Tutti pazzi per Sarkozy. Sarkozy quà, Sarkozy là. Non è che voglia parlare di Sarkozy: non sarei in grado, non so nemmeno come la pensi, politicamente o che. Però impressione m'hanno fatto le enormi attenzioni mediatiche su quest'omino, e in particolare le ultime foto uscite, quelle in cui lui è a un ricevimento, le avrete viste, e prima guarda, si vede proprio che non resiste, la scollatura di non so quale mucca arrivata per l’occasione e travestita da essere umano con un bicchiere di martini appresso, e poi, in un’altra foto, sempre a un ricevimento, perché se c'è una cosa che questi uomini di potere fanno in grande quantità questa è proprio andare ai ricevimenti, al punto che viene lecito domandarsi quand’è che gli uomini di potere fanno le cose che gli uomini di potere dovrebbero fare, se stanno tutto il loro tempo a presiedere ai ricevimenti, ma non è questo il punto, il punto è la foto, perciò fatemi tornare a quella, alla foto dove si vede Sarkozy posare al ricevimento - nello specifico la visita ufficiale alla Regina Elisabetta - insieme alla sua bella Carla Bruni. Ecco, stanno tutti in fila, loro due, gli sposini novelli, e un sacco d'altra gente, in particolare delle vecchie bacucche ingioiellate con cappotti del secolo scorso e gli zigomi da beverly hills, e lui, Sarkozy, ha questa appuntitissima faccia da volpone, mentre si alza sulle punte per apparire alto quanto la sua bella.
Al che m'è venuto da pensare: eccolo qua, un altro di quelli. Eccolo qua! Un altro furbetto di cui si sentiva la mancanza, un altro vate dell'immagine politica, della promozione personale. Un altro esegeta della Confezione Perfetta: quanto mi stanno sul cazzo, se mi concedete il francesismo, giacché siamo in tema.
Quanto mi stanno sul cazzo questi tizietti bassi e piccoli incravattati che vanno ai ricevimenti e stringono mani e sorridono come in quelle scene dei film dove c'è il grande ricevimento e il protagonista si dimostra affabile con tutti epperò poi noialtri spettatori sappiamo eccome che c'è il trucco, cioè che a lui in realtà non gliene frega una cippa di nessuno, al protagonista, anzi se potesse vederli tutti morti e sepolti ne sarebbe più contento, lo sappiamo, certo, perché noi siamo gli spettatori e quello è un film, e quello che stringe mani e poi se le pulisce sul fianco della coscia non appena voltate le spalle si chiama Tom Cruise, George Clooney, conosciamo il meccanismo di queste cose, ne abbiamo viste tante e poi, suvvia, noi stessi, film o non film, nella realtà, li avremo passati quei due o tre natali o capidanno in compagnia di gente sconosciuta verso la quale, però, era necessario dimostrare grande attenzione e gentilezza, o no? Perciò non ci caschiamo più: lo sappiamo che il Grande Atteso del ricevimento puzza di pesce andato a male ancor prima di scendere la grande navata e inchinarsi all'applauso degli astanti. Lo sappiamo perché, in piccolo, in minuscolo, l'abbiamo scese anche noi quelle scale, ricevuti gli applausi da parenti e vecchi amici degli amici i cui nomi e cognomi c'erano sconosciuti e le cui mani da stringere ci apparivano come sogliole morte.
Per questo non riesco a capire a chi vorrebbe darla a bere, Sarkozy in quelle foto lì, mentre sorride a cento denti e si alza sulle punte delle sue scarpe già rialzate. Alla stampa? Agli elettori? Alla moglie stessa? Cosa dovrebbe avere uno così da insegnare a noi? Cos'ha di più? Perché mai dovremmo avere bisogno di tale gente, al mondo? Mi stanno sul cazzo quelli così: in più trovo che sia un'enorme mancanza di rispetto nei confronti di Carla Bruni stessa la quale, per carità, non sarà un mostro di simpatia, anzi, però perfino una così a me non sembra meriti l'onta di essere costretta a indossare ballerine ultrapiatte per non apparire troppo più alta del marito potente, ed ecco, è proprio questo gioco, un gioco al massacro, che mi sta sul cazzo, che mi fa pensare, guardando questo sgorbio francese danzare sulle punte come la Fracci, eccone un altro, un altro uguale ai suoi predecessori e che sta già facendo scuola per quelli che verranno.
Eccone un altro: un altro di quelli che per sfondare non riesce a fare affidamento solo sulla qualità del pensiero e la bontà delle azioni, no, lui è un altro di quelli, l'ennesimo, che dev'essere alto più di tizio, bello più di caio, magro ben più di sempronio. Ecco un altro di quelli che necessita di piccole bugie per arrivare alla fine dei propri ragionamenti.
Al che m'è venuto da pensare: eccolo qua, un altro di quelli. Eccolo qua! Un altro furbetto di cui si sentiva la mancanza, un altro vate dell'immagine politica, della promozione personale. Un altro esegeta della Confezione Perfetta: quanto mi stanno sul cazzo, se mi concedete il francesismo, giacché siamo in tema.
Quanto mi stanno sul cazzo questi tizietti bassi e piccoli incravattati che vanno ai ricevimenti e stringono mani e sorridono come in quelle scene dei film dove c'è il grande ricevimento e il protagonista si dimostra affabile con tutti epperò poi noialtri spettatori sappiamo eccome che c'è il trucco, cioè che a lui in realtà non gliene frega una cippa di nessuno, al protagonista, anzi se potesse vederli tutti morti e sepolti ne sarebbe più contento, lo sappiamo, certo, perché noi siamo gli spettatori e quello è un film, e quello che stringe mani e poi se le pulisce sul fianco della coscia non appena voltate le spalle si chiama Tom Cruise, George Clooney, conosciamo il meccanismo di queste cose, ne abbiamo viste tante e poi, suvvia, noi stessi, film o non film, nella realtà, li avremo passati quei due o tre natali o capidanno in compagnia di gente sconosciuta verso la quale, però, era necessario dimostrare grande attenzione e gentilezza, o no? Perciò non ci caschiamo più: lo sappiamo che il Grande Atteso del ricevimento puzza di pesce andato a male ancor prima di scendere la grande navata e inchinarsi all'applauso degli astanti. Lo sappiamo perché, in piccolo, in minuscolo, l'abbiamo scese anche noi quelle scale, ricevuti gli applausi da parenti e vecchi amici degli amici i cui nomi e cognomi c'erano sconosciuti e le cui mani da stringere ci apparivano come sogliole morte.
