[Prima di allinearmi al mio socio, lancio il mio grido di indignazione anticipando l'anestesia delle prossime serate]
Sanremo è una baracconata indegna e penosa, una manifestazione che da anni ormai non ha più niente da dire, un rituale svuotato di ogni interesse musicale, la fiera del trash che andrebbe ignorata. Eppure. Eppure in quelli stessi giornali in cui viene criticato, si fanno gli speciali, si mandano stuoli di inviati speciali, si dispiegano mezzi. Di nuovo, si ripete il costantiniano fenomeno del crearsi il Mostro in casa, a uso e consumo: sono i giornali, i media, che innalzano sull'altare eventi non degni di nota (in un circolo vizioso tra tivvù e spettatori desiderosi di frivolezze). Potremmo chiamarla "Autarchia mediatica", o "Cannibalismo multimediale", fate voi.
Tutti gli impegni settimanali sono stati spostati o annullati. Le tv sono pronte, le attrezzature tecnologiche ben rodate per l'impegno continuativo della settimana che comincia. Le provviste di biscotti e birre sono state accatastate direttamente in camera. La radio è sintonizzata su RadioDue, il blog da oggi ha la sua brava testata sanremese appositamente preparata con passione e amorevole cura grazie a fotosciopp. Sono pronti i loghini per l'evento, la redazione affila le penne e anche la programmazione radiofonica online seguirà l'evento in diretta martedì sera. Non ci sono per nessuno per sei giorni. Perchè Sanremo è Sanremo, recita la vecchia sigla.
E la febbre da evento a un giorno dall'apertura della kermesse è alle stelle. Non tanto per le canzoni, chiariamoci, che quelle non fregano niente a nessuno e, si sa, non vendono affatto. Non tanto per i cantanti in gara, vecchie glorie spolverate per l'occasione e nuovi volti spesso scialbi e fuori luogo. Quel che rende il Festival di Sanremo uno degli eventi chiave dell'anno televisivo e mondano è il gossip che ruota attorno ad esso. L'attenzione mediatica elevatissima nonostante si sia perso l'interesse per la vera anima canora della competizione. Il Tutto che ruota attorno al grande carrozzone che per una settimana sposta il baricentro di una nazione intera da Roma a Sanremo, altrimenti sconosciuta località della Riviera nota al massimo per fiori e stabilimenti balneari, fatta eccezione per un manipolo di avventori da casinò. Ogni programma televisivo farà riferimento a Sanremo, ogni tv sarà presente per seguire i rumors, cogliere il vip di passaggio per strappare un'opinione, oppure immortalare soltanto un passaggio di sfuggita, e dare uno sguardo curioso tra la gente che si accalca davanti al Teatro Ariston per sondare umori e aspettative.
Non importa chi vince la competizione, chi presenta e chi suona, il livello qualitativo delle canzoni. Per una settimana Sanremo è l'Evento di un popolo intero e bisogna esserci. Comunque vada poi, sarà sempre un successo, come Pierino Chiambretti ormai 8 anni fa aveva pronosticato.
E comunque un pò fa riflettere che un vecchio bavoso, incartapecorito, ormai con un piede e mezzo nella fossa, ridotto a un vegetale, tremante e incapace di "espellere il catarro", esposto al pericolo del più banale del raffreddore, afflitto dal Parkinson e dio solo sa da quali altri malanni, ridotto a una marionetta che agita la mano dalla finestra del decimo piano di un ospedale, con i coccodrilli pronti nelle redazioni di tutti i telegiornali italiani, sia così attaccato alla vita, più di tanti altri essere umani in salute. E' qualcosa di disgustoso e allo stesso tempo meraviglioso.
Categoria: Segnalazioni · ore 09:27
Categoria: Segnalazioni · ore 21:20Lo giuro. Adoro il torrentismo, l'hydrospeed e anche la speleologia. Soprattutto quest'ultima. Sogno da una vita di restare intrappolato per 18 giorni in una grotta a 200 metri sotto terra e di riemergere circondato dagli inviati festanti di Studio Aperto che durante il mio soggiorno forzato mi hanno calato un cellulare permettendomi di comunicare al mondo il mio terrore ma anche di conoscere in diretta i risultati di Champions League. E sono sicuro che molti di voi amano come me il torrentismo, l'hydrospeed e anche la speleologia. In tal caso non c'è alcun bisogno che vi dica quanto sono bravi e affidabili gli amici del Centro Escursionistico Naturalistico di Costacciaro in Umbria. E quanto sono meravigliose le grotte del Parco Cucco. Visto che sapete già tutto è inutile che vi segnali il loro sito e la loro iniziativa. Se vi interessano le grotte cliccherete subito su "Corso di introduzione alla speleologia" o su "Via Ferrata Bocca Nera". E starete molto alla larga dalla sezione che sfrutta l'immagine di povere e giovani modelle discinte utilizzate per pubblicizzare la location. Mi raccomando, ditemi che non ci siete cascati. Io, che adoro la speleologia, ci sono rimasto davvero molto male.

