Negli Oscan 2004 per il miglior blog esterno alla piattaforma Il Cannocchiale, sta vincendo Christian Rocca, e questo già mi fa rabbia. Ciò però che mi fa ancora più rabbia é che Maurobiani sia sotto di sifossifoco, lo spammer maledetto. Ma vi rendete conto?
Fate ciò che é giusto. Votate per Mauro!!
Categoria: Satira · ore 23:32Per diventare veri fan di TZN Ferro (e noi giovani siamo tutti veri fan di TZN Ferro), bisogna imparare a scrivere come dei veri fan di TNZ.
Ci sono 3 livelli di linguaggio, i fan possono usare solo i primi due, il terzo lo può usare solo TZN.
- Primo livello
1) Le vocali non servono. Per scrivere come TZN, quindi, niente vocali.
Facciamo un esempio:
"Ciaooo tiziano come staiiii????" ----diventa---> "C TZN cm st????"
2) Usare le K al posto delle C.
Esempio:
"Caz*o, tiziano, sai che sei veramente un bravo cantante?" ----> "Kzz, tzn, s k s vrmnt n brv kntnt?"
3) Usare le X al posto delle Z. Esempio di sopra:
"Caz*o, tiziano, sai che sei veramente un bravo cantante?" ----> "Kxx, tzn, s k s vrmnt n brv kntnt?"
4) Usare numeri al posto di parole che somigliano a numeri.
Esempio di sopra:
"Cazzo, tiziano, sai che sei veramente un bravo cantante?" ----> "Kxx, tzn, s k 6 vrmnt 1 brv kntnt?"
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Il primo livello è abbastanza semplice, una volta imparato si può passare al livello successivo:
- Secondo livello
Nel secondo livello si usano solo le consonanti più significative. La scelta cade sui fan. Facciamo un esempio con la frase di prima:
"Kxx, tzn, s k 6 vrmnt 1 brv cntnt?" al secondo livello diventa "Kxx, tzn (tzn rimane standard in tutti i livelli), k 6 vt 1 ktt?"
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Il secondo livello è difficile da interpretare, ma se siete dei veri fan potete capire senza problemi.
Il terzo (che può essere usato solo da TZN) consiste nel pensare una consonante, se la consonante è la stessa che pensa TZN, allora i fan possono interpretare quella consonante come vogliono. Ed è tutto molto bello.
Un vero corso, però non sarebbe un vero corso se non ci fosse l'esercizio finale:
ESERCIZIO
Convertire da linguagio Tizianesco di secondo livello a linguaggio italiano, la seguente proposizione:
"Kxx, m sn rtt srr 1 st s TZN. K n st rs nk 1 n b"
La soluzione da me o da Pieceight.
Ps l'altro post me lo sono censurata da sola..a buon intenditor poche parole ![]()
Io non sono sempre stato Juventino. All’inizio tifavo Genoa, perché ogni volta che compravo le figurine, c’erano figurine del Genoa, così mi son detto che forse quello andava interpretato come un segno del destino. Poi però mi sono reso conto che il Genoa aveva vinto il suo ultimo scudetto nel 1899, e così, visto che non sono proprio scemo, ho scelto la Juventus.
Qualunque: ma tu non tifavi Genoa?
Chinaski: ma tu non eri morto?
E mi ci sono affezionato, chiaro. Ora, se sei della Juve, automaticamente devi odiare l’Inter.
Non ho sempre odiato l’Inter. Forse l’odio tra Inter e Juventus risale a quel famoso scudetto che abbiamo rubato nel 98, ma non credo. Per quanto mi riguarda, l’odio per l’Inter risale alla terza media.
C’era questo mio amico interista, correva l’anno 1989.
Sì. Quello lì.
Quello dei record, che l’Inter ha vinto 33 partite su 34.
E tutte le mattine, sullo scuolabus, mi dovevo sorbire questo mio amico che faceva cori da stadio. Non solo. Mi recitava tutta la formazione, tanto che ancora adesso la so a memoria. Non ci credete?
Zenga, Bergomi, Brehme, Ferri, Mandorlini, Matteoli, Berti, Diaz, Bianchi, Matthaus, Serena.
Ecco. Io e lui sappiamo che non l’ho dovuta cercare su internet.
Così, da allora io chiedo sempre due cose, a chi sa i risultati delle partite. Se la Juve ha vinto, e se l’Inter ha perso. Non mi interessa altro, entrambe mi danno il medesimo godimento.
L’apice, ovvio, è quando giocano contro.
Nella mia memoria storica di tifoso juventino, alcuni epici scontri mi sono rimasti impressi.
Tra questi, un 2-2 con doppietta di Seedorf. Solito stra-dominio bianconero, vittoria in rimonta sul filo di lana, poi questa scimmia col baricentro alle ginocchia tira una sassata a cazzo di cane, e segna. Ecco. Quella lì è una ferita mica male. Più delle sconfitte (per quanto rare).
Sono passati due anni e mezzo, e me la ricordo ancora.
Nel frattempo, c’è quella vittoria nostra, sempre a San Siro, dopo una partita senza storia.
A tempo scaduto, in seguito a una mischia furibonda assolutamente irregolare, succede questo.
L’inter pareggia con un gol del portiere.
Un gol del portiere.
Anche lì, giù sangue. E rabbia.
Oh, quanta rabbia.
Ancora adesso, se ci penso…
Ma niente, via, non gli si può dar soddisfazione: bisogna dissimulare.
Domenica sera, stavo tornando in macchina. Accendo la radio e scopro che a 15 minuti dalla fine, vinciamo due a zero. Sorrido compiaciuto. Stavolta è fatta, mi dico.
Spengo la radio, e guido. Il mio corpo comincia a produrre qualche chilo di serotonina, per brindare alla vittoria tanto attesa. Guardo Milano, grigia e piovosa, e mi immagino gli ottantamila interisti, allo stadio, tutti depressi. E quelli nei bar, tutti incazzati. E io che mi faccio una meritata passerella, lungo una città deserta. Mi sono sentito come una pattuglia militare dopo la conquista.
