Venerdì 27 Giugno 2008
di TheEgo · Categoria: Mondo blog · ore 12:14
Sta per tornare Blogbabel. Qualcosa di cui non si sentiva proprio la mancanza.
C'è un modo per uscirne? Se questa, oggi, è la blogosfera italiana, non voglio farne parte, grazie.
di Simcam · Categoria: Politica · ore 10:22
Credo che McCain potrebbe essere un buon presidente per gli Stati Uniti d'America. Se non altro perché succederebbe a Bush.
Credo che anche Hillary Clinton sarebbe stata un ottimo presidente. Perché una donna sa sempre mettere a posto quello che un uomo ha distrutto.
Credo che Obama sarà un ottimo presidente. Perché porterà rinnovamento, distensione, rhythm and blues.
Sarà il presidente dei neri, dei bianchi e dei colori che stanno nel mezzo. Sarà il presidente dei cattolici, degli ebrei, dei musulmani e di quelli che non hanno colpe da espiare.
Sarà un ottimo presidente.

Ma se erano i diritti dei deboli che volevate difendere, allora il prossimo presidente degli Stati Uniti d'America doveva essere Hulk Hogan.
Questo perché nessuno si è mai strappato la maglietta durante un vertice per la pace.
Lunedì 23 Giugno 2008
di Attimo · Categoria: Sport · ore 15:49
Il presentimento che si faceva strada nel corso di questo Europeo diventa indelebile certezza a Vienna, quando Fabregas con tutta la freschezza dei suoi 20 anni mette dentro il rigore decisivo. Si rientra nell'alveo della Storia Recente, abitata dai fantasmi dei rigori e partite giocate completamente sui nervi. Tornano a vincere gli Altri, noi riprendiamo a cambiare ct, illudendoci che basti un colpo di spugna per lavare via i graffi del tempo. Quando invece i segni sulle nostre corazze arruginite si fanno più che mai sentire.
La Spagna ha meritato di batterci dopo secoli quasi più idealmente che per reali meriti sul campo. Partita bruttina, loro mantenevano il possesso palla mentre l'Italia sbuffava, sudava, arrabbattava, prolungava un'agonia mascherata da Dignitosa Resistenza. La verità che pochi di noi, sbavosi di vincere comunque, riuscivano a vedere, era quella di una squadra a scartamento ridotto, con molti giocatori impresentabili o caricati di speranze ma non istruiti a dovere. Si è perso per un rigore, quella questione di centimetri che due anni fa ci fece Grandi e ora ci rende naturalmente Normali: uno scartamento apparentemente ridotto quando in realtà nasconde un principio di indeterminazione atomica. Dove è facile confondersi, credere di essere vincenti (o perdenti, come stasera), trovare la consapevolezza di cosa si è assistito.

Spagna vince ai rigori, l'Italia va a casa

Questa Nazionale versione Donadoni ci ha lasciato una piccola "lezione di vita", il problema è che avvenuto in modo inconsapevole, istintivo. Nonostante avessero un luminoso futuro dietro le spalle, hanno tentato stoicamente (utopisticamente) di spostare più in avanti l'inevitabile cartello "Game Over". Logori, stanchi e disorganizzati, hanno tuttavia reagito alle critiche, mettendo in campo la Voglia di Vincere e la Passione Cieca e Assoluta per il proprio Mestiere, armi che possediamo da sempre e che sopravanzano anche quella classe e bravura che in parte possediamo. Eppure il Presente era a corta gittata, e sono finiti per sbattere contro il cielo colorato di rosso. Abbiamo sfidato ancora una volta il Tempo, l'abbiamo prima subìto (Olanda), poi ripreso per i capelli (Romania, Francia), e infine ci siamo ridotti a sfidarlo di nuovo sul suo terreno più congeniale. I calci di rigore: la Casualità mascherata da Destino, il Destino celato dalle Circostanze. Costretti dalla nostra stessa casualità di squadra, con i giocatori che questa volta non si sono abbracciati durante la visione dei rigori, sono rimasti soli ognuno alle prese con le proprie personali rese dei conti. Stavolta era un'Italia più disunita e confusa, e il Tempo ha vinto.
di TheEgo · Categoria: Sport · ore 10:50
Mettiamola così, il ragionamento è molto semplice:

- L'Europa è un sottoinsieme del Mondo
- La dicitura Campioni d'Europa non ha molto valore se c'è già qualcuno che è Campione del Mondo
(é come essere un gradino sotto, Papa-Vescovi, Preside-Insegnanti, Presidente-CapoReparto...)
- Siamo i Campioni del Mondo
- Dunque siamo anche Campioni d'Europa

Corollario: Non ha alcuna importanza quanto è accaduto ieri sera. Alcuna.
Sabato 21 Giugno 2008
di TheEgo · Categoria: Personale · ore 13:17
infraditoverdiIo ho un paio di ciabattine da spiaggia tristi e ridicole. Sono quelle di quando ero adolescente ed oggi, nel 2008 inoltrato, sono ancora le stesse. Sono di un blu scolorito che nemmeno gli zingari al semaforo, ma tanta è la voglia di essere chic in spiaggia, quei pochi giorni all'anno dove mi rompo le palle sotto il solleone che ancora non le ho sostituite.

