piano di sopra e urlava come impazzita cos'è successo cos'è successo? fate tacere quell'allarme! L'obiettore era intanto arrivato nell'atrio dove gridava a gran voce presto! fermate quell'uomo! ha appena rubato un libro! Tra le risatine generali e un vociare indistinto di qualche simpaticone che fece notare che i libri da che mondo e mondo sono gratis in biblioteca e rubare non serviva poi a molto...
Ne nacque una discussione stupida che non riportiamo per sintesi e per buoncostume, e durante la quale lo strano signore guadagnò parecchi metri di vantaggio sui suoi inseguitori fuori in strada. L'obiettore lo rincorse ma non sembrava stargli dietro, l'uomo con libro e cappotto era maledettamente veloce. Nel mentre nell'ingresso della biblioteca, Gianni, conosciuto dai più come un povero matto che amava passeggiare da quelle parti cercando il profumo della vita, ritrovò berretto ed ombrello dell'uomo ed ebbe l'ottima pensata di portarseli via. Questo particolare non serve a niente, è una cosiddetta frase di contorno per allungare la storia ed arricchirla per renderla più realistica.
Il destino stava per compiersi ma non sempre ci si immagina quello che potrebbe accadere da un momento all'altro. Anzi mai, a dire il vero. Altrimenti l'uomo che scappava dal ragazzo avrebbe imboccato un'altra strada e non la stessa che percorreva in senso inverso la signora Gina, anni settantatre, massaia, diretta dal bottegaio perchè aveva finito le uova. BAM! Fù il suono della vecchia che si scontrò contro l'uomo facendo rintuzzare entrambi in terra. Il volumetto sotto il braccio dell'uomo cadde in terra rovinosamente e rintuzzando sul marciapiede si infilò bel bello nel tombino che stava alla sua base. L'uomo si voltò con sguardo terrorizzato malcelato dalle lenti scure degli occhiali, la donna bestemmiò in un dialetto a lei noto rialzandosi malandata. Giunse il ragazzo, col fiatone, e si fermò davanti a loro.
(segue)
Categoria: Varie · ore 13:28
Quando non conti più il numero di volte che hai provato a darlo, quando maledici il giorno in cui hai scelto un complementare che nulla aveva a che vedere con le tue già scarse capacità mentali, quando fa sempre più caldo, hai passato la notte in bianco e il prof arriva con due ore e dieci di ritardo e cambia aula tre volte. Quando ti guardi intorno e vedi gente molto più giovane di te, tra cui un tipo intortato in discoteca a novembre 2003 e mai più rivisto, che ti fissa ammirando il tuo sfacelo di vetustà. Allora e solo allora, un attimo prima di alzare bandiera bianca, l'assistente bionda ti consegnerà il CompitoDeiTuoiSogni, capolavoro di chiarezza e semplicità, come se ti avessero letto nel pensiero quali domande preferivi, in che ordine, con quale carattere grafico. Lo svolgi in sei minuti ed esci a godere il sole come per la prima volta.
Categoria: Varie · ore 00:40La legge 7 Marzo 2001 n° 62 definisce "le nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali". Inserendo nei nostri blog il disclaimer:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
(ricordatevi, va inserito NON SOLO COME POST,MA NELL'HTML DEL TEMPLATE)
dovremmo a grandi linee metterci al sicuro dall'obbligo di depositare il contenuto dei nostri blog presso il ministero, sempre che non si violi nessuno degli articoli contenuti nel suo testo. Riassumendo in breve quello che non bisogna assolutamente fare, per non trovarci nel torto, nel caso un magistrato particolarmente zelante volesse comunque chiamarci in causa, vi sollecito a non postare né linkare testi coperti da copyright, anche se non siete certi che lo siano, ciò vi renderebbe colpevoli di violazione dei diritti d'autore non avendo effettuato la dovuta segnalazione alla S.I.A.E. e ha nulla servirebbe aver scritto nel blog "se pinco pallino ritenesse che io abbia violato la copyright delle sue opere è pregato di segnalarmelo e provvederò a rimuovere lo scritto/foto in questione" il magistrato potrebbe decidere di procedere comunque d'ufficio. Una concessione a quanto detto è l'inserimento di agenzie stampa ove siano esse a fornirne il codice nel proprio sito, è inoltre fondamentale se possibile e se, se ne possiede uno postare solo opere del proprio ingegno, in modo "non periodico", cosa comunque impossibile da definirsi, perchè l'aggettivo periodico avrebbe un numero troppo elevato di interpretazione perchè chiunque possa sostenere che voi abbiate fatto il contrario. Il punto dolente non per noi blogger, ma bensì per la piattaforma che ci ospita e per la quale mi trovo in questo momento a scrivere è che per nessun motivo le nostre opere "d'ingegno" devono procurare a noi o terzi un qualunque profitto, il che fa supporre che potrebbe essere sollevata la questione dei banner pubblicitari presenti in molti blog, la soluzione più logica è che splinder ne chieda la rimozione ai suoi utenti e riservi solo per se stessa la facoltà di averli in home page.
