Sabato 31 Marzo 2007
di Neuroni Pigroni · Categoria: Personale, Segnalazioni · ore 19:30
Dato che in questi ultimo mese si sono praticamente laureate anche le Pupe del reality, non potevo perdere l'occasione per infilarmi e farmi proclamare dottore in ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni con un modesto 88 (non mi piace strafare, né adesso né durante gli studi...).
Sono quindi ufficialmente il primo ferrarese laureato della banda Ciccsoft, considerato che Elle è sparita dalla circolazione (sebbene abbia finito l'università due settimane fa e mi ha promesso di tornare raccontandovi la sua tesi).
A breve seguiranno Simur e il mio collega, sempre che il simpatico Pippo Frontera decida di fargli passare fisica...
di Attimo · Categoria: Società · ore 16:56
Occhiali alla modaNell'inspiegabile mutamento delle mode, prendo coscienza con colpevole e imbarazzante ritardo della morte degli occhiali montatura classica. Osservando il mio limitato campionario umano, noto che i ggiovani e meno ggiovani si sono dotati di quel tocco vintage: in giro è un rifiorire di occhiali plasticosi che evidenziano quello che un tempo era un oggetto da sopportare senza dargli particolare risalto. Oggi ormai, nella colossale opera di sdoganamento di praticamente tutto (mancano i calzini bianchi, forse), pure gli occhiali plasticosi (colorati o scuri che siano) evidenti e di grande impatto visivo, demarcano chi è cool (il termine "trendy" è persino ingenuo nel suo essere fuori dai tempi, tutto ormai è trendy) da chi invece rimane indietro e non si adegua. I portatori di occhiali con montatura metallica sono una razza in via di estinzione, dall'età media sempre più elevata o in picchiata; ma si sa, i bambini e gli anziani sono i due poli sociali che meno risentono delle tendenze di stile, dato che i primi hanno attività più importanti cui dedicarsi tra cui giocare e sporcarsi di cioccolato, mentre i vecchi sono ormai fuori dai giochi, hanno già dato e non devono più inseguire o essere inseguiti da nessun modello. Rimaniamo dunque io e Andreotti, a portare occhiali rilucenti sotto il riflesso del sole, dalla forma discreta e leggera che rende i nostri visi anonimi e privi di mordente. Gli occhiali diventano l'ennesima occasione per affermare il proprio stile, per caratterizzarsi ulteriormente, e pertanto devono essere notati: verdi, marroni, neri, viola, rosa, bianchi, plastiche multicolore che ingabbiano l'occhio ma esaltano un difetto per trasformarlo in tratto distintivo. Per alzare il volume del nostro inconscio urlo quotidiano: ehi, ci sono anchio.
Mercoledì 28 Marzo 2007
di Cyrano · Categoria: Politica · ore 17:25
Il partito [Partito Popolare Italiano N.d.r.] che costituisce, secondo Chabod "l'avvenimento più notevole della storia italiana del XX secolo", si presentava ispirandosi ai "saldi principi del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice dell'Italia" ma non doveva qualificarsi su basi religiose; doveva essere, cioè, per usare le parole di Sturzo: "aconfessionale". Rimane esempio alto di lucidità politica e di coerenza morale e religiosa la polemica, al congresso di Bologna del 1919, con Agostino Gemelli e Olgiati che lo avevano accusato di non porre la religione come elemento di differenziazione. Sturzo replica: "Non possiamo trasformarci da partito politico in ordinamento di Chiesa [...] né possiamo avvalorare della forza della Chiesa la nostra azione politica [...]. E' superfluo dire perché non ci siamo chiamati partito cattolico: i due termini sono antitetici; il Cattolicesimo è religione, è universalità, il partito è politica, è divisione [...]". E' il rifiuto delle opposte tentazioni del machiavellismo e del clericalismo, l'affermazione dell'autonomia e laicità della politica. Nell'articolo del 9 agosto 1959, all'indomani della scomparsa, Giovanni Spadolini, sul "Corriere della Sera", commemorava "il laico Sturzo" sempre fautore della laicità dei cattolici, della aconfessionalità del partito, della distinzione tra "azione cattolica e azione dei cattolici".
Ecco l'autentica "rivoluzione" sturziana, il taglio netto tra clericalismo e cattolicesimo sociale, la rivendicazione perfino orgogliosa da parte di un sacerdote dell'autonomia dei cattolici nella società civile.
Sul significato delle scelte di quel periodo Paolo Emilio Taviani, scrivendo di Luigi Sturzo nella storia d'Italia, alcuni decenni dopo, notava: "Fu il sì dato, con Don Sturzo, dal mondo cattolico a quel che di valido era nella tradizione liberale, che permise il superamento di un'antitesi ancor più grave di quella che travagliava i rapporti fra Chiesa e Stato in Italia: l'antitesi fra il cattolicesimo e i principi politici di libertà dell'età moderna".
 