Questa mattina, trovandomi in giro a cercare un costume (anche quello risale ormai a diversi anni fa...) decido che è il momento di prendere anche un paio di ciabatte decenti. Ora la domanda è semplice: DOVE SONO FINITE LE CIABATTE NORMALI? E se io non volessi queste infradito bellissime che vedo appese e che però mi sanno da scomode e tritura alluci? Giuro che in tre negozi diversi non ho trovato un solo paio di ciabatte carine e normali, magari senza marca, tinta unita, come negli anni '90.

Chiedo: sono io che sono fuori moda o davvero ora si usano solo quelle? Mi sentivo un po' come se fossi entrato in un negozio di telefonini chiedendo un dispositivo non dual band.
Venerdì 20 Giugno 2008
di Noantri · Categoria: Società · ore 17:34

Io non voglio diventare importante. Non me ne frega niente di essere qualcuno. E' abbastanza banale, questo? Non voglio ali per volare. Non voglio chiedere troppo alle occasioni. Non voglio diventare amministratore delegato. Non voglio entrare in politica. Non voglio essere importante. Ci sono volte in cui è così che mi sento. Quattro anni fa, per esempio, quando ho aperto questo blog, era diverso: quattro anni fa non faceva così caldo e volevo diventare qualcuno. Adesso i gomiti si appiccicano alla scrivania e nemmeno mi passa per la testa di diventare importante.

Ci sono volte in cui diventare qualcuno può sembrare la maniera migliore per prendere sonno la sera. Invece la direzione che ha preso il mondo nel frattempo mi ha fatto cambiare idea. Adesso, quando mi guardo negli occhi con gli amici, le cose di cui si parla stanno quasi tutte sopra al tavolo. Non una è più lontana: anche questo deve essere colpa del caldo. Prima le temperature non erano tanto alte e uno si sporgeva più volentieri. Ci sono volte in cui pensare a domani ti sembra la maniera migliore per invecchiare. Non “al” domani: domani, proprio. DOMANI. Anche i miei amici, quattro anni fa, volevano diventare qualcuno. Chi più, chi meno. Adesso no. Adesso abbiamo caldo. Adesso abbiamo capito che questo posto qui, quello in cui viviamo, l'Italia, non vale lo sforzo: e questa consapevolezza ci rende, ogni tanto, non sempre, però capita, succede, ce lo leggiamo negli occhi, abbastanza felici. Ci regala un altro vagoncino di plastica da aggiungere al trenino elettrico.

Non è che funzioni sempre: molto spesso prevale la rabbia, la consapevolezza che quelli più incapaci, meno bravi, più stupidi, meno preparati di noi, sono tutti quanti dotati della furbizia che a noi invece manca. E allora potremmo metterci lì, seduti, concentrati, a inventarci qualcosa: ci sono volte in cui avere ragione ti stufa. Ci sono volte in cui, al millesimo giro, il trenino elettrico smette di contenere viaggiatori e storie da mille e una notte, e torna ad essere soprattutto un gioco, un artefatto. Ci sono queste volte. Lo so io e lo sapete voi. Solo che oggi capita più di rado, ecco. Oggi ci capita di scoprire che la rabbia di ieri è diventata blanda serenità a fronte del caos inconcepibile che ci hanno costruito fuori. Oggi abbiamo imparato che non essere anche noi come gli altri è già qualcosa. Ci accontentiamo di questa distanza. Facciamo fare un altro giro al trenino elettrico. L'ovale della ferrovia ci ipnotizza e va bene così. Ci sono volte in cui non capisco se questa sia rivoluzione o arrendevolezza. Ci sono volte in cui. Ma è normale che ci siano: le Guinness esistono apposta. Con quella schiumetta. Esistono apposta. Perciò ci sono. Mentre si depositano. Ti regalano un altro vagoncino. E' quello che fanno. Le Guinness, le ragazze, gli amici, il pallone, il blog. Datemi la giusta dose di banalità e vi solleverò il mondo: costa senz'altro meno dell'eroina, anche se non sono convinto che faccia meno male.