Per suggellare il momento, mi assicuro che Pussycopy si sia addormentata, sul sedile passeggero, e poi sibilo, silenzioso:
“Vediamo se pareggiate anche stavolta, figli di puttana”.
Il resto, è risaputo.
Ilnostro imprevedibileamico fa capolino nuovamente su queste pagine. La Redazione, commossa, loabbraccia fraternamente.
Aggiornata la sezione dedicato al nostro mitico cagnolino Lego, con un sacco discatti inediti ripescati dagli archivi degli ultimi anni. Non perdetevi inoltrele prossime mirabolanti avventure di Cagnazz!
Fino a ieri su questo blog si poteva scaricare una bella indie compilation natalizia. L'update di oggi segnala una sospensione dei download
1. The Raveonettes - The Christmas Song
2. Dismemberment Plan - This Christmas
3. Death Cab For Cutie - Christmas (Baby Please Come Home)
4. The Polyphonic Spree - Happy Christmas (War Is Over)
5. Sufjan Stevens - We Three Kings Of Orient Are
6. The Flaming Lips - A Change at Christmas
7. The Walkmen - No Christmas While I’m Talking
8. Mogwai - Christmas Song
9. Sufjan Stevens - O Holy Night
10. Yo La Tengo - It’s Christmas Time
11. The Flaming Lips - Christmas At The Zoo
12. Eels - Christmas Is Going To The Dogs
13. Coldplay - Have Yourself A Merry Little Christmas
14. Low - Just Like Christmas
15. Copeland - Do You Hear What I Hear
16. Ron Sexsmith - Maybe This Christmas
17. Sufjan Stevens - What Child Is This Anyway
Se anche voi detestate con tutta l'anima i giffini che splinderino ha messo nei blogghini dentro ai commentini, non potete non voler possedere uno di questi due bannerini SOOO CUTE!!
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Copyright - Trenta & Darkripper
[la presenza della parola 'fenomenologia' non c'entra niente, ma serve a dimostrare una mia vecchia teoria per cui la presenza di questa parola in un post basta a dimezzarne letture e commenti]
Da quando John Travolta si è piazzato a casa di quella famiglia che non ha sky sto seriamente pensando di abbonarmi. Ho il terrore che Sylvester Bubi Stallone suoni alla mia porta con i salamini avanzati dalla pubblicità citterio. In compenso lascio sempre aperta la mia seicento. Tutte le mattine spero di trovarci dentro Julia Roberts al posto di George Clooney. Questa si che è una buona idea. Non vi nascondo che l’ultima volta che sono stato in albergo ho evitato di prendere un martini al bar: venti euro di mancia mi sembrano troppi anche se a servirti è Gwyneth Paltrow.
Una delle principali caratteristiche dei blog-addicted, o delle blogstar, o dei blogrosiconi, sì, insomma, dei blogger, è quella di aver bisogno di una lavagna, virtuale o reale, da imbrattare, quando si ha qualcosa da dire. Ma anche, e soprattutto quando da dire non si ha proprio nulla! Ecco, dopo l'autoespulsione e il ritorno mediatico, ora sono vittima di problemi della famigghìa. E, così, certo di riuscire a riscuotere il dovuto successo di fischi e verdure marce, avevo voglia di condividere con voi la ventata di positività che mi ha portato il mio week-end trevigiano. Perché probabilmente Tonino e Gianni non hanno capito un cazzo, ma si può ancora essere ottimisti.

E quasi per magia mi appare splinder appena risorta...
Categoria: · ore 18:04E siamo ancora qua...
Categoria: Varie · ore 13:47Grandi cose stanno per succedere questo pomeriggio. Se qualcosa dovesse andare storto e dovessimo non rivederci più, grazie, è stato bello e sappiate che non è colpa nostra... (Della solita conventicola?) ![]()
Categoria: · ore 01:05[Avvertenza: magari é un post forzato, ma ne sentivo lanecessità. Nel caso qualcuno si prendesse la briga di mettersi a scavare nel mioarchivo per cercare cose che questo post potrebbe condannare, vi avverto: "Lacoerenza é beneficio delle menti piccine".]
Tu odi? Dico a te, uomo(o donna) che stai leggendo questo post. Hai mai odiato qualcuno? Hai mai odiatoun blogger? C'é una categoria che detesti? Dei blogger che consideri il maleincarnato? Desideri possedere una Nemesi?
Io onestamente no. A voltemi capita di attaccarne qualcuno, di blogger. Me ne pento quasi sempre. Hosempre l'impressione di aver perso una battaglia, quando mi ritrovo ad odiare.Le battaglie le perdo bene, però. Parafrasando Wu Ming: un blogger siriconosce dal modo di perdere. Le mie sconfitte sono palesi: se odioqualcuno devo assolutamente avere torto. Non é possibile il contrario. Ehi, ionon conosco quella persona. Sono i miei pregiudizi che parlano, i sentimentia pelle che quella persona (e sì che dietro un blogger c'é sempre unapersona) mi provoca.
Sarò mica l'unico? Non credo. C'é gente che si staimpegnando in una crociata, un progetto votato all'odio, un vero e propriomonumento di fango e merda.
Non attaccano i blog. Attaccano i blogger,queste persone. Mi sembra ci sia una certa differenza. Leggo il loro blog, e misento come il soldato di La Sottile Linea Rossa che osserva le grandifoglie bucherellate nella foresta devastata dalla guerra mondiale. Da doveviene tutto questo male? Dove nasce?
E c'é qualcosa che non mi convince.E' quel modo di sparare a raffica, troppo poco metodico per essere sincero. Cosasi sta condannando? Persone? Stili di vita? Stili di scrittura? L'aspirazione adessere (o diventare) letteratura? Aspirazione? Aspirazioni, semmai. E sonotroppe, troppo diverse tra loro. E' possibile odiare tutti, é davveroplausibile? Ne dubito. La mia sensazione é che tutto questo sia un enormescherzo in cattiva fede, qualcosa di mastodontico che cadrà come un castello dicarte. Ecco, il modo di perdere. E' da questo che li riconosceremo.