Ultima indicazione da fare è che il reato si estende non solo a chi lo commette, ma anche a chi ne è a conoscenza.
Resta la lontana ipotesi che il solito magistrato in cerca di visibilità decida comunque di chiamare in causa qualche blogger, in tal caso non resterà che chiamare tutti i blogger d'Italia ma nessun palazzo di giustizia vorrà prendersi in carico una simile mole di lavoro e nemmeno l'opinione pubblica rimarrebbe in silenzio.
Vi sarete certamente annoiati, ma c'è ancora una cosa che è importante dire, questo ci permetterà di continuare a scrivere nei nostri blog a patto di sforzarci di metterci solo nostre creazioni o rielaborazioni e riassunti di testi che ci abbiano particolarmente colpito, ma non ci consentirà di scaricare mp3 o quantaltro dalla rete.
Raccontino surreale estivo partorito dalla mia mente offuscata e pigra... per chi ha voglia e tempo di leggerlo, verrà pubblicato a puntate per i prossimi tre giorni.
Era un edificio grande e alto, di colore grigio, con un portone monumentale sopra il quale campeggiava una scritta che non lasciava dubbi sul contenuto del palazzo: BIBLIOTECA. Ad un primo sguardo uno poteva anche scambiarlo per un palazzo come un altro, magari un'abitazione qualunque, ma il passante attento avrebbe sicuramente notato la scritta cubitale sopra il portone. Un uomo dall'aspetto losco, vestito con un giaccone pesante, berretto, occhiali scuri e con una sciarpa che gli copriva buona parte del volto si dirigeva in tutta fretta verso l'edificio. Entrando si tolse il berretto e chiuse l'ombrello che c'eravamo dimenticati di descrivere nella frase precedente. Appoggiò il tutto su una panca vicino all'ingresso, quindi si diresse rapido e deciso verso la zona "Narrativa italiana". Un ragazzo dietro il bancone si accorse di lui a causa del suo look sospetto e si mise a seguirlo senza farsi scorgere. Ad uno sguardo più attento avremmo chiamato il ragazzo "Obiettore" e il bancone "Sportello dei prestiti". L'uomo era giunto nel frattempo davanti alla lettera B: Beccaria, Bembo, Boccaccio, Boiardo, Boito... Guardava quei tomi innanzi a lui con passione e avidamente ne afferrò uno, che potremmo chiamare "Bastogne" di Enrico Brizzi, ma anche un altro se vi fa piacere, e lo infilò rapido sotto il giaccone. Il ragazzo era stupito dello strano comportamento dell'uomo ma rimase in silenzio ad osservare. Una mosca si posò garrula sul braccio dello strano uomo, che con un gesto di stizza la allontanò. Questo particolare sembra non avere nessuna utilità al racconto, in realtà ci siamo dimenticati di dire che l'uomo reggeva con il braccio il libro sotto il giaccone. Molti di voi lo sospettavano e hanno dovuto leggere ugualmente queste righe chiarificatrici. Chiedo scusa e proseguo. Il libro cadde a terra con fragore e il giovane fino a quel momento zitto e buono perse la calma.
- Scusi, dovrebbe fare più attenzione con quel libro - gli disse con tono comunque gentile.
(segue...)
Ode ai cavalieri che fecero l'impresa, ebbene sì, è finita. Come non si aspettava nessuno e come alla fine si aspettavano tutti.
Per una volta qualcosa d'insolito.
Dice la zia Proserpina che in quel di casa sua in questi giorni c'è molto da fare. Un gran viavai di gente, blogger, scrittori, editori (!), quattropassi e antonelline... A Castellana Grotte (BA) sta per tenersi un... BlogTrip, "viaggio nella Blogpalla con tanto di BlogVisualTrip, ovvero una mostra di tavole e foto fatte da blogger, e il PoetrySlam, una gara di poesia diretta da Lello Voce." Due eventi che essendo sbarcati per la prima volta in Puglia proprio con questo festival del libro, stanno avendo un sacco di riscontro in giro sui media e speriamo nel mondo dei blog stessi. Parlerà con Pros il caro editore Giuseppe Laterza e poi ci sarà spazio a dibattiti e interventi da parte di tutti i presenti. L'invito è dunque per il 10 luglio giù in Puglia: "se non altro è una buonissima occasione per godersi una due giorni di bellezze naturali del sud!", dice l'organizzatrice.