Per questo non riesco a capire a chi vorrebbe darla a bere, Sarkozy in quelle foto lì, mentre sorride a cento denti e si alza sulle punte delle sue scarpe già rialzate. Alla stampa? Agli elettori? Alla moglie stessa? Cosa dovrebbe avere uno così da insegnare a noi? Cos'ha di più? Perché mai dovremmo avere bisogno di tale gente, al mondo? Mi stanno sul cazzo quelli così: in più trovo che sia un'enorme mancanza di rispetto nei confronti di Carla Bruni stessa la quale, per carità, non sarà un mostro di simpatia, anzi, però perfino una così a me non sembra meriti l'onta di essere costretta a indossare ballerine ultrapiatte per non apparire troppo più alta del marito potente, ed ecco, è proprio questo gioco, un gioco al massacro, che mi sta sul cazzo, che mi fa pensare, guardando questo sgorbio francese danzare sulle punte come la Fracci, eccone un altro, un altro uguale ai suoi predecessori e che sta già facendo scuola per quelli che verranno.
Eccone un altro: un altro di quelli che per sfondare non riesce a fare affidamento solo sulla qualità del pensiero e la bontà delle azioni, no, lui è un altro di quelli, l'ennesimo, che dev'essere alto più di tizio, bello più di caio, magro ben più di sempronio. Ecco un altro di quelli che necessita di piccole bugie per arrivare alla fine dei propri ragionamenti.
Oggi, per farla breve, verrà consegnato al mondo del precariato e dei dottori in qualchecosa il nostro caro Fabietto, qui noto con il buffo nome di Attimo, troppo introverso e minimale nell'animo per postare qualche impressione di un momento, troppo preso per celebrarsi in modo adeguato anche online con qualche riflessione su un giorno così agognato da esser diventato, negli anni, quasi un incubo. Ed è arrivato quel giorno, chi l'avrebbe mai detto? Non solo è arrivato, ma ha fatto ovviamente piovere. Se mai un giorno toccherà al sottoscritto credo a questo punto che un'abbondante nevicata su Ferrara non ce la levi nessuno, per la gioia dei bimbi che faranno infine l'agognato pupazzo con il naso a carota.
Il coccodrillo alla facoltà di ingegneria narrerebbe dei primi anni incerti, muovendo timidi passi in un terreno che tanto quanto al sottoscritto non gli calzava a pennello, fino alla presa di coscienza di uno scoglio faticoso, una palude senza fine da cui dover uscire ad ogni costo e comunque da affrontare senza esitazioni di sorta. "Studiare qui sarà come mangiare il pesce di venerdì. Non sempre ne avremo voglia, ma comunque il venerdì il pesce ci sarà sempre" dispensava con saggezza vedendo i voti scadenti all'ennesimo test di elettronica digitale. Per non parlare del primo virgolettato che ricordi, a questo punto quasi un presagio: "Se non prendo 30 stavolta non lo prendo più", annunciava uscendo tronfio dal primo scritto del primo esame. Non lo prese in effetti quella volta, e nemmeno in futuro, a parte un celebre 29 mutato in 30, rubato per una svista alla bionda professoressa che proprio oggi lo cingerà d'alloro.
Voi dunque non potete capire quello che rappresenta il coronamento di un percorso simile. Non una laurea qualunque ma un faticoso percorso di vita lungo sette fottutissimi anni. Pomeriggi al caldo di una stanza a riempire di conti quaderni senza giungere ad un risultato (tra le lamentele parentali per i continui ritardi), compromessi raggiunti con le vacanze, i mondiali di calcio, i concerti persi per esami imminenti. Ritiri, fogli bianchi, bigliettini, jolly pescati all'ultimo, insinuazioni agli orali ("Ma lei è andato in vacanza o ha studiato?" - lol, ndR), pile di dispense fotocopiate e rilegate con pazienza per la pura soddisfazione che un cumulo di carta e la sicurezza di un libro possono dare. Un'esperienza da cui si esce duramente provati, che segna in maniera più o meno indelebile la coscienza privandola spesso della spensieratezza che si addice ad un giovane della nostra età.
Non vi chiedo comprensione per queste dure parole alle quali chi non ci conosce risponderebbe "Ecchessaramai, è una laurea come tutte!", ma lasciatemi celebrare un compagno che oggi vince, di misura, la partita, ed esce alfin a rivedere le stelle. Con il cuore gonfio di sconfitte ed umiliazioni e la certezza che la molta stoffa da vendere si vedrà solo adesso, libero di correre sulla prateria come sempre ha voluto fare. E soprattutto la sicurezza che tutto questo non accadrà più. Mai più.
P.S. Dottore, dottore del buco del cul. Vaffancul, vaffancul. (rit, ad libitum)
Siamo alla terza puntata di Minchiata Elettorale. [Prima puntata e seconda puntata] Stavolta è il turno dei Socialisti di Boselli. I socialisti, devo confessarlo, mi son simpatici, sarà che vedere il partito di Turati e Anna Kuliscioff ridotto ai minimi termini, mi fa tenerezza. Comunque, non mi faccio impietosire e parto alla ricerca della minchiata perfetta. La trovo già in uno degli slogan:All'Italia della 194: non sarai mai sola
[era la Lazio, che sul prato verde vola]
Poi ci sono i manifesti: "sono un operaio e sono incazzato". sono un ... e sono incazzato
[sono uno stronzo qualunque, e vi prego di mettervi in fila]
Poi leggo nel programma:
Se Turati nel 1929 sognava gli “Stati Uniti d’Europa”, oggi si possono sognare gli “Stati Uniti del mondo”
[a quando la fratellanza universale del sistema solare?]
vado avanti:
Un mondo senza tortura, senza sentenze capitali, senza censura né oppressione, senza doppi standard sui diritti umani tra Paesi ricchi e poveri sarà più sicuro, più ricco, più tollerante, multi-culturale e multi-etnico.
[ma anche no]
proseguo:
Occorre trasformare la perdita del lavoro da dramma a occasione di riqualificazione professionale.
[capito, caro Johnnydurelli!?]
insisto:
permettere alle persone transessuali di ottenere la rettifica del sesso con regole meno restrittive
[a Bosè, se ne stava interessando già Sircana]
e concludo:
L’Italia deve finalmente regolamentare tutti gli stranieri che hanno un lavoro stabile e che non hanno commesso reati.
[a Bosè: questo lo dice pure Fini]
Minchiate elettorali, insomma, se ne trovano in tutti i programmi. Decidete di conseguenza. Nella prossima puntata, La Destra di Storace
Non ne posso più d'essere una brava persona. Che ne dite, per esempio, di drogarci tutti? Percorriamo la via dell'eroina, della cocaina, della droga pesante, non lo so, di queste cose qui, le cose che fanno le persone con le unghie sporche, con le case luride. Chi è con me? Chi è che è pure stufo d'essere a tal punto una persona morale, proba?
Signori, no no no, io non vi sto invitando ad alzarvi per fare la rivoluzione, anzi: tutto il contrario. Io, se lo credete, vi sto dicendo: sedetevi ancora di più, sprofondateci nelle vostre poltrone, non leggete più un libro, non vi documentate, non studiate, non costruitevi tutt'intorno quest'aura da persone squisite, in gamba, critiche, socialmente accettabilissime, perché non serve a un cazzo.
