(segue a piacere...)
Tutto questo caos per l'uscita nelle sale del Caimano di Nanni Moretti m'è parso seriamente ingiustificato. Dopo circa mezzora dall'inizio della pellicola, la protagonista mette ben in chiaro le cose: è un film chiaramente ispirato a Berlusconi. L'ha detto, lo conferma Moretti qualche scena dopo e chiusa lì. Quello che la destra voleva sentire l'ha sentito e può puntare il dito contenta. Quello che il popolo di sinistra voleva sentire è stato pronunciato: è un film su Berlusconi. Peccato che le cose non siano esattamente così: semmai la storia di base è uno dei soliti canovacci tipici del nostro cinema su crisi della famiglia, rapporto con i figli e difficoltà nel lavoro. Ciò che cambia questa volta e che rende innovativo il film di Moretti è però il contesto: per la prima volta in un lungometraggio si nomina Berlusconi, si parla delle sue scelte, della sua storia. I personaggi non sono avulsi dal contesto sociale che conosciamo fin troppo bene ma anzi si muovono nell'Italietta berlusconiana degli ultimi anni. Sono davanti alla tv quando Silvio scende in campo, quando offende l'eurodeputato al Parlamento Europeo e anche quando vanno in scena i grandi processi contro di lui. Non si prende in giro il Presidente, non c'è nemmeno un'indagine introspettiva su tutte le sue magagne fatta eccezione per la sola grande domanda posta dal film: "Da dove vengono tutti quei soldi?".
Non un film su Berlusconi come ci si attendeva dunque, quanto un film con Berlusconi, che va a rompere finalmente quel clichè tutto tipico del Belpaese dove dei potenti è meglio non parlare nel bene o nel male, nella finzione narrativa cinematografica. Non un film della tradizione morettiana, in primis per la sua assenza per buona parte del film ma anche per le scelte registiche e narrative, stavolta più simili al linguaggio popolare e fruibili anche ai non amanti del suo stile usuale. Un film sul cinema e sull'Italia degli ultimi tempi, derisa all'estero, assuefatta al suo interno, ma capace di provare a darsi una scossa per ripartire e chiudere un capitolo fin troppo lungo che lascia tante, troppe ferite. Una pellicola doverosa di questi tempi, di cui si sentiva francamente il bisogno. Grazie Nanni.
"Quando c'era Silvio" ripercorre le tappe della fulminante carriera del Cavaliere, da Milano2, alla p2, alla discesa in politica, svelando tante curiosità e retroscena sulla sua villa di Arcore, il suo misterioso mausoleo, il suo stalliere amico di Cosa Nostra e tante altre chicche che hanno fatto nel bene e nel male la storia degli ultimi venticinque anni. Il dvd è disponibile nelle edicole e in tutte le librerie con annesso un opuscoletto al costo di 10 euro.
Se siete pigri all'acquisto oppure volete vederlo a tutti i costi standovene comodamente seduti a casa vostra la rete vi viene in aiuto: è possibile guardarlo direttamente da questo link restando collegati ad internet. Dura un'ora e mezza, ma onestamente merita davvero, ed è interessante anche soltanto per conoscere tanti particolari che magari quelli della mia generazione non hanno vissuto in prima persona e ignorano completamente.
(23 febbraio 2006)
(27 febbraio 2006)
ANSA-Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è stato duramente contestato durante il comizio di Genova dai no-global e dagli aderenti ai centri sociali. Nessun pericolo comunque per il premier poichè i dissidenti per risparmiare avevano comprato le armi ma non i proiettili.
ANSA-"La sinistra ci vuole mettere la camicia di forza" è quanto ha dichiarato Berlusconi dal palco di Napoli. Successivamente sul posto è intervenuto un gruppo di infermieri della neuro chiedendo se era stato avvistato un uomo che diceva di essere Napoleone.
Il bacio è ritenuto il simbolo del Romanticismo italiano, in esso si può notare la grande carica espressiva e il realismo delle vesti e dell'ambiente. Una curiosità da evidenziare è la presenza di un terzo personaggio, di cui compare solo l'ombra a sinistra e che spia i due amanti, forse geloso del loro amore.
Il quadro si trova alla Pinacoteca di Brera, uno dei migliori musei d'Italia, gli spazi espositivi sono ampi e agevoli, le luci non interferiscono mai con la visione delle opere e ospita molti capolavori dell'arte italiana e straniera, fra i quali Caravaggio, Picasso, Braque, Modigliani e altri ancora.
Come non mettere a confronto il famoso Bacio di Hayez con l'altrettanto famoso Bacio di Gustav Klimt, pittore di poco successivo al precedente, ma così diverso nell'espressione?
Il bacio è uno dei suoi lavori più famosi, risale al 1908, nel periodo delle avanguardie e oggi si trova a Vienna alla Osterreichische Galerie. Le due figure si abbandonano al bacio in un'atmosfera avvolgente e affascinante.
