E allora oggi è uno di quei momenti topici dove tutto è per l'ultima volta del 2005. L'ultimo pranzo, l'ultima dormita, l'ultimo giro in centro, l'ultimo post dell'anno. Come se di punto in bianco finisse tutto teniamo mentalmente conto dell'ultima di ogni cosa come un condannato a morte. Fortunatamente arrivano le prime immagini festose dall'Australia: di là è già 2006. Allora si va avanti, non finisce nulla. Bene.
Però in qualche modo dobbiamo archiviarlo questo DUEMILACINQUE. Metterlo nel cassetto con gli altri, sperando mantenga tanti bei ricordi nella mente, il più a lungo possibile. Ho preparato tutto, dicevo.
Una scatola grande di cartone grezzo colorata di bianco. Ho scritto a grandi cifre 2005 sul coperchio con una vernice nera. Sembra una di quelle cose chic di Calvin Klein ma io so che conterrà cose ben più preziose. Ho cominciato a girare per la casa radunando oggetti, frammenti, ricordi, appunti, scampoli di vita formato a4, cumuli di bit abbandonati in una folder di sola lettura, per riversarli nella mia scatola.
Vi ho riposto un grande narghilè alla liquerizia, un guanto blu, una giacca nera, un paio di occhiali Ufo, una camicia hawaiana, un tuffo nel lago, un disco funky, un materassino azzurro e una chitarra, una spilletta, una maglietta firmata da te. Vi ho riposto una foto bellissima, un concerto memorabile, una cena tra amici, una festa festosa, una canzone stonata, un cappottino rosso, un film in macchina, tante ore di ipod condivise. Un giornalino, un disco con la palma, un bacio a mezzanotte, un'emozione rubata, un esame insormontabile, un libro dalla copertina nera, una notte di mezza estate, una festa, il regalo più bello che si possa ricevere.
E questo è quanto mi viene in mente così su due piedi, nell'ultimo giorno dei 365 che devo scandagliare. Il resto lo tengo a mente da me. Quanto all'anno che sta arrivando, basti dire che porterà con sè i Mondiali di calcio e le elezioni politiche e, Dio non voglia, altra miseria ed orrore sparso per il mondo. C'è di che scrivere e riempire pagine e pagine di Storia e la cosa mi emoziona e spaventa al solo pensiero.
A me basteranno due cose a farmi felice, e non c'è vittoria dell'Italia ai mondiali o sconfitta di Berlusconi alle politiche che tengano. Nella mia scatola n°24, tra un anno, vorrei trovassero posto:
- Quel pezzo di carta di ormai poco valore
- Te.
E' una vita che ti aspetto.
Categoria: Varie · ore 18:00Dalla macelleria neanche.
Dall’alimentari idem come sopra.
Il meccanico me lo voleva anche dare un calendario, ma in quel caso ho declinato gentilmente l’offerta.
Il giornalaio mi ha dato un foglio di carta con una foto panoramica di Assisi (fantasia al potere, poi che schifo: sempre quella da cinque-e-dico-cinque anni ), ma quello me lo perdo dopo 2 giorni.
Ho detto: mi salveranno loro. Ed è cominciato il pellegrinaggio: per tutto dicembre son passata da queste parti, sperando in un calendario-ciccsoft; e dopo due anni di appuntamento con squillo di trombe per l’annunciazione della nascita di un nuovo calendario, nell’anno Domini 2005 cosa
E io al muro che c’appendo, il calendario dello scorso anno?!
E' il momento in cui avresti bisogno di rassicurazioni, ed invece arriva lei, al malinconia, a sussurrarti all'orecchio tutti i dubbi del mondo.
A dirti che non è cambiato nulla, che nulla cambierà, che non sei nulla.
Hai sempre pensato che il Capodanno non fosse tanto la fine dell'anno vecchio, quanto l'inizio di quello nuovo, che è la stessa cosa, ma anche no.
Ho sempre pensato fosse importante iniziarlo con le persone giuste accanto, l'anno nuovo.
Arrivata a stasera posso dirlo.
Potrò essere ovunque domani.
Non sarà mai lo stesso.
Avete settantatrè anni? Bisogno di poco rumore? Pochi ragazzi (o drugàt) che impestano le vie del centro? Niente concerti la sera che poi al mattino vi fan mal gli orecchi? STATE CERCANDO CREMONA.
Non desidero un "bordello" fatto a città ma credo sia perfettamente lecito dire che Cremona quanto a vita scarseggia un po'. Certo è una città dove si vive bene, in effetti di grossi problemi non ne abbiamo, a parte che la percentuale di tumori è una delle più alte d'Italia. Una cittadina tranquilla, senza pensieri, dimenticavo che c'è una raffineria -ormai d'epoca- attaccata alla città a circa venti metri dalle nostre estive società canottieri. Non parliamo di università, potrebbero far scomparire le rughe di una mentalità ottocentesca basata soltanto sull'agricoltura. Sapete, Cremona si spaccia in tutto il mondo per città della musica... Musica? a Cremona? La musica a Cremona non c'è. Si, ci sono dei gran concerti di violini che, senza nulla togliere a questo strumento che ci piace molto, dopo un po' ..stancano. "Suonare" a Cremona significa non avere un palco su cui esibirsi, tranne in un paio di occasioni annuali, nonostante beh, di gruppi studenteschi attivi ce ne siano al momento soltanto tre o quattro. Quando riesci a suonare, dopo mesi e mesi di sala prove, alla seconda canzone in scaletta la municipale accorre sul luogo del delitto, illuminando il locale con tamarrissimi lampeggianti blu (ma noi non siamo supereroi!). A Cremona dà fastidio la musica il sabato sera ma fa piacere spendere 800.000 euro per una gita fuori porta di Ciampi. Scusate, ma ora che è stato qui siamo tutti più buoni? La città è più viva? Certo, se vi accontentate delle luminarie che vanno dal corso a piazza del Duomo! Ma la città è sempre la stessa. sarei scorretto a non dire che i primi a lasciar morire questo paese allargato sono i suoi giovani; qualche bella iniziativa c'è: e non sto parlando della polenta gratis in piazza o del cotechino più grande del mondo, ma delle idee valide, di cui -quasi sempre- ce ne sbattiamo. L'ultimo dell'anno in tutte le città d'Italia ci saranno concerti e spettacoli, ma qui, come tradizione vuole, ci accontenteremo di una delirante e deprimente cover band delle più svendute. Che dire? Ci vorrebbe "un'altra stronza rivoluzione" o basterebbe che ognuno di noi si interessasse (un minimo) dei problemi comuni?!? I mezzi ci sono, basta usarli. Chiaro, se non riusciremo nella nostra impresa, scapperemo da questa defunta città e.. quando saremo settantenni torneremo qui a viver bene. Cremona è qui, isolata in mezzo alla pianura, collegata al mondo reale da un vecchio ponte in ferro, nascosta dalla nebbia da ormai troppi anni. Cremona, la stessa che continua a prostituirsi alle tristi offerte di pochi.
