Cinema
Giovedì 29 Novembre 2007
di Attimo · Categoria: Cinema, Musica · ore 02:07
Across the universeUn eventuale giudizio sul "film" Across the Universe sarebbe penalizzato da una trama abbastanza piatta, molto telefonata nello sviluppo quasi elementare delle ormai "classiche" vicende di ragazzi degli anni '60 (la ribellione giovanile, il Vietnam, le delusioni, il riscatto emotivo/sentimentale...). La scontatezza della struttura quasi impallidisce di fronte alle costruzioni visive che raffigurano ognuna delle 33 canzoni dei Beatles disseminate nel film, tanto da venire trascinati praticamente senza volerlo oltre il livello cinematografico. Tutto si consuma in un'esperienza sensoriale, un abbraccio sonico a perle del '900 che, ogni volta, ti sciolgono il cuore in una pioggia colorata. Per i fan come il sottoscritto, è manna dal cielo che mi fa arrendere quasi subito: vorresti che ne cantassero ancora, tutte quante.
Mercoledì 31 Ottobre 2007
di Noantri · Categoria: Cinema, Mondo blog · ore 16:39
[Anche Noantri aderisce alla campagna di sensibilizzazione letteraria "Non vi sopportiamo più", promossa inconsapevolmente da Irene tra i commenti di questo ormai storico (e a ragione) post apparso sull'imperdibile blog Cabaret Bisanzio]

Ho visto il film d'animazione Ratatouille.

La fenomenologia semantica della pellicola in questione richiama alla memoria del vissuto empirico gli esempi più riusciti della produzione popolare nostrana, quella dove i protagonisti del cosiddetto volgo si ergevano, a seguito di vicende trasmigranti ed equazioni collaterali di indubbio effetto, al ruolo di protagonisti e/o eroi assoluti, in particolare così visti dalla loro sfera coabitativa che, dunque, passava dal ritenerli inetti al ritenerli eccellenti. Il processo d'eccellenza è la linea guida dominante di questo non-film.


[questa non è Parigi. Sembra: in realtà è una non-Parigi. E quello all'estrema destra è un topos]

Venerdì 21 Settembre 2007
di Noantri · Categoria: Cinema, Politica · ore 12:30
Secondo me Micheal Moore è la risposta americana nazional-popolare ad Antonio Ricci di Striscia la Notizia.

Non a caso Antonio Ricci piace alla gente che io reputo più insopportabilmente di destra, (Beppe Grillo compreso) esattamente come Michael Moore piace alla gente che io reputo più insopportabilmente di sinistra. Significherà qualcosa questo fatto? Forse no, ma provo a spiegarmi.
Domenica 2 Settembre 2007
di TheEgo · Categoria: Cinema · ore 16:05
Bentornati al nostro appuntamento con le paparazzate dal lido di Venezia, appuntamento che finisce oggi visto che domani si torna a lavorare e la si smette di spacciarsi per accreditato Warner che si spaparanza nella hall del prestigioso Hotel Excelsior... ;)

Questa mattina file di ragazzine e sbarbati con ombrellini per il sole e ipod in attesa davanti il tappeto rosso. Brad e Angelina sfileranno questa sera alle 22 per la prima del film "The assassination of Jesse James" e viene da chiedersi se due minuti di visione di un vip valgano 12 ore di attesa. Ai Musei vaticani si aspetta meno, ma volete mettere una foto di Brad, oh mio Dio è luiii? Tra l'altro una sbirciatina gliel'abbiamo data poco fa, al suo blindatissimo arrivo all'Excelsior: è davvero figo, a livelli che noi maschietti non raggiungeremo mai e non c'è palestra o gel che tenga. Ho scattato tre foto: in una ha la mano davanti la faccia e saluta, in una è di spalle e nella terza controsole ho scattato a caso e gli ho preso le mani. Sono uno sfigato.

Il luogo più esclusivo della Mostra del Cinema, dicono i giornali, è la piscina dell'Excelsior: the Pool. Ci sono stand, barettini con divani, cagate e cotillons sponsorizzati. Non solo è la zona più inutile del Festival ma anche quella dove gira più gente che non c'entra niente. In realtà la zona più esclusiva del Festival è appunto il Festival. Ai varchi si passa solo con accredito o biglietto anche solo per prendere un panino o fare pipì. Metal detector, polizia e gorilla ovunque in quantità eccessiva.

Carlo Rossella gironzola tutto il giorno con aria da tombeur de femme nella hall e nei corridoi qua dentro. O non lavora o è disperatamente in caccia di una donna fascinosa. Tipo la moglie del Mago Forrest, molto carina e all'acqua di rose.

Certa gente non te la levi mai di torno. Non parlo di Mollica, sarebbe troppo facile. Tre nomi: Marzullo, Ippoliti, Zazà di Striscia. Mobbastaveramente però.

Ieri arrivano Cristina Parodi e Giorgio Gori e monopolizzano l'attenzione nella hall. Tra le donne invidiose che le ammirano il decolletè e chi riverisce e saluta con inchini e sudditanza il boss di Magnolia spiccano le uscite del popolino:
- Hai visto? C'è la Parodi e Cecchi Gori!

Sempre in ambito di cappelle ieri in sala a vedere il bel film di Ken Loach due ragazzi dietro a me, tra i pochi paganti probabilmente, nel mare di invitati, fotografi, giornalisti e magna magna vari, se ne escono con un bel siparietto. Lei individua seduta poco avanti Margherita Buy (bellissima anche lei). Manda in avanscoperta il moroso a vedere se ha visto bene. Lui va a vedere, conferma. Lei si alza per fare una foto. Si avvicina il ragazzo alla timidissima attrice italiana e chiede:
- Scusa sei Margherita Buy?
- Si - fa lei timidissima quasi recitando la stessa parte dei suoi film con gli occhi sgranati e il volto teso
- Possiam fare una foto?
Le siede a fianco, la ragazza impugna il telefono per scattare (sic!) e mentre scatta lui le fa:
- Complimenti mi sei piaciuta tantissimo ne L'ultimo bacio.
- Io non ho fatto L'ultimo bacio - fa lei trafelata.
- Ahhh è vero era queel'altro coome si chiama tesoro?
Non le viene in mente manco a lei. Battono in ritirata. Risate, grasse risate.
Sabato 1 Settembre 2007
di TheEgo · Categoria: Cinema · ore 17:31
buongiorno a tutti dal vostro intruso di fiducia. sto scroccando la connessione di cinecittà sulla terrazza dell'Excelsior. perdonerete se scrivo male ed in fretta. Qui è tutto lustrini e gente impomatata che sembra lavorare davvero. poi c'è tutta la gente che vuol vedere i vip e fotografa ogni cosa, anche chi non conosce. - chi è quello mamma? - zitta e fotografa. cose di questo genere. spike lee è una specie di santone, sembra saperne a pacchi di ogni cosa, ha quell'aria da sapientino ma è proprio figo. Mollica e' sempre l'unico che non si veste elegante. sembra un poveraccio in mezzo a befane incipriate, bodyguard e champagne. forse l'autografo piu' facile da reperire ma chi lo vuole? alessandra mastronardi, quella dei cesaroni per intenderci, gira tranquilla e pochi la riconoscono. strappo una foto, con il solo intento di rivenderla come feticcio a Notuno, che la ama alla follia. c'è anche quel pirla di calabrese che faceva striscia la notizia tempo fa. trafficava con una digitale per scattare foto da mostrare ai parenti ma non sembrava riuscirci. ora torno di la', il mio obiettivo, helena bonham carter, è ancora lontano. :) a dopo per altri aggiornamenti!
Venerdì 31 Agosto 2007
di Noantri · Categoria: Cinema, Racconti · ore 13:13
La serata è finita male.
Ho dovuto camminare intorno al tavolo del salone per un sacco di tempo, finché non è venuta F. e abbiamo mangiato la pizza. (e pure quella l'ho mangiata in piedi) Mi sono guardato allo specchio un paio di volte, ho messo gli indici sotto gli occhi e ho tirato giù la pelle per vedere che effetto faceva. E ho respirato a lungo, naso-bocca, naso-bocca, per togliermi la nausea e fermare la vorticosa terra: ho un video di me stesso, risale ad almeno tre anni fa, in cui cammino alle 4 del mattino in camera mia alzando e abbassando le braccia: è quello che faccio, camminare, ogni volta che sono ubriaco. Perché come mi fermo, vomito. Me lo sono fatto da solo, quel video.

