In Sicilia si è votato con una nuova legge elettorale: sistema proporzionale con sbarramento al 5%, voto di preferenza e quote rosa, ovvero l'obbligo da parte di ogni lista di contenere il 30% dei candidati donna, posizionati nella lista alternando ad ogni nome maschile un nome femminile. Semplice e lineare.
Il risultato? Se escludiamo Rita Borsellino (alla quale proprio la nuova legge elettorale garantisce un seggio da deputato in qualità di candidato della minoranza), su novanta parlamentari eletti le donne sono tre. Si, proprio così: t-r-e.
Non è finita. Se andiamo a vedere chi sono le tre donne elette, scopriamo che due di loro fanno parte del centrodestra (Giusy Savarino, Udc e Giulia Adamo, Fi) e una soltanto del centrosinistra (Francesca Cantafia, Ds).
Altra bomba: nell'ultima legislatura - eletta senza le quote rosa - le donne erano addirittura quattro, una in più rispetto a questa eletta con le quote rosa. Ed erano tutte del centrodestra (sì, proprio così: il centrosinistra non aveva eletto nemmeno un deputato donna).
E ora - preso atto del fatto che il problema della rappresentanza femminile non deriva tanto dalla misoginia dell'attuale classe politica quanto da un'arretratezza culturale ed una concezione del potere di stampo medievale e sessista, e appurato che non ci sarebbe niente di più sbagliato per il centrosinistra di pensare di essere anche minimamente differente rispetto all'altra parte - che si fa? Continuiamo a delirare di quote rosa o facciamo un passo indietro e ricominciamo tutto da capo?
Uno, giudicheremo Mastella da quel che farà.
Due, possiamo già giudicare chi ce lo mette.
(Luca Sofri, 16 maggio e in altre occasioni nei giorni precedenti)
Caso Sofri, Mastella annuncia: "La grazia ad Adriano Sofri entro quest'anno" (Repubblica, oggi)
L'inverno è freddo, l'aria pungente penetra tra i sottili varchi della sciarpa e ti scarica addosso tutto il peso di un gennaio troppo lungo per vederne anche solo la fine. Eppure arrivano quelle due o tre orette dove inizi a picchiettare le mani in tasca, il tacco delle scarpe sussulta sul pavimento unto di birra, le note dei bassi si infrangono sugli scogli della tua malinconia e infilza la tua timidezza con un tridente sonico. La mareggiata diventa poi tempesta e inizi (con basso senso del pudore) a mulinare braccia e gambe. Un fenomeno tipico degli inverni metropolitani, dove esiste sempre un posto per riscaldare il tuo cuore "rock&roll". Poi capita che sugli alberi ricompaiano le foglie e le giornate si allunghino, la Natura sembra dirti che non hai più bisogno del rockettino per muovere il sangue nelle vene. Di fianco agli alberi rinvigoriti scorgi locandine minacciose, un susseguirsi di inaugurazione preoccupante, che ti fa sospettare che Madre Natura abbia in realtà siglato un accordo sottobanco con le discoteche della zona. L'estate si porta via il tuo adorato rockettino, democratici e ripetitivi accordi che fanno muovere chiunque, dal tamarro unz unz allo skaboy fino ad arrivare agli algidi ascoltatori di "buona musica". Irrompono drammaticamente sulla scena le discoteche all'aperto, che non so nelle vostre zone ma qui fanno l'autentica parte del leone per quanto riguarda la scena dei locali musicali, peraltro già abbastanza carente con il solo Renfe a proporre qualcosa che non sia dance/house/lounge/bleaurch. Sono ambienti eleganti, esotici, sinuosi, luccicanti: ecco i Giardini Sonori adagiati lungo la riva del Grande Fiume, ecco Villa Selmi che si staglia nelle poetiche lande del Polesine, ecco il Barracuda che morde il Lido di Spina. Il cielo stellato sopra di noi, attorno l'imporsi delle tendenze musicali, che si possono in breve suddividere nel filone house e nel tragicomico divampare del Latinoamericano, con corsi annessi (il rockettino invece fa ballare ippopotami e gazzelle, è democratico, per l'appunto). Ti ritrovi a questo bivio musicale, assetato di musica perchè è estate, è vita, ma nessuna delle due opzioni ti entusiasma, anzi, la voglia di proseguire dritto per i prati ti solletica. Dunque mi rivolgo a voi, giovani abitanti della Bassa, esiste un'alternativa a questo mesto scenario di "situazioni", come le chiamano i bravi pierre? Voglio il rockettino: non importa quale, che sia indie o commerciale, degli anni venti o sessanta, che sia laccato o spettinato, basta che sia musica e non "location", basta che sia anche d'estate, chè l'inverno è lontano ma io sento un pò freddo lo stesso.ANSA-Il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ha dichiarato che per ridurre il cuneo fiscale è necessaria una terapia d'urto. Il pornodivo Rocco Siffredi si è detto concorde ed ha aggiunto:"Quando si trova un buco gli si dà una bella botta e non ci si pensa più!".
ANSA-Dopo la proposta dei quotidiani "Libero" e "la Padania" di nominare Umberto Bossi senatore a vita, il giornale "Topolino" ha chiesto di assegnare il ministero dell'economia a Zio Paperone e "Caccia e pesca" ha preteso l'affissione di una trota salmonata in ogni scuola, a fianco del crocefisso.
L'ultimo giorno suona sempre un po' come [Yesterday]
qualcosa di triste.
E' inevitabile: anche questo
ultimo giorno
da ventiduenne
mi suona un po' triste:
un altro anno se ne va.
L'ultimo giorno da ventiduenne.
Che importanza ha? Nessuna.
