"Promosso dalla Facoltà di Design e Arti dell’Università Iuav di Venezia e da Fabrica, Centro di Ricerca sulla Comunicazione del Gruppo Benetton, in collaborazione con Aprilia e con il contributo della Regione del Veneto «Teach me, Stories» si svolgerà a Venezia, presso i Magazzini Ligabue, dal 29 settembre al 2 ottobre 2005. L’evento rappresenta la continuazione di «Teach me. Festival della grafica italiana», tenutosi con successo lo scorso anno. Si tratta di un evento significativo nei metodi e nel linguaggio, oltre che nei contenuti e nel programma. L’attenzione alla contemporaneità, nelle sue espressioni più sperimentali ed estreme, è un tratto essenziale della Facoltà di Design e Arti, che non a caso Fabrica, osservatorio internazionale sulla creatività, e Aprilia, azienda del Gruppo Piaggio da sempre vicina al mondo del design, hanno saputo cogliere. Quest’incontro fra università e progetto è ancora una volta un propulsore di energia per gli studenti di talento che frequentano l’ateneo veneziano."Per tre giorni mi trovate qui. A fare il blogger a tempo pieno, finalmente.
2) Bonolis e la Gialappa's hanno tutte le ragioni di sfottere Ligas dopo l'affermazione di quest'ultimo "dove vado io ci sono grappoli di goal": dopo il misero 1-0 di domenica, uno scialbo 0-0 nella gara di Champions tra Lille e Villareal...
3) Giorgia Surina potrebbe evitare di ripetere con vanto che i comici di Zelig Off sono tutti esordienti provenienti dai laboratori di Zelig sparsi per l'Italia, quando sa benissimo che la maggior parte erano nel cast di Comedy Lab su Mtv, come lo erano lo scorso anno Gangia Man e la professoressa Fullin...
4) Ottima scelta di Mediaset di trasmettere lunedì, in prima serata Canale5, The bourne Identity (prima visione assoluta) e martedì su Mediaset Premium il sequel The Bourne Supremacy! Peccato che chi ancora non vede quasi nulla di digitale terrestre come me si arrabbi ancora di più di quanto non lo sia già per l'inutile acquisto del decoder...
In verità la storia si fà più complessa: un gruppo di malavitosi eredi del boss Francis Turatello, dedito al traffico di droga e al riciclaggio, aveva pianificato una maxi truffa, con carte truccate e tutti gli optional del caso; e i polli da spennare, chiamati gentilmente "clienti", erano individuati con accuratissima azione di ricerca, dopo aver "comprato" informazioni da impiegati di banca e dopo aver compilato accurate schede informative (complete di disponibilità finanziarie, interessi, relazioni, gusti: meglio agganciarli proponendo una battuta di caccia o portando un paio di ragazze molto disponibili?). Briatore, a capo di quello che i giudici chiameranno "il gruppo di Milano", nel business aveva proprio il compito di agganciare i clienti di fascia alta, tentarli con qualche buon affare e farli sentire a loro agio con una vita notturna sfrenata. E poi spennarli.
Il bel gioco dura poco dice un proverbio: s’interrompe con una retata, una serie d’arresti, un’inchiesta giudiziaria e un paio di processi. Emilio Fede è assolto per insufficienza di prove, Briatore condannato in primo grado a 1 anno e 6 mesi a Bergamo, a 3 anni a Milano. Ovviamente non fa un solo giorno di carcere: scappa per tempo a Saint Thomas, nelle isole Vergini, poi una amnistia ad hoc cancella ogni peccato. Cancella anche dalla memoria un numero di telefono di New York segnato nella sua agenda accanto al nome "Genovese" e riportato negli atti giudiziari del processo alle bische. "È un numero intestato alla ditta G&G Concrete Corporation di John Gambino, con sede a Brooklyn. Tanto il Gambino quanto il Genovese sono schedati dagli uffici di polizia americana quali esponenti di rilievo nell’organizzazione mafiosa Cosa Nostra". Oh, perbacco.