L'altra sera con Andy Capp è finita male: ci siamo ubriacati a metà pomeriggio per festeggiare un lavoro finito e finalmente anche pagato. Io non lo so perché la gente si debba ubriacare per festeggiare: quello che so lo so per bocca di Omer Simpson il quale dice che l'alcol altro non è che la causa di – e la soluzione a – tutti problemi della vita. Io amo Omer Simpson: amo quello che fa e come lo fa. Per me non dovrebbe esserci bisogno di nessun altro modello imitativo se non, appunto, Omer Simpson che riesce contestualmente ad amare se stesso, egoisticamente, e la sua famiglia nella stessa misura. Comunque non è di Omer Simpson che volevo parlare, a parte il fatto che sia Andy Capp che io, dopo sei Cuba Libre, eravamo gialli quasi quanto lui, quanto Omer Simpson.
Giovedì 31 Maggio 2007
di Attimo · Categoria: Cinema · ore 20:49
Denzel WashingtonAbbiamo ancora bisogno, nel 200X (slogan da riciclare sempre, in politica, nell'arte, nella società, dappertutto: perchè in fondo, non abbiamo più bisogno di niente, dato che, volendo, c'è tutto) di film come 23? E' necessario imbottire le nostre sale cinematografiche (ormai tenute aperte dalle solite tre o quattro riedizioni di film tramutatesi in telefilm) con questa invasione continua, imperterrita, di film americani con detective, assassini, le solite paranoie, i soliti casi prevedibili, i soliti ambienti polizieschi, le solite armi, le consuetidini, i soliti moralismi e scontati immoralismi, la classica sovversione pettinata che finisce per diventare la stessa retorica che dovrebbe scardinare?
Io dico di no.
Beninteso, non sono contro i film spazzatura, o i film mangiapopcorn inutili e che servono a sghignazzare o sobbalzare. Hanno ovviamente il loro diritto a continuare ad esistere, e liberi tutti di continuare a cibarsi di paccottiglia, ogni tanto ci vuole. Il problema è la ripetività, la totale mancanza di slancio che scardini una vera e propria catena di montaggio cinematografica.
Dico che di thriller fotocopia, di casi umani fotocopia, di fumettoni fotocopia, di tutti quei clichè fotocopia che vengono sparati dagli Usa, grazie ma abbiamo già dato: se possibile, mandatecene di meno. Lo stesso discorso, meglio precisare, vale pure per il cinema italiano e le sue storie di trentenni malinconici ma con quella punta di sorriso, quando va bene, altrimenti di indicibile tristezza che tutto ammaina (mi pare che una lamentela simile l'abbia fatta quel gonzo di Tarantino, subito rimbrottato da Bellocchio).
Dico che i multisala infarciti di burrosi popcorn e burrosi film dalle sceneggiature quasi ciclostilate, prodotte in serie, hanno seccato la pianta.
Personalmente, voglio (vorrei) film che parlino anche, perchè no?, di fantascienza (argomento tabù, ormai), soprattutto voglio film che raccontino storie, visivamente e narrativamente sforzandosi di raccontare questo mondo e quello fantastico (non si scappa: c'è il vero, il verosimile, e l'inverosimile, non occorre sforzarsi così tanto), senza bisogno di ricorrere ai faccioni di amianto di Denzel Washington, tanto per dire il primo clichè che mi viene in mente.
Lunedì 29 Gennaio 2007
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 00:34

Probabilmente tutti ricorderanno quella grande trovata economicamente redditizia (anche se un po’ di paura incuteva) di “The Blair Witch Projet”… I tre ragazzi che andavano in un bosco a cercare la verità su una piccola leggenda locale e si perdevano, lasciando ai posteri l’ardua sentenza di accettare l’atroce realtà scovata. Infatti quelli che abbiamo visto sono, in teoria, i filmati girati con la loro telecamera e misteriosamente ritrovati. Beh, filmettino di serie B. Perché ne parlo? Semplicemente perché attinge a piene mani da un altro film horror serie Z, “Cannibal Holocaust”, di Ruggero Deodato. Dubito che siate in molti ad essere a conoscenza della sua esistenza, dato che è stato stroncato, censurato e soprattutto fuori catalogo per diverso tempo.

Sabato 27 Gennaio 2007
di Barry Lyndon · Categoria: Cinema · ore 13:34
Impressioni a caldo, spunti e appunti dopo la proiezione in anteprima nazionale di Inland Empire (L'impero della mente), il film summa del Lynch-pensiero che il regista ha presentato alla recente Mostra di Venezia in occasione del Leone d'Oro alla carriera.

Un film che non potrebbe e non dovrebbe raccontarsi...ma vedersi nel buio di una sala, per assaporarsi fino all'ultima goccia di follia che in esso vibra e si distilla.

Martedì 16 Gennaio 2007
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 18:07
Marsiglia, Napoli, Atene. Una madre, con una piccola per mano. E una nave da crociera.
Una nave che si rispetti, naturalmente, possiede un capitano. Un gentiluomo, con lo sguardo malinconico, fedele solo al suo mare. Sue ospiti, tre donne molto belle. Una italiana, una francese e una greca.
La bambina accompagna la madre nel lungo viaggio fino a Bombay, dove vive e lavora il padre. Quale occasione migliore per poter visitare quei luoghi leggendari, studiati nei libri di scuola, immaginati con la fantasia?
Martedì 9 Gennaio 2007
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 00:28
Secondo capitolo della saga sui morti viventi di George A. Romero e forse il meno efficace dei tre (il quarto non riesco, per quanto appartenga sempre al maestro, a considerarlo parte integrante del lavoro). Nettamente inferiore a La notte dei morti viventi per l'utilizzo dei colori, che rendono meno cruenta e reale la scena. Certamente una scelta ben mirata: se il primo film voleva mettere in evidenza caratteri per lo più personali dell'umanità (complesso di Edipo, paura della società) in questo caso ci si sofferma molto più sul capitalismo e sullo sfrenato consumismo: sul bisogno di sottolineare con colori moderni la realtà contemporanea.
Martedì 2 Gennaio 2007
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 09:35
Un buon film dell’orrore, ho scritto qualche tempo fa, deve essere in grado di riportare alla luce le paure più recondite di ognuno di noi. E, aggiungo, dovrebbe trasfigurare la nostra realtà, creando così dei paradossi o uno specchio di ciò che vediamo e viviamo ogni giorno. Una sorta di satira sociale e, se vogliamo, politica. Romero, con la sua trilogia sui morti viventi ( “La notte dei morti viventi”, “Zombie”, “Il Giorno degli zombie”)ha delineato indubbiamente un profilo abbastanza chiaro della società non solo degli anni settanta, ma anche dell’imminente futuro, quello in cui oggi viviamo. Mi soffermo solo sul primo capitolo della serie, girato nel sessantotto e prima opera del regista. Ha creato letteralmente uno stile cinematografico e tutti hanno attinto e attingono dalla sua pellicola cult. Basta citare “Zombie 2”, il remake de “La notte dei morti viventi” e i più recenti “L’alba dei morti viventi” e “28 giorni dopo”. Persino Resident Evil, videogioco di successo da cui hanno tratto un film tra i più guardabili (Nel genere) degli ultimi anni, ha sicuramente da ringraziare il Vecchio George. Sarà che è stato il primo a trattare l’argomento?
Giovedì 14 Dicembre 2006
di TheEgo · Categoria: Cinema · ore 15:47
Venerdì 8 Dicembre 2006
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 10:46
Uomini e donne possono essere amici?

