La giacca alla marinara della divisa, la gonna, il tacco sottile, i capelli raccolti con un nastro blu; la nebbia bassissima, il canale dell'aereoporto, la barca che salta sulle increspature dell'acqua, qualche parola canticchiata a mezza bocca, il vento sulle labbra a raccoglierne i baci.
Le mani avvolte attorno al thermos di caffè caldo, le gambe accovacciate sul predellino, le briccole a susseguirsi velocemente, le sagome delle altre barche, il silenzio ovattato della laguna che neanche il motore riesce a turbare.
La nebbia che si alza d'improvviso, trafitta dal sole e dall'aria tersa, una lacrima di commozione, il cuore che si apre, il cielo azzurrissimo e la Venezia bella, limpida e sensuale che si desidera circondata dalle montagne, che sembrano vicine che quasi riusciresti a toccarle, se solo allungassi la mano.
E un pensiero. Nonostante tutto.
Questo vuol dire "esserci".
Di colpo ho realizzato che è vero. Ha ragione Berlusconi: i media sono pesantemente in mano a professionisti di sinistra. Gli artisti sono tutti di sinistra, i comici sono tutti di sinistra, larga parte di chi lavora in tv è schierato a sinistra e quelli di destra sembrano poche sparute pecore nere. Quando si scherza, si parla tra la gente comune tutti ridono di lui, nessuno l'ha votato. E' vero è vero, è così. E parlo seriamente.Chi glielo spiega però al Presidente che i media che contano nel suo mestiere, e che davvero spostano le idee politiche e muovono percentuali di votanti perchè formano il pensiero del popolo comune non sono i programmi di intrattenimento, ne' i varietà con i comici, ma quelli politici e di informazione seria, e sono per lo più schierati dalla sua parte? Perchè è quello che viene tirato in ballo quando si parla di par condicio e conflitto di interessi. La gente guarda la tv mica legge il giornale. E quando accende vede il Vespa strisciante, il tg di Mimun che tace verità scomode, lo Schifani onnipresente, il salottino di Anna La Rosa, il tg di Rossella eccetera eccetera eccetera. Chiaro il concetto? Mi sembra anche piuttosto semplice.
Ma è già l'ora di andarsene, io a morire, voi a vivere; chi dei due però vada verso il meglio, è cosa oscura a tutti, meno che al dio.
Platone - Apologia di Socrate
[E qui la pagina con la raccolta completa di tutta la serie (ndr)]
Oggi, il direttore generale della Rai Alfredo Meocci dichiara:
"La prospettiva economico-finanziaria della Rai è critica. [...] Una serie di elementi critici portano a una previsione, per il 2006, di una perdita tendenziale di 80 milioni di euro."
I motivi di questo disastro? Secondo Meocci, il tracollo sarebbe da imputare ad un canone troppo basso e agli elevati costi della struttura Rai. Una crisi strutturale quindi, nessuna responsabilità del vecchio o del nuovo Cda.
Al di là del delirio sul canone (Mediaset vede da anni i propri utili moltiplicarsi in maniera esponenziale, pur cedendo negli ascolti e non chiedendo alcun pagamento agli spettatori) sarebbe chiaro persino al più orbo dei ragionieri che nelle cifre dei bilanci Rai qualcosa non funziona come dovrebbe. O forse - nell'Italia delle truffe, dei bilanci truccati e dei "passa da dietro" - anche i numeri sono diventati opinioni, senatore Bonatesta?
E' uscito OpenOffice.org 2.0, la valida alternativa open source al colosso per l'ufficio di Microsoft. Il tempo di installarlo, provare Writer (l'alter ego di Word) e Calc (Excel) per cinque minuti cinque e sorridere pensando che ai livelli di Office non ci arriveranno mai e poi mai e c'è ancora troppo da fare, poi l'ho tolto. Aspetto fiducioso la 3.0 eh?
Dopo i blog di Radio Deejay, sono usciti per semplice traslazione anche quelli di Repubblica-Kataweb, sfruttando il medesimo sistema di pubblicazione offerto in licena da Typepad. Dopo XL, un'altra manovra gggiovane del Gruppo Espresso, che ha di recente acquisito anche All Music. Personalizzazione un po' (tanto) ridotta e il desiderio di navigare l'onda blog, ormai moda imperante e prezzemolo da buttare anche dove non c'entra niente. Non è un po' tardi, comunque?
Infine, ma non vuol essere un rimprovero eh?, non è che ogni volta che a Google decidono di fare i burloni tra di loro con fotoritocchi o scherzi sul marchio, il mondo intero deve preoccuparsi manco ci fosse una rivoluzione imminente no? Eddai, su.
La vecchia tata del segretario dei Ds Fassino l'ha voluto reincontrare dopo 40 anni. Fin qui niente di male, siamo esseri irrazionali. Ad esempio, se entra una falena nella mia stanza accendo appositamente la piantana alogena e attendo con pazienza il momento in cui l'insetto verrà abbrustolito dai 300 watt incandescenti della stessa. Per dire.Tornando alla tata.
Ovviamente fare qualche telefonata, mandare una lettera, cercare di beccarlo in una manifestazione pubblica sarebbe stato assolutamente folle: l'unico tramite possibile era il marito di Costanzo e la sua trasmissione televisiva del sabato sera "C'è posta per te".
La cosa è piuttosto normale per una settantenne, televisionomane ed abbonata a settimanali di cultura quali "Oggi" (e/o a "Gente"), meno normale dovrebbe essere per un segretario di partito di sinistra (così dicono, eh) andarci. Dovrebbe, appunto.
Il fatidico incontro è avvenuto sabato scorso, su Canale 5. Non so come sia andata. Dovrò tenermi il dubbio.
Il fatto che Fassino abbia accettato l'invito non mi scandalizza. D'altra parte se già vai da Vespa una volta a settimana non esiste nessun'altra partecipazione ad una trasmissione televisiva che possa peggiorare ulteriormente la mia opinione di te.
Inutile prenderci in giro, un politico di quella (ahimè) importanza non dovrebbe fare mai niente "per caso" quando si tratta di apparire in tv e di fare dichiarazioni ai giornali. Sono convinto che questo genere di cose siano studiate a tavolino e siano inquadrate in una più vasta strategia comunicativa. Nel caso specifico c'è da augurarselo. Sarò machiavellico ma è sempre meglio un perfido manipolatore opportunista che un coglione.
Però un interrogativo turba il mio animo: se in campagna elettorale diventi, in rapida successione, credente e ospite di "C'è Posta per te" quando sarai al governo cosa puoi diventare?