Giovedì 19 Giugno 2008
di Accento Svedese · Categoria: Musica · ore 21:34
L'edizione estiva di Trl condotta dall'immenso Carlo Pastore rimane un traguardo francamente irraggiungibile, ma Ferrara Sotto Le Stelle è sicuramente l'evento clou dell'estate 2008 (assieme al Festivalbar, ovviamente – anche se per il Festivalbar i tempi d'oro in cui trionfava Corona purtroppo sono ormai andati e non torneranno più).
Ferrara è una bella città ed un gran posto per viverci. C'è il sole, c'è il mare, c'è la nebbia anche d'estate, ci sono ben due gigantesche scritte Coop e soprattutto c'è una mentalità aperta e non provinciale, che porta la gente ad accostarsi alle cose nuove e diverse con curiosità mista a voglia di scoprire. Praticamente, la maggior parte dei gggiovani ferraresi se starà in spiaggia a sorseggiare comodamente un aperitivo (o più aperitivi, a seconda dei casi) nei bagni più in dei Lidi Ferraresi e quindi snobberà Ferrara Sotto Le Stelle. Peccato per loro.
Ma in fondo poi chi se ne frega della provenienza. L'importante è che ci sia la gente giusta e ci si diverta, del ferrarese medio non me ne importa nulla. Anzi, mi fotte sega (come diceva il compianto Joe Cassano). Io ci sarò, perché mi interessa la musica e mi interessa ascoltarmela in santa pace senza gente che innalzi stendardi e striscioni vari come fossimo ad una puntata di Trl (e si torna sempre a Carlo Pastore, forse perché sono un Carlo Pastore wannabe – ma in fondo chiunque desidera essere qualcun'altro, e quindi non devo preoccuparmi troppo), o senza gente che critichi a prescindere come faccio io. Poi il resto non conta.
Tutto il resto è game over, come disse qualche anno il sempre giovane conservative punk Ringo. Conta solo il fatto che io mi possa vedere seduto in giardino cose molto interessanti come Franz Ferdinand, Interpol, dEUS, Raconteurs, Hercules and Love Affair, Notwist, Le Luci della Centrale Elettrica, Cat Power, Toumani Diabatè, i Distretto 51 feat. Bobo Maroni (che da buon fautore del gioco di squadra viene solamente per cacciare dall'Italia Toumani Diabatè, ma io glielo impedirò con tutte le mie forze), Davide Van De Sfroos (suo malgrado eletto cantore della nuova classe operaia padana pur essendo di sinistra), La banda del trucido, Giuliano Ferrara (il cantore della vecchia classe dirigente italiana ed americana, uomo dalle mille bandiere e soltanto per caso omonimo della città sede del festival), Vittorio Sgarbi (che invece gioca in casa), Caetano Veloso, il mio avvocato Gaetano Pecorella, Giucas Casella, Daniele Capezzone (a cui rivolgo un sincero in bocca al lupo per la sua futura carriera politica) e Giorgione Zamuner.
 

 
Sabato 21 giugno, ore 21.00: CRISTINA DONA' + LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA con GIORGIO CANALI

 
Martedì 1 luglio, ore 21.30: CAT POWER and the DIRTY DELTA BLUES

 
Giovedi 3 luglio, ore 21.30: GIOVANNI ALLEVI con orchestra sinfonica I VIRTUOSI ITALIANI

 
Lunedì 7 luglio, ore 21.30: CAETANO VELOSO

 
Mercoledì 9 luglio, ore 21.00: THE RACONTEURS + guest

 
Sabato 12 luglio:Bands Apart Festival: FRANZ FERDINAND + THE CRIBS

 
Domenica 13 luglio, ore 21.00: HERCULES AND LOVE AFFAIR + guest

 
Martedì 15 luglio:Bands Apart Festival: INTERPOL + DEUS

 
Martedì 22 luglio, ore 21.00: THE NOTWIST + YUPPIE FLU

 
Giovedì 24 luglio, ore 21.30: TOUMANI DIABATÈ

 
Il programma è molto allettante, e dunque se a questo giro Fusi di Testa non viene mi incazzo parecchio. Lo cerco ormai ad ogni concerto, ma purtoppo non lo trovo più, ed un po' mi dispiace vedere più in giro un personaggio così pittoresco. Ha forse abbandonato la lotta passando sul fronte ancor più biecamente commerciale? Sono io che non sto abbastanza attento a chi mi circonda? O forse è solo perché non vado più concerti trendy come quelli a cui è solito essere presente lui? Staremo a vedere che succederà. Io continuo a crederci.

Ruffneck – Everybody Wants to be Somebody
 
(fotogag via Sceneboot/Er P)
Martedì 17 Giugno 2008
di TheEgo · Categoria: Musica, Personale, Sport · ore 02:29
Al contrario di due anni fa, quando mi chiedevo come diavolo potessero rinunciare ad Italia Germania i fans dei Sigur Ros accorsi a Ferrara per il loro concerto, domani non sarò nella consueta saletta Ciccsoft a guastarmi il fegato con Italia-Francia.
Sarò a godermi lo Spettacolo qui, mentre voi patirete come cani dietro 11 scarponi ormai da pensione. Nel caso vada di culo, mi unirò al chiasso festoso per le strade di Milano, altrimenti almeno il sottoscritto tornerà a casa soddisfatto. In bocca al lupo!