Per quanto sia strano a dirsi, amore e amicizia non legano spesso insieme. Tutti noi cerchiamo un compagno (o una compagna) che possa completarci e con cui potere parlare proprio di tutto, ma nessuno penserebbe ad una relazione con il suo migliore amico. Difficile da spiegare. Come se l’amico non possedesse una sessualità, quasi fosse un cartone animato. Ma, in qualche caso, può un’amicizia decennale nel grande amore della nostra vita? Nella realtà non lo so, ma nel campo cinematografico l’esempio per eccellenza è rappresentato da Harry e Sally. Harry e Sally, incontratosi mille volte nell’arco di dieci anni e odiatosi sempre più, senza motivi ben precisi.

Venerdì 1 Dicembre 2006
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 00:12

"Helen ha piegato il tovagliolo". Quanto può essere importante un gesto semplice come questo, consueto, automatico, ovvio? E' degno di nota, è possibile pronunciare questa frase con enfasi, con le lacrime sgorganti, con una prospettiva del futuro più ampia e lucente? Naturalmente sì, se a pronunciarla è la mamma di Helen. Se è il risultato di ore ed ore di lotta (metaforicamente riassunte in nove minuti), di anni di isterismi e di insensibilità cieca.

Sabato 25 Novembre 2006
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 22:03

Il vagabondo è innamorato.
E' rimasto rapito, vedendola. Una piccola, dolce fioraia.
Cieca.
Non si rende subito conto del fatto che non veda. Ma è proprio n quel momento, quando le raccoglie il fiore che le è scivolato per terra, che perde la testa per lei.

Venerdì 24 Novembre 2006
di Daniela L. · Categoria: Cinema · ore 21:32

Quando racconto di cinema ambirei al dono supremo della sintesi ma consegnare una recensione di un rigo – come piacerebbe a me – so mica se rende contento il Signor Editore. Quel che segue sono semplicemente titoli cotti e mangiati e sottotitoli, generati col Pesce Babele residente nel mio cervello. Che, a proposito, saluta tutti.

L’AMICO DI FAMIGLIA di Paolo Sorrentino
Cattiva solitudine, nefasta natura umana: il Cinema necessario

GRIZZLY MAN di Werner Herzog
Come perdere iscritti al WWF
 
CHILDREN OF MAN di Alfonso Cuaron

Sublimi fotogrammi in movimento e finale appiccicaticcio

MARIE ANTOINETTE di Sofia Coppola
(Ir)reali, ricche ragazze chic perse nella storia (quale?) 

QUALE AMORE di Maurizio Sciarra
Quale amore? Quale prece! 

IL VENTO CHE ACCAREZZA L’ERBA di Ken Loach
L'IRA funesta di Ken e del popolo irlandese

THE DEPARTED di Martin Scorsese
Bravi ragazzi, cattivi poliziotti: l'ombroso Scorsese ritrovato 

UOMINI E DONNE di Bart Freudlich
Meglio i tronisti 

MIAMI VICE di Michael Mann
Criminal greetings from Miami 

SCOOP di Woody Allen
Non tutti i tarocchi vengono per nuocere

IL DIAVOLO VESTE PRADA di David Frankel
Il Diavolo le veste e poi le rattoppa la morale disneyana

Domenica 29 Ottobre 2006
di Alice Su · Categoria: Cinema · ore 23:01

Tutti, ma dico tutti, hanno visto Psyco, il celebre film di uno dei registi più importanti della storia del cinema (posso non scrivere il suo nome, visto che sicuramente ne sbaglierei l'ortografia?).

Ma il vero quesito del giallo/thriller non è "chi sia la donna sepolta nel cimitero, se non è la madre di Norman Bates".... nè dove siano finiti i quarantamila dollari...

La vera domanda è:

Lunedì 16 Ottobre 2006
di Rachele · Categoria: Cinema, Politica · ore 23:48
C'è una sostanziale differenza tra il festival del cinema di Venezia finito a Settembre a Venezia e la festa del cinema che si sta svolgendo Roma in questi giorni.
Venezia ha ricevuto dal Governo la ragguardevole somma di15 milioni di euro. Roma ne ha ricevuti 300 milioni.
Qui di fatto da Prodi i soldi si son visti solo per finanziare il Mose, pompino gratuito bipartisan, e un bel taglio di fondi a Cacciari che si è permesso di dire che quel progetto fa acqua da tutte le parti.

Cacciari l'ha presa con filosofia, commentando che la differenza sta nel fatto che a Roma hanno il Papa. E Veltroni. [Le malelingue poi dicono che là Veltroni ha pure Berlusconi, qualcuno sa perchè]
Solo la smettessero di dire che è "solo" una festa e che "non c'è nessun tipo di competizione".
Verità è che anelano da anni a "farci la zucca", come si dice da queste parti, e se il governo li aiuta ancora un po' come sta strenuamente cercando di fare visto la nostra scarsa tendenza alla paritocrazia, può anche darsi che ce la facciano. Avessero il buongusto di dirlo ad alta voce almeno la cosa avrebbe quasi una parvenza onesta.
Lunedì 9 Ottobre 2006
di Fulvia Leopardi · Categoria: Cinema · ore 13:48
Slevin - Patto criminaleSlevin - Patto criminale è un film che lì per lì ti lascia un po’ allibita: sangue a profusione e uccisioni a tutto spiano solo nei primi 4 minuti di film (poi si calma, eh).
La trama è (apparentemente) semplice: dopo aver perso in un colpo solo lavoro, casa, e fidanzata, Slevin (Josh Hartnett) si trasferisce a casa del suo amico Nick, e viene scambiato per lui, rimanendo coinvolto nella guerra ordita da due capi criminali acerrimi nemici: “Il Rabbino” (Ben Kingsley) e “Il Boss” (Morgan Freeman). Il ragazzo si dimostrerà comunque all’altezza del suo nome (Slevin significa “cane rabbioso”)…anche troppo, direi!
Grazie ad un cast d’eccezione (oltre ad Hartnett, Kingsley, Freeman ci sono anche Bruce Willis, Lucy Liu, Stanley Tucci…) Paul McGuigan mette insieme un film niente male, che mischia thriller, noir e grottesco, senza dimenticare una citazione ai gangster movie e soprattutto a Quentin Tarantino. Il merito è anche della sceneggiatura di Jason Smilovic, che permette agli attori di esprimere tutto il loro potenziale: da segnalare la prova di Lucy Liu, davvero irresistibile nel ruolo di simpatica svampita coroner.

Un film davvero carino e divertente, imperdibile per gli amanti del genere ma consigliato davvero a tutti

Giovedì 28 Settembre 2006
di Daniela L. · Categoria: Cinema · ore 22:18

Come raccontare/scrivere di qualcosa di estremamente generazionale, ché ogni generazione ha il proprio film di riferimento quel misto perfetto di libri-musica-film-fumetti-pruderie divorati e disciolti nei neuroni, senza essere pericolosamente nostalgici o patetici o peggio ancora accademici? Non si sa. Quel che si sa è che Clerks è stato l’American Graffiti dei nati negli anni settanta, adolescenti negli anni ottanta, ragazzotti negli anni novanta e attualmente quasi tutti precari se non lavorativamente, di sicuro sentimentalmente (e non fate gli scongiuri).

Dopo dodici anni dal folgorante primo capitolo Kevin Smith riprende i suoi commessi – bianco e nero, produzione indipendentissima, dialoghi irriverenti e disquisizioni scurrili sui massimi/minimi sistemi che gli adepti sanno citare a memoria – succede che ritroviamo Dante all’atto di aprire il drugstore Quick Stop come ogni mattina ma questa volta lo attendono le fiamme...