(Libero adattamento da "Società Civile" - 3. continua)
Oggi nel giorno del mio compleanno mi ritrovo catapultato di nuovo in questa magnifica città. Ma come ogni mio viaggio dall'Italia a qua ho avuto un problema! Arrivato in aeroporto ungherese, mi fermano a quella che è la dogana, esaminano attentamente la mia carta d'identità e mi chiedono anche un altro documento - patente! "Si accomodi grazie"! Arriva un poliziotto di dogana che mi presenta un foglio prima in magyaro (si era sbagliato) poi in italiano e mi dice di compilarlo! Insomma, volevano provare la mia cittadinanza. 10 domande di cui ho letto solo le prime 5:
1 - Scrivere nome e cognome
2 - Scrivere in ordine cronologico data di nascita, luogo di nascita, data odierna (ma che caspita vuol dire?)
3 - Indicare cosa si intende per ultima pagina del documento e cosa per fotografia
4 - Mostrare che soldi si hanno nel passaporto e dirne il nome
5 - Disegnare una scala e un triangolo.
La cosa buffa è che l'ho compilato da solo e non sapevo a chi dire il nome dei soldi e a chi indicare la foto! Poi torna il poliziotto e gli dico guardi che c'è un errore, non vuole dire niente in ordine cronologico...."hehe...ok, you can go, szia!"
Pare che con un piccolo e rapido trucchetto sia possibile far tornare in vita il caro vecchio WinMx, primo erede di Napster nella giungla del p2p recentemente sospeso e irraggiungibile da tutti gli utenti. Per prima cosa occorre collegarsi a questo indirizzo http://205.238.40.1/hosts/hosts e scaricare il file "hosts".Sostituite il file presente nel vostro pc con quello scaricato. In particolare nelle cartelle :
Windows 95/98/Me -> c:windowshosts
Windows NT/2000/XP Pro -> c:winntsystem32driversetchosts
Windows XP Home -> c:windowssystem32driversetchosts
e sostituite il file hosts. In alcuni casi potrebbe essere necessario anche eseguire
ipconfig /flushdnssu Win2k o Xp; tale comando può essere eseguito direttamente da "Esegui" nel menu avvio.
Et voilà: Winmx torna a funzionare correttamente collegandosi al nuovo ip. Facile no?
Ero ad una festa, l'atmosfera era molto etilica&borderline, me ne giravo per le stanze con gli occhi sgranati ed un Bellini fra le mani quando mi si sono avvicinati i due bellocci di allora prendendomi sottobraccio e chiedendomi ammiccanti se volevo "andare a sciare".
Ricordo d'averli guardati innocentemente rispondendo che lo sapevano che quel week-end dovevo tornare a Venezia.
Ancora adesso sono convinta che l'unico motivo per cui non mi hanno estromessa dalla loro vita sociale è che mi hanno trovata particolarmente spiritosa...
Che poi da bambino eri convintissimo che i Giochi Preziosi avessero quel nome perchè ritenuti di buona qualità e volessero sottolinearlo con un aggettivo accattivante. Non per il cognome di questo farabutto qui.
Intanto però trova una compagnia da "Amici miei" con cui tira scherzi birboni ai polli di turno. Come se fosse Antani. C’è un finto marchese, Cesare Azzaro, che si ritiene il miglior giocatore di carte del mondo. C’è un conte vero, Achille Caproni di Taliedo. C’è un avvocato dal nome altisonante: Adelio Ponce de Leon. E uomini dello spettacolo e della tv, come non citare l'inossidabile Pupo (al secolo Enzo Ghinazzi), Loredana Berté, Emilio Fede, al tempo - erano i primi anni Ottanta - al vertice della sua carriera in Rai come vicedirettore del Tg1. L’ambiente è un mix letale di soldi, affari, gioco, belle donne. Luoghi d’incontro, case e bische clandestine a Milano e Bergamo, le ville del conte Caproni, hotel e casinò in Jugoslavia e in Kenya.
(Libero adattamento da "Società Civile" - 2. continua)
Doug - [Random]
I "contatti", come li chiama minimizzando l'autrice dell'articolo, lamentandosi di come sia difficile carpire la fiducia di queste bestie per poi raccontare la loro triste storia a tutta Italia.
Io a questo punto mi chiedo se si parli di persone o di animali da mettere in una gabbietta, per poi studiarli, irriderli e citarli ad esempio di tutto ciò che non va in questo mondo.