Il condannato conta
i giorni che lo separano
dalla fine.
L'ultimo giorno di libertà
l'ultimo giorno di vita
l'ultimo giorno di vacanza
l'ultimo giorno di lavoro.
L'ultimo giorno dell'anno.
Nel mio caso invece
non finisce mica nulla.
Domani avrò compiuto
concluso
finito
vissuto
un anno in più.
Cifra peraltro più simpatica di quella attuale
il ventitrè.
Categoria: Sport · ore 19:16CALCIO: GATTUSO, PERUZZI? PER CAPIRLO HO PRESO AULIN.../ANSA MI DANNO FASTIDIO EX ATLETI CHE SPUTANO DOVE HANNO BEN MANGIATO
(ANSA) - FIRENZE, 28 MAG - Rabbia Gattuso. Ma anche tanta ironia e sarcasmo.
Il centrocampista del Milan e della Nazionale resta fedele sempre a se stesso e alle sue battute ormai divenute proverbiali. E' così anche quando commenta la metafora fatta ieri da Angelo Peruzzi a proposito degli scandali calcistici: Moggi pastore con il suo gregge composto, chi più chi meno, da giocatori, giornalisti, dirigenti, mandato a pascolare senza che questi si preoccupassero se l'erba che mangiavano era buona o cattiva. ''Intanto io l'erba non la mangio, la calpesto - precisa Gattuso -. Detto questo mi è risultato difficile capire cosa volesse dire Peruzzi. Di barzellette ne conosco poche. Quindi non so. Ho letto e riletto le sue parole, alla fine mi è venuto il mal di testa e ho dovuto prendere un Aulin - sorride -. Poi me le sono fatte spiegare e ho capito quel che lui voleva dire con questa storiella: purtroppo tutte le componenti del calcio sono state coinvolte anche se noi giocatori, a parte qualche problemino, siamo perlopiù puliti''. C'è anche dell'altro che sta dando molto fastidio a Gattuso: ''Mi dispiace e ritengo ingiusto che molti ex colleghi sputino nel piatto dove hanno mangiato e si sono arricchiti. Chi ha tanta esperienza dovrebbe dare consigli per cercare di uscire da questa situazione non sparare a zero. E poi mi fa rabbia sentire dire che tutti sapevano: ma se davvero era così, perchè nessuno in questi anni ha fatto nulla?''. Gli fanno notare: forse molti avevano paura. Gattuso fa una smorfia: ''Se un giocatore ha un lungo contratto non deve avere paura perchè questo ti rende forte''.
Vorrebbe come tanti compagni parlare solo del Mondiale che s'avvicina ma sa bene che gli scandali e le polemiche saranno compagne di viaggio: ''Ormai abbiamo imparato a conviverci - sospira - però siamo anche consapevoli che dobbiamo isolarci per disputare un Mondiale all'altezza. Bisogna restare uniti e andare in Germania per far ricredere tutti quelli che si stanno sciacquando la bocca con il nome dell'Italia. Sentiamo di avere la responsabilità di ridare un'immagine positiva al nostro calcio e siamo certi che ci riusciremo''. Intanto si augura che l'Italia venga presa sotto gamba dalle rivali: ''Speriamo che tutti pensino che abbiamo la testa fasciata dagli scandali così sarà più bello farli ricredere e dimostrare di che pasta siamo fatti. Per quanto mi riguarda io ho la testa ben conficcata al Mondiale, voglio vincerlo. Tra l'altro ho letto che pure altre nazionali, dal Ghana agli Usa, hanno dei problemi. Per fortuna all'interno del nostro gruppo c'è serenità: degli scandali parliamo ma senza che condizionino la nostra preparazione''.
(ANSA).
XCI 28-MAG-06 18:22 NNNN
[Attenzione: questo post contiene ingenuità]Avete presente la nuova campagna pubblicitaria della Vodafone, quella con Totti che alla fine bofonchia soddisfatto Laif is nau con il cavetto del telefono in mano? Salva in zona cesarini uno spot altrimenti patetico, come sono patetici quasi tutti gli spot del resto, ma quelli dove tutti ridono felici e contenti lo sono maggiormente. Tuttavia, oltre a far sorridere il buon Pupone riesce a instillare in me un dubbio. E' lui stesso il primo a dubitare del senso di tale campagna, telefonando al mister e chiedendogli titubante se deve "tirare" o meno. Alla fine la volontà dell'allenatore si rispetta sempre e infatti (lo) tira, assecondando così il refrain della campagna. Si celebra il lancio di una tariffa, 0 cent verso tutti i numeri della rete fissa. Vodafone ci invita ad approfittarne e a staccare dalle prese delle nostre case tutti quei telefoni obsoleti, legaccio insopportabile di una tecnologia superata. Ora è tutto mobile! Ed ecco, dal nonno alla ragazzina, tutti felici a strappare via il cavo telefonico, scivolando così nel paradosso pubblicitario. Se tutti, spinti dall'entusiasmo della tariffa, ci precipitassimo a staccare il telefono fisso, finirebbe senza più nessuno cui chiamare casa, con la conseguente inutilità del nuovo piano tariffario. Viene pubblicizzata una cosa che porterebbe al collasso stesso dell'oggetto in promozione. Stacca tu, che stacco io, e dei 0 centesimi verso la rete fissa non sapremmo più che farcene, ritrovandoci ad usare esclusivamente il cellulare per invitarci reciprocamente a riattaccare quel benedetto telefono di casa obsoleto.