Venerdì 15 Settembre 2006
di Daniela L. · Categoria: Cinema · ore 17:52
La sessantreesima Mostra di Venezia l’ho seguita in differita, come tanti cinephiles e recensori senza nota spese come me, in panoramica a Milano (poi arriva anche a Roma e a Bologna credo) e dopo aver visto 22 film, sembrerà folle, qualcosa di buono mi è rimasto.

In realtà i film inglobati sarebbero ventuno e mezzo. Durante “Fallen” di Barbara Albert, un grande freddo abortito, ho mollato sdegnata per la noia al trentesimo minuto circa e a “Retribution” (Sakebi) di Kurosawa – devo verificare parentela – un pietoso horror giapponese, mi sono addormentata senza appello. In quasi tre anni di onesta carriera non mi è mai successo. Nemmeno quando ho visto Musikanten di Battiato ché poi c’era Battiato in sala disponibile per farsi eventualmente insultare.

Come ha ben riportato Rachele, Crialese col suo “Nuovomondo” pareva il favorito. Si è preso un premio inventato che ogni tanto ciccia dal palmares, il Leone d’argento. Sono rimasta affascinata e rapita dalla pellicola. Ho davvero visto qualcosa, non solo immagini peraltro girate con grande mestiere e perizia e una storia scarna e struggente che poi è la storia di ogni persona che parte, è che proprio dei parenti così nelle foto, nei ricordi e nelle lettere di famiglia li avrei voluti anche io. Ma a pensarci li ho. Emigrarono in Argentina, nell’altra America e Crialese è come se mi avesse raccontato quello che non so di loro.

Avrei voluto vedere “Still life” di Jia Zhang-Ke, il vincitore ma la casa di distribuzione che lo ha acquistato non ha mollato la pizza. Quanto ad Amelio e la sua “Stella che non c’è” direi che oscilla tra l’onestà descrittiva del documentario e la didascalica pretenziosità ma la pervicacia del manutentore interpretata da Castellitto, colpisce.

“The Queen” a parte l’eccelsa Helen Mirren (premiata), il british humor, le meritate stilettate a Blair e consorte, è un film da pomeriggio televisivo della BBC, tivù che in ogni caso noi ci sognamo. Mi rimane oscura la ragione per cui la coppa Volpi è andata a Ben Affleck da sempre il peggiore attore sulla terra ma chi se ne frega a questo punto.

Ah a proposito, piacere, Daniela.
Sabato 9 Settembre 2006
di Rachele · Categoria: Cinema, Segnalazioni · ore 12:16
Fonti certe al 99% accreditano il leone d'oro al film di Crialese.
Dicono che il film sia stato molto bello e si può pensare che la presenza di un giurato che da anni auspica un leone all'Italia possa essere stata determinante.
Dalla regia la mia vicina di scrivania mi dice che il film era stupendo.

Si rivelasse vera la notizia penso che quantomeno in rai saranno felici di averlo presentato a Venezia anzichè a Roma questo film.
Vincere a Venezia, che "per definizione" è "ostica" al cinema italiano ha un suo valore simbolico. Finalmente Leone sarà felice e contento col suo Leone, e verrà premiato il lavoro di rai cinema e di 01 che da anni portano film di qualità qui al festival senza raccogliere molto. Potevano giocare in casa a Roma e han rischiato venendo a vincere qua.

La Coppa Volpi femminile sembra scontata alla protagonista di The Queen, Helen Mirren, il che, per il nuovo regolamente mette fuori concorso il film per qualsiasi altro film importante.
Per quella maschile son tre giorni che sento dare per certo Castellitto, interprete nel film di Amelio, il che significherebbe un altro riconoscimento al cinema italiano.
Per il resto potrei dire che secondo me Bobby non meriterebbe di tornare a casa a mani vuote, così come Infamous, in corsa nella sezione Orizzonti.

C'è da dire che quest'anno qui si lavora troppo per poter raccogliere in giro notizie, ma arrivassero altre voci si provvederà ad aggiornarle.
--- edit ---
Potrei iniziare ad avere qualche dubbio su Castellitto, non lo vedo tornare. E se è tornato non l'ho visto.

Edit2: Mio padre mi comunica che secondo tradizione ha vinto un film cinese. A Crialese è andato l'argento.
Leone avrà un Leone meno carino, però in Rai oggi festeggiavano lo stesso, ed è quello l'importante. Il mio informatore dalla sala stampa mi dice che peraltro il cinese meritava.

Il festival è finito e da domani la stampa tornerà ad occuparsi di noi solo in caso di acqua alta o per parlare dell'orrido Mose.
Qualcuno l'ha definito un festival sottotono, vista la scarsa presenza di attori Hollywoodiani. Io posso solo dire che il terzo anno di fila che la qualità dei film in concorso e fuoi concorso è più che soddisfacente, e la giuria si dimostra all'altezza del compito.
Per l'ultima sera tutti lasciano da parte i veleni e le maldicenze sul presunto asse Berlusconi-Veltroni sulle decisioni di Medusa, si tolgono i tacchi, si mettono le scarpe da ginnastica e si va chi a riposare, chi in gita per Venezia con la famiglia e chi in giro per l'ultima notte di bagordi.
E per qualche istante, stanotte, tra le quattro e le cinque, dopo le feste e prima delle partenze, Venezia sarà solo nostra, di noi veneziani che desidereremmo gustarne la pace, ogni tanto.
E domani si ricomincia da capo.
Che qui la giostra non si ferma mai.
Mercoledì 6 Settembre 2006
di TheEgo · Categoria: Cinema · ore 02:05
superman.jpgLa recente visione del remake supereroico mi ha scombiccherato nuovamente riaprendo vecchi ed atroci dubbi: come diavolo è possibile che nessuno si accorga della reale identità di Superman?
Nel mondo dei supereroi ci sono svariati tipi di costume: c'è la variante timida ad esempio, quella dell'Uomo Ragno, che indossa un costume con maschera intera. Impossibile capire chi sia davvero se non per la voce.
C'è poi la variante mascherina: in questa categoria rientra a pieno titolo Batman. La maschera arriva al naso, metà del volto è scoperto ma nemmeno questo è sufficiente affinchè la gente sappia la sua reale identità o noti l'assenza di Bruce Wayne durante le imprese del pipistrello facendo due più due.
Infine ci sono i supereroi spavaldi, come Superman. Niente maschera, basta togliere gli occhiali per essere irriconoscibili. Capelli con il gel, ricciolo sempre fuori posto e mantellino: chi mai sospetterebbe che quel fusto è Clark Kent? Rientrano nella clamorosa categoria anche i Bassotti, che si celano dietro una mascherina ridicola che accentua gli occhi e copre praticamente nulla, Paperinik, anch'egli bendodotato e l'innocente Super Pippo vestito a festa.

