Mercoledì 31 Agosto 2005
"Questo è il nostro tsunami"
Infatti anche in Indonesia sono stati avvertiti in anticipo dell'arrivo dell'onda. Già, si si. Ipocriti.
"La vendetta dell'acqua sugli uomini e sui loro presuntuosi progetti, l'acqua caduta dal cielo, spinta dal mare, tracimata dai laghi, dalle paludi e dal fiume, si distende come un sudario"
Qualcuno non firmò il protocollo di Kyoto, ma accidenti, fatico a ricordare chi fosse.
Leggo che
Ann Coulter è stata licenziata dal giornale in cui lavora. Oltre al danno la beffa: per la "Fallaci d'oltre oceano", che diventò famosa dichiarando: «
Dobbiamo invadere i paesi musulmani, uccidere i loro leader e convertirli al Cristianesimo», e che è una sostenitrice di GW Bush, le Google Ads propongono
bandierine anti Bush e spille contro la guerra.
Martedì 30 Agosto 2005

Noleggiate un dvd, non avete mai visto quel film e potete tenerlo solo poche ore. Nel menu principale vi si pone la scelta: guardare il
film originale di venti, trent'anni fa, oppure il
Director's cut come è finalmente uscito da poco per gli appassionati di quella pellicola. Come vi comportate?
La domanda, buttata li ad amici mezz'ora fa, ha scatenato un'interessante dibattito che qui ripropongo. Il
film è l'opera per come è realmente uscita nelle sale, come l'hanno vista migliaia di spettatori e come l'hanno conosciuta per anni, o quella che era nella mente del regista all'epoca e che i tagli della produzione hanno limato? Intendendo non solo i tagli di censura ma in particolar modo quelli quasi superflui che non hanno alterato la trama e che il regista stesso all'epoca ha deciso di scartare perchè quasi ridondanti.
Qual è da considerarsi il film originale, l'arte concepita dal regista e mai uscita al cinema, oppure la versione che ha circolato con eventuali tagli annessi?
Lunedì 29 Agosto 2005
Dicono che la 62° Mostra del cinema di Venezia sarà blindatissima.
Se non doveste avere mie notizie nelle prossime settimane sappiate che probabilmente sarò deceduta per mano di un
cecchino mentre sgattaiolavo da una delle numerosissime entrate non controllate del palazzo del Cinema onde evitare le code abissali riservate ai comuni mortali che non conoscono tutti i trucchetti di ogni Palazzo.
Nel caso in cui sopravvivessi alla mia sfrontatezza e qualcuno di voi dovesse trovarsi nel ridente Lido si possono prendere accordi per un
aperitivo in Terrazza Martini.
Ah. Vincerà un italiano.
Credetemi.
di ·

Categoria:
Sport,
Tv · ore 01:00
Visto
che siamo tutti troppo impegnati per permetterci di vedere 120 minuti di
riepilogo dei gol quando un tempo ce la cavavamo con molto molto meno (e senza
troppi spot), abbiamo chiesto ad un'esperta di calcio di seguire la trasmissione
di Bonolis per noi. L'abbiamo pagata in noccioline come Dumbo, ma possiamo
permetterci anche di più, che si sappia. Ecco il Grande Calcio, come l'ha visto
Fran.
In fin dei conti era difficile. In fin dei conti era la sua puntata zero (che
con la prima di campionato...). Vi pare, povero... gli hanno dato "soltanto due
ore da sessanta minuti", eh... è come arrivare la sera a casa e non aver detto
alla mamma di aver portato sessanta amici a cena. Mica si erano preparati, e poi
lui lo fa per un tozzo di pane.
Incipit di
Bonolis, ricorda
Paolo Valenti e il fu novantesimominuto.
Che era meglio, non parlo della tristezza immonda del giornalismo rai degli
ultimi anni... parlo del novantesimo di quando ero piccina e lo seguiva mio
nonno, quello con
Sposini tra gli inviati. Più bello, meno ricco di mezzi di
fondi.
