La sensazione che il rugby italiano non ce l'avrebbe fatta ad entrare tra i primi 8 al mondo è sopraggiunta quando un individuo tozzo e sogghignante, indicando lo schermo fa notare all'amico seduto in sala a trepidare per Scozia-Italia: "Ma cosa stai guardando, guarda che non è mica calcio questo!"Peccato, perchè per la cosidetta "crescita del movimento" una vittoria decisiva ai Mondiali sarebbe stato lo scalino (scalone) necessario da salire. Invece ci si ferma a qualche vittoria, quando capita, nel Sei Nazioni, contro avversarie alla nostra portata. Difficilmente gli italiani si appassionano a sport che non vincono le partite volàno, quelle che fanno poi scattare orgoglio e spirito di emulazione. Così il rugby italiano rischia di rimanere ambiguamente a metà strada tra sport di nicchia e sport di massa. Con il calcio-totem, in Italia la deriva per chi non sfonda è un'ipotesi abbastanza plausibile.

support fight for freedom: today wear a red shirt
C'è un'anomalia nel sistema politico italiano. C'è un problema maggiore di bipolarismi imperfetti e bilanciati, forse causa di tanti mali, dovuto in larga parte ai media e al fatto che ci troviamo in Italia, terra di mafia e bustarelle, spinte, appoggi, raccomandazioni. Sono i partitini, quelli da cinquepercento trepercento, esaltati dalle tv come se davvero avessero voce in capitolo su qualcosa. Spiace far notare che non cel'hanno affatto, in virtù del pugno di elettori che rappresentano. Eppure in questo Belpaese fanno crollare governi, ricattano poltrone, minacciano crisi. L'esperienza insegna di stare attenti ai ribaltoni dei politici più banderuole e nonostante ciò chissà perchè sono sempre presenti in questo o quel governo. Due i compiti urgenti: per tv e giornali finirla di riportare al telegiornale anche la loro stupidissima opinione in merito tutti i santissimi giorni su ogni cosa, e togliere visibilità a questi politicanti buoni solo ai salotti di Vespa senza che un briciolo di costruttività venga portata da parte loro nelle sale decisionali del Governo. Per chi governa, crea coalizioni, vuol fare davvero politica: a casa i vari Mastella, Diliberto e altri semina zizzania. Un conto è far politica, un conto è governare il Paese. E per quello non c'è trippa per questa gente, punto e basta. Si ammetta che non hanno la forma mentis, non sono adatti, non sono disposti.
(A un tavolo lunghissimo sono sedute due persone calve)
- Il caso è serio.
- Certo ma…
- Niente ma. Il caso è serio.
- Tu che ne pensi?
- Di culo...
- Sì ma di culo come?
- Che vuol dire "di culo come"?
- Vuol dire "di culo come". Vuol dire questo. Significa: come lo dobbiamo inquadrare questo culo?
- E appunto! Un culo come vuoi che si inquadri? Di culo! Le fai girare, metti un videowall, non lo so!
- Non funziona...
- Cosa non funziona?
- Il videowall...
- Per Dio, era tanto per dire. Un videowall per inquadrare il culo. Le fai girare, fai venire la giuria... Un modo si trova...
- Te l'immagini?
- Cosa?
- Mike che fa girare 45 miss di culo?
- ...
- Diventa comico... E noi non vogliamo l'effetto comico.
- E quindi?
- ...
- ...
- Non lo so... Serve un'idea.
- Siamo qui apposta.
- Sì ma serve un'idea per la stesura della prossima scaletta, vale a dire entro questa sera...
- Merda...
- Già.
- Che dice il Direttore?
- Che vuoi che dica...
- Che dice?
- Niente dice. Come sempre. Sta di là a farsi i bigodini o quello che cazzo fa tutte quelle ore in sala trucco…
- Merda.
- ...
- Potremmo...
- Cosa?
- No, niente.
- Dimmi.
(Fuori, intanto, crolla a terra un uomo. Un laureato suicida dal settimo piano: non ne poteva più di un contratto a tempo determinato da 650 euro lordi)
- Il caso è serio.
- Certo ma…
- Niente ma. Il caso è serio.
- Tu che ne pensi?
- Di culo...
- Sì ma di culo come?
- Che vuol dire "di culo come"?
- Vuol dire "di culo come". Vuol dire questo. Significa: come lo dobbiamo inquadrare questo culo?
- E appunto! Un culo come vuoi che si inquadri? Di culo! Le fai girare, metti un videowall, non lo so!
- Non funziona...
- Cosa non funziona?
- Il videowall...
- Per Dio, era tanto per dire. Un videowall per inquadrare il culo. Le fai girare, fai venire la giuria... Un modo si trova...
- Te l'immagini?
- Cosa?
- Mike che fa girare 45 miss di culo?
- ...
- Diventa comico... E noi non vogliamo l'effetto comico.
- E quindi?
- ...
- ...
- Non lo so... Serve un'idea.
- Siamo qui apposta.
- Sì ma serve un'idea per la stesura della prossima scaletta, vale a dire entro questa sera...
- Merda...