Se non fosse che attaccano persone che ti sono care, ti verrebbe di tifareper loro.
Coloro che odiano, meritano ciò che desiderano: una finepirotecnica.
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all'emendamento per i tagli alle tasse. La riunione è iniziata con due ore di ritardo, alle 21.10. Nonostante le assicurazioni di Berlusconi, qualche problema quindi c'è stato. L'emendamento è stato annunciato ieri da un Berlusconi raggiante per aver trovato i 6,5 miliardi di euro necessari all'operazione.
E' sempre un piccolo dramma quando ti si inceppa la fotocopiatrice e sei solo a metà del lavoro.
Categoria: · ore 18:12sottotitolo: "Volare, ooh"
..che gridava contro Roma ladrona, i portaborse e il nepotismo. Ma che succede poi? Che il Senatùr va al Parlamento Europeo, e i leghisti Speroni e Salvini si portano dietro Franco e Riccardo. Bossi. Fratello e figlio del Senatùr. La qualifica? Assistenti accreditati. Stipendio? 12.750 euro. Al mese. "La Lega assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo". "Il nostro programma? Incrementare i posti di lavoro, eliminare i favoritismi clientelari e restituire il voto ai cittadini". Non si barattano i valori-guida con una poltrona". Firmato Umberto Bossi. Eggià. Però come mai i leghisti strepitano tanto per avere la presidenza di una regione del Nord? Lasciando da parte quella farsa del medico di Bossi (come si chiamava poi?) candidato a Milano.
Ultimo esempio: il caso Alitalia. Ah, la Lega era il partito del no. Però quando si presenta un caso simile, subito si cambia registro.
Poi i politici si chiedono come mai durante le elezioni la gente si disinteressa di politica e (cosa più essenziale, specie per le loro tasche) non vota..!

"Sono comunque molto sereno perchè sono innocente ed è importante quello che pensano i miei giocatori. Loro sanno che non è successo niente. Tutto quello che viene fatto alla Juventus avviene nell'ambito della piena liceità"
E' comunque molto sereno, Riccardo Agricola, medico sociale delle zebre bianconere, nonostante l'abbiano condannato, nonostante un giudice abbia sancito che sì, la società di calcio Juventus F.C. utilizzava farmaci in modo scorretto, abusandone, in maniera sistematica. Ovvero, si dopavano. E' comunque molto sereno perchè magari in appello i suoi avvocati riusciranno a cancellargli pure quell'annetto che in teoria dovrebbe fare in carcere. Di questo processo alla società più odiata (e amata) d'Italia, potrei sbilanciarmi, facendo leva sul mio Interismo e strappandomi le vesti. Ma un fatto mi inquieta, in un mondo del calcio omertoso (di questo processo lungo tre anni mi ricorderò le facce vuote e spaurite di calciatori gladiatori in campo, e balbettanti di fronte a un giudice) dove di solito esistono tante pecore nere, e praticamente nessuna pecora bianca: soltanto un pubblico ministero di Torino, smanioso di flash di fotografi, forse, ha avuto la faccia tosta di scoperchiare cartelle cliniche e aprire armadietti. E l'ha fatto su una sola squadra. Se lo facessero altri pubblici ministeri di altre città, su tutto il resto delle squadre, magari anche la mia Beneamata, salterebbe fuori qualcosa? Per questa inquietudine, finora senza risposta, non mi straccio le vesti, e attendo che sia l'Uefa, la Fifa o chi di dovere, a stabilire se i trofei juventini di quel periodo vadano ritirati. O vogliamo ingenuamente pensare che la Juve sia il Male oscuro (ok, io lo penso, ma sono interista) e gli altri poveri fessi che non si dopavano e perciò non vincevano?
(nella foto, un tifoso juventino)
Tanto ne parlò che ne aprì finalmente uno. Urka urka pirulero oggi splende il sol!
Cazzo sta tremando tutto quiiiiiiiii oddiooooo ma che cosasasafaf wf eg
Aggiornamento ore 0.19: Repubblica, Ansa, Corriere danno la notizia con lieve ritardo rispetto ai blog. Si parla di epicentro nel kernel di Splinder, mentre testavano la versione 3. Poi han corretto: tra Mantova e Verona.
Aggiornamento ore 0.21: soddisfazione del sottoscritto. Ho sempre creduto che i libri allineati uno sopra l'altro in condizioni precarie, e la sovrapposizione di oggetti con precisione millimetrica nel disordine cosmico della mia scrivania non avrebbero retto ad un terremoto. E invece è tutto li al suo posto. Incredibile. Cagnazz poi, non fa neanche una piega, seduto a fianco al suo amico OminoLego e Grattachecca&Fighetto. E' sempre il migliore lui.
Aggiornamento ore 1.30: a mente più lucida, ecco la mia testimonianza. Inizia a tremare la sedia ma visto che ha le rotelline sotto, penso di essere io. Trema un po la scrivania. Trema un po' tanto la scrivania, perdiana. La porta sbatte contro il muro da sola e tutti gli altri sono a letto quindi nessuno la sta muovendo. Chissenefrega se dormono: grido perchè fa molto "scena da film" ma non sono per niente spaventato. IL TERREMOTO! EHI SVEGLIA, IL TERREMOTO!
Mia madre, dal letto, svegliandosi: si è vero, si muove tutto, rimani a letto!
Io: ehm...io non sono a letto, sono qui al computer.
Madre, impassibile: resta fermo lo stesso, e non gridare che se lo sente tua sorella si spaventa per niente.
Siamo un branco di coraggiosi. Io affascinato mi gusto questi cinque minuti di giramento di testa come dopo 5 birre. Mia madre si alza, viene in camera mia e chiede notizie dai siti web. Le faccio leggere come ha dato la notizia Ciccsoft, di più non posso fare, gli altri siti ancora non dicono niente e me ne dispiaccio. Rincuorata mia madre torna a letto a ronfare.
