Cinema
Giovedì 29 Novembre 2007
di Attimo · Categoria: Cinema, Musica · ore 02:07
Across the universeUn eventuale giudizio sul "film" Across the Universe sarebbe penalizzato da una trama abbastanza piatta, molto telefonata nello sviluppo quasi elementare delle ormai "classiche" vicende di ragazzi degli anni '60 (la ribellione giovanile, il Vietnam, le delusioni, il riscatto emotivo/sentimentale...). La scontatezza della struttura quasi impallidisce di fronte alle costruzioni visive che raffigurano ognuna delle 33 canzoni dei Beatles disseminate nel film, tanto da venire trascinati praticamente senza volerlo oltre il livello cinematografico. Tutto si consuma in un'esperienza sensoriale, un abbraccio sonico a perle del '900 che, ogni volta, ti sciolgono il cuore in una pioggia colorata. Per i fan come il sottoscritto, è manna dal cielo che mi fa arrendere quasi subito: vorresti che ne cantassero ancora, tutte quante.
Mercoledì 31 Ottobre 2007
di Noantri · Categoria: Cinema, Mondo blog · ore 16:39
[Anche Noantri aderisce alla campagna di sensibilizzazione letteraria "Non vi sopportiamo più", promossa inconsapevolmente da Irene tra i commenti di questo ormai storico (e a ragione) post apparso sull'imperdibile blog Cabaret Bisanzio]

Ho visto il film d'animazione Ratatouille.

La fenomenologia semantica della pellicola in questione richiama alla memoria del vissuto empirico gli esempi più riusciti della produzione popolare nostrana, quella dove i protagonisti del cosiddetto volgo si ergevano, a seguito di vicende trasmigranti ed equazioni collaterali di indubbio effetto, al ruolo di protagonisti e/o eroi assoluti, in particolare così visti dalla loro sfera coabitativa che, dunque, passava dal ritenerli inetti al ritenerli eccellenti. Il processo d'eccellenza è la linea guida dominante di questo non-film.


[questa non è Parigi. Sembra: in realtà è una non-Parigi. E quello all'estrema destra è un topos]

Venerdì 21 Settembre 2007
di Noantri · Categoria: Cinema, Politica · ore 12:30
Secondo me Micheal Moore è la risposta americana nazional-popolare ad Antonio Ricci di Striscia la Notizia.

Non a caso Antonio Ricci piace alla gente che io reputo più insopportabilmente di destra, (Beppe Grillo compreso) esattamente come Michael Moore piace alla gente che io reputo più insopportabilmente di sinistra. Significherà qualcosa questo fatto? Forse no, ma provo a spiegarmi.
Domenica 2 Settembre 2007
di TheEgo · Categoria: Cinema · ore 16:05
Bentornati al nostro appuntamento con le paparazzate dal lido di Venezia, appuntamento che finisce oggi visto che domani si torna a lavorare e la si smette di spacciarsi per accreditato Warner che si spaparanza nella hall del prestigioso Hotel Excelsior... ;)

Questa mattina file di ragazzine e sbarbati con ombrellini per il sole e ipod in attesa davanti il tappeto rosso. Brad e Angelina sfileranno questa sera alle 22 per la prima del film "The assassination of Jesse James" e viene da chiedersi se due minuti di visione di un vip valgano 12 ore di attesa. Ai Musei vaticani si aspetta meno, ma volete mettere una foto di Brad, oh mio Dio è luiii? Tra l'altro una sbirciatina gliel'abbiamo data poco fa, al suo blindatissimo arrivo all'Excelsior: è davvero figo, a livelli che noi maschietti non raggiungeremo mai e non c'è palestra o gel che tenga. Ho scattato tre foto: in una ha la mano davanti la faccia e saluta, in una è di spalle e nella terza controsole ho scattato a caso e gli ho preso le mani. Sono uno sfigato.

