- Quel pezzo di carta di ormai poco valore
- Te.
(dal post "Scatola n°23 - duemilacinque", del 31.12.2005)
A rileggere ora le parole con cui mi congedavo speranzoso dal 2005 non posso far altro che sorridere felice come un bambino. A parte quel fottuto pezzo di carta guastafeste che sembra sempre troppo lontano eppure sempre più vicino ho ottenuto tutto quanto il resto. E' stato un anno importante, forse il più importante degli ultimi anni, un anno di svolta, di cambiamenti e di avvenimenti epocali. E' stato l'anno della fuga delle Utopie, come il Socio riassumeva qualche giorno fa discorrendo degli ultimi tempi. Utopie che sono diventate felice realtà, o chimere talmente irrealizzabili da diventare durissima irrealtà e definitiva sepoltura del solo pensiero. Nel mezzo della nostra storia personale, così densa e brulicante di meravigliosa giovinezza e spensierata pura vita, la Storia, ineluttabile e sicura, che ha fissato alcuni punti significativi nel processo evolutivo universale. Allora mi sa che su alcune cose sarà bene che rifletta su e provi a credere che sono davvero successe, che è tutto vero ed il duemilasei è andato veramente così come non me lo aspettavo.
Credo che le emozioni vissute quest'estate per Germania 2006 non torneranno mai più, perchè nel corso di una vita può capitarti al massimo una volta sola di vincere un Mondiale durante la gioventù e festeggiare ed urlare ed essere felice a quel modo, a meno che tu non sia connazionale di Ronaldinho e frequenti le spiagge di Copacabana. Ciò non toglie che vinceremo altri Mondiali e sarà bello lo stesso, in maniera diversa.
Credo che il fatto che l'Italia si sia tolta dai piedi una figura interlocutoria come Silvio Berlusconi sia più che positivo, indipendentemente dalla propria fede politica. Almeno non continueremo a fare figuracce all'estero e torneremo a discutere di politica per un Paese non ragionando più in ottiche aziendali che ci hanno portato al ridicolo.
Credo che dal governo Prodi tutti si aspettassero qualcosa di più, che la vittoria risicata li abbia resi fragili e vulnerabili, ma che se avremo pazienza forse i pochi frutti della politica a lungo termine si vedranno. O almeno lo spero ogni giorno, prima di ricordarmi di alcuni imbarazzanti soggetti che occupano la carica di Ministro.
Credo che il mondo saprà fare a meno dei tre dittatori che ci hanno lasciato quest'anno, e che la forma di governo dittatoriale sia completamente priva di senso nel ventunesimo secolo ancora più di quanto lo poteva essere durante il Secolo Breve. Ciò non toglie che il modo in cui sono morti sia completamente sbagliato ed inutile. Slobodan Milosevic e Augusto Pinochet, morti di cause naturali senza che giustizia fosse fatta spedendoli già anni fa ai lavori forzati su qualche isola sperduta e per i quali non c'era ergastolo che tenesse, e la triste impiccagione in cappotto dello spauracchio degli anni Ottanta iracheno. La fine di Saddam Hussein rappresenta un inutile gesto lasciato compiere dagli americani per dare un senso e un giro di boa ad una guerra ormai eterna e irrisolvibile e che il dittatore paga nel modo più sbrigativo possibile come un martire qualsiasi, senza che la politica abbia provato a muovere timidi passi contro l'arroganza della vendetta.
Credo che riusciremo a fare a meno anche dei sermoni di Oriana Fallaci, anche se abbiamo perso senz'altro una grande scrittrice e forse l'unica icona di riferimento della cultura destrorsa orfana del grande Montanelli.
Credo che arrestare Provenzano il giorno dopo la vittoria alle elezioni sia una grande vittoria di Prodi (risaaate). Una grande botta di culo ed un ritorno di immagine gratuito e nemmeno lontanamente sognato.
Credo che un comunista alla Camera, ed uno al Colle sia qualcosa di talmente buffo e fuori dagli schemi che nemmeno la buon'anima di Berlinguer se lo sarebbe sognato e credo si sia divertito da lassù a seguire gli eventi di questa primavera. Spanciando di gusto peraltro per l'elezione di un trasgender tra le file di Montecitorio.
Credo anche che sperarci ancora dopo la sconfitta alle politiche, alle amministrative e dopo la strombazzata al referendum costituzionale sulla devolution sia accanimento e testardaggine. Solo un uomo irriducibile come Berlusconi poteva parlare ancora di "coalizione" dopo tanta vergogna.
Credo che la Juventus in serie B, l'Inter che vince lo scudetto a tavolino dopo mille anni, il benservito a gente polverosa e intoccabile come Moggi, Galliani, Biscardi e dello star system generale del calcio dietro le quinte sia un po' il sogno di tutti noi che odiamo per antonomasia i poteri forti e ci incazziamo quando la Signora vince ogni partita grazie a sviste arbitrali. Credo anche che un campionato così brutto e noioso non si sia mai visto e che le Grandi, in quanto tali, le vogliamo tutti al loro posto al vertice a lottare con i denti. Sia mai che capiti un pirla pettinato con la sciarpa e porti senza nemmeno una goccia di sudore una squadra di stranieri alla vittoria dello scudetto italiano.