Capisci che non sei altro che una noce di cocco quando tutta la pizzeria, piuttosto di classe e piena di gente medio-raffinata si gira inorridita quando entra la festeggiata e invece di un semplice "auguri" a voce, il tuo trombettista tira fuori un'armonica ed esegue "tanti auguri a te" seguita dalla sigla del Pranzo è servito.Capisci che non sei altro che una noce di cocco quando la coppia che si è alzata da poco dal tavolo a fianco ha lasciato un pezzo di focaccia alle verdure sul tavolo e qualcuno del tuo gruppo l'ha preso senza batter ciglio e ora lo sta dividendo equamente ai commensali facendo commenti sulla sua insipidità. Se non l'avevi capito prima, te ne accorgi sicuramente dopo, quando la stessa cosa viene ripetuta con un altro tavolo, fregando una mezza bottiglia di minerale.
Capisci di essere una noce di cocco quando la proprietaria del locale scopre che avete rotto un bicchiere di preziosissimo cristallo di Boemia proprio mentre era giunta per comunicarvi che "questa bottiglia la offre la casa: tanti auguri!" e la frase seguente diventa: "e questo ragazzi cos'è?" raccogliendo i cocci inorridita.
Capisci di essere una noce di cocco quando ti rechi in un locale che si chiama "Dal tramonto all'alba" e sei l'ultimo ad andare via, quando anche i gestori hanno raccolto le cartacce in terra e chiuso baracca, il tuo cantante sta per avere una crisi isterica perchè gli bruciano le lenti a contatto e si è ingolfato il motore della sua Classe A, e il trombonista è giunto ormai alla quinta ragazza in una sola serata che a momenti non volevamo crederci.
Capisci di essere una noce di cocco quando un omone alto e grosso, con la faccia da ragazzo ma vestito di tutto punto che sembra un manager di quelli veri, ti annuncia che l'estate prossima "suonerete con i Casino Royale" e che vi manda a registrare a Perugia una settimana per il prossimo cd proprio in quel periodo in cui hai talmente tanti esami che a fatica riuscirai a vedere la luce del sole.
Capisci di essere una noce di cocco quando al tavolo a fianco al tuo l'altra band si comporta in maniera composta e sopita cenando in attesa del concerto mentre noialtri si schiamazza come neanche i bimbi dell'asilo e ci si fanno foto nelle pose più impensabili.
Capisci di essere una noce di cocco quando il tuo secondo strumento è una chitarra di gomma, indossi un cappello di paglia e hai un nome che tutti si chiedono "da dove esce?" e come se non bastasse sei responsabile dell'intera sezione tastiere di cui fai parte solo te.
Capisci che hai esagerato ad essere noce di cocco quando ti rotoli nell'erba, fai il cascamorto con le alunne di tuo padre, cadi dalla bicicletta e te ne rendi conto solo il mattino dopo nel tuo letto, esausto con la testa che ti gira mentre le suddette alunne ti riportano gentilmente a casa il tuo mezzo di locomozione.
Capisci che è bello essere noci di cocco perchè comunque a fine serata si è sempre pari.
- Barista, quant'è il nostro compenso?
- Con le birre e il resto...siamo a posto così ragazzi!
La colpa come al solito è di Berlusconi. Quando è andato da Floris a Ballarò ti ha tolto l'esclusiva e adesso i politici in tivvù vanno dove capita. Maggioranza e opposizione non sono daccordo sulla riforma delle due camere ma sembrano intenzionati ad indebolire la terza camera; la tua. Caro Bruno Vespa, non ti avrà fatto piacere sentir dire dalla postina di C'è Posta per Te: "Si, Maria. L'onorevole Piero Fassino ha accettato il tuo invito". Se covi il proposito di lasciare la televisione ti capisco.
(via Emmebi)
Non facciamoci ingannare troppo facilmente: il Molleggiato è tornato in tv dopo ampie aspettative per uno show ricco di sorprese e momenti di buona televisione, nulla di più. Non ha deluso ed anzi ha saputo confezionare uno spettacolo in larga parte piacevole. Non ci stupisca il Santoro che grida "viva la libertà" o Cornacchione che fa il verso a Silvio. Non prendiamo per aggressione politica il testo della canzone (prossimo tormentone del web) di Crozza-Gipsy Kings o l'aver mostrato il video del premier in Bulgaria mentre fa i nomi scomodi da epurare dalla televisione pubblica. Non si sta facendo altro che un po' di sanissima satira politica, o scherno edulcorato verso chi comanda, ed occupa i piani alti, di qualunque schieramento esso sia. E' così dalla notte dei tempi ma il politicante saggio è capace di accettare il gioco con equilibrio e correttezza. Se la maggioranza si indigna davanti a uno spettacolo del genere, e se Celentano ha modo di spaziare con gli argomenti nell'attaccare l'attuale Governo, significa che gli spunti non mancano e che la democrazia in questo paese non è ancora morta del tutto se c'è chi la manda in onda.
Significa che si può dare spazio alla fantasia degli artisti, lasciandoli liberi di esprimere anche ciò che è scomodo perchè è in fondo questo il sano principio base di un qualunque stato civile moderno. Significa infine, saper prendere le cose per quello che sono. Tre ore di tv, infarcite di musica e siparietti interessanti, non sconvolgono il mondo. Cinque minuti di intervento di Santoro non spostano fette rilevanti di elettorato, ma sono invece sinonimo di pluralismo su una tv pubblica infarcita di reality e rigurgitante palinsesti spesso vuoti di idee.
RockPolitik susciterà polemiche, farà discutere e qualche testa rotolerà per questo. La colpa non è affatto di Celentano, quanto del clima di tensione non appena un artista (notoriamente l'Artista è di sinistra) mette piede in tv. Il Molleggiato ha fatto il suo monologo, appiattendo il ritmo fino a quel parecchio momento sostenuto, ha invitato ospiti eccellenti e all'altezza del gioco. Insomma il contenitore c'è, anche se il suo protagonista è il solito vecchio cane brontolone, un po' barboso quando ci si mette. Ma il contorno, signori, è tv che scoppietta e si fa notare, per i tempi che corrono.
Devendra Banhart - Hey Mama Wolf
Franz Ferdinand - Do you want to
Ligabue - Lettera a G.
Sigur Ros - Glosoli
Magic Numbers - Forever lost
Mamas and Papas - Make your own kind of music
Amari - Campo minato
Don Backy - Poesia
Juanes - La camisa negra
Kaiser Chiefs - Everyday i love you less and less
Mickey3d - Matador
Perturbazione - Animalia
Shout out louds - Very loud
The Rakes - Strasbourg
The Strokes - Juicebox
Opera Chillout - Belle nuit, o nuit d'amour
Manu Chao - King kong five
Una piacevole e personalissima accozzaglia di splendidi pezzi più o meno nuovi.
Chi scrive è una che si è ritrovata a dire in più di qualche situazione "guarda, non me lo so spiegare, è che gli ebrei sono semplicemente mediamente più intelligenti".