Questo è Mai...uno dei personaggi più interessanti conosciuti in questa città...Spagnolo di Jerez della frontera, vicino allo stretto, non è mai stato in Marocco, suona e disegna, non esce molto spesso e afferma che hanno un ottima spazzatura in Spagna, già perchè lui ha recuperato una chitarra(che ha solo due corde, non accordate, ma di cui gli piace il suono) e una custodia per la chitarra(in pelle vecchia)...capelli lunghi e scuri, barba incolta, vestiti trasandati, unghie della mano destra lunghissime...esatto, gli servono per suonare la chitarra...da brividi...suona il flamenco! Occhi chiusi...la mano è velocissima e poi improvvisamente silenzio...ferma le corde...poi di nuovo tutto riprende a vibrare...
Quest'uomo mi tormenta. Il suo nome compare dappertutto e la sua faccia in nessun posto. Zitto zitto si muove nell'ombra alle spalle del Cavaliere, lavora fino a tarda notte insieme a lui, collabora ad ogni strategia e decisione politica di rilevanza quasi fosse lui stesso il vero capo dell'esecutivo. Intreccia rapporti con ogni politico cercando mediazioni, libera le due Simone, incontra i genitori di Giuliana Sgrena, si informa dall'intelligence come procedono i lavori per la liberazione della giornalista del Manifesto. Organizza cene e feste dove vengono prese sempre le decisioni chiave per sciogliere le empasse governative. Va a trovare il Papa in ospedale per primo, manco fosse suo amico d'infanzia. "Ho trovato il Santo Padre sereno e tranquillo. Gli ho portato il saluto e l'augurio del governo italiano, e credo di poter dire di tutti gli italiani". Ma chi è? Chi l'ha chiamato? Sono sinceramente spaventato. Sempre galante ed elegante, capello corto da eroe decorato di guerra, appare come l'essere perfetto, buono e gentile, amico di tutti. L'uomo giusto al posto giusto. Come un personaggio mitologico, un leader nascosto che muove i fili del gigantesco teatrino berlusconano. Uno mette la faccia, l'altro la mente, quasi non gli importassero i riflettori, tanto la stima e la gloria vengono da sè. Il pensiero di questo braccio destro che non sbaglia una mossa mi turba non poco. Politico sui generis oppure allucinazione collettiva? In altre parole: esiste davvero? Nel caso, se c'è un uomo che oggi può aspirare ad essere il vero asso nella manica del centrodestra quando Berlusconi salirà al Colle, sarà proprio lui, Letta. Gianni Letta. Segnatevelo che non lo ripeto più. Io intanto continuo ad affettare speranzoso fette di Mortadella nell'attesa. Nel caso, poi, farò le valigie.
Categoria: Sport · ore 21:05E' curiosamente ovvio che i potenti finiscano per sempre coprirsi le spalle a vicenda, così come è ancora più scontato che i paladini del garantismo siano sempre quelli che in passato l'hanno scampata grossa e che, per quanto ufficialmente puliti, si portano sulle spalle il loro sacco di ombre. Cio non toglie che il Senatore a Vita Giulio Andreotti abbia scelto un strada azzardata per difendere la Juventus (a livello penale rappresentata per l'occasione dal suo medico Riccardo Agricola unico colpevole dopo la sentenza di primo grado) sepolta da 300 pagine di motivazioni quantomeno imbarazzanti che illustrano per quale motivo i giudici siano assolutamente certi che (virgolette aperte) "l'eritropoietina è stata sicuramente acquistata ed è stata somministrata ai giocatori'' (virgolette chiuse). "Quando ero studente - ha pontificato Andreotti - molti prendevano la simpamina, anche se io non l'ho mai fatto. Con questo non venivano poi messi in discussione i risultati degli esami''. Ecco. Con una frase crolla definitivamente il mito dello spiritoso e sagace dispensatore di aforismi. E nasce quello del pusher di cazzate.
Segnalo, per chi se lo fosse perso, un bellissimo articolo apparso ieri sul sito di Repubblica. La firma è di Renato Caprile, inviato di Repubblica che adesso, come tutti i suoi colleghi, è tornato in Italia.
Quasi tutti.
West Balkan serata bonghi…poi Trafo, Elisa non la vogliono fare entrare perché ubriaca, sono le 4 Elisa inizia a insultare i buttafuori…naturalmente in italiano…questi s’incazzano, iniziano a spingere…cerco di mettermi fra lei e loro…uno mi mostra un coltello…capiamo che è meglio andarsene. Sono a letto, l’amico del mio coinquilino rientra mezz’ora più tardi, non riesco a dormire…ho i nervi un po’ tesi…andiamo alle terme? Perché no! Sono le 6.15 e noi siamo dentro alle terme, ci sono altre persone per lo più anziani…pian piano diventa giorno…sono le 8.30 la stanchezza fa da padrone…decidiamo di tornare a casa, alle 9.30 sono a letto. Sveglia alle 4 e si inizia un'altra serata!
Quella per le regionali nel Lazio è una campagna elettorale di alto profilo. Non solo per l’alto valore dei candidati a governatore ma per l’altezza dei candidati consiglieri. Molti riescono a raggiungere le vette più elevate anche nell’imbratto creativo. E se non saranno eletti potranno sempre puntare al guinness dei primati per il manifesto elettorale più alto del mondo (nella foto un edificio nei pressi di Ponte Milvio a Roma sul quale c’è ancora spazio).
Nessuno immagina quanto avrei voluto saperlo fare io uno scherzo così...
Perchè non ho iniziato prima a smanettare con l'informatica? Perchè?