Credo che sia quantomeno giusto che Santoro sia tornato in tv. Credo anche che non sia automatico debbano rientrare anche Biagi e Luttazzi per forza. Uno è ormai quasi balbettante e abbiam perso 5 anni di lucidità giornalistica per colpa di un diktat bulgaro, l'altro ha programmi e contenuti ancora troppo forti per una tv i cui vertici sono ancora saldamente al loro posto e che poco apprezza comici e buffoni di corte che dicono la verità dietro la spada tagliente del farsesco.
Credo che la Lecciso non si vedrà mai più in tv. Avendo già partecipato ad un reality mentre era in auge senza essere nessuno, non dovremo nemmeno sorbircela tra dieci anni sforzandoci di ricordare chi diavolo fosse.
Credo che i parenti dei soldati in Iraq siano contenti di aver trascorso il Natale con i loro cari, e che uno dei più grandi desideri del popolo italiano si sia finalmente realizzato. Credo anche che ora Rifondazione avrà un leit motiv notevole in meno per le proprie manifestazioni. Ah, gia. E' al governo ora.
Credo che la blogosfera tutta sia felice anche senza i post fintocattivi di Blogdiscount (che ha sospeso l'attività nel febbraio scorso) ma che la bolla blog sia talmente scoppiata e abusata dai massmedia che mi pare imminente l'evoluzione verso qualcosa di diverso e più mainstream. Meno parole, più loghi e suonerie vendute con contorno di news di gossip scritte da qualche signor Nessuno. Sopravvalutato, come sempre.
Credo che non se ne possa davvero più dei film di Natale e che la separazione di Boldi e De Sica, dovesse tradursi in due film separati ogni anno, è una disgrazia della peggior specie.
Credo che tutti questi ricordi sembreranno nulla un giorno, dietro al ricordo di un bacio, di un abbraccio e di una persona che mi è stata al fianco in questi tempi difficili trovando qualcosa di buono in me, che valgo poco e niente ma vorrei dare tanto a chi sa di meritarlo. E che porto con me di là dal fiume, chiudendo e infine impacchettando in una scatola dorata tutti questi ricordi perchè rimangano nella mia mente come indelebili frammenti di un esistenza che è transitata anche di li.
Prendendoti per mano attraverso il ponte fiducioso e guardo indietro. Il cielo azzurro sopra Berlino ride per l'ultima volta quest'anno e tra breve le tenebre chiuderanno l'ennesimo capitolo. Nel tuo sorriso e nei tuoi occhi felici leggo stupore ed attesa:
- Che altro c'è? - mi chiedi.
- Non ho preso il pezzo di carta. Ci sarà di qua?
- Magari si, che altro vuoi dalla vita?
- Speriamo bene.
Ludovico Einaudi - Nuvole bianche (l'autunno)Bandabardò - Manifesto (dinamismo, movimento)
Beirut - Postcards from italy (l'estate afosa in città)
Lovecoma - Capitano (la dolce primavera sonnolenta gironzolando in macchina)
Moltheni - In centro all'orgoglio (bologna)
Piero Umiliani - Crepuscolo sul mare (un aperitivo romantico in riva al mare al tramonto)
Damien Rice - Eskimo (un film)
Eutimia - Amaranta (Aureliano Buendia)
Giorgio Canali e Rossofuoco - Savonarola (i nostri live in giro per la Bassa)
Non voglio che Clara - Cary Grant (il sapore caldo degli ultimi giorni di marzo)
Pearl Jam - Come back (potenza e amore)
Strip Squad - Unreliable narrator (ferrarapadova a squarciagola)
Rachael Yamagata - I wish you love (locali notturni)
C.O.D. - Canzone contro di me (stasi)
Buen Retiro - Demodè (ferrara carpi solo andata)
Samuele Bersani - Lo scrutatore non votante (la sbornia elettorale)
Billie the vision & the dancers - One more full length record (l'estate spensierata)
Domotic - I hate you forever (plug in baby)
Mstrkrft - Easy love (Ferrari, Miami)
Violea - Calliope (giuria tecnica)
Virginiana Miller - La verità sul tennis (il giardino dei Finzi Contini)
Cesare Basile - Il deserto (agosto)
Julie's Haircut - Satan eats Seitan (Renfe)
Muse - Knights of Cydonia (Queen)
Regina Spektor - Us (correre via)
Kiko - Stelle e altalene (l'Amore dolce)
Gianmaria Testa - Città lunga (fumo)
Gianna Nannini - Io (lei)
Milo - Non crederò (i Modena)
Daft Punk - Technologic (sorella)
Afterhours - Cose semplici e banali (puglia birra naso all'insù)
The Moffs - Another day in the sun (Frittole)
Carpacho - Regole per un cervello difettoso (halloween)
Radio Dept - Strange things will happen (inverno)
È finalmente arrivata la fantastica iniziativa natalizia di Ciccsoft! Potete vincere una fornitura annuale di ciccioli canditi se rispondete ad un semplice domanda: "Quale sarà la prossima categoria di giornalisti che sciopererà?"
P.s.: buon natale e tenete il resto luridi bastardi!