Entrambi i quadri presentano la stessa posizione dei protagonisti: l'uomo è proteso in avanti in un atteggiamento di protezione e tenerezza nei confronti dell'amata, che si abbandona totalmente a lui. Il tema e il tipo di composizione è lo stesso, eppure i due dipinti sono profondamente diversi: il primo, con i suoi abiti medievali riinvia ai grandi amori narrati nella letteratura come Romeo e Giulietta o Paolo e Francesca, l'azione ha un suo contesto da cui non può essere scissa, è un bacio di addio o di riavvicinamento e cosa ancora più importante si tratta di un'emozione spiata; il secondo è un bacio libero da ogni condizionamento, rievoca il sentimento puro dell'amore senza contestualizzarlo, non è un bacio in particolare, è quello che ogni giorno ci ricorda l'amore.
Nonostante l'apparenza, sono due soggetti molto diversi e a mio avviso non bisogna preferirne per forza uno, si possono amare entrambi.

L'avrete sentita tutti questa storia dell'allarme del Dipartimento di Stato americano sui pericoli per i cittadini statunitensi che si trovano sul nostro territorio in questo periodo. Pericoli che, secondo questo documento, arrivano prima di tutto dalle dimostrazioni connesse alle imminenti elezioni politiche del 9 e 10 aprile, poi anche dal terrorismo. Notare l'ordine dei fattori.
La cosa è talmente grave e spudoratamente forzata che anche Nonno Romano ha perso le staffe, ottenendo come reazione dichiarazioni di Fini e Berlusconi che provano quanto questo "allarme" sia stato lanciato dagli amici (loro) americani con finalità e motivazioni squisitamente politiche: bisogna mettere paura al "ventre molle" democristiano del nostro paese per evitare che si lasci affascinare dalla rassicurante seriosa paciosità di Prodi.
Per capire un po' meglio questa storia sono andato a curiosare sul sito del Dipartimento di Stato e ho scoperto che il documento della discordia non è contenuto nei "Travel Warnings", sezione che ospita i paesi in cui è fortemente sconsigliato recarsi per i cittadini americani, ma all'interno delle "Consular Information Sheets": una directory generica che raccoglie tutte le informative emesse dalle varie ambasciate americane riguardo gli argomenti più disparati, nella maggior parte dei casi contiene solo una generica descrizione del paese. (Questa è la nostra)
Dopo questa breve ricognizione mi sfugge il metodo con il quale questi annunci vengono emessi, ammettendo che siano in buona fede come il Dipartimento di Stato ha assicurato.
Tanto per fare un esempio, secondo quale logica un americano che cerchi oggi informazioni riguardo la Francia, sconvolta da un'ondata di manifestazioni senza precedenti negli ultimi 30 anni con un sindacalista in coma e un ragazzo ricoverato in gravi condizione, nella sezione dedicata trova solo un'informativa riguardo le modalità di adozione di un minore?
Fatemi capire: cosa altro dobbiamo aspettarci da qui al 9 Aprile?
Update: Si sono accorti dell'incongruenza. Interessante che nella settimana di scontri più duri non c'erano allarmi, dopo che la situazione si è calmata e il Premier francese si è detto finalmente disposto alla trattativa invece sì.

Tutto ciò è molto inquietante.
Alzi la mano chi non ha mai dovuto fare la scheda del libro per scuola. Saranno due o tre di voi, non di più. La scheda era quella cosa barbosa che si faceva quando avevi finito di leggere il romanzo e dove scrivevi titolo, autore, trama, personaggi ed analizzavi una ad una le tematiche del libro cercando di sviscerare quali significati profondi l'autore avesse mai voluto dare (magari incosciamente). Poi la consegnavi all'insegnante e ciò era prova inconfutabile dell'avvenuta lettura del sopracitato romanzo.
Ricordo che i più furbetti di noi si pigliavano in biblioteca il bignami, se lo scopiazzavano per bene vantando sulla propria scheda libro dottrine filosofiche e significati reconditi che ai più rimanevano imperscrutabili. Il bel voto era assicurato, l'impegno era minimo e al posto della noiosa lettura del Foscolo o del Verga ci stava pure una bella partita di pallone.
Poi c'ero io.
Il museo non è così grande come si può immaginare, le opere sono disposte in ordine cronologico: dopo le antichità romane, ci si ritrova al medioevo italiano e si prosegue fino al barocco, seguito da qualche esempio di paesaggio del 1700.
Nella galleria, su cui si affacciano le sale espositive, si possono ammirare i ritratti dei personaggi storici più importanti, intervallati da sculture, finalmente si può associare un volto a tutti quei nomi letti sui libri di storia.
Nelle sale circostanti si possono ammirare i dipinti dei più importanti pittori italiani, da Piero della Francesca a Leonardo da Vinci, da Giotto al Beato Angelico.