Serie A dei milioni di euro invece con la sua grafica nerazzurra e il suo
conduttore nerazzurro iniziano in una scenografia che lo scenografo avrà pensato
fosse geniale: una finta gradinata con delle bandiere buttate qua e là in modo
finto disordinato. Bonolis si presenta accanto a una bandiera nerazzurra
(strano), cerco di individuare se ci sia scritto un 14 sopra, ma vengo attratta
dal look finto disinvolto del presentatore che tenta di dare una parvenza di
informalità alla conduzione.
Paolone si inerpica in citazioni di
Nereo Rocco, in congiunzioni, in frizzi e
lazzi che mi fanno pensare alla pubblicità occulta del nuovo inserto del
Corriere sulla letteratura. Ma no, è Bonolis... è normale.
Mentre mi chiedo chi abbia giocato oggi mi domando anche se avessi girato su un
canale tematico a caso dove si chiedesse a
Mancini se fosse meglio la lampada o
l'autoabbronzante. Di calcio se ne parla molto a livello filosofico, Bonolis
arriva a chiedere cosa ne pensino le radio romane (nota fonte di giornalismo
superpartes) del rapporto di
Cassano con la Roma.
Fino a quel momento pensavo che fosse Controcampo travestito da Domenica in, ora
mi chiedevo perchè ci si dovesse anche biscardizzare un po'. Ma nessuno si
accavalla e forse parte un servizio. Ah, il Milan ha pareggiato? Sembrava il
solito servizio di studioaperto sul maltempo, almeno dalle inquadrature.
Inviati sono arrivati da Controcampo... che almeno una volta che partiva il
treno dei servizi avevi la fortuna di non vedere. Sì, vabbè che la
Sanipoli a
fare le interviste a
Totti c'entrava quanto un tubo ("Franci, allora oggi hai
segnato...") però vedere che l'impiegato del catasto viene abbagliato dai
riflettori e suda come un prosciutto all'equatore di fronte alla telecamera...
beh, fa un po' pena.
La
Vanali viene messa nel loggione accanto a un computer. A che serviva
sbandierare la sua partecipazione se poi fa tappezzeria?
Forse l'unica cosa un po' simpatica e che vivacizza una trasmissione il cui
target sembra la casalinga che vuole ribellarsi al marito che le rinfaccia di
non capire nulla di lui e del calcio è l'anticipo visto da due tifosi uips:
Masini, che mostra mezzo petto ma non ostenta catenone d'oro da truzzo, e
Vergassola. Esperimento godibile.
Ultimo quarto d'ora con i
Gialappi, che ho trovato migliorati rispetto alle
ultime performances (o sarà perchè la trasmissione mi aveva talmente avvizzito
robe che non ho e quindi può essere che mi siano sembrati molto bravi?).
Gialappa's in piena forma mai dire gol dei vecchi tempi, insistono sul Genoa e
il Preziosigate, evidenziano che tra oratori e calciatori a volte ci sono
differenze e le dichiarazioni profetiche dei prepartita. Sì, come ai vecchi
tempi...
Alla fine i lisci nella più antica tradizione gialappiana.
No, si pensava di aver finito. Parte il treno dei gol condensati commentati da
D'Aguanno... dov'è il tasto mute?
Io resisto ancora senza Sky, forse.
Sabato 27 Agosto 2005
Hanno
ingaggiato niente meno che Capello per promuovere la svolta epocale (?) di
questa stagione calcistica, ovvero i diritti in chiaro della Serie A su Mediaset.
Tutti se la meritano, recita lo spot in onda in questi giorni. Forse ci
meritiamo anche lo strabordante orgoglio che tracima persino nei tiggì, dove non
passa edizione in cui spacciano un promo come servizio sportivo, confezionato
con le immagini della campagna pubblicitaria e parole entusiastiche. Forse una
tv commerciale si può permettere l'invasione di campo da parte della campagna
promozionale di quello che viene spacciato come un evento quando in realtà 90°
minuto, nelle ultime stagioni, se lo filavano ormai in pochi. Forse dovremmo
smetterla di considerare i telegiornali come spazio per l'informazione, pure.
di
Akio ·

Categoria:
Tv · ore 13:25
Caro Enrico Varriale, nessuno parla di te e di quello che probabilmente stai soffrendo. Tutti a parlare della teledomenica di Bonolis, della Ventura, perfino di Pippo Baudo e nessuno che pensa alla tua delusione professionale.