Quello di Welby è un caso molto particolare. Aveva chiesto di non essere attaccato al ventilatore in caso di crisi, aveva chiesto di non essere rianimato di essere lasciato morire. All'epoca.
E' stato invece soccorso dalle stesse persone che ora l'hanno accompagnato, seppur con dolore, fino alla fine, allora non fu rispettata la sua volontà, E' difficile anche solo pensare di trovarsi in situazioni simili se non ci si è passati. Trattasi di aspetti diversi della soggettività.
Il problema è che certe questioni, vedi la definizione di "accanimento terapeutico" non possono essere soggettive. Welby considerava la sua una situazione di accanimento terapeutico, persone in stati analoghi continuano a sperare che la scienza faccia il miracolo. Non si può parlare così alla carlona di accanimento terapeutico nel momento in cui si parla di persone con la mente lucida in grado di provare emozioni ed esprimere lucidamente pareri propri.
Si può invece aprire un ragionevole dibattito per tenere conto di una volontà espressa lucidamente, reiteratamente in presenza di testimoni e di motivazioni valide laddove si sia dimostrata l'assenza di qualsiasi influenza o manipolazione.
Ma son questioni delicate, e chi le affronta necessita di preparazione medica, di cultura in ambito di normativa bioetica e di una grandissima distanza da qualsiasi ideologia o dietrologia di sorta.
Ora noi tutti ci possiamo indignare, possiamo offire il nostro sostegno, il nostro conforto e la nostra comprensione oltre ogni limite. Ma non è cavalcando l'onda emozionale che si arriverà a una normativa seria in proposito. Analizzando caso per caso non si arriva da nessuna parte.
In questo momento la maggior parte di coloro che han seguito la vicenda hanno un'idea scorretta di quel che è successo. Un'idea nella maggior parte dei casi dettata da preconcetti.
Lo dimostra anche una certa intransigenza verbale che si ritrova nelle discussioni in materia, che va a precludere il dialogo laddove per un passo indietro se ne fanno quindici avanti.
Di fatto non si può legiferare partendo da presupposti sbagliati, e la cosa peraltro più grave è che comunque la si veda il nostro parlamento non ha le competenze per farlo in maniera corretta.
Ora c'è stato il caso mediatico, Welby ha avuto ciò cu agognava (l'avrebbe avuto in tutti i casi, chè in Italia è pratica comune) ed è stata rispettata la sua libertà di individuo. Io però personalmente mi ritrovo a constatare quanti falsi miti sian stati creati per alimentare polemiche, in nome dell'una o dell'altra "squadra", il tutto su un "caso". Scottante e che va a toccare una fascia trasversale dell'elettorato, quella del "dolore", e nessuno può rimanere indifferente.
Non è però andando avanti a dietrologie che si costruirà qualcosa di serio in ambito bioetico e medico.
E l'"evento mediatico" tra pochi mesi sarà un mero ricordo nellamente dei cittadini, dei giornalisti e dei politici italiani che staranno a dibattere sul fatto che le mezze stagioni sono tornate.
Ed essendo una che i radicali li ha votati provo una gran tristezza, come all'indomani delle politiche.
Sarà colpa mia, chè in fondo le mezze vittorie di Pirro mi han sempre fatto un po' pena.
Fare l’eutanasia significa letteralmente dare la morte e questo sicuramente non può essere considerato compito del medico.Altro è dare al paziente una appropriatezza e proporzionalità di cure nel rispetto degli indirizzi del malato stesso quando egli è in grado di esprimerli coscientemente.
E’ inoltre fondamentale evitare nei casi clinici complessi qualunque mistificazione e strumentalizzazione, sempre nel pieno rispetto della dignità della persona umana ancor più se malata.
Anche se fondamentalmente contraria ad una liberalizzazione della eutanasia, problema legislativo molto complesso e pericoloso, ritengo di dover esprimere la mia grande solidarietà all’amico Mario Riccio che ha messo a disposizione di Piergiorgio Welby le sue competenze di anestesista-rianimatore e di bioeticista , pur sapendo dei grossi rischi che si possono correre con i riflettori puntati addosso.
Parecchi anni fa Mario ha imparato ad intubare i malati della rianimazione ed a salvare loro la vita vicino a me che sono un po’ più grande di lui .
Ha imparato quanta soddisfazione dia salvare una vita e quanta frustrazione non riuscirci neanche con i più potenti mezzi tecnici che pure talvolta falliscono e diventano fonte di grande sofferenza .
Penso che, a qualunque parte politica si possa appartenere, chiedere 15 anni di carcere per Mario è pura follia.
Donatella Giannunzio, Ospedale di Cremona
Sono rimasto molto colpito da Piergiorgio Welby, la scelta di rendere pubblica la sua storia, di diventare un simbolo e un punto di riferimento della battaglia di civiltà che rincorre il diritto "liberale" per eccellenza: la possibilità di disporre del proprio corpo nel rispetto della dignità personale.Non parlo del gesto estremo di disobbedienza civile che gli ha consentito di ottenere la morte che desiderava, ma del coraggio di rendere il suo caso lo spunto per costringere i cialtroni della nostra politica ad affrontare il tema, del coraggio di passare attraverso tutto l'iter della giustizia ordinaria e di smascherare così in un sol colpo l'ipocrisia di un sistema incancrenito da una delirante morale bigotta, cattolica e ciecamente conservatrice. La sua ferma volontà nel fare tutto questo quando avrebbe potuto pensare a se stesso, affidando a qualche medico con più umanità e più rispetto per il paziente la sua fine, senza tanti clamori, senza che nessuno dovesse assumersi la responsabilità di rischiare 15 anni di galera.