Poi con gli anni può dire di aver trovato molte ragioni a questa sua affermazione: l'importanza di apprendere una lingua come l'ebraico fin dalla tenera età, l'impegno nello studio su due binari, il dover perennemente gestire lo "sdoppiamento" tra la vita "da ebrei" e la vita del resto del mondo.
Poi c'è il fatto che chi nasce ebreo nasce con la consapevolezza storica di un popolo esule millenario, consapevolezza che viene instillata sin dalla più tenera infanzia, e va a generare così "bambini ebrei primi della classe" (citando l'articolo), ma anche bambini ebrei ipersensibili, che vivono ancora sulla loro pelle gli orrori patiti dai nonni e dai bisnonni. C'è inoltre la voglia (da parte delle vecchie generazioni) di offrire ai giovani tutte quelle opportunità che in passato sono state precluse, e le "nuove leve" lo sanno, sono figlie e schiave della loro memoria.
Sono una tifosa della versatilità, sono convinta che chi cresce impegnando la mente su più binari cresca con stimoli maggiori e quindi con conseguenti maggiori elasticità mentale e capacità d'adattamento. Gli ebrei lo sono per necessità, così come tante altre persone meno facilmente "categorizzabili". Nell'occidente post '45 semplicemente quando c'è di mezzo la parola ebreo si è abituati a prestare più attenzione al discorso. Chiamasi cattiva coscienza
Tuttavia ogni volta che leggo articoli di questo tipo non so mai se mettermi a ridere o se avere la pelle d'oca. E' la parola "genetica" che mi turba.
Allo stesso modo in cui mi turba quel lato dell'ebraismo per cui se la madre non è ebrea per il figlio è necessaria tutta una trafila burocratica per poter essere parte del "popolo eletto"; ala conservatrice in cui i matrimoni combinati sono fortemente favoriti e i giudizi dati con troppa facilità.
E' solo che ci sono momenti in cui mi rendo conto che per un attimo il mondo si divide in "chi è ebreo e chi non lo è"; in chi può capire una battuta, un film, una mezza parola in più e chi non lo capirà mai. Tra chi "sa" e chi no.
Già le dicotomie di per sè mi spaventano. Quando si inizia a chiamare genetica un fatto culturale per poterla scindere indissolubilmente da tutto il resto figuriamoci.
Non vedo nè discriminazione inversa nè premesse a nuove teorie antisemite in discussioni di questo genere, semplicemente mi ritrovo a chiedermi perchè si senta questa necessità di "categorizzare" ogni cosa, genio compleso, quasi a pensare che trovando un gene ne si potranno carpire e riprodurre i presunti talenti affibbiatigli.
Da biotecnologa vivo (in generale) una scienza in crisi, che promette più risposte di quelle che effettivamente ha, semplicemente per non dover ammettere che "quel qualcosa che sfugge e va oltre" non lo prenderanno mai.
Neppure loro.
Passato il day after dei festeggiamenti e della pubblica gioia da parte del centrosinistra per il trionfo, in termini di audience elettorale, delle elezioni Primarie, mi pare sia doveroso fare il punto della situazione e annotare alcune considerazioni. 4 milioni di elettori sono stati un successo numerico inaspettato, una grande celebrazione della voglia di far sentire una voce, di dare una spinta forte all'imbarcazione dell'Unione indicando chiaramente quale sia la persona più credibile da mettere alla guida della coalizione. Prodi, che piaccia o meno ai puristi della politica fatta di soli ideali, rappresenta oggi il solo candidato possibile che riesca a mediare, seppur a fatica, tutte le anime del centrosinistra. Non è credibile un governo Bertinotti, insensato un leader della società civile come Scalfarotto. Stiamo parlando di elezioni politiche e i giochi si fanno con mediazioni, compromessi e accordi bilaterali. Per litigare e far emergere le scelte dei partiti ci sarà modo poi, a governo formato. Ora è il momento di radunare la gens e affilare le spade. A contrapporsi saranno Prodi e Berlusconi, come il popolo grida a gran voce. Lo scontro tra titani, che mancava da dieci lunghissimi anni.
Inutile però dormire sugli allori di un'elezione primaria andata bene. Se da un lato è un segnale positivo che sicuramente dona nuova linfa a tutto il sistema politico dell'opposizione, dall'altro va tenuto conto che ha votato circa il 18% dell'elettorato di centrosinistra (stando ai dati del 2001, purtroppo obsoleti). Rimane da conquistare la fiducia e la conferma di tutti quelli che hanno preferito rimanere a casa, seguaci di una fede politica più tiepida ma non per questo da sottovalutare. Vanno conquistate le casalinghe che hanno ritenuto superfluo esprimersi oggi, quelli che la politica la seguono solo marginalmente, i lavoratori delle classi più bistrattate dall'attuale compagine governativa e soprattutto bisognerà saper parlare ai giovani, vera anima pulsante della sinistra che scende in piazza, si infervora e dialoga sui grandi temi di interesse generale. Per farlo Prodi dovrà saper costruire un programma finora poco chiaro, rispettando quel 15 percento di elettorato che gli ha preferito Bertinotti, un dato estremamente significativo. Una voce che chiede finalmente un "governo di sinistra" e non una legislatura dove vivacchiare tirando avanti come si può, che a poco servirebbe. Il grido strozzato di Moretti in "Aprile" è ancora valido, un decennio dopo.
Da non sottovalutare infine è il peso politico che queste elezioni hanno avuto sull'altra metà del Parlamento, quella che pensa, governa, aggiusta e vota compatta le varie leggi che vengono in mente al peones di turno per risolvere problemi futili al bene del Paese. Il falso in bilancio, le rogatorie internazionali, l'immunità parlamentare, la Gasparri e non ultima la riforma del sistema elettorale che gli italiani avevano scelto di mandare in pensione dodici anni prima con un semplice referendum. Il governo si impegna ma non chiede mai legittimazione al popolo sovrano, in nome di un mandato ormai logoro e di un contratto con gli Italiani in scadenza. E' un Governo assente anche nelle manifestazioni più semplici dove si richieda la sua presenza, quando una vedova piange un marito che si è sacrificato agli altari della politica ed è solo il Capo dello Stato a commemorarne l'onore.
Queste elezioni dunque, non possono che diventare un chiaro monito dell'elettorato fedele all'Unione: noi ci siamo, siamo pronti e decisi a farci sentire. Il grande cuore della sinistra ha reagito prontamente alla chiamata e con pazienza e dedizione si è recata alle urne sopportando volentieri code interminabili ma necessarie. Berlusconi in cuor suo non può che preoccuparsi, quando la sua coalizione vacilla sotto un Follini dimissionario e anche i suoi sondaggisti dicono picche guardando al futuro. Ora almeno una data di fine lavori c'è, le elezioni sono fissate al 9 aprile, cui ci separano centosettantatrè giorni di lungo inverno. La campagna elettorale sarà aspra come non mai ma questa volta sono le poltrone ai piani alti a tremare in vista del risultato, mentre là fuori l'elettore ha fatto già sentire la sua voce segnando il primo gol della grande partita della Democrazia. Uno a zero, palla a centrocampo.