Perciò invito chi detiene i diritti per il cinema degli X-Men a ripensarci: non chiudete qui la faccenda, fate un quarto capitolo con Gambit (e altri interessanti personaggi). Finora avete sovente messo personaggi di contorno come Ice-Man, preferendo la spettacolarità dei poteri all'efficacia (per questo motivo avete "bruciato" Jubilee, dando il suo carattere a Rogue). Avete tra le mani la saga più complessa e metaforica della storia dei fumetti. Non commettete più errori grossolani, mi raccomando.
Sheila aveva compiuto da poco 18 anni. Come tutti i ragazzi della sua età, i genitori le avevano dato l'opportunità di prendere la patente: finalmente sarebbe potuta uscire con le amiche in totale indipendenza e avrebbe potuto recarsi più comodamente a scuola il mattino.
Sheila aveva scelto con cura l’autoscuola dove avrebbe preso lezioni di guida, e dopo appena un mese di attento studio della teoria aveva brillantemente superato il test scritto. Aveva iniziato anche le prime lezioni pratiche, con l’istruttore assegnatole, che in verità trovava piuttosto scorbutico. A parte lui, Sheila si trovava molto bene con tutti in quell’ambiente alla mano pieno di giovani e conoscenti.
Il proprietario dell’autoscuola aveva preso in gestione l’attività quando il padre era andato in pensione pochi anni prima, tuttavia non c’era giorno che il vecchio non si affacciasse a curiosare o a parlare con il figlio. Di fatto seguiva ancora attivamente l’autoscuola, sbrigando alcune pratiche burocratiche e dispensando consigli ai ragazzi. Ex campione di judo, nutriva una profonda passione per la caccia di cui amava discorrere con ogni persona gli capitasse a tiro. Era un uomo imponente, dall’aspetto per nulla attraente: capelli bianchi su un viso poco aggraziato coperto a tratti da una barba grigia mal curata; corpulento e ormai curvo dal peso degli anni indossava la stessa camicia a scacchi da giorni, a cui abbinava dei semplici pantaloni di velluto verde. Non era certo per lui, che l’autoscuola aveva quel viavai di ragazzine ad ogni ora.
Sulle elezioni politiche mi pare quasi sia la stessa cosa. Viene costituita una "Giunta per le elezioni" (ma da quando in qua?) con lo scopo di riconteggiare i voti, presieduta da Forza Italia. Come potrebbe andare a finire il riconteggio? Verrebbe costituita tale giunta se non ci fosse la minima speranza per il Polo di ribaltare un risultato dato ormai per scontato? Ovvio: no.
Nel caso di colpi di scena, ovviamente sarebbe il caos. L'Unione a quel punto non accettarebbe il verdetto, si procederebbe ad un nuovo estenuante riconteggio sotto la supervisione della protezione civile e a ferragosto saremmo ancora a discutere su chi ha vinto. Il colpo di coda del Caimano potrebbe essere più palloso e lungo del previsto.
Scenari possibili:
1) Napolitano scioglie le camere e indice nuove elezioni mettendola in quel posto ai Ds che l'hanno voluto Presidente. Berlusconi si candida e vince, di poco, diventando di nuovo premier. Nel paese scoppia una sanguinosa guerra civile.
2) Napolitano traccheggia e chiede ulteriori verifiche sul voto. Una nuova commissione presieduta da toghe rosse conferma la vittoria del centrosinistra.
3) Napolitano prende atto della sconfitta politica del centrosinistra, tuttavia, poichè comunistaccio, dopo un nuovo giro di consultazioni affida nuovamente l'incarico di formare il governo a Romano Prodi che conferma tutta la squadra all'infuori di Mastellone che viene silurato per salvare la faccia.
4) Napolitano scioglie le camere e indice nuove elezioni. Il centrodestra candida Casini che vince le elezioni grazie all'appoggio della Chiesa e dei democristiani scontenti di un mese di governo Prodi. Per lo shock il Presidente della Repubblica ci lascia le penne. Al Colle gli subentra Silvio Berlusconi. Nel paese scoppia un'improvvista ondata teocon. Vespa è eletto senatore a vita. Invasione di cavallette dalla testa doppia. Mal di pancia generalizzato. Conati sparsi.
ANSA-Nel suo discorso al Senato il premier Romano Prodi ha dichiarato che "è necessario ritornare alla sobrietà politica". Disappunto dell'Onorevole Mastella che ha detto:"Ma no, proprio oggi che avevo portato un fragolino buonissimo".
ANSA-Grandi polemiche ha suscitato, nel mondo religioso, l'uscita in Italia del film "Il codice Da Vinci" che svelerebbe due segreti per anni tenuti nascosti dalla chiesa cattolica: il matrimonio di Cristo e l'ammontare delle ricchezze papali.
Ieri è uscito in tutto il mondo il film tratto dal "Codice Da Vinci" di Dan Brown mentre si moltiplicano le proteste condite con appelli al boicottaggio della pellicola lanciati da esponenti della chiesa cattolica (ma non solo cattolica), teologi e semplici fedeli. Roba che nemmeno con il burro al posto della vasellina.Oggi a Ceccano due consiglieri comunali daranno alle fiamme una copia del libro di Brown.
Per la chiesa e molti credenti il libro, e di conseguenza il film, è "blasfemo", "menzognero", "offensivo" e "specula sulla credulità della gente".
Tutta la vicenda, dal mio punto di vista, è molto affascinante.
In sostanza un'istituzione che fonda la sua dottrina e la sua liturgia su alcuni testi mitologici (e successive modifiche in sede di Concilio) e che da un paio di migliaia di anni convince miliardi di persone che, tanto per fare un esempio, c'è un dio unico, creatore e generatore di ogni cosa, che ci osserva e che quando arriverà la fine del mondo ci giudicherà tutti per i nostri comportamenti in vita sistemandoci per l'eternità alternativamente all'inferno o in paradiso perde la testa se alcuni milioni di persone leggono un romanzo, tra le altre cose anche bruttino, e si convincono in massa che il figlio di dio, alla faccia della santità, non solo c'aveva la fidanzata, ma si è dato pure da fare tanto che la sua discendenza è ancora oggi tra noi costretta alla clandestinità.