Il luogo più esclusivo della Mostra del Cinema, dicono i giornali, è la piscina dell'Excelsior: the Pool. Ci sono stand, barettini con divani, cagate e cotillons sponsorizzati. Non solo è la zona più inutile del Festival ma anche quella dove gira più gente che non c'entra niente. In realtà la zona più esclusiva del Festival è appunto il Festival. Ai varchi si passa solo con accredito o biglietto anche solo per prendere un panino o fare pipì. Metal detector, polizia e gorilla ovunque in quantità eccessiva.

Carlo Rossella gironzola tutto il giorno con aria da tombeur de femme nella hall e nei corridoi qua dentro. O non lavora o è disperatamente in caccia di una donna fascinosa. Tipo la moglie del Mago Forrest, molto carina e all'acqua di rose.

Certa gente non te la levi mai di torno. Non parlo di Mollica, sarebbe troppo facile. Tre nomi: Marzullo, Ippoliti, Zazà di Striscia. Mobbastaveramente però.

Ieri arrivano Cristina Parodi e Giorgio Gori e monopolizzano l'attenzione nella hall. Tra le donne invidiose che le ammirano il decolletè e chi riverisce e saluta con inchini e sudditanza il boss di Magnolia spiccano le uscite del popolino:
- Hai visto? C'è la Parodi e Cecchi Gori!

Sempre in ambito di cappelle ieri in sala a vedere il bel film di Ken Loach due ragazzi dietro a me, tra i pochi paganti probabilmente, nel mare di invitati, fotografi, giornalisti e magna magna vari, se ne escono con un bel siparietto. Lei individua seduta poco avanti Margherita Buy (bellissima anche lei). Manda in avanscoperta il moroso a vedere se ha visto bene. Lui va a vedere, conferma. Lei si alza per fare una foto. Si avvicina il ragazzo alla timidissima attrice italiana e chiede:
- Scusa sei Margherita Buy?
- Si - fa lei timidissima quasi recitando la stessa parte dei suoi film con gli occhi sgranati e il volto teso
- Possiam fare una foto?
Le siede a fianco, la ragazza impugna il telefono per scattare (sic!) e mentre scatta lui le fa:
- Complimenti mi sei piaciuta tantissimo ne L'ultimo bacio.
- Io non ho fatto L'ultimo bacio - fa lei trafelata.
- Ahhh è vero era queel'altro coome si chiama tesoro?
Non le viene in mente manco a lei. Battono in ritirata. Risate, grasse risate.
Sabato 1 Settembre 2007
di TheEgo · Categoria: Cinema · ore 17:31
buongiorno a tutti dal vostro intruso di fiducia. sto scroccando la connessione di cinecittà sulla terrazza dell'Excelsior. perdonerete se scrivo male ed in fretta. Qui è tutto lustrini e gente impomatata che sembra lavorare davvero. poi c'è tutta la gente che vuol vedere i vip e fotografa ogni cosa, anche chi non conosce. - chi è quello mamma? - zitta e fotografa. cose di questo genere. spike lee è una specie di santone, sembra saperne a pacchi di ogni cosa, ha quell'aria da sapientino ma è proprio figo. Mollica e' sempre l'unico che non si veste elegante. sembra un poveraccio in mezzo a befane incipriate, bodyguard e champagne. forse l'autografo piu' facile da reperire ma chi lo vuole? alessandra mastronardi, quella dei cesaroni per intenderci, gira tranquilla e pochi la riconoscono. strappo una foto, con il solo intento di rivenderla come feticcio a Notuno, che la ama alla follia. c'è anche quel pirla di calabrese che faceva striscia la notizia tempo fa. trafficava con una digitale per scattare foto da mostrare ai parenti ma non sembrava riuscirci. ora torno di la', il mio obiettivo, helena bonham carter, è ancora lontano. :) a dopo per altri aggiornamenti!
Venerdì 31 Agosto 2007
di Noantri · Categoria: Cinema, Racconti · ore 13:13
La serata è finita male.
Ho dovuto camminare intorno al tavolo del salone per un sacco di tempo, finché non è venuta F. e abbiamo mangiato la pizza. (e pure quella l'ho mangiata in piedi) Mi sono guardato allo specchio un paio di volte, ho messo gli indici sotto gli occhi e ho tirato giù la pelle per vedere che effetto faceva. E ho respirato a lungo, naso-bocca, naso-bocca, per togliermi la nausea e fermare la vorticosa terra: ho un video di me stesso, risale ad almeno tre anni fa, in cui cammino alle 4 del mattino in camera mia alzando e abbassando le braccia: è quello che faccio, camminare, ogni volta che sono ubriaco. Perché come mi fermo, vomito. Me lo sono fatto da solo, quel video.