Ieri sera, su suggerimento di un mio amico, ho letto un articolo su Indymedia e mi sono messo a fantasticare.
Mi sono immaginato nel 2070, vecchio e rincitrullito. Un caldo infernale ed è dicembre, mio nipote fa castelli di sabbia sotto l'albero di natale ignifugo e mi dice:
"Nonno, nonno, ma davvero una volta esisteva il ghiaccio pure fuori dal freezer??"
e io:
"Certo, certo..." ma poi essendo ormai molto rincitrullito "...o almeno credo."
Questo sogno a occhi aperti mi ha spaventato, ma poi riflettendo mi sono reso conto che mio nipote non avrebbe mai conosciuto Berlusconi e mi son sentito un po' meglio...
Siamo in radio, a trasmettere come al solito di martedì sera per quel manipolo di nullafacenti che ci ascoltano, e passa ancora una volta la canzone di Artemoltobuffa: Stanotte stamattina. E' da diverso tempo che ce l'ho in testa e non posso farla a meno di ascoltarla quel paio di volte ogni giorno. Cose che capitano. La suddetta canzone ha l'aria sognante e leggera dello studentello innamorato che incontra la sua bella in sogno, dove ballano un lento e tutto va bene. Il mattino dopo, ovviamente, non ricorda un emerita.
- Già ma che fine han fatto i lenti? Perchè non li fanno più? - chiede allora giustamente un'affezionata ascoltatrice.
- Già... che peccato. - faccio io triste e pensoso.
- Il lento era sacrosanto, tutti lo aspettavano per approfittare dell'occasione ed avvinghiarsi un po'...per sbaciucchiarsi un po' :-(
Ed è maledettamente vero. Non fanno più lenti in discoteca. Ora, se dovessimo parlare delle nuove tendenze in discoteca certo non sarei la persona più indicata per farlo, in quanto lungi da me il frequentare certi posti, ma insomma, qualche capatina la si fa, senonaltro per fare due salti, accontentare le amiche petulanti che smaltiscono i chili superflui e guardare un quintale di ragazzine in bella mostra di se' che si dimenano senza motivo. E ti accorgi che adorano Costantino, o chi per lui fa l'ospitata in quel locale, sanno a memoria Geordie perchè quello strafigo di Gabry Ponte l'ha remixata in quei 5 minuti liberi mentre aspettava l'autobus. Fabrizio De Andrè poraccio, chi lo conosce? Ballano robaccia con ritmo ossessivo come tarantolati, di solito in cerchio, in branco, a venti per volta, stretti come sardine. Niente lento. Non c'è il momento relax dove le coppiette fanno da padrone. E noialtri della generazione X non possiamo far altro che immaginarci come andavano le cose, sognare ad occhi aperti, o appellarci a quanto visto in tv o letto su mille libri.
Le luci che si abbassano. Scende la strobo bassa sulla pista e gira lenta, proiettando mille coriandoli colorati tutto intorno. I ragazzotti brufolosi con l'apparecchio ai denti si fanno da parte e sbuffano incazzosi. Chi va al bancone e prende ancor da bere, chi va al bagno, chi esce a fumare. Ora a far da padroni sono Lui e Lei. E si riuniscono come per incanto tutte al centro le coppie, sono poche, e sono naturalmente bellissime. Come per incanto parte Il Lento, dolce, intenso, che riempie da solo l'atmosfera. Vedo qualche ragazzo farsi coraggio, andare fino ai divanetti e chiedere timoroso: balli? alla fortunata fattasi da parte perchè senza un cavaliere. Lei sorride, accetta felice e corrono al centro, unendosi alla magnifica coreografia. Ne fanno uno, poi un'altro...il momento dei lenti è interminabile per chi non balla, magico per chi lo coglie. Alla fine la pista si riempie nuovamente e torna la musica di prima. Nuove coppie si sono formate, qualcuno invece rosica come al solito appoggiato ad una colonna. E io, che assisto ad una scena che più che alla mia appartiene alle generazioni che mi hanno preceduto, non trattengo una lacrimuccia mentre intravedo i miei genitori ballare "Us and them" dei Pink Floyd laggiù in fondo alla sala dello Zeta Club.
Categoria: Segnalazioni · ore 23:47
..vi segnalo questo disco: Giò Calizzi, Poi ti spiego.
Se vi sembra Rino Gaetano, beh...7 canzoni su 11 in questo cd sono di Rino.
Il tormentone invernale di quest'anno, che non passerà mai su Mtv e radio di tendenza sarà Er Magnaccione, una canzone che meglio di ogni altra satira scritta/cantata/parlata rende bene la politica italiana odierna.
Leggendo la notizia di oggi di adayinthelife ho spulciato qua e là fra le notizie di news2000 di Libero e ho notato che ci sono delle "notizione" di gossip. Per esempio questa.
Ma sì dai, a chi qualche volta non è quasi successo con i manifesti di intimo femminile? ![]()
Potrebbe essere uno spunto per la prossima modifica al codice della strada...
Dopo avere letto notizie come questa, rimpiango le suocere delle barzellette della Settimana enigmistica.
Fossi in voi butterei un occhio in tv, se siete dalle parti di Ferrara e Bologna, i primi di Gennaio, non si sa mai che incappiate in qualche faccia nota... E per il momento, è tutto.
Categoria: · ore 23:21Articolo 21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
(NB non è polemica, solo che non c'era più nel template..e mi mancava!)
Sto ascoltando il programma radiofonico di Magenta&Woland, Piume di struzzo. Tema della puntata: l'Indie (mio vecchio cavallo di battaglia. Cavallo... diciamo "pony"...). Ospite in studio il mitico Inkiostro, che tenta di spiegare l'inspiegabile, e a cui va tutta la mia solidarietà. Alla domanda "l'indie si interessa di calcio?", arriva la doccia gelata: "Assolutamente no".
La mia carriera da aspirante indie finisce qui, prima ancora di cominciare.