Molto dantesco tutto ciò.
Non vorrei dire che porto sfiga, ma insomma: il fatto colpisce.Benedetto XVI ha recentemente parlato dell’amore omosessuale come di un amore debole, e durante una cena tra amici la sottoscritta se ne è venuta fuori con la frase: “Beh, almeno gli omosessuali non divorziano! Avete visto i dati relativi al divorzio? Tendono sempre più verso l’alto! Se gli omosessuali hanno un ‘amore debole’, non è che le coppie eterosessuali stiano messe tanto meglio!”
Ecco, non sono passate neanche 48 ore dalla mia affermazione, che si registra il primo caso di gay-divorzio al mondo!
Poco tempo fa Liz King (40 anni) e Daphne Ligthart (36) furono una delle prime coppie lesbiche ad approfittare in Gran Bretagna del Civil Partnership Act: le due donne si erano infatti sposate lo scorso 11 Febbraio ad Ashford, nel Kent. Solo che Liz adesso è scappata con un’altra donna, presunta etero, che era stata pure invitata al matrimonio (“dove non aveva un’aria felice, e adesso capisco perché!”, dice Daphne). Matrimonio che secondo Daphne era tutta idea di Liz, la quale dal canto suo afferma si è sposata per far felice Daphne.
Al danno si aggiunge la beffa, visto che Liz l’infingarda le ha detto di “sloggiare”. Le due donne dovranno ora accordarsi presso un tribunale civile per la separazione dei beni.
Quanto alla sottoscritta, negherà di aver mai detto “Gli omosessuali non fanno divorzi”.
Nella foto, presa dal sito del Sun, Liz (in piedi) e Daphne (seduta) il giorno del loro matrimonio.
Se è il Paradiso il locus amoenus cui tendiamo con la perfezione del nostro agire, è noto che l'Inferno sia invece quello che umanamente ci appare più attraente e meno noioso, dunque siamo irrimediabilmente ed incondizionatamente più attratti dalle persone "cattive" che da quelle che ci circondano nella banale vita quotidiana. Abbiamo bisogno di creare mostri, di addossare responsabilità a qualcuno, creandoci giorno dopo giorno capri espiatori su misura per il nostro umore variabile. Saltiamo sulla sedia quando questo o quel personaggio pubblico viene colto in flagrante e scopriamo di lui particolari imbarazzanti che lo mettono in cattiva luce, eppure in fondo ne siamo contenti: guarda un po' che cosa ha combinato quel tale, pensa se capitasse a me! E dal barbiere i "l'avevo detto io che le cose stavano così" si sprecano.
Così ci sorprende, ma in fondo tutti ce lo aspettavamo, di vedere Luciano Moggi inpantanato nel caos pallonaro che tiene l'Italia intera con il fiato sospeso. Quando si scherza a lungo su una cosa un fondo di verità guarda caso lo si trova sempre: i Carabinieri sono proprio come nelle barzellette, in Inghilterra piove spesso, gli Juventini sono davvero "gobbi". Ci sorprende, ma in fondo i giornali parlavano di lui da mesi, che il "furbetto del quartierino" Ricucci sia finito in manette e che forse qualche illecito finanziario l'aveva fatto, o non si spiegavano proprio tutti quei miliardi piovuti all'improvviso dal nulla.
Ci sorprendono Lapo Elkann ricco annoiato che tira cocaina, Fiorani in carcere, Fazio che alfin si dimette, Buffon che sperpera i soldi in scommesse e rischia i mondiali. Però in cuor nostro lo immaginavamo e al bar l'abbiamo sempre sostenuto così per scherzare. Povera italietta tutta corrotta: sei davvero come ti dipingono.
Ed ora? Ora che l'illecito è comprovato e il cattivo smascherato e spinto alla pubblica gogna che facciamo? Niente di più che uno sbadiglio tra moralismi ipocriti e false scandalizzazioni, come siamo stati abituati dagli ultimi anni di rappezzamenti, spintarelle, e cerchiobottismi. Ora che le voci cattive non sono più semplici barzellette ma dura realtà quotidiana, a capo chino restiamo zitti, aspettando che nuovi politici prendano il posto dei corrotti, nuovi imprenditori risollevino le sorti delle aziende italiane, e nuovi campionati sportivi vengano organizzati senza che un briciolo di etica scenda in campo a far piazza pulita del marcio sottostante.
Perchè il popolo chiede panem et circenses e per tutto ciò sarebbe disposta al perdono totale ed incondizionato: vuole spettacolo, vuole sobbalzare sulla sedia leggendo dell'ennesimo scandalo che ha travolto l'Insospettabile. Vuole il pallone la domenica e vuole i vip sulle copertine che raccontano come si vive dietro le sbarre e di come sono usciti sani e salvi dal tunnel della droga. Vuole la sua dose di adrenalina quotidiana, la sua dose di chiacchere da vicinato, che diano un senso alla routine casa lavoro con magnifici colpi di scena in sedici noni all'ora dell'aperitivo.
Il conto e' fatto dal Senatore Lucio Malan, responsabile dell'Ufficio Propaganda di Forza Italia. Me lo vedo, curvo sulla scrivania con la calcolatrice alle due del pomeriggio mentre scartabella nel passato tinto di rosso di questi bolscevichi ministri eletti da poche ore.