L'altra sera con Andy Capp è finita male: ci siamo ubriacati a metà pomeriggio per festeggiare un lavoro finito e finalmente anche pagato. Io non lo so perché la gente si debba ubriacare per festeggiare: quello che so lo so per bocca di Omer Simpson il quale dice che l'alcol altro non è che la causa di – e la soluzione a – tutti problemi della vita. Io amo Omer Simpson: amo quello che fa e come lo fa. Per me non dovrebbe esserci bisogno di nessun altro modello imitativo se non, appunto, Omer Simpson che riesce contestualmente ad amare se stesso, egoisticamente, e la sua famiglia nella stessa misura. Comunque non è di Omer Simpson che volevo parlare, a parte il fatto che sia Andy Capp che io, dopo sei Cuba Libre, eravamo gialli quasi quanto lui, quanto Omer Simpson.
Giovedì 31 Maggio 2007
di Attimo · Categoria: Cinema · ore 20:49
Denzel WashingtonAbbiamo ancora bisogno, nel 200X (slogan da riciclare sempre, in politica, nell'arte, nella società, dappertutto: perchè in fondo, non abbiamo più bisogno di niente, dato che, volendo, c'è tutto) di film come 23? E' necessario imbottire le nostre sale cinematografiche (ormai tenute aperte dalle solite tre o quattro riedizioni di film tramutatesi in telefilm) con questa invasione continua, imperterrita, di film americani con detective, assassini, le solite paranoie, i soliti casi prevedibili, i soliti ambienti polizieschi, le solite armi, le consuetidini, i soliti moralismi e scontati immoralismi, la classica sovversione pettinata che finisce per diventare la stessa retorica che dovrebbe scardinare?
Io dico di no.
Beninteso, non sono contro i film spazzatura, o i film mangiapopcorn inutili e che servono a sghignazzare o sobbalzare. Hanno ovviamente il loro diritto a continuare ad esistere, e liberi tutti di continuare a cibarsi di paccottiglia, ogni tanto ci vuole. Il problema è la ripetività, la totale mancanza di slancio che scardini una vera e propria catena di montaggio cinematografica.
Dico che di thriller fotocopia, di casi umani fotocopia, di fumettoni fotocopia, di tutti quei clichè fotocopia che vengono sparati dagli Usa, grazie ma abbiamo già dato: se possibile, mandatecene di meno. Lo stesso discorso, meglio precisare, vale pure per il cinema italiano e le sue storie di trentenni malinconici ma con quella punta di sorriso, quando va bene, altrimenti di indicibile tristezza che tutto ammaina (mi pare che una lamentela simile l'abbia fatta quel gonzo di Tarantino, subito rimbrottato da Bellocchio).
Dico che i multisala infarciti di burrosi popcorn e burrosi film dalle sceneggiature quasi ciclostilate, prodotte in serie, hanno seccato la pianta.
Personalmente, voglio (vorrei) film che parlino anche, perchè no?, di fantascienza (argomento tabù, ormai), soprattutto voglio film che raccontino storie, visivamente e narrativamente sforzandosi di raccontare questo mondo e quello fantastico (non si scappa: c'è il vero, il verosimile, e l'inverosimile, non occorre sforzarsi così tanto), senza bisogno di ricorrere ai faccioni di amianto di Denzel Washington, tanto per dire il primo clichè che mi viene in mente.
Lunedì 29 Gennaio 2007
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 00:34

Probabilmente tutti ricorderanno quella grande trovata economicamente redditizia (anche se un po’ di paura incuteva) di “The Blair Witch Projet”… I tre ragazzi che andavano in un bosco a cercare la verità su una piccola leggenda locale e si perdevano, lasciando ai posteri l’ardua sentenza di accettare l’atroce realtà scovata. Infatti quelli che abbiamo visto sono, in teoria, i filmati girati con la loro telecamera e misteriosamente ritrovati. Beh, filmettino di serie B. Perché ne parlo? Semplicemente perché attinge a piene mani da un altro film horror serie Z, “Cannibal Holocaust”, di Ruggero Deodato. Dubito che siate in molti ad essere a conoscenza della sua esistenza, dato che è stato stroncato, censurato e soprattutto fuori catalogo per diverso tempo.

Sabato 27 Gennaio 2007
di Barry Lyndon · Categoria: Cinema · ore 13:34
Impressioni a caldo, spunti e appunti dopo la proiezione in anteprima nazionale di Inland Empire (L'impero della mente), il film summa del Lynch-pensiero che il regista ha presentato alla recente Mostra di Venezia in occasione del Leone d'Oro alla carriera.

Un film che non potrebbe e non dovrebbe raccontarsi...ma vedersi nel buio di una sala, per assaporarsi fino all'ultima goccia di follia che in esso vibra e si distilla.

Martedì 16 Gennaio 2007
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 18:07
Marsiglia, Napoli, Atene. Una madre, con una piccola per mano. E una nave da crociera.
Una nave che si rispetti, naturalmente, possiede un capitano. Un gentiluomo, con lo sguardo malinconico, fedele solo al suo mare. Sue ospiti, tre donne molto belle. Una italiana, una francese e una greca.
La bambina accompagna la madre nel lungo viaggio fino a Bombay, dove vive e lavora il padre. Quale occasione migliore per poter visitare quei luoghi leggendari, studiati nei libri di scuola, immaginati con la fantasia?
Martedì 9 Gennaio 2007
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 00:28
Secondo capitolo della saga sui morti viventi di George A. Romero e forse il meno efficace dei tre (il quarto non riesco, per quanto appartenga sempre al maestro, a considerarlo parte integrante del lavoro). Nettamente inferiore a La notte dei morti viventi per l'utilizzo dei colori, che rendono meno cruenta e reale la scena. Certamente una scelta ben mirata: se il primo film voleva mettere in evidenza caratteri per lo più personali dell'umanità (complesso di Edipo, paura della società) in questo caso ci si sofferma molto più sul capitalismo e sullo sfrenato consumismo: sul bisogno di sottolineare con colori moderni la realtà contemporanea.
Martedì 2 Gennaio 2007
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 09:35
Un buon film dell’orrore, ho scritto qualche tempo fa, deve essere in grado di riportare alla luce le paure più recondite di ognuno di noi. E, aggiungo, dovrebbe trasfigurare la nostra realtà, creando così dei paradossi o uno specchio di ciò che vediamo e viviamo ogni giorno. Una sorta di satira sociale e, se vogliamo, politica. Romero, con la sua trilogia sui morti viventi ( “La notte dei morti viventi”, “Zombie”, “Il Giorno degli zombie”)ha delineato indubbiamente un profilo abbastanza chiaro della società non solo degli anni settanta, ma anche dell’imminente futuro, quello in cui oggi viviamo. Mi soffermo solo sul primo capitolo della serie, girato nel sessantotto e prima opera del regista. Ha creato letteralmente uno stile cinematografico e tutti hanno attinto e attingono dalla sua pellicola cult. Basta citare “Zombie 2”, il remake de “La notte dei morti viventi” e i più recenti “L’alba dei morti viventi” e “28 giorni dopo”. Persino Resident Evil, videogioco di successo da cui hanno tratto un film tra i più guardabili (Nel genere) degli ultimi anni, ha sicuramente da ringraziare il Vecchio George. Sarà che è stato il primo a trattare l’argomento?
Giovedì 14 Dicembre 2006
di TheEgo · Categoria: Cinema · ore 15:47
Venerdì 8 Dicembre 2006
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 10:46
Uomini e donne possono essere amici?

Per quanto sia strano a dirsi, amore e amicizia non legano spesso insieme. Tutti noi cerchiamo un compagno (o una compagna) che possa completarci e con cui potere parlare proprio di tutto, ma nessuno penserebbe ad una relazione con il suo migliore amico. Difficile da spiegare. Come se l’amico non possedesse una sessualità, quasi fosse un cartone animato. Ma, in qualche caso, può un’amicizia decennale nel grande amore della nostra vita? Nella realtà non lo so, ma nel campo cinematografico l’esempio per eccellenza è rappresentato da Harry e Sally. Harry e Sally, incontratosi mille volte nell’arco di dieci anni e odiatosi sempre più, senza motivi ben precisi.

Venerdì 1 Dicembre 2006
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 00:12

"Helen ha piegato il tovagliolo". Quanto può essere importante un gesto semplice come questo, consueto, automatico, ovvio? E' degno di nota, è possibile pronunciare questa frase con enfasi, con le lacrime sgorganti, con una prospettiva del futuro più ampia e lucente? Naturalmente sì, se a pronunciarla è la mamma di Helen. Se è il risultato di ore ed ore di lotta (metaforicamente riassunte in nove minuti), di anni di isterismi e di insensibilità cieca.

Sabato 25 Novembre 2006
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 22:03

Il vagabondo è innamorato.
E' rimasto rapito, vedendola. Una piccola, dolce fioraia.
Cieca.
Non si rende subito conto del fatto che non veda. Ma è proprio n quel momento, quando le raccoglie il fiore che le è scivolato per terra, che perde la testa per lei.

Venerdì 24 Novembre 2006
di Daniela L. · Categoria: Cinema · ore 21:32

Quando racconto di cinema ambirei al dono supremo della sintesi ma consegnare una recensione di un rigo – come piacerebbe a me – so mica se rende contento il Signor Editore. Quel che segue sono semplicemente titoli cotti e mangiati e sottotitoli, generati col Pesce Babele residente nel mio cervello. Che, a proposito, saluta tutti.

L’AMICO DI FAMIGLIA di Paolo Sorrentino
Cattiva solitudine, nefasta natura umana: il Cinema necessario

GRIZZLY MAN di Werner Herzog
Come perdere iscritti al WWF
 
CHILDREN OF MAN di Alfonso Cuaron

Sublimi fotogrammi in movimento e finale appiccicaticcio

MARIE ANTOINETTE di Sofia Coppola
(Ir)reali, ricche ragazze chic perse nella storia (quale?) 

QUALE AMORE di Maurizio Sciarra
Quale amore? Quale prece! 

IL VENTO CHE ACCAREZZA L’ERBA di Ken Loach
L'IRA funesta di Ken e del popolo irlandese

THE DEPARTED di Martin Scorsese
Bravi ragazzi, cattivi poliziotti: l'ombroso Scorsese ritrovato 

UOMINI E DONNE di Bart Freudlich
Meglio i tronisti 

MIAMI VICE di Michael Mann
Criminal greetings from Miami 

SCOOP di Woody Allen
Non tutti i tarocchi vengono per nuocere

IL DIAVOLO VESTE PRADA di David Frankel
Il Diavolo le veste e poi le rattoppa la morale disneyana

Domenica 29 Ottobre 2006
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 23:01

Tutti, ma dico tutti, hanno visto Psyco, il celebre film di uno dei registi più importanti della storia del cinema (posso non scrivere il suo nome, visto che sicuramente ne sbaglierei l'ortografia?).

Ma il vero quesito del giallo/thriller non è "chi sia la donna sepolta nel cimitero, se non è la madre di Norman Bates".... nè dove siano finiti i quarantamila dollari...

La vera domanda è:

Lunedì 16 Ottobre 2006
di Rachele · Categoria: Cinema, Politica · ore 23:48
C'è una sostanziale differenza tra il festival del cinema di Venezia finito a Settembre a Venezia e la festa del cinema che si sta svolgendo Roma in questi giorni.
Venezia ha ricevuto dal Governo la ragguardevole somma di15 milioni di euro. Roma ne ha ricevuti 300 milioni.
Qui di fatto da Prodi i soldi si son visti solo per finanziare il Mose, pompino gratuito bipartisan, e un bel taglio di fondi a Cacciari che si è permesso di dire che quel progetto fa acqua da tutte le parti.

Cacciari l'ha presa con filosofia, commentando che la differenza sta nel fatto che a Roma hanno il Papa. E Veltroni. [Le malelingue poi dicono che là Veltroni ha pure Berlusconi, qualcuno sa perchè]
Solo la smettessero di dire che è "solo" una festa e che "non c'è nessun tipo di competizione".
Verità è che anelano da anni a "farci la zucca", come si dice da queste parti, e se il governo li aiuta ancora un po' come sta strenuamente cercando di fare visto la nostra scarsa tendenza alla paritocrazia, può anche darsi che ce la facciano. Avessero il buongusto di dirlo ad alta voce almeno la cosa avrebbe quasi una parvenza onesta.
Lunedì 9 Ottobre 2006
di Fulvia Leopardi · Categoria: Cinema · ore 13:48
Slevin - Patto criminaleSlevin - Patto criminale è un film che lì per lì ti lascia un po’ allibita: sangue a profusione e uccisioni a tutto spiano solo nei primi 4 minuti di film (poi si calma, eh).
La trama è (apparentemente) semplice: dopo aver perso in un colpo solo lavoro, casa, e fidanzata, Slevin (Josh Hartnett) si trasferisce a casa del suo amico Nick, e viene scambiato per lui, rimanendo coinvolto nella guerra ordita da due capi criminali acerrimi nemici: “Il Rabbino” (Ben Kingsley) e “Il Boss” (Morgan Freeman). Il ragazzo si dimostrerà comunque all’altezza del suo nome (Slevin significa “cane rabbioso”)…anche troppo, direi!
Grazie ad un cast d’eccezione (oltre ad Hartnett, Kingsley, Freeman ci sono anche Bruce Willis, Lucy Liu, Stanley Tucci…) Paul McGuigan mette insieme un film niente male, che mischia thriller, noir e grottesco, senza dimenticare una citazione ai gangster movie e soprattutto a Quentin Tarantino. Il merito è anche della sceneggiatura di Jason Smilovic, che permette agli attori di esprimere tutto il loro potenziale: da segnalare la prova di Lucy Liu, davvero irresistibile nel ruolo di simpatica svampita coroner.

Un film davvero carino e divertente, imperdibile per gli amanti del genere ma consigliato davvero a tutti

Giovedì 28 Settembre 2006
di Daniela L. · Categoria: Cinema · ore 22:18

Come raccontare/scrivere di qualcosa di estremamente generazionale, ché ogni generazione ha il proprio film di riferimento quel misto perfetto di libri-musica-film-fumetti-pruderie divorati e disciolti nei neuroni, senza essere pericolosamente nostalgici o patetici o peggio ancora accademici? Non si sa. Quel che si sa è che Clerks è stato l’American Graffiti dei nati negli anni settanta, adolescenti negli anni ottanta, ragazzotti negli anni novanta e attualmente quasi tutti precari se non lavorativamente, di sicuro sentimentalmente (e non fate gli scongiuri).

Dopo dodici anni dal folgorante primo capitolo Kevin Smith riprende i suoi commessi – bianco e nero, produzione indipendentissima, dialoghi irriverenti e disquisizioni scurrili sui massimi/minimi sistemi che gli adepti sanno citare a memoria – succede che ritroviamo Dante all’atto di aprire il drugstore Quick Stop come ogni mattina ma questa volta lo attendono le fiamme...

Venerdì 15 Settembre 2006
di Daniela L. · Categoria: Cinema · ore 17:52
La sessantreesima Mostra di Venezia l’ho seguita in differita, come tanti cinephiles e recensori senza nota spese come me, in panoramica a Milano (poi arriva anche a Roma e a Bologna credo) e dopo aver visto 22 film, sembrerà folle, qualcosa di buono mi è rimasto.

In realtà i film inglobati sarebbero ventuno e mezzo. Durante “Fallen” di Barbara Albert, un grande freddo abortito, ho mollato sdegnata per la noia al trentesimo minuto circa e a “Retribution” (Sakebi) di Kurosawa – devo verificare parentela – un pietoso horror giapponese, mi sono addormentata senza appello. In quasi tre anni di onesta carriera non mi è mai successo. Nemmeno quando ho visto Musikanten di Battiato ché poi c’era Battiato in sala disponibile per farsi eventualmente insultare.

Come ha ben riportato Rachele, Crialese col suo “Nuovomondo” pareva il favorito. Si è preso un premio inventato che ogni tanto ciccia dal palmares, il Leone d’argento. Sono rimasta affascinata e rapita dalla pellicola. Ho davvero visto qualcosa, non solo immagini peraltro girate con grande mestiere e perizia e una storia scarna e struggente che poi è la storia di ogni persona che parte, è che proprio dei parenti così nelle foto, nei ricordi e nelle lettere di famiglia li avrei voluti anche io. Ma a pensarci li ho. Emigrarono in Argentina, nell’altra America e Crialese è come se mi avesse raccontato quello che non so di loro.

Avrei voluto vedere “Still life” di Jia Zhang-Ke, il vincitore ma la casa di distribuzione che lo ha acquistato non ha mollato la pizza. Quanto ad Amelio e la sua “Stella che non c’è” direi che oscilla tra l’onestà descrittiva del documentario e la didascalica pretenziosità ma la pervicacia del manutentore interpretata da Castellitto, colpisce.

“The Queen” a parte l’eccelsa Helen Mirren (premiata), il british humor, le meritate stilettate a Blair e consorte, è un film da pomeriggio televisivo della BBC, tivù che in ogni caso noi ci sognamo. Mi rimane oscura la ragione per cui la coppa Volpi è andata a Ben Affleck da sempre il peggiore attore sulla terra ma chi se ne frega a questo punto.

Ah a proposito, piacere, Daniela.
Sabato 9 Settembre 2006
di Rachele · Categoria: Cinema, Segnalazioni · ore 12:16
Fonti certe al 99% accreditano il leone d'oro al film di Crialese.
Dicono che il film sia stato molto bello e si può pensare che la presenza di un giurato che da anni auspica un leone all'Italia possa essere stata determinante.
Dalla regia la mia vicina di scrivania mi dice che il film era stupendo.

Si rivelasse vera la notizia penso che quantomeno in rai saranno felici di averlo presentato a Venezia anzichè a Roma questo film.
Vincere a Venezia, che "per definizione" è "ostica" al cinema italiano ha un suo valore simbolico. Finalmente Leone sarà felice e contento col suo Leone, e verrà premiato il lavoro di rai cinema e di 01 che da anni portano film di qualità qui al festival senza raccogliere molto. Potevano giocare in casa a Roma e han rischiato venendo a vincere qua.

La Coppa Volpi femminile sembra scontata alla protagonista di The Queen, Helen Mirren, il che, per il nuovo regolamente mette fuori concorso il film per qualsiasi altro film importante.
Per quella maschile son tre giorni che sento dare per certo Castellitto, interprete nel film di Amelio, il che significherebbe un altro riconoscimento al cinema italiano.
Per il resto potrei dire che secondo me Bobby non meriterebbe di tornare a casa a mani vuote, così come Infamous, in corsa nella sezione Orizzonti.

C'è da dire che quest'anno qui si lavora troppo per poter raccogliere in giro notizie, ma arrivassero altre voci si provvederà ad aggiornarle.
--- edit ---
Potrei iniziare ad avere qualche dubbio su Castellitto, non lo vedo tornare. E se è tornato non l'ho visto.

Edit2: Mio padre mi comunica che secondo tradizione ha vinto un film cinese. A Crialese è andato l'argento.
Leone avrà un Leone meno carino, però in Rai oggi festeggiavano lo stesso, ed è quello l'importante. Il mio informatore dalla sala stampa mi dice che peraltro il cinese meritava.

Il festival è finito e da domani la stampa tornerà ad occuparsi di noi solo in caso di acqua alta o per parlare dell'orrido Mose.
Qualcuno l'ha definito un festival sottotono, vista la scarsa presenza di attori Hollywoodiani. Io posso solo dire che il terzo anno di fila che la qualità dei film in concorso e fuoi concorso è più che soddisfacente, e la giuria si dimostra all'altezza del compito.
Per l'ultima sera tutti lasciano da parte i veleni e le maldicenze sul presunto asse Berlusconi-Veltroni sulle decisioni di Medusa, si tolgono i tacchi, si mettono le scarpe da ginnastica e si va chi a riposare, chi in gita per Venezia con la famiglia e chi in giro per l'ultima notte di bagordi.
E per qualche istante, stanotte, tra le quattro e le cinque, dopo le feste e prima delle partenze, Venezia sarà solo nostra, di noi veneziani che desidereremmo gustarne la pace, ogni tanto.
E domani si ricomincia da capo.
Che qui la giostra non si ferma mai.
Mercoledì 6 Settembre 2006
di TheEgo · Categoria: Cinema · ore 02:05
superman.jpgLa recente visione del remake supereroico mi ha scombiccherato nuovamente riaprendo vecchi ed atroci dubbi: come diavolo è possibile che nessuno si accorga della reale identità di Superman?
Nel mondo dei supereroi ci sono svariati tipi di costume: c'è la variante timida ad esempio, quella dell'Uomo Ragno, che indossa un costume con maschera intera. Impossibile capire chi sia davvero se non per la voce.
C'è poi la variante mascherina: in questa categoria rientra a pieno titolo Batman. La maschera arriva al naso, metà del volto è scoperto ma nemmeno questo è sufficiente affinchè la gente sappia la sua reale identità o noti l'assenza di Bruce Wayne durante le imprese del pipistrello facendo due più due.
Infine ci sono i supereroi spavaldi, come Superman. Niente maschera, basta togliere gli occhiali per essere irriconoscibili. Capelli con il gel, ricciolo sempre fuori posto e mantellino: chi mai sospetterebbe che quel fusto è Clark Kent? Rientrano nella clamorosa categoria anche i Bassotti, che si celano dietro una mascherina ridicola che accentua gli occhi e copre praticamente nulla, Paperinik, anch'egli bendodotato e l'innocente Super Pippo vestito a festa.

Non è in fondo così importante sapere chi si cela dietro il Supereroe. In nessun fumetto o film c'è mai qualcuno che brama di scoprire le identità segrete dei paladini della giustizia. Fanno il bene dell'umanità, aiutano le forze dell'ordine, sono onesti e giusti, intervenendo ovunque ci sia bisogno di loro e tanto basta anche al fotografo più scaltro, al giornalista più impertinente e al bambino più curioso. Lo scoop è vederli all'opera, la soddisfazione è poterli salutare, essere da loro rassicurati che il mondo che ci circonda è davvero squallido e senza speranze, ma ci sono loro a dare una mano e sempre ci saranno, e di questi tempi non è poco. Nel villaggio globale il supereroe è una star mediatica al centro dell'attenzione, un personaggio da copertina, un giro d'affari internazionale su cui tutti vogliono mettere le mani. Il sogno deve restare celato, il segreto immutato perchè è la Maschera che sconfigge il crimine e non l'uomo comune che magari si cela dietro. Anche se a volte si ha un'eccezione, come dice Bill alla Sposa: non è Kent che si traveste da Superman ma Superman che si traveste da Kent nella vita quotidiana.
Ma non fatelo sapere all'America: l'umanità ha bisogno del suo supereroe che la difenda, e non vorrà mai credere che a farlo è un modesto giornalista del Daily Planet con gli occhiali.