Lei non c'era più, ed era passata più di una settimana, già.
Come non c'era più lui, da quasi cinque anni oramai.
Ci son tanti modi diversi di suicidarsi, lui di sicuro aveva fatto prima, quello di lei invece si era protratto a lungo nel tempo. Iniziò a tormentarsi capelli, in silenzio, tentando di reprimere tutto quello che stava lottando per venire fuori dallo stomaco; rabbia, impotenza, dolore. Cosa sarebbe servito tirarli fuori, le lacrime sarebbero scese e nessuno sarebbe tornato indietro per stringerla a sè.
No, infatti.
Erano giorni che ogni pretesto era buono per farle salire un nodo alla gola, l'acqua, il cielo azzurro, il vento sulla barca, il suono d'una voce. Durava un attimo, di solitudine tra il rumore e la frenesia, gli occhiali da sole calati sugli occhi; ma poi doveva andare avanti, come al solito, che la vita gliel'ordinava, imperiosa, ostinata. Era nata per quello alla fin fine.
Tutto su un colpo realizzò che la cosa più dolorosa erano quei ricordi felici che avrebbe voluto tanto portare con sè nel cuore senza che facessero così male. A quelli pensava quando sentiva di odiarli, entrambi. Li odiava per quanto li aveva amati. E li odiava perchè guardava negli occhi tutti giorni qualcuno che non aveva potuto scegliere se rischiare di morire o meno.
Era un flusso di pensieri, un attimo di dolore acuto, poi il rumore cominciava di nuovo, si stringeva nelle spalle e riusciva a respirare abbastanza da muovere qualche passo.
Una mano sulle sue gambe la fece sobbalzare all'improvviso.
"E' successo di nuovo?"
"Sì."
"Vieni qua, appoggiati a me, su, dormi..."
Un attimo e sentì le lacrime scendere, perchè se ogni tanto quasi si vergognava ad essere felice sapeva che il compito dei vivi era andare avanti. Con chi li avrebbe seguiti.
- Tra l'altro ne abbiamo ventidue ora di punti! Abbiam chiamato il numero verde e ce li hanno aumentati! - spiega trionfante Attimo.
- E' vero - continua il Pittore - basta chiamare per avere quei due punti che il Governo ha dato agli automobilisti disciplinati.
Al che mi indigno, perchè non sapevo nulla. Mi indigno perchè mi pare impossibile che siano così subdoli da richiedere una telefonata per farseli aumentare, così che le vecchiette non lo sapranno mai. Io stesso per quanto legga tante cose in internet, non ne sapevo nulla. Mi danno il numero e lo segno sul cellulare per chiamarlo appena ho tempo. 848782782.
- Ma questo per me non è affatto un numero verde!
Vengo zittito e mi spiegano che è un numero verde, ma si fa solo dai numeri di rete fissa.
Come mio solito non mi fido perchè mi sembra di ricordare che 848 è un numero a pagamento, ma resto zitto meditando di scrivere un post risentito su questa cosa e per segnalare il tutto a chi come me non ne era a conoscenza.
Dieci minuti fa, cerco su Google ed incappo in questa cosa...
Io direi un'affluenza intorno ai due milioni di persone.Prodi circa al 50-60%, Bertinotti circa 25%.
Voi che dite?
DIRETTA BLOG:
13.43: A Roma - dice Clemente Pastella - in un seggio hanno trovato pacchi di schede già votate per Prodi, pronti per essere inserite appena si può. Aggiunge inoltre: questa consultazione è fasulla.
Comunque è tra i candidati sulla scheda, casomai voleste votarlo. Deve essersi alzato storto proprio stamattina. Capita.
16.29: A qualcuno è andata peggio del sottoscritto. Almeno io ero in una simil cabina elettorale di cartone.
17.13: Pare abbiano superato il milione di votanti. Se continua così qualcuno dovrà offrire da bere stando a quanto si è detto ieri sera al pub. La questura dall'elicottero ne ha contati appena qualche migliaio. Emilio Fede prepara il servizio di apertura del tiggì da alcuni seggi rimasti vuoti. Al telefono ci sarà a commentare Daniela Santanchè, che invita al non voto e ad andare tutti al Billionaire stasera, per la festa di chiusura.
17.35: L'Unità online: al voto come ad una festa.
TgCom: Primarie colpo di scena: Mastella sbatte la porta e se ne va.
Felicità bipartisan quest'oggi. Anche io: c'è il sole.
18.20: Festa rovinata. Un politico della Margherita pare sia stato fatto fuori il giorno giusto..
18.23: Stampella, si levi gentilmente dai coglioni... [Sasaki Fujika]
20.05: Mentre si parla di due milioni di votanti, nella ridda di cori entusiasti del centrosinistra nessuno sembra cagare minimamente un morto tra le loro file...e mica un sottosegretario di partito qualunque.
21.45: A seggi quasi chiusi arriva il messaggio di Attimo, votante dell'ultimo minuto: "Vecchietto osserva sfregandosi le mani la coda interminabile e sentenzia: questa è volontà di governare! Bravi!"
22.40: Ancora non c'è uno straccio di dati provvisori. L'affluenza continua a crescere anche se i seggi dovrebbero essere ormai chiusi da un pezzo. Elezioni tarallucci e vino: avanti che c'è posto.
22.45: Prodi al 79% in un exit poll a Cagliari. Davvero non oso immaginare il risultato di Bologna o Modena...
0.02: Prodi si assesta intorno al 75%. Scalfarotto è una cocente delusione, appena lo 0,5% contro un 3 e mezzo di un Pastella qualunque. Cordoglio.
0.29: Pare abbiano raccolto 40 milioni di euro. Tolti i costi sostenuti per questa consultazione, lo champagne per festeggiare e una cena di pesce per i volontari dei seggi, restano una svalangata di soldi per la campagna elettorale. Che cosa sforneranno da qui a primavera? Manifesti olografici? Invio di libri con la storia di Prodi a tutti i cittadini? Ecco, io lo dico. Gli italiani gradirebbero una delle due opzioni:
- Spaghettata aglio e olio collettiva nelle città, con vino rosso e danze per tutta la notte, intorno a marzo.
- Restituzione del denaro non utilizzato
1.00: "Ciao bulgaro!". Così Fausto Bertinotti ha salutato ironicamente Romano Prodi, una volta giunto nell'ufficio di Santi Apostoli dopo che sono iniziati ad arrivare i primi dati sulle percentuali dei candidati alle primarie. Lo dicevo io che c'erano percentuali bulgare: Bologna 88%.