Ulteriori informazioni le potete trovare qui:
http://www.pproserpina.net/presidio2004/2004/06/blogtrip-viaggio-nella-blogpalla.html
Categoria: Varie · ore 14:41
"Ma l'ignavo sa di essevlo?"
Comincia con una raffinata battuta di Theego (che tra l'altro ho capito dodici ore dopo, nda) la mia avventura nella capanna sulla sabbia di Ciccsoft. A proposito di snaturare i blog collettivi. A presto, con infamia e senza lode.
Tre anni fa, l'esame orale e finivano gli anni del Liceo. Fin lì tutto facile.

Categoria: · ore 14:02Davide di Daveblog lancia questa pulce: più autori rafforzano l'identità di un blog oppure lo snaturano? La questione è vasta e non si presta molto a un'interpretazione univoca. C'è chi preferisce seguire un Monoblog, impregnato della personalità dell'autore, chi invece apprezza molto i Multiblog proprio per la loro poliedricità. Una mia idea (Dio li benedica entrambi, volendo MOLTO sintetizzare) ce l'avrei, ma vorremmo lasciare spazio ai nostri pochi ma fidati lettori per creare un dibattito all'ombra della grondaia. Coraggio, voi cosa ne pensate?
Categoria: Racconti · ore 10:04
A casa di mia nonna, quando ero piccolo e ancora più innocente, seduto sul divano, circondato da cuscini ricoperti da tele forate di lana grossa con motivi floreali ricamati su colori sgargianti, leggevo riviste molto nonnesche, come Confidenze, o Intimità. Le lettere delle donne in quelle riviste mi piacevano moltissimo, ma più di tutto mi piacevano i fotoromanzi.
I tempi però sono cambiati, e a questi nuovi ritmi mal si adatta la forma mezzo statica e mezzo dinamica del fotoromanzo. un telefilm è più fluido, più simile, un libro rosa è più pieno, più fantasioso.
Occorre rifondare il fotoromanzo su basi diverse, come una performance live di incredibile audacia.
Realizzare un fotoromanzo in movimento richiede fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione, come insegna Renzo Montagnani in Amici miei prima di fare quella grossa nel vasino del bimbo.
Si fa cosi':
Ci si aggira con un blocco bianco e un pennarello, e si osserva la gente.
Quando si individua una situazione che si crede di saper interpretare, si scrive un pensiero, o si fa un disegno rapidissimo, si strappa il foglio e lo si espone sopra la testa della vittima, come un fumetto vivente.
Il tutto dura pochissimo, il tempo di leggere il fumetto per quelli che in quel momento stanno guardando in quella direzione.
Poi via, subito, che si rischiano le botte, a rompere i coglioni alla gente.
Giuro, è il modo più originale che abbia mai sentito per spiegare che tra pochi giorni ti sposi... Auguri al bravo Luca e alla mitica Daria della caaaaasa. Che, diciamolo, ha fatto il mio liceo e per questo le voglio "un pochino" bene.
E va bene, va bene, la colpa della scarsa prestazione agli Europei è che giochiamo troppo. L'esecutivo Uefa si è infatti lamentato per l'assenza di 5 grandi squadre dalle semifinali, come spiega oggi la Gazzetta: Italia, Inghilterra, Spagna, Francia e Italia. Ecco cosa non andava...noi giochiamo doppio! Augh. Intanto il Portogallo è in finale. E zitto zitto andrà a vincerlo. L'ho scritto. Forza Pavel!
Recita quest'oggi l'home page di Splinder:
"Abbiamo aspettato l'estate per completare la transizione; da oggi mioblog.splinder.com diventa l'indirizzo ufficiale per i blog ospitati su Splinder; fino al 30 settembre 2004, digitando il vecchio indirizzo .it si verra' comunque reindirizzati su .com. In questi 3 mesi, vi consigliamo di comunicare il cambiamento ai vostri lettori in maniera che il link al vostro blog sia aggiornato. Non dovrebbero verificarsi problemi di alcun tipo; anche i motori di ricerca, dopo un primo periodo di adattamento, si adegueranno al nuovo indirizzo."
Noi non abbiamo nessun problema di questo tipo, abbiamo sempre avuto il nostro dominio tranquillo e pulito... Spero che i p

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