Non è in fondo così importante sapere chi si cela dietro il Supereroe. In nessun fumetto o film c'è mai qualcuno che brama di scoprire le identità segrete dei paladini della giustizia. Fanno il bene dell'umanità, aiutano le forze dell'ordine, sono onesti e giusti, intervenendo ovunque ci sia bisogno di loro e tanto basta anche al fotografo più scaltro, al giornalista più impertinente e al bambino più curioso. Lo scoop è vederli all'opera, la soddisfazione è poterli salutare, essere da loro rassicurati che il mondo che ci circonda è davvero squallido e senza speranze, ma ci sono loro a dare una mano e sempre ci saranno, e di questi tempi non è poco. Nel villaggio globale il supereroe è una star mediatica al centro dell'attenzione, un personaggio da copertina, un giro d'affari internazionale su cui tutti vogliono mettere le mani. Il sogno deve restare celato, il segreto immutato perchè è la Maschera che sconfigge il crimine e non l'uomo comune che magari si cela dietro. Anche se a volte si ha un'eccezione, come dice Bill alla Sposa: non è Kent che si traveste da Superman ma Superman che si traveste da Kent nella vita quotidiana.
Ma non fatelo sapere all'America: l'umanità ha bisogno del suo supereroe che la difenda, e non vorrà mai credere che a farlo è un modesto giornalista del Daily Planet con gli occhiali.
Domenica 4 Giugno 2006
di · Categoria: Cinema · ore 12:00
Trascinata a vederlo quindici giorni fa da un’amica che sarebbe meglio mantenesse le promesse quando deve e non quando farebbe meglio a dimenticarsene, credo sia il primo caso di film che mi è piaciuto più del libro, ovviamente non per meriti suoi quanto perché il libro è scritto non con i piedi ma con le unghie dei piedi. Se da una parte aver letto il libro è utile (perché altrimenti non si capisce una mazza delle teorie esposte, che il film taglia per buona parte facendo ancora più confusione di quanta già non ce ne sia), dall’altra è una “rovina” perché il film perde anche quel poco di fascino e mordente che vorrebbe avere.
Detto che Tom Hanks e Audrey Tatou hanno poco appeal (almeno a leggere il libro ti immaginavi una coppia stile Pitt - Jolie o giù di lì), che lui è assolutamente i-na-de-gua-to per quel ruolo (meglio in Forrest Gump o Il miglio verde, certi film non fanno per lui), e che lei ha una sola espressione per tutto il film (tranne l’americanata finale che non poteva mancare), è facile guadagnare due milioni di euro in due giorni se a) il prezzo di un biglietto medio del cinema è 8 euro b) tutte le tessere vip, sconti, abbonamenti vari ed eventuali non valgono nelle prime due settimane di proiezione del Codice c) gli spettacoli (almeno a Perugia) sono programmati ogni mezz’ora a partire dalle 17,30 fino a mezzanotte e mezza in metà delle sale.
Con un cast (sia in termini di attori che di tecnici), il film avrebbe dovuto essere un capolavoro, e invece due ore e passa di piattume allucinante. Regia banale, nessun colpo di scena degno di questo nome (e non perché avevo già letto il libro). Pessima la scelta di lasciare gli accenti francesi, le traduzioni dei dialoghi latini sono un po’ …allegre.
Visto che come argomento di conversazione è oramai scontato e banale (ne parlano tutti, è diventato l’equivalente delle mezze stagioni), se proprio non potete farne a meno vi consiglio di aspettare il dvd!
Giovedì 25 Maggio 2006
di Neuroni Pigroni · Categoria: Cinema · ore 10:55
Gambit.JPGManca Gambit. Vi rendete conto?! Hanno completato la trilogia senza inserire uno dei protagonisti chiave, non certo al pari di Wolverine ma con Ciclope compete tranquillamente. Come se non bastasse, è sempre stato il mio personaggio preferito. Insomma, ha un potere diverso dal solito e parecchio affascinante. Per chi non lo sapesse, può iniettare energia cinetica negli oggetti, causandone anche (e soprattutto) l'esplosione. E cosa c'è di più cool che usare quel potere per lanciare carte da gioco? Come se non bastasse, ha anche una storia alle spalle misteriosa, come molti dei suoi compari. Al contrario della maggior parte di quest'ultimi, però, è sarcastico, gioca d'azzardo e fa il cascamorto con le donne. Quindi è più umano che mutante.
Perciò invito chi detiene i diritti per il cinema degli X-Men a ripensarci: non chiudete qui la faccenda, fate un quarto capitolo con Gambit (e altri interessanti personaggi). Finora avete sovente messo personaggi di contorno come Ice-Man, preferendo la spettacolarità dei poteri all'efficacia (per questo motivo avete "bruciato" Jubilee, dando il suo carattere a Rogue). Avete tra le mani la saga più complessa e metaforica della storia dei fumetti. Non commettete più errori grossolani, mi raccomando.
Domenica 30 Aprile 2006
di TheEgo · Categoria: Cinema · ore 23:57
nientedanascondere_locandina.jpgSeguentemente all'attenta lettura gnoseologica di certune considerazioni avanzate da talora inefficienti e adombrati dal sonno generativo di mostri della ragione commentatori, abbiamo collegialmente deciso di intervenire in vostro pietoso e magnanimo soccorso svelandovi munificamente l'orripilante brutto colpevole della pellicola Cachè, Niente da nascondere (che titolo insopportabilmente di basso livello espressivo - linguistico - generativo): Pierre, il maestro di sci del figlio Pierrot.
Infatti dovete sapere che Pierre deve le sue amabili ed eccessivamente sviluppate rughe alla sua antecedente attività di maestro di sci della famiglia. Ma nella versione italiana del film non è chiaro perchè è stato censurato da un controllo troppo severo ed autoritario.
E se invece fosse il maggiordomo? Licenziato anni prima dalla famiglia perchè non distingueva dalla neve il figlio Pierrot, vestito per l'appunto, all'uopo.
Oppure lo stesso Pierrot. Che non ha niente da nascondere se non il suo nome, che nasconderebbe volentieri ai compagni di classe che lo sfottono dalla mattina alla sera. A scuola si fa chiamare Marzullo. In realtà è il sindaco di Fonopoli, capostipite di tutti i sorcini.

E dalla sede del cineforum, in questo primo esperimento di post delirante a più mani per questa settimana è tutto. Buona visione!

(Questo post va a colmare la clamorosa lacuna che si ottiene cercando su Google una spiegazione al film "Niente da nascondere". Volevate sapere chi è il colpevole? Ebbene, ora avete una risposta.)
Sabato 22 Aprile 2006
di Littlewitch · Categoria: Cinema · ore 21:00

Angela Finocchiaro vince il David di Donatello come "miglior attrice non protagonista" per La bestia nel cuore. L'avevo detto io...    Bravissimi (e sanissimi!) anche i ragazzi di Romanzo Criminale. Certo che Kim Rossi Stuart ne ha fatta di strada da Romualdo di Fantaghirò alle nomination per il David! Merita, merita il fanciullo. E sembra che stia girando un film da regista...


