(segue a piacere...)
Tutto questo caos per l'uscita nelle sale del Caimano di Nanni Moretti m'è parso seriamente ingiustificato. Dopo circa mezzora dall'inizio della pellicola, la protagonista mette ben in chiaro le cose: è un film chiaramente ispirato a Berlusconi. L'ha detto, lo conferma Moretti qualche scena dopo e chiusa lì. Quello che la destra voleva sentire l'ha sentito e può puntare il dito contenta. Quello che il popolo di sinistra voleva sentire è stato pronunciato: è un film su Berlusconi. Peccato che le cose non siano esattamente così: semmai la storia di base è uno dei soliti canovacci tipici del nostro cinema su crisi della famiglia, rapporto con i figli e difficoltà nel lavoro. Ciò che cambia questa volta e che rende innovativo il film di Moretti è però il contesto: per la prima volta in un lungometraggio si nomina Berlusconi, si parla delle sue scelte, della sua storia. I personaggi non sono avulsi dal contesto sociale che conosciamo fin troppo bene ma anzi si muovono nell'Italietta berlusconiana degli ultimi anni. Sono davanti alla tv quando Silvio scende in campo, quando offende l'eurodeputato al Parlamento Europeo e anche quando vanno in scena i grandi processi contro di lui. Non si prende in giro il Presidente, non c'è nemmeno un'indagine introspettiva su tutte le sue magagne fatta eccezione per la sola grande domanda posta dal film: "Da dove vengono tutti quei soldi?".
Non un film su Berlusconi come ci si attendeva dunque, quanto un film con Berlusconi, che va a rompere finalmente quel clichè tutto tipico del Belpaese dove dei potenti è meglio non parlare nel bene o nel male, nella finzione narrativa cinematografica. Non un film della tradizione morettiana, in primis per la sua assenza per buona parte del film ma anche per le scelte registiche e narrative, stavolta più simili al linguaggio popolare e fruibili anche ai non amanti del suo stile usuale. Un film sul cinema e sull'Italia degli ultimi tempi, derisa all'estero, assuefatta al suo interno, ma capace di provare a darsi una scossa per ripartire e chiudere un capitolo fin troppo lungo che lascia tante, troppe ferite. Una pellicola doverosa di questi tempi, di cui si sentiva francamente il bisogno. Grazie Nanni.
"Quando c'era Silvio" ripercorre le tappe della fulminante carriera del Cavaliere, da Milano2, alla p2, alla discesa in politica, svelando tante curiosità e retroscena sulla sua villa di Arcore, il suo misterioso mausoleo, il suo stalliere amico di Cosa Nostra e tante altre chicche che hanno fatto nel bene e nel male la storia degli ultimi venticinque anni. Il dvd è disponibile nelle edicole e in tutte le librerie con annesso un opuscoletto al costo di 10 euro.
Se siete pigri all'acquisto oppure volete vederlo a tutti i costi standovene comodamente seduti a casa vostra la rete vi viene in aiuto: è possibile guardarlo direttamente da questo link restando collegati ad internet. Dura un'ora e mezza, ma onestamente merita davvero, ed è interessante anche soltanto per conoscere tanti particolari che magari quelli della mia generazione non hanno vissuto in prima persona e ignorano completamente.
(23 febbraio 2006)
(27 febbraio 2006)
ANSA-Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è stato duramente contestato durante il comizio di Genova dai no-global e dagli aderenti ai centri sociali. Nessun pericolo comunque per il premier poichè i dissidenti per risparmiare avevano comprato le armi ma non i proiettili.
ANSA-"La sinistra ci vuole mettere la camicia di forza" è quanto ha dichiarato Berlusconi dal palco di Napoli. Successivamente sul posto è intervenuto un gruppo di infermieri della neuro chiedendo se era stato avvistato un uomo che diceva di essere Napoleone.
Il bacio è ritenuto il simbolo del Romanticismo italiano, in esso si può notare la grande carica espressiva e il realismo delle vesti e dell'ambiente. Una curiosità da evidenziare è la presenza di un terzo personaggio, di cui compare solo l'ombra a sinistra e che spia i due amanti, forse geloso del loro amore.
Il quadro si trova alla Pinacoteca di Brera, uno dei migliori musei d'Italia, gli spazi espositivi sono ampi e agevoli, le luci non interferiscono mai con la visione delle opere e ospita molti capolavori dell'arte italiana e straniera, fra i quali Caravaggio, Picasso, Braque, Modigliani e altri ancora.
Come non mettere a confronto il famoso Bacio di Hayez con l'altrettanto famoso Bacio di Gustav Klimt, pittore di poco successivo al precedente, ma così diverso nell'espressione?