Il campionato è finito e con lui direi che un'era è finita (in attesa, chissà, di ricominciare pari pari con altri personaggi).Da tifoso Juventino ora, dopo le pesanti intercettazioni della Procura di Napoli su cui c'è poco da equivocare, mi aspetto rapidità e severità per il verdetto della giustizia sportiva, di quella penale onestamente frega poco, anzi, sarebbe utile una condanna di Moggi e Giraudo, in modo da poter quanto meno bloccare la ricca buonuscita che gli spetterebbe.
Nei guai ci sono anche altre società (chissà che non venga fuori altro magari proprio per bocca di Moggi stavolta) e non mi dispiacerebbe evitare che la Juve faccia da unico capro espiatorio di un sistema in cui potevi anche essere inizialmente vittima, ma nel quale molti presunti "onesti" non si sono fatti scrupolo di scendere a patti con il diavolo pur di raccogliere la loro porzione di favori. Non tutti l'hanno fatto, questo dovrà pur contare qualcosa. In ogni caso la mia è una speranza, c'è poco da "pretendere".
Sarebbe bello, sempre che la sanzione non sia pesante davvero (mi riferisco alla serie C, non così irrealistica), che qualcuno di quei giocatori che hanno goduto di tutti i frutti dei successi tanto contestati si facesse avanti per restare comunque alla Juve dimostrandosi veramente "parte lesa" di questa brutta storia e non semplice "professionista del calcio", magari guadagnando almeno per un anno "solo" quello che un precario di un call center guadagnerebbe in 150 anni invece che in 15 secoli.
Sarebbe obbligo della proprietà, che 12 anni fa si affidò mani e piedi ai due Re dal telefonino bollente pur di non mettere soldi nella gestione della società, farsi ora avanti per rimediare ai danni provocati dagli amministratori da loro scelti. Un obbligo che, bilanci alla mano, compreso l'inevitabile crollo degli introiti ho quantificato in una cifra vicina ai 150 milioni di euro, cash.
Questa per gli juventini è una grande opportunità. L'opportunità di riavvicinarsi al tifo, per quelli che mal digerivano la dirigenza come gli illustri Di Pietro e Travaglio, e di distinguere quanti fra i tifosi erano puramente opportunisti con il gusto della vittoria facile, scontata e (diciamolo) un po' noiosa e quanti invece sono le vittime di un semplice folle, irrazionale, incondizionato innamoramento adolescenziale senza data di scadenza per la Vecchia Signora.
Io faccio parte della seconda categoria, qualora non si fosse capito.
ANSA-Papa Benedetto XVI ha dichiarato:"Per trovare la via giusta serve l'intercessione di Maria". Subito dopo, migliaia di giovani si sono riversati negli studidi Mediaset per le selezioni del programma "Amici di Maria".
ANSA-Il neo presidente della camera Fausto Bertinotti si è detto favorevole alla proposta di alcuni colleghi consistente in un atto di clemenza che rimetterebbe in libertà alcuni degli internati nelle carceri italiane. Saputa la notizia, Cesare Previti ha chiesto l'immediata revoca degli arresti domiciliari.
Categoria: Sport · ore 22:23Luciano Moggi
Categoria: Segnalazioni · ore 11:44Nel caso di Daniele Brandani l’appello non è una bufala, ma è tragicamente scaduto. Lucia è infatti morta il 30 Aprile del 2000. È quindi inutile che continuiate a farlo girare.
L’iniziativa per far scendere il prezzo della benzina non è partita dal blog di Beppe Grillo, o meglio: è partita da uno dei numerosi commenti al post beppegrillo.it/2006/04/i_nostalgici_di.html e anche in altri post. È comunque una bufala.
Per mano di suo padre.
Non ci fossero le mani dai guanti blu a comporgli il corpicino potrebbe essere la foto di un qualsiasi altro bimbo appena nato, la pelle trasparente e un po' squamata. L'espressione "crucciata" dovuta alla pelle raggrinzita tipica dei neonati. La stessa di mia sorella la prima volta che si è addormentata tra le mie braccia, dopo un'ora di vita, la manina stretta a pugno attorno al mio indice.
Non c'è nulla di scabroso, di "pornografico" a dirla come Cacciari, in quella foto; è la foto di un bimbo cui non è stato concesso neppure il primo respiro, il primo vagito.Un bambino "tutto intero", perfetto, immobile con gli occhi chiusi senza averli mai aperti, come se dormisse.
Ed è questo forse che è difficile da accettare, la "normalità" di quel visetto, la sua somiglianza con quelli che sono i figli che dormono placidamente nelle loro culle, al riparo dalla follia. E posso capire il desiderio dei parenti, dei nonni, di far sì che quella creatura non rimanesse soltanto "il bambino che portava in grembo". La necessità di dargli un nome, di mostrare il suo volto.
Perchè nessuno potesse mai definirlo "soltanto un feto".
E, personalmente, mi ha dato più fastidio leggere per la millesima volta la ridicola parola "monabomber" di quella semplice foto, pura, pacifica, con i soli guanti blu sullo sfondo ad indicare la tragedia.
Era un bambino, aveva diritto quantomeno ad un'identità visto che la vita gli è stata negata.
