Chi viene chiamato per primo (o al massimo secondo) può essere inserito in una ipotetica prima fascia, chi viene preso subito dopo fa parte della seconda fascia mentre le ultime rimaste della terza.
C'era una volta (e forse c'è ancora) il Bar Sport. Al Bar Sport, fra un caffè al banco e l'imprescindibile Gazzetta, si riunivano i potenziali ct di questo tanto Bel quanto Calciologo Paese per discutere di giocatori brocchi, di arbitri cornutissimi, di schemi e di sistemoni. Poi si pagava il caffè, e tutti a casa.C'erano una volta (e purtroppo ci sono ancora) le esecuzioni capitali, via ghigliottina iniezione sedielettrica cappio pietrate crocefissione fucilazione rogo, eccetera. E il pubblico accorreva a tifare pro o contro il boia (talvolta anch'egli cornuto), in attesa della lama, del proiettile o del pollice di un lunatico imperatore. Non sono sicura che mancassero i popcorn, la questione è da accertare.
Poi il presunto reo moriva, o assai più raramente sopravviveva, e tutti gli altri a casa.
Ieri la Franzoni s'è beccata 16 anni* su 30. E il pubblico pagante non mancava.
Ora invito la Corte ad osservare con attenzione i due reperti qui accanto.
* Cinque anni ce li eravamo presi già noi a sentirne parlare, anche se scommetto un caffé al Bar Sport che Vespa non ci concederà l'indulto mediatico, al grido di "Cogne ultimo atto? Col cavolo".
Trascorso un anno da utilizzatore del Mac, eccomi a tracciare un bilancio di questa nuova esperienza nel mondo della Mela. Lungi da me fare l'appassionato maniaco con il paraocchi, o il venditore ossessionato di un prodotto. Resta il fatto che nonostante tutto, i computer Apple restano le migliori macchine che io abbia mai provato, a livello di stabilità, di versatilità e design e sono più che soddisfatto della mia scelta. Se l'uscita di Windows Vista non ha impensierito più di tanto il mondo Apple c'è da registrare però l'interesse cresciuto attorno all'ultimo rilascio della popolare distribuzione linux Ubuntu, che cresce giorno dopo giorno. Ed Apple che fa? Ristagna purtroppo, con un sistema operativo fermo da quasi due anni e che fino all'autunno prossimo non vedrà il suo sostituto causa iPhone, diventato il chiodo fisso dell'azienda di Cupertino. Fermo e potente sia chiaro, senz'altro il miglior sistema operativo in circolazione anche se diverse pecche possono essere individuate. Partirò da quelli che secondo me sono difetti più o meno gravi per poi passare alle qualità ed ai punti di forza, così che non mi accuserete di bullarmi di avere un computer figo. ;-)
Devono capire le donne che le ballerine non sono per tutte: assai più dei tacchi, le ballerine possono permettersele solo certi tipi di ragazze e devo dire che il 98% delle ragazze che vedo in giro con le ballerine ai piedi non può permettersele. Mi sembra di ammattire: il mio posto preferito per il passeggio primaverile/estivo a Roma è Trastevere. Trastevere, in un anno, si è trasformato nell'impero delle ballerine e di ragazze che non possono permettersele.A Piazza Santa Maria in Trastevere costoro camminano pretendendo disinvoltura e spicca chi sarebbe financo carina, graziosa, guardabile, se solo non indossasse ballerine. Le ballerine rendono le donne all'improvviso tozze, impresentabili, goffe, barcollanti anche più di un tacco 9 ed è per questo che le ballerine, proprio come i tacchi alti, se le possono permettere solo ragazze di un certo livello: dicono che a Trastevere sia impossibile deambulare con le scarpe alte per colpa dei sampietrini. I sampietrini, da che mondo è mondo, sono l'incubo di motorini e ragazze col tacco alto: il mio maschilismo (sono maschio, dunque maschilista) imporrebbe immantinente una legge (democratica) che conducesse tutte le donne all'obbligo morale, deontologico e sociale di indossare scarpe alte. A meno che non mettano su un Paese delle Donne dove vivano solo e solamente donne e dove l'ingresso sia inviso agli uomini: occhio non vede eccetera eccetera. Però in luogo pubblico, io maschio dico, esigo, impongo che le donne indossino scarpe alte per pubblica decenza e per rispetto di loro stesse e del loro fondoschiena.