2.49: La chiosa finale migliore, da Alberto: Uno si rende conto che le primarie sono andate bene non tanto perché hanno partecipato tre milioni di persone, ma perché le poche parole che riescono a formulare gli avversari politici trasudano il rancore, l’assenza di argomentazioni e il sarcasmo tipici degli sconfitti. Speriamo che continuino così.
Categoria: Cinema · ore 17:50
Il film "L’esorcismo di Emily Rose" è l’ennesimo forze del male vs forze del bene. L’idea di partenza del film non è male: cosa sarebbe successo se nel lontano 1973 Max Von Sydov nelle vesti di Padre Lancaster Merrin non fosse riuscito ad esorcizzare l’indemoniata dodicenne Linda Blair, ma anzi in seguito alle sue pratiche fosse morta? Lo avrebbero mai accusato di omicidio colposo o di gravi lesioni personali?Nessuno lo sa, e questo film (il cui finale lascia lo spettatore – la sottoscritta quantomeno– allibito) risolve solo un dubbio: sì, il prete è stato incriminato.
Emily Rose potrebbe essere vostra sorella, vostra figlia o semplicemente una vostra amica. Quello che capitò a lei potrebbe capitare a chiunque. Queste le apocalittiche parole di apertura del film, che si dice basato su “una storia vera”: quella di una giovane studentessa, Anneliese Michel, (il nome fu poi cambiato forse per rispetto della famiglia o più prosaicamente per evitare di pagare i diritti) morta nel Luglio del 1976 all’età di 23 anni. La ragazza, appena sedicenne, fu colpita da una gravissima forma di epilessia, con crisi sempre più violente. Complice anche la rigida educazione religiosa impostale dai suoi genitori, Anneliese Michel cominciò a credere che il demonio si fosse impossessato di lei.
Le prime inquadrature del film sono a dir poco dilettantesche, e le scene senza audio suonano come qualcosa di già visto e mal copiato. Passati venti minuti in cui ti chiedi se forse vedere Passo a due non sarebbe stata una scelta più intelligente e dove sia tutto questo horror che si dice essere il genere del film, si capisce che: a) il prete è stato incriminato b) la Chiesa non vuole che il prete parli dell’esorcismo c) il prete dice all’avvocato che ci sono delle forza del male che complottano contro di loro (il che ha portato la sottoscritta a pensare che forse questo film, presentato come un omaggio, fosse in realtà una parodia de L'esorcista).
Il resto della storia prosegue in modo prevedibilissimo, con il processo – i testimoni - l’avvocato che va a trovare il prete in galera..insomma, io sarò anche vaccinata al genere horror, ma se l’unica scena in cui m’è venuto un mezzo infarto è stata quella dove si è avuto un cambio d’inquadratura repentino, beh …
Il classico film con buone basi e pessimo sviluppo. Per carità, se volete andate a vederlo, ma se vi aspettate di sobbalzare dalla sedia ogni tre secondi prendetevi un Dario Argento o John Carpenter e fate prima!
Secondo te, dopo la sua prima apparizione televisiva, già "ci sono già movimenti di casalinghe disperate che non vedono l'ora che lei parli davanti alle telecamere per dire anche quello che loro non possono dire". La signora Calderoli è orgogliosa di questo ruolo e ricorda che "sono già andata una volta in gita con loro... con l'associazione Casalinghe d'Europa. Siamo andate a messa e abbiamo fatto un giro turistico per Bologna e ci siamo divertite come delle pazze". Quando le chiedi chi le ha telefonato per commentare il suo esordio televisivo lei se ne esce con una freddura degna di Emilio Fede: "mi ha chiamato innanzitutto Bush e mi ha fatto i complimenti per la battuta che avevo fatto su di lui". Ride solo lei e tu sei costretto a rifare la domanda. Così scopriamo che Sabina Negri è un'attrice teatrale e l'anno chiamata "tutti i miei amici del teatro... Carlo Delle Piane e Edoardo Siravo che sono i miei fans, i miei sostenitori".
Caro Piero Chiambretti, sembri un pò intontito e non ti è di aiuto l'ennesima battuta della signora Calderoli: "Poi mi ha chiamato Tronchetti Provera e mi ha detto di dirle di invitarmi per le prossime dieci edizioni di MarKette". Il nome di Tronchetti ti fa riprendere il tuo piglio sarcastico e ti inchini al presunto volere del tuo editore autodefinendoti "zerbino". E' certo che nelle prossime puntate Sabina Negri ci dirà le sue opinioni su altri temi ma prima è giusto saperene un pò di più della sua vita. E' la figlia di un medico dentista ed ha studiato in un collegio pieno di miliardari, principi e marchesi. Poi ha incontrato Calderoli che come regalo di fidanzamento le fece una Rolls Royce. E' il momento di mostrare le quattro pagine che le ha dedicato il Magazine del Corriere della Sera e di sapere che Calderoli guarda poco la televisione e quando sa che c'è la moglie la spegne. Forse non è il solo. Finalmente le fai una domanda "alla pierino" sulle raccomandazioni subite ed elargite. La signora non nega che forse qualcuno la chiama perchè è la moglie di Calderoli (tu incluso) ma rivela anche che una giornalista molto conosciuta l'ha invitata a colazione perchè voleva la raccomandazione per condurre l'Italia sul Due. La tua ultima domanda sintetizza il valore di tutto l'intervento: "Il piatto preferito di suo marito quale rimane?" Risposta: "Il piatto preferito di mio marito sono io allo spiedo col limone in bocca".
Caro Piero Chiambretti, la tua Lubamba faceva delle entrate memorabili ma devo ammettere che le uscite della signora Calderoli non sono da meno.
Categoria: Satira · ore 17:54Lapo sta meglio ed è già al lavoro sui nuovi prodotti per i giovani rampanti italici
la Fiat Riga: caratterizzata da una banda bianca cha la divide a metà
la Uno Nessuno Centomila: Auto fantasma con centinaia di doppi e tripli fondi per passare indenner ogni frontiera
la Fiat Trans: l'auto concepita per tutti e tre i sessi
la Panda 4x4: per accogliere il maggior nemero di persone, appunto 16 e non annoiarsi mai.
la Panda Neve: perfetta per passare inosservata in occasione dei Giochi Invernali
la versione Panda Neve-Gliz: "per chi ama essere comunque almeno in tre".
la Panda Clapton: con lettore mp3 incorporato ma che può suonare solo "Cocaine" di Clapton o "Heroine" di Lou Reed".
Il resto, mi permetto, è dalle parti di Frittole
Sarò breve: il teorema secondo il quale un ragazzo senza problemi particolarmente gravi (parlo di problemi veri: la libertà, la casa, la fame, il lavoro, la salute) partecipi ad un festino con alcool e droghe di ogni tipo in compagnia di un gruppetto di travestiti (o "uomini di strada", come impietosamente li definiscono i tg) perchè depresso o infelice mi sembra ipocrita e servile.Ipocrita, perchè nel caso di Lapo Elkann sarebbe probabilmente più appropriato parlare semplicemente della notte brava di un figlio di papà piuttosto che addurre fantasiose teorie sulla psicanalisi giovanile o su una "generazione in crisi".
