E allora oggi è uno di quei momenti topici dove tutto è per l'ultima volta del 2005. L'ultimo pranzo, l'ultima dormita, l'ultimo giro in centro, l'ultimo post dell'anno. Come se di punto in bianco finisse tutto teniamo mentalmente conto dell'ultima di ogni cosa come un condannato a morte. Fortunatamente arrivano le prime immagini festose dall'Australia: di là è già 2006. Allora si va avanti, non finisce nulla. Bene.
Però in qualche modo dobbiamo archiviarlo questo DUEMILACINQUE. Metterlo nel cassetto con gli altri, sperando mantenga tanti bei ricordi nella mente, il più a lungo possibile. Ho preparato tutto, dicevo.
Una scatola grande di cartone grezzo colorata di bianco. Ho scritto a grandi cifre 2005 sul coperchio con una vernice nera. Sembra una di quelle cose chic di Calvin Klein ma io so che conterrà cose ben più preziose. Ho cominciato a girare per la casa radunando oggetti, frammenti, ricordi, appunti, scampoli di vita formato a4, cumuli di bit abbandonati in una folder di sola lettura, per riversarli nella mia scatola.
Vi ho riposto un grande narghilè alla liquerizia, un guanto blu, una giacca nera, un paio di occhiali Ufo, una camicia hawaiana, un tuffo nel lago, un disco funky, un materassino azzurro e una chitarra, una spilletta, una maglietta firmata da te. Vi ho riposto una foto bellissima, un concerto memorabile, una cena tra amici, una festa festosa, una canzone stonata, un cappottino rosso, un film in macchina, tante ore di ipod condivise. Un giornalino, un disco con la palma, un bacio a mezzanotte, un'emozione rubata, un esame insormontabile, un libro dalla copertina nera, una notte di mezza estate, una festa, il regalo più bello che si possa ricevere.
E questo è quanto mi viene in mente così su due piedi, nell'ultimo giorno dei 365 che devo scandagliare. Il resto lo tengo a mente da me. Quanto all'anno che sta arrivando, basti dire che porterà con sè i Mondiali di calcio e le elezioni politiche e, Dio non voglia, altra miseria ed orrore sparso per il mondo. C'è di che scrivere e riempire pagine e pagine di Storia e la cosa mi emoziona e spaventa al solo pensiero.
A me basteranno due cose a farmi felice, e non c'è vittoria dell'Italia ai mondiali o sconfitta di Berlusconi alle politiche che tengano. Nella mia scatola n°24, tra un anno, vorrei trovassero posto:
- Quel pezzo di carta di ormai poco valore
- Te.
E' una vita che ti aspetto.
Categoria: Varie · ore 18:00Dalla macelleria neanche.
Dall’alimentari idem come sopra.
Il meccanico me lo voleva anche dare un calendario, ma in quel caso ho declinato gentilmente l’offerta.
Il giornalaio mi ha dato un foglio di carta con una foto panoramica di Assisi (fantasia al potere, poi che schifo: sempre quella da cinque-e-dico-cinque anni ), ma quello me lo perdo dopo 2 giorni.
Ho detto: mi salveranno loro. Ed è cominciato il pellegrinaggio: per tutto dicembre son passata da queste parti, sperando in un calendario-ciccsoft; e dopo due anni di appuntamento con squillo di trombe per l’annunciazione della nascita di un nuovo calendario, nell’anno Domini 2005 cosa
E io al muro che c’appendo, il calendario dello scorso anno?!
E' il momento in cui avresti bisogno di rassicurazioni, ed invece arriva lei, al malinconia, a sussurrarti all'orecchio tutti i dubbi del mondo.
A dirti che non è cambiato nulla, che nulla cambierà, che non sei nulla.
Hai sempre pensato che il Capodanno non fosse tanto la fine dell'anno vecchio, quanto l'inizio di quello nuovo, che è la stessa cosa, ma anche no.
Ho sempre pensato fosse importante iniziarlo con le persone giuste accanto, l'anno nuovo.
Arrivata a stasera posso dirlo.
Potrò essere ovunque domani.
Non sarà mai lo stesso.
Avete settantatrè anni? Bisogno di poco rumore? Pochi ragazzi (o drugàt) che impestano le vie del centro? Niente concerti la sera che poi al mattino vi fan mal gli orecchi? STATE CERCANDO CREMONA.