- Già.
- Che dice il Direttore?
- Che vuoi che dica...
- Che dice?
- Niente dice. Come sempre. Sta di là a farsi i bigodini o quello che cazzo fa tutte quelle ore in sala trucco…
- Merda.
- ...
- Potremmo...
- Cosa?
- No, niente.
- Dimmi.
(Fuori, intanto, crolla a terra un uomo. Un laureato suicida dal settimo piano: non ne poteva più di un contratto a tempo determinato da 650 euro lordi)
Mi trovavo ieri a riparare l'ennesima adsl non funzionante di un grosso operatore telefonico. A differenza del solito il cd dei driver non era sufficiente a far andare la connessione, che dopo il primo tentativo andato a buon fine ripresentava lo stesso tipo di errore e non si collegava più. Ebbene l'ho fatto e sono qui oggi a testimoniare che a volte, si badi bene a volte, serve a qualcosa. Nella finestra di errore ho cliccato sull'inutile pulsantino ? di Windows. E' comparsa una nota giallina con le indicazioni per risolvere il problema a me nuovo. Gli ho dato retta, risolvendo magicamente in zona Cesarini il problema grazie a Zio Bill. E io ingrato che ne parlo sempre male con tutti i clienti.
Stasera, dopo 36 anni di assenza dagli schermi televisivi, è stato finalmente trasmesso Arancia Meccanica.
Tra l'altro su La7.
Qualcuno di Mediaset e Rai abbia il coraggio di venire qui e spiegarmi perché ogni sacrosanto anno trasmettono film come Pretty Woman e Ghost e invece i capolavori o non passano mai (come in questo caso) o vengono relegati alla terza serata anche se in prima visione assoluta (cito come esempi Magnolia e Eyes Wide Shut, che sono assolutamente da vedere nonostante l'ingombrante presenza di Tom Cruise).
Tra l'altro su La7.
Qualcuno di Mediaset e Rai abbia il coraggio di venire qui e spiegarmi perché ogni sacrosanto anno trasmettono film come Pretty Woman e Ghost e invece i capolavori o non passano mai (come in questo caso) o vengono relegati alla terza serata anche se in prima visione assoluta (cito come esempi Magnolia e Eyes Wide Shut, che sono assolutamente da vedere nonostante l'ingombrante presenza di Tom Cruise).
Al mattino suonano sveglie circa ogni due minuti. La prima, quella di mia madre, che si alza per le colazioni e il tiggì mattutino. Poi il primo richiamo di mio padre, ritardato di altri 15 minuti di crogiolamento a letto. Poi la mia, ritardata di 10 minuti in 10 minuti fino all'impossibile, tanto che alla fine mia madre spazientita si affaccia a svegliarmi chiedendomi a che metto a fare un allarme se poi non mi alzo. Infine mia sorella: che ne punta due o tre ad orari diversi ma solo una (lo sa bene lei!) è l'ultima ineluttabile ultima chiamata. Tra le coperte tiepide e un sogno morbido, alzarsi ricomincia ad essere faticoso. E' tornato l'autunno.
La mia connessione adsl di Alice è ridotta a uno stato pietoso, ha più buchi di un emmenthal mitragliato. Da sempre diffidente verso i call center, dopo settimane di connessioni mordi e fuggi decido finalmente di rivolgermi al centro assistenza del 187. Ad accogliere le mie istanze premurosi operatori, che risolvono ogni volta il problema con un pizzico di ironia.
10 giorni fa
Attimo: Pronto, buongiorno...
Operatore: Centro Assistenza 187, buongiorno.
A: Salve, la chiamo per un problema alla mia linea ADSL, è soggetta a frequentissime disconnessioni, da cosa può dipendere? So che il livello di rumore della mia linea è particolarmente elevato, è una linea vecchia sa...
O: Ora controlliamo!
A: Ok grazie.
O: Vediamo un po'...
A: ...
O: ...
A: Sa, cade di continuo, sono mesi ormai che fa così...
O: Sì, sì, stiamo dando un'occhiata...
A: Bene...
O: Uhm... Provi a connettersi ora... Si è connesso?
A: (dubbioso, sapendo benissimo che la connessione va e viene, mi connetto) sì, in questo momento sì, ma...
O: Ah bene, allora la saluto! Buona giornata!
<clic>
10 giorni fa
Attimo: Pronto, buongiorno...
Operatore: Centro Assistenza 187, buongiorno.
A: Salve, la chiamo per un problema alla mia linea ADSL, è soggetta a frequentissime disconnessioni, da cosa può dipendere? So che il livello di rumore della mia linea è particolarmente elevato, è una linea vecchia sa...
O: Ora controlliamo!
A: Ok grazie.
O: Vediamo un po'...
A: ...
O: ...
A: Sa, cade di continuo, sono mesi ormai che fa così...
O: Sì, sì, stiamo dando un'occhiata...
A: Bene...
O: Uhm... Provi a connettersi ora... Si è connesso?
A: (dubbioso, sapendo benissimo che la connessione va e viene, mi connetto) sì, in questo momento sì, ma...