(grazie .mk. , dal n.8 di Manincomio. Cr, dicembre duemilacinque)
Categoria: · ore 15:10
Categoria: · ore 09:28
Casoria - I colleghi ne lamentavano la stranezza già da giorni. Non si ricordava la tabellina del sette, confessa Carlo Rupia, uno scenziato indiano amico dell'antonino. E poi, improvvisamente aveva smesso i suoi panni dignitosi di scenziato pe indossare un completo bianco alla tony manero, del tutto avulso dagli esperimenti atomici. Era irriconoscibile, aggiunge riva leva montaccini, aveva uno sguardo rosso e un'espressione da assassino drogato, in più nel suo laboratorio erano misteriosamente comparsi calendari soft-porno, che tappezzavano tutto l'acceleratore di particelle. Ieri, il dramma. Zichichi si reca in un nighit club, beve pamperos, assume anfetamine ed eroina, e in pieno speeball, con occhi che gli astanti non tardano a definire da assassino drogato, si avvicina alla cameriera e le chiede di essere la sua pattness del sabato sera, mimando john talvolta. Il suo stringimente al corpo di essa, viene preso per oltraggio di fisico, esattamente di fisico nucleare, e due mariti della cameriera intervengono ad abboffarlo di seggiate al grido " Stu rattuso inzallanuto!" Lo scenziato, dopo essersi ripreso, ha già annunciato che l'Italia non lo merita e parte per gli USA. Un'altra fuga di cervello.
ANSA-In occasione del natale il presidente degli Usa, George W Bush, ha telefonato ai soldati americani impegnati sui fronti esteri della guerra al terrorismo per augurare loro buon natale e ringraziarli del loro servizio. Indiscrezioni di palazzo affermano che Bush avrebbe poi telefonato a Saddam Hussein ringraziandolo di avergli fornito un valido pretesto per fare la guerra all'Iraq.
ANSA-Nel suo discorso di natale, il Papa ha detto che la tecnologia aiuta gli uomini ma che non bisogna abusarne. Dopodichè ha spento la lampada ad olio con un soffio, ha fermato i criceti che girando alimentavano l'impianto di San Pietro e ha fatto togliere il riscaldatore a carbonella dal suo letto.
Buone feste bastardi!!!
Il primo Natale di tua sorella, i cuginetti.
C'è stato un periodo in cui avevi temuto che per vedere nuovamente il sorriso di un bambino rallegrare la tavola avresti dovuto farlo da te, ed invece nel giro di sette anni eccoli là, quattro piccoli puffi sorridenti. Due su quattro col tuo stesso sorriso dai denti larghi, cosa potresti desiderare di più?
Le corse per finire i regali ai parenti, iniziati alle 14:00 del 24 e finiti alle 18:30, per qualche strano caso gli amici erano già tutti a posto da settimane, anche quelli che non sai quando rivedrai.
E "quel" regalo, il più importante di tutti, che ti hanno requisito fino all'ultimo per tenerlo in vetrina da tanto era bello. Quasi ti sei rotta il polso per riuscire a trascinare quella Minni più grande di te fino a casa.
La cena, con la consapevolezza che quella famiglia così numerosa non era scontata, una famiglia allargata che ha accolto nel suo grembo mariti, consuoceri, cognati e tutti coloro che negli anni han desiderato farne parte. Col sorriso sulle labbra e tanti piccoli pacchetti disseminati sotto l'albero. Quest'anno talmente tanti da invadere tutto il salotto.
E le incursioni al ristorante sotto casa per farsi prestare un po' di sedie, che più di quindici qua in casa non ne siamo riusciti a trovare, e gli zii a fare le incursioni di nascosto, a portare regali e nasconderli nel magazzino per inscenare l'arrivo di Babbo Natale.
E Tobia, il figlio della cugina più enigmatica e preferita che la sorte mi abbia riservata, anche se in realtà sarebbe cugina della mamma, ma la famiglia non è il sangue o il grado di parentela. La famiglia è.
Tobia per uno strano caso del destino pare abbia ereditato la mia bocca, il mio modo di sorridere. E' piccolo, legge e parla forbito, ha occhi che sanno rattristarsi e gioire per piccole cose, è bellissimo e dolce, "sente", va oltre. E mi ricorda me da bimba, che volevo sentirmi parte dell'organizzatissima macchina familiare, anche solo coi lavoretti di pongo regalati ad ogni componente della famiglia, la poesia o la canzone declamate sulla sedia, il maglione rosso.
Ho passato la sera a guardare la mia numerosissima e chiassosa famiglia. Ho corso per vedere dov'era Babbo Natale, mi sono commossa nel vedere mia cugina felice che avessi preso per il mio cuginetto "il piccolo principe", un giorno lo regalerò anche alla sua sorellina, quando saprà leggere. Perchè è un libro speciale, e ognuno deve avere il suo.