Ho trovato la rubrica telefonica del cellulare di Paris Hilton. Non chiedetemi come ho fatto, suvvia, c'èpiena la rete di queste informazioni. C'erano purele foto che aveva scattato con la suafotocamera e, meraviglia!, dalla risoluzione e la scarsa luminosità devo dedurre non abbia un apparecchiomolto più sofisticato del mio, nonostante sia la figliola del proprietario della catena di hotel Hilton.Ma torniamo a noi, dicevo della rubrica. E' piena di personaggi famosi ovviamente e quindi da buon feticista(mai come Attimo, sia chiaro) ho tirato giù qualche numero provando a chiamarli in anonimo via web grazie aSkype.Il primo nome a me noto era quello di Christina Aguilera, divetta pop dalla coscia sempre in bellavista. Compongo il numero, che presumo sia di un cellulare ed attendo. Suona libero.Mi risponde una ragazza dopo poco, ha la voce roca e sembra scocciata.
- Chris speaking.
- Hi, can I talk with Christina, please? - chiedo ugualmente con voce impostata.
- I'm me. Who're you?
Non cel'ho fatta. Confesso che non essendo preparato ho messo giù imbarazzato senza sapere che dire.Mi preparo un mezzo discorsino in inglese, qualche frase di base per non impappinarmi, cercando di mascherarebene la pronuncia. Ora rimpiango di aver fatto inglese così male al liceo.
Il secondo nome un minimo rilevante è quello di Fred Durst, il cantante (parole grosse!) dei LimpBizkit. Il numero suona occupato una prima volta ma cinque minuti dopo è nuovamente libero.Risponde una voce di donna. Chiedo di parlare con lui ma mi spiega che è occupato al momento. Le dico chesono della casa discografica, mi invento un nome e di colpo non è più occupato. Quando arriva al telefono,Fred è completamente sbronzo, nonostante siano le due del pomeriggio ora americana e biascica qualcosa chenon capisco. Gli chiedo perchè si è permesso di rovinare il bridge di una così bella canzone degli Who in unodegli ultimi dischi ma mi mette giù quando riesco realmente a farmi capire. Impreca e non distinguo piùquello che dice quando sento il clic del telefono sul computer. Mi rendo conto che in questi giorni inominativi sull'elenco saranno bersagliati di chiamate da ogni dove di persone che come me non hanno dimeglio da fare. Io in realtà di meglio da fare ce l'avrei, se non fosse che fuori nevica e stare in casa èsempre qualcosa di spettacolare in questi casi (Bugo docet).
Scorro i nominativi. C'è Eminem, ma manco ci provo tanto non capirei un acca di quello che dice, cosìcome in Eight miles senza sottotitoli non avrei compreso una beata fava. Decido di provarci con StephenKing. Cosa ci farà mai anche King nella rubrica di Paris non lo so. O meglio, non voglio saperlo, ha pureavuto un mezzo infarto da poco...si vorrà risollevare. Mi risponde una voce femminile. La moglie o la segretaria, forse, che sbologno spacciandomi per un giornalista del NewYork Times. Funziona. Quando arriva Stephen è gentile e mi risponde con tono cordiale. Non riuscirei proprio ad imbastire una conversazione un minimo sensata quindi la sparo subito grossa. La mia domanda è: cosa diavolo hai a che fare tu con la signorina che ha lasciato ingiro il cellulare? Invece che riattaccare Stephen è insolitamente pacato, mi spiega che l'aveva incontrata adun party pochi anni fa e che lei era molto affascinata dai suoi romanzi. Dev'essere stata la mia fragorosarisata che ha fatto capire a King che era uno scherzo. Almeno credo.
Indeciso se chiamare Usher o Vin Diesel propendo per quest'ultimo per la simpatia che miinfonde causa somiglianza con Aldo di Aldo Giovanni e Giacomo. Motivazione più che sufficiente, direi.Mi risponde direttamente lui, mentre il mio credito Skype ormai sta per esaurirsi, quindi devo fare infretta. Gli chiedo se ha un fratello terrone qui in Italia che faceva cabaret e ora film di successo insiemead altri due milanesi. Mi dice che si, ha un fratello, ma non coglie la parola "terrone" nonostante i mieisforzi di pronunciarla un po' alla Vito Corleone. Ignorante che non è altro. Ci provo per un po' ma butto giùprima io perchè con i caproni vip non voglio avere a che fare.
Disgustato e deluso da questi brevi incontri ravvicinati con il mondo vip statunitense decido di pescare ilnumero di una pischella qualunque sulla rubrica di Paris. Qualche amica come si deve l'avrà senz'altro, no?Non so se chiamare Amy, Antonia oppure Candy. Propendo per Antonia, sembra la piùrustica e alla mano. Le altre come minimo fanno le veline in qualche PincoPallino's show di tarda sera.Risponde subito lei. Inizio a sfoderare il mio inglese migliore: le dico che sono un amico di Paris, ho avutoil suo numero e vorrei conoscerla perchè mi ha sempre parlato bene di lei. All'inizio fa un po' ladiffidente, sembra non voler dar retta ad uno sconosciuto ma alla barzelletta del pinguino scoppia in unafragorosa risata e sembra essersi convinta. E' pure di origini italiane anche se ricorda solo le parolacce.Meglio non poteva andare.
- Come on baby, tomorrow night at Da Vinci's Restaurant? - chiedo speranzoso ad un certo punto.