In questi mesi la politica ha fatto di tutto per trasformare il dibattito lanciato da Welby in un'altra cosa sfruttando la confusione fra termini come testamento biologico, accanimento terapeutico, suicidio assistito, eutanasia che in bocca ai cardinali e alle binetti di turno vengono preventivamente svuotati di ogni significato. Gran parte di questa nostra politica con il suo lassismo congenito bramava che la morte giungesse "naturalmente", riportando tutto nell'assordante confusione delle dichiarazioni sbrodolate e inconcludenti a cui siamo tutti assuefatti e la decisione finale di Piergiorgio Welby non è che il tentativo ultimo e disperato per evitare che accada.
Ci vuole uno sforzo, di tutti, per sconfiggere la cortina fumogena dei nonsense che si sono potuti e si potranno ascoltare attorno a questo tema, ma va fatto senza nessun arretramento, senza cedere alle lusinghe del compromesso accomodante, della dilazione infinita e della rassegnazione. Non su questo.
Permettere che il Consiglio Superiore di Sanità definisca, giusto tre giorni fa, la condizione medica di Piergiorgio Welby, per il quale era impossibile sopravvivere se non attaccato ad un respiratore e ad una macchina in grado di alimentarlo artificialmente, "priva dei requisiti che definiscono l'accanimento terapeutico" senza una reazione di sdegno e indignazione va oltre la mia soglia di tolleranza.
Grazie a Piergiorgio Welby, grazie a Luca Coscioni e grazie all'associazione che porta il suo nome: meritano tutto il sostegno possibile.
I primi frutti del "duro lavoro" sui sacri scranni comunali per il Servizio Civile iniziano a maturare. Lasciate quindi che vi ammorbi un po' con questa marchetta gratuita per un progetto a cui sto dedicando diverse ore negli ultimi tempi e che speriamo possa avere fortuna in futuro. Dalle parole alla voce e alla musica. Da oggi è disponibile il podcast di Occhiaperti.net, condotto dal sottoscritto in compagnia di altri redattori (come il buon Matteo, ma presto immagino sentirete anche Guido) pronto, registrato e impacchettato nella sua primissima puntata. Talmente prima che l'abbiam chiamata puntata zero visto che si tratta appunto di sperimentazioni radiofoniche. Ebbene, scaricatevi la puntata e gustatevela tutta. Feed RSS e mp3 si trovano alla pagina http://www.occhiaperti.net/index.phtml?id=4558

Tranquilli. Sharon Stone non è diventata lesbica. E' solo il Corriere che crea refusi incredibilmente brillanti e geniali semplicemente invertendo due lettere di un nome.
C'è questa via del centro storico, che si trova proprio dietro il mio ufficio, dove il 90% degli appartamenti sono studi legali. La via conduce al Tribunale cittadino e durante il giorno è tutto un brulicare di avvocatizi e procuratrici che corrono in ogni dove incappottati, impomatati, bronzei di lampade nei loro involucri lussuosi targati Mercedes.Per Natale hanno fatto la pensata. Hanno preso uno stereo di un ufficio, si sono messi d'accordo per chi volesse contribuire e con i fondi stanziati l'hanno collegato ad un paio di altoparlanti che diffondono per la strada orripilanti musiche natalizie a tutto volume. Non sono io ad essere senza cuore, è che le musiche sono proprio spaventose. Non i classici Bianco Natal o Tu scendi dalle stelle - magari - quanto Last Christmas degli Wham, Do they know it's christmas time dei Band Aid, All I want for christmas is you di Mariah Carey e via dicendo...
I cuori di pietra tutti dediti alle scartoffie, agli incartamenti e ai garbugli che si sciolgono in opere di pubblica utilità acciocchè destare spirto natalizio in ogni passante.
O sfracassare le palle a chi "lavora" li a fianco e vorrebbe potersi ascoltare la musica che preferisce...;-)
Che poi ho l'impressione siano mp3 illegali anche se stanno in uno studio legale.
La Disney è quell'industria cinematografica che sul Natale ci ha marciato sopra, producendo diversi cartoni a tema. Quest'anno non ha prodotto nessun film d'animazione per le feste natalizie, e molti bambini passeranno il pomeriggio del 25 senza l'appuntamento al cinema. Pare che tra la Disney e il clima natalizio non corrà più buon sangue, come anche la cronaca ci insegna:
C'è questo grazioso localino del centro cittadino che fa serate dal vivo con musica live. Ieri sera eravamo a suonare noialtri, come già avevamo fatto nei mesi scorsi sempre nello stesso posto con discreto successo. Funziona così: noi ci occupiamo della musica, dell'impianto, dell'organizzazione della serata. Il locale si occupa della burocrazia, dell'agibilità, dei compensi, della $iae. Mi sembra pure giusto.Son le 22.30 circa quando gustiamo un ottimo vin brulè davanti alla porta in attesa di dare fiato alle trombe. Come in un libro scritto male, giunge la notizia dell'arrivo di un ispettore $iae. La padrona del locale si rivolge a noi con retorica domanda e dalla faccia si capisce già che se la sta vedendo brutta:
- Ragazzi, c'è l'ispettore. Siete in regola con l'agibiltà Enpal$?