O: Ah bene, allora la saluto! Buona giornata!
<clic>
Repubblica, ormai il maggior quotidiano nazionale secondo alcuni, il secondo maggiore secondo altri, ha lanciato come forse avrete visto pochi giorni fa la sua nuova veste grafica. Una voglia di rinnovamento generale di tutto il gruppo editoriale, che muta l'aspetto oltre a L'Espresso (la cui grafica era ancora attuale e piuttosto recente), al popolare quotidiano La Repubblica e all'allegato Il Venerdì, a partire dal prossimo numero. Transizione fortemente voluta da Ezio Mauro, sempre attento a rapportarsi con gli altri giganti europei dell'informazione per essere moderno, popolare, internazionale.Una strizzatina d'occhio al Guardian nemmeno troppo velata, a partire da quella che è stata pubblicizzata come novità e novità non è affatto, quell'R2 che suona tanto come il G2 inglese seppur in parte diverso nella forma. Anche la prima pagina non lesina nel copia-incolla: i richiami sopra la manchette della testata hanno il sapore anglosassone del giornale popolare, tra il Resto del Carlino e il Sun, e pure son presenti nel Guardian che ha però una grafica in generale più moderna. Se Dio vuole ci siamo tolti dai piedi quell'orrido color ocra, sostituito da un grigio elegantissimo che però porta con se' scarti del vecchio Espresso: il font usato per i titoletti di richiamo è anticheggiante proprio come i titoli del settimanale e forse stride un po' con quest'aria di moderno, ma sarà questione di abitudine probabilmente.
L'avvento del colore, che pochi anni fa ha progressivamente coinvolto tutte le sezioni del quotidiano, lo porta ad avere l'aspetto quasi di un magazine più che di un vero e proprio giornale serio. Grafica, uso di tabelle, schemi, disegni, persino titoli colorati e fuori allineamento per essere accattivanti proprio come in una rivista di settore campeggiano ormai da tempo nelle pagine di "Cultura e Spettacoli" e "Sport".
Si alleggerisce anche il font generale dei titoli di prima pagina. Ora il carattere tipografico è più stretto, più sottile e fine, mai strillato e grassetto come certi titoloni post elezioni o morti celebri.
Inutile invece a mio avviso, questa smania di mettere link dappertutto, mostrando una connessione tra il quotidiano e la rete praticamente inesistente nella realtà. Sappiamo bene quanto i media siano restii a linkare le risorse a cui attingono, e lo spazio in alto dove ogni articolo riporta alcuni link utili si rivela in realtà un riempitivo con i soliti due o tre siti istituzionali e privi di alcun riferimento alla notizia in questione. Se non servono, non metteteli. Se non ci sono siti utili su quella specifica notizia, è inutile linkare il sito di Camera e Senato ogni giorno quando si parla di semplici boutade politiche.
Ma veniamo ad R2. Quello che dovrebbe essere il fiore all'occhiello del nuovo quotidiano è ahimè una minestra riscaldata di roba già esistente. Una pagina di Cultura allargata, che include opinioni, commenti ed editoriali prima sparsi tra le pagine. Fuori: le notizie e basta, anche in maggior numero grazie a box con brevi pillole dal mondo. Dentro: quelle che loro chiamano le idee. Approfondimenti e dossier, speciali e interviste già esistenti da un pezzo e banalmente riunite al centro. Più che una rivoluzione o un nuovo "giornale", a me par sempre e soltanto un accorgimento editoriale e grafico. Una buona scelta, a conti fatti, specie per il fatto che cambiando l'ordine degli addendi (e quindi non cambiando il risultato) Repubblica ha fatto parlare di se' proponendo una cosa nuova che nuova non è. E quanto a lanciare iniziative e raccolte pacco di libri e enciclopedie, dischi, nuovi inserti e boiate varie, Repubblica non la batte nessuno.
Secondo me Micheal Moore è la risposta americana nazional-popolare ad Antonio Ricci di Striscia la Notizia.
Non a caso Antonio Ricci piace alla gente che io reputo più insopportabilmente di destra, (Beppe Grillo compreso) esattamente come Michael Moore piace alla gente che io reputo più insopportabilmente di sinistra. Significherà qualcosa questo fatto? Forse no, ma provo a spiegarmi.
Non a caso Antonio Ricci piace alla gente che io reputo più insopportabilmente di destra, (Beppe Grillo compreso) esattamente come Michael Moore piace alla gente che io reputo più insopportabilmente di sinistra. Significherà qualcosa questo fatto? Forse no, ma provo a spiegarmi.
Tempi duri per chi scarica da internet: dopo Razorback l'anno scorso, un altro serverone di scambio files va a ramengo. Vedete che potete fare.
(la prima puntata è qui)
Vi avevo lasciati con la questione aperta: come far reggere una tenda con soli due pali? La soluzione, forse ovvia, è stata usare quello che doveva essere adibito a filo per stendere i panni come tirante del palo orizzontale, il tutto con l'ausilio di un alberello li a fianco. Una cosa del genere:

Il picchetto a terra, che deve sorreggere il peso del palo e della copertura in tela, avrebbe dovuto essere piantato con somma perizia. Invece il sottoscritto lo lascia a metà infilato in morbida terra scura perchè quando si è imbranati lo si è fino in fondo.