P.S. Che poi giusto un popolo di boccaloni come noi può credere ancora che una squadra che perde dall'Olanda e pareggia dalla Romania batta la Francia.
Sabato 14 Giugno 2008
di Attimo · Categoria: Sport · ore 14:43
Tutto mi è stato più chiaro mentre rimiravo orde ubriache di olandesi che bevevano a canna dalle botti di birra. Il clima europeo da "fan-zone" piombava inaspettatamente anche nelle strette vie del centro di Ferrara, mentre a Berna l'Olanda seppelliva l'altra Grande Vecchia del calcio mondiale, l'odiata Francia. Le insopportabili urla arancioni mi strappavano comunque un sorriso, e la consapevolezza che non è più la nostra ora, che a questo giro tocca a qualcun'altro. Il senso dell'irripetibile si tingeva di azzurro sbiadito.
Dopo una partita come Italia-Romania, il trionfo dell'approssimazione e dell'incertezza, la vittoria mondiale assume contorni ancora più mitici. Germania 2006 è stato davvero l'ultima possibilità per salire sul treno della Gloria per una generazione di calciatori che molto prometteva, e che ora non sa più mantenere. Qui in Svizzera invece le congiunzioni astrali favorevoli ci hanno abbandonato, riportandoci su un piano molto più terreno. Avversarie toste, fresche e pimpanti come l'Olanda o guardinghe e quadrate come la Romania; condizione fisica precaria, boccheggiante e arraccante; motivazioni incerte, un muro pieno di autunnali crepe emotive. Stiamo scivolando fuori dall'Europeo, eppure stiamo regalando le partite più vibranti della manifestazione, proprio perchè riempite da tutti i nostri umani limiti. Sfilacciati, privi di una collosa coesione che ci trasformi in squadra organizzata, l'evidenza di non essere i più forti offre prestazioni raffazzonate, che sollevano molta polvere ma lasciano con poco in mano. Comunque vada, non c'è futuro per questa Nazionale, che può strappare con i denti e con la fortuna solo ulteriori scampoli di luce presente fuori tempo massimo.

Italia-Romania

Dato che il Calcio delle Nazionali (e il Calcio in generale) va aldilà dei semplici gol regolari non assegnati o dei rigori miracolosamente parati, la questione centrale che è scoppiata ieri a Zurigo è un'altra. Quale clamorosa goduria inconscia ci sta offrendo il girone dell'Italia? Una sceneggiatura a mio avviso commovente con scenari grotteschi. Le due finaliste mondiali subiscono entrambe un pareggio con le badanti rumene, e vengono sonoramente sculacciate dalle arancie terribili. Ora si ritrovano ad affrontare uno scontro fratricida con la terribile consapevolezza che potrebbe comunque risultare inutile. Questa è autentica "droga" per i tifosi della Nazionale di Calcio, abituati a patetici intrecci che rimandano l'accettazione della Realtà e prolungano la dolce agonia televisiva. Ieri sono piovute dosi nelle vene calcistiche, e di nuovo sono qui a idolatrare questo calcio internazionale di giugno, così pasticcione, approssimato, fresco e adrenalico e, soprattutto, sospettosamente casuale. Salta la logica, ci si perde in calcoli da astrofisici sulle millemila possibilità di combinazioni dei risultati, disperatamente aggrappati a quella piccola percentuale che il nostro spacciatore di fiducia possa concederci ancora un'altra dose tagliata male.
Venerdì 13 Giugno 2008
di TheEgo · Categoria: Sport · ore 15:11
Possibili titoli dei quotidiani sportivi di domani:

- ITALIA: CHE PASSIONE!
- ITALIA: AVANTI TUTTA
- ITALIA: CHE CULO!
- ITALIA: CHE SFIGA!
- TUTTO VERO: TORNIAMO A CASA
- DONADONI SANTO SUBITO - prova convincente degli azzurri: indovinate le scelte del tecnico: segnano Del Piero e Chiellini
- CAOS NEL CAMPO ROM DI NAPOLI - incendiate alcune baracche dopo la cocente sconfitta della nazionale italiana agli Europei di calcio
- CON LA FRANCIA SARA' DENTRO O FUORI
- ITALIA VINCE MA NON CONVINCE
- GRIGIO PAREGGIO: L'ITALIA AD UN PASSO DALL'ELIMINAZIONE
- CHE BOTTA! ITALIA-ROMANIA 0-2
- BUONA LA SECONDA: ANDIAMO AVANTI
- L'ITALIA RESTA IN GIOCO
- ITALIA: CHE COMBINI? - Eliminati dopo soli 180 minuti di pessimo calcio. Donadoni atteso a Fiumicino da quelli di Forza Nuova, mentre in serata sarà a cena dal premier Berlusconi. Probabile l'interim.

AGGIORNAMENTO POST PARTITA: Forse era più adatto ITALIA, CHE CULO MA CHE SFIGA!
Giovedì 12 Giugno 2008
di Attimo · Categoria: Sport · ore 14:28
Euro 2008 - Speciale CiccsoftIn attesa dell'agguerrito aperitivo di domani tra badanti rumene e bamboccioni italiani, per stemperare la Tensione vi serviamo un post per punti su questo Europeo francamente povero di contenuti tecnici, quasi snobbato persino dagli svizzeri e dagli austriaci che vedono il calcio come un'invasione dell'ordine precostituito. Il pane per chi non ha i denti, come sempre.

- Forse non tutti sanno che è possibile vedere le partite in diretta anche via streaming, sul sito della Rai (cliccando su "La Diretta"). La qualità è decente, la fluidità pure, direi si tratta dell'unica innovazione tecnologica (a parte la diffusione in 16:9 sul digitale terrestre...) della Rai per questi Europei, altrimenti ferma ancora a Franco Lauro, Enrico Varriale, Amedeo Goria, ecc. Credo sia possibile la visione, per motivi di diritti, solo a chi si collega dall'Italia. Inoltre, vi raccomando di ignorare l'avviso dell'installazione dell'inutile plugin per Microsoft Silverlight (il flash scascio di Bill Gates) e di cliccare per la visione in formato wmv.

