Mercoledì 30 Luglio 2008
di Attimo · Categoria: Musica · ore 12:56
Chris Martin dorme.Una recensione sull'ultimo album dei Coldplay? Diciamo che la miglior canzone non è stata inserita nell'album.
Quando ci sono clamorose aspettative, in genere poi vengono puntualmente deluse. Se tutti si aspettano il salto di qualità definitivo, la prova tangibile che sono effettivamente una delle band più importanti su scala planetaria, e non solo perchè sono pompatissimi e vendutissimi ma anche perchè fanno bella musica, diciamo che diventa anche abbastanza facile (scontato?) produrre un album dal sapore perlomeno "insignificante".

Io lo sto ascoltando, questo Viva la Vida ecc., e apprezzo tutti gli sforzi per non ripetere all'infinito la formula vincente di A rush of blood to the head, di andare oltre, di stratificarsi sia in profondità che in larghezza. Eppure l'effetto prodotto è di uno stiracchiamento delle intenzioni, un voler coprire tutti gli spettri possibili finendo così per assottigliare lo spessore delle canzoni. Canzoni come Fix You ti vengono fuori una volta per decennio, è vero, ma se deve essere il "power pop orchestrale" del singolo Viva la vida la bandiera dei Coldplay del 2008, allora effettivamente ce li siamo un po' giocati. Non bocciati però, perchè effettivamente un po' di stoffa è rimasta, le intenzioni buone ci sono e traspirano qua e là, e la versione acustica di Lost! ci riporta a galla chi erano i Coldplay. Irripetibili e oggi schiavi della voglia di sperimentare, altresì definita come "evitiamo di scrivere canzoni fotocopia".
Ma le sperimentazioni attuali suonano molto meno originali degli esordi, nel senso che instillano debolissime esternazioni emotive in un ascoltatore dei Coldplay storicamente abituato a piangere o ridere o comunque immedisimarsi. Non sarebbe poi così male tornare a fare quello che gli riesce meglio, anche se ripetuto? Io, un'altra possibilità (l'ultima, ovviamente) sono ancora disposto a concedergliela.
Mercoledì 23 Luglio 2008
di Attimo · Categoria: Musica · ore 20:43
I Notwist ti svuotano dentro, inesorabilmente.
Poi ti ritorna tutto indietro come freddo vento d'estate sulla tua pelle scoperta. C'è chi si mette un golfino sulle spalle, e chi invece distende i pori. Chi va a casa, e chi resta a ballare con la testa sotto una cassetta di legno.

Ieri sera concerto gratuito dei Notwist (con i gradevoli Yuppie Flu a supporto). Non conoscendo entrambi i gruppi, questa volta lascio "parlare" le foto della piazza, del pubblico e delle luci sul palco. Lo speciale improvvisato di Ciccsoft per Ferrara sotto le stelle finisce qui, tra la spazzatura che si adagia sui ciottoli di Piazza Castello su cui sono rimbalzati i nostri piedi sudati e i nostri cuori perplessi.
Bella musica, ogni luglio, a pochi passi da casa: l'eccezione che sfata il verissimo luogo comune dell'apatia ferrarese...

 
Domenica 20 Luglio 2008
di Arthur Cravan · Categoria: Satira · ore 11:09
Per le olimpiadi niente carne di cane a Pechino: i turisti penserebbero male di chi massacra i Tibetani.
Venerdì 18 Luglio 2008
di TheEgo · Categoria: Società · ore 17:38
culo7.jpgUno spettro si aggira per la stampa italiana: è lo spettro del LATO B, volgarmente detto culo, fino a ieri nominato fondoschiena su riviste e giornali bene educati e perfino sui magazine scandalistici.
Il termine nasce all'ultima edizione di Miss Italia, settembre 2007, quando Guillermo Mariotto, stilista di Gattinoni in giuria, maledettamente richiede di poter "visionare anche il lato B delle ragazze in concorso". Il termine fa sorridere, piace, i giornali riprendono il virgolettato e lo fanno proprio.

Finalmente possiamo parlare del culo senza usare sempre quel termine obsoleto e bacchettone, si sono detti garruli nelle redazioni in tutto lo Stivale. Figuriamoci quanti ragazzi vedendo passare per la strada una ragazza dalle forme perfette dicono ancora: che fondoschiena! Fa tenerezza quasi come dire "rete" al posto di "goal" nel giuoco del calcio.

Eppure il termine "lato B" di cui tutti si riempiono la bocca tanto da farcelo già odiare alla sua prima estate in carica è un termine viziato, sbagliato e a suo modo obsoleto.