Il bacio è uno dei suoi lavori più famosi, risale al 1908, nel periodo delle avanguardie e oggi si trova a Vienna alla Osterreichische Galerie. Le due figure si abbandonano al bacio in un'atmosfera avvolgente e affascinante.
Entrambi i quadri presentano la stessa posizione dei protagonisti: l'uomo è proteso in avanti in un atteggiamento di protezione e tenerezza nei confronti dell'amata, che si abbandona totalmente a lui. Il tema e il tipo di composizione è lo stesso, eppure i due dipinti sono profondamente diversi: il primo, con i suoi abiti medievali riinvia ai grandi amori narrati nella letteratura come Romeo e Giulietta o Paolo e Francesca, l'azione ha un suo contesto da cui non può essere scissa, è un bacio di addio o di riavvicinamento e cosa ancora più importante si tratta di un'emozione spiata; il secondo è un bacio libero da ogni condizionamento, rievoca il sentimento puro dell'amore senza contestualizzarlo, non è un bacio in particolare, è quello che ogni giorno ci ricorda l'amore.
Nonostante l'apparenza, sono due soggetti molto diversi e a mio avviso non bisogna preferirne per forza uno, si possono amare entrambi.

L'avrete sentita tutti questa storia dell'allarme del Dipartimento di Stato americano sui pericoli per i cittadini statunitensi che si trovano sul nostro territorio in questo periodo. Pericoli che, secondo questo documento, arrivano prima di tutto dalle dimostrazioni connesse alle imminenti elezioni politiche del 9 e 10 aprile, poi anche dal terrorismo. Notare l'ordine dei fattori.
La cosa è talmente grave e spudoratamente forzata che anche Nonno Romano ha perso le staffe, ottenendo come reazione dichiarazioni di Fini e Berlusconi che provano quanto questo "allarme" sia stato lanciato dagli amici (loro) americani con finalità e motivazioni squisitamente politiche: bisogna mettere paura al "ventre molle" democristiano del nostro paese per evitare che si lasci affascinare dalla rassicurante seriosa paciosità di Prodi.
Per capire un po' meglio questa storia sono andato a curiosare sul sito del Dipartimento di Stato e ho scoperto che il documento della discordia non è contenuto nei "Travel Warnings", sezione che ospita i paesi in cui è fortemente sconsigliato recarsi per i cittadini americani, ma all'interno delle "Consular Information Sheets": una directory generica che raccoglie tutte le informative emesse dalle varie ambasciate americane riguardo gli argomenti più disparati, nella maggior parte dei casi contiene solo una generica descrizione del paese. (Questa è la nostra)
Dopo questa breve ricognizione mi sfugge il metodo con il quale questi annunci vengono emessi, ammettendo che siano in buona fede come il Dipartimento di Stato ha assicurato.
Tanto per fare un esempio, secondo quale logica un americano che cerchi oggi informazioni riguardo la Francia, sconvolta da un'ondata di manifestazioni senza precedenti negli ultimi 30 anni con un sindacalista in coma e un ragazzo ricoverato in gravi condizione, nella sezione dedicata trova solo un'informativa riguardo le modalità di adozione di un minore?
Fatemi capire: cosa altro dobbiamo aspettarci da qui al 9 Aprile?
Update: Si sono accorti dell'incongruenza. Interessante che nella settimana di scontri più duri non c'erano allarmi, dopo che la situazione si è calmata e il Premier francese si è detto finalmente disposto alla trattativa invece sì.

Tutto ciò è molto inquietante.
Alzi la mano chi non ha mai dovuto fare la scheda del libro per scuola. Saranno due o tre di voi, non di più. La scheda era quella cosa barbosa che si faceva quando avevi finito di leggere il romanzo e dove scrivevi titolo, autore, trama, personaggi ed analizzavi una ad una le tematiche del libro cercando di sviscerare quali significati profondi l'autore avesse mai voluto dare (magari incosciamente). Poi la consegnavi all'insegnante e ciò era prova inconfutabile dell'avvenuta lettura del sopracitato romanzo.
Ricordo che i più furbetti di noi si pigliavano in biblioteca il bignami, se lo scopiazzavano per bene vantando sulla propria scheda libro dottrine filosofiche e significati reconditi che ai più rimanevano imperscrutabili. Il bel voto era assicurato, l'impegno era minimo e al posto della noiosa lettura del Foscolo o del Verga ci stava pure una bella partita di pallone.
Poi c'ero io.
Il museo non è così grande come si può immaginare, le opere sono disposte in ordine cronologico: dopo le antichità romane, ci si ritrova al medioevo italiano e si prosegue fino al barocco, seguito da qualche esempio di paesaggio del 1700.