La tenda sembra stare effettivamente su, sebbene sbilenca, in un assetto testimoniato in questa unica foto ricordo. Ci concediamo un giretto serale per esplorare la zona.
A sera rientriamo discretamente tardi. C'è vento, che fischia tra gli alberi e rende tutto più cupo. Pure la tenda, che sbilenca attende nell'oscurità il test vero e proprio della prima notte.
Verso le 4 del mattino Puntini si sveglia, o meglio MI sveglia.
- Sento dei rumori. C'è qualcuno attorno alla tenda
- Ma figurati, chi vuoi che giri a quest'ora! E' il vento.
- TI dico di no... è un po' che sono sveglia
- Sono gli aghi di pino che cadono sulla tenda vedi? Fanno quel rumore che sembrano passi. Effettivamente sembrano passi ma vedi? Sono quegli aghini che si vedono in controluce.
Puntini mi crede a fatica dopo mezzora o forse si addormenta o forse, più probabilmente, mi riaddormento io e mi lascia dormire. La prima notte è andata quando il sole posa i suoi primi raggi sul mio volto sonnacchioso trasmettendo una luce arancio simpaticissima.
Alle nove circa del mattino Puntini si prepara per la spiaggia e approfitta del mio pigrare nel sacco a pelo per il rito della ceretta. Alle nove e cinque la tenda collassa su stessa. Il picchetto si sfila da terra e il filo duramente provato dal vento cede definitivamente. In una scena comica la ritiriamo su davanti agli sguardi attoniti dei vicini di tenda. Che gli venga un colpo, toscani di merda, nessuno ci dà una mano o si propone per aiutarci. Loro, le loro capanne ultraspaziali e la tv via satellite affanculo.
La notte seguente la tenda è ancora (in)stabile al suo posto e possiamo andare a dormire tranquilli.
Alle quattro del mattino, di nuovo, Puntini mi sveglia.
Vi avevo lasciati con la questione aperta: come far reggere una tenda con soli due pali? La soluzione, forse ovvia, è stata usare quello che doveva essere adibito a filo per stendere i panni come tirante del palo orizzontale, il tutto con l'ausilio di un alberello li a fianco. Una cosa del genere:
Il picchetto a terra, che deve sorreggere il peso del palo e della copertura in tela, avrebbe dovuto essere piantato con somma perizia. Invece il sottoscritto lo lascia a metà infilato in morbida terra scura perchè quando si è imbranati lo si è fino in fondo.
La tenda sembra stare effettivamente su, sebbene sbilenca, in un assetto testimoniato in questa unica foto ricordo. Ci concediamo un giretto serale per esplorare la zona.
A sera rientriamo discretamente tardi. C'è vento, che fischia tra gli alberi e rende tutto più cupo. Pure la tenda, che sbilenca attende nell'oscurità il test vero e proprio della prima notte.
Verso le 4 del mattino Puntini si sveglia, o meglio MI sveglia.
- Sento dei rumori. C'è qualcuno attorno alla tenda
- Ma figurati, chi vuoi che giri a quest'ora! E' il vento.
- TI dico di no... è un po' che sono sveglia
- Sono gli aghi di pino che cadono sulla tenda vedi? Fanno quel rumore che sembrano passi. Effettivamente sembrano passi ma vedi? Sono quegli aghini che si vedono in controluce.
Puntini mi crede a fatica dopo mezzora o forse si addormenta o forse, più probabilmente, mi riaddormento io e mi lascia dormire. La prima notte è andata quando il sole posa i suoi primi raggi sul mio volto sonnacchioso trasmettendo una luce arancio simpaticissima.
Alle nove circa del mattino Puntini si prepara per la spiaggia e approfitta del mio pigrare nel sacco a pelo per il rito della ceretta. Alle nove e cinque la tenda collassa su stessa. Il picchetto si sfila da terra e il filo duramente provato dal vento cede definitivamente. In una scena comica la ritiriamo su davanti agli sguardi attoniti dei vicini di tenda. Che gli venga un colpo, toscani di merda, nessuno ci dà una mano o si propone per aiutarci. Loro, le loro capanne ultraspaziali e la tv via satellite affanculo.
La notte seguente la tenda è ancora (in)stabile al suo posto e possiamo andare a dormire tranquilli.
Alle quattro del mattino, di nuovo, Puntini mi sveglia.
L'auricolare destro del mio iPod Nano 2g gracchia.Sgomento, panico. Giro su internet a caccia di auricolari a basso costo.
Scopro che dal sito Apple si può chiedere in garanzia la sostituzione anche degli auricolari.
Alle 15.30 di ieri pomeriggio ho richiesto assistenza online e la sostituzione via corriere espresso.
Alle 13 di questa mattina avevo i miei auricolari nuovi sulla scrivania.
Poi vi chiedete il perchè del successo di Apple, e perchè iPod è tanto superiore a qualsiasi altro lettore mp3 sul mercato, che fareste bene a non considerare nemmeno.