Per la frustrazione ascolterò l'inno della mia squadra del cuore, PAZZA INTER.
(fra l'altro ora che ci penso, tifare nerazzurro credo sia parecchio indie. No, eh?)
Categoria: · ore 13:30Sono come Bin Laden. Ricompaio dopo essere stato dato per disperso e non è cambiato nulla.
La lista dei principali terroristi islamici ricercati dall'FBI
Usama Bin Laden (ricompensa per informazioni che possano portare alla sua individuazione: fino a 25 milioni di dollari)
Dopo un lungo periodo di assenza il capo spirituale di Al Qaeda è ricomparso in un video diffuso da al Jazira pochi giorni prima delle elezioni presidenziali statunitensi. Questa volta sono stati fugati tutti i dubbi sulla possibilità che si trattasse di immagini registrate in tempi non recenti. Precisi i riferimenti di bin Laden alle ultime puntate dell'Isola dei Famosi.
L' FBI è convinta che l'analisi di alcuni dettagli, nelle immagini trasmesse, possa aiutare a formulare ipotesi sul luogo in cui si troverebbe lo "sceicco del terrore". Secondo un team di esperti, così come le rocce alle spalle di bin Laden, nei suoi primissimi video, portarono a una precisa zona montuosa afgana, i più recenti tappeti bukara offrono indicazioni altrettanto chiare. Già setacciati più di cento punti vendita della Iranian Loom.
Nel suo ultimo video bin Laden si è riferito anche al film di Michael Moore "Fahrehneit 9/11", affermando che il John Belushi di "Animal House" lo faceva ridere "un sacco di più".
Ayman Al-Zawahiri
E' il numero due di Al Qaeda, ma non per questo la sua Ferrari si rompe quanto quella di Barrichello.
Laureatosi in medicina all'Università del Cairo (il suo soprannome è infatti "il dottore"), è un pediatra ed è l'unico medico autorizzato a visitare Osama Bin Laden.
Nessun altro uscirebbe vivo dalla sua tenda dopo aver tanto insistito perchè usi un termometro rettale.
Compare in un celebre video al fianco di bin Laden durante una visita in un campo di addestramento afghano.
Secondo l'FBI potrebbe essersi temporaneamente riciclato come epigono di Frate Indovino.
Mohammad Atef
Era il braccio armato e operativo di Al-Qaeda, morto il 16 novembre sotto le bombe Usa. Secondo la Cia, il capo organizzativo degli attacchi al World Trade Center e al Pentagono dell'11 settembre 2001. Era conosciuto dall'Interpol anche come Abu Hafs, Abu Sitta o Bubu Sette-te.
Sua figlia ha sposato uno dei figli di Bin Laden, con il quale Mohammad intrattiene lunghe conversazioni nel tentativo di farsi invitare una domenica a pescare.
Secondo l'FBI è singolare il fatto che anagrammando le lettere del suo nome e cognome si possano ricavare buffe frasi in dialetto romanesco.
Suleyman Abu Ghaith
Considerato il megafono di Al Qaeda. Dorme in camera da solo.
Suoi i proclami alla Jihad (la Guerra santa) e l'avviso a tutti i musulmani nel mondo: "Non prendete aerei e non salite sui grattacieli. Colpiremo ancora". Più enigmatica l'ultima piega presa da Suleyman con le sue dichiarazioni che l'FBI fatica a decifrare: "Non bevete chinotto e non salite sui tetti dei gazebo".
Abu Zubayda
Dopo Bin Laden e Zawahiri, è la figura più importante. Come dire: durante l'attentato alle torri gemelle, lui è stato scelto per andare a comperare altri pop corn.
Seif Al Adel
E' un ex ufficiale delle truppe egiziane. Ha sostituito di fatto Atef come capo militare della "rete". Secondo l'FBI il suo nuovo ruolo gli concede "un peso politico pari a quello di Clemente Mastella in un sistema maggioritario con sbarramento al 15%".
Said Amin
Sceicco saudita, è il tesoriere. Il suo modello economico è una via di mezzo fra la riforma di Tremonti e i Pokemon. Al momento dà fondo alle riserve messe da parte nei mesi precedenti all'11 settembre. Prevedendo tempi duri - come il congelamento dei beni voluto da Bush e dall'Occidente - aveva disposto un "fondo di sicurezza".
Chiamato sarcasticamente "il Genio" dopo aver investito tutte le sue fortune in titoli Parmalat.
Ovvero: tauromachia di un indignato
Approfitto delle pagine di Ciccsoft per dirlo. Davide era un caro amico. Uno di quelli di cui fidarsi. Un amico che magari non senti per mesi, ma poi quando squilla il telefono è come se ci si fosse salutati la sera prima. Ma le cose finiscono, quelle belle e quelle brutte. E anche l'amicizia finisce, sapete? Perché Davide ci ha lasciati. E voglio salutarlo da questo pulpito, e dirgli quanto mi manca. Davide non è più fra noi. Perché Davide è stato ucciso dal sottoscritto! Sì perché è colpa sua se Indignato è down! Tutta colpa sua!!!
Disclaimer: ovviamente si scherza: non ho ucciso nessuno. Non ancora. Ci sono alcuni problemi di rinnovamento del dominio, non sono capricci da finta star nè minacce di ora chiudo il blog. Fra qualche giorno saremo di nuovo operativi, e chissà che Davide, miracolosamente scampato alla mia ira funesta, non torni a scrivere per Indignato.
Leggete un po' qua... Dal 17 Dicembre il Buthan, piccolo staterello, "terra del drago" per antonomasia, abolirà ufficialmente le sigarette. "Pessimo esempio" che presto altri stati potrebbero seguire.
La situazione è grave, si crea un precedente.
Trovo inquietante che uno stato decida che "per il bene del suo popolo" le sigarette debbano essere totalmente messe fuor legge.
Lo so che il fumo fa male, che fa venire il cancro e l'infarto. So che dovrei smettere. Prima o poi.