- Rimanendo in tema Rai, Aldo Grasso lo spiega molto meglio di me, ma la rassegnazione che pervade il telespettatore ad ogni evento trasmesso dalla tv parastatale giunge puntuale non appena compaiono in studio le facce d'altri tempi (quali, poi?) di Paola Ferrari e Franco Lauro. Quando finirà questo tafazzismo mascherato da "valorizzazione delle professionalità interne" che obbliga la Rai ad agghindare con ghirlande vetuste produzioni di eventi moderni e super tecnologici? Basta fare un confronto tra una domenica qualunque a Sky, e una giornata-tipo di Euro2008 su RaiUno. Confronto impietoso per volti, stile e contenuti. Misteri delle assunzioni bloccate e delle posizioni di anzianità intoccabili. Nel frattempo, qui ci si riduce a sopravvalutare addirittura Marino Bartoletti, che dispensa perle assolute (con effetto di glaciare lo spettatore), ma perlomeno mostra di sbattere le ali (da pulcino bagnato) nella paludosa RaiSport. Il giorno di Italia-Olanda ha avuto il "coraggio" (tale si tratta, nel piattume generale degli interventi tecnici...) di portarsi in tasca un'arancia. Gesto epocale.

- Ma quanto è inutile e ridondante la mini-porta lanciata da Decathlon? Ne sono venuto a conoscenza tramite lo spot che imperversa durante gli intervalli delle partite, e dato che me lo sto guardando più o meno tutte, ogni volta mi chiedo  chi possa essere il Frescone che spenda 30 euro per questo... oggetto? Due maglioni o due zaini sono sempre stati più che sufficienti per giocare al parco partitelle improvvisate tra amici o stranieri di passaggio. Serve forse per evitare di andare a raccogliere la palla? Fine delle avventurose immersioni sotto le auto parcheggiate, o dei passaggini buffosamente ribaltati. Oppure risolve la drammatica questione della traversa immaginaria? L'anarchico "ALTA" soppresso da una mini porta del Decathlon? Dopo il No al calcio moderno, un altro pollice verso per il calcio "da strada" moderno.

- Nel mare di speciali da seguire, non può mancare l'ormai (per me, almeno) imprenscindibile Sistema WM, covo di blogger che dispensa "pillole di saggezza" e disegna ritratti "naif" sull'Europeo. La finezza dissacrante e l'acume tecnico-tattico ne fanno il blog di riferimento di Euro2008  (assieme a Ecce Pred'houmme), il mio modo di descriverli ne fa invece di me loro probabile bersaglio...
Martedì 10 Giugno 2008
di Attimo · Categoria: Sport · ore 10:41
Il Socio nel post precedente inquadra bene le dimensioni dello "psicodramma": sconfitta molto psicologica, quella contro l'Olanda, sotto diversi aspetti.
Ragionando però in prospettiva, concediamoci una liberatoria ammissione. Diciamocelo, ora siamo tutti quanti un po' più sollevati, dopo aver assistito al massacro della nazionale campione del mondo in carica. Questo clima tranquillo da pascolo sui prati verdi della Svizzera lasciava presagire bruschi risvegli e puntualmente, il Disastro si è compiuto. Ora si ripiomba in un terreno a noi più consono, la famigerata Ultima Spiaggia, il topos giornalistico della Partita della Vita, del Riscatto, della Resurrezione. Evidentemente sappiamo fare solo i miracoli, la normale amministrazione proprio non ci garba.
E dunque attendiamo la sfida decisiva di venerdì prossimo contro la Romania con il sorriso stampato sulle facce (ancora incredule guardando il punteggio di ieri sera) e le birre belle fresche in frigo. Finalmente la retorica sui Campioni del Mondo è spazzata via, Donadoni è tornato ad essere un brocco capitato lì per caso, i giocatori da semidei riassumono le sembianze di figuranti senza nerbo, fiato, palle, ecc. Dai, diciamocelo a noi stessi, che non vedevamo l'ora. Il vero Europeo italiano, quello del "tutti a casa" oppure della Riscossa "inaspettata", deve ancora iniziare.