Due o tre cose su Beppe Grillo, senza entrare nel merito dei contenuti dei suoi comizi, sui quali non sono completamente d'accordo.Personalmente non mi hanno sorpreso le 300mila persone radunate in Piazza Maggiore ad ascoltare Beppe Grillo. Se Grillo andasse in televisione farebbe minimo 10 milioni di telespettattori, dato che praticamente tutti sono d'accordo con quanto sostiene. Grillo non fa che ribadire questioni ormai assodate: tutti (non solo i politici) ci stanno fregando, ci stanno rubando soldi e dignità, e noi ci siamo rotti i coglioni. Ma dai. Quello che invece mi inquieta è la capacità del "Sistema" di assorbire ogni tentativo di destabilizzazione. Sono trascorsi appena due giorni dal V-Day ed ecco che di Grillo e dei suoi vaffanculo, e dei grandi numeri smossi (afflusso, consenso, mobilitazione) non si parla quasi più sui "media tradizionali", ma il tutto viene ricondotto alla Politica. I giornali trattano l'argomento su due versanti:
- le dichiarazioni dei politici, divisi tra coloro che fiutano l'aria ed ammiccano all'antipolitica, e di quelli che invece vogliono tenersi stretti i propri conservatori elettori e parlano di "demagogia e pressapochissimo";
- l'insinuare la possibile deriva populistica di Grillo, da comico ad adunatore di masse adoranti fino addirittura a vociferare di una possibile candidatura alle prossime elezioni (già pronto il sondaggio).
Della proposta di legge tracce sbiadite. Gli anticorpi di questo "sistema-Italia" (fatto di giornali, tv e politica, un blocco monolitico e refrattario) sono lestissimi e con il pelo sullo stomaco. Gomma solida e pronta ad assorbire l'impertinenza, conscia che la massa verrà distratta dalle sterili polemiche sopracitate, oppure annoiata. Si soffoca sempre il dibattito distogliendo l'attenzione, per chi ci casca, oppure facendo allontanare per noia e disgusto chi invece vorrebbe approfondire. Tanto Grillo non lo può votare nessuno, e dunque il popolo del V-Day ha un valore tendente allo zero.
UPDATE: gli anticorpi dilagano, come previsto.
Scontata è pure la reazione critica al Qualunquismo e ai toni troppo sguaiati del Grillo Sparlante. L'obiettivo di Grillo non è far passare una legge particolare, ma abbraccia l'intero complesso della nostra esistenza. Il vaffanculo è generalizzato ed estendibile a tutte le clamorose porcate che si perpetuano ogni giorno in ogni settore della nostra esistenza (e mi sembra superfluo doverlo scrivere, sono le stesse cose che dice la casalinga di Voghiera): ambiente, comunicazione, industria, economia, società, diritti, politica, fino ad arrivare al concetto stesso di relazione interpersonale e popolare, alla ricerca di schiettezza, onestà e pragmaticità genuina (non quella da vipere che attualmente ottenebra tutto e tutti). La Rivoluzione Totale che ha in mente Grillo la si dovrebbe forse fare a colpi di fioretto? O forse non sarebbe più adatto allo scopo un ideale badile dialettico da imbracciare e sferrare sulle gengive dei guardiani dell'Impero? Nel dubbio, le menti brillanti della nostra società producono le solite e convisibili considerazioni: Michele Serra ha ovviamente ragione, tuttavia non è altro che un ingranaggio critico ma mansueto che, sostanzialmente, non smuove nulla. Prende atto, riempie le pagine di buon senso, fa annuire con la testa, ma viene soverchiato da chi urla di più: i politicanti si fanno aiutare dai microfoni dei giornalisti, perlomeno Grillo ci mette la sua voce.
Sono uscito di casa che faceva caldissimo. Stavo per raggiungere la mia macchina parcheggiata - la mia macchina è rossa e da lontano si vede subito - quando qualcosa di molto più interessante m'ha distratto. Sul vetro di una Golf verde petrolio, appoggiato al tergicristallo, dove di solito gli ausiliari del traffico ci piazzano le multe, più precisamente subito accanto a quel cosetto di plastica che spruzza l'acqua sul parabrezza, proprio lì stava un gambero.
Un gambero arancione, uno di quelli che nei ristoranti fa bella mostra di sé in cima alle fritture miste o sul cucuzzolo della montagna di spaghetti allo scoglio. Aveva tutto di un gambero, aveva quelle antennine, la crosta arancione disarticolata che gli permette il movimento in acqua, le due perline nere sporgenti come occhi, le zampe disposte a raggiera sotto la pancia: era un gambero a tutti gli effetti e se ne stava lì, impossibile, sul parabrezza di una Golf verde petrolio. Morto, certo: non l'ho toccato, non ho idea se fosse cotto o cosa, ma di sicuro era morto. Volete che non sappia riconoscere un gambero morto da un gambero vivo?