Il lato B nasce con i dischi in vinile nel primo novecento, prosegue la sua epopea musicale con le musicassette fino agli anni '90 quando viene soppiantato dai CD, che di lati ne hanno uno solo, come la maggioranza dei DVD contenenti film, dove però il lato pure non esisteva con le videocassette VHS. Oggi il lato B è scomparso quasi del tutto: la musica non ha lati, non ha nemmeno più una forma dove essere contenuta: è un file compresso che al limite ha un nome, un'estensione e un peso in kylobyte. I nostri figli non conosceranno il concetto di lato B, che pressuppone l'esistenza di uno A, dunque di due facce di una medaglia, di un oggetto, di una forma tangibile di qualcosa che ha al suo interno DUE cose e può essere vista, utilizzata, fruita in due diversi modi.
Ripescando nella memoria storica, il lato B era quella canzone che stava sul retro dei 45 giri per la quale spesso non avevi pagato, non avevi richiesto, spesso più bruttina, ma che in qualche modo trainata dal singolone principale sul lato A, ti portavi a casa e iniziavi ad ascoltare. Il lato B era quello nelle fiabe che arrivava quando sentivi il ding, e sapevi che dovevi girare la cassetta per proseguire la storia. Il lato B è anche quello che viene dopo, il meno importante, talvolta il meno conosciuto, come il Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, la faccia che non vediamo mai, il rovescio della medaglia, il non previsto, lo sconosciuto.

Ma le ragazze non sono oggetti da rivoltare come un calzino. Hanno un lato davanti ed uno dietro come gli uomini, uno principale con il quale ci relazioniamo solo in virtù di un orientamento della testa che non possiamo scegliere. Semmai ci fosse un lato B in una ragazza allora dovrebbe coinvolgere l'intero corpo e non solo il fondoschiena (il sedere nell'accezione casta e un po' triste, o il culo quando è bello e detto in tono di apprezzamento). Dovrebbe includere la nuca, il collo, le spalle, la schiena che viene giù tracciando una curva sinuosa fino ai fianchi. Dovrebbe essere, in quanto lato B, secondario o comunque meno rilevante del lato A, ma si scadrebbe in una valutazione degna di un Bar Sport di provincia. L'universo femminile è bello punto e basta, da qualunque lato lo si guardi.

Quindi basta, vi prego, con il lato B. Si chiama culo: è bello, è tondo, e comunque non è tutto nella vita. Chiamatelo così sui vostri giornali, che gli eufemismi non servono più nel 2008. Non se avete parlato dei presunti pompini ministeriali con quella leggerezza, ecco.
Mercoledì 16 Luglio 2008
di Attimo · Categoria: Musica · ore 18:44
Paul Banks a Ferrara sotto le stelle 2008Prima di affrontare un concerto degli Interpol è sempre cosa buona e giusta controllare un attimo le proprie aspettative. Si sta andando alla ricerca del devasto e dello scrollare ripetutamente testa gambe e cuore, oppure si vuole "semplicemente" (tra mille virgolette) entrare in sintonia con uno stato d'animo, dei suoni, oserei dire visto che sono americani, con un "mood" emotivo-musicale?
Una volta scelto da che parte stare, tutto il resto verrà da sè. Perchè aldilà delle infinite disquizioni su raffinatezze sonoriche e soniche che non tutti gli uditi sanno cogliere (non tutti suoniamo in una band, io a malapena so mettere in fila le note...) è l'approccio il momento decisivo in un concerto degli Interpol. Infilato quello giusto, puoi star certo che Paul Banks e soci ti daranno quello che sanno fare meglio: suonare canzoni della madonna.
Non sono coinvolgenti, il loro vocabolario è limitato a una, essenziale parola, "grazie", sono ingessatissimi ed elegantissimi, in completi scuri e cappelli molto newyorkesi, forse molto distanti da noi giovini e meno giovini scapigliati nelle nostre magliette più o meno trendy. Sono distanti, sì, come i loro testi non sempre accessibilissimi e come le loro melodie per nulla rassicuranti, nemmeno nei pezzi "più ballabili". Forse gli Interpol sono uno stile, pieno di rimandi al passato e illuminato da ombre scure. Ma sono identificabili, sai che saliranno sul palco e si occuperanno unicamente di ricordarci che hanno scritto pezzi della madonna. Quindi poi spetta a te, a te soltanto accettare questo tacito accordo: noi siamo qui, noi beviamo vino e fumiamo sigarette, e questa è la nostra musica, e non c'è nient'altro da fare o da sapere o da dire.
Personalmente ho firmato in bianco, siglando un contratto tra me e loro che mi ha appagato. Non stravolto, non devastato, ma soddisfatto, riempito, assaporato. Appagato, appunto.