Non desidero un "bordello" fatto a città ma credo sia perfettamente lecito dire che Cremona quanto a vita scarseggia un po'. Certo è una città dove si vive bene, in effetti di grossi problemi non ne abbiamo, a parte che la percentuale di tumori è una delle più alte d'Italia. Una cittadina tranquilla, senza pensieri, dimenticavo che c'è una raffineria -ormai d'epoca- attaccata alla città a circa venti metri dalle nostre estive società canottieri. Non parliamo di università, potrebbero far scomparire le rughe di una mentalità ottocentesca basata soltanto sull'agricoltura. Sapete, Cremona si spaccia in tutto il mondo per città della musica... Musica? a Cremona? La musica a Cremona non c'è. Si, ci sono dei gran concerti di violini che, senza nulla togliere a questo strumento che ci piace molto, dopo un po' ..stancano. "Suonare" a Cremona significa non avere un palco su cui esibirsi, tranne in un paio di occasioni annuali, nonostante beh, di gruppi studenteschi attivi ce ne siano al momento soltanto tre o quattro. Quando riesci a suonare, dopo mesi e mesi di sala prove, alla seconda canzone in scaletta la municipale accorre sul luogo del delitto, illuminando il locale con tamarrissimi lampeggianti blu (ma noi non siamo supereroi!). A Cremona dà fastidio la musica il sabato sera ma fa piacere spendere 800.000 euro per una gita fuori porta di Ciampi. Scusate, ma ora che è stato qui siamo tutti più buoni? La città è più viva? Certo, se vi accontentate delle luminarie che vanno dal corso a piazza del Duomo! Ma la città è sempre la stessa. sarei scorretto a non dire che i primi a lasciar morire questo paese allargato sono i suoi giovani; qualche bella iniziativa c'è: e non sto parlando della polenta gratis in piazza o del cotechino più grande del mondo, ma delle idee valide, di cui -quasi sempre- ce ne sbattiamo. L'ultimo dell'anno in tutte le città d'Italia ci saranno concerti e spettacoli, ma qui, come tradizione vuole, ci accontenteremo di una delirante e deprimente cover band delle più svendute. Che dire? Ci vorrebbe "un'altra stronza rivoluzione" o basterebbe che ognuno di noi si interessasse (un minimo) dei problemi comuni?!? I mezzi ci sono, basta usarli. Chiaro, se non riusciremo nella nostra impresa, scapperemo da questa defunta città e.. quando saremo settantenni torneremo qui a viver bene. Cremona è qui, isolata in mezzo alla pianura, collegata al mondo reale da un vecchio ponte in ferro, nascosta dalla nebbia da ormai troppi anni. Cremona, la stessa che continua a prostituirsi alle tristi offerte di pochi.
(grazie .mk. , dal n.8 di Manincomio. Cr, dicembre duemilacinque)
Categoria: · ore 15:10
Categoria: · ore 09:28
Casoria - I colleghi ne lamentavano la stranezza già da giorni. Non si ricordava la tabellina del sette, confessa Carlo Rupia, uno scenziato indiano amico dell'antonino. E poi, improvvisamente aveva smesso i suoi panni dignitosi di scenziato pe indossare un completo bianco alla tony manero, del tutto avulso dagli esperimenti atomici. Era irriconoscibile, aggiunge riva leva montaccini, aveva uno sguardo rosso e un'espressione da assassino drogato, in più nel suo laboratorio erano misteriosamente comparsi calendari soft-porno, che tappezzavano tutto l'acceleratore di particelle. Ieri, il dramma. Zichichi si reca in un nighit club, beve pamperos, assume anfetamine ed eroina, e in pieno speeball, con occhi che gli astanti non tardano a definire da assassino drogato, si avvicina alla cameriera e le chiede di essere la sua pattness del sabato sera, mimando john talvolta. Il suo stringimente al corpo di essa, viene preso per oltraggio di fisico, esattamente di fisico nucleare, e due mariti della cameriera intervengono ad abboffarlo di seggiate al grido " Stu rattuso inzallanuto!" Lo scenziato, dopo essersi ripreso, ha già annunciato che l'Italia non lo merita e parte per gli USA. Un'altra fuga di cervello.
ANSA-In occasione del natale il presidente degli Usa, George W Bush, ha telefonato ai soldati americani impegnati sui fronti esteri della guerra al terrorismo per augurare loro buon natale e ringraziarli del loro servizio. Indiscrezioni di palazzo affermano che Bush avrebbe poi telefonato a Saddam Hussein ringraziandolo di avergli fornito un valido pretesto per fare la guerra all'Iraq.