Cominciamo la nuova stagione con la
carta che avrei dovuto mostrare fin dall'inzio...
E' di tipo "blogland" perchè è l'unico modo per dare il template da simil-terra (chi ne sa di magic penso capirà...)
Venerdì 26 Agosto 2005

La grafica è sempre quella a cui siamo abituati con gmail, pulita e senza fronzoli, adatta a girare anche su pc di dieci anni fa. Non ha niente di più (e qualcosa di meno per il momento) di
Skype, ma sarà inevitabilmente destinato a rimpiazzarlo perchè si sa che se le cose le fa Gugol sono tres chic e assolutamente da avere.
Comoda inoltre la funzione di notifier per Gmail. Un alert comparirà ad ogni email ricevuta e con un clic potremo leggere il messaggio in tutta semplicità. Iscrivervi? Macchè, non mi dite che non avete una gmail?
Gugoltolk, il giocattolo blogger dell'autunno. Abbiatelo.
P.S. Qualora lo vogliate mi trovate qui: zioego[at]gmail.com.
Giovedì 25 Agosto 2005

Constatate le temperature quasi autunnali, nonchè il rientro in massa degli italiani sempre meno vacanzieri possiamo iniziare a tracciare un piccolo riassunto dell'estate duemilacinque. Estate che ricorderemo anche per questo:
I tormentoni musicali. Senza ombra di dubbio, lo scettro va a (Tanto)
3 di Jovanotti, canticchiata e conosciuta da tutti da Courmayeur a Pantelleria, alla faccia della leggera estate dei Negramaro e di quei buontemponi dei Negrita che hanno rotolato a sud per il Brasile. Di questi tempi, avere un tormentone estivo chiaro ed univoco è già qualcosa.
Sudoku. Impossibile trovare persona che non sia stata contagiata dalla più meravigliosa "febbre" enigmistica studiata a tavolino che si possa ricordare. Le edicole sono piene di nuove riviste specializzate, le librerie rigurgitano libri sull'argomento, in ogni dove c'è un matematico che gongola e un logico che compila caselline. Gli italiani si riscoprono amanti dei numeri piuttosto che delle belle donne. Durerà?
I braccialettini LiveStrong. Di ogni colore possibile, purchè portato in coppia con un altro e con inciso ogni tipo di scritta. Si passa da quelli a sostegno della pace a quelli per la lotta al tumore, da quelli Nike a quelli del bagno 25 di Riccione, l'importante è che ci sia scritto qualcosa e sia in quella deliziosa gommina tirapeli del braccio. Basta robacce tribali o braccialettini dei marocchini. Chi non l'ha è decisamente "out".
Infradito. Intramontabili monumenti della scomodità, icona del vero fighetto da spiaggia che non li toglie mai, nemmeno per andare al ristorante di lusso con la propria partner ingioiellata. Supertrendy gli
Havajanas, con o senza la bandierina brasiliana incastonata nella gomma, l'importante è spendere quei 15-20 euro per due solette di caucciù che all'Ipercoop vengono 2 euro e cinquanta a dir tanto.
Aperitivo cena fuori. Immancabile il rito dell'aperitivo in spiaggia o sul lungomare ormai affermatosi un po' dappertutto. Dalle sei alle dieci di sera la gara è a chi riesce a mangiare di più insieme ad un cocktail alla frutta trancia-intestino. A seguire cena fuori, dove lei prenderà un'insalatina leggera poichè satolla degli stuzzichini già inglobati. La trovata 2005 è l'aperitivo in piscina, come nel 2004 e pure prima, solo stavolta si sta direttamente dentro l'acqua. Con l'infradito e il braccialettino, ovvio.
Costumi da bagno. Decisamente poco di nuovo da registrare. Per favore facciamo sparire in fretta quegli orrendi boxer a fiori bianchi hawahiani su sfondo blu o rosso. Dopo tre anni possiamo pure rivedere il concetto di "bello", no?
Maltempo. Da nord a sud, a ferragosto gli ombrelli erano aperti, con buona pace di metereologi e giornalisti, che fino all'ultimo hanno taciuto l'orrenda verità d'accordo con gli albergatori disperati. Meno incendi del solito dunque e inevitabilmente bellissime montagne verdi marcella bella.