La sala del Botticelli è il trionfo dell'arte. Le opere di questo artista avvolgono lo spettatore in un'atmosfera irreale, incantata; si osserva in silenzio, estasiati la primavera che danza nel boschetto, la Venere che nasce dalle acque e si rimane attoniti, quasi paralizzati di fronte alla dolcezza della Madonna del Melograno.
Un museo ben strutturato con una sola pecca: la LUCE. Spesso le lampade sono dirette sui dipinti a olio provocando un fastidioso riflesso.
I casi più eclatanti: la Nascita di Venere del Botticelli soffre del riflesso sul vetro di finestrelle che collegano la stanza alla galleria, ciò disturba molto la visione, ma probabilmente risente anche della posizione del sole nelle diverse ore del giorno, essendo la luce naturale a passare dalle finestre della galleria fino alla sala del Botticelli; il Bacco di Caravaggio si trova in una stanza non illuminata artificialmente, è molto buia e ciò compromette la visione dei particolari del quadro.
A parte questo, gli Uffizi meritano di essere visitati, in quanto costituiscono un perfetto quadro della pittura italiana dal medioevo al '700, comprendendo anche splendidi esempi di pittura straniera.
Ovviamente no. Giudichiamo una persona che non era nemmeno in missione con i suoi compagni italiani per conto del Governo che ha scelto di appoggiare l'intervento americano, che era in Iraq per soldi in quanto la sua professione era quella di mercenario, bodyguard privato al servizio di qualche potente locale. Giudichiamo una persona che di eroico non ha fatto proprio niente a pensarci bene: non si è immolato per la causa della Patria, non si è sacrificato per il bene dell'umanità, non ha fatto neppure un briciolo di bene per la nostra Nazione assopita a casa davanti alla televisione. E proprio perchè di celebrazioni televisive si tratta, è la retorica di propaganda a prevalere. E' morto da eroe perchè ha pronunciato parole coraggiose. Dunque, non le avesse pronunciate sarebbe morto da pirla qualunque. Un po' come tanti altri ostaggi di serie B, che spaziano da quel poveraccio italo-turco catturato e freddato senza trattative al bravissimo Enzo Baldoni, scomparso mentre tentava di fare il suo lavoro portando testimonianze su alcuni traffici oscuri in Iraq.
Abbiamo centinaia di medici al servizio delle popolazioni colpite da guerre, e non sono soltanto i Gino Strada di Emergency o quelli che ci raccontano sulle riviste, ma sono tanti volontari che ogni giorno danno una mano in maniera proficua tenendo alto, loro si per davvero, il nome dell'Italia nel mondo. Sono i nostri eroi, che talvolta muoiono all'altro capo del mondo per aver isolato un morbo come la Sars, oppure vengono trucidati da qualche integralista in una regione boschiva dello Zambia. Loro, di essere eroi non lo sanno e forse non lo sapranno mai, ma sicuro meritano una medaglia al merito molto più di un ragazzotto finito tra le mani di un pugno di integralisti e che ne avrebbe fatto volentieri a meno di morire in quel modo.
ANSA-Roberto Calderoli ha definito una "porcata" la legge elettorale da lui stesso scritta. Alle contestazioni provenienti dall'opposizione, l'ex ministro ha risposto:"Quante storie, anche Feltri scrive un sacco di porcate però nessuno si lamenta!".
ANSA-Commentando l'exploit di Berlusconi al congresso della Confindustria, Francesco Rutelli ha detto che il premier "punta a spaccare". L'imprenditore Diego Della Valle ha concordato e ha aggiunto:"In effeti sta rompendo i....".
E' ufficiale. (e a noi checcefrega?) A meno di clamorose presentazioni di MacBook intorno al 1 aprile, dove per clamorose si intende che a parità di prezzo attuale vengano introdotti nei nuovi modelli di portatile bianco Apple entry level:- 1 ingresso audio line-in
- 1 uscita audio digitale
- 1 gb di ram di serie
- disco fisso di almeno 80gb
- FrontRow con telecomando Apple remote
qui la scelta è stata fatta. Si dà fiducia a Steve e alla sua mela morsicata compiendo il rito di passaggio che da comunità di invasati smanettoni e modaioli hanno battezzato the switch.
Il passaggio ad Apple avverrà, spese impreviste a parte, intorno a metà aprile e si orienterà verso un modesto ma appetibile Mac Mini.
L'idea di un media center in camera da collegare all'home theatre per gustarmi film e musica su un sistema per me nuovo e fascinoso per design ed usabilità ha avuto la meglio alla fine. La colpa è di voi blogger, (chi sennò?) che a forza di parlare di certe cose fate venire la bavina alla bocca persino a gente come Attimo, che ha un computer rotto che si inchioda ogni 5 minuti, un Ipod di cartone e nessun portatile alla moda. Diabolici siete.