(va bene, morirò, per contrappasso, trafitto a morte da una stilettata di una decolletè)
Già tempo fa, sulle pagine del mio blog, si parlò di un certo ambientalismo inconcludente, estremista e catastrofista ("Nel 2000 spariranno le foreste!", "Nel 2000 si scioglieranno i ghiacciai!", "Nel 2000 non potremo più respirare l'aria delle città!", ricordate?), che tanti danni ha fatto alla vera difesa dell'ambiente e alla causa dell'ambientalismo (vedi anche l'eolico che deturpa i paesaggi, quindi meglio il petrolio; o le ferrovie che per essere fatte necessitano di cantieri e caterpillar, quindi meglio il trasporto su gomma).
Da ieri, in Italia non si parla d'altro che di allarme siccità: un allarme reale e quanto mai urgente.
Confesso di aver guardato con piacere alle immagini dei congressi finali dei DS e della Margherita. Ma che bello, ma che bravi. Sull'onda dell'entusiasmo quando nasce qualcosa di nuovo sembra che di colpo tutto si risolva magicamente soltanto dandosi un tono di contegno e cercando di celare dietro ad un nome consuetudini ormai note. Si fatica a capire questi sorrisi di facciata nel sostenere convinti qualcosa che nuovo non è. Un contenitore, chiamiamolo così, di due partiti: se lo vogliamo un guazzabuglio di correnti e sottogruppetti che litigheranno su ogni argomento ancor più di quanto facciano già internamente al partito oggi. Come poter pensare di far convivere democristiani e comunisti sotto lo stesso tetto? Dice: hanno obiettivi comuni. Certamente, ma anche tante idee assai diverse che emergeranno ad ogni dibattito. Può andar bene al governo, come coalizione, ma non regge come partito, dove sono le idee a dover essere condivise e ad ispirare tutti i suoi iscritti.Superare la logica dei partiti in Italia non mi pare oggi ancora possibile. Basti pensare ai troppi interessi che ognuno di questi signori al potere si tiene stretto da ormai svariate legislature. Volete fare qualcosa di nuovo? Abbiate allora l'onestà di farvi da parte, dopo esservi riuniti in una Costituente degna di tale nome, aver scritto le regole, le basi di quello che sarà un nuovo soggetto politico moderno e davvero capace di fare politica in modo distante da quello che conosciamo. E poi lasciate spazio ai giovani, alle idee nuove e ai volti senza barba che ogni giorno si danno da fare e portano avanti progetti per il bene comune. Si dia spazio davvero alla società civile, al popolo delle primarie. Si costituiscano comitati, cantieri, fucine di idee affinchè esse circolino davvero e diventino proprietà di tutti per un progresso del paese pienamente popolare. Voi andate a casa, a pesca, state con le vostre famiglie o godetevi la cospicua pensione. Ecco, solo in tal caso ne possiamo parlare.
Ma i teatrini, le strette di mano e i sorrisi di oggi dei soliti leader da Prima Repubblica, lasciano un'aura di tristezza appena il giorno seguente, quando ci tocca pensare ad un potenziale simile che rischia di essere tremendamente sprecato. Avete un'appuntamento con la Storia, un'occasione da non perdere.
Non lasciate che il Partito Democratico sappia di stantìo già dai prossimi mesi.

La Roma che conosco la porto sempre dentro
nei giorni di burrasca e in quelli senza vento
Tra vicoli, palazzi, bar, trattorie
so centomila strade... e so tutte mie
E sono tutte mie le facce della gente
le donne sul balcone, il ricco, il mendicante. Posteggiatori,tassinari, barbieri e benzinai
la Roma che conosco non la conosci mai
Non fa' la stupida stasera
damme 'na mano a faje dì da sì
Non fa' la stupida stasera

La Roma che conosco c'ha sempre er sole addosso
e quanno esco ride, e me lo presta spesso.