Donadoni esce a testa bassa dopo il 3-0 olandese

Impossibile però non fare i conti con l'assurda disfatta di ieri sera. Il campo ha sentenziato le nostre mancanze su tutti i fronti: fisico (i nostri contropiede venivano abortiti per mancanza di fiato), mentale (vero, una mezza reazione c'è stata, ma non ringhiosa, e in generale la sensazione di annebbiamento e confusione era palpabilissima) e tattico (Donadoni ha clamorosamente toppato la formazione, non tanto per gli uomini schierati quanto per la disposizione in campo). Le dimensioni rotonde del risultato (3-0, fatico a ricordarmi simili spettacoli penosi) indicano che non esiste nessun appiglio plausibile, sebbene le circostanze del gol potrebbero offrire qualche spunto, ma è stata una sconfitta a priori, anche se è scontato affermarlo a posteriori. Eppure l'evidenza è sotto gli occhi di tutti: non esiste un'idea granitica di questa Nazionale. Donadoni ha lavorato di ricamo, senza plasmare, con il risultato di avere un abbozzo di squadra, un reticolo pieno di buchi e collegato da fili sottili. Laddove Lippi aveva letteralmente forgiato un monolito azzurro, ora invece ci ritroviamo una Nazionale Italiana che non fa della difesa il suo punto di forza (!), che si permette di schierare un centrocampo a tre con giocatori spompati, con un attacco friabile come un grissino. Chiedere scusa è un gesto politicamente accorto, forse sufficientemente retorico per rituffarci nel mare delle nostre angoscie nel quale diventiamo squali, ma potrebbe anche suonare come una resa anticipata. O, peggio ancora, come un'ammissione dei propri limiti. Sospinto da pesanti ricordi mondiali che fanno da zavorra piuttosto che stimolo per il Riscatto, nell'aria dei pascoli svizzeri spira il forte vento dell'Inevitabile.
di TheEgo · Categoria: Sport · ore 09:04
L'arroganza è presentarsi al primo appuntamento importante con il mantello da Campioni del mondo, consci di un ruolo difficile da indossare ma pienamente meritato, con quell'appagatezza e spavalderia di chi non ha niente da perdere. Passare dalle stelle alle stalle in maniera così brusca fa male, molto, e a pensarci viene voglia di riporre la scaramantica maglia del 2006 nell'armadio per non indossarla più. Non siamo più i migliori e ci teniamo a sottolinearlo nel peggiore dei modi possibili indossando fin da subito la maglia dei Perdenti, dei Peggiori del torneo fino a questo momento. Peggiore schiaffo all'Italia calciofila non si poteva dare. Manca sopra ogni cosa il gioco e l'intenzione di combinare qualcosa in quel rettangolo di gioco: ieri sera ci è parso vedere un gruppo spaesato come se non conoscesse le regole o sapesse in quale direzione correre.
Mancano le palle di Lippi, il culo di Prodi, lo scandalo di Moggi e quella voglia di alzare la testa e provare a far sorridere un popolo che chiede di divertirsi almeno ogni due anni dimenticando per un mese di essere in mezzo alla monnezza e all'intolleranza dilagante.
Una partita e il sogno svanisce, due anni dopo il vento è cambiato e siamo di nuovo l'Italietta del dentro o fuori, dei patemi, dei fiumi di inchiostro di critiche e nervosi - compresi questi - e delle recriminazioni su un gol dubbio che conta, nel bilancio complessivo di una serata disastrosa, come il due di coppe quando briscola è spade. Speravamo in un risveglio meno brusco ed è andata come molti in fondo allo stomaco sentivano, ora gambe in spalla tornate subito a farci sognare. O almeno a dormire un poco, che poi il resto verrà da se'.
Lunedì 9 Giugno 2008
di TheEgo · Categoria: Varie · ore 00:02
- Al ristorante cinese per la prima volta non c'era la solita birra Tsingtao comune ad ogni fottuto ristorante cinese in Italia ma una nuova marca più moderna e quasi quasi più buona (nei limiti di bontà di una birra cinese...)
- Ho provato l'Iphone per dieci minuti, sono rimasto a bocca aperta e mi rimangio qualsiasi considerazione in merito avessi scritto o detto di persona. Voi. Non. Potete. Capire.
- Ho visto al cinema "Sex and the city" (pur non avendo mai seguito la serie tv). E mi è piaciuto.
Sabato 7 Giugno 2008
di Attimo · Categoria: Sport · ore 17:01
Euro2008La domanda risuona sempre come il grido di battaglia della più feroce banda di ultras: che pizza prendi? In quel momento capisci che è giunta l'ora di scendere in campo, senti tutto il peso della nazione sulle tue spalle, senti il rito compiersi per l'ennesima volta. Finalmente sei trasformato in un perfetto esempio di cieco tifo calcistico popolare, la tua benzina è la cocacola, il tuo credo sono le vocali allungate allo spasimo da Pizzul.
Si chiama "magia" da rito collettivo, dove la moltitudine di cui ti circondi ogni 2 anni nelle calde sere estive di giugno è rappresentata da uno sparuto gruppo di amici-amiche. Cambiano le disposizioni sul divano e pavimento (non toccatemi il sacro scranno mundial) ma il luogo del ritrovo resta immutato, da otto anni a questa parte. Abbiamo iniziato per caso in occasione di un Turchia-Italia 0-2 di una domenica pomeriggio, per gli Europei del 2000 quando scoprimmo le gioie inerrarabili delle invasioni di piazze, vie, centri storici. Quando un litro di bibbbite (con tre b, sì) non bastava a lavare via tutto il sudore consumato per colpa di mille rigori parati e riparati, e una bandiera mordicchiata ad asciugare increduli lacrime per i laccetti tricolori strappati da una coppa che pareva conquistata.