- I'll be there. Bye dear! - risponde ridendo.E' fatta. Ho appuntamento con una semivip americana. Sta lontano ma se mi sbrigo riuscirò a prendere il primovolo. Paris: grazie mille, saprò sdebitarmi un giorno. Come preferisci, per me non c'è problema.
Allora, chiariamoci.
Una volta va bene, ma ultimamente accade troppo spesso. Sono IO che ho inventato il post criptico. Non fatevi ingannare da questi emuli che si vedono in giro (niente link, il post criptico per definizione nega il concetto di link). Tutti leggono, ma solo pochi eletti capiscono e annuiscono nei commenti.
Chi non capisce il piacere vagamente masturbatorio che si prova ad essere autoreferenziali, é un povero di spirito.
Fa ancora più chic il post che può, ad esempio essere usato sia a favore che contro Blogdiscount, per dirne una.
Io ho inventato tutto questo. E per inventato intendo che sono il primo ad aver pensato di scrivere questo post di rivendicazione.
Di conseguenza, inchinatevi e rendete omaggio. E magari, usate il bannerino.
Quantomeno, tra noi, ci capiremo.
Ci riconosceranno da lontano, indicandoci per quello che siamo: una massa di cazzoni conventicolari.
Diciamoci la verità: Macchianera parla solo di telefilm e tu non ne segui manco mezzo? Ciccsoft fa sempre più schifo ed ha uno stile pietoso? Bene. E' arrivato il tuo momento. Quel dritto di Yoshi annuncia orgoglione la nascita del terzo polo dei multiblog: BONEY, il sostantivo monodose. Basta con queste blosstar da due soldi: menti fresche e penne taglienti. Nove autori semisconosciuti (e qualche nostra vecchia conoscenza) e un template verde nucleare vagamente vintage per un multiblog fatto come si deve. Ha addirittura i trackback e, udite udite, per ogni post ce ne sono sempre 4 in omaggio fin da subito. Poi non venite a dire che non siamo buoni, che si fanno pure marchette alla concorrenza. Mizzica, qui perdiamo almeno trenta visitatori al giorno. Che dico trenta...quaranta, cinquanta anche. Attendiamo assegno circolare dai ragazzi di Boney altrimenti questo post si autodistruggerà in un paio d'ore. Intesi? Fate i bravi.P.S. Ora però, lasciate che vada a leggerlo.
Categoria: Politica · ore 09:34 "Non c'è nessuno sulla scena mondiale che possa ritenersi mio pari, che possa vantare qualcosa di simile al mio passato, la mia storia. Quando incontro un premier, un capo di Stato in visita tocca a loro tentare di dimostrare che sono più in gamba di me"
Silvio Berlusconi, secondo la cosidetta Bibbia della Casa Bianca
[Fonte: Corriere della Sera di oggi]
Dopo l'annuncio che i Franz Ferdinand saliranno sul palco dell'Ariston (!), ecco un'altra inaspettato ospite: Ezio Vendrame a Sanremo (!!!). Conoscendo il personaggio, ci sarà da divertirsi a vederlo immischiato nella fiera nazionale del conformismo e buonismo. Frittole esprime bene il mio sbigottimento.
Categoria: Sport · ore 16:32Il New York Times su Pierluigi Collina.
Ormai è assodato che la musica "indie", con tutte le virgolette che vogliamo mettere e le definizioni che vogliamo dare, goda negli Stati Uniti di ottima promozione dalla serie O.C., che è riuscita attraverso le parole di Seth Cohen, l'inserimento di gruppi nella serie stessa e la realizzazione di 3 colonne sonore, a fare meglio di stampa specializzata, blog vari, college radio e pitchfork per dirne qualcuno.
D'accordo, il potere mediatico di un prodotto televisivo come O.C. è avanti anni luce con il resto della concorrenza sopraelencata, però è anche vero che è nato per un target di teenagers abituati a ben altro tipo di musica. Penso che non sia stato comunque facile e comodo far parlare i personaggi di gruppi come i Death Cab For Cutie, inserire Bright Eyes nella colonna sonora ecc... Eppure i risultati non sono stati affatto deludenti e hanno rappresentato un solido trampolino di lancio per molti di questi gruppi. Una scelta azzardata, rischiosa ma felice. Se penso a qualche confuso estratto di Beverly Hills 90210 ho l'immagine dei Cardigans come del gruppo più alternativo del panorama di quelli che hanno presenziato al Peach Pit (eh già, da ragazzino qualche puntata l'ho anche vista). Insomma O.C. ha fatto passi da gigante...
In ogni caso ad Aprile uscirà negli Stati Uniti "The O.C.: mix n.4" con tanto di Beck, Modest Mouse, Futureheads, Sufjan Stevens... E noi? Noi abbiamo Amici.
Categoria: Segnalazioni · ore 10:01
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«Un presidente non dovrebbe mai dire mai»: così si è espresso oggi il presidente degli Stati Uniti George Bush, a proposito dell'ipotesi di un intervento militare contro l'Iran.
Bush, durante le interviste, ha la faccia di uno che non solo non capisce le domande che gli vengono poste, ma che mentre parla cerca continuamente di ricordare dove diavolo ha parcheggiato la macchina.
Dieci minuti dopo essere sceso da un elicottero grande quanto il Madison Square Garden, e con più posti a sedere.