E pure quanno piove sembra che non disturba
te fracica, te frega... E' come una donna furba
la Roma se vedemo, dimo, annamo, famo,
non ti devi da preoccupare che tanto te richiamo
la Roma... N'dov'è che devono andare tutti quanti?
Moto, motorini, vespette... ottovolanti.
La Roma che conosco, du' ore pe fa un metro
però mentre te blocca te fa vedè San Pietro
Non fa' la stupida stasera
damme 'na mano a faje dì da sì
Non fa' la stupida stasera

La Roma che conosco è tavoli in eccesso
e tutti addosso a tutti ma stamo bene lo stesso
basta che quel piatto rimanga sempre quello
guanciale, pecorino... e un pò di quel vinello
Che ce fa uscì contenti tra vicoli incantati
a ride con gli amici oppure innamorati
La Roma che conosco te insegna a fa l'amore
e a ogni bacio aggiunge un pò, un pò del suo sapore.
Così la porti dentro dovunque te ne vai
La Roma che conosco... non la conosci mai
Non fa' la stupida stasera
damme 'na mano a faje dì da sì
Non fa' la stupida stasera
Non fa' la stupida stasera
damme 'na mano a faje dì da sì
Non fa' la stupida stasera

Il corvo
Quello che è successo poi, intendo dopo il post dove raccontavo delle vicende con gli squilli anonimi e i messaggi dalle cabine è assai inaspettato. Due giorni fa ho ricevuto un nuovo, e forse definitivo messaggio da una nuova cabina:
Parliamoci chiaro. Un ragazzo di sedici anni non si suicida perchè qualche compagno di scuola lo deride. Altrimenti, molti di noi non sarebbero qui, nè a leggere, nè a scrivere. Perchè è una tortura a cui siamo sottoposti quasi tutti.
Non ho voluto trattare l'argomento prima perchè ero intenta a tendere l'orecchio ed ascoltare le svariate ovvietà che giornalisti ed opinionisti hanno vomitato sulla vicenda. Forse non sentivate il bisogno di queste ennesime parole, ma la faccenda mi ha colpito e dispiaciuto e merita attenzione.
In principio era il caos e Dio non riusciva a dormire. Egli, in preda a forti allucinazioni dovute all'abuso di valium, decise allora di mettere ordine e creò l'universo; e vide che era cosa buona. Lo realizzò di dimensioni infinite, per dimostrare agli amici del bar che l'infinito esiste. Il secondo giorno Dio masticò una chewing-gum, ne fece una pallina e creò la terra; e vide che era cosa buona. Il terzo giorno, il Signore cosparse la terra di tanti tipi di piante; e vide che era cosa buona. In realtà egli avrebbe voluto seminare solo canapa ma quando mostrò il progetto agli amici andò tutto in fumo. Il quarto giorno Dio creò gli abitanti di tutti i mari e vide che erano cosa buona, sopprattutto se fatti alla griglia con un pò di limone. Il quinto giorno fu la volta degli animali terrestri; ed egli vide che erano cosa buona. Il sesto giorno, Dio creò l'uomo e vide che era cosa buona. L'uomo però si sentiva solo e per evitare che diventasse cieco, il Signore prese una delle sue costole e creò la donna. Inizialmente rimase perplesso dalla sua nuova creazione, ma quando vide il calendario della Santarelli capì che era cosa buona. Il settimo giorno finì l'effetto del valium, Dio decise allora di prendersi il meritato riposo ma prima di addormentarsi si chiese:"Ma il buco nell'ozono ci andava sì o no?!".
Parola di Dio.
- Quindi basta una Mentos in una bottiglia di Cocacola per far tutto quel casino?
- Eh si. Se ne esce più di mezza bottiglia in un attimo...