Non dico che il fumo non faccia male. E' che la trovo una violazione un po' pesantuccia del libero arbitrio.
Poi ripenso a quando sono stata a Singapore e ho rischiato 200 dollari di multa non sapendo che le gomme da masticare erano vietate.
Fossero questi i problemi dll'Asia...
Sono in una libreria del centro, reparto riviste culturali. Sto sfogliando l'ultimo numero di una rivista musicale, "perdendo il giorno", si chiama, e mi imbatto nel gruppo del momento. Articoletto, intervista a Mister Banks e foto, due pagine. Frasi di rito, propositi e intenzioni, ambizioni e ricordi. Poi l'autore del pezzo tira fuori questa chicca, buttandola tra le righe: Interpol, "il gruppo che piace alla gente che piace". Caspita. Subito penso: ma allora io piaccio? Secondo: ma allora gli Interpol piacciono? Ci deve essere un errore. Le due cose sono ovviamente incompatibili. Io mi ricordavo che questi ragazzi di New York vendessero un discreto numero di dischi, ok, ma non che io fossi figo. Le due cose sono correlate? Ho bisogno di chiarire questo conflitto. Fortunamente seduta di fianco a me ci sta un'aspirante groupie degli Interpol, ovvero una loro ammiratrice. In mano ha Duellanti, in realtà scorgo benissimo sotto poche pagine una copia di Lotta e Liberazione, brochure del perfetto combattente comunista. Non è da lei, ma il conflitto latente in me non si ferma di fronte a questo imprevisto. Evito di farla arrossire in pubblico, e gli dò una gomitata, per destarla dal torpore.
"Senti un pò, Dalia, dicono che gli Interpol piacciono alla gente che piace. Ne sapevi qualcosa?". La mia pusher musicale si gira verso di me, e attacca: "Se gli Interpol piacciono alla gente che piace, è chiaro che io e te siamo due fighi. Soprattutto io (sorride, nda) visto che ormai pranzo con pane e Antics. Poi può essere che siano considerati un gruppo "fashion", anche perchè ormai il solo essere newyorkese ti fà essere avanti, ma addirittura dire che piacciono alla gente che piace, mi sembra un pò eccessivo. Non capisco nemmeno che razza di etichetta sia. (scuote la testa, nda) Ad ogni modo su questi Interpol se ne sentono dire di tutte. C'è chi li paragona ai Joy Division (ok, sono bravi, ma di qui a paragonarli a Curtis e soci ci passa un'era carbonifera) o c'è chi li snobba, definendoli come lagnosi, paranoici e perfino un pò rompipalle. Poi probabilmente io sono di parte, ma quando li ascolto è come se trapelasse un'emozione,o un qualcosa che và aldilà della musica. Musica che è fatta di chitarre e ritmiche melodiche ma robuste, e di testi raffinati. Eppoi il tutto è accompagnato (ovviamente) da quattro fascinosi musicisti, e si sa, insomma, che anche l'occhio vuole la sua parte."
Serro il mento che nel frattempo si era spalancato. Cosa vuol dire che l'occhio vuole la sua parte? Va beh non glielo chiedo, credo di avere afferrato il concetto femminista. Quindi proseguo: "Sono contento di essere diventato figo così, di botto. Ma a parte questo, non vorrei che valesse la condizione inversa: ascoltare gli Interpol per essere fighi. Io li ascolto perchè han fatto canzoni come Stella e NYC. Non perchè sono fashion. E poi cosa vuol dire che sono fashion? Vestono bene? Hanno una bella pettinatura? Illuminami", e quasi congiungo le mani nell'atto di implorazione (sto scherzando, eh!). Lei poggia Duellanti sul tavolino, scosta i capelli dalla fronte e spiega a me tapino: "Beh sicuramente sono facilmente considerabili fashion: capello giusto, look "altezzoso" e azzeccato, e sicuramente differente da quello dei soliti musicisti newyorkesi (tipo gli Strokes per esempio) alla soglia del dandysmo, quasi. Poi comunque mi trovi d'accordo su Stella e NYC, che sono solo due delle tante perle, come quelle dei miei maestosi orecchini..." La interrompo un attimo: "ehi, non iniziarai mica ad atteggiarti?!", ma lei riprende: "...le perle, dicevo, sfornate dagli Interpol, capaci di avvolgerti e travolgerti con le loro atmosfere cupe e un pò maledette". Fashion, dandy, azzecato. Il quadro è ormai delineato: il passaparola e il vizio dell'invasamento hanno creato un'etichetta: Interpol, ed è subito trendy. Ma la mia ottica limitata si ferma alle parole: perle, suggestioni, travolgerti.
Le suggerisco: "Direi che possiamo anche andare a comprarci i biglietti per il loro concerto, che ne dici? Li abbiamo liberati da quella etichetta fastidiosa". Non è ancora paga, però, e decide di mettere la sua chiosa alla faccenda. "Il punto è che ciò che a mio avviso li rende così musicalmente "eleganti" (passami l'aggettivo) è probabilmente il loro trarre innegabilmente ispirazione da quel pop/punk che negli anni '80 ha portato poi alla nascita del movimento new wave. E se questo li rende eleganti e "nuovi" alle orecchie dei più, li rende allo stesso tempo vendibili. Sia Antics che Turn on the bright lights presentano pezzi ombrosi che si alternano a melodie davvero accessibili, per farti un esempio l'ultimo singolo Slow hands, è trascinante come un pezzo di "rock comune". E suppongo che sia proprio dai dati delle vendite che il nostro simpatico amico di "perdendo il giorno" ha coniato l'etichetta che ci si è cucita sulla pelle". La guardo e annuisco. "Hai perfettamente ragione. Poi mi spieghi cosa vuol dire newwave". E ce ne andiamo in un bar a mangiarci un panino con in mezzo due belle fette di Turn on the bright lights.
Categoria: · ore 15:04E allora?
Si, hai assistito ad una sparatoria.