Ovviamente no, spettando a loro il compito di regolarizzare la pratica.
Quello che dovete conoscere arrivati a questo punto della storia, è che in realtà per snellire la faccenda da un anno a questa parte soltanto tre degli otto componenti della nostra band sono iscritti all'Enpal$. Il sottoscritto, il bassista e una delle sassofoniste.
Viene convocato per primo il bassista dal tizio $iae, un giovanotto ormai vecchio e canuto con l'aria inquisitrice da bobby di provincia, il cappotto e la sciarpa e una squallida flemma finto amica. Concordano una versione dei fatti, firmano incartamenti, mostrano documenti. Dichiara che non abbiamo pattuito un compenso per la serata, che di solito suoniamo circa una volta al mese, quando va bene due, e che l'ultima volta abbiam preso un compenso X nella data in provincia di Bologna il giorno X.
Poi manda al posto l'interrogato e dice "Avanti il prossimo". Il bassista torna da noi, ci spiega la versione dei fatti da raccontare e ci lascia andare da lui.
Quando riceve me e la sassofonista insieme è quasi spazientito:
Sono giunto alla conclusione che il modo migliore per evitare che la coraggiosa iniziativa di Welby abbia un seguito e un peso nel medievalistico dibattito sull'eutanasia che la nostra politica ci sta offrendo è tergiversare aspettando che muoia da sè.
Mi pare che i politici, la magistratura di roma e gran parte del mondo medico cattolico/obiettore l'abbiano capito molto prima di me.
Era il 12 dicembre del 1969. L'anno scorso, alla manifestazione di milano, eravamo poche decine di persone. Qualche manifesto o striscione, sdraiato sull'asfalto di quella Piazza che ha visto gente morire.
Forse non tutti sanno che la mattina del 12 dicembre, ore prima del massacro, i carriarmati marciavano per le strade di Roma. Forse non tutti sono ancora, purtroppo, a conoscenza del piano per il colpo di stato che quelle persone polverizzate da una bomba. Dentro a una banca. In momento di pace.
I colpevoli sono impuniti. La Strage E' di Stato.
E un altro anno è andato...
E: Vedi, è questione di capire le cose... io fatico a capirle anche dopo diverso tempo.
F: ...Capisco.
(sipario)
Tratta di una ragazza di 19 anni, morta sulla tazza del cesso, durante una crisi di bulimia.
Si dice sempre che di disturbi alimentari si muore, quest'articolo spiega il "come". Qui vi si offre una piccola traduzione fatta da una delle ragazze che me l'hanno segnalato. Chi è facilmente impressionabile è pregato di non continuare
Con tanto di prove.
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(1. Il libro del Petunio, al suo posto. 2. La pila di Terzani best seller.
3. Petunio sovrapposto a Terzani nei best seller.)
Che stupido. Era ovvio che la collocazione più ovvia del libercolo di zio Trentamarlboro fosse questa:
Nuovi allarmanti problemi affligono la nostra provincia. Non è la nebbia, non sono le zanzare. Non è nemmeno l'allarme per lo smantellamento del Listone, ormai fortunatamente rientrato.Il vero cruccio dei bacchettoni benpensanti è il porno a colazione.
Il Moige a questa gente gli fa una pippa. Leggere per credere.
Per quanto sia strano a dirsi, amore e amicizia non legano spesso insieme. Tutti noi cerchiamo un compagno (o una compagna) che possa completarci e con cui potere parlare proprio di tutto, ma nessuno penserebbe ad una relazione con il suo migliore amico. Difficile da spiegare. Come se l’amico non possedesse una sessualità, quasi fosse un cartone animato. Ma, in qualche caso, può un’amicizia decennale nel grande amore della nostra vita? Nella realtà non lo so, ma nel campo cinematografico l’esempio per eccellenza è rappresentato da Harry e Sally. Harry e Sally, incontratosi mille volte nell’arco di dieci anni e odiatosi sempre più, senza motivi ben precisi.
In Italia la legge stabilisce il principio della "competenza territoriale". Per grandi linee vale a dire che se io, in ipotesi, faccio una rapina a mano armata a Bari sarà il Tribunale di Bari competente a giudicarmi. Nella realtà non è sempre così semplice, esistono diversi fattori che condizionano l'attribuzione della competenza, ma il motivo per il quale un qualsiasi imputato ricorre alla Cassazione per chiedere di essere giudicato da un tribunale diverso, secondo una sua interpretazione della competenza territoriale, è uno solo: traccheggiare, allungare i tempi del processo e arrivare alla prescrizione.
Cesare Previti nel 2002 prova a far trasferire il processo Imi-Sir da Milano presentando (non sarà né il primo né l'ultimo) ricorso in cassazione. La Corte presediuta da Marvulli boccia il ricorso, ma non senza concedere un corposo regalino. Richiede un parere alla Corte Costituzionale che fa guadagnare 10 lunghi mesi nella corsa verso la prescrizione all'imputato Previti. Un po' come beccare il Jolly al Ruota della Fortuna.