- Figo. E se uno ingerisce una mentos e poi beve una Coca?
che parte alle sette e quaranta
non hai molto tempo il traffico e' lento
nell'ora di punta
ti bastano dieci minuti
per giungere a casa, la nostra
la chiave ricordati e' sempre li'
li' sulla finestra
e nel far le valigie ricordati di non scordare
qualche cosa di tuo che a te
poi mi faccia pensare
e ora basta non stare piu' qui
ti rendi conto anche tu
che noi soffriamo di piu'
ogni istante che passa di piu'
no non piangere
presto presto, presto presto
presto presto vai
da un minuto sei partita e sono solo
sono strano e non capisco cosa c'e'
sui miei occhi da un minuto e' sceso un velo
forse e' solo suggestione, ho paura o chissa' che
e' possibile che abbia fin da ora gia' bisogno di te
mi sono informato c'e' un volo
che parte alle otto e cinquanta
non ho molto tempo il traffico e' lento nell'ora di punta
mi bastano dieci minuti per giungere a casa, la nostra
la chiave l'hai messa senz'altro li', li' sulla finestra
e nel far le valigie stavolta non devo scordare
di mettere un fiore che adesso ti voglio comprare
con l'aereo in un'ora son li'
e poi di corsa un taxi
sono certo e'cosi'
quando arrivi col treno mi vedi non piangere
presto presto, presto presto
presto presto vai
presto presto
presto presto fai presto
fai presto piu' presto...
(Lucio Battisti - 7 e 40)

Noi non pisciamo nei vostri posacenere,
Perciò siete pregati di non gettare sigarette nei nostri pisciatoi.
Kurt Vonnegut 1922-2007
Sono andato ieri al Despar sotto la redazione dove lavoro. Gira che ti rigira, mi sono reso conto di non avere voglia di niente. In genere, quando mi sembra di non avere voglia di niente, arrivo al banco della salumeria e mi lascio ispirare da quello che c'è (a me piace il prosciutto di montagna salato e molto stag
ionato), invece stavolta nisba. Guardavo le cose come se fossero zampe di gallina o carta stagnola: mi è venuta in mente la vecchia pubblicità di Ambrogio e della signora col vestito giallo, vi ricordate?, la voglia di qualcosa. Perciò mi sono fermato davanti al reparto del tonno e ho cominciato ad analizzarmi in maniera scolastica: di solito, se non so assolutamente cosa mangiare e percepisco di non avere voglia di niente, è dal tonno che vado. Il tonno mi risolve sempre tutti i problemi, quando sono in preda alla sindrome "Voglia di Qualcosa". Tonno Nostromo, Tonno Rio Mare, Tonno Callipo, Tonno Carli: mi ricordo un sacco di pubblicità del tonno, da che mondo è mondo, pure se io non sono mai riuscito a tagliarlo con un grissino.(neanche ci ho mai provato, a dirla tutta. A parte il fatto che non mi ci metterei proprio, a tavola, durante il TG della sera, con mia madre e mio padre seduti ai due capi del tavolo, a tagliare un tonno con il grissino, a parte questo, io non ricordo di avere mai avuto, a casa mia, una confezione una di grissini. I grissini mi sono diventati antipatici con gli anni, perché quando da piccolo andavo al ristorante con i familiari, era sempre uno schiaffeggiarmi il dorso della mano, appena m'azzardavo ad allungarla verso il paniere. I grissini sono per antonomasia il cibo che guasta il pasto che deve ancora arrivare: recano con sé la maledizione dell'essere il primo alimento che viene portato a tavola e io non solo li odio p
er questo motivo, ma anche perché quando penso ai grissini, mi sale immediatamente al naso l'odore di detersivo industriale di cui sono impregnati i tovaglioli e le tovaglie di tutti i ristoranti del mondo)Si vede che c'era qualcosa in circolo nell'aria condizionata del Despar, perché nemmeno al reparto tonno sono riuscito a risolvere la sindrome da "Voglia di Qualcosa". Allora ho pensato di farmi riempire una vaschetta di olive verdi piccanti, ma il pensiero di introdurre nello stomaco cose piccanti, a tre ore dall'uscita dal lavoro e dalla palestra, m'ha fatto traballare. A questo punto devo confessare una cosa: soffro di innumerevoli turbe mentali compulsive da ex timido cronico mai risolte veramente. Tra queste c'è l'incapacità di entrare in un negozio (un qualsiasi negozio, da Fendi al fruttivendolo) e di uscirne a mani vuote. Se io entro da una parte, a meno che non sia in compagnia, e si sa che gli ex timidi cronici con crisi compulsivi mai risolte veramente quando sono in compagnia sembrano magicamente risolvere tutti i loro problemi, tranne ritrovarseli tutti quanti intorno una volta rimasti soli, ecco se io entro da una parte da solo, è sicuro che devo comprare una cosa. Perciò, lì immobile, tra il reparto tonno e quello salumeria, rimuginando pensieri sbocconcellati di possibili menu veloci, ho cominciato a capire che presto o tardi qualcosa avrei dovuto comprare. Perciò ho deciso di darmi da fare ma, giuro, non ne venivo a capo: era come se non avessi mai mangiato niente in vita mia. Se mi fossi trovato in un negozio di biancheria intima femminile americano con tutte quelle misure incomprensibili da battaglia navale, B3, C6, A4, avrei certamente avuto meno difficoltà: all'improvviso l'impellenza di nutrirmi mi era diventata ostile. Ho cominciato a massaggiarmi la gola e, telecomandato, mi sono ritrovato nei pressi delle casse.