Mercoledì 29 Marzo 2006
di TheEgo · Categoria: Cinema · ore 01:35
Tutto questo caos per l'uscita nelle sale del Caimano di Nanni Moretti m'è parso seriamente ingiustificato. Dopo circa mezzora dall'inizio della pellicola, la protagonista mette ben in chiaro le cose: è un film chiaramente ispirato a Berlusconi. L'ha detto, lo conferma Moretti qualche scena dopo e chiusa lì. Quello che la destra voleva sentire l'ha sentito e può puntare il dito contenta. Quello che il popolo di sinistra voleva sentire è stato pronunciato: è un film su Berlusconi.
Peccato che le cose non siano esattamente così: semmai la storia di base è uno dei soliti canovacci tipici del nostro cinema su crisi della famiglia, rapporto con i figli e difficoltà nel lavoro. Ciò che cambia questa volta e che rende innovativo il film di Moretti è però il contesto: per la prima volta in un lungometraggio si nomina Berlusconi, si parla delle sue scelte, della sua storia. I personaggi non sono avulsi dal contesto sociale che conosciamo fin troppo bene ma anzi si muovono nell'Italietta berlusconiana degli ultimi anni. Sono davanti alla tv quando Silvio scende in campo, quando offende l'eurodeputato al Parlamento Europeo e anche quando vanno in scena i grandi processi contro di lui. Non si prende in giro il Presidente, non c'è nemmeno un'indagine introspettiva su tutte le sue magagne fatta eccezione per la sola grande domanda posta dal film: "Da dove vengono tutti quei soldi?".
Non un film su Berlusconi come ci si attendeva dunque, quanto un film con Berlusconi, che va a rompere finalmente quel clichè tutto tipico del Belpaese dove dei potenti è meglio non parlare nel bene o nel male, nella finzione narrativa cinematografica. Non un film della tradizione morettiana, in primis per la sua assenza per buona parte del film ma anche per le scelte registiche e narrative, stavolta più simili al linguaggio popolare e fruibili anche ai non amanti del suo stile usuale. Un film sul cinema e sull'Italia degli ultimi tempi, derisa all'estero, assuefatta al suo interno, ma capace di provare a darsi una scossa per ripartire e chiudere un capitolo fin troppo lungo che lascia tante, troppe ferite. Una pellicola doverosa di questi tempi, di cui si sentiva francamente il bisogno. Grazie Nanni.
*   *   *
silviodvd--140x180.jpgDi tutt'altro genere è l'ottimo documentario realizzato da Enrico Deaglio e lo staff di Diario.
"Quando c'era Silvio" ripercorre le tappe della fulminante carriera del Cavaliere, da Milano2, alla p2, alla discesa in politica, svelando tante curiosità e retroscena sulla sua villa di Arcore, il suo misterioso mausoleo, il suo stalliere amico di Cosa Nostra e tante altre chicche che hanno fatto nel bene e nel male la storia degli ultimi venticinque anni. Il dvd è disponibile nelle edicole e in tutte le librerie con annesso un opuscoletto al costo di 10 euro.
Se siete pigri all'acquisto oppure volete vederlo a tutti i costi standovene comodamente seduti a casa vostra la rete vi viene in aiuto: è possibile guardarlo direttamente da questo link restando collegati ad internet. Dura un'ora e mezza, ma onestamente merita davvero, ed è interessante anche soltanto per conoscere tanti particolari che magari quelli della mia generazione non hanno vissuto in prima persona e ignorano completamente.
Domenica 16 Ottobre 2005
di · Categoria: Cinema · ore 17:50
Il film "L’esorcismo di Emily Rose" è l’ennesimo forze del male vs forze del bene. L’idea di partenza del film non è male: cosa sarebbe successo se nel lontano 1973 Max Von Sydov nelle vesti di Padre Lancaster Merrin non fosse riuscito ad esorcizzare l’indemoniata dodicenne Linda Blair, ma anzi in seguito alle sue pratiche fosse morta? Lo avrebbero mai accusato di omicidio colposo o di gravi lesioni personali?
Nessuno lo sa, e questo film (il cui finale lascia lo spettatore – la sottoscritta quantomeno– allibito) risolve solo un dubbio: sì, il prete è stato incriminato.
Emily Rose potrebbe essere vostra sorella, vostra figlia o semplicemente una vostra amica. Quello che capitò a lei potrebbe capitare a chiunque. Queste le apocalittiche parole di apertura del film, che si dice basato su “una storia vera”: quella di una giovane studentessa, Anneliese Michel, (il nome fu poi cambiato forse per rispetto della famiglia o più prosaicamente per evitare di pagare i diritti) morta nel Luglio del 1976 all’età di 23 anni. La ragazza, appena sedicenne, fu colpita da una gravissima forma di epilessia, con crisi sempre più violente. Complice anche la rigida educazione religiosa impostale dai suoi genitori, Anneliese Michel cominciò a credere che il demonio si fosse impossessato di lei.
Le prime inquadrature del film sono a dir poco dilettantesche, e le scene senza audio suonano come qualcosa di già visto e mal copiato. Passati venti minuti in cui ti chiedi se forse vedere Passo a due non sarebbe stata una scelta più intelligente e dove sia tutto questo horror che si dice essere il genere del film, si capisce che: a) il prete è stato incriminato b) la Chiesa non vuole che  il prete parli dell’esorcismo c) il prete dice all’avvocato che ci sono delle forza del male che complottano contro di loro (il che ha portato la sottoscritta a pensare che forse questo film, presentato come un omaggio, fosse in realtà una parodia de L'esorcista).
Il resto della storia prosegue in modo prevedibilissimo, con il processo – i testimoni - l’avvocato che va a trovare il prete in galera..insomma, io sarò anche vaccinata al genere horror, ma se l’unica scena in cui m’è venuto un mezzo infarto è stata quella dove si è avuto un cambio d’inquadratura repentino, beh …
Il classico film con buone basi e pessimo sviluppo. Per carità, se volete andate a vederlo, ma se vi aspettate di sobbalzare dalla sedia ogni tre secondi prendetevi un Dario Argento o John Carpenter e fate prima!
Martedì 4 Ottobre 2005
di TheEgo · Categoria: Cinema, Mondo blog · ore 09:26
(appaiono le scritte su sfondo nero)
In principio c'era il Blogrodeo. Poi venne Alberto dicendo: Benvenuti nella macchina.
Luglio 2004: il soggetto vincitore.

(immagini del film in sottofondo, voce solenne fuori campo)
Ad ottobre 2005, il mondo non sarà più lo stesso. Il film che ha sconvolto Torino. Più emozionante de La casa nella prateria, più terrificante di The ring, paragonabile solo a Apocalypse Now. La BlogMovie Production è orgogliosa di presentarvi il suo nuovo entusiasmante capolavoro!

Il premio Oscar Alberto Tordi! Il premio Nobel Claudia Liberatori! Il premio Bancarella Roberto Rizzoni!
Con la straordinaria partecipazione di Marco Giallini! Dal regista della Blogfest Alberto Puliafito, e il produttore di Grandi Domani Raffaele Napoli

K   A   N   D   I   N   S   K   I   J
di Alberto Puliafito


Nei blog.