Anzi, togli "assistito". Tu hai sentito una sparatoria. Hai sentito dei proiettili esplodere, e poi rumore di motorini o forse di macchine (non ricordi). La cosa che ti ha lasciato perplesso é che quel rumore di proiettili te lo aspettavi molto diverso, mentre alla fin fine ti sei resto conto che non sapresti distinguerlo dall'esplosione di un cipollone bello robusto. Solo che tu hai sentito un caricatore tutto intero, e qualcosa ti diceva che quella era una semiautomatica.
Non eri a casa tua, eri dietro Vico Vasto.
Non si é fatto male nessuno, pare.
La polizia ha messo quel nastro, quello dei film e ha bloccato il vicolo. Tutto il vicolo. Nel senso che c'é gente contro il nastro che vuole passare, perché il vicolo é chiuso e non ci sono altri vicoli. Una tipa si lamenta: deve passare, o perderà la funicolare. Deve arrivare nonricordodove, ma é un nonricordodove molto lontano che odora di paesi vesuviani.
Ma no, non é il nastro dei film. Non é giallo canarino, non c'é scritto sopra, a stampatello nero, "Crime Scene Do Not Cross". E' banale, cazzo, ma é normalissimo scotch da imballaggio, quello marrone. C'é una macchina e scorgi un buco nel parabrezza, e un bossolo per terra, c'é anche un bossolo.
Buchi nel muro, precisamente due. Poi un sacco di pulotti, ovviamente.
Ora inizia ad esserci un bel pò di gente, che protesta e vuole passare. Io vorrei fare una foto per il blog, vorrei immortalare il tutto, ma alla fine penso che sia una cosa stupida da fare e evito.
Alla fine fanno passare tutti, uno alla volta. Tu lo sai che é cambiato qualcosa nel tuo rapporto con questa città. Lo sai eppure non sai dire cosa. C'é qualcosa che si é incrinato in te, un contratto con gli italiani che é stato violato.
Vico Vasto, due minuti a piedi da casa tua. Non é qualche paese dell'hinterland, é il pieno centro abitato. A pochi passi c'é la Mela, magari un bel concentramento di fighetti infarinati alla grande. Tu sei poco oltre, magari un domani la sparatoria la fanno sotto casa tua, oppure perché no, nel tuo liceo. Si, il tuo liceo. Il Parini di Napoli, quello dove hai visto e sentito cose che avresti preferito di no.
Qualcosa si é incrinato, decisamente.
"Il poeta [...] vuole comunicare e vuole farlo attraverso la voce, sfruttando tutte le possibilità offerte dai moderni media e dalle tecnologie, cosciente, però, che oggi la sua voce è, prima di tutto, voce di un testo, che le sue parole sono inevitabilmente anche la pronuncia di segni, il doppio di un altro e in questa scissione contraditoria, in quest'eco, egli ripone il suo senso."
Con queste parole Lello Voce (un nome una garanzia!) presenta nel libretto del cd la sua ultima fatica letteraria: FASTBLOOD. Ebbene si, avete capito bene, stiamo parlando di poesia e di un cd. Quell'oggettino tondo, largo 12 cm che solitamente contiene canzoni e musica. Immaginate che per una volta il mondo della letteratura, fatto di libri polverosi e pagine che ingialliscono, vada ad incrociarsi con quello freddo, rapido e moderno della multimedialità. Ne esce questo disco dal contenuto insolito. Bastano pochi minuti di ascolto per capire che abbiamo tra le mani un esperimento sicuramente innovativo e che ridà nuovo slancio alla poesia in chiave più moderna.
Quattro tracce di circa dieci minuti l'una, dove alle parole di Lello che sgorgano rapide come un flusso di coscienza senza interruzioni si sovrappongono i ritmi caldi dell'elettronica e del jazz. Ne scaturisce una sorta di reading musicale che mescola il linguaggio parlato e quello delle note, dove è chiaro che uno non può fare a meno dell'altro poichè i due canali si rincorrono, si cercano e si sostengono man mano.
Quattro testi di sicuro impatto nel loro poetare incalzante, vibrante di protesta e rabbioso come in "Lai del ragionare caotico", dedicata a Carlo Giuliani, scomparso durante il G8 di Genova nel luglio del 2001. Rime e assonanze, intere frasi in loop si ripetono come il tema di una colonna sonora seguendo la logica dell'elettronica, a volte incerte, a volte palpitanti come la ritmica che le circonda. La voce di Lello è seria ed ha i toni dell'impegno civile:
"Perchè così finisce male, male, male, gli dico che così finisce male: perché ormai non ci sono più perché né parole adatte allo sbigottimento né attimi d’innamoramento né voglia di vento perché si vive di spavento contento di buio a cinque stelle di corpi senza pelle di cielo senza faville di mascelle serrate di maschere clonate si vive d’ignominia e falsità e il male è un ovvietà un’abitudine è un luogo comune un vestito rozzo e tozzo sul futuro un muro duro e scuro scudo transazione emozionale investimento sentimentale senza sale perché così finisce male, male, male".
Di questo FastBlood insomma, ne sentirete parlare ancora, perchè l'idea è simpatica e ha l'indubbio potere di far avvicinare alla poesia un pubblico diverso dai normali fruitori della metrica tradizionale su carta, forse proprio quel pubblico più giovane, abituato a messaggi, email, chat e quel substrato di comunicazione veloce tipico della nostra società. A lui quindi il plauso di muoversi in questa direzione, con coraggio e grintosa forza.
FastBlood (prezzo €.8,30) da ottobre è distribuito da SELF nei principali negozi di dischi ed è acquistabile anche on line.
Per saperne di più: www.lellovoce.it, oppure puoi trovare altre recensioni di bloggers che hanno ricevuto in omaggio il cd per ascoltarlo e recensirlo qui, qui e qui.
Libera interpretazione sul tema proposto da Pros, questa sera in radio a Deviazioni. Potevo pure farne a meno, direte voi...potevi...