Restatevene lì seduti punto e basta.
Ingrassate, fate briciole e che queste briciole se ne restino per lunghe ore sulla bocca del vostro stomaco, immobili come esattamente immobili voi starete. Droghiamoci, scegliamoci un'altra cosa rispetto alla vita, per dirla come Trainspotting.
Lasciamo perdere i nostri televisori, i nostri capi firmati, l'abbigliamento, le belle case, certe macchine, alcune scelte, le unghie limate, i capelli setolosi, i fidanzati e le fidanzate da cui non riusciamo a separarci definitivamente e facciamo così, proprio come si vede in Trainspotting fare: droghiamoci. Insensatamente. Non ci pensiamo più a tutta questa merda. Padri, madri, single: droghiamoci tutti insieme. Decidiamo un giorno alla settimana, lasciamo figli e figlie alla baby sitter, mariti e mogli all'amante e ubriachiamoci. Facciamoci riprendere dalle telecamere di sorveglianza a circuito chiuso di un grande centro commerciale mentre sottraiamo dagli scaffali beni di primissima necessità come ciocchini, pan di stelle, torroni, gin scadente e banane.
Proviamo la via dell'autodistruzione, del vizio, del vezzo, della dissolutezza: ubriachiamoci seminudi sbracati su divani di pelle in compagnia di altri di cui non ricordiamo affatto nome o provenienza. Facciamo scattare antifurti e che la nostra corsa veloce sia cadenzata dalle urla del prossimo, terrorizzato prossimo; e poi fottiamolo questo prossimo, superiamo a destra, cerchiamo anche noi una scorciatoia.
Non dico di assassinare, no, sarebbe troppo impegnativo, faticoso, invece questo vorrebbe essere un manifesto realistico di propaganda al vizio, per cui lasciamo da parte gli omicidi, ché quelli presuppongono una certa attitudine alla scaltrezza, alla precisione, alla puntualità, quindi alla non-pigrizia, tutte cose che non ci interessano adesso, in quanto quello che vogliamo diventare, e cioè persone meramente pessime e moralmente corrotte, non ha a che fare con la fatica, se non quella che sarà richiesta agli altri i quali vanamente insisteranno per riportarci sulla retta via.
Limitiamoci a guidare cantando nella notte, rispettando mai i limiti di velocità, invertendo il rosso col verde del semaforo; fumiamo marijuana, iniettiamoci sostanze pazzesche nelle vene, diventiamo ben abili con cucchiaini, siringhe, eccetera eccetera, facciamoci trovare dai soccorritori riversi in stanze putride, mezzi morti affogati nel nostro stesso vomito, facciamo impensierire mamma e papà, scappiamo da ospedali psichiatrici, centri di recupero, penitenziari, bruciamoci le narici e le corde vocali, facciamo in modo che i vigili, per la strada, incontrandoci, avvicinino il loro palmo di mano alle berette d'ordinanza, vaghiamo per ore, il giorno dopo, perché non ci ricordiamo dove abbiamo parcheggiato la macchina, essù, dai, facciamo irruzione nelle drogherie con una calzamaglia calata sulla faccia, ma soprattutto smettiamola con l'essere persone che rigano dritto. A cosa ci ha portato l'essere brava gente, se non davanti all'ennesimo bicchiere di oban?
Signori, no no no, io non vi sto invitando ad alzarvi per fare la rivoluzione, anzi: tutto il contrario. Io, se lo credete, vi sto dicendo: sedetevi ancora di più, sprofondateci nelle vostre poltrone, non leggete più un libro, non vi documentate, non studiate, non costruitevi tutt'intorno quest'aura da persone squisite, in gamba, critiche, socialmente accettabilissime, perché non serve a un cazzo.
Restatevene lì seduti punto e basta.
Ingrassate, fate briciole e che queste briciole se ne restino per lunghe ore sulla bocca del vostro stomaco, immobili come esattamente immobili voi starete. Droghiamoci, scegliamoci un'altra cosa rispetto alla vita, per dirla come Trainspotting.
Lasciamo perdere i nostri televisori, i nostri capi firmati, l'abbigliamento, le belle case, certe macchine, alcune scelte, le unghie limate, i capelli setolosi, i fidanzati e le fidanzate da cui non riusciamo a separarci definitivamente e facciamo così, proprio come si vede in Trainspotting fare: droghiamoci. Insensatamente. Non ci pensiamo più a tutta questa merda. Padri, madri, single: droghiamoci tutti insieme. Decidiamo un giorno alla settimana, lasciamo figli e figlie alla baby sitter, mariti e mogli all'amante e ubriachiamoci. Facciamoci riprendere dalle telecamere di sorveglianza a circuito chiuso di un grande centro commerciale mentre sottraiamo dagli scaffali beni di primissima necessità come ciocchini, pan di stelle, torroni, gin scadente e banane.
Proviamo la via dell'autodistruzione, del vizio, del vezzo, della dissolutezza: ubriachiamoci seminudi sbracati su divani di pelle in compagnia di altri di cui non ricordiamo affatto nome o provenienza. Facciamo scattare antifurti e che la nostra corsa veloce sia cadenzata dalle urla del prossimo, terrorizzato prossimo; e poi fottiamolo questo prossimo, superiamo a destra, cerchiamo anche noi una scorciatoia.
Non dico di assassinare, no, sarebbe troppo impegnativo, faticoso, invece questo vorrebbe essere un manifesto realistico di propaganda al vizio, per cui lasciamo da parte gli omicidi, ché quelli presuppongono una certa attitudine alla scaltrezza, alla precisione, alla puntualità, quindi alla non-pigrizia, tutte cose che non ci interessano adesso, in quanto quello che vogliamo diventare, e cioè persone meramente pessime e moralmente corrotte, non ha a che fare con la fatica, se non quella che sarà richiesta agli altri i quali vanamente insisteranno per riportarci sulla retta via.
Limitiamoci a guidare cantando nella notte, rispettando mai i limiti di velocità, invertendo il rosso col verde del semaforo; fumiamo marijuana, iniettiamoci sostanze pazzesche nelle vene, diventiamo ben abili con cucchiaini, siringhe, eccetera eccetera, facciamoci trovare dai soccorritori riversi in stanze putride, mezzi morti affogati nel nostro stesso vomito, facciamo impensierire mamma e papà, scappiamo da ospedali psichiatrici, centri di recupero, penitenziari, bruciamoci le narici e le corde vocali, facciamo in modo che i vigili, per la strada, incontrandoci, avvicinino il loro palmo di mano alle berette d'ordinanza, vaghiamo per ore, il giorno dopo, perché non ci ricordiamo dove abbiamo parcheggiato la macchina, essù, dai, facciamo irruzione nelle drogherie con una calzamaglia calata sulla faccia, ma soprattutto smettiamola con l'essere persone che rigano dritto. A cosa ci ha portato l'essere brava gente, se non davanti all'ennesimo bicchiere di oban?