Tratto da: http://www.democraticicristiani.it/documenti/sturzo1.

State bene. Cyrano.
di Alice Su · Categoria: Arte · ore 10:50
Tutto ha inizio con una canzoncina fischiettata, tra un pensiero sconcio, la sete di sangue e la voglia di portarsi nel retro di un bagno la prima ragazzina incontrata. Artista: Elvis Presley. Esecutore: Aldo Ferro. Proprietario di tre locali, marito integerrimo. Un soggetto con un certo successo. E come hobby, senza che nessuno lo sappia, lo squartare e mantenere vivi più possibile, ragazzi pescati nei modi più disparati. Nel momento in cui lo incontriamo, ha in un capannone adibito ai divertimenti assassini, un ragazzino a cui ha strappato la faccia, riattaccandogliela al contrario. Con i chiodi. Sta per tornare a casa.
Lunedì 26 Marzo 2007
di Noantri · Categoria: Personale · ore 13:47
Ho comprato il primo paio di Converse All Star della mia vita. Tra una decina di giorni compirò 27 anni e ho appena comprato un paio di Converse All Star: il mio primo paio di Converse All Star. Ci sono certe cose che non smetteranno mai di sorprendermi: aver comprato il mio primo paio di Converse All Star è una di queste. Le ho pagate circa 60 euro in un negozio a Via Trionfale che si chiama CD Moda: è un negozio che è esattamente lì da che mondo è mondo e io non ci avevo mai comprato neanche uno spillo. Sabato, F. ed io ci siamo svegliati che pioveva tantissimo: e allora, mentre giravamo con i cucchiaini nelle tazzine del caffè, abbiamo deciso di andare in questo negozio che è a un tiro di schioppo da casa mia. Giuro, abbiamo fatto tutto velocissimi e siamo entrati che ci sapeva ancora la bocca di caffè.
Venerdì 23 Marzo 2007
di Notuno · Categoria: Attualità, Politica, Satira · ore 19:33
Iacona, nella meravigliosa terza parte del suo meraviglioso Pane e Politica, ne ha parlato diffusamente.
La modifica della legge elettorale del governo Silvio che ha eliminato il maggioritario uninominale e qualsiasi possibilità per gli elettori di esprimere la propria preferenza per un determinato candidato è stato un regalo del quale i partiti, ma tutti, hanno approfittato a mani basse.
Relativamente grave quando questo succede nel caso del partito-persona di Berlusconi, teoricamente gravissimo quando succede nel "più-grande-partito-della-sinistra-italiana", quello della partecipazione, della base, del radicamento nelle realtà locali, delle primarie che vanno bene solo se vince il candidato mio e puttanate assortite.

Il Prodi Bis, se uno non ha voglia di farsi prendere in giro, è un aborto. Il maldestro tentativo di rimanere aggrappati alla poltrona, gestendo l'esistente e cercando di fare solo cose che farebbe pure Silvio per ritornare alle urne con una nuova legge elettorale che affossi gli estremi (specialmente quelli a sinistra) per consentire il configurarsi di un nuovo sistema politico nel quale l'elettore dovrà limitarsi a scegliere fra due "alternative" che una volta sarebbero state due correnti interne della vecchia DC. Oggi (pensate che culo) ognuna con il suo simbolo.