Davanti a me c'erano due strade: da possessore che sono di portatile Compaq di appena due anni avrei potuto affiancare ad esso un altro portatile Apple, che sostanzialmente avrebbe ridotto l'attuale alla polvere di un cantuccio quando invece ancora esprime benissimo le sue potenzialità su Windows. Oppure optare per un Apple fisso, da tenere in camera da poter usufruire comodamente con Photoshop, Dreamweaver e altre diavolerie grafiche e musicali con cui sono solito dilettarmi nel tempo libero e/o per lavoro e che meritano un monitor ampio e un sistema più snello e adatto a loro.
Dopo rotture di palle ad amici e conoscenti, consulti con esperti mac e simpatizzanti, ho quindi scelto questa seconda strada. Pensavo di orientarmi verso un monitor bianco, 19 pollici, da collegare ad un Mac Mini con configurazione modificata: 1GB di ram e il SuperDrive al posto del normale combo cd/dvd.
A tal proposito: quale monitor offre secondo voi il miglior rapporto qualità prezzo stando intorno ai 300 euro? Sono importanti le specifiche di luminosità, contrasto, tempo di risposta e il formato per un uso di software che non implica montaggi video e usi della scheda grafica massicci? Sono tutti 16:9 o alcuni hanno ancora formati 4:3? Quali marche posso trovare che producano monitor 19 bianchi (per stare in tinta...) che costino intorno ai 300 euro (escluso il bellissimo Benq fp93v che costa troppo)? Lo so che a casa l'avete tutti un monitor piatto, date un supporto a questo povero giovine smarrito...
(5 febbraio 2006)
(1 febbraio 2006)
(5 febbraio 2006)
The sun is shining
I feel good
And no-one's gonna stop me now, oh yeah
It's a beautiful day
I fell good, I fell right
And no-one, no-one's gonna stop me now
Mama
Sometimes I fell so sad, so sad, so bad
But no-one's gonna stop me now, no-one
It's hopeless - so hopeless to even try
(Queen - It's a beautiful day)
Lo scrivo qui, ad imperitura memoria, senza che per molti abbia un particolare significato e senza pretendere di spiegare nulla, ma il sottoscritto oggi è la persona più felice del mondo. Ed esce da un periodo mica facile come non se ne vedevano da tempo... è primavera finalmente.

"Io non sono un mostro. Nel computer ci sono soltanto immagini di ragazzini come ne hanno tutti".
Non so se mi ha convinto.
Se in America sono gli esperti di comunicazione e i massmediologi ad attribuire un risultato piuttosto netto ai duelli pre-elezioni, da noi tutto ciò non sarebbe possibile. Nemmeno un minuto da quando cala il sipario nello studio di via Teulada che già va in onda la "beatificazione" del Cavaliere. Studio Aperto con Giordano, Rete4 con Fede e persino La7 con Ferrara sono compatti: ha dominato nettamente il presidente del Consiglio. Eppure anche allo spettatore più attento sarà sfuggito senz'altro chi ha prevalso su chi. I sondaggi sparano le cifre più assurde e non c'è una rilevazione attendibile che sia una. Non resta che attendere i veri sondaggi sulle intenzioni di voto per aprile, per vedere di quanto si sono spostati. Probabilmente di nulla, vista la scarsezza delle argomentazioni di questa sera.
Il grande assente è stato infatti il dibattito: i temi affrontati sono stati pochi, più che altro economici, e le domande sono rimaste sovente inevase per far spazio ai battibecchi di uno e l'altro candidato premier. Straordinariamente corretto Mimun, nel far rispettare i tempi e nel concedere recuperi quando qualcuno (sempre lo stesso peraltro) andava oltre, e sostanzialmente banali i due giornalisti Sorgi e Napoletano. Ma veniamo ai candidati:
Certamente l'Italia ha bisogno della sua guida sicura, le chiedo: al posto di partecipare a tutti i talk show, di fare conferenze stampa, non può limitare le sue parole, ed usare quelle in sur plus per comprare qualche giocatore per il nostro amato milan? ogni parola in meno, 1000 euro da versare nelle casse rossonere.
Da parte di un tifoso che è triste perchè l'Inter c'è davanti.
(17 gennaio 2006)
(22 gennaio 2006)
segue...
Stai bene, Eugenio.
ANSA-Dopo un acceso botta e risposta con la presentatrice, Silvio Berlusconi ha abbandonato per protesta la trasmissione "in 1/2ora" di Lucia Annunziata dicendo:"e poi dicono che io controllo la RAI". Il CdA RAI ha deciso di riparare all'increscioso incidente affidando la conduzione dei confronti Prodi-Berlusconi a Clemente Mimun, Bruno Vespa, Emilio Fede, Claudio Martelli e Irene Pivetti.
ANSA-In seguito all'articolo del quotidiano "La Repubblica" sulle intercettazioni telefoniche, l'ex ministro Storace ha detto:"Sono tutte bugie. Alla Repubblica ce l'hanno con me, ho sentito il direttore del giornale dirlo chiaramente mentre si faceva la barba".