Le hai prese in pieno, le hai sfilate fisicamente dalle scarpe che indossavano, hai accartocciato le lamiere della tua auto contro il peso soffice, ma moltiplicato all'infinito, dei fianchi femminili delle irlandesi turiste, il giorno di San Patrizio, patrono d'Irlanda, pensa che sfiga: il giorno successivo, se l'avessi scelto tra i tanti plausibili, non avresti trovato nessuno ad attraversare quel punto di strada. Le hai fatte fuori, ti sei fermato, hai visto il macello, hai bestemmiato gesucristo onnipotente, sei tornato in macchina, sei ripartito, t'hanno beccato, t'hanno arrestato, t'hanno rilasciato, ora ti rimettono dentro.
Io, devi sapere, ce l'ho proprio a morte con quelli come te, quelli che per sbadataggine o incuria, ammazzano e poi cercano di farla franca, perché, dall'alto del mio comodissimo divano, penso sempre di potere, in qualche modo perverso, essere migliore, migliore di così, e quindi, calandomi per un momento, per gioco, perpetrando quell'immortale motivetto del "what if", nei panni di quelli come te, io mi dico con certezza matematica che NO, io mi fermerei, io soccorrerei, io affronterei le conseguenze.
Però, caro amico mio, che hai ucciso, mezzo ubriaco, due irlandesi, io stavolta sono dalla parte tua, perché t'ho visto in quel video, che la stampa d'Italia ha apostrofato con termini quali (cito testualmente)
"disgustoso",
"sconvolgente",
"della follia",
t'ho visto, ed è stato come guardarmi allo specchio, barba incolta compresa, espressione da imbecille anche.
T'ho visto e mi sono rivisto io, ho rivisto tutti i miei amici, uno dopo l'altro, quelli a cui voglio bene, quelli che sono i miei punti fermi, unici insieme a mamma e papà, quando in macchina, in viaggio, durante una delle nostre innocenti scorribande per la città o per l'Italia, verso un concerto, verso una femmina, verso una partita, verso un weekend lontano da casa e dai cazzi, facciamo esattamente così, con la musica in sottofondo, a un volume insostenibile, con quelle facce lì, digrignando i denti, sollevando le sopracciglia, cantandoci addosso le parole che ricordiamo e soffiando inintellegibilmente quelle di cui non siamo sicuri, facciamo così, anche noi, faccio così io, parlo al telefono, mi metto al volante dopo un bicchiere di troppo, stando poi attentissimo, certo, e questo, forse, questa attenzione che io presterei - e ho prestato - confrontata con la tua dimostrata incuria, segna una profonda linea di demarcazione tra quello che sono io e quello che sei tu, sfortunato neo-pirata, ecco cosa faccio in macchina, spesso e volentieri, raccolgo da terra una monetina caduta, mollo per un istante o due le mani dal volante, e giammai penso di essere "disgustoso", "sconvolgente", "folle", anche perché sta proprio in questo la severa moralità del "grande fratello", dell'occhio della telecamera perpetuamente puntato sulla nostra esistenza: cogliere per forza di cose, prima o poi, il peggio di noi, anche se "noi" siamo il meglio della società civile.
Io, devi sapere, ce l'ho proprio a morte con quelli come te, quelli che per sbadataggine o incuria, ammazzano e poi cercano di farla franca, perché, dall'alto del mio comodissimo divano, penso sempre di potere, in qualche modo perverso, essere migliore, migliore di così, e quindi, calandomi per un momento, per gioco, perpetrando quell'immortale motivetto del "what if", nei panni di quelli come te, io mi dico con certezza matematica che NO, io mi fermerei, io soccorrerei, io affronterei le conseguenze.
Però, caro amico mio, che hai ucciso, mezzo ubriaco, due irlandesi, io stavolta sono dalla parte tua, perché t'ho visto in quel video, che la stampa d'Italia ha apostrofato con termini quali (cito testualmente)
"disgustoso",
"sconvolgente",
"della follia",
t'ho visto, ed è stato come guardarmi allo specchio, barba incolta compresa, espressione da imbecille anche.
T'ho visto e mi sono rivisto io, ho rivisto tutti i miei amici, uno dopo l'altro, quelli a cui voglio bene, quelli che sono i miei punti fermi, unici insieme a mamma e papà, quando in macchina, in viaggio, durante una delle nostre innocenti scorribande per la città o per l'Italia, verso un concerto, verso una femmina, verso una partita, verso un weekend lontano da casa e dai cazzi, facciamo esattamente così, con la musica in sottofondo, a un volume insostenibile, con quelle facce lì, digrignando i denti, sollevando le sopracciglia, cantandoci addosso le parole che ricordiamo e soffiando inintellegibilmente quelle di cui non siamo sicuri, facciamo così, anche noi, faccio così io, parlo al telefono, mi metto al volante dopo un bicchiere di troppo, stando poi attentissimo, certo, e questo, forse, questa attenzione che io presterei - e ho prestato - confrontata con la tua dimostrata incuria, segna una profonda linea di demarcazione tra quello che sono io e quello che sei tu, sfortunato neo-pirata, ecco cosa faccio in macchina, spesso e volentieri, raccolgo da terra una monetina caduta, mollo per un istante o due le mani dal volante, e giammai penso di essere "disgustoso", "sconvolgente", "folle", anche perché sta proprio in questo la severa moralità del "grande fratello", dell'occhio della telecamera perpetuamente puntato sulla nostra esistenza: cogliere per forza di cose, prima o poi, il peggio di noi, anche se "noi" siamo il meglio della società civile.
Cari amici, bentrovati alla seconda puntata di Minchiata Elettorale. [qui la prima] Oggi, come promesso, è di scena il Pdl di Berlusconi. Lui, lo sapete, è un vero artista della Minchiata, basti pensare a tutte quelle che ha infilato nelle ultime due settimane, quindi, pensavo, "non avrò problemi a trovarne nel programma". Mi sbagliavo, perché il programma è scritto per punti, per slogan, per missioni [dev'essere un fanatico di Ogame, il Berlusca]. Quindi, enucleare LA minchiata è stato un po' più difficile rispetto al programma del Pd, che invece è lungo e articolato [come abbiamo visto la volta scorsa, il fatto che un testo sia lungo e articolato, non lo mette affatto in salvo dalla possibilità che esso contenga una minchiata, anzi]. E dunque, stavo quasi disperando dalla mia impresa di cercatore conto terzi di minchiate elettorali, quando ho trovato questa:liberalizzazione delle telecomunicazioni e diffusione universale della larga banda
[mi stavo giustappunto chiedendo come mai mancasse il wireless nella Via Lattea]poi, scorrendo ancora il testo, mi sono imbattuto in questa:
utilizzo delle Poste Italiane per servizi sociali a domicilio
[vista la lentezza, arriveranno quando sarete già in decomposizione]
e ancora:
Contrasto all’insediamento abusivo di nomadi e allontanamento di tutti coloro che risultino privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza
[se siete disoccupati e la casa è intestata a vostra moglie che è francese, potete anche espatriare]
e poi:
[un grande classico che ritorna. Peccato che i nostri ragazzi non sappiano una beata mazza di storia e di letteratura e che i licei per cui eravamo famosi son diventati delle ciofèche]
e quindi:
creatività italiana in tutti i campi dello spettacolo, dell’arte e della multimedialità
[questa gliela deve aver suggerita Uòlter: inciucio!]
e infine, la più bella, la più esaltante, quella contenuta nello slogan:
[c'è pronto un tacco finto anche per te].