Le prove generali delle "larghe intese", necessarie perchè questo mefistofelico obiettivo venga raggiunto, sono testimoniate dalla simpatica galleria fotografica pubblicata oggi da Repubblica.
di Cyrano · Categoria: Tv · ore 15:32
Fossi in quelli dell’Amaro Montenegro cambierei pubblicità.
Sono anni che usano lo slogan del sapore vero e un paio di tristissimi spot.
Alla Montenegro sanno che il target è costituito da uomini tradizionali e quindi pensano che la pubblicità con l’aeroplano e i rudi quarantenni soddisfi chissà quale prepotente bisogno maschile. L’equazione è presto fatta, perché in Italia non occorre essere sofisticati, sempre per quel moderno principio che vede nello stomaco l’organo ricettivo per eccellenza, invece che il cervello. Dunque l’amaro lo bevono gli uomini e bisogna fare una pubblicità per uomini. Nello stesso tempo (mi par di vederli nelle stanzette del marketing), occorre alzare il livello di percezione del prodotto (vedi Sambuca), puntare a un target più sofisticato di quello dell’osteria del paese, frequentata dai cacciatori della domenica. E allora puntano al “machismo illuminato” di Salvatores: quello del gruppo di amici (o del contingente militare), con tanto di cameratismo, sostegno virile e via dicendo. L’amico nel deserto cui si rompe il camion, la missione spericolata, il salvataggio. Intorno al falò, quelle inesistenti figure prototipali, si danno pacche sulle spalle: hanno la barba di una settimana, caldi maglioni e bevono amaro.
Giovedì 22 Marzo 2007
di Noantri · Categoria: Politica · ore 13:04
Riprendendo il precedente post di TheEgo, procediamo con una riflessione articolata su tre brevi punti. Nel Paese dei preti omosessuali, dei parlamentari cocainomani, delle vallette prostitute e degli industriali evasori fiscali, abbiamo assistito negli ultimi giorni all'ultima ipocrisia moralista di casa Italia. La foto del portavoce del Governo Silvio Sircana, mentre con la sua auto si accostava a un transessuale lungo una via di Roma, sbattuta in prima pagina e al centro di una bufera politica, ma nello stesso tempo testimonianza di un marciume molto più preoccupante e diffuso nel costume italiano: quello dei ricatti e del voyerismo morboso. Le considerazioni da fare sono diverse. La prima è di chiaro stampo etico: un uomo che sceglie la strada della politica, intesa nel senso più aulico del termine, dovrebbe essere dotato di un tale rigore morale da riuscire a rimanere distante non tanto dalle tentazioni, ma da qualsiasi cosa abbia a che fare con lo sfruttamento. Bene, detto questo, va sottolineato che la foto pubblicata da tutti i quotidiani non dimostra nulla. Anche se resta difficile considerarla la sciocchezza di una sera perché ora per Sircana sarà un po' più difficile sedersi a un tavolo magari con la Merkel senza sentirsi per lo meno osservato.
Mercoledì 21 Marzo 2007
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 13:10
sircanaB.gifIn un paese ormai devastato dalla cultura pop del reality e del trash in tv, del gossip a tutti i costi e dello "sfrucugliamento" di pettegolezzi privati riportati da un numero eccessivo di stampa rosa non è certo la visione di un uomo del governo con un transessuale a turbarci nell'animo. Come se non sapessimo perfettamente che attricette e soubrette transitino per i palazzi del potere per far carriera o che vecchi porci senatori si sollazzino con qualche povera disgraziata di turno. Niente di nuovo sotto il sole. Sircana va a puttane. Embè? Questo fa di esso un politico peggiore? E' forse condizionato, impedito nel suo lavoro di portavoce del governo italiano? Parrebbe di no. Come uomo, risponderà alla sua famiglia di un atto deplorevole ma il tutto deve ridursi a quello.