Riassumiamo: rapporti privilegiati al limite del serviziole tra direttore generale di un club e designatore arbitrale. Indicazioni al commissario tecnico della nazionale sulle formazioni della suddetta. Condizionamento del calciomercato tramite una organizzazione di procuratori alla cui guida stava il figlio del direttore generale sopra citato. Rete di contatti e amicizie che congestionava il sistema arbitrale al fine di indirizzare i risultati delle partite. Ambiente generale omertoso che, in alcuni casi senza nemmeno esserne consapevole, contribuiva comunque ad agevolare gli interessi di certe squadre. Questa la realtà. La finzione erano i giornalisti che facevano a gara per ospitare i suddetti dirigenti e pendere dalle loro labbra peccaminose, pronti ad elargire saggezza, onestà ed a inalberarsi di fronte alle eventuali, e in ogni caso rare, accuse. La finzione erano milioni di persone che investono soldi, tempo e passione su uno spettacolo forse oltre i già bassi livelli del wrestling. Dicono che si sapeva, che non è altro che un confermare i sospetti quasi ingenui di tutti. Non è stata emessa ancora nessuna sentenza, ma è stato versato sufficiente letame per ricoprire i verdi fili d'erba dei campi di gioco. E' il famoso, e auspicato, punto di non ritorno per lo sport più seguito dagli italiani e dai maneggioni. Una vicenda che ricorda molto la Tangentopoli politica, soprattutto nell'individuare una figura cardine (Craxi all'epoca, Moggi ora) che faccia da calamita per il lancio generale di monetine. Si sa poi come è finita, con qualche manetta che è tintinnata e una finta campagna di moralizzazione che ha prodotto l'attuale classe politica, fortemente populista. Le facce incriminate di allora sono riuscite a sopravvivere e a riaffaciarsi sugli stessi scranni da cui erano stati scalzati. Non mi stupirei, quindi, se tra diversi anni qualche "dirigente di alto profilo" tornasse a farsi vivo in tribuna. Sempre se ci sarà ancora, una tribuna, o non basterà una panchina ad accogliere i pochi spettatori rimasti. Qui si rischia di chiudere, questa è la sensazione di un vero appassionato quale mi ritengo di essere. Ingenuo prima, devastato ora.
Ecco, lo sapevo che combinavo qualche pasticcio, da inesperto che sono, però l'ho fatta più grossa di quanto non pensassi. Quello che vedete qui sopra è un programmino che sincronizza la rubrica degli indirizzi del computer con quella del telefono cellulare. Ebbene, circa un'ora fa, sbagliando clamorosamente comando, ho permesso che mi cancellasse tutta la rubrica del telefonino per sincronizzarla con quella del Mac, ancora vuota di numeri di cellulare. In soldoni: ho perso 260 numeri e contatti che avevo in rubrica del telefono, compresi ovviamente tutti i vostri.
Ho già meditato di saltare dalla finestra, ho già urlato svegliando il parentado. Ho già contato fino a 134 per mantenere la calma. Ho tirato un profondo respiro, ho bevuto un grosso bicchiere di vodka del discount.
Ecco, fatto tutto ciò, incazzato come una iena con me stesso, rivorrei i miei numeri e so che c'è poco da fare ahimè, se non chiederli uno ad uno in giro cercando di fare mente locale su persone conosciute che avevo in rubrica.
Allora siate gentili suvvia, voi che leggete e mi conoscete di persona, o anche se non mi conoscete di persona ma avete il mio numero, o anche se non avete il mio numero e volete darmi il vostro per solidarietà, fatemi la cortesia di inviarmi una mail, un sms, un segnale di fumo, una letterina di carta, QUALCOSA per notificarmi nuovamente il vostro numero (sia di cellulare che di casa, se lo usate). Vi ringrazio e vi abbraccio tutti, ad uno ad uno a mo' di Presidente della Repubblica.
Per tutti gli altri, è stato bello avervi conosciuto, spero di incontrarvi per strada, magari al mercato del venerdì. Io comunque abito sempre lì, casomai vogliate passare a trovarmi. Torno a strappare le fodere del divano trattenendo le lacrime.
Applausi tiepidi in aula da tutto il centrodestra quando Bertinotti l'ha proclamato undicesimo Presidente: qualcuno leggeva il Giornale, qualcuno era al bagno, qualche democristiano ha osato alzarsi in piedi ed applaudire, subito ripreso dal capogruppo: "Fermo che fai? Poi Silvio ti vede!". Emilio Fede, in diretta tv, ha annunciato di scappare all'estero causa imminente arrivo dei famosi cavalli cosacchi, avvistati in coda sul grande raccordo anulare. Sospesa la diretta televisiva è corso a fare le valigie insieme ai più stretti collaboratori e un paio di soubrette.
Evidente delusione anche per Giuliano Ferrara, che per soli tre voti non ha superato D'Alema nelle preferenze: domani il Foglio non sarà in edicola in segno di protesta. Unica assenza (con l'inganno) in aula al momento dell'elezione di Giorgio 'o smilzo: Vladimir Luxuria, persa nei corridoi del Transatlantico in cerca dei bagni per trasgender, i cui lavori di costruzione pare siano all'ordine del giorno come prima sentitissima esigenza di questa quindicesima legislatura.
Non mi entusiasma innanzitutto per il fattore anagrafico del quale è impossibile non tenere conto. Insomma, altro che Generazione U: ci si dimentica che in Italia l'età media degli uomini sta intorno agli ottanta anni. Napolitano ne ha già ottantuno. Gli auguriamo di campare altri vent'anni, ma qui si corre il rischio di ripetere questa pantomima tra due-tre anni.
Inoltre - e qui mi già mi aspetto linciaggi -, la candidatura di Giorgio Napolitano non mi entusiasma per il metodo che ha utilizzato il centrosinistra nel proporre il suo nome. Non mi interessa prendere le difese di un centrodestra indifendibile. Mi rivolgo però a chi - come me - tenta di riconoscersi nel centrosinistra: ammettiamolo, questa volta non abbiamo fornito un ottimo spettacolo al paese.
La candidatura di Giorgio Napolitano è stata l'unica exit strategy possibile per un centrosinistra messo in grave imbarazzo dagli errori strategici del suo maggiore partito.