Servile, perchè - guarda caso - nel caso di Kate Moss abbiamo assistito ad un clima da caccia al drogato e oggi in un impeto di leccaculismo mediatico qualcuno - tra un messaggio di solidarietà e un mazzo di fiori - tenta pure di dare la colpa dell'accaduto allo spacciatore che avrebbe venduto eroina invece di cocaina. E presto arriveremo a sostenere he il povero Lapo non c'entrava nulla, e che ormai in Italia non ci si può fidare neanche del proprio pusher
Quel che m'ha sempre profondamente affascinato è la logica del perdono che sta dietro questa festa, quell' "a Kippur Dio perdona le colpe commesse verso di lui ma non quelle commesse verso altri uomini" che fa sì che ogni anno ci sia ancora chi usa mandare un bigliettino a tutti coloro verso cui si sente in torto anche solo per dire "mi dispiace".
Quel che invece ha sempre suscitato la mia curiosità è la strana storia del "brodo di pollo espiatorio", che si beve la vigilia di Kippur, onde preparare lo stomaco al lungo digiuno. Ovviamente il pollo espiatorio sta strettamente imparentato col più famoso capro comparso al posto d'Isacco al momento del sacrificio, è solo meno famoso.
In pratica tradizione dice che la vigilia di Kippur i bravi ebrei dovrebbero comprare un bel pollo vivo (a quanto pare un gallo per ogni figlio maschio ed una gallina per ogni figlia femmina) e una volta portatolo a casa farlo roteare (sempre vivo, ovvio, che domande) sulla testa dei pargoli, pronunciando una benedizione al fine di trasferire i peccati della prole sul pennuto.
La fase successiva comprende il tirargli il collo e farne un bel brodino affinchè espii per bene tutto ciò che ha da espiare. Il brodino peraltro ha una ricetta che non è affatto male.
Alla faccia della aviaria.
Ma apparire gli piace almeno quanto possedere. Le due cose si sono ben sposate nel Billionaire, discoteca con piscina ottagonale traboccante di vip a Porto Cervo, in Sardegna: buon investimento, ma soprattutto ottimo palcoscenico per le sue celebri apparizioni in pantofoline di velluto bordeaux al fianco di Naomi Campbell (storia inventata, dicono i bene informati, dalla pierre Daniela Santanché da Cuneo, amica di gioventù di Briatore e oggi pasionaria di Alleanza Nazionale). Per Flavio Briatore la vita spericolata è diventata ormai vita dorata. Le brutte storie del passato nessuno le ricorda più. Il "Tribüla" di Cuneo è sparito: al suo posto, un uomo di successo, non raffinatissimo, ma ugualmente coccolato dai salotti di ogni tipo, come quelli dei programmi di Simona Ventura, ultima amica fidatissima giunta alla corte di Re Flavio, in cui si rimpiangono gli anni Ottanta e si ripete il motto di Briatore: "Se vuoi, puoi". Ancora qui a leggere? Esci e vai a farti una vita alla Briatore. Se vuoi puoi, no?
(Libero adattamento da "Società Civile" - 6. FINE)
"L'atelier" lo chiamava quando avevano quattordici anni, dei giochi di tre ragazzine, la stanza giusto dietro il salotto, non il "Salotto Buono" ovviamente, là ci stavano le nonne coi loro guanti di pizzo a prendersi il The e a giocare a Bridge. Era cambiato poco o nulla in quella casa, la vecchia governante inglese aveva lasciato posto ad una "nanny" trilingue per allevare le nuove leve; c'era la playstation, ma anche la cameriera che dopo averle aperto la porta l'aveva fatta passare nel vecchio rifugio estivo delle ragazze dicendole tutta cerimoniosa: "L'annuncio alla Signorina".
La porta di legno si mosse lentamente, ne uscì una figura esile, abbronzata, i capelli raccolti in una coda di cavallo.
"Sczita!"
"Deba..."
Sti ungheresi!L’avete mai vista una moto del genere?
Sedili rivestiti di pelle di bufalo e mucca, corna di bufalo che come due specchietti si proiettano verso l’esterno, volpe morta semi imbalsamata appiccicata sul retro, criniera di cavallo sempre sul retro, draghetto di metallo che fa da tubo di scappamento dalla cui bocca fuoriesce il fumo…peccato solo non aver visto il proprietario!
Sti milanesi!
Arrivo alla stazione di Lambrate, dopo aver preso lo shuttle bus che da Orio al Serio mi ha portato in città, e sento una signora in stile Platinette, che rivolgendosi a due ragazzi urla: “Ma come si dice in inglese Milano per me è tutta merda?” e i ragazzi “Non so signora l’inglese, se no glielo insegnerei!” e lei di nuovo “No perché ci sono gli americani la che entrano nel bar.e cosa parlano…l’inglese no? Ma io non lo conosco…no perché bisogna avvisarli…!”
Sarà che mi gusta quel genere di musica, sarà che apprezzo molto i cantanti con la voce roca quali Chad Kroeger (oltre a Chris Cornell, Chester Bennington, Aaron Lewis), ma la quarta opera dei Nickelback mi piace davvero tanto. Decisamente un gradino sopra The Long Road e The State, e di poco meglio di Silver Side Up.Nessuna disamina dell'album (sta roba la lascio a chi ne sa), solo uno spassionato commento.
Sabrina non dice nulla. Lo guarda con occhi spalancati, come per abbracciare tutta quella mancanza di senso.
- Non scaldarti. Hai troppa rabbia dentro.
- Rabbia? E perchè mai? Cameriere, mi porta un altro campari? Tu lo vuoi?
Kate MossPaolo Calissano
Boy George
Lapo Elkann
...?
Si accettano scommesse. Ormai è come la faccenda dei pitbull o di acquabomber. Tra un mesetto o due smetteranno tutti per magia di tirare di coca.
Si sono messi in testa di diventare un grande netuorc - si dice così? - di fare quelli che danno voce al mondo islamico. Un po' secondo me hanno voluto scopiazzare la Cnn ma non lo scrivo perchè altrimenti se ne hanno a male. Così adesso è tutto un proliferare di lettere da ogni parte del mondo e, cazzo! - si può dire in un blog? - anche tutti questi filmini dei terroristi... Un po' mi girano le scatole perchè non posso più giocare a Bantumi con i miei amici, da un altro lato sono contento perchè lavoro di più e mi pagano di più. Dopo l'attacco alle torri gemelle mi sono potuto comprare una Fiat Duna di terza mano, un cellulare satellitare da riparare, un lettore mp3 di quelli bianchi che vanno adesso lì da voi, che però si è tutto graffiato, ed anche un appartamento tutto nuovo vicino alla sede, così devo fare poca strada con il motorino. Ah dimenticavo, ho comprato pure un Califfone verde chiaro. E' bellissimo.