Come vedete, la Minchiata Elettorale è sempre lì, in agguato, tra le righe. Basta leggere. Appuntamento alla terza puntata in cui sminchieremo il programma dei Socialisti di Boselli.
Rallegratevi! Abbiamo finalmente la lista completa dei candidati premier per questo Paese. Ripetete a voce alta e coglietene il significato: Primo Ministro, Presidente del Consiglio, Capo del Governo italiano. Mica cotiche.Ebbene potrete scegliere addirittura fra 12 personalità di spicco, sicuramente adattissime a guidare il Paese con sapienza ed efficienza. Esse sono:
- Silvio e Walter, evvabbè fin qui niente di nuovo. Li conosciamo entrambi fin troppo bene: uno è quello che strappa i fogli e svende il figlio, l'altro è quello che gira in pullman e prende le multe, che ha candidato un operaio, uno studente raccomandato, un vescovo, un navigatore, un pilota di formula uno, eccetera... pure il vostro vicino è coinvolto.
- Fausto Bertinotti, immarcescibile, verso la fine della carriera politica, sempre dritto come un fuso con i suoi ideali, il suo cashmere e il portaocchiali. Un Presidente d'esperienza.
- Pierferdi. Allo sbaraglio, con la Chiesa dalla sua parte, almeno quella con la C maiuscola, che il resto dei cattolici chissà dove sono finiti, un po' di qua e un po' di là. Fondamentale per votare le leggi, pecorella smarrita prossima al rientro all'ovile a urne chiuse.
- Daniela Santanchè, donna cazzuta come le facevano una volta, l'unica peraltro in corsa tra i big, e che per questo dovrebbe rappresentare da sola l'altra metà del cielo. Donna Daniela presidente assicurerebbe ministri quali Briatore, Smaila, Simona Ventura, e si configura quindi benissimo come candidata per chi vuol vivere leggero, tra reality e champagne.
- Boselli. Ah già, lo SDI che ora è diventato partito Socialista. Quello che fa campagna elettorale con le parolacce. Sono "incazzati neri", ma spariranno come lacrime tra la pioggia, come sempre del resto.
- Stefano Montanari, della lista "Per il bene comune", è uno che merita il vostro voto solo per l'intento. Lui non è corrotto, non cerca poltrone o privilegi da Casta. Non è di sinistra o di destra. Vuole il vostro bene, dei vostri figli. Uno così dovrebbe prendere il 99% no?
- Bruno De Vita, dell'Unione democratica per i consumatori, se eletto presidente, metterà una Coop ad ogni angolo, un Billa vicino allo stadio, alla farmacia, un'Esselunga a lato del benzinaio. I prezzi scenderanno per concorrenza, la frutta e il pane saranno finalmente un bene per tutti come l'acqua. Per un'Italia del benessere. Per un'Italia dalla parte di chi consuma. Ma chi produrrà più?
- Flavia D'Angeli, della Sinistra critica, è scettica su questa Sinistra arcobaleno. Lei aveva proposto falce e martello verde e tricolore per contentare tutte le anime della coalizione, ma han preferito quello stupido simbolo arlecchino. Fatela Presidente e renderà più critico il modo di far politica, senza quaraquaqua e poltrone facili. Discutiamone con lei.
- Stefano De Luca, del Pli, per chi si sente ancora liberale, ma non crede in Silvio e nella visione tutta sua di libertà tinta di azzurro. Cilindro Montanelli, da lassù, approverebbe?
- Marco Ferrando, del Pcl, se eletto presidente spazzerà via ogni dubbio. La salma di Trotsky verrà riesumata definitivamente e resa venerabile in Vaticano. I lavoratori costituiranno un governo popolare che occuperà simbolicamente il paese. Probabile l'instaurazione di un ministero per gli scioperi e un sussidio che accompagni i nuovi nati dall'età dell'asilo a quella dell'ingresso in fabbrica.
- Renzo Rabellino rappresenta infine la Lista dei grilli parlanti. Verbosità al potere. Se lo eleggerete presidente occuperà la fascia preserale dopo il tiggì parlandovi dei risultati del Governo, giorno per giorno, al posto delle estrazioni del Lotto. Beppe Grillo tornerà in tv con un varietà e condurrà Sanremo mettendo al centro tematiche sociali e letture di post ad alta voce tratti dal suo celeberrimo blog. Mantellini sarà finalmente ministro delle comunicazioni, Gianluca Neri quello degli spettacoli, Giulia Blasi delle pari opportunità. Un presidente per tutelare la rete e i suoi adepti, al grido di "più banda per tutti!".
Qualcuno scopre solo oggi che tra un mese si andrà a votare, e che a gennaio è caduto il Gogogoverno. Beata innocenza.
Dice che le candidature del PD sono un primo esempio di traduzione concreta del “ma anche” veltroniano: l’imprenditore un po’ becero ma anche il sopravvissuto della Thyssen-Krupp, il teorico (uno dei teorici) dell’abrogazione dell’articolo 18 ma anche la precaria del call center. Mi pare invece che tradiscano, nella sostanza, un’inclinazione politica tutto sommato unidirezionale.
Stringetevi attorno al fuoco e fate attenzione alla storia che vi sto per raccontare, perché le parole che sentirete sono state tramandate da padre in figlio per intere generazioni. Finché non sono arrivate su Wikipedia e lì sono rimaste per ricordare ed ammonire i posteri su ciò che è stato.
E non dubitate di ciò che sentirete. Io stesso ho visto, proprio sabato scorso, il terrore negli occhi di Francesco Bianconi, cantante dei Baustelle, nel sapere che il giorno dopo, sullo stesso palco, sarebbero volate teste di maiale e il sangue sarebbe scorso a fiumi. C'era odore di paura. Stavano arrivando i Mayhem (Ooohh....)!
E non dubitate di ciò che sentirete. Io stesso ho visto, proprio sabato scorso, il terrore negli occhi di Francesco Bianconi, cantante dei Baustelle, nel sapere che il giorno dopo, sullo stesso palco, sarebbero volate teste di maiale e il sangue sarebbe scorso a fiumi. C'era odore di paura. Stavano arrivando i Mayhem (Ooohh....)!