Città piene. Il trend turistico è negativo e i prezzi alle stelle così ci si arrangia come può. L'estate 2005 gli italiani l'hanno passata a casa, con qualche gita fuori porta e con i condizionatori accesi. Qualcuno ha visitato la propria città scoprendone scorci incantevoli, qualcuno ha organizzato tornei di tresette in cortile, tutti più o meno hanno consumato N volte prosciutto e melone mentre le cicale cantavano beate in mezzo ai campi gravidi di granturco. Tutti inoltre hanno guardato la tv nella fascia preserale e vi hanno trovato Pupo sorridente.
Tv. Pupo corteggiato dalla Rai. Pupo personaggio tv dell'estate. Pupo. Non serve aggiungere altro.
Caos campionato di calcio. Immancabile come ogni anno. Leggermente più tranquillo almeno sotto il piano dei diritti tv, si parte tra pochi giorni come se niente fosse. Per fortuna a riempire le pagine dei giornali ci ha pensato il Genoa, tra valigette piene di soldi e mirrorclimbing a suon di avvocati. Nel marasma di calcio estivo (criptato) emerge una squadra come sempre: l'Inter. Anche quest'estate, ebbene si, pare sia il loro anno buono.
Mercoledì 24 Agosto 2005
Benvenuti su Ciccsoft, il blog dimenticato dai bloggers.
Welcome on Ciccsoft, a useless blog.
P.s.: per gli italiani le cose vanno sempre addolcite...
Lunedì 22 Agosto 2005

Anche se si è scritto poco (è da vedere...) non significa che non si abbia almeno
fotografato molto.
Ripeti a voce alta: non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri...
Domenica 21 Agosto 2005

L'estate calcistica ha servito il suo ormai classico menu groggy a base di sentenze di tribunali e cassonetti bruciati nella notte, trofei pieni di effimere bollicine e regolamenti bistrattati. Il tifoso è paonazzo e boccheggia, quando va bene, altri si dicono disgustati e nostalgici e cedono l'onore delle armi al Calcio Moderno. Quest'anno per la prima volta non si sentirà alla domenica pomeriggio l'adorabile sigletta di 90° Minuto, inno di una stagione calcistico-sportiva popolata da personaggi improvvisati ma fedeli alla linea di giornalisti vetusti, col riporto e quei nomi stranieri così difficili da pronunciare. Non so e non voglio nemmeno immaginare come i fanciulli di oggi si rapportino a questo calcio paramilitare e in evidente stato di overdose, ma io che ho fatto in tempo ad assaporare l'ultimo calcio in un certo senso romantico, quello degli anni '80, riconosco il sapore da fast food che ricorre in questo fetido andazzo che nessuno pare voler fermare. Prima o poi, forse, chi sta dietro alle testate giornalistiche, alle federazioni e alle società, capirà che il tifoso smarrito fa molta attenzione ai dettagli, unica àncora per rimanere aggrappati a questa palla di finti lustrini di plastica che puzza molto di più di quella gloriosa di stracci. Sono i dettagli come l'erba fresca e appena tagliata, il giovane della Primavera che fa il suo esordio in prima squadra, la squadra del quartiere in serie A, l'articolo che parla di tattica e non di moviola, e potrei andare avanti per ore. Gemme ormai rare da preservare, perchè quando tutto imploderà, da lì ripartirà la ricostruzione. Ieri sera si celebrava la diciottesima edizione di un torneo moderno, tale
Supercoppa Tim, e il tutto è andato in onda su una rete televisiva appena nata.
Sportitalia è gratuita, in netta controtendenza con la regola che ormai per vedere qualcosa in televisione bisogna pagare (chi l'ha decisa questa infamia?), è già questo è un dettaglio che sa di antico. Il dettaglio della serata di ieri è che la telecronaca era affidata esclusivamente a una voce soltanto, col solo sporadico contributo di una giornalista a bordo campo. Un dettaglio, per l'appunto, che a cascata fa ramentare tutti gli altri. Una volta non c'era bisogno di aldiserena o vincenzidamico vari a sottolineare ogni passaggio di gioco. C'era una, ammaliante voce sicura, che fosse Martellini o Pizzul, e non avevano bisogno di "commenti tecnici" per accompagnarci nell'evento, ci entravamo da soli in loro compagnia. Sportitalia punta sulle immagini e sui scarni risultati, senza aggiungere altro, nel tentativo di intercettare quegli sportivi paonazzi e obesi di sport moderno. Non so se basteranno i dettagli per scrollarci di dosso il pallone gonfiato.