Mi sono commossa nel vedere la miriade di pacchetti, e la famiglia riunita attorno all'albero a scartare, ridere. E la consapevolezza che da bambina non avevo che nulla è eterno, e che il ritrovarmi a festeggiare il Natale dopo ventidue anni con molti più acquisti che perdite fa di me una donna fortunata. In altre famiglie le feste non sono così, lo so.
E la commozione è rimasta, mi ha accompagnato fino ad ora, e se possibile è cresciuta.
E non ho altro regalo da chiedere a Babbo Natale che l'anno prossimo ci sia la stessa formazione sotto l'albero, o al massimo qualcuno in più.Per avere un altra foto da incorniciare, di me, la "bambola di porcellana", con i capelli raccolti, la pelle bianchissima e le orecchie da elfo, seduta tra i bambini, felice.
Tu non festeggi il Natale, non credi nel Natale.
Natale è la famiglia.
(Elio e le storie tese - Baffo Natale)
E i regali? In alto mare. Diciamo che ci penso a partire da domattina. Il che significa, se la sveglia sarà probabilmente non prima delle undici, avere a disposizione circa otto nove ore per escogitare un modo di accontentare mogli e buoi con qualche gingillo inutile da mettere sotto l'albero. Che tolte le ore di coda e quelle per trovare parcheggio diventano drasticamente due.
E tutto il resto? Un blog su cui hai scritto quasi mai nell'ultimo mese, rincasando sempre ad orari assurdi con tutto per la testa tranne che un'idea per scrivere. Un sito cui collabori che ti paga per oziare facendo i tuoi porci comodi. Un professore in attesa che ti sottoponga al suo insindacabile giudizio per chiudere un esame rimasto in sospeso da un paio di settimane. Un esame da preparare per gennaio di sana pianta. Una ragazza che ti rincorre ormai da due mesi, cui non hai fatto altro che rimandare e chiedere venia se. Un paio di siti da terminare il prima possibile. Un template promesso a settembre e non ancora realizzato. Una visita ad un'amica accordata tre mesi fa. Un salto all'Ikea per prenderti una poltroncina per la camera. Un post da scrivere che tieni in serbo da ormai oltre un anno e non hai ancora avuto voglia di buttare giù. Un'intervista sfiorata ma non realizzata al gruppo chic del momento. Duecento dischi da copiare. Una dozzina di film da vedere. Un bel po' di cinema arretrato da recuperare con le seconde visioni.
E soprattutto: un senso, perduto già a 22 anni, di questo Natale alle porte che arriva all'improvviso e ti coglie impreparato e un po' spaesato. Il salutare amici e amiche augurando Buon Natale alla stessa piatta maniera con cui si dice ciao tutti i giorni. Il sentirsi un po' stanchi, cercando un momento di tranquillità per se stessi e il rincorrere gli eventi dimenticando l'ardore e il significato del 25 dicembre che tanto ti appassionavano giusto qualche anno fa. Il rendersi conto insomma, di non aver fatto nulla di buono per affrontare il Natale alle dovute maniere. Allora facciamo che per quest'anno salto. Festeggiate voi e poi raccontatemi com'è stato. Mi limiterò ad abbuffarmi come impone il copione, a scartare regali (?) e a trascorrere un po' di tempo con i parenti giocando a tombola e mangiando panettone. Non passo dal via, pesco una carta e tiro i dadi, rimandando al prossimo turno e cercando di prepararmi per tempo dandomi una regolata una buona volta.
Ne ho la prova: tale programma è il primo software autistico della storia dell'informatica. Altrimenti non si spiega perché tra oltre 2000 canzoni che ho in archivio scelga (con la funzione shuffle) sempre le stesse 20 o 30. Quando sono davanti al computer mi sembra di vivere un continuo deja-vu: leggo sempre le stesse cose su Ciccsoft scritte dagli stessi bloggers, ascolto sempre la stessa musica.
Ovviamente quella sul blog era una provocazione. Il resto è pura verità.
Categoria: · ore 13:49Rimanere immobili sulla riva pare l’unica soluzione praticabile perché quel passo in più non può che farti affondare in quella melma capace di risucchiarti e farti sparire per sempre in pochissimo tempo.
Pensavo alla notizia della ragazza che si spoglia. Ogni blog che si rispetti ne parla per denunciare il il fake finalmente smascherato e pensavo che quel suo passo in più, chiunque essa sia, l’ha condotta finalmente al centro di quel mare di fango che entro breve tempo, tra il clamore di chi oggi osserva il suo annaspare, la farà sparire per sempre.
La blogsfera ha bisogno di questo.
Smascherato il fake dell'ormai celeberrimo Strip Blog, dove una sedicente pupattola prometteva foto di sè sempre più compromettenti in cambio di centinaia di commenti. Il set completo di foto girava già da tempo sui circuiti peer to peer con il nome "Pupa86", e in questo blog potete comodamente vedere come va a finire la storia, senza attendere che un manipolo di blogger arrapati commenti in attesa della prossima foto.(già mi vedo Attimo deluso che riapre i libri perdendo uno dei suoi feed più preziosi... ;-p )
Aggiorniamo la "location":
Le poste in questo periodo sono intasate.
Se spedisci una raccomandata ti telefonano che non è ancora arrivata e il postino ti dice che è Natale.
Bigliettini di auguri.
C’è ancora chi spedisce bigliettini di auguri che acquista con cura con un certo anticipo e poi compila con una grafia leggermente inclinata e piena di riccioli non dimenticando mai un augurio particolare al piccolo caio. O tizio. O sempronio. Purchè sia piccolo.
Qualcuno addirittura manda ancora la foto di famiglia o quella del piccolo caio, o tizio o sempronio, che con la sua faccia paffuta invia gli auguri agli amici e i parenti.
Come le segreterie telefoniche delle neo famiglie: Maria, Giuseppe e Gesù non sono in casa o non possono rispondere, lasciate un messaggio dopo il segnale acustico e vi richiameremo appena possibile.