Ma, dicevo: il mio compito sta diventando difficile. Ogni giorno è dura recapitare i messaggi dei terroristi. Me li portano tutti a me accidenti a loro, e io gli dico: ma perchè non li portate direttamente voi? Sono in videocassetta perchè qui il dvd ancora non lo usiamo molto. Un nucleo armato particolarmente progredito l'altra settimana mi ha consegnato un cd-rom con il filmato compresso in Quicktime. Come diavolo si vede, brutti smanettoni?
Io recapito e sto zitto ma ho una paura matta di essere pescato. Mi hanno detto che la sorveglianza controlla i miei movimenti per sapere quando entro in contatto con i terroristi. Approfitto di questo spazio per chiarire: io non so neppure chi siano i terroristi! Ormai è risaputo che mi lasciano il tutto in un bidone della spazzatura e io passo a ritirarlo ogni ora, ma non li incontro di persona, Allah lo sa, sono una brava persona! Circa un mese fa ero a pranzo da zia Baasima che mi ha fatto lo sformato che mi piace tanto, così dopo mi sono addormentato sul tappeto e mi sono scordato di andare a prendere i filmati. Quando sono arrivato avevano già portato via la spazzatura. I terroristi se la son presa a morte. Nel senso letterale della cosa. Se ci ripenso... Aiutatemi! Così non si può andare avanti. Se qualcuno ha un lavoro da offrirmi in Italia, sarò ben lieto di venire da voi, mi han detto che nelle vostre televisioni il massimo che arrivano sono lettere di protesta del Moige. Che pacchia, l'Italia.
Luciano e Ligabue il meglio che poteva dare l'ha ampiamente elargito fino alla colonna sonora di Radio Freccia, e non ci si poteva aspettare qualcosa di più a questo punto della sua parabola, pericolosamente vicini all'inizio della discesa, sempre che questa non sia già iniziata. Si poteva invece aspettare qualcosa di "diverso" (non "migliore", diverso), se non altro per dimostrare che il suo encefalogramma denota ancora segni di attività, nonostante i clichè. In Nome e cognome ho intravisto un leggerissimo cambio di rotta, rispetto agli ultimi poppettosi Miss Mondo e Fuori come va?, una leggerissima sensazione di austerità nei suoni, un disco un pò più adulto e molto più personale nei testi, meno trasognante e più concreto. Più Lambrusco e meno pop corn, insomma, con diverse canzoni dall'andamento monocorde, che sembrano prestarsi poco a essere urlate nei palazzetti trascinando i fans, e sicuramente non si stamperanno indelebili nella loro memoria. Non è un gran disco, ma è così evidentemente mediocre per poterlo definire tale senza scendere nella ovvietà. Dalla scaletta si potrebbero togliere benissimo canzoni tipo E' più forte di me, Giorno per giorno, Le donne lo sanno, mollicci riempitivi che si sopportano solo dopo ripetuti e ripetuti ascolti. Rimarebbero le prime due, il singolo e Happy hour, che fungono da forse inevitabile tara, e poi finalmente si arriva al cuore del disco: Sono qui per l'amore e Cosa vuoi che sia sono le vette (ok, colline...) dell'album. Senza tanti fronzoli, Ligabue butta sul piatto il suo cuore, dando l'impressione di non volersi interessare ad altri temi. Parla unicamente di se stesso e in prima persona, come del resto ha sempre fatto, ma con un atteggiamento più meticoloso, come fosse una pratica da sbrigare in fretta ma con cura ed evitando tuttavia inutili barocchi. Un suono meno giovane e meno pieno, meno verticale e più orizzontale. Forse sono troppo di parte per non dargli una stroncatura, eppure mentre il brico è sul fuoco, me lo immagino seduto su una sedia a imbracciare la chitarra e a ricordarci che è qui per l'amore, quasi una dichiarazione di resa di fronte al risultato finale dell'album. Resa che personalmente ho accettato e in parte respinto, sarà che ho smesso di farmi troppe aspettative...PS: Altre due visioni: kAy dice la sua, e condivido in buona parte, mentre qui invece si fa quel discorso sul suono che io ho tentato in qualche modo di spiegare.
vi basti sapere che il mouse si impasta sul tappetino, che al tatto sembra quasi madido di acqua, e il cellulare risponde lentamente ai comandi, impregnato di vapor acqueo fin nei più remoti circuitini stampati sotto i tasti. Si aggiunga a questo un incidente stupido l'altra notte e uno stato di apatia generalizzato che coglie un po' tutti. La pioggia cade e monda i peccati. La pioggia scende e purifica, in attesa dei primi raggi di sole che porteranno nuova vita. Già, ma quale? Qui sembra di essere sul set di Sin City ma, ovviamente, non c'è nemmeno Jessica Alba nei paraggi.
"L'installazione dei plugin di Firefox sta andando avanti da ormai venti minuti... per ingannare l'attesa navigherò un pochetto con il browser di riserva, il caro Avant... cacchio, dopo aver formattato l'hard disk non l'ho reinstallato! Disperazione angoscia tragedia! Aspetta un attimo... se ben ricordo non ho ancora tolto internet explorer... utilizzerò quello!"Quasi mi scende una lacrima alla visione della scarna finestra con il logo di Windows nell'angolo.
"Bisogna ammettere che funziona bene, sto dannato programmino... maledetto Bill Gates! Ne inventano centomila più trendy (alzi la mano chi non ha usato almeno una volta Firefox) ma il tuo è sempre completo e funzionale! Grazie al Service Pack 2 è anche piuttosto sicuro! Eppure, inebriato dal mondo blog, ero arrivato addirittura a rimuoverti definitivamente, e ora il tuo superfashion rivale è alle corde, bloccato da un misero update... complimenti, vecchio mio!"
Mi rianimo dallo stato di torpore, premo Ctrl+Alt+Canc, annullo l'operazione di Firefox e premo la X rossa nell'angolo di IE con una certa soddisfazione.
"Sono mortificato, ma mi fai veramente schifo! Non riesco a importare i Preferiti dall'altro browser, non hai la barra di Google, non impedisci neanche l'installazione di schifezze dal web... come se non bastasse, toglierti di mezzo è una formalità dato che devo fare le medesime operazioni per eliminare Outlook Express!"
Disinstallo il tutto con il sorriso sulle labbra.
Ringrazio il cielo che la legge impedisca al prossimo Windows di avere la più misera delle applicazioni... non ne posso più di Media Player, Messenger (eliminati entrambe anche dal mio XP) e quant'altro.
Ti auguro di implodere e non riprenderti mai più, odioso sistema operativo.