Questo è un post lungo, il più lungo mai scritto qui sopra, sicuramente noioso che non interessa altri che gli appassionati del calcio e qualcuno che vuol capire come funziona il giornalismo, non solo sportivo, italiano. Uno di quei post che ti fa perdere lettori, ma onestamente me ne fotto. Potete sempre non cliccare su " continua a leggere".La mia partigianeria è dichiarata, casualmente anche il colore del mio tristo e vecchio template predefinito di splinder lo dice, ma parlerò ugualmente della vicenda intercettazioni di Moggi&Sudditi, visto che blogger di "fede" opposta non stanno lesinando i commenti più disparati.
Diciamo che ci sarebbero da dire diverse cose, ma mi concentrerò sul modo in cui i giornali (tutti) e le televisioni hanno portato avanti l'intero "scandalo". In particolare sulle modalità di pubblicazione delle intercettazioni. Del resto, mi riferisco alla mia opinione su Moggi, la Gea, il calcio d'oggi e via dicendo, possiamo parlare in privato, anche in chat (i miei contatti sono sul mio blog), o al bar davanti ad un grappino.
Categoria: Musica · ore 18:50
Vi chiedo quattro minuti. Uno di silenzio per ricordare Grant McLennan, 48 anni, cantante e chitarrista dei Go-Betweens, morto nel sonno sabato scorso nella sua casa di Brisbane. e tre per ascoltare una splendida versione di un loro classico, Spring Rain dal vivo. Se avete voglia di approfondire tra i meandri di una discografia da urlo senza un disco mediocre e oltretutto ricchissima vi rimando anche a un JFIle del 2000 (uno speciale assemblato dalla redazione di Triple J, la miglior radio australiana) per ricordare i Go-Betweens come per forza di cose non potranno più essere. Non era Springsteen, nè Dylan, non era popolare quanto Lennon nè un idolo delle ragazzine come Robbie Williams. Ma ha colorato le giornate di tantissime persone, ora ex giovani, che hanno eletto "I messaggeri d'amore" ("The go-between", 1970, il primo film di Joseh Losey) come gruppo preferito da una quindicina d'anniSe avete altri 4 minuti qui c'è il video di Here comes a city, il singolo che anticipò l'ultimo album Oceans Apart.
Non era Dylan e loro non sono gli U2, ma li amo e, per me perdere Grant McLennan è una mattonata sul cuore. Credo che siamo in tanti ad averla presa.
ANSA-E' durato 80 minuti l'incontro tra Prodi e Berlusconi per la decisione della metodologia di nomina del nuovo presidente della repubblica. L'elezione si svolgerà in 10 round, saranno proibiti colpi sotto la cintura ma saranno concessi: intercettazioni
telefoniche, colpi di riporto, colpi di mortadella, gambi di cicoria e magliette satiriche.
ANSA-Il mondo del calcio è nella bufera a causa delle intercettazioni telefoniche rese note a danno di Luciano Moggi. Tra le registrazioni una in particolare ha attirato l'attenzione degli inquirenti: quella in cui il Moggi chiama la chiesa cattolica cinese per farsi
nominare Papa.
Lasciamo che sia il popolo ad eleggere a pieni voti una bonazza, una velina, una modella, un'attrice avvenente, quale simbolo dell'italia prospera che lavora, produce e sorride guardando con fiducia all'avvenire.
L'autore di questo post (non il blog) sostiene l'elezione di Massimo d'Alema a Presidente della Repubblica.Perchè?
Perchè è la volta buona che lo mettiamo in condizione di non nuocere.
Intanto Cesare Previti è detenuto nel carcere di Rebibbia a Roma in una cella "singola".Visto l'affollamento del sistema carcerario italiano doveva essersela riservata da tempo, molto previdente da parte sua.
Categoria: · ore 10:08
Categoria: Politica · ore 17:44Mettiamoci d'accordo. Che razza di Presidente della Repubblica vogliamo? Onesto, equilibrato, equidistante, innocuo, con un'ottima eloquenza e buon figurante? Oppure funzionale, pratico, nè di destra nè di sinistra, potente, ammanicato con il mondo, trafficone, magari in perenne lotta con l'italiano però al corrente dei segreti di tutti, anche quelli di Berlusconi e in grado di comandare da solo il calcio italiano che è un'istituzione, figuriamoci l'Italia che è una pagliacciata di democrazia. In più perfetto per le imitazioni di Fiorello.
Se la seconda ipotesi vi piace ecco l'uomo che ci farà risalire nel G7 e ci farà rispettare per i prossimi 7 anni.

Lantik taridil lantik standul
Ladipidapidal larup patirupi
Rankuri kankuk kaya kilikankul
Raptapta jadibidabidil
Labirit standil landel lando
Abarip padka parikari
Baribaribaribaribari stendel lando
Jabarila stilan dei allo
Wadawadawadawada dewedewe doo ya woo
Barisda lilla stillando
Badagadagadagadaga doo doo dei adel
[via Inkiostro e Rachele]
Categoria: Società · ore 02:36Tra i sedili di un aereo non ci sta più, in auto nemmeno, anzi dubito possa guidare. Non parliamo della ricerca dei vestiti o di reggiseni da baraccone. A 50 anni sarà permanentemente storta e gobba. Tutto questo lo sa, ma l'argentina Sabrina Sabrok è felice lo stesso: ora, dopo un doloroso intervento chirurgico può dire di avere LE TETTE PIU' GRANDI DEL MONDO (valutate in 7 kg) e chissenefrega del resto, compreso il lavoro di modella per la quale necessita un grado avanzato di anoressia, compresa una buona metà delle posizioni del kamasutra che, vista la penosa condizione fisica le risultano impossibili da raggiungere senza schiacciare fatalmente il partner. Domanda per i maschietti: vorreste una fidanzata così? Per le femminucce: vorreste essere così?