«L'intervento militare», ha detto Bush durante un'intervista al canale televisivo belga VRT «non è mai la prima scelta del presidente. La diplomazia è sempre la prima scelta di un presidente, o almeno è sempre la mia prima scelta. Noi abbiamo uno scopo in comune, che l'Iran non abbia l'arma nucleare».
E' chiaro che quel 'noi' si riferisce a lui e al presidente degli Stati Uniti d'America, cioè sempre lui ma pettinato meglio. Dovrebbero almeno ricordarsi di scriverglieli in prima persona, quei discorsi.
La situazione in questo momento con l'Iran, ha precisato Bush, «è totalmente diversa da quella irachena nove mesi prima dell'inizio dell'operazione militare americana».
Infatti, in questo caso, i mesi che mancano sono dieci.
Gli iraniani «stanno cercando di dire, "non vogliamo fare nulla perchè gli americani non sono coinvoltì". Ma l'America è coinvolta. Manteniamo consultazioni strette con i nostri amici, siamo nel consiglio dell'Aiea, e continueremo a lavorare con i nostri amici e alleati per rendere il concetto chiaro», ha precisato.
Le dichiarazioni di Bush sono talmente incomprensibili, che nelle comunicazioni d'emergenza fra la Casa Bianca e il Pentagono non viene nemmeno più utilizzato il linguaggio in codice.
"...Roma Termini scendiamo, srotoliamo le bandiere,
ci fermiamo in piazza Esedra per il solito caffè...
...Con i fazzoletti rossi ma le facce tutte scure,
non c'era tanta voglia di parlare tra di noi..."
Una telefonata: "Dai, arrivi fino a Firenze e ti vengo a prendere, poi andiamo giù assieme,sarebbe bello ricordarli così...". Fa piacere, soprattutto sapendo da chi viene quella telefonata.
Sorrido sentendo quella voce riecheggiareare nella mia testa dicendo che sono unla "piccola rifondarola in incognito", avevi bisogno di dirlo a voce alta che mi sentivi dalla "tua parte". Io ancora adesso un po' mi offendo, un po' ci rido su e un po' ne vado orgogliosa, anche se a me le etichette stanno strette. Io da brava sognatrice ho sempre vissuto per le idee.
"...Con le tue foto ed i tuoi filmati,
Con i tuoi slogan e pugni alzati
Credi davvero che ancora qualcuno
Voglia ascoltare la tua voce...? "
E' sempre stato questo ad accomunarci, la voglia di gridare, di parlare, di farsi sentire. E se si andava assieme a manifestare, lo si faceva senza bandiere, l'idea davanti a tutto sempre e comunque.
Ci abbiamo sempre creduto facendo delle divergenze d'opinione un punto di forza, si lavorava in coppia, io battendo un fianco, tu l'altro. Ce l'hanno insegnato loro, giorno dopo giorno, abbiamo imparato a ritagliarci a vicenda gli articoli dei giornali, tu da Manifesto ed Unità, io da Repubblica e Corriere.
"A volte bisogna infrangere qualche regola per riuscire a cambiare le cose".
Se ne sono andati entrambi, chi ci ha insegnato tutto questo non c'è più. Ma ci siamo noi adesso qua, due cori differenti che cantano all'unisono. E ci crediamo ancora, entrambi.
"Another world is possible - un altro mondo è possibile..."
Escono: La Pizia, Fuori dal coro (torna?), Faredire, Damiano.
Entrano: Beppe Grillo, Antonio Bassolino, Salvatore Stefio (si, uno degli ostaggi).
Rientrano: Looptrain.
E signori, standing ovation prego, per uno dei blogger migliori di sempre!
L'ha già segnalata Luca Sofri, ma voglio farlo anche qua: la versione originale dell'articolo di Jonathan Franzen sui Peanuts, apparso qualche giorno fa sul Corriere della Sera, è una delle cose più belle che ho letto quest'anno. Stampatelo, sedetevi sulla vostra poltrona a fagiolo, abbracciate la vostra coperta ed immergetevi nella lettura.
Categoria: Società · ore 23:38we're British! [click]
Arrivò infine, perfino in anticipo, ed era vestita di Bianco mela candido. Si vide venire incontro due buffi ragazzotti dall'aria sorpresa e la bocca spalancata.
Cantava davvero bene, bisognava ammetterlo, ed era senza ombra di dubbio un regalo mandato dal
Quando ho sentito il nuovo singolo di Moby allegato allo spot della Vodafone, mi sono cadute le braccia. Oddio, dopo Di(l)do e Anastacia, pure Moby si è svenduto alla pubblicità per il traino di un nuovo singolo? Moby lo ritenevo un artista di un certo livello (?!), certo molto opportunista nelle sonorità, però una volta aveva detto una frase che recitava più o meno così (sto andando a braccio): "la musica ha eguale dignità, dalla commerciale alla classica,ognuno si può scegliere la musica che più gli piace senza preconcetti o complessi di inferiorità". Ok, era molto più stringata la sua dichiarazione, ma penso volesse far passare un certo tipo di messaggio. Moby ha fatto un primo album che ho masticato abbastanza (il secondo boh era la stessa cosa del primo, penso, non so, non l'ho ascoltato eccetto i due singoli), ha messo insieme voci, melodie e ritmi diverse tra loro ottenendo un frullato di facile presa (era un deejay mica per caso), ma pure sempre godibile. Penso si volesse in qualche modo giustificare, ecco. Mio caro Moby, io quella volta capii le tue nobili intenzioni (basta con gli integralismi musicali!!) e digerii serenamente quel frullato. Ora invece trovo molto, MOLTO più difficile prestare il fianco a questa bieca operazione commerciale. Ciò non toglie che la tua Lift me Up sia sulla rampa di lancio del mio subconscio, e da domani mattina inizierò a canticcharla (Vertigo ha seccato la pianta), e arriviamo finalmente al motivo scatenante il post: ho disperato bisogno di sapere cosa diavolo dice dopo LIFT ME UP, altrimenti non riesco a canticchiarla come si conviene. Ho azzardato un I'M NAUAMBA, ma quel termine non esiste. Non posso andare avanti con il semplicistico e fanciullesco OH LALALALA del refrain finale, per cui: chi sa, parli.