(grazie ad AleKorra e ai suoi amici erasmus)
DROGA: GIOVANARDI, LIMITE CONSUMO SARA'ATTORNO A 23 SPINELLI
(ANSA) - VIENNA, 13 MAR - La commissione che si occupa delle "tabelle" si sta orientando verso il limite di 23 spinelli come quantità massima di cannabis consentita per il consumo personale. Lo ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, a Vienna per partecipare alla sessione annuale della Commissione stupefacenti delle Nazioni Unite. Giovanardi, che si è detto certo che la commissione terminerà i suoi lavori entro poco tempo, forse entro la settimana, ha spiegato che l'organismo istituito dal Ministero della salute si sta basando, per definire le soglie delle varie sostanze, sui dati provenienti dalle Prefetture circa i quantitativi di droghe sequestrati. Il ministro non ha invece fornito dati precisi sulle quantità massime consentite per le altre sostanze stupefacenti, anche se ha detto che saranno comunque inferiori a quella della cannabis. (copyright ANSA).
Il Farfintista è una persona distratta eppure sempre "molto stimata" e "apprezzata da entrambe le parti", professionista della sottile arte dello sminuire, trova il suo habitat naturale sulle pagine di giornali "moderati" tipo La Stampa o il Corriere, in sostanza i quotidiani controllati dai gruppi industriali e per loro natura filo-governativi.
Il compito del Farfintista è, appunto, "far finta di niente". Dall'alto della sua posizione di privilegio (firma del quotidiano e/o tenutario di un rubrica fissa) il nostro farfintista scrive i suoi articoli cambiando scientificamente argomento ogni volta che la verità e la realtà sono troppo scomode, trovando astruse similitudini fra le nostre storture e quelle degli altri paesi europei, bendandosi gli occhi di fronte alle vergogne del governo e, quando proprio non può farne a meno, intervenire con un brillantissimo "chesaràmai". L'effetto è tranquillizzare la massa di democristiani (quelli dotati di diploma di scuola media superiore, gli altri non si lasciano scalfire comunque) che popola questo paese.
Per lui Berlusconi è prima un'opportunità "di dare una scossa alla sinistra", "di mantenere l'alternanza", "di compattare la destra", "di portare una ventata di freschezza nel panorame politico", "di mostare i risultati delle più avanzate tecniche di trapianto del cuoio capelluto", di qualsiasi cosa, poi magari anche "un problema" ma non così grave da necessitare una soluzione immediata.
Sono gli alfieri del terzismo, quelli che pur di non fare agitare l'operoso cittadino italiano (e di non fare troppo male a silvio) s'inventano la terza opzione.
Allora non contano i guai giudiziari, l'attacco sistematico a tutta la magistratura che ha la sfortuna di trovare tracce di un torbido passato, la demolizione della costituzione repubblicana a colpi di sputacchiamenti leghisti, la censura, il controllo dei media, l'epurazione dei giornalisti, la normalizzazione della stampa, il devastante conflitto d'interessi con annesso totale controllo del mercato pubblicitario, l'inefficacia, l'arroganza, l'ignoranza, la volgarità, le scorrettezze politiche ed extra-politiche, queste cose non contano. Il problema sono le tre macchine bruciate nel centro di milano, che rovinano lo shopping del sabato pomeriggio alle signore, non la demolizione della certezza del diritto e la depenalizzazione del falso in bilancio che distruggono la credibilità del sistema economico e del paese.
Come direbbero loro: "va tutto bene, non esageriamo".
- Neofascisti e ultras autorizzati a sfilare a Milano da un governo reazionario, fascistoide e imbelle.
- Centri sociali richiamati allo scontro (dalla rete) con profusione di K e nostalgie estraparlamentari e terroriste.
- Borghesi inferociti che difendono vetrine e stile di vita (la robba), armati dalla lega e dai salotti buoni di Milano.
State bene.
: la scheda elettorale è lunga 65 centimetri
: la foto di silvio c’entra a figura intera
L'ennesimo otto marzo in cui la mattina manco mio padre mi ha fatto gli auguri.
Ogni tanto penso che avrei bisogno di sentirmeli fare tutti i giorni gli auguri.
La mattina quando mi alzo vorrei che qualcuno mi ricordasse che esisto a rendere più bello il racconto del mondo.
Può sembrare stupido ma non lo è.
Sono una donna, sono un trattore se mi ci metto, un segasso come si dice qua a Venezia.
Ho un mio lato femminista, con tanto di zoccoli e gonnellone fiorato, ma senza che questo entri in contraddizione con le mie fragilità. Col mio essere e reagire sempre e comunque in maniera emotivamente diversa rispetto ad un uomo.
Ci si vende anche nel 2006, ci si vende ovunque con un sorriso, con il dover subire quelle umiliazioni che i nostri nonni avrebbero considerato affronti.
Vendersi è anche rinunciare a una parte di se stesse in nome di una nuova convenzione sociale che ci vuole più "aperte", tollerare col sorriso. Subire gli altri che vorrebbero che le mancanze di rispetto fossero normalità, perchè oramai si usa così, è il modo comune di pensare.