Dov'è allora la notizia quando un personaggio famoso viene colto in fallo se non la mera soddisfazione di aver colto con le mani nella marmellata un vip che può far fruttare parecchi verdoni? Dov'è soprattutto la differenza nel giudicare eticamente un cantante (D'Alessio) che si sbatte la pischella di turno (Tatangelo) con la scusa della collaborazione artistica e un politico che nel tempo libero sfoga le sue voglie represse in maniera triste da uomo triste quale è? Il primo, sui giornali sorridente come se fosse comprensibile e giusto, il secondo condannato come avesse compiuto un omicidio.

Il problema di fondo è più ampio e riguarda una riflessione che il giornalismo italiano deve imporsi, per non diventare schiavo della boutade o per evitare una deriva da tabloid britannico. Provate a guardare le statistiche di Repubblica e Corriere, a scoprire quali sono gli articoli più letti, le gallerie più seguite, quali sono i contenuti che la gente cerca sulla rete o sui giornali e che sempre di più portano a vendere copie ed incamerare introiti pubblicitari. Capirete così perchè i corpi nudi del famoso fotografo o la spallina che cade dal vestito della modella, piuttosto che una manifestazione di nudisti ha solitamente una quindicina di fotografie ogni volta mentre una notizia di politica al massimo un paio. Per soddisfare la curiosità morbosa e il voyeurismo italico stiamo infarcendo la stampa di false notizie, rumors, voci di corridoio che però richiamano, fanno volume e attirano le masse.
Che sia davvero il caso di svendere la qualità dell'informazione in nome dei paparazzi o di qualche abile imbroglione che dietro le quinte muove i fili di un puzzle che sempre di più assomiglia ad un nuovo furbissimo business?
di TheEgo · Categoria: Mondo blog · ore 12:21
Arriva la primavera e due tra i pochissimi bloggers italiani che ancora come noi usavano Movable Type come piattaforma per il blog sono migrati al più versatile Wordpress.
Il primo è il bravissimo Cofano, che stanco dei toni rossi è passato ad uno sgargiante e fiammeggiante template tutto lucido e pieno di gadget.
L'altro è Brodo Primordiale, come suggerisce il titolo un "decano" dei blogger italiani, che nel rinnovarsi graficamente ha optato pure per la formula multiblog invitando un po' di amici a scrivere e cercando di risollevare le sorti del sito un po' abbandonato negli ultimi periodi.

E con questi altri due che partono rimaniamo davvero in pochini ad usare ancora il pesante MT per postare e mantenere un blog. Considerando il fatto che pure Macchianera sta sperimentando in tal senso cercando di riprodurre la grafica attuale su Wordpress direi che qui si rischia di rimanere un caso isolato. ;-)

A tal proposito: è un'impressione mia oppure disegnare da zero un template per Wordpress è moooooolto più difficile che in altri cms? Cercando di saltellare qua e là per evitare gli script php e incrociando le dita perchè funzionino è davvero impresa ardua progettare un buon template che faccia uso di ajax e css in modo corretto. La voglia di lasciare tutto com'è adesso è forte e la pigrizia regna sovrana: è primavera per l'appunto.
Martedì 20 Marzo 2007
di Attimo · Categoria: Attualità, Società · ore 10:51
Daniele Mastrogiacomo è stato liberato alle 15, ore italiane (le 18.30 in Afghanistan). E' stato trasportato all'ospedale di Emergency, poi è iniziato un vorticoso giro di telefonate con l'Italia: la moglie, il direttore Mauro, le redazioni dei vari telegiornali che richiedono un'intervista, ecc. Momenti concitati, finalmente la libertà dopo il terrore vissuto per 15 giorni legato e minacciato dai rapitori talebani. In serata l'ennesimo e consueto refresh della home page di Repubblica.it mi informa che nel giornale di domani (oggi) potremo trovare il reportage firmato da Mastrogiacomo sulla sua prigionia. Ora, considerando che i giornali vanno tipo in stampa non dico a mezzanotte, facciamo alle 01, come avrà mai fatto il nostro Daniele a trovare del tempo libero nelle 10 frenetiche ore post liberazione per scrivere non due righe, ma un intero reportage sulla sua prigionia? Quantà lucidità e rapidità. E tempismo.
Lunedì 19 Marzo 2007
di Alice Su · Categoria: Personale · ore 19:51

Non riesco più a interessarmi del sociale.