Morale della favola: uno cerca di farsi una reputazione da sovverrsivo anticonsumista, quando poi la Vodafone ti piazza la solita offerta per i boccaloni assetati di sms card come me. Che congiura. Corro a comprare un carta servizi, forse faccio in tempo, la coop chiude tra 20 minuti! (sono il solito misero medioborghese, lo so).
Non mi era mai capitato di partecipare al dolore collettivo per la scomparsa di un personaggio "pubblico". E' sempre difficile farsi coinvolgere emotivamente per una persona che in fondo non ti appartiene, anche se, magari, l'hai ammirata per i suoi film, per le sue canzoni o per le sue imprese sportive; resta comunque uno steccato tra te, persona comune, e l'Altro, celebrità acclamata, e si fa sentire anche quando quest'ultimo viene a mancare. C'è commozione, ma non coinvolgimento emotivo. Capita poi che ti arrivi un sms verso la mezzanotte di un tranquillo sabato sera. E leggi quelle parole (E' morto pantani... cazzo) quasi incredulo. Ti ritorna alla mente quel personaggio pubblico, ti ricordi rapidamente chi era e cosa ha rappresentato. Lo vai a ripescare dal dimenticatoio in cui era sprofondato. E' morto pantani... cazzo. L'attualità della notizia si prosciuga subito nella rievocazione. Soprattutto, stavolta il tuo cuore non rimane indifferente.
Nonostante la macchia indelebile e assassina (per lui e anche per il ciclismo intero) del doping, si può in ogni caso dire che Pantani è stato uno degli ultimi eroi dello sport italiano, e mi sento autorizzato ad affermarlo perchè io, le sue imprese, le sue vittorie ma soprattutto i suoi scatti, me li sono visti tutti. E' stato un eroe per me, insomma, che mi ha fatto stare davanti alla tv in molti caldi pomeriggi di luglio o di maggio, solamente per vedere se un tipo pelato in bicicletta sudato e stanco come tutti gli altri compagni di gruppo avrebbe provato a scattare ancora. E ci provava, e ogni volta riusciva lo stesso a staccarli, e lo faceva una, due, tre volte.: lo faceva su ogni salita ed era, semplicemente, il più bravo a farlo. Oltre a me, in quegli anni di gloria fece fermare davanti al televisore milioni di persone, cifre inimagginabili per uno sport noioso e anziano come il ciclismo. La Gazzetta gli dedicò ogni centimetro quadro della prima pagina (fatto mai avvenuto prima) il giorno in cui conquistò per la prima volta la maglia gialla, nel 1998. Lo spettacolo visivo prima ancora che tecnico portava all'esaltazione di chi lo seguiva mentre incendiava la corsa. Per tutto questo, soprattutto per essere stato testimone con i miei occhi di tutta la sua carriera, ci rimasi molto male, quando lessi quel messaggio, perchè non era un mito in bianco e nero quello che se ne andava, ma un mito che ebbi la fortuna di ammirare in diretta. Quella volta non rimasi indifferente: fu uno strappo, un squarcio improvviso nel mio immaginario popolato dai miei personali eroi sportivi, che da quel giorno fu più povero.
Sei tornato anche quest'anno Valentino. Con il tuo carico di baci Perugina e cellulari in promozione, puntuale piombi il 14 febbraio a rompere le palle a tutti gli innamorati. Si, sto parlando con te, vescovo di Terni, potevi morire un po' più in là, tipo verso maggio che non ci sono feste? Così costringi invece il pirla di turno a sperperare congrue sommette appena ricevute a Natale per regalare l'anellino d'oro bianco alla dolce metà oppure il vestitino che le sta così bene e la fa semprare magra come vuol sentirsi dire. Ma suvvia, non vorrei passare per maschilista o menefreghista. Non sono cinico fino a questo punto, quindi vorrei chiarire. Io il giorno di San Valentino, accidenti a lui, lo cancellerei proprio dal calendario. Per quell'illusione che dà ogni anno alle coppiette felici di volersi ancora più bene del solito su imposizione altrui, che importa se proprio ieri sera avevi litigato furiosamente? Per quella sensazione di amaro in bocca che lascia alle coppie non più fresche che guardano gli altri con un pizzico di invidia e per un giorno si sforzano di essere gentili con il proprio partner tra sorrisi di rame e svogliate carezze. Per quel sapore di rabarbaro che lascia infine in bocca ai single di turno, e la consapevolezza di essere sempre e comunque sfigati, perchè al mondo ci dovrà pur essere qualcuno che ci apprezzi per come siamo, no? E' San Valentino cretino, e tu sei ancora single, quindi no: nessuno ti caga di striscio.