Ho letto, e ne sono rimasto colpito, di questa bambina down che i genitori vorrebbero far operare da un chirurgo PLASTICO al solo fine di migliorarne i lineamenti.
La notizia in sé mi pare interessante perché racchiude un sacco di temi sociali ai quali io sono molto affezionato, uno su tutti la spregiudicatezza del sistema meritocratico odierno, il quale premia genericamente il "bello" rispetto al "brutto": in quest'ottica i genitori della creatura sfortunata - oh, no, non è affatto sfortunata, perché, diranno gli esegeti dell'evoluzionismo, dell'indeterminatismo, del darwinismo e della legge di murphy, essere affetti dalla sindrome di Down è bellissimo, magnifico, una distinzione peculiare come il monosopracciglio o, semmai, la prova definitiva dell'esistenza del Creatore - i genitori della sfortunata creatura, dicevo, ebbè, hanno tutte le ragioni di questo mondo per fare ciò che vogliono fare: è sicuro come l'alito cattivo dopo la zuppa di cipolle che questa bimba qui, down, il suo bel posto di lavoro lo avrà, forse, in un qualche call center o dietro il bancone di una farmacia dove distribuirà metadone ai bucatini del quartiere che la perculeranno forti del loro essere sbandati, però lo avrà.
(L'importante sarà che non si azzardi MAI, la bambina down, a pretendere una 'nticchia di più: e ci mancherebbe, cribbio. Cosa vorresti fare? Insegnare nelle Università? E chi ti credi di essere, ragazzina? Stephen Hawking? Quella è sclerosi laterale amiotrofica, mica cotica: riprova nella prossima vita e semmai aggiorna il curriculum.)
(Dico, ve l'immaginate i grandi partiti politici del futuro che faranno a gara per candidare lo storpio più eccentrico, il frocio più colossale, la lesbica più mascolina, la donna cannone più pesante, il mangiatore di spade più coraggioso, i gemelli siamesi più... Siamesi? Io sì: vista questa moda chic del Diverso A Tutti I Costi Da Integrare In Qualsiasi Cosa Al Fine Di Dimostrarsi Aperti e Inattaccabili Dal Punto Di Vista Della Democraticità)
La cosa fondamentale, però, alla quale secondo me i genitori - lui chirurgo plastico di fama mondiale, lei tipica strarifatta d'indefinibile età - hanno pensato per prima, è che, operandosi alla faccia, sottoponendosi ai ferri, estirpando così dalla pelle i segni evidenti di quell'ingombrante cromosoma in più, la bimba, che si chiama Ophelia, potrà essere down anche all'ennesima potenza, ma tanto nessuno lo noterà!
Sta qui la virgola di genio.
La notizia in sé mi pare interessante perché racchiude un sacco di temi sociali ai quali io sono molto affezionato, uno su tutti la spregiudicatezza del sistema meritocratico odierno, il quale premia genericamente il "bello" rispetto al "brutto": in quest'ottica i genitori della creatura sfortunata - oh, no, non è affatto sfortunata, perché, diranno gli esegeti dell'evoluzionismo, dell'indeterminatismo, del darwinismo e della legge di murphy, essere affetti dalla sindrome di Down è bellissimo, magnifico, una distinzione peculiare come il monosopracciglio o, semmai, la prova definitiva dell'esistenza del Creatore - i genitori della sfortunata creatura, dicevo, ebbè, hanno tutte le ragioni di questo mondo per fare ciò che vogliono fare: è sicuro come l'alito cattivo dopo la zuppa di cipolle che questa bimba qui, down, il suo bel posto di lavoro lo avrà, forse, in un qualche call center o dietro il bancone di una farmacia dove distribuirà metadone ai bucatini del quartiere che la perculeranno forti del loro essere sbandati, però lo avrà.
(L'importante sarà che non si azzardi MAI, la bambina down, a pretendere una 'nticchia di più: e ci mancherebbe, cribbio. Cosa vorresti fare? Insegnare nelle Università? E chi ti credi di essere, ragazzina? Stephen Hawking? Quella è sclerosi laterale amiotrofica, mica cotica: riprova nella prossima vita e semmai aggiorna il curriculum.)
(Dico, ve l'immaginate i grandi partiti politici del futuro che faranno a gara per candidare lo storpio più eccentrico, il frocio più colossale, la lesbica più mascolina, la donna cannone più pesante, il mangiatore di spade più coraggioso, i gemelli siamesi più... Siamesi? Io sì: vista questa moda chic del Diverso A Tutti I Costi Da Integrare In Qualsiasi Cosa Al Fine Di Dimostrarsi Aperti e Inattaccabili Dal Punto Di Vista Della Democraticità)
La cosa fondamentale, però, alla quale secondo me i genitori - lui chirurgo plastico di fama mondiale, lei tipica strarifatta d'indefinibile età - hanno pensato per prima, è che, operandosi alla faccia, sottoponendosi ai ferri, estirpando così dalla pelle i segni evidenti di quell'ingombrante cromosoma in più, la bimba, che si chiama Ophelia, potrà essere down anche all'ennesima potenza, ma tanto nessuno lo noterà!
Sta qui la virgola di genio.
Qualcosa che qui in Italia, tra un mese, tra un anno, un secolo, non succederà mai. Ci affacciamo sullo stesso mare, non siamo più a sud, non siamo più arretrati, più ignoranti. Eppure le elezioni per noi sono il momento più basso e buio della democrazia. Il teatrino dove recitare il peggio di noi stessi, l'esercizio della menzogna, del litigio, della baruffa. Un paese peraltro, dove la serietà non paga, dove il rigore morale e l'equilibrio di un candidato non sono sufficienti a portarlo alla guida del paese, ma dove vincono sempre e solo soldi, raccomandazioni, spintarelle, slogan e pacche sulle spalle. Una gara a chi mostra il peggio di se per aizzare gli animi e serrare le fila. Sputatevi addosso, fateci sognare!
- siete in pari con le puntate di Lost della programmazione americana, e cioè avete già visto la sesta puntata della quarta stagione;
- non siete ancora stufi di manifesti elettorali taroccati;
- volete sapere anche voi quello che ora sa Locke;
questa è per voi.
- non siete ancora stufi di manifesti elettorali taroccati;
- volete sapere anche voi quello che ora sa Locke;
questa è per voi.
Da ripetere ad alta voce:1 - Modulo principianti:
Tre Streghe guardano tre orologi Swatch. Quale strega guarda quale Orologio Swatch?
In inglese:
Three witches watch three Swatch watches. Which Witch watch which Swatch Watch?
2 - Modulo avanzato:
Tre streghe 'trans' guardano I cinturini di tre orologi Swatch. Quale strega trans guarda i cinturini di quale orologio Swatch?
In inglese:
Three switched Witches watch three Swatch watch switches. Which switched Witch watch Which Swatch watch switch?