La semi-caduta di Prodi non mi ha toccata. I recenti rapimenti (e rilasci, per fortuna) mi hanno toccato pochissimo.

Così, ecco il mio silenzio. Qui e altrove.

Questo eccesso di mediocrità mi fa un po' paura. Conoscete un rimedio?

Domenica 18 Marzo 2007
di Francesco Costa · Categoria: Società · ore 18:03
"Olindo Romano è dimagrito di 12 chili. Poco cibo e tante, tantissime, sigarette. Nella sua cella — la numero 1, due metri per tre—passa il tempo guardando senza troppo interesse la televisione, leggendo libri in prestito dalla biblioteca del carcere e, più spesso, fissando il soffitto. Legge di tutto, ma specialmente romanzi e la trilogia di Oriana Fallaci. Uno dei libri l’ha restituito sottolineato e scarabocchiato nelle parti che parlavano di rabbia e rancore, di episodi di collera verso i bambini."
(Corriere della Sera, 18 Marzo 2007)

Secondo voi, dovrebbe fare riflettere di più il fatto che un efferato assassino che ha sgozzato una intera famiglia meticcia sia un appassionato lettore della trilogia di Oriana Fallaci, oppure il fatto che nelle carceri italiane per rieducare un efferato assassino che ha sgozzato una intera famiglia meticcia non si trovi di meglio che dargli da leggere l'ultima trilogia di Oriana Fallaci?
di Akio · Categoria: Satira · ore 15:00
: Berlusconi dice che la gente si allontana dalla politica anche per colpa di "una tivù repellente".
: Più che un'autocritica mi sembra un'autodenuncia.
Sabato 17 Marzo 2007
di Francesco Costa · Categoria: Varie · ore 20:50
E' uscito il nuovo Panorama. Ora, io non sono mai stato un lettore assiduo di Panorama (non è esattamente il settimanale che preferisco), e non ho neppure una grandissima opinione del suo direttore, Pietro Calabrese. Però visto il suo nuovo sito (bellissimo) e visto che questa settimana il settimanale costa un euro (bravi), ho deciso di comprarlo.