ANSA-Dopo lo scandalo Antonveneta i cittadini chiedono a gran voce le dimissioni di Antonio Fazio poichè, a loro dire, avrebbe permesso la rovina del paese. Il presidente della Banca d'italia ha risposto dicendo:" avete cominciato voi alle ultime elezioni".
ANSA-Il presidente degli Usa, George W. Bush, ha confermato di aver autorizzato intercettazioni segrete senza permesso giudiziario. Alle voci secondo le quali tutto ciò sarebbe accaduto anche in Italia, il presidente di Trenitalia risponde:"Ecco come si spiegano tutte quelle cimici sui nostri mezzi."
A parte la nuova posizione, parecchio infelice e vicinissima ad un'altra nota pizzeria della città, le sorprese non sono mancate fin dall'inizio.
Entrati nel locale infatti abbiamo da subito adocchiato la tavolata lunghissima da noi prenotata per una festa di laurea, peccato che i posti centrali fossero stati occupati da tre ragazzi che non rientravano tra i nostri invitati e che non si sono schiodati da lì nemmeno quando abbiamo iniziato a sederci al loro fianco. Il direttore non ha potuto far altro che scusarsi spiegando che pensava avrebbero terminato di mangiare prima del nostro arrivo, e invitarli poi a spostarsi in un altro tavolo, portandosi dietro i rispettivi coperti. Mah.
Al momento di ordinare le pizze il cameriere non ha fatto un semplice giro del tavolo segnando le richieste ma ha ritenuto più opportuno procedere snocciolando una per una le varie pizze presenti nel menù, chiedendo urlando in quanti la volevano. Margherita quanti? Prosciutto e funghi? Diavola? Finendo per fare pasticci e disordini che hanno suscitato l'ilarità generale. Mah.
L'apice è stato raggiunto quando una nostra commensale, aggiuntasi in ritardo alla tavolata, ha fatto la sua sacrosanta ordinazione con una semplice pizza margherita. Il cameriere ha segnato sul taccuino ed è poi sparito ricomparendo dopo poco spiegando che sfortunatamente le pizze erano FINITE. Risatine nervose. Finite? E da quando una pizzeria finisce le pizze? Gli impasti preparati erano incredibilmente terminati così le hanno proposto alcuni piatti alternativi e la scelta della nostra amica è caduta su un antipasto di verdure.
Dopo circa una decina di minuti le è stato servito un tagliere di affettati, di cui lei è notoriamente poco amante, e un angolino di verdure ridicolo. Erano finite anche le verdure? Mah.
Tralasciando il fatto che i camerieri ci erano addosso ogni due minuti con le scuse più ridicole e tentando in ogni modo di fare i simpaticoni con la festeggiata o con frasi del tipo: "ma che festa moscia, non ballate sui tavoli?", si giunge al termine della cena dove si ripete la scena di cui sopra. La domanda non è stata semplicemente: volete il dolce o il caffè? Bensì: quanti prendono il caffè? Quanti la grappa? Quanti limoncini porto? Insistendo infine per portare 15 limoncini quando solamente in 4 avevano alzato la mano. Mah.
In tutto questo bailamme di incapacità gestionale volete sapere qual è la cosa buffa? La pizza era una delle più buone che abbia mangiato negli ultimi tempi. Mah.
E' il momento in cui ti viene voglia di chiamare qualcuno, ma alla fine rinunci, troppe cose da dire, troppe spiegazioni da fornire, non ce la fai, semplicemente, non ne sei in grado.
Vedi la luna dalla finestra della tua camera da letto vuota, cerchi di non pensare alle pareti bianche, al pavimento pianco, a questa casa vuota che sa d'ospedale, che ti trasmette solo freddo, e freddo, e freddo. Quello che nessun maglione riesce a scacciare.
Cerchi di non pensare a tutte le tue domande senza risposta, cerchi di non pensare e basta. Provi anche a non piangere, ma non è che ti riesca particolarmente bene.
Pensi che il gioco è semplice, tu non esisti, e sei oramai quasi un ricordo sbiadito, così evanescente che basterebbe un soffio per spazzarti via, l'hai sempre pensato alla fine, ci sono le persone fatte per restare e quelle destinate a volare via. E tu l'hai sempre saputo che dietro la tua solidità c'era un filo esile e sottile che ti legava a una terra. Che non esiste, come te.
E non riesci a non sentirti un fallimento totale, e non riesci a non pensare "se solo valessi un po' di più...", e non riesci a far finta che tutta la stanchezza che senti nelle ossa non esista.
Nessuno verrà a prenderti in tempo, hai sempre saputo anche questo.
Ma continuerai a far finta che non sia così e a sorridere lo stesso. D'altronde lo dicono tutti, "alla gente piacciono le persone felici".
E' la vita.
Categoria: · ore 00:54_.s.: chi ca_isce l'immagine e lo scrive nei commenti è un mito. Dubito qualcuno ci riesca.
QUESTO NON E' UN BLOGRADUNO. THIS IS NOT A BLOGRADUNO.
Attenzione attenzione! Mega cena natalizia di Ciccsoft.
mercoledì 21 dicembre 2005 ore 21
Trattoria da Pino, (inizio via Santo Stefano dalla parte dei viali), Bologna.
Non è un blograduno, ma una semplice cena tutti assieme con chi vorrà intervenire, bloggers, non bloggers, lettori, simpatizzanti, redattori e fidanzate, mogli, amanti, amici e amiche tutti. Una scusa come un'altra per fare una tavolata e tirar tardi in compagnia nella prima cena ufficiale da quando esiste il nostro sito. ;-)
Seguiranno altre indicazioni più precise... Attendiamo conferme (via mail o nei commenti) entro un paio di giorni, per poter prenotare e regolarci sul numero dei presenti.
P.S. Si vede che vado un po' di fretta sti giorni, neh?
Primo sono abituata a scrivere almeno una cazzata al giorno per cui per questa settimana, in cui non ho alcuna intenzione di interrompere la mia terapia, vi dovrete subire la mia presenza quotidiana.