Il racconto che segue è la storia, finalmente trascritta dopo anni di racconti verbali ad amici e conoscenti che già la conoscono in parte, di uno strano comportamento che qualche anonimo sta tenendo con il sottoscritto da ormai oltre 4 anni. Nessuna minaccia di morte, di violenza fisica o verbale, nessun sopruso particolare: ricevo squilli anonimi (e non solo). Embè, direte voi, dove sta il problema?
Il problema nasce dal fatto che scherzo o meno che sia, non si è mai visto nessuno al mondo prolungare un divertimento simile per oltre 4 anni peraltro avendo premura di farmi uno squillo appena accendo il telefono al mattino, curando quindi il mio orario di sveglia, e uno verso sera, con una costanza micidiale. Ma veniamo al racconto di ciò che è stato, perchè l'Anonimo/a è stato in passato ben più brillante e fantasioso. Messaggi anonimi dalle cabine, chiamate strane e via dicendo... Se avrete la pazienza di seguire tutta la storia mi piacerebbe sapere da voi un parere, un consiglio, un qualchecosa. Qui non si sa più dove sbattere la testa.
Tutto ebbe inizio nel lontano 2003...
12 apr 10:14 Rai: Cappon, "Limitare compensi frena campo d'azione" ROMA - "Limitare i compensi agli artisti non moralizza, significa soltanto limitare il campo d'azione della Rai". Lo ha detto il direttore generale di Viale Mazzini, Claudio Cappon. Con una metafora calcistica Cappon ha spiegato: "A parte il caso pietoso di quanto accaduto alla Roma, e lo dico da tifoso romanista, non puoi vincere il campionato di serie A con lo stipendio da statali. Non e' pensabile che una squadra possa essere la prima retribuendoli con 100 mila euro all'anno". (Agr) -
Ovviamente è proprio qui che Cappon rivela la sua concezione di servizio pubblico, tanto per cominciare con l’appello al sano realismo che considera centomila euro l’anno come noccioline. Ma sorvoliamo. Concezione vecchia, dicevo: come quella dei suoi predecessori. Per Cappon la RAI deve essere competitiva (con Mediaset e altri). Per poterlo essere, deve attrarre pubblicità. Per attrarre pubblicità deve livellare verso il basso, cioè fare programmazione di massa. E naturalmente le galline dalle uova d’oro, quelle che ti mettono a sedere di fronte alla TV miliardi di italiani, costano parecchio. Quindi, a parte la solita pietosa, noiosa, scontata e offensiva metafora calcistica, Cappon si sdraia letteralmente su un paradigma che come minimo abbiamo già visto, e che nella migliore delle ipotesi ha contribuito a rendere il servizio pubblico la stessa fogna culturale della programmazione Mediaset. Qualche ipotesi invece che sparare sempre e solo a zero? Vediamole:
L'ennesima ondata di critiche sulla Polizia italiana è piovuta ieri dall'Inghilterra, dove tutti hanno chiesto spiegazioni su quello che è accaduto sugli spalti dello Stadio Olimpico durante la partita di Champions League tra Roma e Manchester United. Tifosi inglesi con le teste spaccate da manganelli, cariche indiscriminate da parte della Celere e quant'altro hanno fatto da cornice a una bellissima partita di calcio. I timori della vigilia sono stati confermati durante la giornata di mercoledì dove alla fine si contavano 18 feriti, tra cui 7 accoltellati di cui uno grave.Il Manchester United aveva fatto benissimo a mettere sul chi va là i propri supporters perché la piazza di Roma negli ultimi tempi non è più un luogo dove fare tranquille passeggiate in occasione delle partite di calcio, quando in casa gioca la Roma. Chiedere a bergamaschi e catanesi per restare in casa nostra, oppure agli inglesi del Middlesbrough o ai tifosi greci dell'Olimpiakos, che in 13 sono tornati a casa con i segni delle lame romaniste. L'ipocrisia della vigilia del sindaco Veltroni e del Prefetto Serra, dunque, si è sposata benissimo con l'altrettanto ipocrita atteggiamento della stampa sportiva locale, subito scesa in piazza in difesa di Roma città aperta.