Guardiamolo quindi, questo nuovo Panorama. Non per dare giudizi sin dalla copertina, ma se quella della prima uscita era gradevole, la seconda fa veramente schifo. Ma cos'è quel rosa? Sembra l'allegato di Cioè. Procediamo, comunque, con qualche numero: il nuovo Panorama consta di 300 pagine totali (comprendenti prima, seconda, terza e quarta di copertina). Di queste, 147 (e mezza) sono occupate da pubblicità. Non è poco, ma è nella media di questo tipo di settimanale. Delle rimanenti 152 pagine (e mezza), andrei sottraendo altre 14 pagine più o meno inutili (sommario, shopping, motori, inregaloconpanorama, marchette varie): il succo del nuovo Panorama è dunque composto da 138 pagine.
Venerdì 16 Marzo 2007
di Attimo · Categoria: Sport · ore 21:51
Alvaro RecobaUn ventenne che esordisce in Serie A, nell'Inter (tua fede calcistica) del Fenomeno Ronaldo, segnando due reti da 30 metri una più bella dell'altra e vincendo letteralmente da solo la prima partita di campionato, forse potrebbe essere un giocatore particolare. Quando, qualche domenica più tardi, col suo piede sinistro disegna una parabola che infilza la rete avversaria da metà campo, ogni dubbio svanisce: no, non è affatto un giocatore particolare. Negli spogliatoi, quel giorno, a chi gli chiedeva conto della prodezza, lui si giustificava così: "Ho visto la porta, ho tirato in porta". Disarmante verità.
Si chiamava Alvaro Recoba, quell'uruguagio con la faccia da cinese, i dentoni e i capelloni ciondolanti per il campo, e normale non seppe mai esserlo. Sono passati 10 anni e Recoba è sempre rimasto all'Inter, l'unico insieme al Capitano J. Zanetti. Ha passato tutte le traversie di questi lunghi e complicati dieci anni nerazzurri, giocando poco e male, mostrando tutto il suo campionario di apatia, incostanza e debolezza fisica. Eppure quando si decideva a giocare, non faceva mai cose banali. Soprattutto, aveva un sinistro della madonna. Così incostante, così capace di abbagliare anche un solo attimo grazie ai suoi improvvisi bagliori balistici, non poteva che diventare il mio giocatore preferito. Sulla maglia di calcetto della squadra del liceo, non esitai a farmi stampare, sopra al mio 21, EL CHINO. Anche dopo anni che ormai non la indosso quasi più (l'usura inizia a sgualcirla...) capita ancora che i miei compagni mi chiamino "Chino!", e io ne sono quasi orgoglioso. Recoba è stato una promessa mancata, una luce in fondo a un tunnel infinito. Un diamante grezzo, di cui nessuno sapeva che farsene perchè inservibile, ma che brillava di una luce imprevista e imprevedibile.
Oggi ha annunciato l'inevitabile partenza da una squadra diventata nel frattempo troppo matura e vincente per un tipo come lui. E' molto emblematico che proprio quando l'Inter inizia a stravincere con forza e ordine, Recoba saluta tutti e se ne va, senza che i tifosi lo rimpiangeranno. Tranne uno, che vedrà partire il suo primo e ultimo idolo calcistico della giovinezza sentendondosi un pò più solo nella sua fede nerazzurra, e incompreso.
Giovedì 15 Marzo 2007
di TheEgo · Categoria: Personale · ore 11:30
ovvero: Affinità e divergenze tra una capitale mitteleuropea e il Sottoscritto
- seconda puntata -

IL CIBO
Mangiare bene a Praga non è difficile se siete appassionati di carne speziata e non avete problemi di linea. Il primo impatto con il mangiare avviene in un kebabbaro aperto 24 ore su 24. Presto capiamo che ogni ambulante, piccolo fast food o take away è aperto giorno e notte ininterrottamente e ha sempre clienti. In piazza San Venceslao troviamo le code per prendere un gustoso hot-dog con i crauti: i rivenditori hanno una piccola baracchina e ne contiamo ben 6 nel raggio di 100 metri. Ogni praghese che si rispetti si sottopone al rito dell'hot-dog un po' come noi consumiamo piadine in giro per le città della bassa: perfino anziane signore di 70 anni affrontano wurstel giganti con piglio deciso, condendo il pasto di metà pomeriggio con un cetriolo o senape in un piattino di cartone.
E poi birra a fiumi, in lattina, alla spina, in bottiglia. A Praga e dintorni ne producono almeno tre marche diverse che ovviamente in patria costano pochissimo: appena 1 euro circa per una 0,5l in qualunque pub.
Il piatto tipico dell'est europa, il gulash, è servito un po' ovunque, con esso gnocchi di pane, il famigerato prosciutto praga affumicato e qualche timballo strano pieno di verdure.
Il problema è che a Praga non si mangia roba fresca: verdure a parte, tutto è confezionato, surgelato, liofilizzato, impacchettato. Al supermercato passiamo lunghi minuti per trovare una scatola che contenga riso e non la sua versione liofilizzata da bollire a bagnomaria. Perfino il bancone degli affettati non ha i consueti prosciutti in bella mostra ma solo vaschette confezionate già affettate. Nella macelleria ogni carne è già tagliata e impilata in ordine: maiale, tacchino, manzo, pollo, tutte fettine pronte da richiedere al commesso, e lo stesso per i salami che appaiono sotto forma di mucchietti di fettine tagliate e accatastate ad ossidarsi all'aria.
In questo tripudio suino l'ultima sera optiamo per cucinarci un piatto di maiale (carne e wurstel) cotto nella birra. Un modo carino per salutare la città e coniugare l'esperienza culinaria praghese in una portata unica.
A Mala Strana, un quartierino caratteristico tutto in salita ai piedi del castello troviamo i famosi "Tatranky" in una bottega: i wafer al cioccolato "tipo i Loacker, ma molto più buoni". C'è la Cherry Coke, la cocacola all'amarena, che da noi si guardano bene dal commercializzare e qualche tonnellata di infusi e tisane.
Il Mc Donald's è poco presente, ma rispetta le leggi del mercato: aperto 24 ore su 24 sforna panini ad un tripudio di persone che si accalcano al bancone. Le proposte culinarie sono più "robuste" che da noi, ed arrivano a contenere all'interno dello stesso panino un hamburger, una crocchetta di patate e due fette di bacon. La notte c'è un menu speciale con panini appositi e le stanze si riempiono di barboni che prendono un caffè caldo e si riposano sui comodi divanetti lounge che rendono il Mc Donald's quasi grazioso e molto più elegante rispetto i nostri standard.