ANSA-Nel suo discorso di natale, il Papa ha detto che la tecnologia aiuta gli uomini ma che non bisogna abusarne. Dopodichè ha spento la lampada ad olio con un soffio, ha fermato i criceti che girando alimentavano l'impianto di San Pietro e ha fatto togliere il riscaldatore a carbonella dal suo letto.
Buone feste bastardi!!!
Il primo Natale di tua sorella, i cuginetti.
C'è stato un periodo in cui avevi temuto che per vedere nuovamente il sorriso di un bambino rallegrare la tavola avresti dovuto farlo da te, ed invece nel giro di sette anni eccoli là, quattro piccoli puffi sorridenti. Due su quattro col tuo stesso sorriso dai denti larghi, cosa potresti desiderare di più?
Le corse per finire i regali ai parenti, iniziati alle 14:00 del 24 e finiti alle 18:30, per qualche strano caso gli amici erano già tutti a posto da settimane, anche quelli che non sai quando rivedrai.
E "quel" regalo, il più importante di tutti, che ti hanno requisito fino all'ultimo per tenerlo in vetrina da tanto era bello. Quasi ti sei rotta il polso per riuscire a trascinare quella Minni più grande di te fino a casa.
La cena, con la consapevolezza che quella famiglia così numerosa non era scontata, una famiglia allargata che ha accolto nel suo grembo mariti, consuoceri, cognati e tutti coloro che negli anni han desiderato farne parte. Col sorriso sulle labbra e tanti piccoli pacchetti disseminati sotto l'albero. Quest'anno talmente tanti da invadere tutto il salotto.
E le incursioni al ristorante sotto casa per farsi prestare un po' di sedie, che più di quindici qua in casa non ne siamo riusciti a trovare, e gli zii a fare le incursioni di nascosto, a portare regali e nasconderli nel magazzino per inscenare l'arrivo di Babbo Natale.
E Tobia, il figlio della cugina più enigmatica e preferita che la sorte mi abbia riservata, anche se in realtà sarebbe cugina della mamma, ma la famiglia non è il sangue o il grado di parentela. La famiglia è.
Tobia per uno strano caso del destino pare abbia ereditato la mia bocca, il mio modo di sorridere. E' piccolo, legge e parla forbito, ha occhi che sanno rattristarsi e gioire per piccole cose, è bellissimo e dolce, "sente", va oltre. E mi ricorda me da bimba, che volevo sentirmi parte dell'organizzatissima macchina familiare, anche solo coi lavoretti di pongo regalati ad ogni componente della famiglia, la poesia o la canzone declamate sulla sedia, il maglione rosso.
Ho passato la sera a guardare la mia numerosissima e chiassosa famiglia. Ho corso per vedere dov'era Babbo Natale, mi sono commossa nel vedere mia cugina felice che avessi preso per il mio cuginetto "il piccolo principe", un giorno lo regalerò anche alla sua sorellina, quando saprà leggere. Perchè è un libro speciale, e ognuno deve avere il suo.
Mi sono commossa nel vedere la miriade di pacchetti, e la famiglia riunita attorno all'albero a scartare, ridere. E la consapevolezza che da bambina non avevo che nulla è eterno, e che il ritrovarmi a festeggiare il Natale dopo ventidue anni con molti più acquisti che perdite fa di me una donna fortunata. In altre famiglie le feste non sono così, lo so.
E la commozione è rimasta, mi ha accompagnato fino ad ora, e se possibile è cresciuta.
E non ho altro regalo da chiedere a Babbo Natale che l'anno prossimo ci sia la stessa formazione sotto l'albero, o al massimo qualcuno in più.Per avere un altra foto da incorniciare, di me, la "bambola di porcellana", con i capelli raccolti, la pelle bianchissima e le orecchie da elfo, seduta tra i bambini, felice.
Tu non festeggi il Natale, non credi nel Natale.
Natale è la famiglia.
(Elio e le storie tese - Baffo Natale)
E i regali? In alto mare. Diciamo che ci penso a partire da domattina. Il che significa, se la sveglia sarà probabilmente non prima delle undici, avere a disposizione circa otto nove ore per escogitare un modo di accontentare mogli e buoi con qualche gingillo inutile da mettere sotto l'albero. Che tolte le ore di coda e quelle per trovare parcheggio diventano drasticamente due.