Giovedì 15 Settembre 2005
di Littlewitch · Categoria: Cinema · ore 11:49
Non si può certo dire che quest'anno al Lido il cinema italiano non fosse ben rappresentato. Cristina Comencini non avrà vinto il leone d'oro 2005 ma ha dato la possibilità ad una già bravissima attrice -made in Italy- di raggiungere un'espressività drammatica mai conquistata prima (nulla a che vedere, a mio avviso, con L'ultimo bacio o La finestra di fronte) e puntualmente riconosciuta dalla giuria con il premio per la migliore interpretazione femminile.
Confesso di essere finita al cinema ieri sera non tanto per Giovanna Mezzogiorno quanto per il mio attore italiano emergente preferito, Luigi Lo Cascio, che nei titoli de La bestia nel cuore viene inserito come special guest e in effetti compare verso la fine del primo tempo. E così, attendendo "la prima comparsa" di Luigi, sono rimasta letteralmente spiazzata da una magistrale protagonista, un ritrovato Alessio Boni - che avevo lasciato ad una banale performance di padre esaurito in Quando sei nato non puoi più nasconderti -, una efficace Stefania Rocca - nei suoi ruoli complicati, in questo caso di cieca lesbica - ed una strabiliante Angela Finocchiaro, che in un film drammatico, di ricerca psicologica, con un ruolo drammatico di donna sola e tradita, riesce a far spanzare la platea dalle risate con qualche battuta ad hoc, facendo rivivere per pochi secondi l'ego di suor Amelia.
La trama è abbastanza lineare, Sabina e Daniele (Mezzogiorno e Lo Cascio) sono due fratelli che nella loro infanzia, apparentemente "normale", hanno subito molestie dal padre. Daniele, il più grande, si è tresferito in America e ha una bella famiglia. Sabina vive con il suo compagno Franco (Boni) di cui scopre essere incinta. Da quel momento inizia il suo viaggio, a ritroso nei ricordi più lontani, scavando nella memoria per cercare una spiegazione alla misteriosa angoscia e agli incubi che la tormentano.
Solo suo fratello, potrà darle una mano a chiudere il cerchio, se pur dolorosamente aiutandola a far riemergere un trauma che sembrava dimenticato ma che impediva a entrambi di vivere una vita veramente normale; una vita felice.
Un cast assolutamente riuscito per un'ottima sceneggiatura.
Bravissima Giovanna Mezzogiorno (prima ti odiavo ma solo perchè stavi con Accorsi..)! Consiglio stregato: film da vedere.
Domenica 11 Settembre 2005
di A day in the life · Categoria: Cinema · ore 16:21
I film presentati alla Mostra del cinema di Venezia, come sicuramente saprete, sono divisi in diverse sezioni. Quella più importante, almeno dal punto di vista "pubblico" è il concorso. Cosa si intende per "concorso" in ambito veneziano? Beh, è semplice: alcuni film vengono scelti per questa sezione dalla commissione che si occupa di selezionare i titoli per la manifestazione, la giuria li vede e assegna ad alcuni titoli determinati premi, il più importante dei quali è il Leone d'oro. Sì, come in tutti i concorsi, quelli a premi, quelli statali, quelli di bellezza, c'è chi vince e chi non vince. "L'importante è partecipare", no, si direbbe, se la frase non risultasse del tutto anacronistica rispetto ai tempi tremendi in cui viviamo. Che piaccia o no, comunque, anche il concorso all'interno della Mostra, concorso rimane. L'anno scorso, a Venezia, ci fu il "caso Placido". Michele Placido presentò "Ovunque sei", venne fischiato in sala stampa, Placido prima la prese sportivamente, poi si incazzò come una belva e mandò letteralmente a fare in culo i giornalisti. "L'importante..." Quest'anno il caso è stato il film di Roberto Faenza, "I giorni dell'abbandono", primo film italiano (di tre) in concorso. Il giorno dopo la sua presentazione alla stampa, inizia a girare voce al Lido che gli accrediti "cinema", cioè quelle persone che si comprano un accredito, come tutti, ma senza avere alcun tipo di privilegio che li avvantaggi, se non un sano amore per il cinema, non possano entrare alle proiezioni per la stampa. E' tradizione del Festival, infatti, che, una volta entrati i giornalisti, siano ammessi anche altre persone accreditate, fino ad esaurimento posti e fino all'inizio del film. Quel giorno pensiamo sia una voce. Due giorni dopo la voce continua ad esserci e, effettivamente, durante la proiezione stampa del secondo film italiano in concorso, "La bestia nel cuore", di Cristina Comencini, ci sono diversi posti vuoti in sala. Il giorno dopo ancora è in programma il film di Avati: i nostri amici, che hanno l'accredito cinema, non vengono fatti entrare. Intorno a me decine e decine di posti vuoti. Con il mio collega, approfittiamo della conferenza stampa di Miyazaki per parlare con Muller, che conferma tutto candidamente: "Sì, è vero", ci dice, "i produttori degli altri due film italiani in concorso [Rai Cinema e Cattleya, n.d.r.], mi hanno chiesto di non fare entrare gli accrediti cinema alle proiezioni stampa dei loro film, perché fischiano troppo (sic)" Credo che, a parte noi di SecondaVisione (su blog e in radio), nessuno ne abbia parlato o scritto. Non so che ne pensiate voi, ma la cosa, secondo me, è gravissima. Un concorso è un concorso. Nessuno obbliga nessuno a parteciparvi. Oneri e onori sono ovvi. Un fischio è un fischio è un fischio. Può dare fastidio o meno, ma è qualcosa che può succedere, e non credo neanche che sia così grave. Questa cosa deve venire fuori, per evitare vittimismi e servilismi il prossimo anno.
Sabato 10 Settembre 2005
di Rachele · Categoria: Cinema · ore 10:43
Clooney sta allegramente tornando in laguna per venire a ritirare la Coppa Volpi vinta uno sfavillante David Strathairn e un bel premio alla sceneggiatura per se stesso. Probabilmente il suo film era quello che più di tutti meritava il leone d'oro, ma lui l'ha presa sportivamente e stasera organizza un party carinissimo al Cipriani. Niente analcolici ovviamente, solo Martini. La parte positiva è che ci vado. Quella negativa è che non è mai bello sbronzarsi di Martini davanti a papà, mamma, sorellina e colleghi di lavoro.

Pare che il cinema italiano sia stato bistrattato anche quest'anno. Hanno già abbandonato la laguna gli entourage di Faenza e Pupi Avati. Tornerà invece con il volo da Roma delle 14:10 Giovanna Mezzogiorno per andare a ritirare la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile.

Per Gabrielle un premio arriverà sicuramente, solo che in Mikado tengono la bocca cucita. Ieri sera si ventilava una Coppa Volpi per una splendida Isabelle Huppert. Visto che quella oramai è assegnata dalla regia si ipotizza un Gran Premio della Giuria. Ma potremmo anche sbagliare.

Il Leone d'oro per il miglior film, sempre secondo la nostra personale collocazione dei premi (il senso è che forse sappiamo chi ha vinto, ma non ancora con precisione chi ha vinto cosa), dovrebbe andare ad Ang Lee con i suoi cowboy omosessuali. Il film era bello,  meritava e per di più premiare l'omosex è molto politically correct, e con Venezia ci  va a nozze.

Mi mancano il Leone d'argento per la miglior regia e il premio Marcello Mastroianni per il miglior esordiente, sempre che non si sia sbagliato nell'attribuire i tasselli là sopra.
Per il Leone volendo escludere Zanussi e Kitano che a Venezia han già vinto resterebbero Turturro e Madden che pare siano piaciuti alla Giuria. C'è da dire che i Primi due lo meriterebbero di più.
Al massimo farò un edit  (sempre se padron editor di Ciccsoft me lo concede).
Nel caso a stasera con le foto della premiazione in diretta [sempre che non mi sequestrino il cellulare prima]
Giovedì 1 Settembre 2005
di Rachele · Categoria: Cinema · ore 20:01
Sala Grande del Palazzo del Cinema, Lido di Venezia. Passerella blindatissima per George Clooney con il suo "good night and good luck". Capita che gli abbonati, ovvero quei pochi poveri diavoli che i biglietti per le proiezioni li pagano davvero, non abbiano diritto all'entrata da "star" concessa agli affiliati delle varie produzioni o a chi ha qualche buona conoscenza. A loro sono riservate due entrate laterali in sordina. Destino vuole che stasera ci si sia casualmente "dimenticati" della loro presenza. La folla imbufalita ha fatto irruzione qualche minuto fa all'interno del palazzo, e un George Clooney incazzatissimo ha dato ordine che venisse immediatamente sospesa la proiezione. In sala è la bagarre e Biennale e case di produzione stanno ovviamente cercando di sedare la folla imbufalita e di mettere le cose a tacere. Già l'anno scorso si erano riscontrati problemi analoghi in occasione della proiezione del "Mercante di Venezia". Ma nulla di anche lontanamente paragonabile alla clamorosa svista di stasera. Il povero Croff sembra si sia eclissato sotto una sedia onde sfuggire alle ire di un abbonato imbufalito che pretendeva la sua testa su un piatto. Subito. Non è un mistero per nessuno che il suddetto Croff faccia parte della schiera di coloro che vorrebbero traghettare il Festival da Venezia a Roma ove l'amico Veltroni gli potrebbe garantire un posto da direttore più solido di quello veneziano. Ci sarebbe quasi da ipotizzare che la svista non sia stata casuale. A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca. Ora vado che se mi trovano a bloggare dall'interno del palazzo chiamano il cecchino a crivellarmi il cevello di pallottole. ps. Avete presente che doveva esserci un dispiegamento di sicurezza da spavento? Beh. Balle.
Martedì 30 Agosto 2005
di TheEgo · Categoria: Cinema · ore 01:59
Noleggiate un dvd, non avete mai visto quel film e potete tenerlo solo poche ore. Nel menu principale vi si pone la scelta: guardare il film originale di venti, trent'anni fa, oppure il Director's cut come è finalmente uscito da poco per gli appassionati di quella pellicola. Come vi comportate? La domanda, buttata li ad amici mezz'ora fa, ha scatenato un'interessante dibattito che qui ripropongo. Il film è l'opera per come è realmente uscita nelle sale, come l'hanno vista migliaia di spettatori e come l'hanno conosciuta per anni, o quella che era nella mente del regista all'epoca e che i tagli della produzione hanno limato? Intendendo non solo i tagli di censura ma in particolar modo quelli quasi superflui che non hanno alterato la trama e che il regista stesso all'epoca ha deciso di scartare perchè quasi ridondanti. Qual è da considerarsi il film originale, l'arte concepita dal regista e mai uscita al cinema, oppure la versione che ha circolato con eventuali tagli annessi?
Lunedì 29 Agosto 2005
di Rachele · Categoria: Cinema · ore 15:06
Dicono che la 62° Mostra del cinema di Venezia sarà blindatissima. Se non doveste avere mie notizie nelle prossime settimane sappiate che probabilmente sarò deceduta per mano di un cecchino mentre sgattaiolavo da una delle numerosissime entrate non controllate del palazzo del Cinema onde evitare le code abissali riservate ai comuni mortali che non conoscono tutti i trucchetti di ogni Palazzo. Nel caso in cui sopravvivessi alla mia sfrontatezza e qualcuno di voi dovesse trovarsi nel ridente Lido si possono prendere accordi per un aperitivo in Terrazza Martini. Ah. Vincerà un italiano. Credetemi.
Giovedì 28 Luglio 2005
di TheEgo · Categoria: Cinema · ore 16:26
Leggendo Repubblica.it apprendo che:
"E' troppo presto per sapere con certezza se questo o quel divo accompagnerà i vari film in cartellone al Lido di Venezia. In ogni caso, oltre a bla bla bla bla accompagnato da bla bla bla bla bla e bla sarà presente Gwyneth Paltrow (per Proof del britannico John Madden) e bla bla bla bla e ancora bla. Non mancherà inoltre Kirsten Dust per Elizabethtown e bla bla bla e bla..."