Tanto è Natale e siete tutti più buoni.
"Con D'Alema parliamo di questioni politiche, legislative, finanziarie" (Giovanni Consorte, amministratore delegato di Unipol, Corriere della sera, 8 settembre 2005)."Unipol è una questione della quale nulla so: ci sarebbe da interrogarsi su come l'informazione per tutelare gli interessi specifici della proprietà finisca per deformare la realtà. L'informazione deve poter tutelare gli interessi specifici che sono legittimi, ma bisogna che ci sia la trasparenza" (Massimo D'Alema, Ansa, 11 dicembre 2005).
Evito di commentare volutamente l'intera faccenda, una sola cosa mi preme dire: li stiamo per mandare al governo.
(Sì, dico a voi è, inutile che vi guardate in giro)
Anche quest’anno, insieme al telefonino ultima generazione e al trapano che all’occorrenza si trasforma in set di chiavi inglesi, troveremmo sotto l’albero tantissime offerte per far beneficenza.
C’è n’è davvero di tutti i gusti, si può adottare a distanza un bambino, una donna e persino un cane, si può donare per la ricerca, si può acquistare stelle di natale e panettoni per aiutare le popolazioni colpite da qualche sciagura, oppure si può inviare un sms per salvare, con un euro, la vita di dieci bambini cambogiani affetti dalla schistosomiasi.
“I cristiani sono perseguitati? […] Ha ragione il ministro Buttiglione che vuole promuovere un movimento per difendere i cristiani perseguitati? […] Il cristiano, a mio parere, è perseguitato quando gli si impedisce di essere cristiano, di manifestare la sua fede, non quando gli altri non accettano le sue idee, soprattutto quando le sue idee impediscono a qualcuno di seguire le proprie! […] E se gli altri non accettassero le sue categorie, pur lasciandolo libero di vivere come vuole, è il cristiano ad essere perseguitato, oppure è lui che perseguita gli altri se vuole costringerli a pensarla alla sua maniera?
[...] Avviene così nei paesi islamici integralisti, mentre sembra essere una conquista occidentale, dovuta (spero) anche al cristianesimo autentico, che la religione non coincida con la legge dello stato, che non si imponga a tutti nemmeno attraverso il consenso della maggioranza.”
Chi ha detto queste parole? Marco Pannella? Fausto Bertinotti? No.
Le parole qui sopra sono di un prete catanese. Il suo nome è Salvatore Resca.
Beh, sai, scrivo i miei profondi pensier su un sito strafamoso... come fai a non conoscerlo?! Lo visitano un sacco di persone al giorno! (non verificherà mai gli accessi) È talmente famoso che lo stampano e lo distrubuiscono per scuole e università! (non andrà mai a controllarle tutte) Poi ho inventato delle simil-magic strabelle, fanno piegare dal ridere! (e se mai le dovesse vedere, ovviamente non le piaceranno, e tu prontamente aggiungerai “non fai parte della blogsfera, non puoi capirle”) E come se non bastasse, ho un programma webradio! Per ascoltarci bisogna andare su un sito internet… (detta facile facile altrimenti sembri più intelligente di lei e te la sei giocata)
Poi ti blocchi. Improvvisamente ti rendi conto che le presunte cazzate che hai detto sono pressoché la verità. Per marcarti una donna non sei obbligato a mentire più di tanto. Inoltre sono cose praticamente non verificabili. Praticamente. Tu non lo avresti mai immaginato, ma lei sa tutto di te, del blog e di ogni altra cosa. Però lei non è una semplice, anonima visitatrice. Lei è una blogstar. Una vera blogstar, mica come. Il tuo alter ego virtuale le fa semplicemente rigetto. Di conseguenza tu le fai rigetto. Neanche la quasi verità è servita. Sei comunque fottuto.
Maledetto Ciccsoft.
Da domani, non scriverò più su Ciccsoft per un periodo limitato, una settimana? Due? Mi troverete su un altro blog, molto popolare e diverso nei toni e nei contenuti rispetto a questo. Ovviamente la persona di cui prendo il posto la troverete qui su Ciccsoft, a fare da Supplente al Supplente, mentre io faccio squatting e tengo in ordine camera sua e se riesco lavo i sanitari del bagno (ma non prometto niente). Buon divertimento, se riuscirete a trovarmi, altrimenti fate i bravi in mia assenza e non lamentatevi troppo per la nuova orrenda testata natalizia che han partorito là in alto. Buon Natale, bastardi.
La scultura evidenzia anche un cambio di stile effettuato dall’artista, in essa non ritroviamo più la venustà formale, il virtuosismo anatomico e la contrapposizione delle membra tipiche delle sue precedenti opere.
Ripensando alle sculture romane di Michelangelo e guardando la Pietà Rondanini possono nascere diverse domande: come possono essere state scolpite dalla stessa mano la Pietà che si può ammirare nella Basilica di San Pietro in Vaticano e questa? era intenzione di Michelangelo terminare la scultura in questo modo? Il braccio staccato dal corpo e le gambe levigate del Redentore, completamente diverse sono frutto di un errore? La volontà di lasciare le teste e il busto della Madonna grezze deriva dalla sua teoria del non finito o dalla morte che gli ha impedito di ultimarle?
Consideriamo un territorio e, all’interno di questo determinato territorio, guardiamo a tutti i mezzi di comunicazione che vi operano. Di tutti i mezzi di comunicazione del territorio che stiamo considerando, un solo uomo possiede tutte le televisioni (tutte), le due emittenti radiofoniche più importanti, il quotidiano più letto (più parte degli altri due quotidiani che escono in quel territorio), una casa editrice, la più importante concessionaria per la raccolta pubblicitaria, due società per la pubblicità su cartellonistica stradale.Il territorio di cui stiamo parlando si chiama Sicilia. L’uomo è Mario Ciancio Sanfilippo.

Fossi in voi mi terrei libero una sera prima di Natale. Tipo il 21. Tipo.