I PUB
Se volete prendervi una seria sbronza, Praga è il posto ideale dove farlo a buon mercato. Oltre la sopracitata birra a prezzi stracciati potreste permettervi svariati cocktail nella stessa serata senza che il vostro portafoglio si sgonfi clamorosamente. La scarsa presenza nel centro storico non vi faccia credere ci sia poca vita notturna: i giovani scorrazzano in lungo e in largo a gruppi infilandosi in questo o quel fumoso locale sotterraneo. In Repubblica Ceca è ancora consentito fumare nei locali e gli impianti di aerazione sono pressochè inesistenti; così sembra di essere in qualche bettola di una volta e i vestiti si impregnano di cattivo odore ma l'atmosfera rilassata e alternativa rendono l'esperienza piacevole per una serata alla buona. Un cuba libre viene 2 euro e mezzo, un mojito 3. Le birre oscillano intorno all'euro, euro e mezzo a seconda che sia alla spina o in bottiglia. Niente salatini, patatine, cianfrusaglie: a Praga la gente beve e basta e anche l'uomo al tavolo a fianco al nostro una sera sembra averlo fatto senza indugi: chino sul tavolo dorme profondamente con il boccale ormai vuoto davanti a sè, mentre gli amici ornano la sua testa con bandierine, collanine e tovaglioli trovati in giro, ridendo come matti. C'è persino un biliardino, il mitico calcio balilla sempre affollato di gente dove per pochi centesimi si può intraprendere un'emozionante sfida tra lo Sparta Praga e il Bratislava. I locali chiudono relativamente presto così non è impossibile trovare gruppetti che tirano tardi in piazza o su qualche panchina con abbondanti scorte di lattine maxi da 0,66. Se vi piace la musica al massimo potreste pensare di intrufolarvi in qualche club.

Lunedì 12 Marzo 2007
di Noantri · Categoria: Società · ore 14:25
Chi sabato si aspettava di vedere in piazza chiappe chiacchierate, tette di silicone, piume di struzzo e atteggiamenti volgari e provocatori ci sarà rimasto male. Perché a piazza Farnese è probabilmente andata in scena una delle migliori manifestazioni a cui abbia mai assistito negli ultimi anni. Attenzione: ho scritto manifestazione e non manifestazione di protesta proprio perché tutte le associazioni e le persone che sabato si sono radunate in un luogo simbolo della laicità come piazza Farnese hanno chiesto a gran voce diritti, manifestando per e non contro qualcosa. Fischi giusti e meritati per gli esponenti del Governo presenti, così come per i parlamentari dell'opposizione saliti sul palco.