Da allora non c'è più stato evento calcistico che non l'abbia seguito nel quartier generale di Ciccsoft assieme al Socio. Abbiamo assistito ai finti mondiali in Corea e Giappone, le partite a ora di pranzo che facevano saltare le lezioni a ingegneria, i pugni sul pavimento per colpa di un arbitro ecuadoregno. Abbiamo imprecato, ma nemmeno così tanto, al biscotto scandinavo che ci ha fatto ingoiare Euro2004.
A colpi di inni nazionali e tv formato 14" (incuranti di maxischermi e televisori al plasma altrui) si è scolpita sui muri di quella tavernetta la fama di Perdenti, e con questa consapevolezza ci siamo messi a sedere, quasi uno sopra l'altro, la sera di Italia-Ghana. Finita la partita si schizzava via subito per i "caroselli", su una Punto verde anche lei troppo piccola per farci stare tutti quanti, bandiere annesse. E poi una partita dopo l'altra, tra un colpo di culo e un sigaro lippiano si è arrivati allo zenit dell'abbraccio al televisore al gol di Del Piero a Dortmund, alla pizza che ora porgevamo garbatemente in faccia ai tedeschi, a un abbraccio veramente spontaneo e infantile che, provate a chiederlo a chi c'era in quella tavernetta, non si dimentica. Sono ricordi innocui, momenti di vita sì ma fatti di "non vita", chè il calcio, si sa, è una cosa venduta, commerciale, una moda (che dura da 100 anni). In quel momento la tavernetta ha smesso di essere un covo di Perdenti per diventare una ratatouille di ragazzi che stavano imparando a vincere un mondiale. Di lì a pochi giorni, avrebbero fracassato le casse della Punto verde su e giù per Corso Giovecca e Viale Cavour.

Tra poco si apre un nuovo capitolo della Saga dei Grandi Eventi Calcistici. L'Europeo 2008 in Austria e Svizzera: tra vacche e latte, tra cioccolata e banche, tra chiome bionde e prati verdi, con il meglio del calcio moderno. Basta ricordare che agli ultimi mondiali in Germania, 4 semifinaliste su 4 erano europee. Vincerlo conta di meno, per il cuore e per l'onore, ma tecnicamente vale molto di più, tale è l'equilibrio di squadre e l'assenza di materassi arabi o giamaicani. Si potrebbe parlare di pronostici, del fatto che sarebbe anche ora che la Spagna vincesse qualcosa, o del fatto che gira e rigira, le squadri più forti rimangono Italia e Francia. Ma per la prima volta, nella recente storia personale e quindi collettiva, ci presentiamo da Campioni del Mondo. Quindi, diventiamo automaticamente "sfavoriti", dato che solo climi da ultima spiaggia riescono a trasformarci in vincenti. Sarà strano sedersi sullo sgabellino, lunedì sera per Olanda-Italia, appagati e sazi dopo quel trionfo generazionale di due anni fa. Esulteremo in modo contenuto? Faremo spallucce se eliminati al primo turno? Prenderò una semplice margherita oppure opterò per il mio personalissimo grido di battaglia: "una wurstel, grazie"?
Nel mentre, le casse della Punto verde ancora gracchiano, mai riparate dopo i guasti bagordi della notte di Berlino.
Mercoledì 4 Giugno 2008
di Noantri · Categoria: Racconti · ore 13:41

[Dedicato agli incompresi.
Ai giovani che sono diventati vecchi
tra ipocrisia, false ideologie, politica e retorica.
Dedicato a chi si consuma dentro a un bar.]

Il non più giovane Holden sta ritto sotto la pensilina della fermata dell'autobus: ha i capelli lunghi e lisci e baffi da spagnolo. Le ragazze si girano a guardarlo perché sembra Johnny Depp. Il non più giovane Holden tira su col naso e si strofina le narici con l'indice e il pollice: assomiglia a Johnny Depp ma perfino lui ha capito che i baffi da spagnolo, che i capelli lisci e compagnia bella non gli salveranno la vita; perfino lui, che non sa niente del mondo perché non gli vuole fare questo favore, ha capito che Johnny Depp senza Tim Burton oggi farebbe il commesso della Feltrinelli a Largo Argentina. Lui no, lui assomiglia a Johnny Depp, lui non è Johnny Depp: lui non ha bisogno di Tim Burton per essere qualcuno. Lui non ha bisogno di essere qualcuno. Lui non è nessuno. Non gli serve una benda da pirata sull'occhio: lui lavora da Vobis a Piazza Mancini, assembla i computer e consiglia schede grafiche ai ciccioni brufolosi che vogliono giocare a Warcraft come dio comanda. E sniffa cocaina.

La cocaina la prende a Via dei Volsci il mercoledì sera, il giorno in cui i cinema sono pieni: lui spende così i suoi soldi, lui non ne vuole sapere. Lui i soldi che non butta in benzina li investe in cocaina a Via dei Volsci. Il non più giovane Holden sniffa, assomiglia a Johnny Depp, tutte le ragazze si voltano a guardarlo: una volta gli è andata male ed è stato ricoverato per quattro settimane. Da allora non ha mai più cambiato angolo. Il non più giovane Holden ce l'ha con le autorità perché proibiscono tutto alla povera gente: il non più giovane Holden, che assomiglia a Johnny Depp e sniffa cocaina, sostiene che la liberalizzazione totale delle droghe, leggere e pesanti, converrebbe soprattutto allo Stato che otterrebbe in questo modo una schiera di elettori rincoglioniti e contenti che non avrebbe più tempo e cervello per considerare l'operato dei politici. Perciò si droga. Il non più giovane Holden. Per non pensare. Per non considerare. La cocaina un po' se la fuma un po' se la sniffa. Sul lavoro, da Vobis, a Piazza Mancini, i ciccioni che vogliono giocare a Warcraft non si accorgono di niente e tornano soddisfatti a smanettare sulla loro droga al silicio: lo stipendio gli arriva puntuale ogni mese. Dentro una busta gialla. In contanti. In nero.