Considerazioni molto in breve: ho il forte sospetto che il chitarrista giochi un ruolo decisivo; la resa dal vivo delle canzoni è simile alla versione disco, è questo è un difetto ma anche un pregio; la loro grande forza è che hanno nel loro parco-canzoni dei pezzi della madonna, molto semplicemente, lo sanno loro e lo sappiamo noi tra il pubblico. E' una consapevolezza importante, è una giocata perentoria, un tackle in scivolata in quel nugolo di chiacchere su gusti e stili. Belle o brutte che siano, loro hanno delle canzoni della madonna (lo ripeto come un mantra) di fronte alle quali mi inchino. Punto.

Hanno aperto con la migliore delle aperture possibili, un inizio di album che parecchi gruppi se lo possono scordare (Piooner to the falls), hanno subito gettato in pasto alla folla acclamante PDA (forse la mia preferita, rovinata da due scimpanzè che saltavano e facevano assaggiare alle mie gengive i loro zainetti) e poi hanno dispiegato con cura canzoni da tutti i tre loro album. Encore perfetto, con la trasognante NYC, il singolone stranamente non recepito appieno dalla folla (The Heinrich Manuveur) e l'imprenscindibile Stella was a diver and she always down, durante la quale ho chiuso gli occhi, ho contato gli anni trascorsi dall'altra volta che li avevo visti (4), mi sono ricordato dello scarto di km fatti per vederli in quell'occasione (350km) rispetto a oggi (10 minuti di bici). Ho soppesato. E poi è finito tutto, loro sono ritornati nell'ombra, sono ritornati a girare perfetti sul mio winamp, io ho preso la bici, l'ho girata verso la strada di casa, e ho iniziato a pedalare.
Non c'era nient'altro da aggiungere.

(la foto è presa dal Flickr della Fran)
Lunedì 14 Luglio 2008
di TheEgo · Categoria: Satira · ore 17:16
Pare proprio che a Zante, l'isola greca cara al Foscolo, ci sia stato un concorso per selezionare nuove Ministre.
Domenica 13 Luglio 2008
di Attimo · Categoria: Hi-tech, Segnalazioni · ore 02:25
La fine del mondo c'è già stata, semplicemente non ce ne siamo accorti: eravamo tutti in fila di notte a comprare l'iPhone.
Questo commento tratto dal forum di Punto Informatico, mi puzza tanto di fake, eppure è verosimilissimo. Commovente oltre le lacrime, sbaraglia ogni discussione su iPhone, tariffe e petizioni. KO tecnico.
Ne a comprati 3
Grazie a Mantellini per la segnalazione.
Venerdì 11 Luglio 2008
di Attimo · Categoria: Musica · ore 21:22
Fotogramma dei Racounters a FerraraNonostante siano passati ormai due giorni dalla serata di mercoledì che ha visto in scena a Ferrara i Racounters, sentivo il bisogno morale di esprimere la mia stratificata analisi del concerto in questione: i Racounters dal vivo spaccano i culi.
Mi sento di dirlo nonostante sia a quasi digiuno dei loro due album. Lo ribadisco suffragato da un concerto "potente", con le chitarre al centro della scena, un suono ruvido eppure untissimo, direi quasi "americano", se sapessi il significato di tale termine. E Jack White è un personaggio.

Ora sotto le torri del Castello si attende la doppietta Franz Ferdinand - Interpol. E qui potete trovare le foto che il bravo Rocco Manzalini scatta per ogni concerto di Ferrara sotto le stelle (assieme alle recensioni di Matteo Musacci).
Mercoledì 9 Luglio 2008
di TheEgo · Categoria: Hi-tech · ore 17:25
Mia madre mi chiede se conosco qualcuno che abbia un portatile, anche usato, per una sua collega.
- Le serve per scrivere, un modello vecchio... Basta che non ci sia installato BuenaVista - mi ha detto - che poi non gira.
Martedì 8 Luglio 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 21:12
- Berlusconi si strafà di Viagra, il suo ultimo nomignolo è presidente vaso dilatato.

- Grazie alla legge Moratti tra vent'anni il 20% dei professori sarà scelto dal Vaticano. Ma tra vent'anni Ratzinger sarà morto, sarà dove deve stare, all'inferno tormentato da diavoloni frocioni attivissimi.

- A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t'ha succhiato l'uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio.

Sabina Guzzanti, No-Cav Day


A me pare uno sfregio che una come lei faccia ancora la comica, perchè oltre che non far ridere è presuntuosa nei toni e poverina nelle parole. Se l'antiberlusconismo italiano è ridotto all'insulto volgare perchè non si ha altro argomento per trovarsi d'accordo all'opposizione, beh, ve lo meritate Silvio, dalla prima all'ultima delle sue leggi ad personam.
Domenica 6 Luglio 2008
di TheEgo · Categoria: Musica, Segnalazioni · ore 12:41
...il Liga non ha mai scritto una canzone d'amore bella come quelle che ha scritto Jovanotti.

Dopo averci pensato un po' su, devo concludere ed ammettere che la Raffa ha ragione da vendere.
Giovedì 3 Luglio 2008
di TheEgo · Categoria: Segnalazioni · ore 11:11
Pare proprio che tra meno di un mese qualcuno della redazione di Ciccsoft convoli finalmente a nozze sotto un piacevole solleone. E' aperto il toto-matrimonio (astenersi chi già lo sa che rovina il gioco :-p).

P.S. A dire il vero il matrimonio è tra due autori o ex autori di Ciccsoft. Nel senso di un maschio e una femmina, eh. E nel senso che entrambi scrivono o hanno scritto su questo sito.

P.P.S. No, non sono io. Ve l'avrei detto per tempo! :-p
Mercoledì 2 Luglio 2008
di Arthur Cravan · Categoria: Satira · ore 09:49
Si rivelerà presto fallimentare il tentativo di registrare le impronte dei bambini nomadi: la maggior parte dei dati dei piccoli mendicanti corrisponderebbe all'identità di Cicciobello.
Martedì 1 Luglio 2008
di TheEgo · Categoria: Personale · ore 11:04
Circa tre anni fa ho avuto un incidente in macchina. Niente di che, un banale tamponamento dovuto alla pioggia e forse in parte ad una strana sensazione avuta circa un paio di minuti prima che con quella pioggia avrei rischiato grosso con le mie gomme liscie. Non potevo credere fosse successo davvero quello che un attimo prima avevo pensato.

Stamattina esco dalla stazione di Venezia sotto la pioggia diretto alla fermata del vaporetto. Ho finito il carnet da 10 sulla tesserina magnetica da poco in uso su tutte le linee. Mi metto in coda al baracchino per ricaricarla, con i miei 10 euro già in tasca pronti. Diluvia proprio tanto e non ho l'ombrello, la coda è lunga e mi bagnerei come un pulcino così decido di saltare su al primo vaporetto che arriva, senza strisciare la card (funziona come gli skipass suppergiù) nel lettore, memore di quell'impiastro della mia ragazza (che oggi si merita del tutto l'appellativo) che sostiene, visto da quanto poco tempo è in funzione il sistema elettronico, che non riusciranno mai a controllare a bordo se davvero c'è un abbonamento o un carnet su quella card e che chiedono sempre e soltanto di esibirla. La fa facile lei, è sempre la più furba e in giro son tutti tonti.

Io la esibisco salendo a bordo, ma sarà il cielo nero, sarà un groppo in gola che mi stringe quando faccio qualcosa che non devo, o di illegale, sarà pure il suono del motore che questa mattina era davvero sinistro e sembrava un lungo lamento come un sottofondo di un film di Hitchcock ma il presagio che qualcosa non sarebbe andato bene ce l'avevo eccome. Stavolta non l'avrei fatta franca, ne ero sicuro.

Infatti, per la prima volta in due anni e rotti che giro per la laguna (con o senza biglietto a seconda dei casi) sale il controllore e ha con se la fottuta macchinetta-che-non-esiste. Divento pallido, iniziano a tremarmi le gambe, impreco contro l'impiastro e spero nel miracolo che non accade. Arriva una fermata, faccio goffamente per scendere ma incappo nell'ovvio controllore che prima di farmi smontare vuole verificare la mia card. La avvicina al palmare e compare la scritta "BIGLIETTI RIMASTI: VUOTO". Mi stupisco, traccheggio (ma che strano, mi pareva ne rimanesse uno, pioveva, avevo fretta, c'è da poco non la so usare, eccetera). E' inutile: non ho le tette e non parlo nemmeno veneziano, non ho scampo.

A quel punto devo scendere, firmare una contravvenzione, dare le generalità e farmi sotto il diluvio universale il tragitto rimanente verso l'ufficio dove bagnato come un pulcino scrivo queste righe senza che tutto questo abbia la benchè minima utilità a farmi togliere 40 euro di multa. Se giugno si era chiuso male, luglio sembra volerlo superare. E da oggi piove pure.