Ma che belle immagini che ci arrivano dall’Olimpico. Decreto sulla sicurezza? Confesso che mi viene da ridere. Il problema non è semplice, ma mi piacerebbe iniziare a elencare gli aspetti assurdi di questa faccenda:
L’assenza della politica: è ormai evidente come non si possa lasciare la soluzione del problema a Polizia e Tifosi. Il linguaggio di questi due attori infatti è “limitato”. Le forze di Polizia non possono prendersi in carico il problema delle tifoserie violente perchè l’unica sintassi che conoscono è quella del manganello. Le Tifoserie, anche loro, fanno quello che sanno, cioè si incazzano, insultano e menano le mani. Il corto circuito tra questi due attori è noto, e alla lunga provoca lutti. Decreto Sicurezza sugli Stadi? Lascio in sospeso il giudizio, vediamo che ha combinato la Melandri insieme ad Amato..
L’assenza della legge: tifosi contusi, medicati ai policlinici e poi rilasciati. Tifosi arrestati che sono liberati subito dopo. Tifosi fotografati che non sono perseguiti (o raramente). Tifosi minorenni incensurati. Tifosi collusi con le istituzioni sportive che ricevono benefit. Capetti delinquenti, estersori e violenti. Il conto è presto fatto del resto: centinaia di tifosi che trasformano gli stadi e le città in campi di battaglia e appena qualche nome che finisce in gattabuia. Tutti bravi ragazzi di periferia, naturalmente. E qui ci metto del mio: piantiamola con “la questione sociale”. Chi sbaglia paga (proporzionatamente) e l’esempio serva di lezione: la violenza è male. Il rispetto della legge è bene.
Così ci siamo messi al lavoro e in breve tempo abbiamo fornito tre versioni di un possibile logo, utilizzabile per la carta intestata, per le buste, per le tessere e così via. La foto del filosofo è stata tagliata collo e capelli per ridurla a sezione di soli occhi e naso, per lasciar spazio alle scritte ai lati e sotto ai recapiti (indirizzo, telefono, mail, sito). Questo almeno nel modellino dei tre che ha vinto dopo gran vociare, riunioni dell'entourage, valutazione dei loghi proposti ed approvazione all'unanimità cum scazzi epistolari.
Poi, colui che tra di loro è più esperto in materia, torna a casa, pasticcia un po' con qualche prova di carta intestata e sito web con il nuovo logo, lo sistema, lo abbozza, lo abbellisce a suo piacimento. Toglie la scritta, toglie i recapiti, poi si ferma ad osservare l'opera. E' davvero una bella foto del filosofo. Manda una mail di complimenti per l'ottimo logo, di cui spiega, ha tenuto soltanto la foto che è sufficiente sul sito internet per far comprendere che. Foto che si trova tranquillamente su internet e potremmo annoverare tra le più inflazionate e celebri della storia mondiale (un po' come quella di Che Guevara e quella di Marylin o JFK...).
Sono ancora qui che gongolo per la bravura nel tenere fermo davanti l'obiettivo un filosofo di tale fama, tra l'altro con tutto quel che aveva da fare, poverino!

Il gadget shop







Categoria: