Politica
Giovedì 28 Agosto 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 01:34
mastella.jpg

Per non dimenticare.
Martedì 26 Agosto 2008
di Rachele · Categoria: Attualità, Politica · ore 23:22
Qualcuno è in grado di spiegarmi con cognizione di causa e senza frasi fatte perchè riconoscere Abkhazia e Ossezia del Sud come stati indipendenti è un gesto irresponsabile mentre andare a fare una guerra di indipendenza in Kosovo è stato un "atto doveroso"?
Martedì 8 Luglio 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 21:12
- Berlusconi si strafà di Viagra, il suo ultimo nomignolo è presidente vaso dilatato.

- Grazie alla legge Moratti tra vent'anni il 20% dei professori sarà scelto dal Vaticano. Ma tra vent'anni Ratzinger sarà morto, sarà dove deve stare, all'inferno tormentato da diavoloni frocioni attivissimi.

- A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t'ha succhiato l'uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio.

Sabina Guzzanti, No-Cav Day


A me pare uno sfregio che una come lei faccia ancora la comica, perchè oltre che non far ridere è presuntuosa nei toni e poverina nelle parole. Se l'antiberlusconismo italiano è ridotto all'insulto volgare perchè non si ha altro argomento per trovarsi d'accordo all'opposizione, beh, ve lo meritate Silvio, dalla prima all'ultima delle sue leggi ad personam.
Venerdì 27 Giugno 2008
di Simcam · Categoria: Politica · ore 10:22
Credo che McCain potrebbe essere un buon presidente per gli Stati Uniti d'America. Se non altro perché succederebbe a Bush.
Credo che anche Hillary Clinton sarebbe stata un ottimo presidente. Perché una donna sa sempre mettere a posto quello che un uomo ha distrutto.
Credo che Obama sarà un ottimo presidente. Perché porterà rinnovamento, distensione, rhythm and blues.
Sarà il presidente dei neri, dei bianchi e dei colori che stanno nel mezzo. Sarà il presidente dei cattolici, degli ebrei, dei musulmani e di quelli che non hanno colpe da espiare.
Sarà un ottimo presidente.

Ma se erano i diritti dei deboli che volevate difendere, allora il prossimo presidente degli Stati Uniti d'America doveva essere Hulk Hogan.
Questo perché nessuno si è mai strappato la maglietta durante un vertice per la pace.
Giovedì 29 Maggio 2008
di Arthur Cravan · Categoria: Politica, Satira · ore 22:45
Benedetto XVI: "Provo gioia per il nuovo clima politico". Gli ricorda la gioventù nella Hitler-Jugend.
Venerdì 9 Maggio 2008
di Attimo · Categoria: Politica, Satira · ore 10:43
Berlusconi riceve la campanella da Prodi.
Romano: Eheheh... Eddai Silvio, fammela tenere per altri cinque minuti... Dai! Poi tu chissà per quanto te la tieni... Eheh... Guarda Silvio, non ci sono nemmeno le ditate sopra... Eheh... Li lasciavo sempre parlare tutti quanti... Silvio dai... Altri cinque minuti... Fammi risanare ancora un po' i conti pubblici... Eheh... Eh Silvio?

Silvio: No.
Mercoledì 7 Maggio 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 20:50
Rachele mi fa giustamente notare: cosa c'è di più Pari Opportunità che affidare l'incarico di ministro ad una donna qualunque, priva di competenze politiche di alcun tipo?
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 20:31
Alla fine, Mara Carfagna, ce l'ha fatta.
Lunedì 5 Maggio 2008
di Noantri · Categoria: Politica · ore 11:54
Tu a un genovese i soldi glieli devi lasciar stare, sennò il genovese s'incazza. I genovesi sono fatti strani, hanno quella faccia un po' così, come diceva que tale al pianoforte. I genovesi coi soldi non ci sanno fare: i genovesi sono dominati, dai soldi.

Tu lo puoi idolatrare, un genovese, puoi mandare a puttane il tuo cervello, se credi, te lo puoi prendere, il cervello, svitartelo dal cranio come una lampadina, e poggiarlo sul comodino, se ritieni che il suo, il cervello del genovese, possa fare tranquillamente le veci del tuo. Puoi firmare i referenda del genovese, gli puoi comprare i dvd, i giornali, le videocassette, i cd, gli alambicchi, i ritratti, i libri, e tutto questo puoi farlo perché lui, proprio lui, il genovese, ti implorava di farlo, perché altrimenti - altrimenti - avrebbe rischiato di non potersi pagare le spese legali e amministrative necessarie per consentirsi tutto ciò, gli puoi dare i tuoi, di soldi, al genovese, se il genovese si vuole comprare delle pagine sui quotidiani nazionali per sparare delle stronzate che potevi benissimo pensare DA SOLO, gli puoi chiedere un autografo per la strada, puoi anche evitarti di domandare PERCHE' il genovese non risponda mai, giammai, alle critiche, alle richieste di spiegazione e alle interviste, puoi fare lo gnorri, puoi far finta di niente quando cominci a fare caso che il genovese insulta i giornalisti attraverso gli amici suoi giornalisti e le trasmissioni televisive attraverso le trasmissioni televisive amiche sue, puoi alzare le spalle, dirti che i nodi verranno al pettine prima o poi, se qualcuno ti fa notare che nessun sistema  si è mai rovesciato dall'interno e che a forza di vaffanculo non si sovvertono nemmeno le decisioni di una partita di calcio, figuriamoci gli indirizzi di un Paese, sbufferai di noia quando scoprirai che gli uomini e le donne del genovese, gli amici suoi, stanno lentamente penetrando nei gangli della politica italiana, quella stessa politica italiana, cioè, che, secondo il genovese, è qualcosa di malato come un fegato abitato da metastasi, gli puoi fare tutto al genovese, però non gli devi toccare i soldi, i soldi no, come il Breil, avete presente il Breil?, toccatemi tutto ma non il mio Breil, quella roba là, ecco al genovese non devi mai far sapere quant'è divertente fargli i conti in tasca.

Perché, non si sa come, improvvisamente gli prende la tigna: tira fuori i coglioni, così, tutto d'un tratto, dopo anni che si limitava a fare i discorsi di peluche della casalinga di voghera. Gli prende tipo un ictus, al genovese, e che fa? Diventa pesto e dopo averci raccontato quanto bello fosse Internet e di quanto libero dovesse restare, Internet, e ad ogni costo, improvvisamente tuona che no, altolà, bisogna stare attenti a cosa ci si piazza, su Internet.

Dice il genovese che a rendere pubblici i nostri conti in tasca si rischia l'attivazione della criminalità. Come se uno tutti quei soldi li tenesse sotto al materasso, o nel portaombrelli sul pianerottolo. Dovrebbe pensare, il gnovese, che la medesima cosa, allora, potrebbe rischiarsi salendo sul palco a tuonare morte e distruzione contro TUTTO e contro CHIUNQUE. I giovani vengono istigati al delitto da cartoni animati e videogiochi: il genovese non crede che anche le sue parole d'odio e d'ira potrebbero alla stessa maniera crepare i delicati meccanismi chimici di chi lo ascolta pedissequamente con la lancetta dello spirito critico ormai sotto lo zero? Non ci pensa, il genovese.
Lunedì 28 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica, Segnalazioni · ore 22:43
Mentre il Partito Democratico (ri)capitola definitivamente nella città (per l'appunto) capitolina, qualcuno gioisce e si augura che vengano risolti finalmente i problemi che da tempo assillano i romani: i CANILI.

per ora e' in testa e tanto vince.sono troppo contenta la cirinna' se ne vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.spero con tutto il cuore di riuscire a parlare con lui per far capire come la sinistra abbia gestito i canili di roma. uno schifo vergogna. sto lavorando a un documentario per denunciare questi anni gestiti da questi stronziiiiiiiiiiiiii. poveri caniiiiiiiiiiiiii non escono dalle gabbie e andate alla muratella.cirinna' e' finito il tuo schifoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

dal blog di Flavia Vento
di Noantri · Categoria: Politica · ore 12:06
FiniL'artro pommeriggio Gianfranco Fini ha deciso de fa' er gaggio. Ha scerto de fasse 'n giro da le parti de Boccea, che un po' sò pure le parti mia, pe' tirà la volata a Gianni Alemanno alla corsa ar Campidoglio. Famo subbito chiarezza: io Gianni Alemanno nun l'ho votato pe' la storia mia perzonale, però Gianni Alemanno, pure che nun è romano come sottolinea sempre Rutelli er cicoria - 'n antro che je piace da fa' er gaggio - nun c'aveva bisogno de 'ste goliardate.

Sì perché er grande  - grande co li piccoli e piccolo co li grandi - Fini s'è messo a strigne le mani dei passanti. Allora è passato er penzionato che voleva più sordi pe' la penzione, poi è passata la mamma che chiedeva l'asili nido, poi è stato er turno der vigile urbano che voleva la pistola, er tabbaccaio che reclamava sicurezza e la signora cor cane che je voleva fa' solo 'n saluto. A 'na certa so' passati pure du pischelli cor motorino che j'hanno fatto er braccio teso perché a Boccea ce so' tutti negozi d'ebbrei. Li fasci veri a Roma je rimproverano, a Fini er gaggio, d'esse annato a piagne a Gerusalemme e de avé rinnegato er fascismo.

Inzomma, dopo tutto 'sto bagno de folla, er gaggio (pe' comodità mo' lo chiameremo così) a 'na certa ha deciso de fasse grosso. Così s'è avvicinato a du venditori ambulanti de accendini, du eggiziani, e j'ha chiesto er documento. A gaggio ma che te sei messo pure a fa' la guardia? A gaggio ma che nun ce lo sai che tu nun li poi chiede i documenti a 'n antra perzona? Li du poracci, spauriti e circondati dalla folla che sbraitava insurti, j'hanno fatto vedé la carta d'identità e er gaggio ha rosicato: «Me sa - ha detto pure divertito - che voi due sete l'unici in regola in città». Er gaggio allora è annato a fasse 'n giro ar mercato der quartiere e lì tra chi je avrebbe voluto tirà du carote e chi je regalava du mele - du arance sembrava brutto - ha incontrato n'antri du negretti, seduti ar bar. Pure a questi allora j'ha chiesto li documenti. Uno ce l'aveva, l'artro se l'era dimenticati a casa: «Voglio vedé - ha detto er gaggio - se funziona la legge mia, ma me sa che nun è così... Nun è possibile che tutti c'hanno 'sto permesso, me sa che se lo comprano». Bella figura c'hai fatto a gaggio, nun sai manco come funziona la legge tua.

Fortuna che hai fatto la fine che meritavi, da gaggio a comparsa de la politica. Me sa che facevano bbene li du pischelli sul motorino che te 'nsurtavano. Manco Alemanno s'è fatto vedé in giro co' te. Pensace a gaggio, alla fine che hai fatto.
Venerdì 25 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 15:22
Mi dicono che Berlusconi ha ricevuto Ciarrapico, che non ha mai preso le distanze dal ventennio fascista, a palazzo Grazioli e questo nel momento in cui gli italiani festeggiano il 25 aprile, giorno della liberazione dal nazifascismo. E' un segnale politico che segna profondamente la distanza tra un gesto di questo genere e tutti gli italiani che festeggiano una grande festa di libertà. Spero che per molti elettori questo significhi qualcosa. Si tratta di un atto di spregio nei confronti della democrazia.

Walter Veltroni


No Walter, bisogna che te lo metti in testa una volta per tutte: agli italiani della democrazia, del senso dello stato, delle istituzioni, non gliene frega una beata fava. E dire che l'hai visto da te no? Apri gli occhi e renditi conto. Ma se c'è un ministro che si bea di fare una legge porcata e va al primo telegiornale nazionale a insultare i musulmani qualcosa vorrà pur dire caro Walter no? Vorrà pur dire se sono il terzo partito in Italia e li hanno votati persino i comunisti? Eh.
Giovedì 17 Aprile 2008
di Noantri · Categoria: Politica · ore 13:24
[Lettera a cuore aperto agli elettori di sinistra
che stanno soffrendo per le loro scelte nell'urna.
Riflessioni e autocritica post disastro].

Cari compagni e care compagne,

non so da dove cominciare. Non mi piace pensare che l'unica soluzione sia andarsene in Spagna (ma forse in Nepal sarebbe meglio) con un biglietto di sola andata, né che gli italiani siano un popolo senza testa. Perché è qui il punto. E' qui l'errore. Abbiamo demonizzato non solo il nostro popolo, ma il popolo. Lo abbiamo allontanato, emarginato, sbeffeggiato, l'abbiamo disprezzato, non lo abbiamo ascoltato. E per la prima volta nella vita repubblicana italiana, la storia socialista e quella comunista non avranno una rappresentanza parlamentare. Un fallimento, una catastrofe, una tragedia senza precedenti dal 1948 ad oggi. Viviamo in un Paese di destra, ma questo lo sapevamo. Solo che ci siamo illusi. Illusi che fosse impossibile non riconoscersi in valori universali come la solidarietà sociale, la redistribuzione della ricchezza, l'antirazzismo, il pacifismo, la contrattazione collettiva, il rispetto per il concetto di lavoro. Evidentemente questo non è bastato. Dovevamo parlare al cuore e alla pancia dei lavoratori, ascoltare i loro bisogni, dare soluzioni ai loro problemi, investire sul futuro anche con promesse (e non compromessi) forti e radicali.
Gagarin_space_suiteL'errore più grande secondo me è stato quello di formare un cartello politico come conseguenza della nascita del Partito Democratico. L'operazione unitaria  - se proprio non si poteva evitare - andava fatta prima, così come prima andava presentato un programma innovativo e credibile, magari di opposizione, attraverso quei dirigenti  radicati sul territorio come Vendola o come lo stesso Ferrero, uno dei pochi ministri che salvo del Governo Prodi. La rottura con la tecnocrazia di Padoa Schioppa doveva avvenire a ottobre, sul protocollo del welfare, non si doveva arrivare alla crisi centrista. Solo in questa maniera si poteva restare credibili agli occhi dei cittadini in difficoltà, dei precari e di tutti quelli per cui votare a sinistra ha sempre significato un'alternativa. Rompere con l'ambientalismo di facciata invece di farsi inglobare era la strada da scegliere: il progresso, compagni, Yuri Gagarin, cazzo!

Non abbiamo creato un soggetto politico credibile e rinunciando alla nostra identità comunista ci siamo fatti schiacciare da un sistema neoamericano arrivato dal basso. Certo, le colpe sono anche di chi ha respinto qualsiasi tipo di dialogo dopo due anni di fedeltà al Governo Prodi e un funzionale accordo politico che a livello locale ha pagato quasi sempre in tutte le elezioni amministrative e regionali. Ma le colpe di questo fallimento non possono essere solo degli altri. Politica si può fare anche fuori dal Parlamento, cominciando una nuova militanza nella vita di tutti i giorni fatta di presenza nelle scuole, nelle fabbriche, nelle piazze; di sobrietà e moderazione nelle scelte quotidiane. Ogni piccolo gesto di dissenso potrà risultare utile alla costruzione di un nuovo modo di affrontare le difficoltà. Non abbassiamo la testa e non inchiniamoci a ogni compromesso. E' necessario ora restare concentrati, aprire una fase nuova di critica e di divulgazione delle proprie ragioni. Ci vorrà molto tempo, forse anni. E l'assenza di una seppur minima rappresentanza parlamentare certo non gioverà a questo cammino. Mancheranno finanziamenti e visibilità. Ma non mancherà l'impegno.

"Il coraggio rivoluzionario non consiste nell'essere uccisi,
ma nel resistere al riso degli stupidi che sono in maggioranza".
[Lev Trotsky]
Martedì 15 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica, Satira · ore 23:39
Prospettiva
di Attimo · Categoria: Attualità, Politica, Società · ore 01:10
Berlusconi - 13 aprile 2008Da dove partiamo? Direi dalla grandinata di oggi pomeriggio, che mi ha dato il wwbenvenuto al Quartier Generale di Ciccsoft allestito per la "maratona notturna". Alle 18 già si vociferava di un torneo con la Wii, alle 19 ormai non rivolgevo più la parola a nessuno. La grandinata improvvisa, risoluta e composta nei suoi 10 minuti di ordinati e insistiti chicchi glaciali, è la metafora calzante per la Tempesta Perfetta che si è abbattuta oggi. In breve: scompaiono dal parlamento italiano Destra e Sinistra. La certificazione (se mai c'era ancora bisogno) che molti giovani e molti lavoratori votano secondo la logica del "piuttosto che". Epocale tradimento. Oggi rivince Berlusconi per la terza volta in 15 anni, e non è sicuramente una notizia. La Lega Nord fa (nel senso che lo crea e lo sfrutta) il panico al Nord; prende l'1.4% in Umbria. Ripeto: l'1.4% in Umbria. Veltroni ha ottenuto tutto quello che voleva, tranne un piccolo dettaglio, la vittoria. Niente sarà più come prima.

Partiamo dai chicchi di grandine. Dalle macerie in cui ci ritroviamo a fissarci reciprocamente, quasi in cagnesco, francamente increduli di fronte alla Disfatta Generale. Non ha perso solo il PD, non è stata solo rasa al suolo la Sinistra in Italia, direi che a sanguinare sono le gengive di una visione proporzionale della politica italiana e dunque della società. Il fungo atomico si alimenta dei "vecchi schemi", delle "vecchie ideologie", delle "vecchie speranze" e disegna nel cielo una nuvola di fumo nero e verde, che arriva a coprire l'azzurro del solito Vincitore. Ci ritroviamo senza gli Estremi e senza i vecchi simboli di un secolo fa, la falce, il martello, la fiamma. Dobbiamo però fare tutti i conti con gli Estremisti, quelli convinti/costretti a votare in modo "utile", che si astengono, che si lasciano intercettare il peggio di loro stessi. Ci americanizziamo in modo quasi inquietante, ma direi inevitabile, abbiamo i due Grandi Partiti e pure la nostra dote di astesionismo che si astiene su tutto, dal votare ma anche dal fare una cazzo di rivoluzione come si deve e come ce ne sarebbe dannatamente bisogno.

La giornata è storica, tanto che la risalita al trono da parte di Silvio rientra nella nostra altanelmante normalità, si fa consuetudine e sbiadisce un poco la torbida immagine di Berlusconi, che ormai non esiste più. Esiste il Berlusconismo, dobbiamo fare i conti non con un, seppure dominante, singolo individuo, ma con una disciplina, un modo di considerare un paese, di plasmarlo sfruttando la passività oserei dire erotica che contraddistingue gli italiani. Passeranno in fretta questi 5 anni, è vero, non cambierà "niente" per le nostre singole vite eppure il virus silenzioso continuerà a scorrere nelle nostre vene. Non so cosa resterà di questo Partito Democratico, che è rimasto, come sempre gli accade, a metà strada, senza avere il coraggio e la volontà di andare fino in fondo. Tutto è partito da Veltroni eppure tutto è finito nelle mani dell'avversario, con cordiale telefonata di complimenti a corredo finale. Anche questo, non fa una piega.

Abbiamo fatto un altro piccolo passo in avanti verso l'Inciviltà, in senso lato, e i risultati elettorali più che frammentare a me sembrano riunire (anche qui in senso lato...) fazioni opposte. Per una volta astenuti e votanti, sostenitori di Veltroni e rivoluzionari che si mangiano la scheda nei seggi, si trovano di fronte a una comune scelta di tre possibili alternative. L'indifferenza, il continuare a fagocitare assiduamente e passivamente le proprie esistenze fatte di individualismo sfrenato e disilluso. Oppure la depressione cronica e senza scampo, che prevede l'esilio, per chi se lo potrà permettere, o la macchia. Altrimenti il rimboccarsi le maniche strappate e ormai consumate non per il 2013, ma per domani, per subito. E' sempre il solito discorso della montagna e di Maometto, di rappresentanti e di gente da rappresentare. 15 anni a lamentarci di Silvio, di un centrosinistra diviso e fallaceo, di una politica in cui non ci si riconosce, del fatto che in fondo "sono tutti uguali", e intanto non ci siamo resi conto che siamo noi ad essere cambiati. Siamo più stronzi e razzisti, abbiamo più fame e più paura, siamo più egoisti e più stanchi. Siamo vittime e carnefici. Hanno vinto semplicemente perchè hanno messo un megafono davanti alle bocche dei nostri stomachi inaciditi.
Senti che bel rumore.
Sabato 12 Aprile 2008
di Rachele · Categoria: Politica · ore 10:44
Mani_rsp.jpgAl termine di questa noiosa e stagnante campagna elettorale dove ho visto disperdere al vento il senso civico senza criterio alcuno mi ritrovo col mio voto in mano e qualche considerazione tra le dita.

Si è parlato molto di "voto utile", concetto che trovo offensivo del mio diritto al voto, o al non voto (sull'astensionismo parole che condivido appieno su Wittgenstein). Io capisco che la cosa è condivisa dai due poteri forti in gioco in queste elezioni, quindi tollerata, tuttavia la trovo democraticamente scorretta e apprezzo che Napolitano l'abbia sottolineato. In una democrazia che si possa dire tale ogni singolo voto è utile. Non è giusto passare il concetto per cui non bisogna votare i piccoli partiti per andare a gettare il proprio voto in calderoni che magari non ci rappresentano a pieno. L'interesse del cittadino dovrebbe essere quello di sentirsi rappresentato politicamente, non di "aiutare" i due grossi partiti. Parimenti antidemocratico trovo inneggiare al "voto contro", lesivo della dignità dei votante e della politica stessa, sinonimo del vuoto che si portano dentro i due principali schieramenti al momento. Il tutto sempre al danno delle forze minori, la morte del libero pensiero.
Mi chiedo dove se ne sia andata la dignità politica della sconfitta.

Non ho sentito molto parlare invece di laicita dello Stato. In un post sul mio blog spiegavo che con ogni probabilità non avrei dato il mio voto nè al PD nè al PDL per mancanza di laicità.
Lo abbiamo respirato negli ultimi mesi di questo governo, si sta mestamente andando verso una situazione in cui diviene necessario e doveroso sottolineare e ribadire la laicità dello Stato italiano e impedire ingerenze confessionali di qualsiasi natura. Bene, in un momento simile i due principali leader di partito hanno vergognosamente taciuto su questo tema centrale per l'equilibrio del paese, trovandosi d'accordo quindi su un tacito assenso a un certo tipo di ingerenze.
Personalmente in questa prospettiva non ci aspetta nulla di buono da ambo le parti.

Grande assente infine l'elettorato. L'elettorato che oramai serve solo a mettere una croce per contribuire a comporre un parlamento che altri hanno già scelto.  L'elettorato sempre più distante da una politica che ha smarrito se stessa per perdersi nei suoi sproloqui che perdon man mano l'aderenza con la realtà parlando di una società che non conosce più e che dipinge a suo uso e consumo.
E ne è emblema una sparata finale che coi problemi di inquinamento e di riscaladamento globale che ci sono invece di parlare di chiusura dei centri storici alle auto, abbattimento dei costi per il trasporto pubblico cittadino, rinforzo dello stesso, incentivi all'uso del trasporto ferroviario e chi più ne ha più ne metta va ad incentivare il possesso di mezzi inquinanti.

Finisco le mie riflessioni pre elettorali augurando ad ognuno un buon voto o non voto con una sola consapevolezza.
La politica è ben altro.
Venerdì 11 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 10:50
elezioni.jpgTra due giorni gli italiani saranno chiamati alle urne a scegliere quale Governo dare a questo paese. Se è vero che i sondaggi valgono a poco, gli exit poll e le proiezioni sbagliano sovente, e nessuna previsione è ormai possibile fare vista la parziale "novità" nell'offerta di partiti, schieramenti e candidati, questo vuol essere solo un tentativo di fotografare un momento storico da un preciso punto di vista. Di raccogliere le speranze e i desideri di un popolo, quello della rete e dei blog, nell'aprile dell'anno 2008.
Cosa ne pensa quella fetta dell'elettorato che usa il mezzo internet, valuta i programmi con attenzione, discute, si interroga, e critica?

Sono tre le domande cui vorremmo rispondeste, nei commenti di questo post, anche in forma anonima inserendo nome ed indirizzo mail di fantasia. Ovviamente il sondaggio è aperto a chiunque, potete segnalarlo per mail, sui vostri blog, o girarlo a vostra volta a conoscenti ed amici internauti.

1. Per quale partito/coalizione voterai? Nel caso sia diverso dal tuo voto nel 2006 indica per favore anche il precedente.
2. Quali sono le ragioni della tua scelta? Quali argomenti useresti per convincere un amico a compiere la tua scelta?
3. Quale sarà il primo provvedimento che ti aspetti dal futuro Governo? Quali le priorità urgenti che, se eletto, speri il tuo candidato metta all'ordine del giorno?

A voi la parola, con la speranza di leggere argomentazioni costruttive in sostegno di un'idea, pareri e analisi su questo o quel modo di vedere le cose, e forse, capirne un poco di più.
Giovedì 10 Aprile 2008
di Attimo · Categoria: Attualità, Politica · ore 16:57
Vota AntonioNon sono tra coloro che hanno apprezzato i toni pacati di questa breve e insipida campagna elettorale. Mi piacciono le sfide radicali, con toni decisi e anche coloriti, e questo insolito basso profilo propagandistico, senza colpi clamorosi a parte la "chiamata alle armi" di Bossi, mi ha francamente deluso. Soprattutto, non promette nulla di buono per il futuro prossimo.
Non sono nemmeno tra coloro che auspicano le famigerate Grandi Intese come unica e credibile soluzione per salvare l'Italia. Questa Italia è ovviamente già spacciata, e se ne può solo decretare la fine. Veltrusconi potrebbe soltanto impagliare il cadavere, l'imbalsamazione definitiva per qualcosa che non ha più niente da salvare, da perdere, perchè abbiamo perso tutto (prospettive, dignità). Ci hanno davvero preso tutto. Cosa volete che me ne faccia dei toni concilianti, del basso profilo, mentre il Titanic va a fondo?

Le maniglie non vanno lucidate, ma divelte. Poi posso convenire che c'è modo e modo, e sì, è possibile divelgere anche con pacatezza, serenamente (e qui già tradisco che modo ho scelto). Ma più che le convergenze, credo che ci sia bisogno di Divergenze Costruttive. Di proporre modelli chiari, distinti, ognuno con la sua personalità. C'è bisogno di scegliere, e non di lasciarsi scegliere, e di convincere. La conciliazione tra animali politici mi puzza tanto di manovra subdola, di ennesimo colpo di stato che mette in un angolo buoni e cattivi, gli illusi e i cinici, consegna altro terreno di manovra (oserei dire in modo quasi definitivo) alla politica. La Delega finale, che va oltre la delusione verso i partiti e partitini, che supera il bipolarismo a destra senza la freccia e ci consegna nelle braccia del Monopartitismo, per una lenta decadenza illuminata. Il vero dramma italico consiste proprio in questo disperato bisogno di scelta, quando non esiste nessuno di valido cui affidarsi. La vera sfida non è rappresentata dalla dicotomia risolvibilissima tra SB e WV, tra "principali esponenti degli schieramenti avversi", quanto tra chi vota e chi non vota. Entrambi destinati ad essere incompiuti: quelli che scelgono tra mille simili e speculari alternative, quindi di fatto non scegliendo nulla, e coloro che voltano le spalle e dall'altra parte ritrovano lo stesso vuoto cui dicono di no, solo con un sapore più facile da mandare giù. Cittadini armati di matite spuntate contro persone che smettono di essere ingannate. Senso civico contro coscienza pulita. Non vince nessuno, e mi fa quasi più incazzare della ormai certa vittoria di SB.

Un'idealista come me dovrebbe essere convinto sulla validità del non voto, ma il realista che c'è in me pensa che non posso sentirmi complice di chi farà vincere, un'altra volta ancora, SB. L'idealista che c'è in me capisce e apprezza gli illuminati che sono stanchi di vivere da persiani e scelgono di morire da spartani, esasperati dalla lampante evidenza che niente merita la loro crocetta. Che non c'è niente da salvare, da scegliere, da affidare speranze. Ovvio che è così, ed è solo la cecità, o l'ipocrisia, che ci può portare dentro una cabina elettorale italiana. Ma il realista che c'è in me si chiede che cosa ci guadagno io a restare a casa: niente. Si chiede che cosa ci guadagna l'Italia dal mio voto negato: niente. Si chiede che alternativa propongo: niente. L'idealista e il realista convengono che aggiungerei soltanto niente al nulla imperante e diffuso. Il niente dei discorsi buonisti di Veltroni, il niente del populismo meschino di Berlusconi, il niente di una sinistra imbarazzante, di un fascismo ridicolo, di un cattolicesimo straziante. Non voglio essere loro "complice". Piuttosto, preferisco essere complice di me stesso, e del mio "niente costruttivo". Visto che l'unica rivoluzione di cui sarei capace, partirebbe dal mio letto (cit.), domenica mi sveglierò, andrò a votare, voterò per il meno peggio, sì, ancora una volta, senza turarmi il naso ma comunque con enormi sensi di colpa, tornerò a casa a disagio sporco di grafite e di flebili illusioni, con la sensazione di essere stato meno egoista possibile. Di non aver capito fondamentalmente nulla, ma di avere voglia di continuare a provarci. Di sentirmi un tantino schizofrenico.
Sarà che mi piacciono le cause perse.
Mercoledì 9 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 17:28
Non è tanto Berlusconi che sceglie di spendere i suoi ultimi slogan prima del voto con cose fuorvianti tipo il test di sanità mentale per i pm o le dimissioni di Napolitano in cambio di una camera al Pd e chissà quali altre nei prossimi giorni.

La cosa triste siete voi che lo voterete ugualmente, tra quattro giorni, perchè avete sempre votato a destra e non voterete mai "per i comunisti" o per qualcuno che alla lontana proviene da quelle parti. Ecco questo mi dispiace e mi rattrista: che agli italiani delle parolacce e delle boutade del Cavaliere non gliene può fregare di meno. Non votano la serietà, non votano i programmi, ma votano sull'onda dell'entusiasmo che la politica sa suscitare. E Silvio più dice stronzate più la gente si esalta ed è felice.

E la gente che se ne frega di avere un premier "colorito" e "pittoresco" - diciamo così - in Italia, è maggioranza, punto e basta.
Venerdì 4 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 11:24
Giuro, non riesco a non guardare questa foto senza ridere come un matto. Silvio come un Marcel Marceau che mima lo svenimento. Se penso ai dolori che verranno tra pochi giorni rido meno ma al momento mi consolo così.

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D'altro canto, meno divertente ma pur sempre spettacolare per l'espressione e il contesto, su Corriere.it tra le foto della contestazione a Giuliano Ferrara guardate un po' chi c'è con le braccia alzate e la giacchetta radical chic? Chi indovina vince un invito a cena con lui. Aiutino: è un autore più o meno latitante di Ciccsoft :-)

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Giovedì 3 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 19:57
Si vota, infine. Anche se esattamente mi sfugge l'incontro del ripescato d'urgenza alle elezioni con il candidato premier del Popolo della libertà.
Mercoledì 26 Marzo 2008
di Noantri · Categoria: Politica · ore 13:42
Siamo alla terza puntata di Minchiata Elettorale. [Prima puntata e seconda puntata] Stavolta è il turno dei Socialisti di Boselli. I socialisti, devo confessarlo, mi son simpatici, sarà che vedere il partito di Turati e Anna Kuliscioff ridotto ai minimi termini, mi fa tenerezza. Comunque, non mi faccio impietosire e parto alla ricerca della minchiata perfetta. La trovo già in uno degli slogan: 
All'Italia della 194: non sarai mai sola
[era la Lazio, che sul prato verde vola]

Poi ci sono i manifesti: "sono un operaio e sono incazzato". sono un ... e sono incazzato
[sono uno stronzo qualunque, e vi prego di mettervi in fila]

Poi leggo nel programma:
Se Turati nel 1929 sognava gli “Stati Uniti d’Europa”, oggi si possono sognare gli “Stati Uniti del mondo”
[a quando la fratellanza universale del sistema solare?]

vado avanti:
Un mondo senza tortura, senza sentenze capitali, senza censura né oppressione, senza doppi standard sui diritti umani tra Paesi ricchi e poveri sarà più sicuro, più ricco, più tollerante, multi-culturale e multi-etnico.
[ma anche no]

proseguo:
Occorre trasformare la perdita del lavoro da dramma a occasione di riqualificazione professionale.
[capito, caro Johnnydurelli!?]

insisto:
permettere alle persone transessuali di ottenere la rettifica del sesso con regole meno restrittive
[a Bosè, se ne stava interessando già Sircana]

e concludo:
L’Italia deve finalmente regolamentare tutti gli stranieri che hanno un lavoro stabile e che non hanno commesso reati.
[a Bosè: questo lo dice pure Fini] 
Minchiate elettorali, insomma, se ne trovano in tutti i programmi. Decidete di conseguenza. Nella prossima puntata, La Destra di Storace
Mercoledì 19 Marzo 2008
di Noantri · Categoria: Politica · ore 14:27
Cari amici, bentrovati alla seconda puntata di Minchiata Elettorale. [qui la prima] Oggi, come promesso, è di scena il Pdl di Berlusconi. Lui, lo sapete, è un vero artista della Minchiata, basti pensare a tutte quelle che ha infilato nelle ultime due settimane, quindi, pensavo, "non avrò problemi a trovarne nel programma". Mi sbagliavo, perché il programma è scritto per punti, per slogan, per missioni [dev'essere un fanatico di Ogame, il Berlusca]. Quindi, enucleare LA minchiata è stato un po' più difficile rispetto al programma del Pd, che invece è lungo e articolato [come abbiamo visto la volta scorsa, il fatto che un testo sia lungo e articolato, non lo mette affatto in salvo dalla possibilità che esso contenga una minchiata, anzi]. E dunque, stavo quasi disperando dalla mia impresa di cercatore conto terzi di minchiate elettorali, quando ho trovato questa: 
liberalizzazione delle telecomunicazioni e diffusione universale della larga banda
[mi stavo giustappunto chiedendo come mai mancasse il wireless nella Via Lattea]poi, scorrendo ancora il testo, mi sono imbattuto in questa:

 utilizzo delle Poste Italiane per servizi sociali a domicilio
[vista la lentezza, arriveranno quando sarete già in decomposizione]

 e ancora:

Contrasto all’insediamento abusivo di nomadi e allontanamento di tutti coloro che risultino privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza
[se siete disoccupati e la casa è intestata a vostra moglie che è francese, potete anche espatriare]

 e poi:

ripresa nella scuola, per alunni e insegnanti, delle "3 i": inglese, impresa, informatica
[un grande classico che ritorna. Peccato che i nostri ragazzi non sappiano una beata mazza di storia e di letteratura e che i licei per cui eravamo famosi son diventati delle ciofèche]

 e quindi:

legge quadro per lo spettacolo dal vivo (teatro, musica, danza) e per promuovere la
creatività italiana in tutti i campi dello spettacolo, dell’arte e della multimedialità
[questa gliela deve aver suggerita Uòlter: inciucio!]

 e infine, la più bella, la più esaltante, quella contenuta nello slogan:

Rialzati, Italia!
[c'è pronto un tacco finto anche per te].
Come vedete, la Minchiata Elettorale è sempre lì, in agguato, tra le righe. Basta leggere. Appuntamento alla terza puntata in cui sminchieremo il programma dei Socialisti di Boselli.
Venerdì 14 Marzo 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 16:08
Qualcuno scopre solo oggi che tra un mese si andrà a votare, e che a gennaio è caduto il Gogogoverno. Beata innocenza.
Martedì 11 Marzo 2008
di M.B. · Categoria: Politica · ore 18:12
Dice che le candidature del PD sono un primo esempio di traduzione concreta del “ma anche” veltroniano: l’imprenditore un po’ becero ma anche il sopravvissuto della Thyssen-Krupp, il teorico (uno dei teorici) dell’abrogazione dell’articolo 18 ma anche la precaria del call center. Mi pare invece che tradiscano, nella sostanza, un’inclinazione politica tutto sommato unidirezionale.
Lunedì 10 Marzo 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 00:34
Immagine%201.jpgVedendo scenari e dinamiche di un paese così vicino al nostro come la Spagna confesso di aver provato parecchia invidia questa sera. Spoglio rapidissimo, risultato limpido e netto, gioie, dolori, discorsi, ammissioni di sconfitte. Per non parlare dei confronti tv equilibrati e rispettosi tra Zapatero e Rajoy.
Qualcosa che qui in Italia, tra un mese, tra un anno, un secolo, non succederà mai. Ci affacciamo sullo stesso mare, non siamo più a sud, non siamo più arretrati, più ignoranti. Eppure le elezioni per noi sono il momento più basso e buio della democrazia. Il teatrino dove recitare il peggio di noi stessi, l'esercizio della menzogna, del litigio, della baruffa. Un paese peraltro, dove la serietà non paga, dove il rigore morale e l'equilibrio di un candidato non sono sufficienti a portarlo alla guida del paese, ma dove vincono sempre e solo soldi, raccomandazioni, spintarelle, slogan e pacche sulle spalle. Una gara a chi mostra il peggio di se per aizzare gli animi e serrare le fila. Sputatevi addosso, fateci sognare!
Domenica 9 Marzo 2008
di TheEgo · Categoria: Politica, Tv · ore 15:32
- siete in pari con le puntate di Lost della programmazione americana, e cioè avete già visto la sesta puntata della quarta stagione;
- non siete ancora stufi di manifesti elettorali taroccati;
- volete sapere anche voi quello che ora sa Locke;

questa è per voi.
Lunedì 3 Marzo 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 13:02


Non so a voi ma a me quando Repubblica sforna sondaggi e poi cerca sempre di rassicurare che il pareggio è possibile fa tanta, tanta tenerezza. Hanno dovuto perfino inventarsi un "potenziale elettorale massimo" per convincersi che si, Walter in un mese recupererà sette punti.
Sabato 1 Marzo 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 14:23
A meno di qualche strano accordo o scappatoia (Sarebbe possibile? Ho come l'impressione di si), dal mese prossimo nel Parlamento Italiano non siederà più Clemente Mastella.
Giovedì 14 Febbraio 2008
di Noantri · Categoria: Politica · ore 13:00
Aiuto mamma, mi spengono la fiamma.
Tra il goliardico e il nostalgico, questo sms che ho ricevuto l'altra sera da un amico inquadra al meglio lo stato d'animo di quelli che vengono descritti come attaccati alle ideologie. Mi chiedo: a cos'altro dovremmo essere attaccati se non alle ideologie e ai simboli? Alla facce trite e ritrite di chi in questi mesi ha prima cercato di convincere la popolazione che era necessaria un'altra legge elettorale - cambia il vestito ma non la sostanza - oppure a quelli che oggi dicono che le coalizioni eterogenee non possono stare insieme, ma fino a ieri sì? In questi anni di fiori, ulivi, margherite, rose bianche, rose rosse, rose nel pugno è piuttosto comprensibile che i Verdi non siano riusciti a scavarsi una nicchia consistente nell'elettorato. Oggi ci si è messo pure Bertinotti a parlare dell'inquinamento: non buttate cartacce in terra, chiudete il rubinetto mentre vi lavate i denti, al semaforo mettete l'auto in folle e non pigiate sull'acceleratore. Ma per avere un minimo di senso civico ed educazione è necessario stare in un partito?

Ma non facciamo confusione, andiamo per ordine: del Pd abbiamo già detto in passato. Ha scelto il suicidio politico e continua a strizzare l'occhio a Berlusconi. Fa ricadere sulla sinistra colpe che non ha, tanto che le contraddizioni erano tutte al suo interno. Il faccione di Walter oggi cerca consenso in giro per l'Italia partendo dal cuore verde dell'Umbria. Probabilmente raccoglierà anche di più di quello che si possa pensare. Soprattutto se lui e Silvio - di comune accordo - continueranno a dichiarare: "Se non votate me, almeno votate lui". Insomma, se la cantano e se la suonano, altro che democrazia, altro che rigore a porta vuota. Chi lo ha fischiato il penalty per Silvio, chi votò l'accozzaglia dell'Unione oppure il Partito Democratico stesso andandoci a trattare prima della caduta del Governo? Il Pdl è ovviamente la peggior sciagura che possa capitare al Paese. Se pensate poi che i cosiddetti meno peggio (vedi Tabacci) continuano ad abbandonare la barca di re Silvio c'è poco da sperare. Incredibile il voltafaccia di Fini, che ha sciolto Alleanza Nazionale senza avere il coraggio di annunciarlo. Anche perché alla sua destra un imbufalito Storace continua a dirgliene di tutti i colori. Casini fa tenerezza: nell'Udc è rimasto solo lui (Folliini, Giovanardi, Baccini, ecc..., ecc...). Tutti dicevano che bisognava interrompere la frammentazione dell'arco parlamentare, ma continuano a nascere o a resistere formazioni politiche di una o due persone: vedi i Radicali, i vari socialisti, la Rosa Bianca, la Destra, l'Udc stessa, l'Unione Democratica (qualcuno sa chi sono?). Senza citare i vari De Gregorio, Rotondi & Co.

Capitolo sinistra: iniziativa tardiva. A parte la depressione che la faccia di Diliberto non riesce proprio a celare, in questa maniera la formazione è nata di riflesso al Partito Democratico, quindi sembra più una mossa difensiva che altro. Costruire una nuova sinistra dall'opposizione tuttavia sarà più semplice che farlo dal Governo. Bisogna solo che Bertinotti se ne renda conto. Per quanto mi riguarda in questo momento propendo per l'astensionismo. Perché in tutto 'sto bordello: dove sta la falce col martello?
 Falce e Martello
Mercoledì 13 Febbraio 2008
di Nonna Paola · Categoria: Politica · ore 14:07
Giuliano Ferrara ci sta dicendo che mai, nella sua vita, ha avuto rapporti sessuali non finalizzati a procreare. Se così non fosse, che senso avrebbe la sua posizione di maschio antiabortista?
Sabato 9 Febbraio 2008
di Accento Svedese · Categoria: Politica · ore 13:19
A volte la realtà supera la fantasia. Un partito che sembrava un estemporaneo capriccio di un miliardario in crisi d'astinenza di potere, un partito che pareva dimenticato (se non addirittura surgelato per sempre) ricompare all'improvviso. Senza che nessuno ne sentisse la mancanza, oltretutto.
Pare che il grande passo sia stato deciso in un batter d'occhio. Tutti d'accordo. Altri fanno congressi e ci mettono anni, loro decidono di fronte ad una tazza di caffè, senza consultare i militanti. Mi piace questo modo di semplificare la realtà, ma in fondo chi lo decide cosa è realtà e cosa è immaginazione?
Pierferdinando Casini addirittura è stato informato mentre era in viaggio in treno, ed a quanto pare non l'ha presa troppo bene. Non ci vuole stare. Ma alla fine tornerà, come al solito. Non ha altra scelta.
Il Popolo della Libertà (nome da brivido) nasce, e nasce già forte ed invincibile. E non è stato fondato in Piazza San Babila, in occasione di quella memorabile domenica del predellino, sospinto da una valanga di firme talmente vere che non se ne è mai più parlato, forse per pudore. Nasce nel 2005 (anche se i più non se ne sono mai accorti) e nasce non per obbligo, ma per scelta consapevole dettata dalla volontà di semplificare. Siamo alla totale riscrittura della realtà, ma questo è solo l'inizio. Il bello verrà nelle prossime settimane, ne sono convinto. La parola d'ordine sarà una sola: il Capo ha avuto l'ennesima idea geniale, ennesimo successo in una lunga carriera che l'ha visto sempre vincente, in qualunque campo. E se qualche volta per caso ha perso è stata colpa di altri, non sua.
Giuliano Ferrara si è già portato avanti con il lavoro. Ieri sera ad Otto e Mezzo era raggiante, non stava più nella pelle. Ha aperto la trasmissione parlando un quarto d'ora senza dire nulla, però è sempre molto intelligente. Per non farsi mancare nulla aveva addirittura la forfora sulla giacca, la forfora tipica delle grandi occasioni: la Forfora della Libertà. Ho rischiato un blocco digestivo, ma ne è valsa la pena. In seguito verranno Belpietro, Feltri, Giordano, Vespa e gli altri scrivani di corte, ma Ferrara è di un altro pianeta. Un fuoriclasse al servizio del miglior offerente.
Ovviamente, nessuno si chiederà perché, nonostante vada sbandierando in giro fior di sondaggi che lo danno vincitore a man bassa, Berlusconi abbia avuto bisogno di lanciarsi in un'operazione del genere. Nessuno dirà che il Pdl sta imbarcando chiunque per far numero, nessuno dirà che è un'operazione di facciata e che si squaglierà il giorno dopo le elezioni. Farsi troppe domande non serve, priva lo spettacolo di ogni suo fascino.
Soprattutto, nessuno riconoscerà che Lamberto Dini entrando in un carrozzone del genere ha avuto un coraggio da leone. È un uomo da ammirare perché ha scelto di entrare non per convinzione e nemmeno per convenienza, ma per fare lo iettatore. In sostanza, vuole portare loro sfiga e farli perdere. Si è immolato per noi e pertanto è un vero eroe, e solo il tempo galantuomo saprà far sì che venga riconosciuto da tutti in quanto tale. Ai poster l'ardua sentenza (cit.).
Venerdì 8 Febbraio 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 10:50
Ma tu elettore di Gianfranco Fini, che eri d'accordo con lui quando disse che era schifato dal Popolo delle libertà lanciato da Silvio dal predellino e per il quale aveva mandato con sincerità al diavolo l'esperienza della CdL, ecco tu che ti appresti a rivotarlo nella lista unica del Popolo delle libertà, rispondi a questa semplice domanda. Da 1 a 10 quanto è paraculo il tuo leader?
Mercoledì 6 Febbraio 2008
di Attimo · Categoria: Attualità, Politica · ore 13:43
Il Consiglio dei Ministri ha appena fissato la data di apertura della stagione balneare: domenica 13 aprile.
Di fronte all'ennesimo dramma elettorale, che fare? Ciccsoft è già spaccato, tra gli inguaribili recidivi della Matita e gli esasperati che sventolano Scheda Bianca.
Sabato 2 Febbraio 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 16:28
E' solo una mia impressione o Walter Veltroni sta arrancando disperato provandole tutte, facendo una pessima figura rispetto a quell'uomo di cultura e sindaco di Roma cui eravamo abituati?
Martedì 29 Gennaio 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 13:22
"Perché si ha tanta fretta di votare se si è sicuri di vincere? E non si è invece disposti ad aspettare due mesi ed avere una legge elettorale che garantisca stabilità?"
Walter Veltroni

"Se la sinistra non fosse così sicura di perdere, perché mai vorrebbe evitare le elezioni?"
Paolo Bonaiuti

Questi non si capiscono e non si ascoltano manco tra di loro. Quale legge elettorale dovrebbero mai partorire nei prossimi mesi? Ussignur.
Lunedì 28 Gennaio 2008
di Noantri · Categoria: Politica · ore 12:15
Silvio Berlusconi, voto 8: protagonista e vincitore assoluto dell'attuale stagione storico-politica. Riesce ad ottenere sempre quello che vuole. Smuove a suo piacimento tutto quello a cui è più interessato. Fa fuori in tre settimane l'avversario più pericoloso ricevendo lui stesso l'invito a sedersi a un tavolo per le riforme; sorride quando qualche alleato prova ad alzare la voce perché sa che in men che non si dica tornerà come un agnellino all'ovile. Immortale.

 

Umberto Bossi, voto 5,5: è fermo a dieci-dodici anni fa, quando la Lega portava con se ancora il peso della novità. Prova a mettere paura con uscite fuori luogo che oggi non fanno nemmeno più rabbia. Ha pesato sulla credibilità del suo movimento portarsi dietro zavorre alla Calderoli. Macchietta.

 

Pierferdinando Casini, voto 6: non si capisce come faccia a sposare il suo alto senso delle istituzioni con la solidarietà espressa a Totò Cuffaro. Poi ci si ricorda con chi è sposato davvero e si capisce che la sua politica è tutta un compromesso necessario. Il male minore, ovvero il male peggiore. Democristiano doc.

 

Gianfranco Fini, voto 4,5: si è proposto in tempi non sospetti come leader di una destra moderna (coppie di fatto, voto agli immigrati). Ma ha alzato troppo la voce e il padrone l'ha redarguito. Un mese fa pensava a una legge elettorale nuova e alla Casa delle Libertà come esperienza esaurita. Oggi non ha più spazio politico né tanto meno coraggio per dar seguito con i fatti alle sue parole. Piccolo piccolo.

 

Clemente Mastella, voto 1: qualcuno ha capito per quale motivo nel giro di 24 ore il suo partito ha tolto l'appoggio al Governo? E' venuto meno al patto con gli elettori e ora si candida ad ago della bilancia per il prossimo futuro, anche se la corsa al corteggiamento non sembra all'ordine del giorno. Se dovesse essere introdotta una nuova legge elettorale probabilmente di lui non si sentirà più parlare, almeno per il momento. Occhi da cerbiatto.

 

Romano Prodi, voto 4,5: ha subìto attacchi dai suoi alleati fin dal giorno della sua candidatura a leader della coalizione. Ma non è certo colpa sua se dal 1996 al 2006 (leggi dieci anni) il Centrosinistra non è riuscito a proporre un'alternativa credibile e valida a Berlusconi. Oggi è stanco e paga tutti gli errori di comunicazione commessi, oltre a tutte le promesse non mantenute con l'elettorato. Ma si può mandare in tv un Ministro a dire che è bello pagare le tasse? Da rottamare.

 

Walter Veltroni, voto 2: il caro Walter l'ha fatta grossa. Come nel 1998 ha riabilitato politicamente Berlusconi invitandolo a un tavolo per le riforme, quello stesso Berlusconi che per 5 anni era stato additato come il male assoluto. Il Partito Democratico ha commesso l'errore di nascere al governo e non all'opposizione rinunciando alla spinta propulsiva degli elettori. E tra un loft e un circolo, tra un simbolo e una festa, tutto è crollato. E ora? In bilico.

 

La Sinistra, senza voto: chi l'ha vista?

 

Venerdì 25 Gennaio 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 00:08
.. così per curiosità il Partito delle Libertà a che punto è? No perchè c'è ancora vero? Quella cosa che aveva detto Silvio sul tetto della macchina... no eh? Oblio.
E sul litigio Fini-Berlusconi di qualche tempo fa, mi son perso il passaggio sulla riconciliazione. O c'è stato? Lavoro troppo mi sa.
Giovedì 24 Gennaio 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 23:49
BER_b1.jpg- Non ci sono più margini di dialogo con Veltroni.
- Mastella può venire nella Cdl
- La Cdl è sempre viva, non è più un ectoplasma

Questi ed altri gustosissimi interventi, nei giorni a venire. Il Cavaliere è tornato!

Che sia il caso di riaprire il sempre frequentato blog di Silvio Berlusconi?
Martedì 22 Gennaio 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 11:28
Con questa legge elettorale non c'è dubbio che sarà così, andremo tutti insieme come alleati e con Berlusconi candidato premier.

Gianfranco Fini

Dimentichiamo vecchie incomprensioni, è tempo di derby ancora una volta!

(Sarà una lunga giornata, già me lo sento.)
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 11:13
E' da due giorni che cercavo di mettermi in contatto con l'ex ministro della Giustizia. Ho appreso della sua scelta dalle agenzie.

Romano Prodi

Ho sentito Mastella in queste ore. Lui mi ha telefonato. Io gli ho dato la mia solidarietà dopo il suo discorso alla Camera, in cui ha denunciato una situazione della giustizia che non è più sostenibile".

Silvio Berlusconi
Lunedì 21 Gennaio 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 19:58
Nel 1998 Prodi cadde per colpa di Bertinotti.
Nel 2008 Prodi cade per colpa della moglie di un ministro, indagata.

Nemmeno il più perverso sceneggiatore avrebbe immaginato una cosa simile, neh?
Martedì 15 Gennaio 2008
di Attimo · Categoria: Attualità, Politica, Società · ore 20:19
Non ho seguito bene la vicenda, ma i 15 minuti di apertura del Tg1 (quindi metà telegiornale, manco avesse vinto la Ferrari) dedicati a difendere il Papa, ad intervistare studenti sdegnati per la repressione, a mettere in campo tutta la loro piaggeria nel sostenere "uno dei più grandi teologi del '900", beh, penso siano sufficienti per farmi capire che questo pastore tedesco è assai molto più furbo di certi laicisti. E non c'è veramente nient'altro da aggiungere, il resto sono solo ovvietà risapute: il papa non doveva essere invitato, il papa non doveva essere cacciato.
Opportunisticamente parlando, intendo.
Venerdì 11 Gennaio 2008
di Noantri · Categoria: Politica · ore 13:40
La monnezza a Napoli fa 4. In questi giorni, quel numero, se lo stanno giocando a lotto accoppiato a molti altri della smorfia. Dalla crisi, fra Forcella e i Quartieri Spagnoli, si prova sempre a tirarne fuori qualcosa di positivo.

La monnezza fa 4, come i giorni che servono - non ci crederete - per partecipare allo "spazza-tour", un giro per la Campania in questi giorni di inferno proposto da alcune fantasiose agenzie di viaggio. Sotto il Vesuvio tutto manca, tranne le idee, le intuizioni, la scaltrezza, la vivacità. Quella, i napoletani, ce l'hanno innata.

La monnezza fa 4, ma nessuno si fa in 4 per la monnezza. O meglio, nessuno di chi dovrebbe farlo. Perché poi, invece, c'è chi con la monnezza ha fatto affari d'oro. Più della droga (quella ormai è considerata monnezza), tanto più che qui non c'era bisogno di nascondersi, di operare in gran segreto, di organizzare la rete del traffico. Qui, da anni, hanno fatto tutto alla luce del sole. Discariche abusive a cielo aperto, campagne strapiene di qualsiasi schifezza, periferie imbottite di vere bombe ambientali, rifiuti speciali sepolti in fondo al mare, nascosti nei container al porto dove - dopo che hanno eliminato i varchi - si può accedere anche a piedi dal Maschio Angioino, impasti schifosi poi rivenduti come fertilizzanti, navi incendiate come la Moby Prince sepolte a due passi dalle spiagge, cataste di vecchie gomme fatte incendiare dai rom per pochi euro. Il tutto gestito da aziende legali sotto gli occhi dei supercommissari del Gov't (non so perché, ma è da anni che governo lo scrivo così).

Il sistema parallelo allo stato (non uso il termine camorra, sarebbe fuorviante) funziona così da tempo. Chi non ha letto Saviano lo faccia, ma con un'unica raccomandazione: poi non vi fate condizionare quando mangiate la mozzarella di bufala. Non è tutta così.

Sono giorni che sorrido davanti all'interesse mediatico che si è scatenato su Napoli e dintorni. Resto sorpreso se si scomoda addirittura il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, per fare un reportage in prima persona da inviato a Pianura. Rabbrividisco quando vedo le prime pagine di Libero e de Il Giornale. "Piangono e fottono", titola Feltri riferendosi ai politici napoletani. "I loro rifiuti? A casa nostra", apre invece Mario Giordano. Adesso è facile parlare, dove sono stati loro finora? Il loro spirito di giornalisti d'assalto si scatena solo quando c'è da fare battaglie politiche pro Berlusconi?

Lo confesso, faccio il giornalista anche io, ma non riesco a volte a rendermi conto di come si sviluppino certe dinamiche. Cazzo, fossi stato io un direttore di un giornale serio, era da un anno che facevo pagine e pagine sull'argomento. Senza scrivere una riga, però. Le parole non sarebbero servite. Avrei pubblicato dieci foto al giorno, una per ogni paese della Campania. I cumuli di monnezza (o munnezza, detto in dialetto più stretto) stanno in ogni angolo di Campania (almeno nelle province di Napoli, Caserta e Benevento) da tempo immemore: almeno due anni. Nelle foto, avrei fatto vedere le montagne di buste davanti alle scuole, davanti agli uffici pubblici, davanti alle chiese, davanti agli ospedali. Avrei fatto vedere le strade invase e perciò ridotte di corsia.
Giovedì 29 Novembre 2007
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 11:32
...di ridere delle disgrazie altrui, promesso. Però come dicevo nel post qui sotto, a me pare che non ci state capendo un cazzo nemmeno voi.
Lunedì 26 Novembre 2007
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 15:46
Come mai mamma, disse il bambino indicando l'ex Presidente ignudo, fino al mese scorso diceva che i sondaggi li davano in testa, e che sarebbero tornati al potere, e che avrebbero mandato a casa Prodi e che erano la maggioranza nel paese ed ora invece che la sua coalizione era una palla al piede, "degli ectoplasmi", dei parassiti, che i voti li ha lui, che li farà tornare nelle fogne? Sai che buffo, mamma, se fosse caduto davvero Prodi e fossero dovuti andare alle elezioni tutti uniti? Sai che fregatura? Meno male che è passata la Finanziaria...

A parte tutto mi piacerebbe davvero sapere, a livello di indagine sociologica, cosa ne pensa l'elettorato di destra di questi colpi di testa. A sinistra riflettono, ponderano, meditano e fanno le cose dopo troppi anni, che nel mentre sono stati avvertiti pure i vecchietti. A destra si svegliano un giorno e il loro principale alleato li rinnega e diventa un nemico. Un po' come se in una coppia perfetta di colpo si sveglia il marito e dice: "cara ti lascio, non ho un'altra ma ti abbandono. Ciao." Che pesci pigliare? Come comportarsi? Come la prende un elettore di AN o della Lega? Qualcuno mi spieghi, non posso pensare che davvero son tutti soldatini: si, eccomi, no, cattivo Silvio! Magari l'elettorato di FI si, ma tutti gli altri di destra? Se qualche lettore di destra è in ascolto mi dica, che son curioso.
Lunedì 19 Novembre 2007
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 18:49
Di questo passo tra una settimana circa avranno votato tutti e 52 i milioni di italiani. A quel punto Romano non potrà proprio ignorare questa gigantesca massa critica. Class action per tutti!
Domenica 18 Novembre 2007
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 23:15

Son scemo io oppure quest'uomo è definitivamente bollito e si sta scavando finalmente la fossa con le sue mani? Quale somma puttanata è questo "Partito del Popolo"? E gli alleati? E la coalizione? E tutti quei coretti carini che si facevano con "forza italia", gli sfottò, le bandiere tricolori eccetera... più niente? Maddai, è solo una boutade. Domani mi sveglio e il solito Silvio dirà di essere stato frainteso come sempre. Vero?
Lunedì 5 Novembre 2007
di Noantri · Categoria: Politica, Satira · ore 17:15
E adesso, caro romeno, che farai?
Ci implorerai, vi prego-vi prego-vi prego, di non essere razzisti? Ah, ma oggi come oggi bisognerebbe chiamarsi Ghandi per non essere razzisti: non lo vedi come siamo messi? Nientemeno, non possiamo più uscire di casa tranquilli e tu vorresti farci credere che dovremmo mantenere la testa sulle spalle? Ma smettila: hai esaurito i crediti, caro romeno. Per noi siete tutti delinquenti, assassini, ladri di borsette e violentatori di donne: accampati in quelle baraccopoli; accattoni, romeni e molto spesso rom, nomadi, zingari, zigani, gitani che mandate in giro i vostri figli a rapinare nelle metropolitane. E pensare che sarebbe così facile: basterebbe bruciarvi tutti! Non vorrete mica chiedere a noi, figli di Roma e figli d'Italia, d'essere sereni nel giudizio? Non più: avete reso il buio della città nostra un luogo insicuro, avete violentato le nostre donne, le avete uccise e lanciate nei fossi insieme al letame e ai funghi marci e vorreste chiederci di darvi un'altra possibilità? Lasciate a noi la libertà di maltrattare le donne nostre: siamo sufficientemente bravi ad insultarle tutti i giorni e a limitarne ogni pretesa di carriera in nome di un legittimo maschilismo. Fatevi gli affari vostri. Pensate a rubare i borsellini, ché per il falso in bilancio il talento è italiano.

Insomma, caro romeno, adesso che l'hai fatta grossa una volta di troppo - e sfiga t'ha detto che il marito della morta era pure uno piuttosto di conto - non chiederci di non fare di tutta l'erba un fascio. Lo facciamo eccome, il fascio: assassino tu, assassini tutti gli altri simili tuoi. Perché non spetta a noi, arrivati a questo punto, fare un passo indietro, ma a te. Spetta a te convincerci che stiamo sbagliando, spetta a quelli della gente tua venirci a dire no, guardate, non siamo tutti così. Ecco come ragioniamo noi e fattelo andare bene: di tutta l'erba facciamo un fascio e non ci rompere i coglioni. Vieni, romeno, vienici a convincere ma senza esagerare: dieci, quindici metri di distanza andranno più che bene. Hai visto mai...

Perché caro romeno, se vuoi sapere noi come la pensiamo, ebbene, dovresti avere l'eleganza di andartene. Non dire che non te lo puoi permettere, perché con Ryanair ti costa giusto il lavaggio di un vetro al semaforo. Vattene, caro romeno: prima che il corpo mezzo svestito di Giovanna nel fossato renda troppo chiaro il concetto che la colpa, qui, è tua ma soprattutto MIA.
Giovedì 25 Ottobre 2007
di Neuroni Pigroni · Categoria: Politica · ore 13:20
La politica non ti rappresenta?? Rappresenta la politica!
Stanchi di sprecare le vostre opinioni politiche per gli amici del baretto?? Allora partecipate a questo concorso e usate l'arte che conoscete meglio per rappresentare la classe politica. Disegno, pittura, scultura, fumetti, scrittura, video, audio...potete usare gli strumenti che volete. L'opera migliore vincerà l'euro che mi sono rifiutato di dare alle primarie del partito democratico. Buon lavoro!!
Mercoledì 17 Ottobre 2007
di Attimo · Categoria: Politica · ore 12:03
Nei commenti al mio ultimo post sulle Primarie Alice le paragona alle elezioni per un dittatore, come in una delle peggiori Repubbliche delle Banane. Io sento puzza di retorica, ormai anche gridare alla Rivoluzione sta diventando ripetitivo. Sono stanco di ridere e pure di piangere, politicamente parlando. Dunque qual è la soluzione?
In attesa di purghe e rastrellamenti nelle varie città italiane, in attesa di un Illuminato e Illuminante Dittatore che riesca a mettere a segno il Colpo di Stato, TheEgo privatamente mi suggerisce la sua ricetta: via tutti, una bomba in Parlamento. Ogni 25 anni il Parlamento viene svuotato e rinfrescato con gente nuova. Mi sembra un compromesso sensato tra il ridicolo limite di 2 legislature che Grillo vuole imporre e il congelamento perenne di stampo andreottiano. Insomma, se pure il Mucchio Selvaggio si lancia in politica, perchè non lo dovremmo fare noi di Ciccsoft? Qui convinvono pacificamente (?) moderati mascherati da rivoluzionari, sovversivi che si dipingono come riformisti: meglio del PD, anzi, decisamente oltre il PD! Un laboratorio che potrebbe finalmente produrre qualcosa di significativo per chi, come noi di Ciccsoft, da grande vorrebbe evitare di fare l'italiano all'estero (non esserci costretti, perlomeno).

Se qualcuno è a conoscenza di altri clamorosi ingressi nell'alveo della Politica Italiana, mi faccia sapere
Lunedì 15 Ottobre 2007
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 00:00
Con un dato che si attesta oltre il 75% delle preferenze, Walter Veltroni si appresta a diventare il nuovo leader del Partito Democratico, con un plebiscito personale (quasi) esagerato.
Premetto di avere simpatie per Veltroni dacchè seguo la politica, da quando faceva l'esperto di cinema all'Unità e a Repubblica, a quando poi nel primo governo Prodi è stato vicepremier guadagnandosi rispetto e credibilità nel nascente progetto dell'Ulivo. Queste primarie però, mi sia consentito dire, sono state in parte sbagliate, e non posso che rammaricarmi per la schiacciante vittoria di Veltroni, annunciata certo, ma che speravo tuttavia venisse arginata maggiormente dagli altri seppur improbabili candidati.

In primo luogo non si può aver la pretesa di formare un partito nuovo e metterci dentro gente che si è già abbondantemente spesa in politica. Non è possibile che i nomi dei candidati nelle liste per il PD siano i soliti nomi arcinoti e logori della politica italiana. Ma come, ancora questi? Che partito nuovo è? Non è corretto inoltre che siate voi ad indicarci i nominativi, e nemmeno che fosse impossibile barrare un nome sulla scheda di voto, oltre al simbolo della lista. Di conseguenza il discorso si può ampliare facendo notare che è tremendamente inelegante aprire la storia di un partito nuovo, con un sondaggio fintamente popolare, dove il candidato da scegliere era ben suggerito ed avvallato dalle segreterie dei due partiti che lo andranno a comporre. Tanto valeva a questo punto, trovare accordo su un nome solo e sottoporre ai cittadini la scelta: via piace Walter come leader? Si, no.