Quando capiterà, fai che accada su un pc con Linux, almeno il povero utente non rischia nulla.
...
Due secondi forse meno in cui non hai più il controllo di nulla. Lo schianto, i vetri, il buio. E poi la pioggia battente per tutta la notte. E' successo.
Tornando a casa con lo stomaco e la testa sottosopra non puoi non notare un fumetto rimasto sul tuo letto da una lettura pomeridiana interrotta. Si chiamava "Il gioco del destino".
(Libero adattamento da "Società Civile" - 5. continua)
"...parleremo di cellulari e di internet, di dvd e di fotocamere digitali, passando per gli mp3 e qualche tocco di internet life spicciola per capire da che parte gira il mondo. Tutto questo è Tecnonauta. Da oggi, su questi lidi, finchè avrò il piacere della vostra compagnia.Buon viaggio, tecnonauti..."
Non starei a fare questa vergognosa marchetta se non conoscessi molto da vicino chi terrà questa rubrica. ;-) Ad ogni modo, da oggi se ne avrete voglia e vi capita di non aver niente da fare, passate anche di qui.
Tiger, tiger, burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye
Could frame thy fearful symmetry?
William Blake
In principio c'era il Blogrodeo. Poi venne Alberto dicendo: Benvenuti nella macchina.
Luglio 2004: il soggetto vincitore.
(immagini del film in sottofondo, voce solenne fuori campo)
Ad ottobre 2005, il mondo non sarà più lo stesso. Il film che ha sconvolto Torino. Più emozionante de La casa nella prateria, più terrificante di The ring, paragonabile solo a Apocalypse Now. La BlogMovie Production è orgogliosa di presentarvi il suo nuovo entusiasmante capolavoro!
Il premio Oscar Alberto Tordi! Il premio Nobel Claudia Liberatori! Il premio Bancarella Roberto Rizzoni!
Con la straordinaria partecipazione di Marco Giallini! Dal regista della Blogfest Alberto Puliafito, e il produttore di Grandi Domani Raffaele Napoli
di Alberto Puliafito
Nei blog.
Soprattutto cosa diavolo state facendo esattamente sopra camera mia? Un prato inglese da golf spero. In tutti gli altri casi ciaveterottoercazzo.
[c'è qualche imperfezione qua e là, ma è praticamente perfetta]
Chi l'ha già letto sappia invece che dall'edizione americana, leggermente differente da quella inglese, si percepisce che "chi sappiamo noi" potrebbe non essere tragicamente deceduto bensì...
Com'è possibile?
Suvvia, mi sento buona oggi, sia mai che neghi un piccolo indizio...ripensate agli incantesimi non verbali...e non dico altro.
La sveglia suona alle 8, come mai? Nory dice: ”Simo, today we go to
Il ritorno è un serpente di asfalto fino a raggiungere il bagliore che Budapest crea di notte…mi ritrovo nel letto, a dare la buona notte a Nory, e inizio a sognare…sogno di aver progettato un sistema di nervature d’acciaio fino a creare una colonna ad L strutturale, che poi applico nella realizzazione di una struttura di arrampicata artificiale, alta
Prima della tempesta aveva conosciuto Luciano Benetton. A presentarglielo era stato Romano Luzi, maestro di tennis di Silvio Berlusconi e poi suo fabbricante di fondi neri. Aveva poco o nulla in comune, Benetton con Briatore: trovava di cattivo gusto la sua casa, il suo stile di vita, la sua esibizione di donne e di ricchezza. Ma il Tribüla è un grande seduttore, conquista uomini e donne, è affascinante, sa farsi voler bene. In più, il rigoroso Benetton era rimasto affascinato dalla diversità del suo interlocutore: "È un po’ teppista ma è tanto simpatico", rispondeva Luciano agli amici che gli chiedevano che cosa avesse in comune con quel tipo, dopo averlo messo in guardia per le brutte storie che giravano sul suo conto. Ecco allora che Briatore apre alle isole Vergini qualche negozio Benetton e fa rapidamente carriera nel ristretto gruppo di manager dell’azienda veneta. Come venditore è bravo. Riuscirebbe a vendere anche il ghiaccio al Polo Nord, dice di lui chi lo conosce bene. E aggiunge: venderebbe anche sua madre.
Passa invece nel dimenticatoio un’altra storia che sfiora Briatore nei primi anni Ottanta. Una vicenda intricata di azioni Generali che passano di mano: un pacchetto di oltre 330 miliardi. Protagonisti: Anthony Tannouri, noto alle cronache come trafficante d’armi; Mazed Pharson, sceicco arabo e finanziere internazionale; Florio Fiorini, padrone della finanziaria Sasea, ex manager Eni, esperto di mercato petrolifero. Il pacchetto di Generali passa di mano per sette anni, prima di tornare in Italia, perché diventa la garanzia di fumose transazioni internazionali: di petrolio tra la Libia e l’Eni, di armi ed elicotteri da guerra che dopo qualche giro finiscono a Gheddafi malgrado l’embargo. La vicenda rimane oscura. Certo è che per recuperare le azioni si è mosso anche il presidente di Mediobanca Enrico Cuccia e che, nel suo giro del mondo, il superpacchetto di Generali è passato anche per una sconosciuta fiduciaria milanese, la Finclaus, fondata nel 1978 da Luigi Clausetti, ma per qualche tempo nelle mani di Flavio Briatore.
(Libero adattamento da "Società Civile" - 4. continua)
Certe volte accade che un bambino ne uccida un altro travolgendolo con una macchina. Questa volta però non è capitato in una di quelle villette bifamiliari, con cane, cancello e cortile, che si trovano nei quartieri "bene" della città. Questa volta è accaduto in un campo nomadi, a Roma, e
Mai, negli altri casi in cui questa disgrazia è capitata, ho visto scritte le parole riportate sopra. Per carità, gli inquirenti avranno i loro buoni motivi per avere dubbi. Ma non vorrei che fosse solo l'ennesimo caso di una certa forma di razzismo per cui i comportamenti di chi indaga cambiano in base allo scenario (ricordatevi di Novi Ligure in cui si scatenò una caccia all'albanese, visto che Erika aveva accusato uno di loro).
Chi può, si sintonizzi immediamente sulla terza rete nazionale. Brunone Pizzul, leggendario e mai troppo rimpianto telecronista dei mondiali di calcio, si sta dilettando nel commentare un sfibrante torneo internazionale di Bocce. Gli agiografi del giornalista friuliano già sapevano di questa sua perversione, ma risentire la sua voce baritonale che esalta un tiro perfetto di un boccista (si dice così?) è a dir poco struggente. Certo, anche vedere un torneo di bocce sulla Rai fa capire il livello di offerta della tv non a pagamento, ma questo è un altro discorso... Godiamoci Pizzul e la sua asciutta e intramontabile telecronaca.

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