Perchè mi disgusta una società dove si sbeffeggiano le patologie altrui per paura di affrontare i propri vuoti. La stessa società dove si vanno a cercare le modelle nelle case di recupero per anoressiche, dove basta arrivare a pagina 160 dello stesso settimanale per vedere ossa che fanno capolino da sotto i vestiti.
Mariangela Mianiti ha vagato per i siti, ha preso le frasi "ad effetto" e ne ha tirato fuori il suo pezzo, senza nemmeno curarsi di cambiare un nickname (o il modo per trovare certi gruppi), ha rubato frammenti di vita, pezzi di disperazione e ne ha fatto il perfetto identikit della pro-ana cattiva.
Dice "tanto loro non sono, o meglio non si ritengono, malate", e mi chiedo se abbia letto davvero quello che trasuda da quei siti.
Perchè ha omesso tutti i messaggi dove si leggono parole come:
e quando sai che queste parole le ha scritte una che con la bulimia ci va a nozze da secoli hai la certezza che no, quel sito non esiste per istigare chicchessia alla malattia.
Quando si parla di siti "pro ana" non si parla di quindicenni che vogliono fare le modelle e si ritrovano a parlare di come farsi del male. Si parla di donne cresciute troppo in fretta, e più spesso di quanto si creda, di madri di famiglia. Si parla di traumi irrisolti che si risolvono in un'ossessivo bisogno di controllo che può sfociare in più direzioni. I disturbi dell'alimentazione sono solo la punta dell'iceberg.
Quando si parla di disturbo dell'alimentazione si parla di qualcosa che va oltre il cibo, e che non sempre è manifestamente grave o ostentato, anzi, spesso l'agonia si consuma lentamente in poche stanze.
E invece di stare là a dare tutte le colpe del mondo a sti benedetti siti pro-ana ci sarebbe da leggerli meglio e da vedere che per la maggior parte si tratta di ragazze che chiedono aiuto. O meglio, comprensione, e non per distruggersi (ovvio, chi non si vuol "salvare" c'è sempre, ma nel 99% dei casi rispetta l'altrui aspirazione ad una vita sana).
Per "stare meglio".
Perchè credete che sia facile lottare contro malattie di questo tipo? Fate parte anche voi della schiera d'ottusi che ad una bulimica direbbero "non vomitare" e ad un'anoressica "mangia"?
Ma per arrivare alla Costa Smeralda dove è difficile non vederlo attraccato in qualche baia a prendere il sole, allo yacht sfarzoso con i quadri d’autore e i rubinetti d'oro, a Naomi e alle altre modelle e soubrette, ce n’è voluta di fatica. Una vita intensa, proprio come un pilota di Formula Uno.
Sono due le storie di Flavio Briatore. Una è la favola di un giovane brillante e ambizioso che compie un salto dal bollito misto alla nouvelle cousine, che parte dalla campagna piemontese, fa mille mestieri, dall’assicuratore al maestro di sci, fino a diventare uomo di successo: ai trofei di Formula 1 e, ancor più in alto, alle copertine patinate al fianco di Naomi Campbell e di quelle che l'hanno seguita. L’altra è la storia di affari non sempre limpidi, bische clandestine, polli da spennare al poker, una latitanza in isole esotiche, bombe e autobombe, cattive compagnie, trafficanti d’armi e boss mafiosi.
Le due storie hanno in comune soltanto il punto di partenza: Verzuolo, vicino a Saluzzo, provincia di Cuneo. Qui, il 12 aprile 1950, nasce Flavio Briatore, segno zodiacale Ariete, figlio di due insegnanti elementari che sognano il figlio avvocato. Invece a Flavio basta e avanza il diploma di geometra, ottenuto - "con il minimo dei voti", dice di sé - con una tesina dal titolo «Progetto di costruzione di una stalla». E' un tipo semplice, il Flavio.
(Libero adattamento da "Società Civile" - 1. continua)
Categoria: Mondo blog · ore 01:32La redazione responsabile cerca giovani e meno giovani con voglia di scrivere e di imparare la professione giornalistica, diplomati o laureati con attitudine per la scrittura, e non necessariamente con una formazione umanistica. Lavoreranno a Ferrara città e provincia. Per informazioni e per prendere appuntamento, mettersi in contatto con: [seguono contatti]
- Pronto, buongiorno chiamo per quell'annunc...