Alle otto di sera il non più giovane Holden torna a casa. Dai genitori. Perché una casa in affitto costa troppo. Torna a casa dai genitori a via della Balduina e cena in silenzio senza appetito. In bagno gli scende il sangue dal naso e lui rovescia la testa all'indietro come per una risata esplosiva, solo che non c'è niente da ridere: quando torna a guardare il proprio riflesso nello specchio gli sembra che quello non l'abbia seguito nel movimento ma sia rimasto a giudicarlo con severità. "Che vuoi?", gli dice il non più giovane Holden. Al rilfesso. "Che vuoi? Ci tieni o no ad assomigliare a Johnny Depp?".

Il non più giovane Holden è bello, ha i baffi da spagnolo, assomiglia a un attore famoso di Hollywood. Sul 2 tutti lo guardano, anche gli uomini: gli uomini, soprattutto, sono affascinati da ciò che piace alle donne. Sono affascinati e disgustati e per tutta la corsa del tram cercano un solo motivo per non desiderare di essere come lui. La maggior parte di loro si convince che uno che assomiglia a Johnny Depp non può essere anche intelligente e che l'intelligenza, al giorno d'oggi, è qualcosa che non puoi barattare con la bellezza. Così si regalano la loro concessione quotidiana: chi non si droga deve trovare un altro modo per arrivare alla sera senza impazzire.
Lunedì 2 Giugno 2008
di Attimo · Categoria: Musica, Personale · ore 21:32
Giugno piomba silenzioso nelle nostre vite ad annunciarci che sta per scoppiare la bolla estiva. Mentre i piedi nelle scarpe iniziano a sudare tutta la nostra voglia di sotterrarci sotto metri di sabbia e mare, butto lì un personalissimo e quindi parzialissimo resoconto di metà 2008 musicale.

Se il 2007 era stato l'anno dei "grandi album", questo 2008 sembra l'anno dei Grandi Nomi. A scorrere l'elenco delle uscite, sembra quasi di ritrovarsi nei favolosi anni '90: REM, Afterhours, Jovanotti, U2, Moby (roftl), Vasco Rossi, e ne dimentico sicuramente qualcun'altro. Per non parlare dei Coldplay (li aspetto al varco), Sigur Ros, e due "icone" italiche, seppure con dimensioni e motivazioni opposte, quali Baustelle e Offlaga Disco Pax. Dischi attesi, in alcuni casi attesissimi che riportano l'attenzione dal contenuto all'autore spesso "stagionato", il cui giudizio è quanto mai legato al passato prossimo o remoto che si porta sulle spalle.
Le canzonette affiorano sporadicamente, in mesi densi di avvenimenti personali che hanno richiesto concentrazione e messo il silenziatore alle casse. Gli auricolari banditi sul posto di lavoro fanno il resto, tendendo a prosciugare la palude degli ascolti dei gigabyte scaricati, lasciati ammuffire senza nemmeno un passaggio su Last.fm. Neanche un mp3 da linkare.

Concerti visti relativamente pochi, sicuramente falliti alcuni appuntamenti topici (Afterhours, Battles) cui si spera di rimediare almeno parzialmente nei prossimi mesi. I giovedì della rassegna Indie Thursdays del Renfe hanno portato a Ferrara un'Alternativa fatta di gruppi semisconosciuti, iniziativa lodevole che ha toccato l'apice (come affluenza) con Le Luci della Centrale Elettrica assieme a Giorgio Canali, che meriterebbe un discorso a parte. Peccato che ogni giovedì a fine concerto la sala si svuotasse immediatamente, sarà che la gente lavora o studia...
All'Estragon ho assaporato senza passare dal via gli Offlaga Disco Pax, che hanno riprodotto l'intero nuovo album. La nostalgia per Socialismo Tascabile è tanta, e forse inevitabile, anche se Venti Minuti mi fa sempre piangere come un bambino. Trasferta al Vox per i Baustelle, a detta di tutti migliorati dal vivo, eppure il medley finale rasenta il ridicolo. Incomprensibile amputare così Gomma, così come il pubblico dell'ultimissima ora, che si esaltava solo per le canzoni di Amen. Personalmente urlato il tormentone tardoinvernale di Anna che non sa perchè si è laureata anni fa.
Maggio si è aperto con il concerto acustico degli imprenscindibili Perturbazione, con tanto di inedito, e si è chiuso con le "Esplosione nel cieeelo", per citare il candido maccheronico italiano con cui si sono presentati alla rumorosa folla dell'Estragon gli Explosions in the Sky. Post-rock neuronale e subdolo, perchè si insinua nella stanza come un tappeto ma finisci a rotolarcisi sopra per estasi o per tormento. Il concerto è quasi "faticoso", vuoi per il vociare da aperitivo, vuoi perchè per apprezzarli appieno bisogna isolarsi da tutto il resto.

Ora tutti a riempire le piazze per Ferrara sotto le stelle. Ma se l'anno scorso all'ombra del Castello ci fu il concerto dell'anno, l'apice dell'estate credo proprio che stavolta sarà a Milano.