3 - Modulo per masters:
Tre Streghe svedesi transessuali guardano I cinturini di tre orologi 'Swatch' svizzeri. Quale strega svedese transessuale guarda quale Cinturino di quale orologio 'Swatch' svizzero?
In inglese:
Three Swedish switched witches watch three Swiss Swatch watch switches.Which Swedish switched witch watch which Swiss Swatch watch switch?
Benvenuti nel blog del padre assassino, guardate le incredibili foto degli occhi da pazzo, signor omicida potrebbe spiegarci le ragioni del suo gesto?, non posso: riferite col mio agente grazie, ecco lei è la vicina di casa dell'infanticida: se lo aspettava?, era tanto una brava persona, pensi che usciva con le bambine tutte le mattine e prima di portarle a scuola entravano lì nel forno per la colazione, dunque lei è il fornaio: che può dirci del pazzo?, ohibò, una carissima persona, pulita e posata, chi lo avrebbe mai detto che, benvenuti a porta a porta, questa è la bambola gonfiabile che riproduce esattamente il corpo martoriato della vittima, e questa sera al maurizio costanzo show, in esclusiva, i ragazzi di Amici insceneranno il dramma delle madri assassine, a seguire un'inchiesta di platinette sui traumi psicopatologici post parto, da domani in libreria "la mia verità", lo sconcertante esordio letterario di mammamaria franzoni, e lei, signore caro, perché si trova qui dalle cinque di questa mattina?, ma che domanda, giornalista gentile, per vedere il mostro con questi vivi occhi!, per poterlo toccare!, per poterlo avvicinare!, sa che il mio bambino è molto malato e allora noi crediamo, la mia signora ed io, che un autografo del mostro lo potrebbe rimettere in sesto almeno un po', ridargli il sorriso;
grandi novità nell'inchiesta dell'ultimo barbaro caso: ritrovati dei peli incriminanti!, al lupo al lupo: appartenevano al cane, con tutti questi negri in giro, è normale che prima o poi ci scappa il morto, recuperata dopo quattro anni l'arma del delitto: si trovava ancora conficcata nella carne dell'ucciso, intanto i ris di parma si sono convinti: l'omicida è donna, ha colpito con la mano sinistra e apparteneva agli ultras della Lazio, no, fermi tutti: passo indietro nelle indagini, il morto non è morto: è stato visto vivo a comprare Il Manifesto, ta-daaan: nuovo ed agghiacciante video dell'adolescente impazzito: per soli tre euro e mezzo potete scaricarlo, ritrovati nel pozzo i corpi mummificati dei bambini, il padre resta in carcere perché non si può mai sapere, signora!, signora!, permette una domanda?, come si sente ad essere una madre di tre meravigliosi bambini morti?, queste due belle teenagers assassine hanno nel loro dna, a parte le prove scientifiche della colpevolezza, anche le credenziali per diventare le nuove, celeberrime, veline, parola di fotografo drogato, ehilà signor mora!, signor lele mora!, signor agente delle celebrità, perché è qui nella casa dell'orrore?, ce lo dica!, io sono qui per aiutare, caro mio, io sono qui per aiutare, lo giuro sul mio falso in bilancio, edizione straordinaria!, edizione straordinaria!, nessuna novità sul delitto di perugia!, ed è di questo che parleremo nella puntata odierna di matrix, del NIENTE: esperti in studio alba parietti, riccardo scamarcio, pierferdinando casini, rodolfo del grande fratello e gigi di gigi e andrea, uno alla volta, per piacere!, uno alla volta ché altrimenti a casa non capiscono niente, adesso l'arbitro fischierà il minuto di silenzio per ricordare la scomparsa dei piccoli bambini orribilmente trucidati dallo zio, l'ozio è il padre dei vizi, perciò il tenente ammiraglio ha massacrato la famiglia con la pistola d'ordinanza, perché senza lavoro era disperato e depresso, previsto per domani un sit-in delle famiglie in cassa integrazione, buonasera dal tg1, nuovissime ed inquietanti novità dalla scena del delitto del giorno: sembra, in effetti, che ad uccidere non sia stata una sola mano, ma due: ciò non toglie che l'omicida possa essere ambidestro, permangono i dubbi;
buonasera dall'informazione di La7, ospite in studio Giuliano Ferrara che ci dimostrerà scientificamente come questo imbarbarimento delle famiglie moderne, tanto votate alla violenza domestica, sia dovuto alla RU 486, l'assassino dice: sono innocente!, l'assassina dice: sono innocente!, le prime pagine dei giornali titolano: gli assassini sono innocenti!, i testimoni hanno preso un abbaglio, il dna mente, le prove sono truffaldine, le testimonianze inverosimili, noi non coviamo tutta quella rabbia, forse un pochino sì, ma non cotanta, semmai contante, falso, ehi ehi ehi: sospetto assassino trovato in possesso di materiale pedopornografico, prego ci racconti la sua verità, fanno 100mila euro, grazie, affare fatto: sono comprese nel prezzo le lacrime?, signore e signori buonasera, apriamo con la crisi d'ascolti del festival di sanremo, a seguire le ultime sconcertanti novità sul caso della cascina degli orrori, e ora le previsioni del tempo, in esclusiva su MTV il rap assassino che ha fatto impazzire il collegiale americano: ascoltatelo con un adulto vicino, ci raccomandiamo, e se doveste anche voi avvertire degli istinti assassini, vi preghiamo cortesemente di mettervi subito in contatto col nostro ufficio commerciale, 1, 2, 3, jingle, jingle, jingle: dalla mezzanotte di oggi collegatevi col sito e potrete guardare il mostro in carcere 24 ore su 24 via webcam, din don dan, ecco a voi un messaggio dalla presidenza del consiglio dei ministri: se proprio devi crepare ammazzato, fallo, per piacere, lontano dalla campagna elettorale, oppure, in alternativa, se sei l'assassino, lascia evidenti tracce spermatiche sul corpo della vittima così che noialtri, il BENE, ti si possa rintracciare tempestivamente e affidare alle patrie galere;
ultim'ora: altri cento morti sul lavoro, caccia al responsabile: i sospetti cadono sul lavoro perché ieri sera a quest'ora non aveva un alibi, din don dan, nuovo messaggio dalla presidenza del consiglio dei ministri: gentile lavoratore, gentile lavoratrice, caso mai dovesse capitarti di assistere alla tragica morte di un collega, per piacere, evita di andarlo a salvare, almeno così avremo un solo morto anziché cinque, il che farà comunque meno notizia, din don dan, fine del messaggio, massì, dirà il borghese con un gomito fuori dal finestrino della sua porsche, ma in fondo thyssenefrega, io mi limito a non votare, qualcosa succederà, brrrrrreeeeeakkkkkkkk, edizione straordinaria, altri cinque morti sulle strade, stavolta si tratta di ragazzine in attesa del pullman: incredibile, al posto del pullman è arrivato un suv a tutta velocità, al volante c'era un nullatenente di professione odontoiatra, piove governo ladro, ma torniamo alla notizia principale della giornata: dramma della povertà in provincia di paperopoli: qui, quo e qua trovati morti là, già fermato lo zio che si difende: non avevamo più il becco di un quattrino, domani su "oggi" tutte le novità in esclusiva, tra cui: lo zio assassino a 14 anni, lo zio assassino fotografato con la nuova conquista e, per la prima volta, le foto della casa dell'orrore: guardate le tracce di sangue sulle pareti e scovate le 14 piccole differenze, via alla caccia, noi torniamo dopo la pubblicità.