I giovani rovigotti (come amiamo denominarli noi al posto del più corretto rodigini) nascono e crescono più o meno in promiscuità fino all'età dell'adolescenza, dove prendono strade radicalmente diverse, prendendo coscienza di quello che sono veramente dentro. Una metà prende la strada della discoteca, l'altra quella del metallo e dei sacri gotha delle borchie.
A 15 anni R. decide di diventare un truzzo. Inizia a comprarsi vestiti fighetti, le camicie a righe oblique con i colletti di dieci centimetri inamidati dalla mamma paziente che le stira una ad una ogni due o tre giorni. Si taglia i capelli con la crestina, si compra il gel superincollante che pare stucco, si pettina e si agghinda. Si prende l'anello tamarro, e le catenine di finto oro da portare orgoglione sul petto villoso, non raggiungendo mai i livelli dei colleghi pugliesi che in materia sono maestri. A 18 anni mamma e papà gli comprano la macchina. Grande e vistosa non importa, perchè nel Polesine l'auto la si elabora. Appena passato il ponte sul Po venendo dall'Emilia, ecco fiorire per le strade alettoni da Formula uno, fari colorati di blu, neon multicolor sulla carrozzeria, vernice glitter brillante, marmitte doppie triple, autoradio con lettore dvd e subwoofer che nemmeno il concertone dei Pink Floyd a Venezia...
R. frequenta gli aperitivi fighi con la musica chill out che va tanto di moda, e le discoteche dove suonano la house unz unz unz, dove si reca con la camicia a righe, la macchina elaborata e la fidanzata elegantissima e brilluccicosa per l'occasione. Qui tira tardi con gli amici parlando di motori, in dialetto stretto e cantilena inconfondibile. Tira due bestemmie ogni quattro parole e si alcolizza proprio come tutti gli altri. Vota Lega perchè ha gli schei e le proprietà del papà e Roma ladrona proprio no.
A 15 anni M. decide di diventare un metallaro. Inizia a comprarsi i dischi dei Dreamtheather, poi la discografia dei Metallica, dei Manowar e delle Bestie di Satana in allegato con la rivista "Metal hammer". Inizia a lasciarsi crescere i capelli, rigorosamente lisci a suon di balsamo, che radunerà in coda per praticità qualche anno dopo. Indossa soltanto magliette nere con stampigliato il nome di qualche gruppo metal in voga negli anni ottanta, le tiene addosso finchè la pezzatura ascellare non arriva a coinvolgere l'intero petto con lamentele da parte della fidanzata, anch'essa metallara ma con stile. Solitamente tende ad ingrassare fino a diventare un perfetto animale da palco quando si divincolerà con la sua Stratocaster scuotendo i capelli in un vortice di bassi e batteria. Se resta magro e longilineo, scopre il mondo del computer, si metterà gli occhiali e diventerà un nerd di qualche tipo smanettando davanti al monitor da mattina a sera su siti metal. A 18 anni mamma e papà gli comprano l'amplificatore fico per la chitarra. Grande e vistoso per fare quanto più baccano possibile ed attirare l'attenzione degli amici invidiosetti. Ha un gruppo con cui suona esibendosi sui palchi di festicciole di provincia e con cui gira tra stivali e cinture con le borchie.
M. frequenta i circoli Arci e i concerti alternativi nei club gothic metal con chili di carne danzante che si dimena e poga buttandosi l'uno contro l'altro procurandosi quanti più lividi possibile. Si reca in questi posti con la maglietta nera metal pezzata, i capelli lunghi metal e la fidanzata metal in giacca di pelle per l'occasione. Qui tira tardi con gli amici parlando di altri concerti, rullanti per batteria, birra e gare di rutti, in dialetto stretto e cantilena inconfondibile. Tira tre-quattro bestemmie in ogni frase e si alcolizza proprio come tutti gli altri faticando a trovare la via di casa la sera tardi. Vota Lega perchè per comprare tutta l'attrezzatura per suonare gli schei ce li ha anche lui.
Volendo acquistare un lettore mp3, mi sono informato a lungo sui migliori in circolazione: mi sembra doveroso accontentare vista e udito, dopo due acquisti "economici" uno fracassato e uno ceduto alla sorella.
Un parametro fondamentale di un qualsiasi apparecchio audio è il S/R ratio, ovvero il rapporto segnale rumore. Per chi di elettronica non sa nulla, è la matematica divisione tra potenza della musica e potenza del rumore - generalmente unione di "fruscio" e distorsione (per dirla terra terra). Più è elevato questo valore, migliore sarà la qualità dell'ascolto. Molte case produttrici forniscono questo dato; tra queste non rientra Apple. Andando sul sito, infatti, si nota come tendano a sottolineare le caratteristiche estetiche; millantano qualità tecniche che poi non specificano. Insospettito da questo riserbo ho deciso di scartare la mela dalla lista dei papabili acquisti, anche in considerazione dei prezzi non sempre abbordabili. Alla fine la scelta è caduta su un (poi rivelato splendido) Creative Zen Micro, con rapporto segnale rumore di 98dB (il più alto trovato, solo gli impianti hi-fi e gli autoradio offrono di meglio). Quasi per caso mi sono imbattuto, oggi, in una tabella di caratteristiche dell'iPod Nano, rimanendo letteralmente sconcertato. 85dB. Una vera miseria, stesso valore di un mpio qualsiasi. Nessuno deve più osare dire che gli iPod funzionano meglio degli altri. Non aggiungo altro.

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