Da oggi sarà più difficile per tutti parlare di pagliacci in fuseaux viola che reclamano per qualcosa che non può essergli concesso. Chi sabato era in piazza aveva il più classico e rassicurante aspetto normale. Quello tanto caro a Ruini e Mastella.
di TheEgo · Categoria: Mondo blog · ore 00:35
Non per seminare disfattismo e preoccupazione ma pare che un tizio abbia accoltellato un medico di base a Catania, fortunatamente fuori pericolo.
E Dave, medico catanese, non aggiorna il suo popolare blog da qualche giorno.

Si indaga nel giro dei nemici di Maria De Filippi: probabile il boicottaggio della diretta della finale di "Amici".
Sabato 10 Marzo 2007
di Akio · Categoria: Satira · ore 22:02
: Il centrosinistra chi sceglierà tra Santoro e Mastella?
: Se tu dai un Follini a me io poi dò un Mastella a te.
di TheEgo · Categoria: Attualità · ore 14:01
Non so voi, ma io trovo questa pagina di appelli "vip" per la liberazione di Mastrogiacomo una colossale pagliacciata. Non solo inutile ma proprio tanto tanto imbecille.

UPDATE: Anche Francesco Totti, striker of A.S.Roma non è niente male.
Venerdì 9 Marzo 2007
di TheEgo · Categoria: Segnalazioni · ore 10:04
Dopo averla menata in lungo e in largo per rincorrere giuovani band locali e mainstream, dopo una puntatina a Praga ed una a Venezia, dopo il cambio di abiti nell'armadio eccovi finalmente una nuova puntata del podcast tutta da ascoltare. E stavolta signori ne sentirete delle belle in compagnia di alcune voci ormai note da queste parti: oltre al sottoscritto ci saranno infatti Attimo, Simur e Matteom.

In questo numero:
Il mondo prima, nuovo singolo dei Tre allegri ragazzi morti
Quattro chiacchiere con gli Hard Times, giovanissimi e promettenti rocckettari della bassa
L'angolo della classica: quel geniaccio di Mozart, presentato da Matteo Musacci.
Le imprese dei ragazzi di Ferrara Nordkapp, a luglio in bicicletta fino in cima all'Europa
Le dolci poesie di Linda Morini, scelte e recitate dalla giovane compositrice ferrarese


Si ascolta e si scarica qui, oppure per i più smanettoni questo è il feed rss.
Giovedì 8 Marzo 2007
di Cyrano · Categoria: Attualità · ore 10:54
Ritengo che sia un bel post quello che hai scritto sotto. E non a caso te lo sei tenuto dentro, a discapito del festival, della caduta del governo e via dicendo. Ammiro questa cosa di doverne parlare, a prescindere dall’appeal della notizia. Quindi grazie per l’esempio.
Venendo al merito, non mi piace molto l’abuso del termine generazione, che utilizzi spesso, come se quella degli anni settanta fosse stata esclusivamente la generazione della rivolta. Conosco persone che gli anni settanta, pur avendoli vissuti, non li ricordano come anni di guerra: gente che non lottava per sovvertire la società, ma respirava il periodo di cambiamento, magari si arrabbiava, lavorava, lottava per i propri diritti e si divertiva. Dunque la “generazione armata” cui fai riferimento non può godere, a parer mio, di questa classificazione, e loro stessi! quelli della lotta armata, non si sentivano una generazione (anche se adesso magari lo pensano). Si rispecchiavano piuttosto in un’avanguardia di intellettuali, destinati (loro malgrado) a passare dalla teoria alla prassi. In altre parole, avrebbero voluto farsi generazione. In realtà erano una minoranza di persone, per quanto il numero complessivo di fiancheggiatori, terroristi, collusi, infiltrati e simpatizzanti possa oggi spaventarci. Questo per dire che i casi d’ingiustizia che denunci non possono essere derubricati così facilmente, proprio in quanto compiuti da una minoranza organizzata (e non da una generazione) che ha sferrato un attacco indiscriminato e s