grandi novità nell'inchiesta dell'ultimo barbaro caso: ritrovati dei peli incriminanti!, al lupo al lupo: appartenevano al cane, con tutti questi negri in giro, è normale che prima o poi ci scappa il morto, recuperata dopo quattro anni l'arma del delitto: si trovava ancora conficcata nella carne dell'ucciso, intanto i ris di parma si sono convinti: l'omicida è donna, ha colpito con la mano sinistra e apparteneva agli ultras della Lazio, no, fermi tutti: passo indietro nelle indagini, il morto non è morto: è stato visto vivo a comprare Il Manifesto, ta-daaan: nuovo ed agghiacciante video dell'adolescente impazzito: per soli tre euro e mezzo potete scaricarlo, ritrovati nel pozzo i corpi mummificati dei bambini, il padre resta in carcere perché non si può mai sapere, signora!, signora!, permette una domanda?, come si sente ad essere una madre di tre meravigliosi bambini morti?, queste due belle teenagers assassine hanno nel loro dna, a parte le prove scientifiche della colpevolezza, anche le credenziali per diventare le nuove, celeberrime, veline, parola di fotografo drogato, ehilà signor mora!, signor lele mora!, signor agente delle celebrità, perché è qui nella casa dell'orrore?, ce lo dica!, io sono qui per aiutare, caro mio, io sono qui per aiutare, lo giuro sul mio falso in bilancio, edizione straordinaria!, edizione straordinaria!, nessuna novità sul delitto di perugia!, ed è di questo che parleremo nella puntata odierna di matrix, del NIENTE: esperti in studio alba parietti, riccardo scamarcio, pierferdinando casini, rodolfo del grande fratello e gigi di gigi e andrea, uno alla volta, per piacere!, uno alla volta ché altrimenti a casa non capiscono niente, adesso l'arbitro fischierà il minuto di silenzio per ricordare la scomparsa dei piccoli bambini orribilmente trucidati dallo zio, l'ozio è il padre dei vizi, perciò il tenente ammiraglio ha massacrato la famiglia con la pistola d'ordinanza, perché senza lavoro era disperato e depresso, previsto per domani un sit-in delle famiglie in cassa integrazione, buonasera dal tg1, nuovissime ed inquietanti novità dalla scena del delitto del giorno: sembra, in effetti, che ad uccidere non sia stata una sola mano, ma due: ciò non toglie che l'omicida possa essere ambidestro, permangono i dubbi;
buonasera dall'informazione di La7, ospite in studio Giuliano Ferrara che ci dimostrerà scientificamente come questo imbarbarimento delle famiglie moderne, tanto votate alla violenza domestica, sia dovuto alla RU 486, l'assassino dice: sono innocente!, l'assassina dice: sono innocente!, le prime pagine dei giornali titolano: gli assassini sono innocenti!, i testimoni hanno preso un abbaglio, il dna mente, le prove sono truffaldine, le testimonianze inverosimili, noi non coviamo tutta quella rabbia, forse un pochino sì, ma non cotanta, semmai contante, falso, ehi ehi ehi: sospetto assassino trovato in possesso di materiale pedopornografico, prego ci racconti la sua verità, fanno 100mila euro, grazie, affare fatto: sono comprese nel prezzo le lacrime?, signore e signori buonasera, apriamo con la crisi d'ascolti del festival di sanremo, a seguire le ultime sconcertanti novità sul caso della cascina degli orrori, e ora le previsioni del tempo, in esclusiva su MTV il rap assassino che ha fatto impazzire il collegiale americano: ascoltatelo con un adulto vicino, ci raccomandiamo, e se doveste anche voi avvertire degli istinti assassini, vi preghiamo cortesemente di mettervi subito in contatto col nostro ufficio commerciale, 1, 2, 3, jingle, jingle, jingle: dalla mezzanotte di oggi collegatevi col sito e potrete guardare il mostro in carcere 24 ore su 24 via webcam, din don dan, ecco a voi un messaggio dalla presidenza del consiglio dei ministri: se proprio devi crepare ammazzato, fallo, per piacere, lontano dalla campagna elettorale, oppure, in alternativa, se sei l'assassino, lascia evidenti tracce spermatiche sul corpo della vittima così che noialtri, il BENE, ti si possa rintracciare tempestivamente e affidare alle patrie galere;
ultim'ora: altri cento morti sul lavoro, caccia al responsabile: i sospetti cadono sul lavoro perché ieri sera a quest'ora non aveva un alibi, din don dan, nuovo messaggio dalla presidenza del consiglio dei ministri: gentile lavoratore, gentile lavoratrice, caso mai dovesse capitarti di assistere alla tragica morte di un collega, per piacere, evita di andarlo a salvare, almeno così avremo un solo morto anziché cinque, il che farà comunque meno notizia, din don dan, fine del messaggio, massì, dirà il borghese con un gomito fuori dal finestrino della sua porsche, ma in fondo thyssenefrega, io mi limito a non votare, qualcosa succederà, brrrrrreeeeeakkkkkkkk, edizione straordinaria, altri cinque morti sulle strade, stavolta si tratta di ragazzine in attesa del pullman: incredibile, al posto del pullman è arrivato un suv a tutta velocità, al volante c'era un nullatenente di professione odontoiatra, piove governo ladro, ma torniamo alla notizia principale della giornata: dramma della povertà in provincia di paperopoli: qui, quo e qua trovati morti là, già fermato lo zio che si difende: non avevamo più il becco di un quattrino, domani su "oggi" tutte le novità in esclusiva, tra cui: lo zio assassino a 14 anni, lo zio assassino fotografato con la nuova conquista e, per la prima volta, le foto della casa dell'orrore: guardate le tracce di sangue sulle pareti e scovate le 14 piccole differenze, via alla caccia, noi torniamo dopo la pubblicità.

Non so a voi ma a me quando Repubblica sforna sondaggi e poi cerca sempre di rassicurare che il pareggio è possibile fa tanta, tanta tenerezza. Hanno dovuto perfino inventarsi un "potenziale elettorale massimo" per convincersi che si, Walter in un mese recupererà sette punti.
A meno di qualche strano accordo o scappatoia (Sarebbe possibile? Ho come l'impressione di si), dal mese prossimo nel Parlamento Italiano non siederà più Clemente Mastella.

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