Ho alzato gli occhi al cielo, tipo uno che ha appena pestato una cacca, come se in cielo, proprio sopra la Golf verde petrolio, potesse esserci, che ne so, una navicella spaziale a forma di gambero, oppure una nube gravida di uno di quei fenomeni meteorologici che ogni tanto si sentono al telegiornale in quei posti strani: tormenta di rospi ad El Paso. Epperò nel cielo sopra Roma, a parte un azzurro accecante e la pallina gialla del sole, non c'era niente.
Un gambero arancione, uno di quelli che nei ristoranti fa bella mostra di sé in cima alle fritture miste o sul cucuzzolo della montagna di spaghetti allo scoglio. Aveva tutto di un gambero, aveva quelle antennine, la crosta arancione disarticolata che gli permette il movimento in acqua, le due perline nere sporgenti come occhi, le zampe disposte a raggiera sotto la pancia: era un gambero a tutti gli effetti e se ne stava lì, impossibile, sul parabrezza di una Golf verde petrolio. Morto, certo: non l'ho toccato, non ho idea se fosse cotto o cosa, ma di sicuro era morto. Volete che non sappia riconoscere un gambero morto da un gambero vivo? Ho alzato gli occhi al cielo, tipo uno che ha appena pestato una cacca, come se in cielo, proprio sopra la Golf verde petrolio, potesse esserci, che ne so, una navicella spaziale a forma di gambero, oppure una nube gravida di uno di quei fenomeni meteorologici che ogni tanto si sentono al telegiornale in quei posti strani: tormenta di rospi ad El Paso. Epperò nel cielo sopra Roma, a parte un azzurro accecante e la pallina gialla del sole, non c'era niente.
Ci hanno lasciato, questa settimana:
- un ibrido portatile-palmare Palm soffocato prima ancora di essere messo in commercio
- un presentatore rovinato dal mondo del gossip
- il miglior tenore italiano che non sa leggere le partiture
- uno stereo boombox troppo costoso prodotto dalla Mela
- un ibrido portatile-palmare Palm soffocato prima ancora di essere messo in commercio
- un presentatore rovinato dal mondo del gossip
- il miglior tenore italiano che non sa leggere le partiture
- uno stereo boombox troppo costoso prodotto dalla Mela
Mi sono reso conto di non tollerare la visione di uomini, maschi, che mangiano il gelato.
L'ho capito in via definitiva una sera d'estate, (via definitiva non è un luogo) ciondolando pigramente davanti alla gelateria "Il pellicano" su Via Cassia, quando le mie pupille si sono soffermate su un uomo, seduto da solo al tavolino, che leccava un gelato al cioccolato. Lo avrei sciolto seduta stante in un container di acido solforico, ammesso che l'acido solforico possa sciogliere le carni di un uomo, non lo so, non sono mai stato bravo in chimica, non sono mai stato bravo in niente a scuola, comunque sia gli avrei fatto qualcosa di molto doloroso al fine semplicissimo di farlo smettere di fare quello che stava facendo, ovvero leccare un gelato al cioccolato.
L'ho capito in via definitiva una sera d'estate, (via definitiva non è un luogo) ciondolando pigramente davanti alla gelateria "Il pellicano" su Via Cassia, quando le mie pupille si sono soffermate su un uomo, seduto da solo al tavolino, che leccava un gelato al cioccolato. Lo avrei sciolto seduta stante in un container di acido solforico, ammesso che l'acido solforico possa sciogliere le carni di un uomo, non lo so, non sono mai stato bravo in chimica, non sono mai stato bravo in niente a scuola, comunque sia gli avrei fatto qualcosa di molto doloroso al fine semplicissimo di farlo smettere di fare quello che stava facendo, ovvero leccare un gelato al cioccolato.
Da quando a fine giugno abbiamo cambiato cucina, sapevo che la sua fine era segnata. Invece di partire per l'Abruzzo con il resto della vecchia cucina, sistemata in una casa nuova, il blocco fornello era ormai malandato: il forno bruciava le torte senza cuocerle.
Passata l'estate, ogni giorno uscendo dal garage pensavo che dovevo proprio muovermi a fargli una foto ricordo, alla serie di manopole e ai particolari incrostati da migliaia di cotture. Da quando ero bambino ad oggi è stato l'unico, il solo Fornello. Ho imparato a usarne il timer, la lucina del forno ormai rotta, quella del girarrosto praticamente inusata. La sua grafica anni '80 è stata forse il primo tipo di "icona" che io abbia mai adorato da piccino, quando ancora Windows e le sue finestre erano lontane.
Non che io sia mai stato grande cuoco, sia chiaro, o abbia trascorso le ore davanti a lui per preparare succulente pietanze, ma in qualche modo faceva parte della mia infanzia come ogni oggetto secolare che ancora gira per casa. Per una forma di anomala passione per gli oggetti non riesco a distaccarmi dalle cose che ho usato e posseduto per lungo tempo. Non riesco a buttarle, a separarmene, a trattarle senza cura. Ogni feticcio dopo qualche anno diventa "storia" di me stesso e potendolo fare, lo porterei con me per tutta la vita.