Nel merito dell'incompetenza territoriale scrivono: "se è vero che, in questa sede, ai limitati fini di accertare se sussistono i presupposti per disporre la rimessione di un processo ad altra sede non compete alla corte verificare se ed in quale misura sono fondati i rilievi dedotti dalla difesa degli imputati in ordine all'eccepita incompetenza territoriale, a tale onere non potrà sottrarsi il giudice del processo, (...) utilizzando non solo la documentazione già acquisita... ma anche quella indicata dalle parti a sostegno della propria eccezione".
Insomma, tradotto, "non spetta noi, ci deve pensare il Tribunale di Milano".
Il processo continua, arriva al termine e il 5 Maggio 2006 c'è la condanna definitiva in terzo grado: 6 anni di reclusione e interdizione dai pubblici uffici. Dopo 6 mesi la Giunta delle Elezioni non ha ancora ratificato l'estromissione di Cesare Previti dal parlamento.
Intanto il processo Sme (che è un altro), per il quale Previti è stato già condannato in primo e secondo grado a 5 anni, è ancora lì, in attesa di giungere ad una sentenza definitiva. Gli avvocati della difesa ci riprovano e chiedono anche qui alla Cassazione lo spostamento per incompetenza territoriale.
E il 30 novembre scorso è arrivata la sentenza: i fatti riguardano anche delle tangenti pagate in contanti a Roma, quindi il processo non si poteva fare a Milano. Bisogna portare tutte le carte via da Milano verso Perugia, non a Roma perchè sono coinvolti giudici del Tribunale della Capitale e significa una sola cosa: prescrizione in cassaforte.
L'apoteosi della decisione cervellotica, che non considera minimamente la precedente sentenza del 2003, consente all'ex ministro della difesa e soci di sfuggire alla seconda condanna consecutiva, ma non finisce qui. Giustamente il buon Cesare ha immediatamente richiesto altro tempo alla Giunta delle Elezioni (come se avesse dimostrato di avere fretta) perchè a breve presenterà nuovamente ricorso chiedendo alla cassazione di annullare la condanna definitiva per il procedimento Imi-Sir alla luce della loro decisione sulla vicenda Sme.
L'incredibile ma poco imprevedibile epilogo potrebbe vedere Previti legittimamente seduto in parlamento fra meno di due mesi.
Il funerale di stato per la certezza della pena.
Per Natale non si perde mai occasione per addobbare, impacchettare e rendere tutto un po' più carino in casa, al lavoro, per strada. Non volendo essere da meno anche quest'anno questo sito avrà quindi la sua brava testata natalizia... ma abbiamo pensato di cambiare un po' le cose.Quest'anno vorremmo proporvi di disegnarla voi.
1) Scaricare il file con il logo del sito a questo indirizzo, per poter riprodurre la scritta ufficiale.
2) Il testo sottostante con il motto "è tutto un equilibrio sopra la follia" potete scriverlo nel carattere che più vi aggrada o ritenete opportuno. Anche il motto stesso è modificabile in qualcosa che vi assomiglia e riguardi il natale (es. E' tutto un panettone sopra la follia...).
3) Riempire come meglio si crede lo spazio rettangolare della testata, con un tema o un pattern, un motivo, uno sfondo (anche stile 2.0 perchè no?) che richiami il Natale o le festività natalizie in generale. Le dimensioni devono essere esattamente 999x92 pixel.
4) E' possibile inserire una firma piccola in calce alla testata, magari in basso a destra, contentente il proprio nick e volendo il link al proprio sito/blog, a patto non sia troppo invadente per l'estetica della testata stessa.
5) Inviare il file all'indirizzo di posta elettronica mail@ciccsoft.com entro il 10 dicembre.
Le più belle, (anzi probabilmente tutte a parte sgorbi inguardabili che siamo sicuri non riceveremo), verranno pubblicate a partire da tale data a rotazione casuale su Ciccsoft e per tutta la durata delle festività natalizie.
I partecipanti riceveranno in omaggio un cd-rom contenente una raccolta completa di software opensource per Windows, gentilmente offerto da una nota software house ferrarese.
Buon lavoro!
Insomma, un paio di giorni fa le forze dell'ordine e i loro rappresentanti sindacali scendono in piazza perché ritengono che la Legge Finanziaria li penalizzi e metta a rischio molti posti di lavoro.
1902. I coniugi Marie e Pierre Curie scoprono il radio F, poi ribattezzato polonio in onore della Polonia, appunto, terra madre della Curie.
Si tratta di una mossa geopolitica, per porre l'attenzione pubblica sull'indipendenza del Paese, allora provincia dell'Impero Russo (guardacaso).