E tutto il resto? Un blog su cui hai scritto quasi mai nell'ultimo mese, rincasando sempre ad orari assurdi con tutto per la testa tranne che un'idea per scrivere. Un sito cui collabori che ti paga per oziare facendo i tuoi porci comodi. Un professore in attesa che ti sottoponga al suo insindacabile giudizio per chiudere un esame rimasto in sospeso da un paio di settimane. Un esame da preparare per gennaio di sana pianta. Una ragazza che ti rincorre ormai da due mesi, cui non hai fatto altro che rimandare e chiedere venia se. Un paio di siti da terminare il prima possibile. Un template promesso a settembre e non ancora realizzato. Una visita ad un'amica accordata tre mesi fa. Un salto all'Ikea per prenderti una poltroncina per la camera. Un post da scrivere che tieni in serbo da ormai oltre un anno e non hai ancora avuto voglia di buttare giù. Un'intervista sfiorata ma non realizzata al gruppo chic del momento. Duecento dischi da copiare. Una dozzina di film da vedere. Un bel po' di cinema arretrato da recuperare con le seconde visioni.
E soprattutto: un senso, perduto già a 22 anni, di questo Natale alle porte che arriva all'improvviso e ti coglie impreparato e un po' spaesato. Il salutare amici e amiche augurando Buon Natale alla stessa piatta maniera con cui si dice ciao tutti i giorni. Il sentirsi un po' stanchi, cercando un momento di tranquillità per se stessi e il rincorrere gli eventi dimenticando l'ardore e il significato del 25 dicembre che tanto ti appassionavano giusto qualche anno fa. Il rendersi conto insomma, di non aver fatto nulla di buono per affrontare il Natale alle dovute maniere. Allora facciamo che per quest'anno salto. Festeggiate voi e poi raccontatemi com'è stato. Mi limiterò ad abbuffarmi come impone il copione, a scartare regali (?) e a trascorrere un po' di tempo con i parenti giocando a tombola e mangiando panettone. Non passo dal via, pesco una carta e tiro i dadi, rimandando al prossimo turno e cercando di prepararmi per tempo dandomi una regolata una buona volta.
Ne ho la prova: tale programma è il primo software autistico della storia dell'informatica. Altrimenti non si spiega perché tra oltre 2000 canzoni che ho in archivio scelga (con la funzione shuffle) sempre le stesse 20 o 30. Quando sono davanti al computer mi sembra di vivere un continuo deja-vu: leggo sempre le stesse cose su Ciccsoft scritte dagli stessi bloggers, ascolto sempre la stessa musica.
Ovviamente quella sul blog era una provocazione. Il resto è pura verità.
Categoria: · ore 13:49Rimanere immobili sulla riva pare l’unica soluzione praticabile perché quel passo in più non può che farti affondare in quella melma capace di risucchiarti e farti sparire per sempre in pochissimo tempo.
Pensavo alla notizia della ragazza che si spoglia. Ogni blog che si rispetti ne parla per denunciare il il fake finalmente smascherato e pensavo che quel suo passo in più, chiunque essa sia, l’ha condotta finalmente al centro di quel mare di fango che entro breve tempo, tra il clamore di chi oggi osserva il suo annaspare, la farà sparire per sempre.
La blogsfera ha bisogno di questo.
Smascherato il fake dell'ormai celeberrimo Strip Blog, dove una sedicente pupattola prometteva foto di sè sempre più compromettenti in cambio di centinaia di commenti. Il set completo di foto girava già da tempo sui circuiti peer to peer con il nome "Pupa86", e in questo blog potete comodamente vedere come va a finire la storia, senza attendere che un manipolo di blogger arrapati commenti in attesa della prossima foto.(già mi vedo Attimo deluso che riapre i libri perdendo uno dei suoi feed più preziosi... ;-p )
Aggiorniamo la "location":
Le poste in questo periodo sono intasate.
Se spedisci una raccomandata ti telefonano che non è ancora arrivata e il postino ti dice che è Natale.
Bigliettini di auguri.
C’è ancora chi spedisce bigliettini di auguri che acquista con cura con un certo anticipo e poi compila con una grafia leggermente inclinata e piena di riccioli non dimenticando mai un augurio particolare al piccolo caio. O tizio. O sempronio. Purchè sia piccolo.
Qualcuno addirittura manda ancora la foto di famiglia o quella del piccolo caio, o tizio o sempronio, che con la sua faccia paffuta invia gli auguri agli amici e i parenti.
Come le segreterie telefoniche delle neo famiglie: Maria, Giuseppe e Gesù non sono in casa o non possono rispondere, lasciate un messaggio dopo il segnale acustico e vi richiameremo appena possibile.
ANSA-Dopo lo scandalo Antonveneta i cittadini chiedono a gran voce le dimissioni di Antonio Fazio poichè, a loro dire, avrebbe permesso la rovina del paese. Il presidente della Banca d'italia ha risposto dicendo:" avete cominciato voi alle ultime elezioni".