ANSA-Clamoroso sfogo del direttore generale del Bayern Monaco Karl-Heinz Rumenigge, il quale ha dichiarato al giornale Bild che i metodi per l'ingaggio di nuovi giocatori usati dalla Juventus sono, a suo dire, di tipo "mafioso". Pronta la risposta di Moggi che ha detto: "non c'è niente di mafioso, noi facciamo solo offerte che non si possono rifiutare".
ANSA-Polemiche dopo che il ministro Castelli ha dichiarato di essere stato violentato da una donna. A chi afferma che l'apertura non voluta della camicia non può ritenersi una violenza, lo psicologo del ministro risponde dicendo: " il mio assistito è rimasto talmente traumatizzato dal fatto che ora è costretto a mandare qualcun'altro a comprare le camicie per lui".
Non ho paura di ingrassare, figurati, sono forse il tipo? Non mi pare sia andato a male... Mal che vada ingrasserò un po' e non sarebbe mica malvagio no? Mal che vada mi prenderò un mal di pancia ma saran mica questi i problemi della vita?
Lo mangerò! Potrò dire di averlo gustato intensamente e non avrò rimpianti. Lo faccio ora, prima che sia troppo tardi.
Ho scelto.
(E se da vecchio, ripensando a quel cioccolatino, mi scapperà un sorriso, allora sarò certo di aver fatto la scelta giusta.)
Nonostante la "curiosità" per l'evento di domani sera, ieri la giornata proponeva i Sorteggi per la Sagra Mondiale del Calcio del prossimo giugno 2006. Qui, amanti come siamo di certe tradizioni nazional-popolari, l'attesa è già spasmodica, perchè i Mondiali rappresentano la manna dal cielo, un concentrato di partite e giocatori diversi nello stesso mese talmente elevato che bisognerebbe proporre una specie di simil tregua olimpica, nel senso di sospendere ogni attività produttiva per dedicarsi completamente alla visione delle partite in tv. Dico tv e mi viene in mente la prima nota dolente, ovvero sarà un mondiale in esclusiva su Sky e le restanti briciole italiche andranno anche sulla tv di Stato. I primi effetti della mattanza satellitare li abbiamo avuti ieri, con la sfortunata coincidenza dello sciopero dei giornalisti (ma a Scai non si lotta per il rinnovo del contratto?) che ha oscurato la cerimonia del Sorteggio. Abituato alla voce di BrunonePizzul che scandiva la mano calda Blatter nell'estrarre i "bussolotti", mi sono dovuto collegare su internet alle 3 di notte per scoprire le prossime avversarie dell'Italia, nonchè prossime protagoniste delle pagine infrasettimanali della Gazzetta da qui fino a giugno. Abbiamo pescato, in ordine di importanza, Rep.Ceca, Ghana e USA, e direi che ci è andata bene, se non fosse che i pronostici, specie per la nostra Nazionale, valgono zero. L'Italia in forma (non intendo solo fisicamente, ma una più ampia congiunzione astrale favorevole, stile Spagna82), retoricamente parlando, è in grado di battere chiunque, in caso contrario pure il Lussemburgo ci farebbe tremare le gambe. Mi calo nel ruolo di Tosatti, e vi posso dire che la Rep.Ceca è squadra quadrata e ostica, in calo rispetto a qualche anno fa quando pareva essere una forza nuova del calcio europeo, ma pur sempre dotata di giocatori titolari nei vari campionati europei, tra cui il biondo Nedved, capitano richiamato alla causa, Rosicky, Jankulovski, Cech e Baros (cito a memoria). Dovrebbe, in teoria, passare il turno insieme agli Azzurri, insidiati da un Ghana che delle squadre africane mi pare la più insidiosa (altro luogo comune dei mondiali è che ci sia sempre una squadra africana che spacchi, vedi Senegal nel 2002 oppure Camerun nel 1990), dotata di un centrocampo formato tra gli altri da Muntari (Udinese), Appiah (Fenerbache) e l'iperpagato Essien (Chelsea). Apriremo il torneo nel caldo pomeriggio del 12 giugno proprio con loro, e prevedo bollori per la nostra squadra (ennesimo luogo comune millanta che l'Italia abbia sempre una partenza stentata, nei "grandi tornei"). Rimarebbe l'immancabile squadra-mascotte del girone, sebbene a noi non capiti da diverso tempo una vera squadra materasso stile Trinidad&Tobago o Jamaica: sono gli Yankee, incontrati l'ultima volta ai Mondiali nelle notti magiche del 1990, e da allora ne hanno fatta di strada. Oggi scendono in campo in maniera dignitosa, non hanno giocatori di spicco ma, perlomeno, non sono più ridicoli. Il vero problema, comunque, per chi punta come noi ad arrivare tra le prime quattro, riguarda i possibili avversari negli Ottavi. Il nostro gruppo è pericolosamente vicino al gruppo degli oracoli del calcio, il Brasile, e rischiamo di affrontarli già agli Ottavi. Io eviterei, se possibile. Per avere il quadro completo dei gironi potete andare sul sito ufficiale e "rivivere" il sorteggio, mentre qui è possibile scaricare un pratico pdf con tutti gli accoppiamenti. Noto che la Germania padrone di casa ha ottenuto il classico girone agevole, mentre il gruppo su cui concentrare l'attenzione nei primi noiosi giorni della rassegna sarà invece il C, dove troviamo Argentina-Olanda-Serbia-Costad'Avorio, e sticazzi. L'Argentina ritrova un gruppo monstre come nel 2002, dove era finita con Inghilterra, Svezia, Nigeria, mentre ormai l'Olanda dovrebbe essere abituata a trovare subito grossi ostacoli (negli ultimi due Europei ha affrontato nel girone iniziale Francia-RepCeca e Germania-RepCeca, per dire). Ho emulato Tosatti, finisco emulando Rino Tommasi con il facile giochino dei probabili ottavi di finale, pronto ovviamente ad essere smentito dalla prova dei fatti: Germania-Svezia, Polonia-Inghilterra, Argentina-Messico, Olanda-Portogallo, Italia-Croazia, Brasile-Ghana, Francia-Spagna, Ucraina-Svizzera.