Così, dicevo, stamattina ho visto il forno stranamente sgombro dei giornali e delle scatole di scarpe che vi erano sopra. Ho capito in un lampo che era il momento, che non l'avrei trovato al mio ritorno a casa. In ritardo, con l'ipod nelle orecchie e le scarpe ben allacciate non ho voluto salire le scale per fargli un ultimo scatto, ma solo una veloce istantanea con il cellulare ad imperitura memoria. Una fotaccia, dove non si vede niente complice la poca luce del mattino e la pochezza di una fotocamera integrata in un telefono. Poi al ritorno, appunto, il suo posto vuoto, come avevo supposto.
Buon viaggio caro forno Ariston. Ho mangiato molto bene con te.
Ogni tanto scopro ancora qualche cliente che, pur seguendo abbastanza il mondo dei computer ed usandolo quotidianamente, non conosce certi meravigliosi giocattoli.
K., 50 e rotti anni, uso intensivo di Photoshop, Skype con credito telefonico, Viamichelin.com, giochi online eccetera, ieri sente nominare per la prima volta dal sottoscritto Google Earth.
Tutto eccitato lo installo come se dovessi mostrare qualcosa di strepitoso e che non può lasciare indifferenti.
Proviamo a scrivere "Parigi"... lo zoom aumenta, aumenta.
- Bello - mi fa - è tipo una foto del satellite?
- No - faccio io - sono foto aeree ma non sono in tempo reale con la gente che si muove. Vengono aggiornate una volta ogni tanto.
- Ah ho capito - dice richiudendo il programma senza il minimo interesse.
Non sono manco stato a spiegare della funzione per sorvolare, e quella della volta celeste eccetera. Che si giri pure il mondo con il suo camper.
K., 50 e rotti anni, uso intensivo di Photoshop, Skype con credito telefonico, Viamichelin.com, giochi online eccetera, ieri sente nominare per la prima volta dal sottoscritto Google Earth.
Tutto eccitato lo installo come se dovessi mostrare qualcosa di strepitoso e che non può lasciare indifferenti.
Proviamo a scrivere "Parigi"... lo zoom aumenta, aumenta.
- Bello - mi fa - è tipo una foto del satellite?
- No - faccio io - sono foto aeree ma non sono in tempo reale con la gente che si muove. Vengono aggiornate una volta ogni tanto.
- Ah ho capito - dice richiudendo il programma senza il minimo interesse.
Non sono manco stato a spiegare della funzione per sorvolare, e quella della volta celeste eccetera. Che si giri pure il mondo con il suo camper.
Bentornati al nostro appuntamento con le paparazzate dal lido di Venezia, appuntamento che finisce oggi visto che domani si torna a lavorare e la si smette di spacciarsi per accreditato Warner che si spaparanza nella hall del prestigioso Hotel Excelsior... ;)
Questa mattina file di ragazzine e sbarbati con ombrellini per il sole e ipod in attesa davanti il tappeto rosso. Brad e Angelina sfileranno questa sera alle 22 per la prima del film "The assassination of Jesse James" e viene da chiedersi se due minuti di visione di un vip valgano 12 ore di attesa. Ai Musei vaticani si aspetta meno, ma volete mettere una foto di Brad, oh mio Dio è luiii? Tra l'altro una sbirciatina gliel'abbiamo data poco fa, al suo blindatissimo arrivo all'Excelsior: è davvero figo, a livelli che noi maschietti non raggiungeremo mai e non c'è palestra o gel che tenga. Ho scattato tre foto: in una ha la mano davanti la faccia e saluta, in una è di spalle e nella terza controsole ho scattato a caso e gli ho preso le mani. Sono uno sfigato.
Il luogo più esclusivo della Mostra del Cinema, dicono i giornali, è la piscina dell'Excelsior: the Pool. Ci sono stand, barettini con divani, cagate e cotillons sponsorizzati. Non solo è la zona più inutile del Festival ma anche quella dove gira più gente che non c'entra niente. In realtà la zona più esclusiva del Festival è appunto il Festival. Ai varchi si passa solo con accredito o biglietto anche solo per prendere un panino o fare pipì. Metal detector, polizia e gorilla ovunque in quantità eccessiva.
Carlo Rossella gironzola tutto il giorno con aria da tombeur de femme nella hall e nei corridoi qua dentro. O non lavora o è disperatamente in caccia di una donna fascinosa. Tipo la moglie del Mago Forrest, molto carina e all'acqua di rose.
Certa gente non te la levi mai di torno. Non parlo di Mollica, sarebbe troppo facile. Tre nomi: Marzullo, Ippoliti, Zazà di Striscia. Mobbastaveramente però.
Ieri arrivano Cristina Parodi e Giorgio Gori e monopolizzano l'attenzione nella hall. Tra le donne invidiose che le ammirano il decolletè e chi riverisce e saluta con inchini e sudditanza il boss di Magnolia spiccano le uscite del popolino:
- Hai visto? C'è la Parodi e Cecchi Gori!