L'idea delle primarie è sempre suggestiva e democratica, un momento di catarsi collettiva dove sorridiamo beoti recandoci al seggio per fare il nostro dovere (ormai almeno una volta all'anno per questo o quel motivo, avete guardato la vostra tessera elettorale?), ma poi, finita la sbornia della vittoria ovvia che rimane? Poco o niente. In entrambi i casi le primarie dell'Unione ieri e quelle del PD oggi hanno visto la partecipazione di un mare di cittadini entusiasti. Ciò non toglie che il Governo Prodi stia ottenendo un risultato ben al di sotto delle aspettative. Ciò non toglie che forse da domani si inizierà a discutere e litigare su tutto, all'interno della Costituente del nascituro partito. In entrambi i casi sono stati votati due leader dalla vittoria certa. In entrambi i casi la gente ha votato il candidato che gli era stato imposto, suggerito dall'Alto. Ci vorrebbe il Re in Italia, o un dittatore di qualche tipo, così saremmo tutti felici e pecoroni, obbedendo e mangiando pizza e tivù.
Sembra quasi che il popolo delle primarie più che del nome, si interessi alla partecipazione. A far sentire che c'è, che stringe i denti, che si tura il naso e chiede a gran voce di resistere ed andare avanti perchè la destra è ancora là rigonfia, e fa paura con i numeri che potrebbe avere oggi, e quel suo leader ingombrante accidenti a lui che proprio non si fa da parte e con gli ultimi ritrovati medici camperà altri vent'anni almeno. Chi dobbiamo votare? Romano? Pronti. Walter? Eccoci. Basta che ve diate da fà. Fate qualcosa di sinistra, o almeno ditelo, che ci piace tanto sentire belle parole che colpiscono al cuore.

Il mio scetticismo sulla dilagante vittoria di Walter Veltroni, con l'augurio di sbagliarmi sia chiaro, deriva poi dal fatto che questo partito nasce nel momento sbagliato e nei modi sbagliati. Prima era da fare una Costituente dal basso, erano da radunare le idee tra la gente comune, erano da contare le forze spendibili e trovare volti nuovi. Andava scritta una carta dei valori, uno straccio di contenuto, di programma, di ideale comune ancora assente in quella che sembra più una fusione alla bene meglio, senza che ci sia reale accordo o unità su nulla a parte una volontà di fondo di stabilità per il governo del paese (spauracchio berlusconiano a mio avviso, esauritosi il quale buona parte della fratellanza a sinistra verrà scemando). Poi, e soltanto poi, avremmo votato il leader, dopo aver quindi visto pietosi teatrini, litigi e incomprensioni che invece vedremo a seguire, a partire da domani, sentendoci un po' traditi per la fiducia accordatagli a scatola chiusa.

Il momento, dicevo, è inoltre completamente sbagliato. Ottobre da sempre è mese avverso ai governi italiani impegnati nei delicati passaggi del voto sulla finanziaria. Si rischia ora di avere due leader di centrosinistra, l'uno ormai debole e delegittimato ma in carica e destinato a doverci stare il più possibile per il bene anche di questo partito nascente, l'altro all'apice dell'entusiasmo e della voglia di fare, ma ancora con le mani piuttosto legate, onde non gettare discredito sull'attuale governo. Si rischia il pasticcio e come si suol dire, la sinistra italiana ama farsi del male da sola. Da domani i numeri importanti fatti registrare da Veltroni in queste primarie graveranno sulla schiena di Prodi non poco, e sarei pronto a scommettere si tramuteranno in eccessive richieste di voce in capitolo da parte del sindaco di Roma. Con il rischio, imperdonabile, di veder crollare il Governo su qualche Welfare o Finanziaria, appena pochi giorni dopo la nascita del nuovo soggetto politico vessillo del centrosinistra. Sarebbe imperdonabile, oltre che fatale almeno per i prossimi dieci o quindici anni. Dio ce ne scampi.
Domenica 14 Ottobre 2007
di Attimo · Categoria: Politica · ore 15:11
Chi ha ragione, tra i seguenti schieramenti?
- Quelli che votano convinti e si sentono partecipi nonchè fondatori di un Nuovo Grande Progetto per l'Italia;
- Quelli (tra cui io) che sono andati comunque a votare, pur non avendo trovato nessun buon motivo per eleggere il segretario di un partito che ancora non esiste, dovendolo scegliere tra una rosa di personaggi a dir poco mediocri, e che si sente deluso dal PD prima ancora che muova i primi passi;
- Quelli che hanno già voltato le spalle alla fusione fredda tra DS e DL e sono perfettamente consapevoli che non scaturirà niente di buono, come al solito, come sempre.

Io, nel mio piccolo, penso che abbiano tutti quanti un po' torto e un po' ragione. E che, in mezzo a questo miscuglio di illusi e fedeli servitori, disillusi pragmatici, e incazzosi delusi, proprio non ce lo vedo chi possa cambiare questo Paese.
Venerdì 12 Ottobre 2007
di Noantri · Categoria: Politica · ore 12:10

Oggi ha tutta l'aria d'essere venerdì.
Se non ho fatto male i calcoli potremmo ritrovarci lunedì 15 ottobre, vale a dire il giorno dopo le Primarie.

Mi piacerebbe stare qui a dire: gente, vi saluto. Quando ci rivedremo l'Italia sarà un altro Paese. Non si sa se migliore o peggiore, però un altro Paese. In bocca al lupo a tutti. Invece mi sa tanto che non sarà così ed è una tristezza, questa. Lunedì sarà sempre la solita Italia, dall'ora di pranzo a quella di cena. Non mi faccio illusioni.

Questa cosa, questa convinzione, che non è solo mia peraltro, dovrebbe pesare come una maledizione, come una condanna a morte. La consapevolezza d'essere addentro a un Paese serenamente rovinato, decrepito, marcio e che mai cambierà, certamente non grazie a una giornata di urne, questa coscienza dovrebbe portarci in piazza, a strillare, a battere sulle pareti dei Palazzi che contano, a occupare le strade, a stenderci sulle strisce pedonali del Centro. Dovrebbe condurre almeno a una sparatoria, a un paio di morti, a due o tre rapimenti, a scontri di piazza, a un'esplosione. Senza idealismi, beninteso: solo pura e semplice rabbia. Una rabbia che scaturisca dal nostro ventre da italiani. Come a dire: cazzo, ci vogliono inculare un'altra volta, ci stanno per inculare, ci inculeranno con le loro belle facce pulite e la barba fatta. Facciamoci sentire. Oppure no, restiamo zitti ma quantomeno a braccia incrociate, rabbiosi, incazzati neri.

Lunedì 8 Ottobre 2007
di Noantri · Categoria: Politica · ore 11:53
Quando Berlusconi tornerà a  vincere le elezioni, almeno potrò dire che per un attimo ci avevo pensato. Perché a votare Partito Democratico, per un momento durato almeno tre settimane, ci ho pensato davvero. E ne ero anche abbastanza convinto, tanto da aver avuto alcune accese discussioni. Ma alla fine, avevano ragione loro. I compagni, quelli cresciuti a pane e partito. Quelli che non si arrendono mai nonostante i capelli bianchi, quelli che fanno volantinaggio alle manifestazioni che una volta portavano in piazza 10 mila persone e oggi sì e no 3 mila (vedi i 30 anni dalla morte di Walter Rossi sabato scorso a piazzale degli Eroi, a Roma).

E' una questione di idee, coscienza o chissà cosa. Ma votare quelli lì non è pensabile. Sorvolando sulle ridicole diatribe su nome e collocazione nel Parlamento europeo del periodo che ha preceduto l'estate, l'unico sussulto si è avuto con il discorso di Uòlter dal Lingotto di Torino. E nonostante la mia speranza resti quella che sia lui a guidare la nuova formazione, caro Uòlter, io non posso proprio. Non posso votarti. Perché non posso votare il nipote di Gianni Letta così come non posso votare i cattocomunisti alla Bindy, che tuttavia non è nemmeno male se penso al resto delle quote rose che si stanno facendo strada, dalla Melandri a Lilli Gruber, passando - sic - per Veronica. Ma dico, Uòlter, ma come solo ti viene in mente una cosa del genere? Vabbè che in questi anni a darle il patentino di donna liberal e impegnata ci avevano pensato prima Micro Mega e poi Repubblica, espressione mediatica dell'intellighenzia di sinistra fatta di aperitivi all'aperto sulle terrazze di Trastevere, foulard colorati, registi brizzolati, catering di cibo arabo: mi convincerete nel momento in cui avrete il coraggio di affermare che un felafel è meglio di una pizzetta o di un tramezzino. Ma questa sulla donna del Berlusca è peggio - o forse no - di Fassino che lecca il culo a Marchionne.
Venerdì 5 Ottobre 2007
di Attimo · Categoria: Attualità, Politica, Segnalazioni, Società · ore 15:05
Internazionale a FerraraInternazionale a Ferrara inizia la serie dei suoi dibattiti partendo da un'ottica prettamente nazionale, ovvero come viene vista l'Italia dall'esterno, e in particolare dai giornalisti stranieri. Da assoluto profano della rivista che raccoglie articoli provienenti da tutto il mondo, mi tuffo silenziosamente tra il folto pubblico in sala. La vasta schiera di studenti delle superiori mi fa dubitare su quanto i giornalisti stranieri riusciranno a tenere sedata questa massa brulicante, ma prontamente la brillantezza e soprattutto la semplicità con la quale spiegano le loro posizioni riesce a non anestetizzare l'attenzione. Infatti ad un certo punto un ragazzetto seduto di fronte a me chiederà al ragazzetto amico al suo fianco: E' giusto questo? E l'altro annuirà convinto: Sì, sì. E giù applausi.
I simpatici corrispondenti stranieri esternano e sottolineano le anomalie del sistema Italia che, sotto sotto, riconoscono tutti quanti, ed è sempre un sollievo rimarcare le devianze dei media italiani ad alta voce. Si passa dall'ingerenza del Vaticano (che secondo Jennifer Grego dovrebbe pronunciare i suoi discorsi in latino), alla commistione che rende praticamente indistinguibile l'informazione e la politica, conglomerati in un organismo ben più complesso che si chiama Potere, e collassa il nostro Paese. E giù applausi. L'accenno a Grillo è quindi inevitabile, così come chiedersi perchè ormai ci tocca saltare a piè pari, come fa Jeff Israely, le pagine dalla 2 alla 8 infarcite di dichiarazioni non richieste ai nostri parlamentari su praticamente ogni cosa.
Il punto è che, come sostiene il lucido Eric Jozsef, in Italia non si danno notizie ma si fa "opinione", evitando di scegliere e di assegnare una gerarchia alle notizie stesse. Scegliere forse significherebbe anche in qualche esporsi, schierarsi nella società e promulgare un punto di vista, ed è ovvio il rischio che ne derivi in uno spazio così omologato. Molto meglio infarcire la prima pagina con praticamente un po' di tutto (dalla politica al governo, all'immancabile e così italiano caso di Cronaca Nera fino ad arrivare alle notizie di gossip e sport), per accontentare tutti, per ingolfare il giornale di tutto e riuscire a raggiungere il più ampio numero di lettori possibile. Lettori che si ritrovano una paccottiglia di pagine infarcite di dichiarazioni, opinioni, prese di posizione, ma se provano a chiedersi il perchè o il come, si sentono smarriti.
Si finisce per chiedersi se si sta peggio qui o si sta meglio all'estero, ci si risponde che noi abbiamo l'Unità e il Giornale, mentre altrove si ritrovano la Bild e il Sun che vendono vagonate di copie. Molto ambiguo dunque stilare paragoni, se non in un caso, quello dell'indipendenza dei giornali. Le arterie del giornalismo italiano (basta guardare, per dire, il Tg1 o leggere i principali quotidiani) sono collassate dal malefico colesterolo quale è la Politica, il Potere sempre pronto a telefonare ai direttori per reclamare spazio e interessi. Sembra quasi una caratteristica tutta italiana, ma ingenuamente verrebbe da chiedersi: allora il Potere come esercita la propria influenza in Francia e Germania? Oppure negli altri paesi esiste solo il giornalismo libero? Le vie della commistione sono infinite.
Esordio piacevole per Internazionale a Ferrara, le due ore di dibattito scorrono via veloci e il moderatore Jacopo Zanchini si vede costretto a interrompere un'interessante deriva sul debito pubblico italiano iniziata da uno spettatore. Si andrebbe avanti all'infinito credo, a parlare d'Italia con giornalisti stranieri, tale è la nostra così nemmeno segreta perversione nel sentirci puntualizzare i nostri difetti. Amiamo terribilmente metterci davanti allo specchio, specie se retto da osservatori esteri e quindi per forza più imparziali di noi, più autorevoli di noi perchè fuori dalla mischia. Forse quasi inconsciamente addirittura ci beiamo dei cartellini gialli e talvolta rossi che ci sventolano elegantemente in faccia (mentre in Germania o in Inghilterra nessuno riprende i corsivi di Repubblica e Corriere) giornalisti resi arbitri dalla nostra voglia di scavare col dito nella piaga.
Giovedì 27 Settembre 2007
di TheEgo · Categoria: Politica, Quasi adatti · ore 09:43
C'è un'anomalia nel sistema politico italiano. C'è un problema maggiore di bipolarismi imperfetti e bilanciati, forse causa di tanti mali, dovuto in larga parte ai media e al fatto che ci troviamo in Italia, terra di mafia e bustarelle, spinte, appoggi, raccomandazioni. Sono i partitini, quelli da cinquepercento trepercento, esaltati dalle tv come se davvero avessero voce in capitolo su qualcosa. Spiace far notare che non cel'hanno affatto, in virtù del pugno di elettori che rappresentano. Eppure in questo Belpaese fanno crollare governi, ricattano poltrone, minacciano crisi. L'esperienza insegna di stare attenti ai ribaltoni dei politici più banderuole e nonostante ciò chissà perchè sono sempre presenti in questo o quel governo.