2006. L'ex spia del KGB Alexander Litvinenko muore in Inghilterra, ucciso da una dose letale di polonio, non prima di avere (pare) appestato mezza Londra. Compreso un sushi-bar, l'aereoporto di Heathrow, un albergo, uno stadio, due aerei British Airways (che nel frattempo hanno svolazzato su Mosca, Atene, Vienna, Barcellona, Stoccolma e Dusseldorf) e infine un certo Scaramella, che promette di rivelare - in punto di morte - scottanti verità sui politici legati al KGB. [se si tratta di Cossutta, lo sapevamo già]
L'occasione è ghiotta e i mass-media ci si gettano a peso morto, pronti a costruire una nuova psicosi collettiva: che diavolo è il polonio?
Finita chissà dove e chissà quando l'Era dell'Aviaria, quasi estinti il Fenomeno Bullismo e la Vendetta dei Pittbull, i giornalisti si dedicano a ricordarci che esiste il polonio e che dobbiamo tutti averne un po' paura.
«Il Polonio si compra su Internet», titolano. Ed è solo una mezza verità, atta a mettere in guardia contro il demone di Ebay (dopo quello di YouTube e VideoGoogle, per quanto concerne il succitato Fenomeno Bullismo).
Cose che a pensarci oggi ti viene da sorridere, e che nella loro ingenuità erano talmente pure, ingenue e sincere da togliere anche quel velo di maliziosità tipico degli adulti che vanno a dibattere oggi sull'argomento tirando in ballo sociologi ed esperti di bullismo. Vite deviate, problemi adolescenziali, dicono. Macchè: abbiamo avuto tutti 13 anni.
La verità è che dovevi avercele le compagne carine che facevano le cascamorte davanti a te, bambino sfigato come gli altri, biologicamente coetaneo ma psicologicamente talmente arretrato che mentre ancora costruivi telecomandi Lego e collezionavi figurine del basket già loro maneggiavano assorbenti e prendevano coscienza del loro fardello da portarsi addosso una vita intera. Dovevi essere fortunato, diciamo così, ad avere l'amica nella tua classe che facesse la sciocchina così che tutti se la ghignassero felici spargendo la voce agli amici: il più delle volte ti capitavano ragazzine normali, serie e studiose, vestite con una gonnellina a fiori e un maglioncino nero che poco stuzzicava la già fervida e sciocca fantasia fanciullesca preadolescenziale.
Qualcuna si tirava su la maglietta? Benissimo. Ce lo saremmo raccontati per mesi, ricordandolo scherzandoci su. Nulla di diverso da quel che accade ora, dove la scena può essere filmata e distribuita agli amici sulla rete. Si badi: perchè è possibile farlo, non tanto perchè è qualcosa di differente dall'agire di un tempo. Avessimo potuto filmare quella scena dieci anni fa, l'avremmo fatto volentieri, per rivederla ridendo a casa dell'amico che ne era fortunato possessore, chiedendone una copia per bullarci con gli amici a nostra volta. La tecnologia ha reso possibile cose che ci saremmo sognati di poter fare, ma che come per le generazioni che ci hanno preceduto resteranno per noi soltanto ricordi via via sbiaditi nella mente.
Ricordi. Ad esempio quell'inverno del 1995, seconda media. Nello spogliatoio della palestra nell'ora di ginnastica occupavo il posto proprio difronte alla porta di uscita, che dava su un lungo corridoio.
Prendiamo una famiglia. Padre, madre e due figli.
Persone normali, nè ricche nè povere, senza gravi peccati alle spalle. E con una enorme Fede.
Uno dei due figli si ammala. Un male incurabile. Non è importante specificare quale.
I genitori pregano per lui.
Il bimbo guarisce.
C'è una seconda famiglia. Padre, madre e due figli.
Non sono differenti dalla prima famiglia. Tutto uguale.
Persone normali, nè ricche nè povere, senza gravi peccati alle spalle. E con una enorme Fede.
Uno dei due figli si ammala. Un male incurabile. Non è importante specificare quale.
I genitori pregano per lui.
Il bimbo muore.
Non è la dimostrazione che Dio non esiste?
Piergiorgio Welby vuole farsi “staccare la spina”. Ama la vita anche lui, naturalmente. Ma quello che gli rimane in questo momento, a sentire lui, non è più vita, ma solo sofferenza (fisica, spirituale, psicologica). Ora le posizioni mi pare siano due:
O si somministra una dose di sedazione “importante” e si stacca la spina, eseguendo quello che tecnicamente si definisce una eutanasia passiva oppune si risponde negativamente a questa richiesta mettendo in pratica, nei fatti, quello che si definisce un accanimento terapeutico.
Volendo semplificare:
- c’è un primo nucleo di posizioni, identificate politicamente con i radicali e i libertari della Rosa del Pugno, che spinge per la regolamentazione dell’attuale normativa (ambigua) e che chiaramente vuole “staccare la spina” di Welby e di quanti si trovano, disgraziatamente, nella sua situazione.
- C’è un secondo nucleo di posizioni, identificabili con l'area cattolica di entrambi gli schieramenti che sostenendo la sacralità della vita dal suo concepimento al suo esaurirsi naturale, non intende rivedere alcunchè dell’attuale normativa (ambigua).
- C’è un terzo nucleo di posizioni, che definirei di NON posizione, e quindi deprecabile, che fa riferimento a quanti, in entrambi gli schieramenti, non hanno ancora elaborato una loro posizione e condiscono con il silenzio (politico) quanto si sta consumando in questi giorni.