Qualcuna delle persone che ho accanto forse mi rispetta come persona.
Nessuno come donna, nella mia diversità.
La parabola dell’otto marzo ha qualcosa di fenomenale. Nasce all’alba delle prime lotte di emancipazione femminile, come ricorrenza di un episodio storico (vero o presunto, di sicuro simbolico). Cresce e si alimenta nel conflitto per l’uguaglianza tra i sessi, viene issato a mo’ di vessillo da streghe e uteri autogestiti, snobbato dalla sinistra marxista perde smalto durante l’avvento del pensiero sulla differenza. Infine viene tradito e colonizzato nel modo più bieco dal marketing, oltre che dalle stesse donne che credono di meritarselo guardando i Centocelle Nightmare, con gli slip rigonfi del loro stesso cervello.Parliamoci chiaro: qui si tratta di violazione di diritti civili e umani. Ma non verso travestiti, omosessuali, immigrati, e via dicendo. Qui si tratta di qualcosa di più sottile, di più perverso, dal momento che la differenza di genere è trasversale, e riguarda tutte le categorie oggi discriminate e costituisce quindi, una doppia discriminazione: immigrata e donna, ebrea e donna, musulmana e donna, handicappata e donna, disoccupata e donna, prigioniera di guerra e donna, povera. E donna.
Allora, 8 marzo a parte (da seppellire con una risata), qui si tratta di comprendere che è arrivato il momento di pensare in grande stile, uomini, donne e sfumature di genere: i diritti civili si conquistano, si combatte e si conquistano, attraverso la rappresentanza politica e la pressione di piazza, attraverso lo sciopero e il boicottaggio, attraverso la produzione intellettuale e la legislazione, attraverso gli spazi pubblici e quelli privati, con la scelta politica e con il rifiuto dei modelli di potere tradizionali, e poi con lacrime e sangue, come sempre, dovunque e da sempre.
Gli uomini, quelli Tradizionali, quelli pelosi e ignoranti, quelli che mollano gli sganassoni, quelli che fanno gli eterni bambini e che trattano bene la moglie l’otto marzo, gli uomini che non fanno un cazzo in casa e che “..per carità il culo a mio figlio lo pulisci tu dopo che hai cucinato..”, gli uomini che di fronte alla collega d’ufficio sorridono e poi la considerano stupida, o inefficace perchè donna, gli uomini così, tutti gli uomini così, sarà il caso di fargli togliere le mani dalla marmellata, prima o poi. O no?
State bene. Cyrano.
Romano non gioca: non vuole fare il confronto tv con silvio.Normalmente sarei piuttosto contrariato, nonostante non ritenga del tutto peregrine le ragioni di Prodi nel caso specifico. Il problema è che mettersi a fare il duro con un berlusca così disperato è del tutto inutile: non mollerà mai. Alla fine l'italiano medio (e l'italia è innegabilmente un popolo di medi) penserà che "Mortadella se l'è fatta sotto" e buonanotte. (Update: Evidentemente ho sottovalutato il fatto che Berlusconi non ha proprio più nulla da perdere, questo cedimento è la prima dimostrazione concreta che ha veramente paura di essere sconfitto)
Dico "normalmente" perchè in realtà non ce la faccio nemmeno più a contrariarmi. Sono sopraffatto, esausto. Sono come un maratoneta che cade rovinosamente a 100 metri dal traguardo.
Ho dato uno sguardo alle nuove liste bloccate del proporzionale e ho visto "cose" nel centrosinistra ("candidati" mi pare eccessivo) che sono disarmanti. Per essere una legge avversata e disprezzata dalla nostra preziosa opposizione bisogna ammettere che questi indomiti paladini della giustizia che ci salveranno da Berlusconi l'hanno saputa interpretare al meglio, ne hanno colto lo spirito più autentico e profondo. L'ennesima conferma che silvio è il loro "lato oscuro": un essere che riesce a fare, senza remore ed apparenti rimorsi, tutto quello che la parte peggiore di ogni politico del centrosinistra si vergogna anche solo di immaginare (salvo poi, appunto, farsi beccare a grufolare felice nella melma creata dal suo "avversario").
C'è Bobo Craxi nella lista del centrosinistra, insieme a Sgarbi e Gambescia, gentili omaggi dei ds che intanto affossano platealmente Giulietti di "Articolo 21" e c'è pure la Binetti di "Scienza e Vita" in compagnia di Fisichella e De Mita, tre splendidi regali della Margherita.
Questi sono colpi che manderebbero al tappeto anche Cassius Klay nel momento d'oro, figuriamoci l'effetto che hanno su di me oggi che, dopo tre anni di dalemismo di governo e cinque di governo berlusconi, assomiglio più a Muhammad Alì dopo il parkinson.
Io passo, speriamo solo che questi 31 giorni volino via prima possibile.