Due i compiti urgenti: per tv e giornali finirla di riportare al telegiornale anche la loro stupidissima opinione in merito tutti i santissimi giorni su ogni cosa, e togliere visibilità a questi politicanti buoni solo ai salotti di Vespa senza che un briciolo di costruttività venga portata da parte loro nelle sale decisionali del Governo. Per chi governa, crea coalizioni, vuol fare davvero politica: a casa i vari Mastella, Diliberto e altri semina zizzania. Un conto è far politica, un conto è governare il Paese. E per quello non c'è trippa per questa gente, punto e basta. Si ammetta che non hanno la forma mentis, non sono adatti, non sono disposti.
Venerdì 21 Settembre 2007
di Noantri · Categoria: Cinema, Politica · ore 12:30
Secondo me Micheal Moore è la risposta americana nazional-popolare ad Antonio Ricci di Striscia la Notizia.

Non a caso Antonio Ricci piace alla gente che io reputo più insopportabilmente di destra, (Beppe Grillo compreso) esattamente come Michael Moore piace alla gente che io reputo più insopportabilmente di sinistra. Significherà qualcosa questo fatto? Forse no, ma provo a spiegarmi.
Lunedì 10 Settembre 2007
di Attimo · Categoria: Attualità, Politica, Società · ore 13:55
La maglietta di Beppe GrilloDue o tre cose su Beppe Grillo, senza entrare nel merito dei contenuti dei suoi comizi, sui quali non sono completamente d'accordo.
Personalmente non mi hanno sorpreso le 300mila persone radunate in Piazza Maggiore ad ascoltare Beppe Grillo. Se Grillo andasse in televisione farebbe minimo 10 milioni di telespettattori, dato che praticamente tutti sono d'accordo con quanto sostiene. Grillo non fa che ribadire questioni ormai assodate: tutti (non solo i politici) ci stanno fregando, ci stanno rubando soldi e dignità, e noi ci siamo rotti i coglioni. Ma dai. Quello che invece mi inquieta è la capacità del "Sistema" di assorbire ogni tentativo di destabilizzazione. Sono trascorsi appena due giorni dal V-Day ed ecco che di Grillo e dei suoi vaffanculo, e dei grandi numeri smossi (afflusso, consenso, mobilitazione) non si parla quasi più sui "media tradizionali", ma il tutto viene ricondotto alla Politica. I giornali trattano l'argomento su due versanti:
- le dichiarazioni dei politici, divisi tra coloro che fiutano l'aria ed ammiccano all'antipolitica, e di quelli che invece vogliono tenersi stretti i propri conservatori elettori e parlano di "demagogia e pressapochissimo";
- l'insinuare la possibile deriva populistica di Grillo, da comico ad adunatore di masse adoranti fino addirittura a vociferare di una possibile candidatura alle prossime elezioni (già pronto il sondaggio).
Della proposta di legge tracce sbiadite. Gli anticorpi di questo "sistema-Italia" (fatto di giornali, tv e politica, un blocco monolitico e refrattario) sono lestissimi e con il pelo sullo stomaco. Gomma solida e pronta ad assorbire l'impertinenza, conscia che la massa verrà distratta dalle sterili polemiche sopracitate, oppure annoiata. Si soffoca sempre il dibattito distogliendo l'attenzione, per chi ci casca, oppure facendo allontanare per noia e disgusto chi invece vorrebbe approfondire. Tanto Grillo non lo può votare nessuno, e dunque il popolo del V-Day ha un valore tendente allo zero.
UPDATE: gli anticorpi dilagano, come previsto.

Scontata è pure la reazione critica al Qualunquismo e ai toni troppo sguaiati del Grillo Sparlante. L'obiettivo di Grillo non è far passare una legge particolare, ma abbraccia l'intero complesso della nostra esistenza. Il vaffanculo è generalizzato ed estendibile a tutte le clamorose porcate che si perpetuano ogni giorno in ogni settore della nostra esistenza (e mi sembra superfluo doverlo scrivere, sono le stesse cose che dice la casalinga di Voghiera): ambiente, comunicazione, industria, economia, società, diritti, politica, fino ad arrivare al concetto stesso di relazione interpersonale e popolare, alla ricerca di schiettezza, onestà e pragmaticità genuina (non quella da vipere che attualmente ottenebra tutto e tutti). La Rivoluzione Totale che ha in mente Grillo la si dovrebbe forse fare a colpi di fioretto? O forse non sarebbe più adatto allo scopo un ideale badile dialettico da imbracciare e sferrare sulle gengive dei guardiani dell'Impero? Nel dubbio, le menti brillanti della nostra società producono le solite e convisibili considerazioni: Michele Serra ha ovviamente ragione, tuttavia non è altro che un ingranaggio critico ma mansueto che, sostanzialmente, non smuove nulla. Prende atto, riempie le pagine di buon senso, fa annuire con la testa, ma viene soverchiato da chi urla di più: i politicanti si fanno aiutare dai microfoni dei giornalisti, perlomeno Grillo ci mette la sua voce.
Mercoledì 27 Giugno 2007
di Noantri · Categoria: Politica · ore 12:36
Non ci giriamo troppo intorno. La candidatura di Walter Veltroni alla segreteria del nascente Partito Democratico è l'unica soluzione per rilanciare un progetto che stava morendo prima di vedere la luce. "Questo non è tempo di sogni, che non sono sufficienti: bisogna portare anche le risposte". Così il sindaco di Roma ieri ha anticipato il senso del discorso con cui oggi pomeriggio a Torino scioglierà la riserva. Potrà non piacere a molti Veltroni per via del suo cosiddetto buonismo, potrà suscitare le ire di chi va in motorino per il centro e maledice ogni buca in cui incappa, potrà far storcere il naso a quelli che credono che i fondi si trovino per le notti bianche e non per l'emergenza abitativa. Tuttavia ci troviamo di fronte a una personalità capace di unire anche le posizioni più diverse in nome della buona politica e del fare.

Il fare. Voglio insistere su questo punto perché a mio avviso è quello in cui la sinistra ha maggiormente peccato negli ultimi anni, troppo spesso prigioniera di ideologie fuori dal tempo o, peggio ancora, immobilizzata dai rapporti compromettenti con i poteri forti. Meglio non scontentare questo, meglio non scontentare quell'altro e intanto il consenso se ne andava. Veltroni è un politico che fa le cose. Questo è incontestabile. Vi racconto la sua giornata di lunedì: è stato a Corviale per l'inaugurazione di un nuovo campo da rugby, poi a Ostia per la presentazione del nuovo trenino Roma-Lido, ricco di tantissimi servizi. E non pensate che questa sia una veltronata, perché quella tratta ogni giorno è attraversata da oltre 160 mila pendolari. Poi, dopo essere stato a Torino ha fatto un salto a Bucarest per parlare dei Rom. Attenzione per parlare delle soluzioni al problema Rom, non per dire: "I rom sono un problema". Veltroni avrà sì rapporti con i cosiddetti palazzinari, considerati dai più (e anche da me) i padroni di Roma. Ma Uolter dai padroni di Roma, in cambio del piano regolatore, si sta facendo costruire tutto il Raccordo a tre corsie. Uolter ha concluso il sottopasso che unisce la Pineta Sacchetti all'Olimpico, Uolter ha demolito i ponti del Laurentino 38, Uolter ha intensificato la lotta agli insediamenti abusivi (dall'inizio dell'anno sono stati sgomberati quasi dieci campi).

Il decisionismo di Veltroni è la qualità che maggiormente apprezzo in lui. Ma torniamo un momento alla visita a Bucarest: i punti d'intesa raggiunti sono a mio avviso innovativi ed eccezionali. Ne cito giusto qualcuno: polizia rumena in appoggio ai vigili urbani per la sorveglianza dei campi rom presenti a Roma, incentivi per gli imprenditori italiani che investono in Romania affinché assumano gli emigranti rom e rumeni per favorire un loro rientro, e poi - magari questa sì una veltronata - una serie di iniziative per favorire lo scambio culturale tra i due paesi, con mostre, concerti e visite guidate.
Domenica 24 Giugno 2007
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 18:44
Da domani Antonio Manganelli sarà il nuovo capo della Polizia. Finalmente l'uomo giusto al posto giusto.
Giovedì 21 Giugno 2007
di Noantri · Categoria: Politica · ore 12:04
Sveliamo l'arcano. Venerdì saremo a Milano per il concerto di Vasco Rossi. Ma sapete con chi abbiamo appuntamento sabato a pranzo, in qualità di bloggers? Con Silvietto nostro. Ci saranno rimasti male Macchianera, Luca Sofri e tutti gli altri. Ma è stato proprio Silvio a scegliere noi. Lo ha fatto dopo la lettera in romanesco che gli dedicammo qualche mese fa e soprattutto dopo tutto lo spazio che gli abbiamo concesso in campagna elettorale violando ogni norma in merito. Possiamo affermare che il recupero delle ultime settimane prima delle elezioni è tutto merito nostro. E Silvietto lo sa.

Il 16 giugno La Stampa ha pubblicato una notizia che ha gettato nel panico la blogosfera:

"Nei giorni scorsi il capo dell'opposizione ha preso appuntamento a Milano con uno dei più importanti ideatori di blog che gravitano attorno alla grande casa madre che fa capo alla sua famiglia, la Mondadori".

Bene, siamo noi. La notizia sulla Mondadori è stata usata solo per depistaggio. Del resto ce lo meritiamo: gli abbiamo dedicato tanti e tanti di quei post. Una volta lo abbiamo pure rimpianto, nel mitico post aridatece il nanetto. Abbiamo già pronti alcuni appunti da fargli, ma se avete qualche curiosità scrivetele nei commenti: per prima cosa gli diremo di togliere l'oroscopo e la descrizione della sua personalità dal sito di Forza Italia perché fa ridere:

"Silvio Berlusconi, nato a Milano il 29 settembre 1936, Bilancia. Come la maggior parte dei nati sotto questo segno è un personaggio comunicativo, capace di forti passioni e amori profondi. Carismatico, grazie alla grande adattabilità e al talento innato, spicca in attività che lo portano di fronte al grande pubblico, ha ottime capacità di giudizio, di analisi e di sintesi, costruisce ogni ragionamento con logica stringente, riesce a conferire chiarezza a ogni argomento".

Gli chiederemo se alla fine si è convinto che le elezioni le abbia vinte davvero il centrosinistra visto che il riconteggio dei voti ha stabilito che quelli di distacco sono di più di quelli dichiarati dal Viminale. Poi ci dovrebbe spiegare come sarebbe stato possibile un golpe... Dell'opposizione, un po' difficile insomma. E poi caro Silvietto, visto che adesso si è separato pure Fini vogliamo farla finita di fare i moralisti cattolici e magari la smettiamo di leccare il culo ai vescovi?

Una volta puntualizzate tutte queste cose però (magari anche una parolina su Previti e Dell'Utri, va...) dovrò anche fargli le mie scuse perché aveva ragione: insomma non che se tornassi indietro voterei lui, anzi rifarei quello che ho fatto nella cabina elettorale. Però aveva ragione a dire che quelli sono un disastro: sono un disastro perché fanno esattamente quello che faceva lui, però lo fanno in maniera subdola. Alla fine del pranzo gli chiederò di dare lavoro in tv a un paio di persone in gamba che conosco, anzi gli dirò di affidargli proprio tutto il palinsesto. E poi non lo so, perché alla fine da un pranzo con Silvietto può venire fuori di tutto, magari ci presenta la figlia. E chissà che non vada d'accordo con Ste (sapevo che anche lui amava i tacchi, soprattutto quelli che indossa per sembrare più alto), che non decida di venire a Cuba con noi il prossimo Capodanno e che magari si compri la Lazio, ma su quest'ultima forse mi metterei in mezzo. Ovviamente il conto sarà cosa nostra...
Martedì 12 Giugno 2007
di Francesco Costa · Categoria: Politica · ore 00:25
Qualora fosse vera quella strana teoria secondo cui esisterebbe un fantomatico "Partito del Corriere" che trami e brami per arrivare ad un governo istituzionale - e in questo piano rientrassero quindi le intervistone a Monti, i comizi di Montezemolo, il libro di Stella e Rizzo, eccetera - mi risulterebbe molto difficile pensare che quei buontemponi (eufemismo) di Buttiglione e Selva non siano parte del complotto, eroici kamikaze pronti al sacrificio personale pur di far giungere il paese il prima possibile al climax dell'antipolitica militante (ci manca solo che il Corriere vada in edicola coi dvd di Beppe Grillo a 9,90 € e tutto quadrerebbe, in effetti).