Alè.
Sarà stata la visione del film-documentario “La mafia è bianca” (un'altra cosa che da qui alle regionali in Sicilia andrebbe trasmessa in tutte le scuole, in tutti i cinema e in tutti i teatri), sarà stata la vittoria di Rita Borsellino alle primarie siciliane dell’Unione (con tutta la discussione che ne è seguita sulla stampa nazionale e locale), fatto sta che da qualche tempo ho come la sensazione che spesso ci si riferisca alla Sicilia senza avere una minima idea di ciò che era e di ciò che è questa regione, e di ciò che erano e di ciò che sono i suoi abitanti.Di cosa vogliono dire parole come “cittadinanza”, “politica”, “onore”, in Sicilia.
Di quello che dicono, pensano e sono i siciliani, del bagaglio di storia più o meno recente che si portano dietro.
La televisione, il cinema, i libri, spesso si sono occupati della Sicilia e dei siciliani ma raramente hanno resistito ai facili depistaggi degli stereotipi vecchi e nuovi, dei luoghi comuni, delle etichette. La Sicilia, è sola.
E’ stato questo stato d’animo, unito alla massiccia campagna pubblicitaria della Regione Siciliana che comprende il lancio di gadget di ogni tipo (carte da gioco comprese), a darmi un’idea che - se non mi stuferò prima - mi permetterà di raccontarvi alcuni frammenti della Sicilia di oggi.
Inizio oggi a pubblicare una serie di carte da gioco. Un mazzo di carte: ogni carta, un personaggio siciliano contemporaneo. Ogni personaggio, un ritratto; ogni ritratto, una storia per capire meglio il passato, il presente e il futuro di questa martoriata regione.
Non posso che iniziare dall’asso di cuori. Non posso che iniziare da Salvatore Cuffaro.
Propagando da sempre tolleranza nei confronti degli scioperanti, di qualsiasi categoria. La demagogia di un certo diffusissimo italico qualunquismo del "quelli non han voglia di lavorare" non ha mai avuto presa su di me nemmeno tanto per formazione ideologica quanto per spirito pratico: se con uno stipendio di 1000 euro al mese e una famiglia a carico perdi la tua paga giornaliera per protestare contro qualcosa devi essere capace di superare il tuo piccolo egoismo pragmatico, ed una cosa del genere la fai solo se sei profondamente convinto di aver ragione. Pur ammesso che tu non ce l'abbia.
Ho passato anni a difendere gli autoferrotranvieri romani dalle ire dei miei vecchi colleghi universitari pendolari con ragionamenti spesso inutilmente forbiti, finivo per arrabbiarmi con quelli più intransigenti che si limitavano ad utilizzare la formula qualunquista di cui sopra.
Il tutto senza dover mai prendere tutte le mattine per forza un autobus o un treno per andare da qualche parte, ovviamente.
L'ho capito in questo periodo di frequenti astensioni dal lavoro della stampa: gli scioperi fanno girare le balle. Parecchio.
Pur tenendo costantemente in sospeso il mio giudizio sulla Tav e sulla protesta in Val di Susa, ed essendo pronto a cambiare idea nel caso si possa vedere più chiaro sulla questione, dichiaro - anche a costo di essere linciato sulla pubblica blogpiazza - di essere a favore dell’alta velocità. Non sto qui a spiegarvi i perché di questa mia posizione né a stigmatizzare tutte le arroganze del governo che hanno portato alla cosiddetta militarizzazione della valle; non è esattamente di questo che voglio parlare. Vi basti sapere che l’ottimo SuzukiMaruti in suo post di qualche tempo fa ha espresso con dovizia di dati e particolari un parere che sento di condividere in pieno.
Torniamo ai manifestanti. Sono certo che grandissima parte di loro siano tutto meno che infiltrati anarcoinsurrezionalisti, e che i loro fini siano tutt’altro che eversivi. Hanno un problema - un problema serio - a due passi da casa, un problema che potrebbe condizionare le vite loro e dei loro figli, dei loro nipoti. E’ più che normale che, davanti ad un governo che una volta più che mai mostra di sconoscere parole quali dialogo e concertazione, la protesta abbia assunto queste dimensioni.
Al di là dei validi e legittimi motivi della protesta, c’è - secondo me - un altro fattore che tiene viva la mobilitazione. Esiste in Italia una parte di persone - che solitamente si colloca politicamente in tutto ciò che sta a sinistra dei Ds - che vive qualsiasi forma di protesta prevalentemente come una appagante dimostrazione di intransigenza morale e coerenza politica, come il momento in cui ottenere (a gli occhi di chi non si sa) un riconoscimento univoco e universale di impegno e libertà. Tutto legittimo e giustissimo, se non fosse che spesso questo finisce per spostare l’obiettivo da ciò per cui si sta protestando alla protesta in sé. Vi prego di allargare il campo visivo e cercare di guardare oltre la mobilitazione No Tav in Val di Susa.
E' successo a Manalegno, un paesino da quelle parti. La canonica di Manalegno ha da poco aperto, e dentro il dirigente è un prete in intimità con Jahwé quanto con la morte, Monsignor il Gas, di origini siculo-nipponiche, da parte di madre, e Islandese (o magherbino) di padre, sempre che la storia raccontatagli dalla zia ubriaca sia vera (cioè che è un figlio a sorpresa di una casa chiusa bulgara).La canonica ha un campetto goloso, allora il prelato ha indetto un torneo winners. Le iscrizioni sono state rade, in quanto al catechismo veniva solo uno, Millimer N'er Dammer, un ritardato mentale, assassino interinale di 29 anni, che ancora doveva fare la prima comunione per problemi politici ed epatici (allergia all'ostia).