Con il vostro permesso, complice il caldo torrido, svengo con un sorriso.
Venerdì 27 Maggio 2005
di Francesco Costa · Categoria: Cinema · ore 02:42
sw-logo.jpgSupponiamo che uno - uno qualsiasi, eh - non abbia mai visto nessun film della saga di Star Wars (nessuno? Si, nessuno): diciamo che gli piace poco la fantascienza, e che nella sua formazione cinematografica ha dato la precedenza ad altro.
Supponiamo che sempre questo di cui sopra sia notevolmente incuriosito dall'uscita dell'episodio conclusivo della saga, e abbia quindi intenzione di recuperare quanto perso vedendo tutti e sei i film.
Ora - e qui sta la domanda - secondo voi in che ordine dovrebbe vederli?
Dall'episodio uno fino al sei, oppure nell'ordine di uscita (4 5 6 1 2 3)?
Sabato 9 Aprile 2005
di · Categoria: Cinema · ore 10:58

Clicca per ingrandireL'anno scorso una mail urgente arrivò nella mia casella di posta elettronica:

"Un volontario ha mangiato per trenta giorni di seguito nei punti di ristorazione McDonald's. Una dieta di pochi giorni a base di Chicken McNuggets, Mc Menu e Milk Shake è pericolosa per la salute. Morgan Spurlock, un newyorkese di 33 anni in buona salute, per un mese ha consumato tutti i suoi pasti da McDonald’s. A forza di cheeseburgers, patatine fritte e frappè al cioccolato, il suo peso ha cominciato a lievitare. Ma la ciccia in più si è rivelata il minore dei suoi problemi. Dopo pochi giorni dall’inizio della Mc-dieta, Spurlock ha cominciato ad avvertire un malessere generale, tanto che una mattina ha vomitato dal finestrino della sua auto. Il medico di base che poco dopo l’ha visitato è rimasto sorpreso nel veder mutate così velocemente le condizioni di salute di un paziente che fino a poco tempo prima era in perfetta forma: il fegato presentava segni di tossicità, il colesterolo superava i livelli massimi, la libido era terribilmente calata e un mal di testa continuo si accompagnava ad un umore depresso."

Ora il documentario (candidato agli Oscar e vincitore del Sundance festival) arriva in Italia anticipando di poche settimane il libro ('Non mangiate questo libro', Fandango Libri editore) e accende il dibattito. Fa male o no mangiare nei fastfood? [*]
Il film si basa sulle interviste di Morgan Spurlock ai maggiori esperti del problema in 20 città americane tra cui Houston, la "città più grassa" d'America. La macchina da presa di Spurlock ferma il proprio obiettivo sui Direttori Generali della Sanità sugli insegnanti di ginnastica, sui cuochi, sui legislatori. I confini dell’indagine si allargano ad oltranza per far luce su un problema che sta diventando “debordante”. [*]
Io non sono pro Mc Donald, però questo documentario parte da un presupposto sbagliato: quale persona frequentatrice di Mc Donald mangia colazione pranzo e cena in un fast food? Quanto tempo ci mette una persona normale, mettiamo che vada al Mc 2 volte la settimana ad ingurgitare quello che Morgan Spurlok ha mangiato in un mese pasteggiando nel fast food 3 volte al giorno? Un ottimo documentario, indubbiamente da vedere, che però, come il Don Ferrante manzoniano, fa ragionamenti giusti partendo da un presupposto sbagliato.

Domenica 27 Marzo 2005
di · Categoria: Cinema · ore 22:58

Dopo il flop "Crossroads", Britney Spears potrebbe fare nuovi film, di cui uno addirittura con Madonna (nel ruolo di sceneggiatrice). Secondo il (o la?) portavoce della Spears infatti "Britney non vede l'ora di mostrare a tutti le sue reali capacità di attrice e la sua comicità".

Domenica 30 Gennaio 2005
di Attimo · Categoria: Cinema · ore 13:19

Di Caprio in "The Aviator": bravo, per carità.Ho visto tre film con Leonardo Di Caprio. Romeo + Juliet, Prova a Prendermi e l'ultimo, ieri sera, l'infinito The Aviator. (NO, non ho mai visto Titanic). Nel primo l'avevo trovato insopportabile, nel secondo simpatico e affabile. Nell'ultimo mi è risultato indifferente, ma non è questo il punto: ho notato un filo di connessione tra i tre diversissimi personaggi dei rispettivi film. Sono tutti "personaggi", per l'appunto, molto marcati, nient'affatto banali, innervati e percorsi da fremiti e passioni. Personaggi difficili e allo stesso tempo "facili" da caratterizzare per un attore. Sono passionali e nevrotici, per cui Di Caprio si è servito di due maschere: quella dell'invasato ed entusiasta, che contagia e si autocontagia dei suo fremiti, e la parte oscura delle forti personalità, il lato nevrotico, che porta a ingrugnire il viso e corrucciare la fronte, ed ecco che la crisi nervosa è lì, inscenata e servita. Un pò come cucinare lasagne e carbonara, piatti noti e quasi scontati, perchè sai che saranno buoni e, se ben cucinati, ottimi. Piatti che presentano già nella loro natura, il talento. Ma io vorrei vedere un cuoco cimentarsi in un semolino, in un piatto banale e monotono, e vedere se riesce a tirarne fuori una prelibatezza. Mi viene così in mente uno dei miei attori preferiti, Jim Carrey, buffone di corte che ha saputo essere grande anche in ruoli drammatici ma non solo. Ha saputo creare espressioni credibili e allo stesso tempo pregnanti anche in personaggi mogi, privi di mordente e assolutamente "umani" come in questo capolavoro e pure nella mite espressione di un ignaro Truman Burbank. Vorrei vedere Di Caprio interpretare ruoli e situazioni piatte e senza nerbo, situazioni normali e non le solite storie di eroe, prima di definirlo un grande attore. Che poi non mi interessava tanto sapere se Di Caprio è da Oscar o meno, quanto esaltare Jim Carrey, che non è mai abbastanza, e chiedermi se le grandi tragedie e le grandi passione bastino per decretare e mettere alla prova la bravura di un attore.