(potevoevitare.wma - 948kb)
P.S. Ora il file funziona, prima era linkato ad un file inesistente...pardon ;-)
Categoria: · ore 18:25L'idea è buona, non c'è che dire: un sms per alleviare la dura vita dei pendolari, scandita da treni in ritardo e carrozze affollate. Sono gli avvisi gratuiti sui disservizi che Trenitalia invia ai telefonini degi abbonati alle linee ferroviarie regionali che ne hanno fatto richiesta.
Io mi ci sono abbonato.
Ieri, ore 15: 22, in una stazione qualunque attendo ansioso il mio treno che dovrebbe essere già visibile sull'orizzonte di destra. Il mio cellulare mi avverte di un sms: "Trenitalia informa: ricordatevi che tra pochi minuti scatta l'ora antesolare, dovreste portare le lancette dei vostri orologi indietro di quaranta minuti, secondo la nuova convenzione dell'Unione Europea".
Passano venticinque minuti, del mio treno neanche l'ombra, ma in compenso un altro sms: "Trenitalia informa: ok, quella dell'ora antesolare era una cazzata. Il vostro treno probabilmente arriverà con qualche minuto di ritardo. Ma guardate ai lati positivi: non prenderà fuoco come il mese scorso."
Dopo un'altra ventina di minuti, altro suono del cellulare. Terzo sms: "Trenitalia informa: incredibile, è successo di nuovo".
Neppure un minuto dopo, altro sms: "Trenitalia informa: non credereste a quello che sta succedendo neppure se lo vedeste con i vostri occhi".
Di lì a poco sfreccia sibilando davanti ai miei occhi un treno fuori controllo e divorato dalle fiamme. Dai finestrini passeggeri avvolti da fumo nero si lanciano urlanti come scimmie da laboratorio. Sulla pensilina una donna sviene e un capostazione si gratta la nuca, togliendosi il cappello e appellandosi a qualche entità a lui superiore.
Ho appena il tempo di riprendermi dall'orrore di quello spettacolo infernale che sento l'ennesimo richiamo del mio cellulare.
"Trenitalia informa: Pillola blu ti svegli domani e non ricordi nulla, pillola rossa scopri quant’è profonda la tana del bianconiglio".
La fase A* del grande freddo è già un ricordo. Da stamattina sono entrato nella fase B, quella che mi impone di fumare all'aperto con entrambe le mani in tasca... Fa molto scaricatore di porto, però non è per tutti, e richiede abitudine ed esercizio. Sulle prime, vi lacrimerà l'occhio e non riuscirete a coordinare i movimenti di inspirazione ed espirazione e tanto meno a scenerare... Con la pratica i polmoni si ingolferanno a dovere e ci sarà un bell'unicum di fumo, a ciclo continuo... Per lo scenerare, all'inizio farete movimenti bruschi che susciteranno negli altri l'impressione che voi siate stupidi... Avete due alternative: fregarvene e continuare con questi moti impetuosi, oppure aspettare che la colonnina di cenere si adagi dolcemente sui vosti vestiti... In questo caso fate comunque la figura degli stupidi... E' puramente un discorso di scelte...
*La fase A è quella che mi ha portato a deporre definitivamente in letargo le allstar rosse...
Che non lo ripetiamo. Stasera, a partire dalle 21.30, ancora una volta sulle frequenze di RadioNation, Ciccsoft al quasi gran completo trasmette una nuova mirabolante puntata di ZeroVoglia. La valida alternativa ad un martedì sera di studio. Al mio fianco, come sempre, ci saranno Attimo e i Neuroni Pigroni, con la supervisione e la benedizione di quel gran figo di Cagnazz.
Parleremo, ovviamente, dei trombati eccellenti di questa settimana, da Mentana a Powell passando per Arafat che è rimasto in away su Icq e nessuno l'ha più sentito. Intervisteremo ospiti illustri e avremo al telefono diversi personaggi di alto calibro. Parleremo altresì di donne e motori, gioie e dolori, ascolteremo le canzoni del momento, tireremo tardi bevendo cocarum e disturbando il vicinato. Come sempre, solo per voi, da un misero garage a Ferrara City.
Se volete essere dei nostri, potete ascoltarci in streaming seguendo il link ZEROVOGLIA qui a lato, e se volete interagire con noi, ci trovate nella chat ufficiale della radio, come sempre. Ma questo lo sapete già, che ve lo dico a fare.
Non so.
Forse ci sono tanti modi di tenere un blog.
Puoi scrivere a giorni alterni, come per dare quel tanto di respiro, evitando di soffocare sotto una coltre di parole sempre più grigie.
Puoi scrivere quando ti pare, così la gente va e viene, e tu non hai quell’assillo che non devi tradire il tuo lettore, e simili stronzate.
Oppure, scrivi praticamente sempre, e quando scrivi praticamente sempre, arriva un giorno, magari dopo un paio d’anni, che hai finito gli argomenti.
Hai scritto della morte, dell’amore, della vita e della piscia. Hai scritto di tua madre, tuo padre, tua sorella e tua nonna. La tua prima ragazza, l’ultima, quelle di mezzo. Il tuo cane, il gatto e il pappagallo del vicino. Hai scritto di politica, di cinema, di libri, di mozzarelle.
Finché arriva un giorno.
Che hai scritto tutto.
Il post quotidiano è diventato un cartellino, e tu sei l’operaio frustrato da un monotono lavoro.
Se prima pensavi di essere uno scrittore del futuro, ora sei una catena di montaggio.
Io credo che ci sia un tempo.
Un tempo ben determinato, che poi magari varia per ciascuno. Forse per alcuni è un mese, per altri invece un anno. Forse dovresti sfruttare la novità e la voglia e l’entusiasmo, e poi rendertene conto.
Del fatto che hai finito, intendo.
Che hai fatto un giro completo. E da lì, c’è solo un ripetersi di te stesso, un riflusso mascherato da impulso. Risacca creativa di uno stagno putrefatto.
Non ti ci specchi più, in quello stagno.
Penso a tutte le parole che hai scritto, che ho scritto.
Dodici mesi di parole d’ogni tipo.
Niente più racconti, niente più romanzi

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