Il torneo, a contrario di quanto possa sembrare, è stato ficorock, Millimer ha mostrato colpi di geni, intervallati da lunghi stati di idiozia locomotoria a inseguire le mosche, ma alla fine ha conquistato il trofeo per manifesta superiorità. La coppa è una vecchia idea di Cazzaniga (l'ideatore della coppa f.i.f.a e uefa), un boccale con sopra il teschio vero di un allenatore della Sarzanese.
Sembra che sul set della seconda serie di Lost ci sia una certa allegria.Ana Lucia e Libby (ovvero Michelle Rodriguez e Cynthia Watros) sono state le prime a farne le spese ma - a giudicare dalla piega che prende questa second season, puntata dopo puntata - qui non si esclude che J. J. Abrams possa essersi unito al festino.
Come dice un comico (di Colorado Cafè e Zelig) me lo immagino da grande che si avvicina a una ragazza in discoteca e dice: "piacere, Google" e lei "ma vafanculo!"
ANSA-Due ragazzi si sono laureati al politecnico di Torino discutendo una tesi nella quale, tramite un sofisticato software americano, è stata chiarita la dinamica della strage di Ustica. Adesso questo programma verrà utilizzato per capire dove è finita la vergogna di Loredana Lecciso.
ANSA-Ad Amiens, in Francia, è stato eseguito con successo il primo trapianto facciale. Saputa la notizia, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha ottimisticamente commentato: "adesso ho più possibilità di vincere anche le prossime elezioni".
Caravaggio e l’Europa
Le meravigliose innovazioni di Caravaggio, come l’uso dei toni scuri, il gioco di ombre e luci, la rappresentazione umile di temi sacri, sono esposte al Palazzo Reale di Milano, all’interno della mostra Caravaggio e l’Europa, aperta fino al 6 febbraio 2006.
L’esposizione presenta una galleria di quadri di notevole importanza, da Caravaggio a Mattia Preti, passando per i celebri Orazio e Artemisia Gentileschi e per i pittori fiamminghi.
La mostra tuttavia non è di facile comprensione, gli otto quadri di Caravaggio sono esposti nelle prime due sale, oltrepassate le quali si possono ammirare le centoquarantadue opere dei caravaggisti, quegli artisti a lui contemporanei o attivi subito dopo la sua morte che furono influenzati dalla sua maniera di dipingere. Nelle didascalie non sono segnalate le date di esecuzione dei dipinti, è quindi difficile per un visitatore inesperto riuscire a collocare i diversi quadri in riferimento a quelli di Caravaggio.
Un altro difetto della mostra è l’illuminazione, i faretti sono indirizzati direttamente sul dipinto, che essendo pittura a olio riflette la luce, impedendo così al fruitore una corretta visione. Bisogna spostarsi in continuazione per poter trovare una corretta posizione, per riuscire a vedere i dipinti senza nessun riflesso è necessario porsi in posizione laterale e non di fronte, ciò compromette notevolmente la fruizione.
Alcune tele sono esposte in piccole nicchie anguste ricavate nelle stanze del piano nobile del Palazzo Reale, ciò rallenta la visita e impedisce spesso una visita corretta, soprattutto se si è in gruppo.
Nonostante alcune mancanze da parte dell’organizzazione, la mostra merita di essere visitata se non altro per le notevoli tele di Caravaggio, che pur non essendo le più famose, sono comunque affascinanti. Importanti sono anche alcuni dipinti di Orazio Gentileschi e Carlo Saraceni, due tra i suoi più famosi seguaci.
Forse con l’ausilio di un audioguida, con uno studio preventivo su Caravaggio e i caravaggisti o con l’accompagnamento di un esperto della materia, si può apprezzare un pittore che ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della storia dell’arte e si può imparare a conoscere l’arte di un secolo molto lontano da noi, che nella sua classicità presenta già motivi di distacco con la tradizione precedente.
Per informazioni sulla mostra www.caravaggioeleuropa.com.
Mi spiace.
Pur profondendo il massimo dell'impegno, l'unica immagine che mi scaturisce dall'immaginare Castelli che si arrovella è, immancabilmente, quella di un cane il cui sguardo interrogativo è puntato sul proprio naso.
Da cui sgocciola polenta ancora calda.
(fonti: repubblica.it)
«Al Qaeda in Iraq sta prendendo il controllo di Ramadi. I suoi seguaci bruceranno gli americani e li ricacceranno via con la forza, costringendoli a tornarsene a casa. L'Iraq sarà il cimitero degli americani e dei loro alleati». Questa la scritta comparsa su alcuni volantini lanciati dai ribelli di Al Zarqawi dopo la presa di alcuni quartieri di Ramadi.
Dura la condanna del comando americano. «Quelli non possono copiarci impunemente la strategia mediatica» è sbottato Rumsfeld, costretto a interrompere un'interminabile partita a scacchi contro il presidente (non ricordavano quale fosse la regina).
Intanto lo stesso Bush ha dichiarato che fin quando lui sarà il comandante in capo, l'America non scapperà di fronte a degli assassini.
Freud apprezzerebbe.
Poi non ne vedo il motivo. Perchè mai il Pentagono dovrebbe decidere di attaccare il Nebraska con delle armi chimiche?
A proposito di fosforo bianco, il comando americano ha dichiarato che non è stato utilizzato contro obiettivi civili, ma «come agente oscurante, per cortine fumogene o per illuminare obiettivi».
«Gli effetti combinati del fuoco e del fumo, e in alcuni casi il terrore causato dall'esplosione, le faranno uscire dai ripari, in modo che tu possa ucciderle con esplosivi potenti», ha dichiarato il tenente colonnello Venable. Una volta illuminato tutto, gli obiettivi civili venivano lasciati bruciare in pace.
Secondo i militari in questione, a Falluja non incontrarono praticamente nessun civile.
Lo stesso si poteva dire fino a 5 chilometri dal centro di Hiroshima la mattina del 5 agosto 1945.
(fonti: corriere.it - macchianera.it - repubblica.it)
Zerovoglia: chi porta il morbidone?
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