- (scandendo bene le parole con tono seccato): S E L E Z I O N E U L T I M A T A.
- Ah di già oggi? Ah ok graz...
- tutututututu....
10 secondi. Scusi, signor caporedattore, mi piacerebbe sapere: in base a quale criterio? A chi arriva prima come dal dentista? Non vedo l'ora di leggere il suo giornale.
Arte pura. E una gran bella canzone.I Sigùr Ros sono tornati.
(clic qui per scaricare il video, .wmv - 13,7mb)
Come un automa mi dirigo verso il reparto bevande, afferro una confezione a caso da sei bottiglie e mi volto decisa in direzione della cassa.
Strank.
Uh. La confezione è rotta. No, rettifico, non è rotta, è aperta. Cazzo, anche le bottiglie sono aperte.
Senza pensarci troppo su faccio la vaga, spingo con una pedata il mio ammasso di bottiglie taroccate sotto uno scaffale e catturo un'altra confezione.
Ri-strank.
Siccome a casa mia due indizi fanno una prova abbandono a malincuore la tentazione di costruire un piccolo Empire State Building fatto di bottiglie difettose e mi metto ad osservare che succede attorno a me.
Ad una prima analisi sembra che la sorella buona di Katrina abbia vissuto una storia d’amore molto intensa con il “ramo bottiglie” del supermercato, confezioni dilaniate sono pseudoimpilate in posizioni più che discutibili e la maggioranza delle bottiglie è aperta.
E c’è quella signora là che le toccaccia tutte.
Uh, mamma che fa, le apre, aiuto, sicurezza, “dagli all’assassina” e si salvi chi può.
Ci sono le prove. Più di una a dire il vero.
Pm10, Farfintadiesseresani
Non si può certo dire che quest'anno al Lido il cinema italiano non fosse ben rappresentato. Cristina Comencini non avrà vinto il leone d'oro 2005 ma ha dato la possibilità ad una già bravissima attrice -made in Italy- di raggiungere un'espressività drammatica mai conquistata prima (nulla a che vedere, a mio avviso, con L'ultimo bacio o La finestra di fronte) e puntualmente riconosciuta dalla giuria con il premio per la migliore interpretazione femminile. Confesso di essere finita al cinema ieri sera non tanto per Giovanna Mezzogiorno quanto per il mio attore italiano emergente preferito, Luigi Lo Cascio, che nei titoli de La bestia nel cuore viene inserito come special guest e in effetti compare verso la fine del primo tempo. E così, attendendo "la prima comparsa" di Luigi, sono rimasta letteralmente spiazzata da una magistrale protagonista, un ritrovato Alessio Boni - che avevo lasciato ad una banale performance di padre esaurito in Quando sei nato non puoi più nasconderti -, una efficace Stefania Rocca - nei suoi ruoli complicati, in questo caso di cieca lesbica - ed una strabiliante Angela Finocchiaro, che in un film drammatico, di ricerca psicologica, con un ruolo drammatico di donna sola e tradita, riesce a far spanzare la platea dalle risate con qualche battuta ad hoc, facendo rivivere per pochi secondi l'ego di suor Amelia.
La trama è abbastanza lineare, Sabina e Daniele (Mezzogiorno e Lo Cascio) sono due fratelli che nella loro infanzia, apparentemente "normale", hanno subito molestie dal padre. Daniele, il più grande, si è tresferito in America e ha una bella famiglia. Sabina vive con il suo compagno Franco (Boni) di cui scopre essere incinta. Da quel momento inizia il suo viaggio, a ritroso nei ricordi più lontani, scavando nella memoria per cercare una spiegazione alla misteriosa angoscia e agli incubi che la tormentano.
Solo suo fratello, potrà darle una mano a chiudere il cerchio, se pur dolorosamente aiutandola a far riemergere un trauma che sembrava dimenticato ma che impediva a entrambi di vivere una vita veramente normale; una vita felice.
Un cast assolutamente riuscito per un'ottima sceneggiatura.
Bravissima Giovanna Mezzogiorno (prima ti odiavo ma solo perchè stavi con Accorsi..)! Consiglio stregato: film da vedere.
La storia della nuova legge elettorale non mi appassiona molto.Non che mi paia normale una modifica del sistema elettorale a 6

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