ANSA-Il presidente degli Usa, George W. Bush, ha confermato di aver autorizzato intercettazioni segrete senza permesso giudiziario. Alle voci secondo le quali tutto ciò sarebbe accaduto anche in Italia, il presidente di Trenitalia risponde:"Ecco come si spiegano tutte quelle cimici sui nostri mezzi."
A parte la nuova posizione, parecchio infelice e vicinissima ad un'altra nota pizzeria della città, le sorprese non sono mancate fin dall'inizio.
Entrati nel locale infatti abbiamo da subito adocchiato la tavolata lunghissima da noi prenotata per una festa di laurea, peccato che i posti centrali fossero stati occupati da tre ragazzi che non rientravano tra i nostri invitati e che non si sono schiodati da lì nemmeno quando abbiamo iniziato a sederci al loro fianco. Il direttore non ha potuto far altro che scusarsi spiegando che pensava avrebbero terminato di mangiare prima del nostro arrivo, e invitarli poi a spostarsi in un altro tavolo, portandosi dietro i rispettivi coperti. Mah.
Al momento di ordinare le pizze il cameriere non ha fatto un semplice giro del tavolo segnando le richieste ma ha ritenuto più opportuno procedere snocciolando una per una le varie pizze presenti nel menù, chiedendo urlando in quanti la volevano. Margherita quanti? Prosciutto e funghi? Diavola? Finendo per fare pasticci e disordini che hanno suscitato l'ilarità generale. Mah.
L'apice è stato raggiunto quando una nostra commensale, aggiuntasi in ritardo alla tavolata, ha fatto la sua sacrosanta ordinazione con una semplice pizza margherita. Il cameriere ha segnato sul taccuino ed è poi sparito ricomparendo dopo poco spiegando che sfortunatamente le pizze erano FINITE. Risatine nervose. Finite? E da quando una pizzeria finisce le pizze? Gli impasti preparati erano incredibilmente terminati così le hanno proposto alcuni piatti alternativi e la scelta della nostra amica è caduta su un antipasto di verdure.
Dopo circa una decina di minuti le è stato servito un tagliere di affettati, di cui lei è notoriamente poco amante, e un angolino di verdure ridicolo. Erano finite anche le verdure? Mah.
Tralasciando il fatto che i camerieri ci erano addosso ogni due minuti con le scuse più ridicole e tentando in ogni modo di fare i simpaticoni con la festeggiata o con frasi del tipo: "ma che festa moscia, non ballate sui tavoli?", si giunge al termine della cena dove si ripete la scena di cui sopra. La domanda non è stata semplicemente: volete il dolce o il caffè? Bensì: quanti prendono il caffè? Quanti la grappa? Quanti limoncini porto? Insistendo infine per portare 15 limoncini quando solamente in 4 avevano alzato la mano. Mah.
In tutto questo bailamme di incapacità gestionale volete sapere qual è la cosa buffa? La pizza era una delle più buone che abbia mangiato negli ultimi tempi. Mah.
E' il momento in cui ti viene voglia di chiamare qualcuno, ma alla fine rinunci, troppe cose da dire, troppe spiegazioni da fornire, non ce la fai, semplicemente, non ne sei in grado.
Vedi la luna dalla finestra della tua camera da letto vuota, cerchi di non pensare alle pareti bianche, al pavimento pianco, a questa casa vuota che sa d'ospedale, che ti trasmette solo freddo, e freddo, e freddo. Quello che nessun maglione riesce a scacciare.
Cerchi di non pensare a tutte le tue domande senza risposta, cerchi di non pensare e basta. Provi anche a non piangere, ma non è che ti riesca particolarmente bene.
Pensi che il gioco è semplice, tu non esisti, e sei oramai quasi un ricordo sbiadito, così evanescente che basterebbe un soffio per spazzarti via, l'hai sempre pensato alla fine, ci sono le persone fatte per restare e quelle destinate a volare via. E tu l'hai sempre saputo che dietro la tua solidità c'era un filo esile e sottile che ti legava a una terra. Che non esiste, come te.
E non riesci a non sentirti un fallimento totale, e non riesci a non pensare "se solo valessi un po' di più...", e non riesci a far finta che tutta la stanchezza che senti nelle ossa non esista.
Nessuno verrà a prenderti in tempo, hai sempre saputo anche questo.
Ma continuerai a far finta che non sia così e a sorridere lo stesso. D'altronde lo dicono tutti, "alla gente piacciono le persone felici".
E' la vita.

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