Domenica 14 Agosto 2005
Noi sereni e semplici o cupi ed acidi,
noi puri e candidi o un po' colpevoli
per voglie che ardono:
noi cerchiamo la bellezza ovunque.
Mi sono riempito gli occhi di bellezza, ed è stordente. Mi sono ricordato di quanta imperfezione esiste in quelli che la osservano. Fa quasi paura, la bellezza, per la sua perfezione. Come quando sulle montagne russe arrivi in cima alla salita e in quel momento in cui resti sospeso osservi il panorama intorno. La Bellezza è opprimente, poi ti rischiaccia al suolo come la forza di gravità. Ti inchioda a tutte le imperfezioni che ti si sbattono in faccia durante la discesa del trenino. E’ un’imperatrice eterea e insinuante a cui altro non possiamo fare che inchinarci e portarle un rispetto quasi timoroso. Ogni velleità di rivoluzione viene placata, perchè la Bellezza è sorda e cieca. Non si riesce nemmeno a rimpiangerla o desiderarla, quando è assente, perchè è immanente. Una nebbia che ci inebetisce, un colossale allucinogeno.
Quante storie per una scogliera a picco sul mare e uno sciame di pupe da storia che non finiva più.
Sabato 13 Agosto 2005
Avevano attraversato il mare in nave, dormendo tra la melma e la salsedine di una notte interminabile, trovato casa tra le colline alberate dove il sole nasce e tramonta in mezzo agli ulivi, incontrato facce note tra le sabbie rosse di Kontoyallos, fatto richieste inutili di birre al doppio malto giù per il Liston di Kerkira tra la fortezza e il parco pubblico, gonfiato forte materassini ad Agyos Gordios fino ad impietosire i vicini di ombrellone, tirato tardi per i locali di Kavos inseguendo l'onda di inglesi ubriachi senza una meta ne' una ragione.
Avevano nuotato a lungo dentro le grotte su a Paleokastritsa, tuffandosi dalle rocce e pedalando contro i flutti mossi dal troppo vento, bevuto un cocktail infiammato parlando del futuro sempre troppo incerto, accolto un amico in ritardo tra il vento e la pioggia mattutina del porto, dimenticato un pallone d'oro sulle rocce di Gialiskari, ballato con inglesi cicciottelle e le loro madri sulle coste di Kassiopi, visitato le scogliere di Peroulades e Sidari con il vento in faccia e le onde fino al collo, mangiato troppo al tramonto nel giardino mentre le patate cuocevano sul grill, suonato forte la chitarra fino a che le dita non avevano i calli, offerto rose a studentesse slovene, mangiato pita al posto di piadina quando i fast food sono pieni e i bambini a dormire ormai da molte ore.
Avevano saltato per un'ora sulla baia di Agyos Georgios per rubare uno scatto magico che li cogliesse in volo, giocato a bocce senza nient'altro che sassi, guidato forte sulle curve di una pista di kart inseguendo l'altro senza raggiungerlo mai, tergiversato sui viali silenziosi con l'autoradio a palla su un classico degli anni '90 scrutando i volti e le reazioni della gente, fatto trenini con italiane nemmeno troppo chiacchierone, baciato venditrici di bracialettini senza comprarne nemmeno uno, cantato l'inno d'Italia a squarciagola alle quattro del mattino giù per il lungomare di Ipsos, dove l'isola fa una curva a destra e sale alta verso il monte.
Avevano mangiato spalla cotta e salame di pecora fino alla nausea, assaggiato il formaggio alle erbe e la temibile birra greca, avevano scattato foto e colto fiori secchi nel vecchio villaggio di Perithia sul monte Pantokrator, riso davanti un gruppo di tedesche sornione, suonato campane di una vecchia chiesa abbandonata mentre sulle loro teste giungeva lesto il temporale, salutato felicemente un greco socievole seduto al ristorante tra le colline del nord, dormito a lungo sulla spiaggia dopo tanta acqua, svegliandosi ammirando un cielo a pecorelle.