E poi, stammi ad ascoltare Valentino, avrai pure fatto un sacco di opere buone in vita tua, avrai protetto gli innamorati che so io, ma ti stanno prendendo in giro. Ti sfruttano. Robe che non si fa in tempo a mettere via i panettoni e subito ci bombardano con le pubblicità dicendoci che è ora di fare acquisti perchè tra breve ricorre l'anniversario della tua morte. Ne vai fiero? Io mica tanto. Fossi in te chiederei almeno i diritti per l'uso della tua immagine o che si giri una fiction sulla tua vita, per il disturbo.
Un'ultima cosa, poi ti lascio riposare almeno fino al prossimo anno: qui c'è gente che ha bisogno Valentino. Io a San Gennaro non ci credo, quindi fammi la grazia tu, almeno quest'anno, che qui sono quattro anni ormai che non si festeggia e, giuro, non è mica colpa solo mia! Che poi un'idea ce l'avrei pure, tu che dici? Uh? Grazie Valentino, lo sapevo che sotto sotto eri uno figo.
: Oggi in 7 città ci sarà il blocco totale delle auto.
: Potranno circolare solo le polveri sottili.
Poi succede che uno è sempre pieno di impegni e non trova cinque minuti per fare un salto a salutare. Succede che per un motivo o per l'altro sia fuori la sera oppure indaffarato in chissà quale improbabile attività inderogabile (tzè!). Così passano i giorni, le settimane e nonostante non si faccia che pensare tanto ad una persona non hai modo di sentirla vicina per troppo tempo. E allora sai cosa faccio? Te lo dico qui, davanti a tutti: al diavolo le feste, al diavolo gli impegni e qualsiasi altra cosa. Stasera ci vediamo al solito posto, alla solita ora e non ce n'è per nessun altro. Porta le Forbici che io porto il Proiettore. Due birrette e un sedile faranno il resto, e il freddo sarà soltanto un problema secondario.
Così finalmente abbiamo un nome con cui chiamarvi. Banale ma c'è, e questo è bene. Un nome perlomeno meno cretino di GAD, FED o quant'altro, che ricordavano più gruppi anarco insurrezionalisti oppure ipotetici partiti d'oltralpe che non un'alleanza di partiti per le elezioni regionali. Vi possiamo identificare meglio, noi politicanti e mezze calzette, così come le anziane signore di paese, che delle vostre sigle non sapevano che farci, rigirandosi la scheda elettorale tra le mani. Viva la semplicità. Abbiamo un logo che vi rappresenta, forse quanto di peggio si poteva partorire modificando il file ulivo96.jpg con Photoshop ma vi avranno fatto credere che l'inflazionatissima bandiera della pace sia ancora di moda e richiami significati profondi. Il colore verde fa a pugni con il resto e l'arcobaleno ricorda effettivamente i servizi parlamentari RAI oltre che i loghi delle emittenti commerciali locali.
Abbiamo un primo accenno di intesa, e non è poco. Almeno per una settimana potremo quasi pensare che l'entusiasta Bertinotti davvero si stia rimboccando le maniche per essere propositivo nei confronti di tutta la coalizione, in vista di un'alleanza più solida per il 2006, passata la pagliacciata delle primarie in stile americano dall'esito scontato. Tempo un paio di settimane e con l'inizio della campagna elettorale vera e propria torneranno nervosismi e incomprensioni di sempre, cercando di mantenere una facciata di apparente serenità e cordialità come ogni periodo pre-elettorale.
Non abbiamo però le idee. Non abbiamo un programma, una linea politica di fondo. Mentre si è litigato sul nome, sul simbolo, su chi doveva stare con chi e quali persone erano da candidare, nessuno ha messo sul tavolo uno straccio di pensiero politico. Il vero senso di ogni consultazione elettorale si va così perdendo nella costruzione di un evento, al pari delle finali di campionati di calcio, o di sèguiti attesissimi di film da premio oscar, piuttosto che nella formulazione di proposte concrete che il cittadino possa soppesare e premiare con il proprio voto. Ogni elezione si basa negli ultimi anni più sulla forma che sulla sostanza, dilapidando i patrimoni dei partiti in sondaggi, cartelloni facsimile da entrambi gli schieramenti e martellanti campagne demagogiche in televisione. Se riusciamo a costruire personaggi dal nulla, creando falsi eroi da domenica pomeriggio in tv, siamo capaci anche di creare politici a misura d'uomo, che non facciano tanto il loro mestiere seriamente, ma che sappiano in realtà solo vendersi come ciarlatani o marionette ripetendo frasi semplici e banali. La gente ora vuol capire tutto di quello che il politico fa, senza in realtà conoscere nulla in materia. Vince chi la spara più grossa, o sa convincerti meglio, dovesse anche spedirti un libro fotografico su quanto ha fatto di bello direttamente nella cassetta della posta.
In vista delle regionali, il cui esito a mio avviso seguirà il trend negativo per l'attuale coalizione di Governo, non potremo parlare mai di un successo pieno per la neonata Unione finchè non verranno messe in gioco forze vere, idee nuove e programmi realmente di sinistra, per ridare vigore ad una spenta Italietta ridotta a caricatura su ogni quotidiano estero. Trovato il nome, scelto il logo, ora però lasciamo che oltre agli slogan e ai proclami di facciata lavorino veramente gli uomini, con il cervello e prima di tutto con il cuore.