Nella galleria, su cui si affacciano le sale espositive, si possono ammirare i ritratti dei personaggi storici più importanti, intervallati da sculture, finalmente si può associare un volto a tutti quei nomi letti sui libri di storia.
Nelle sale circostanti si possono ammirare i dipinti dei più importanti pittori italiani, da Piero della Francesca a Leonardo da Vinci, da Giotto al Beato Angelico.
La sala del Botticelli è il trionfo dell'arte. Le opere di questo artista avvolgono lo spettatore in un'atmosfera irreale, incantata; si osserva in silenzio, estasiati la primavera che danza nel boschetto, la Venere che nasce dalle acque e si rimane attoniti, quasi paralizzati di fronte alla dolcezza della Madonna del Melograno.
Un museo ben strutturato con una sola pecca: la LUCE. Spesso le lampade sono dirette sui dipinti a olio provocando un fastidioso riflesso.
I casi più eclatanti: la Nascita di Venere del Botticelli soffre del riflesso sul vetro di finestrelle che collegano la stanza alla galleria, ciò disturba molto la visione, ma probabilmente risente anche della posizione del sole nelle diverse ore del giorno, essendo la luce naturale a passare dalle finestre della galleria fino alla sala del Botticelli; il Bacco di Caravaggio si trova in una stanza non illuminata artificialmente, è molto buia e ciò compromette la visione dei particolari del quadro.
A parte questo, gli Uffizi meritano di essere visitati, in quanto costituiscono un perfetto quadro della pittura italiana dal medioevo al '700, comprendendo anche splendidi esempi di pittura straniera.
Ovviamente no. Giudichiamo una persona che non era nemmeno in missione con i suoi compagni italiani per conto del Governo che ha scelto di appoggiare l'intervento americano, che era in Iraq per soldi in quanto la sua professione era quella di mercenario, bodyguard privato al servizio di qualche potente locale. Giudichiamo una persona che di eroico non ha fatto proprio niente a pensarci bene: non si è immolato per la causa della Patria, non si è sacrificato per il bene dell'umanità, non ha fatto neppure un briciolo di bene per la nostra Nazione assopita a casa davanti alla televisione. E proprio perchè di celebrazioni televisive si tratta, è la retorica di propaganda a prevalere. E' morto da eroe perchè ha pronunciato parole coraggiose. Dunque, non le avesse pronunciate sarebbe morto da pirla qualunque. Un po' come tanti altri ostaggi di serie B, che spaziano da quel poveraccio italo-turco catturato e freddato senza trattative al bravissimo Enzo Baldoni, scomparso mentre tentava di fare il suo lavoro portando testimonianze su alcuni traffici oscuri in Iraq.
Abbiamo centinaia di medici al servizio delle popolazioni colpite da guerre, e non sono soltanto i Gino Strada di Emergency o quelli che ci raccontano sulle riviste, ma sono tanti volontari che ogni giorno danno una mano in maniera proficua tenendo alto, loro si per davvero, il nome dell'Italia nel mondo. Sono i nostri eroi, che talvolta muoiono all'altro capo del mondo per aver isolato un morbo come la Sars, oppure vengono trucidati da qualche integralista in una regione boschiva dello Zambia. Loro, di essere eroi non lo sanno e forse non lo sapranno mai, ma sicuro meritano una medaglia al merito molto più di un ragazzotto finito tra le mani di un pugno di integralisti e che ne avrebbe fatto volentieri a meno di morire in quel modo.
ANSA-Roberto Calderoli ha definito una "porcata" la legge elettorale da lui stesso scritta. Alle contestazioni provenienti dall'opposizione, l'ex ministro ha risposto:"Quante storie, anche Feltri scrive un sacco di porcate però nessuno si lamenta!".
ANSA-Commentando l'exploit di Berlusconi al congresso della Confindustria, Francesco Rutelli ha detto che il premier "punta a spaccare". L'imprenditore Diego Della Valle ha concordato e ha aggiunto:"In effeti sta rompendo i....".
E' ufficiale. (e a noi checcefrega?) A meno di clamorose presentazioni di MacBook intorno al 1 aprile, dove per clamorose si intende che a parità di prezzo attuale vengano introdotti nei nuovi modelli di portatile bianco Apple entry level:- 1 ingresso audio line-in
- 1 uscita audio digitale
- 1 gb di ram di serie
- disco fisso di almeno 80gb
- FrontRow con telecomando Apple remote
qui la scelta è stata fatta. Si dà fiducia a Steve e alla sua mela morsicata compiendo il rito di passaggio che da comunità di invasati smanettoni e modaioli hanno battezzato the switch.
Il passaggio ad Apple avverrà, spese impreviste a parte, intorno a metà aprile e si orienterà verso un modesto ma appetibile Mac Mini.