Avevano tergiversato fissando ragazze ad un tavolo ottenendone indietro solo gesti poco simpatici, scacciato vespe nel self-service di Glyfada, sonnecchiato sui divanetti dell'Aloha dove la festa comincia al pomeriggio e prosegue fino a notte mentre al tavolo a fianco giocano a backgammon e bevono caffè shakerato su ritmi house, giocato a pallone al porto in attesa del lungo ritorno fino a scatenare le ire della Polizia, ritrovato facce note con il sorriso sulle labbra e il segno degli occhiali da sole, cambiato in fretta i biglietti rischiando di rimanere fermi sull'isola e riposato a lungo sul ponte riparato dai venti, mentre appena sopra ballavano sirtaki e suonavano chitarre.
Solo allora, dopo aver fatto tutte queste cose e Dio sa quante altre, si riposarono. Chi in una stanzetta calda e polverosa, chi in un paese sperduto sugli appennini, chi in un'alcova d'amore mitteleuropea...
Venerdì 12 Agosto 2005

fai clic per ingrandire
Martedì 9 Agosto 2005
Oggi. Questa estrana estate metereologica mi ha comunque privato di molti amici, partiti per le vacanze o in campagna a raccogliere frutta. Decido di passare il tempo con la Playstation2, e giocando a Pes4 (simulatore di calcio, per chi non lo sapesse) a una coppa del mondo mi imbatto in un match alquanto particolare: nei panni della Nigeria trovo agli ottavi la nazionale azzurra.
5 Luglio 1994. La giornata trascorreva come tutte le altre, a Gatteo Mare insieme ai soliti amici. Non ero un granchè tifoso di calcio, avevo visto qualche partita di Italia ‘90 con indifferenza, e neppure la coincidenza tra il giorno del mio battesimo e la vittoria in Spagna ’82, 11 Luglio, mi gasava.
[Ovvero il risultato di una serata passata fra la tesi e musica depressiva[
[Nada Surf - If You Leave]
Passeggiava per le stanze senza riuscire a smettere di guardarsi attorno.
Il letto disfatto, la valigia spalancata ed i vestiti ammucchiati su una sedia, qualche foto, cd sparsi, il suo smalto per le unghie, i piatti sporchi, due telefoni in carica.
Lui dormiva sul divano.
[Creed - Six feet from the edge]
Con un nodo alla gola prese a riordinare le sue cose per andarsene in silenzio, prima del suo risveglio. Perchè se si fosse svegliato prima della sua partenza lei avrebbe ricominciato a parlargli, a spiegargli, a tentare di fargli capire cosa la feriva.
Ma sarebbero state solo frasi ripetute, quel che doveva dire l'aveva detto.
La sua presenza là non aveva più nessun senso, almeno fino a quando qualcosa non fosse cambiato.
[Death Cab For Cutie - A Lack Of Color ]
Lunedì 8 Agosto 2005
di ·

Categoria:
Varie · ore 00:08
Ed eccoci qui, per la prima volta in un internet point tentati dall'irresistibile bisogno di farsi vivi in qualche modo su questi lidi. Solo per dirvi che qui e' tutto ok ed in particolare che:
Mattia dopo due giorni ha gia' dimenticato quel paio di accordi che aveva appreso con la chitarra.|
Nella speciale classifica dell'abbronzatura Attimo arriva buon ultimo.
In Grecia non sanno fare i cocktail alla frutta.
Divertirsi e' faticoso, ce la stiamo mettendo tutta.
Non beviamo acqua da giorni. Il sapore di CocaCola domina nelle nostre gole.
Gli inglesi avranno anche dominato il mondo nell'ottocento ma ora danno triste spettacolo di se' in questi lidi.
Le italiane sono meglio delle inglesi.
Siamo diventati truzzi come non credevamo fosse possibile.
Nonostante le dita in alto e i costumi adamitici, Simo non rimorchia.
Facciamocene una ragione. :-)
A presto!