: in vista delle elezioni regionali sia il centrosinistra che il centrodestra hanno ritrovato unità e accordo.
: alla fine l'amore trionfa sempre.
Categoria: Politica · ore 09:30
"Ormai è da parecchio tempo che si parla delle unioni tra le coppie omosessuali e nei vari dibattiti, lascio da parte l'opinione della Chiesa, mi stupisco di sentire e di leggere la non considerazione del lato umano, il non sentire mai parlare di AMORE. Si parla di morale, di buon gusto, di natura o contro natura. Quello che per noi coppie eterosessuali è scontato, per le coppie gay è una conquista: negare un'unione civile è morale? È morale che alla morte di uno dei due se non si è fatto testamento, l'altro venga malamente sfrattato? E non ci sta solo il valore dell'immobile, ma il calore degli oggetti, dei ricordi, l'amore condiviso in quelle mura, perduto perché non si è nessuno. È morale, perché non si è parenti riconosciuti dalla legge, non poter assistere in ospedale, in rianimazione, la persona amata?Divisi da una porta, lontani nella fine... questo è immorale. A noi è concesso decidere dove vogliamo seppellire il nostro caro, la persona che amiamo, decidere fiori, poter accarezzarli per l'ultima volta, a loro spesso no. Le famiglie quasi sempre sono contro queste unioni e non permettono poi nulla, anzi tirano un sospiro di sollievo, l'imbarazzo della famiglia ha avuto termine, questo è morale? Si scorda l'amore, il sentimento che unisce queste persone, non credo sia maschio o femmina l'amore, non credo che conta chi amiamo, ma è l'amore, quello che rende la vita degna di essere vissuta, la negazione dei sentimenti, questa è l'immoralità. È immorale chi ferisce, chi prende i miei pensieri, chi cerca di fare le scarpe a un'altro, chi abusa della parola amore, chi nega le sue carezze e i suoi sorrisi, chi tradisce un amico. Chi decide che qualcuno dovrà morire da solo. Forse chi parla ha solo davanti agli occhi i film porno, che intanto vede, ma non è amore quello, è sesso, e i film porno sono anche eterosessuali, ma troveranno come scusante che quella è normalità... E mentre si discuterà magari per anni su cosa è morale e immorale, sul concedere o meno le unioni civili ai gay, altro amore sarà calpestato, altri sentimenti non riconosciuti, altre valigie saranno fatte... Quindi mi chiedo... è morale dare così tanto dolore?"
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Sono riprodotti in questo blog per gentile concessione dell'autrice alla sottoscritta.
Il 7 febbraio il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha presentato al Congresso la proposta di bilancio per il 2006.
Oltre alla preoccupazione per le voci riguardanti i tagli alla spesa pubblica e la cancellazione di molti programmi federali, a destare qualche sospetto è quella inerente la nuova Imposta Repubblicana sugli Armamenti Nascosti, meglio nota come IRAN.
Bush ha dichiarato che per riuscire a dimezzare il deficit degli Stati Uniti entro il 2009, i cittadini iraniani dovranno essere pronti a compiere grandi sacrifici.
Ci avete pensato? Nei più recenti aggiornamenti della lista di stati canaglia, da invadere prossimamente, la CIA ha inserito tutti i paesi confinanti con l'Iraq. E già lì stanno trivellando dovunque, scavano dappertutto, spostano tonnellate di sabbia.
L'unica volta che ho visto una cosa simile è stato nel giardino di un canile-ricovero per cani malati di Alzheimer.
Ieri sera, mentre lavoravo ad un post per il Softblog, ho avuto un'epifania.
Si potrebbe dire che, per la prima volta nella mia vita, ho visto chiaro davanti e dietro di me. C'era una sorta di luce, come in quella scena dei Blues Brothers in cui il grande John Belushi veniva illuminato da uno spiraglio di sole che era chiaramente una terminazione di Dio, o una messa in metafora dello stesso.
Io, vedevo la luce. La consapevolezza era in me.
Io ho ventunanni, ragazzi. Le donnine da paginone centrale, e le varie supermodelle stile-Max, sono sempre state più vecchie di me. Ieri sera, mi sono reso conto che la ragazza che vedevo sullo schermo aveva la mia età. 1983. Pazzesco. Magari un domani sono dell 85. E poi diventano dell'88. 90?
Qualcuno, non ricordo chi, mi ha fatto notare che presto guardando un culo per strada dovrò cominciare a chiedermi se é parte di un corpo minorenne o meno.
Questa consapevolezza improvvisa, mi ha travolto come un vero e proprio treno in corsa.
Sono polverizzato dalla consapevolezza. La verità annienta.
E poi.
E poi me ne vado a letto pensando a questa mia condizione di VecchioPorco in potenza e di come potrebbe essere interessante. E mi addormento. E sogno, un vero e proprio oceano di donne più giovani di me. E io pappone, Briatore's Style. Catenozzo e abbronzatura alla kryptonite. Un oceano di carne da collezionare, "giovani donne da esibire, se permette un'espressione dei nostri tempi". Donne? Bambine. Bambine stronze e manipolatrici comunque. Bambine crudeli che manipolano i propri Briatori. Bambine che si rivelano e che mi torturano infilzandomi con aghi da agopuntura.
Ho il terrore di addormentarmi di nuovo.
Potrebbero tornare.

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