Too much, too young, young
Un mostro di cui non si parla, perchè non porta con sè quell'aura di "purezza" che circonda l'anoressia.
Perchè non si vede, perchè non ci colpisce, perchè possiamo ignorarla più facilmente.
E poi, diciamoci la verità, perchè fa schifo a tutti pensare a una persona che vomita tutto ciò che mangia sistematicamente, oppure che si imbottisce di lassativi onde svuotarsi per ore sulla tazza del cesso, che può associare un comportamento violento verso se stessa per punirsi per aver fatto una cosa che per le persone "normali" dovrebbe essere istintiva.
Mangiare.
C'è un esercito di bulimiche là fuori, pronto a divorare il mondo per vomitarlo, e voi non lo vedete, spesso vi ritrovate a non saper "vedere" la vostra stessa madre, moglie, amante, amica, fidanzata...
Perchè una bulimica non si nota, una bulimica è "normale", e nessuno potrà pensare che una bulimica possa aver bisogno d'affetto, d'aiuto, di rispetto ed amore. Ma quella stessa bulimica ad ogni crisi rischia la sua vita per scompenso cardiaco, per squilibrio elettrolitico, là, proprio dietro la porta del bagno di casa vostra, lasciando scorrere l'acqua della doccia in modo che voi non sentiate quel che si consuma dentro quella stanza carica di dolore. Oppure per la strada, negli angoli, nei secchi della spazzatura, nel buio della notte.
Fa schifo vero? Per quello se ne parla poco.
Eppure c'è chi da più di dieci anni conduce la sua vita in questo modo.
E piangono, e gridano, e sognano d'essere anoressiche, d'essere "ana", e scrivono plan che poi non rispettano, sprofondando nella depressione, nel circolo vizioso, nell'abbuffata. E barano. Barano con loro stesse, giocandosi così la loro vita. Vi stupiate che possano sognare un controllo sul cibo loro che ne sono schiave? Loro che sognano restrizioni apocalittiche ma non sono in grado di assaporare una briciola di tortasenza divorarla tutta?
Tu una sera mi dicesti "Rache, qualsiasi cosa è meglio di una vita così".
Tu, e i tuoi tredici anni di bulimia alle spalle, alle prese con l'ennesimo tentativo per perdere quei chilo che nel tuo cervello ti separava dalla "magrezza"
Muoiono queste ragazze, spesso, più di quanto si possa immaginare, muoiono senza amore, sole nell'anima, chiuse nel loro dolore, combattendo quel nemico, ilcibo, che le ha sopraffatte. Muoiono all'improvviso e chi resta le piange, con tutte le lacrime che ha in corpo.
In Italia le strutture per curare adeguatamente persone che soffrono di ed non esistono, esiste un protocollo, esistono medici più o meno cani. Ma un protocollo non basta, perchè ogni caso ha un substrato a sè.
In Italia per comodità si guarda il peso delle persone, i giornalisti parlano di modelle e magrezza, il vociare è enorme ma nessuno punta il bersaglio giusto, si parla senza creare nulla che possa aiutare davvero. Questi disagi sono una piaga sociale di proporzioni che voi che vivete nella vostra beata ignoranza con le vostre belle fette di prosciutto sugli occhi non potete neppure immaginare. Voi, anoressiche, bulimiche, o iperfagiche che siano vi ergete paladini della vostra "normalità" e dite che quel che fanno è sbagliato.
E nessuno parla con loro, nessuno le conosce veramente, nessuno le "vede".
E siete voi a ridurle a quel numero sulla bilancia, voi che per mancanza di tempo, insensibilità o menefreghismo guardate la cosa come non vi riguardasse mentre vostra sorella si sfonda lo stomaco con la sensazione d'essere invisibile, che voi non vediate il suo disagio solo perchè "non le si vedono le ossa".
I disturbi alimentari son figli anche della vostra indifferenza, della poca cura e del poco valore che viene dato all'essenza delle persone al giorno d'oggi, è la crisi dei valori più elementari e tutti stiamo facendo finta di non vederlo. Nascondendoci dietro ad un dito.
«Sono morti abbracciati. Sembrano Romeo e Giulietta. Lui l'ha amata tanto ed è stato così sino alla fine».Come Romeo e Giulietta? Ma dico, stiamo scherzando? Qui parliamo di una donna che è stata ammazzata dall’ex marito! Vorrei avere tra le mani il titolista, sul serio, ma come si fa a scrivere roba del genere? Siamo di fronte all’ennesimo omicidio di una donna, da parte del solito marito rincoglionito e incapace di gestirsi uno straccio di vita, che prima la perseguita e poi, come se fosse “roba sua”, piuttosto che perderla l’ammazza. E questi parlano di Romeo e Giulietta.
"Helen ha piegato il tovagliolo". Quanto può essere importante un gesto semplice come questo, consueto, automatico, ovvio? E' degno di nota, è possibile pronunciare questa frase con enfasi, con le lacrime sgorganti, con una prospettiva del futuro più ampia e lucente? Naturalmente sì, se a pronunciarla è la mamma di Helen. Se è il risultato di ore ed ore di lotta (metaforicamente riassunte in nove minuti), di anni di isterismi e di insensibilità cieca.

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