Questa mattina file di ragazzine e sbarbati con ombrellini per il sole e ipod in attesa davanti il tappeto rosso. Brad e Angelina sfileranno questa sera alle 22 per la prima del film "The assassination of Jesse James" e viene da chiedersi se due minuti di visione di un vip valgano 12 ore di attesa. Ai Musei vaticani si aspetta meno, ma volete mettere una foto di Brad, oh mio Dio è luiii? Tra l'altro una sbirciatina gliel'abbiamo data poco fa, al suo blindatissimo arrivo all'Excelsior: è davvero figo, a livelli che noi maschietti non raggiungeremo mai e non c'è palestra o gel che tenga. Ho scattato tre foto: in una ha la mano davanti la faccia e saluta, in una è di spalle e nella terza controsole ho scattato a caso e gli ho preso le mani. Sono uno sfigato.
Il luogo più esclusivo della Mostra del Cinema, dicono i giornali, è la piscina dell'Excelsior: the Pool. Ci sono stand, barettini con divani, cagate e cotillons sponsorizzati. Non solo è la zona più inutile del Festival ma anche quella dove gira più gente che non c'entra niente. In realtà la zona più esclusiva del Festival è appunto il Festival. Ai varchi si passa solo con accredito o biglietto anche solo per prendere un panino o fare pipì. Metal detector, polizia e gorilla ovunque in quantità eccessiva.
Carlo Rossella gironzola tutto il giorno con aria da tombeur de femme nella hall e nei corridoi qua dentro. O non lavora o è disperatamente in caccia di una donna fascinosa. Tipo la moglie del Mago Forrest, molto carina e all'acqua di rose.
Certa gente non te la levi mai di torno. Non parlo di Mollica, sarebbe troppo facile. Tre nomi: Marzullo, Ippoliti, Zazà di Striscia. Mobbastaveramente però.
Ieri arrivano Cristina Parodi e Giorgio Gori e monopolizzano l'attenzione nella hall. Tra le donne invidiose che le ammirano il decolletè e chi riverisce e saluta con inchini e sudditanza il boss di Magnolia spiccano le uscite del popolino:
- Hai visto? C'è la Parodi e Cecchi Gori!
Sempre in ambito di cappelle ieri in sala a vedere il bel film di Ken Loach due ragazzi dietro a me, tra i pochi paganti probabilmente, nel mare di invitati, fotografi, giornalisti e magna magna vari, se ne escono con un bel siparietto. Lei individua seduta poco avanti Margherita Buy (bellissima anche lei). Manda in avanscoperta il moroso a vedere se ha visto bene. Lui va a vedere, conferma. Lei si alza per fare una foto. Si avvicina il ragazzo alla timidissima attrice italiana e chiede:
- Scusa sei Margherita Buy?
- Si - fa lei timidissima quasi recitando la stessa parte dei suoi film con gli occhi sgranati e il volto teso
- Possiam fare una foto?
Le siede a fianco, la ragazza impugna il telefono per scattare (sic!) e mentre scatta lui le fa:
- Complimenti mi sei piaciuta tantissimo ne L'ultimo bacio.
- Io non ho fatto L'ultimo bacio - fa lei trafelata.
- Ahhh è vero era queel'altro coome si chiama tesoro?
Non le viene in mente manco a lei. Battono in ritirata. Risate, grasse risate.
- Scusa sei Margherita Buy?
- Si - fa lei timidissima quasi recitando la stessa parte dei suoi film con gli occhi sgranati e il volto teso
- Possiam fare una foto?
Le siede a fianco, la ragazza impugna il telefono per scattare (sic!) e mentre scatta lui le fa:
- Complimenti mi sei piaciuta tantissimo ne L'ultimo bacio.
- Io non ho fatto L'ultimo bacio - fa lei trafelata.
- Ahhh è vero era queel'altro coome si chiama tesoro?
Non le viene in mente manco a lei. Battono in ritirata. Risate, grasse risate.
buongiorno a tutti dal vostro intruso di fiducia. sto scroccando la connessione di cinecittà sulla terrazza dell'Excelsior. perdonerete se scrivo male ed in fretta. Qui è tutto lustrini e gente impomatata che sembra lavorare davvero. poi c'è tutta la gente che vuol vedere i vip e fotografa ogni cosa, anche chi non conosce.
- chi è quello mamma?
- zitta e fotografa.
cose di questo genere.
spike lee è una specie di santone, sembra saperne a pacchi di ogni cosa, ha quell'aria da sapientino ma è proprio figo.
Mollica e' sempre l'unico che non si veste elegante. sembra un poveraccio in mezzo a befane incipriate, bodyguard e champagne. forse l'autografo piu' facile da reperire ma chi lo vuole?
alessandra mastronardi, quella dei cesaroni per intenderci, gira tranquilla e pochi la riconoscono. strappo una foto, con il solo intento di rivenderla come feticcio a Notuno, che la ama alla follia.
c'è anche quel pirla di calabrese che faceva striscia la notizia tempo fa. trafficava con una digitale per scattare foto da mostrare ai parenti ma non sembrava riuscirci.
ora torno di la', il mio obiettivo, helena bonham carter, è ancora lontano. :)
a dopo per altri aggiornamenti!

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