Meglio parlare di calcio. (Stasera specialmente)

Zero assoluto - Svegliarsi la mattinaL'unica vera canzonetta piacevole del Festival. Il tormentone da radio e da primi tiepidi soli primaverili da canticchiare gironzolando in bici.
Povia - Vorrei avere il beccoPerchè se l'Italia l'ha eletta a vincitrice ci sarà pure un motivo no? E qualcuno di mia conoscenza ci si perde dietro ascoltandola a profusione mentre noialtri a casa si fa tutti il verso del piccione da due giorni.
Beck - GirlPer Attimo, che non ha riconosciuto il cantante di Guero in macchina sull'autoradio tornando dalla facoltà qualche tempo fa. Per tutti gli altri che non dovessero conoscerla: merita.
Strokes - Heart in a cageFe-no-me-na-le il riff iniziale. Eppoi sentita al Vox faceva un figurone in quella bellissima scaletta indie che è seguita al concerto dei Baustelle venerdì scorso.
Vinicio Capossela - Ovunque proteggiE' tornato. Finalmente. Via il cappello, in alto i bicchieri di vino.
Amari - Bolognina revolutionScusa se, anche questa volta voglio stare a casa. Il disco del 2005, con gli Offlaga e i Baustelle. Non serve dire altro, se non che dal vivo sono pure meglio (e fuori di testa!).
The Mavericks - Dance the night awayIo l'ho scoperta solo un paio di settimane fa nonostante quel ciccione di Raul Malo l'avesse sfornata ormai da 8 anni. Folgorante il primo ascolto e la rapida ricerca del testo su Google fino a scoprire che canzone fosse. Da ballare sulla spiaggia ad una festa estiva.
Supergrass - AlrightAltra chicca che mi ero perso per strada qualche anno addietro ma era vagamente nota in qualche angolo remoto del cervello. Come ho fatto senza fino ad oggi?
L'ultima uscita del Cavaliere non lascia certo stupito un elettorato sveglio come il nostro. D'altronde che Berlusconi non si considerasse un politico lo sapevamo già da tempo. Imprenditore, tycoon, magnate, ziopaperone, remida, velina, presidentedelmilan, comico, ma NON politico. Eppure i telespettatori di TeleLombardia questa sera si saranno sicuramente trovati spiazzati pensando di assistere ad un programma politico, dove un Presidente del Consiglio, dunque un politico, spiegava ai suoi elettori cosa del suo programma politico era stato fatto di buono per loro. Cosa, grazie alla politica, era stato realizzato nel paese in questa legislatura.
Luigino, sessantacinque anni, pensionato di Viareggio, questa sera si è alzato dalla sua poltrona ed ha chiamato la moglie:
"Gigiaaa! Ma il Berlusca un l'era un politico o son diventato grullo io tutto d'un colpo? Sta a vedere che domani dal macellaio Carlo mi si rifiuta di darmi una fiorentina e mi dice tagliatela tu che io un son miha un macellaio?"
In ogni caso, se il Cavaliere un politico non è e non vuol esserlo, tanto vale non esprimere per lui alcuna preferenza il 9 di aprile quando, lo ricordiamo, si terranno le elezioni politiche nel paese che attualmente governa. Perchè non torna a fare più che egregiamente il mestiere che gli è più congeniale?
Ad ognuno il suo mestiere insomma. Se vorrà fare il barzellettiere, il Bagaglino gli farà posto. Se vorrà fare il cantastorie con Apicella, c'è pieno di semafori ad ogni incrocio dove esibirsi. Se volesse addirittura fare la velina, sicuramente a Mediaset qualcuno si premurerà di fornirgli i tacchi a spillo. E un paio di tette, che come disse un Biagi lungimirante quando aveva ancora voce in capitolo, gli sarebbero fondamentali all'uopo.
ANSA-Intervenendo alla trasmissione "Dopo Tg1", Gianfranco Fini ha dichiarato che tutti gli italiani dovrebbero essere orgogliosi del loro premier il quale, negli USA, ha dimostrato che l'Italia è un paese credibile e rispettato. Dopodichè si èguardato intorno e ha detto: "me la ricordavo diversa la Giamaica".
ANSA-Dopo che l'ex ministro Calderoli ha dichiarato:"è un onore per me essere attaccato da Al Qaeda", il n°2 dell'organizzazione terroristica, Al Zawahiri, ha stemperato
i toni della polemica donando al leghista un segno di pace: una colomba bianca affetta da aviaria.
La sintesi migliore di questo scialbo Sanremo, dell'ottimo Tellavision, con tanto di filmati ghezziani di corredo.
Coraggio che il prossimo anno conduce di nuovo Baudo, vince la Tatangelo e il premio alla carriera sarà consegnato direttamente da Mia Martini in ologramma nelle mani di Michele Zarrillo. L'Italia (già prodiana? -mi tocco-) conservatrice e bacchettona esulterà ancora una volta. Frrr.
Beh, state tranquilli, non è la grande opera.