L'idea di un media center in camera da collegare all'home theatre per gustarmi film e musica su un sistema per me nuovo e fascinoso per design ed usabilità ha avuto la meglio alla fine. La colpa è di voi blogger, (chi sennò?) che a forza di parlare di certe cose fate venire la bavina alla bocca persino a gente come Attimo, che ha un computer rotto che si inchioda ogni 5 minuti, un Ipod di cartone e nessun portatile alla moda. Diabolici siete.
Davanti a me c'erano due strade: da possessore che sono di portatile Compaq di appena due anni avrei potuto affiancare ad esso un altro portatile Apple, che sostanzialmente avrebbe ridotto l'attuale alla polvere di un cantuccio quando invece ancora esprime benissimo le sue potenzialità su Windows. Oppure optare per un Apple fisso, da tenere in camera da poter usufruire comodamente con Photoshop, Dreamweaver e altre diavolerie grafiche e musicali con cui sono solito dilettarmi nel tempo libero e/o per lavoro e che meritano un monitor ampio e un sistema più snello e adatto a loro.
Dopo rotture di palle ad amici e conoscenti, consulti con esperti mac e simpatizzanti, ho quindi scelto questa seconda strada. Pensavo di orientarmi verso un monitor bianco, 19 pollici, da collegare ad un Mac Mini con configurazione modificata: 1GB di ram e il SuperDrive al posto del normale combo cd/dvd.
A tal proposito: quale monitor offre secondo voi il miglior rapporto qualità prezzo stando intorno ai 300 euro? Sono importanti le specifiche di luminosità, contrasto, tempo di risposta e il formato per un uso di software che non implica montaggi video e usi della scheda grafica massicci? Sono tutti 16:9 o alcuni hanno ancora formati 4:3? Quali marche posso trovare che producano monitor 19 bianchi (per stare in tinta...) che costino intorno ai 300 euro (escluso il bellissimo Benq fp93v che costa troppo)? Lo so che a casa l'avete tutti un monitor piatto, date un supporto a questo povero giovine smarrito...
(5 febbraio 2006)
(1 febbraio 2006)
(5 febbraio 2006)
The sun is shining
I feel good
And no-one's gonna stop me now, oh yeah
It's a beautiful day
I fell good, I fell right
And no-one, no-one's gonna stop me now
Mama
Sometimes I fell so sad, so sad, so bad
But no-one's gonna stop me now, no-one
It's hopeless - so hopeless to even try
(Queen - It's a beautiful day)
Lo scrivo qui, ad imperitura memoria, senza che per molti abbia un particolare significato e senza pretendere di spiegare nulla, ma il sottoscritto oggi è la persona più felice del mondo. Ed esce da un periodo mica facile come non se ne vedevano da tempo... è primavera finalmente.

"Io non sono un mostro. Nel computer ci sono soltanto immagini di ragazzini come ne hanno tutti".
Non so se mi ha convinto.
Se in America sono gli esperti di comunicazione e i massmediologi ad attribuire un risultato piuttosto netto ai duelli pre-elezioni, da noi tutto ciò non sarebbe possibile. Nemmeno un minuto da quando cala il sipario nello studio di via Teulada che già va in onda la "beatificazione" del Cavaliere. Studio Aperto con Giordano, Rete4 con Fede e persino La7 con Ferrara sono compatti: ha dominato nettamente il presidente del Consiglio. Eppure anche allo spettatore più attento sarà sfuggito senz'altro chi ha prevalso su chi. I sondaggi sparano le cifre più assurde e non c'è una rilevazione attendibile che sia una. Non resta che attendere i veri sondaggi sulle intenzioni di voto per aprile, per vedere di quanto si sono spostati. Probabilmente di nulla, vista la scarsezza delle argomentazioni di questa sera.
Il grande assente è stato infatti il dibattito: i temi affrontati sono stati pochi, più che altro economici, e le domande sono rimaste sovente inevase per far spazio ai battibecchi di uno e l'altro candidato premier. Straordinariamente corretto Mimun, nel far rispettare i tempi e nel concedere recuperi quando qualcuno (sempre lo stesso peraltro) andava oltre, e sostanzialmente banali i due giornalisti Sorgi e Napoletano. Ma veniamo ai candidati:
Certamente l'Italia ha bisogno della sua guida sicura, le chiedo: al posto di partecipare a tutti i talk show, di fare conferenze stampa, non può limitare le sue parole, ed usare quelle in sur plus per comprare qualche giocatore per il nostro amato milan? ogni parola in meno, 1000 euro da versare nelle casse rossonere.
Da parte di un tifoso che è triste perchè l'Inter c'è davanti.
(17 gennaio 2006)
(22 gennaio 2006)
segue...

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