La vera Grande Opera è il tunnel sottomarino per collegare la Sicilia alla Tunisia.
Prossimamente: la variante Genova-Olbia.
Via littlecloud e forum rcdc.
Ma vi prego, guardate gli ultimi tre post del videoblog di Mario Venuti. Da quando è stato eliminato l'altra sera è caduto in uno stato depressivo che va oltre i limiti del ridicolo; nonostante ciò, insiste a filmarsi mentre non dice una parola sensata che sia una.
Caro Giorgio Panariello, il tuo festival finalmente è decollato: due battute di Pieraccioni, un nuovo (?) personaggio (?) di Verdone (?) e un wrestler in bermuda. Forse oggi l’auditel ti darà quel respiro che ieri sulla terrazza di Vincenzo Mollica sembrava mancarti quando hai annunciato che non saresti salito sul palcoscenico di Sanremo in polemica con le critiche eccessive che ti sono piovute addosso. Sei stato così credibile che ci ho creduto: bel colpo, mi son detto. Quello che ci vuole in certi casi è un colpo di teatro eclatante. E basta con quest’auditel. Lui è convinto di quello che sta facendo, difende i suoi 9 autori e lo scenografo da premio oscar, si prende la responsabilità di tutto (canzoni comprese) e dice che non ci sta. Bravo Panariello! Sciopero di protesta contro tutto e tutti. Ho continuato a dire bravo Panariello quando ho visto che ad iniziare la terza serata c’era Pieraccioni. Mi son ridetto: poi ci sarà la Cabello (che tanto le sere precedenti ha già condotto lei) e Ilary Blasi e le 4 modelle e le canzoni e aleggerà per tutta la sera il fantasma di Panariello. Bravo Panariello! Non è facile di questi tempi trovare qualcuno che mantiene una promessa fatta in diretta su Raiuno. Dopo le due battute di Pieraccioni però le mie certezze hanno cominciato a scricchiolare. Sei apparso di spalle nei panni di un tuo nuovo (?) personaggio (?): un certo Cateno, fratello di Pieraccioni innamorato di Ilary. Caro Giorgio Panariello, anche se un po’ deluso dalla tua apparizione ti ho dato un’altra chance: bravo Panariello, non ti sei presentato nei panni del presentatore inamidato ma farai tutta la puntata con i tuoi personaggi di sempre. E’ in questi casi che si vede il marsupio! Bravo Panariello! Anche questa è una forma di contestazione contro tutto e tutti. Niente da fare. Pochi minuti dopo eri di nuovo con l’abito da sera ad ascoltare gli sms bambineschi letti dalla Cabello. Peccato. Caro Giorgio Panariello, quando tirerai le somme di questo disastroso Sanremo, mettici pure di essere stato criticato con motivazioni inattaccabili anche da Paola Perego e dai suoi opinionisti di Verissimo.
Io: "No... non lo vedo dal 1999. Come sta?"
Giorgio: "E' andato..."
Io: "Porc#@ Come caz! Quando?"
Piero: "Tre settimane fa. Non abbiamo neanche avuto la testa per mandare sms a voi che siete via, per avvisarvi dei funerali..."
Io: "Merda... adesso aveva... 33 anni, vero?"
Tiziana: "Già. 33 anni, ed una bambina di due."
Io: "....." (sorso di birra)
Giorgio: "E Rob... sai di Rob?"
Io: "Eh no cazzo! Non può essere andato anche lui! L'ho sentito per mail tre mesi fa!"
Giorno: "No non è andato, non ancora, ma manca poco. E' spacciato..."
Io (sorso di birra): "Ma è del '76... merda... in tre mesi?"
Tiziana: "No. In uno. Un mese solo."
Piero: "Già..."
Tiziana: "Ale... sai che.. sta toccando a me? Ho già finito tutti gli accertamenti... sto messa proprio come stava messa Robby due anni fa."
Io: "...."
Giorgio: "Hai fatto bene ad andare via, col senno di poi...", pausa poi mi fissa negli occhi quasi con rabbia, e urla verso di me: "ma che cazzo ci torni a fare, qui??"
Alex racconta una storia che è un pugno allo stomaco. Vale la pena leggerla tutta: le sue parole sono dure e di accusa e la questione è di una gravità impressionante.
Allora facciamo così: visto che non contiamo una ceppa in questo paese ma chissà che la legge dei grandi numeri non sia giusta, mi fate il piacere di prendere questo link e riportarlo sui vostri blog. Di aprire il vostro programma di posta e di incollarlo ai vostri amici. Di farlo leggere ai vostri amici, ai vostri colleghi di lavoro perchè perlomeno la storia venga a galla. Lo stanno già facendo in tanti sulla rete, speriamo la cosa continui e che questa ulteriore segnalazione possa dargli ancora maggior visibilità. Lo fate? Per favore. Poi torniamo a parlare di idiozie sanremesi se volete.
Attendo gli iBook Steve: primo aprile. Niente pesci o chiamo la polizia.

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