Detto questo, però, occorre dire una cosa per frenare i facili entusiasmi di molti: le dimissioni di Selva sono farlocche almeno quanto quelle di Turigliatto. Si da il caso che il regolamento parlamentare stabilisca che le dimissioni di un senatore per essere esecutive debbano essere approvate dall'aula, che si esprime a scrutinio segreto. Non è necessario che io vi ricordi la situazione numerica a Palazzo Madama.
Franco Turigliatto aveva promesso in fretta e furia le dimissioni dopo essere diventato l'uomo meno stimato (sic) del centrosinistra italiano: per inciso, ci ha ripensato ancora prima che le farraginose procedure regolamentari facessero arrivare il momento del voto. Ora, capisco le anime candide, ma suvvia: credete davvero che la Cdl sia pronta a rinunciare ad un senatore con una tale nonchalance?* Vedrete: Selva chiederà scusa, dirà che non lo farà più, non andrà in tv per qualche mese e nel frattempo - qualora si arrivasse al voto - lo scrutinio segreto respingerà senza troppi problemi le dimissioni farlocche. Dopo essersi giovato dell'ambulanza, Selva si avvarrà di senza troppi problemi di un bel.. pronto soccorso.

* Aggiornamento: a seguito di alcune segnalazioni ho fatto una ricerca veloce e mi correggo. A seguito di dimissioni di un senatore subentra il candidato che segue immediatamente l'ultimo degli eletti nell'ordine progressivo della lista cui apparteneva il senatore dimissionario: quindi Selva sarebbe sostituito da un altro senatore di An. Sul fatto che l'aula approvi le dimissioni, però, sono piuttosto scettico: le dimissioni di Livia Turco, tanto per fare un esempio, sono state già respinte per tre volte, e Selva ha già fatto retromarcia.
Sabato 2 Giugno 2007
di Attimo · Categoria: Attualità, Politica, Società · ore 14:07
Non si schiodano da quella sedia...Tutti critichiamo giustamente il nascente Partito Democratico. Dalle premesse, alle intenzioni, passando per i modi, il PD infila una serie topica di errori, lasciando prima avviliti e poi sconcertati: è difficile, se non si è incoscienti o non si ha un secondo fine, mandare così scientificamente allo sbaraglio una propria creatura.
Quasi nessuno invece (a parte Francesco Costa, per esempio) ha invece l'onestà intellettuale di riconoscere nel PD il secondo, reale ed effettivo tentativo in anni e anni di storia italiana, di produrre una "nuova" formazione politica. Il primo a provarci fu Silvio, scendendo in campo nel 1994, con un partito che ambiva, almeno nelle intenzioni, a staccarsi dal retaggio del Novecento e fiondarsi nel presente. E', più o meno, la stessa intenzione di Fassino e Rutelli, perlomeno ufficialmente.
L'occasione dunque è unica, specie in questa drammatica fase di crisi della Politica, ma i nostri anche questa volta riescono a lasciare che il gelato si sciolga sulle loro mani prima ancora di dargli una sola leccata. Il Partito Democratico si avvia ad assumere i contorni di una bieca manovra raccattavoti, di tentativo disperato di salvare il salvabile, smarcandosi da scomodi compagni di viaggio e sperando di raggranellare altri, ancora più pericolosi a mio avviso. Non c'è ancora uno straccio di segretario, e siamo già a certificare la natura di questo Partito: un vuoto contenitore di voti. Peccato, perchè l'attenuante gliela si potrebbe concedere, come detto: essere un verosimile tentativo di "innovazione" prodotto dalla Paludosa Dittatura Parlamentare (vedi post di Leonardo sul Parlamento italiano).

Una delle critiche diffusesi sottolinea la totale assenza di giovani e giovani adulti tra coloro che dovrebbero formare il partito, completamente ignorati in questa delicata e decisiva fase di costruzione del PD. Qui scatterebbe un'altra attenuante, se non rischiassi di passare come troppo indulgente... Però è obiettivamente non facile che la società italiana malata si produca da sola gli anticorpi per la malattia. Se fossero stati chiamati a raccolta anche le "nuove" generazioni (come ha chiesto giustamente Sofri) sarebbe stata un'eccezione, non la regola (Chettimar lo spiega meglio e più brevemente di me). Siamo ostaggio di chi ha costruito questa società, e si attacca morbosamente alle posizioni raggiunte: sarebbe stato miracoloso, e non ovvio, che il PD si aprisse anche ai giovani.
I problemi del PD sono gli stessi che affliggono il Parlamento, la Politica e la Società: una sorta di cortocircuito tra causa ed effetto. Non si concede spazio, ma questo stesso spazio viene rivendicato blandamente. Non so quanti di questi giovani così tanto attesi, come Godot, siano consapevoli che li stiamo aspettando e siano interessati a fare effettivamente qualcosa per prendersi ciò che gli spetta. Non credo si rendano conto che occorre essere tenaci e allo stesso tempo subdoli, per liberare posti da sedere in parlamento, o nei consigli di amministrazione. Soprattutto, pare che l'obiettivo di questo "rinnovamento" sia semplicemente sostituire ai figuranti una maschera più presentabile. Se è una poltrona l'oggetto ambito, ci ritroveremo nella stessa situazione tra cinquant'anni, con un altro ingorgo generazionale a intasare il ricambio naturale dei ruoli dirigenziali. Bisognerebbe stabilire una volta per tutte che se la testa è marcia, anche la parte restante del Corpo non sta messa tanto bene.
Il PD è uno specchio di un problema collettivo e clamorosamente individuale: non sono soltanto i dirigenti, a non essere pronti per il PD, ma pure la base. Non siamo pronti, anzi, non siamo proprio.
Mercoledì 30 Maggio 2007
di Noantri · Categoria: Politica · ore 15:10

Care persone del Comitato per il Partito Democratico,

mi risolvo a scrivervi perché non mi riconosco nel disagio colto da chi già vi ha scritto una prima proposta. Il mio disagio è ben più grande e riguarda la natura stessa del Partito Democratico.

Sono decisamente un italiano, decisamente fra i venti e i quarant'anni, e ritengo che la politica italiana sia imbalsamata da una serie imbarazzante di atteggiamenti che accomunano e racchiudono, senza soluzione di continuità, tutti gli schieramenti attualmente rappresentati in Parlamento.

Ritengo inoltre che il Partito Democratico non sia un'occasione per restituire la giusta vitalità a una vita politica che va di pari passo con il Paese, un Paese in cui la questione morale non è mai stata veramente risolta.
Ritengo che sia un'inguardabile accozzaglia di idee, messa insieme alla meglio con l'unico obiettivo di conservare lo status quo.

Pertanto, no, non aumentate il già ridicolo numero di 45 "persone" (tutti nomi già visti e stravisti) che comporrebbero questa sorta di direttorio di una cosa che non trova accordi su alcun tema fondamentale, fra quelli che dovrebbero costituire un programma politico. Non rendetelo di 55, né di 65, 75, ma neanche di 35 o 25. Non coinvolgete nel vostro progetto - come in una riserva protetta, come le ridicole quote rosa - under 40 che fra vent'anni saranno come siete voi adesso.

Provate, piuttosto, a esprimere un leader, a prevedere quote per persone competenti, a recitare un ruolo politico diverso per questo misero paese che si ritrova, anche per colpa vostra, in una situazione di ridicola e estenuante campagna elettorale permanente.

Questa proposta, al momento, la firmo solo io: non fate il Partito Democratico.

Martedì 22 Maggio 2007
di Noantri · Categoria: Politica · ore 12:25
Un anno di Governo Prodi e poco sembra cambiato in Italia. O meglio, poco sembra cambiato per chi nel cambiamento credeva davvero. Perché quello attualmente in carica si sta rivelando davvero un ottimo governo di centrodestra. Ministri preparati e responsabili guidati però da un premier poco autoritario. Ecco, con Berlusconi presidente del Consiglio questo sarebbe il miglior governo di centrodestra possibile. Gli stessi elettori della Casa della Libertà dovrebbero riconoscerlo: in questo anno appena trascorso possono lamentarsi davvero di poche cose. Iniziamo dalla politica estera: al di là degli equilibrismi lessicali del Ministro degli Esteri, poco è cambiato nella strategia. Parlare di segnale di discontinuità con il passato alla luce anche degli ultimi avvenimenti è davvero esagerato. La missione in Iraq sarebbe finita anche con il governo Berlusconi, così come quella in Afghanistan avrebbe avuto lo stesso tipo di rinforzo annunciato dal Ministro Parisi poche settimane fa. Sul Medioriente c'è stato un giusto riequilibrio nei rapporti con Palestina e Israele molto apprezzato da alcuni settori della destra, mentre il 9 giugno il criminale di guerra George W. Bush verrà ricevuto a Roma da Prodi con tutti gli onori. Cosa c'è di nuovo? Nulla.

La politica economica: la legge Biagi è ancora lì, anzi non se ne discute minimamente. La Finanziaria è stata contestata da un'ampia parte della società civile. Le fasce di reddito introdotte per un nuovo calcolo delle trattenute Irpef hanno avuto l'effetto di togliere potere d'acquisto alle buste paga dei dipendenti, che le tasse le pagano da sempre. Ma i conti oggi sono in regola: dicono che ci sia un tesoretto da spartirsi, reclamato a gran voce da Confindustria. Settori come la scuola, la ricerca e il pubblico impiego intanto sono in agitazione da mesi e difficilmente dopo i continui proclami di questi giorni rinunceranno allo sciopero fissato per le prossime settimane. Le pensioni? "Nessuna riforma", ha detto il Ministro Padoa Schioppa: o si trova l'accordo entro giugno oppure resta tutto così com'è, ovvero con la Legge Maroni. Alla faccia di tutti quelli a cui avevano promesso di abolire lo scalone.

Legge elettorale? Niente, tutto fermo. Anzi, si cerca il consenso degli stessi che meno di un anno e mezzo fa hanno fatto passare a colpi di maggioranza la cosiddetta legge porcellum, quella che ha fatto precipitare il Paese in una fase di instabilità politica senza precendenti. Conflitto d'interessi, l'altro cavallo di battaglia dell'Unione? Tutto come prima, anzi nel disegno di legge su cui si sta lavorando è stato tolto l'emendamento sull'ineleggibilità "perché - parola di Viceministro - non si può rinunciare all'apporto di personalità importanti che così bene hanno fatto alla società come Montezemolo o Della Valle".
Giovedì 10 Maggio 2007
di Cyrano · Categoria: Politica · ore 14:52
"[...] Solo nella famiglia fondata sull’unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un’ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d’amore e di vita, dalla quale possono attendersi un’educazione civile, morale e religiosa. La famiglia ha meritato e tuttora esige tutela giuridica pubblica, proprio in quanto cellula naturale della società e nucleo originario che custodisce le radici più profonde della nostra comune umanità e forma alla responsabilità sociale."

Tratto da Forum Famiglie.

Ora, mi risulta che la famiglia tradizionale, in questo Paese e in questo momento storico, già goda della “tutela giuridica pubblica”.

Dunque a cosa serve il Family Day?
Martedì 8 Maggio 2007
di Noantri · Categoria: Politica · ore 18:23

E' su questa parola, feccia, che Nicolas Sarkozy ha costruito il suo successo elettorale. Non c'entrano i discorsi legati alla modernità, alla sconfitta delle ideologie o al sapersi proporre come uomo nuovo. La gente ha paura dell'altro. A un anno dalla rivolta delle banlieue la Francia ha scelto di voltare le spalle all'integrazione. Ma non è un'accusa rivolta alla società francese, che cinque anni fa respinse con coscienza il pericolo Le Pen. Piuttosto una considerazione che deve servire da esempio anche per il nostro paese dove l'emergenza immigrazione inizia a pesare, e parecchio, sulla vita dei cittadini. In Italia sono 3 milioni gli immigrati regolari, circa il 5% della popolazione, un punto in più rispetto alla media europea.

Ormai i sentimenti positivi affiancano quelli negativi: se infatti per il 43% (secondo un sondaggio dell'agicom) sono una minaccia, per il 75% è giusto che gli venga concesso il diritto di voto amministrativo. Ma il 58% della popolazione italiana vuole che si adeguino alla nostra cultura. Secondo il Rapporto sull'immigrazione della Caritas sono stranieri oltre il 20% delle persone denunciate per reati (nelle regioni del Nord si arriva al 30%). Che gli stranieri siano una risorsa per l'economia italiana è accertato. Ed è anche entrato nel linguaggio e nelle convinzioni comuni: gli stranieri fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare, gli stranieri sono degli ottimi lavoratori.

Ma ci sono anche parecchi stranieri che commettono reati. Su tutti i rumeni, primi in questa particolare classifica secondo i dati diffusi dalla Questura di Roma. Con 260 arresti in 4 mesi, possiamo parlare di un vero e proprio record, nonostante il calo del 28% rispetto al 2006, quando però tra i reati figuravano anche quelli relativi al decreto di espulsione, abolito dal 1° gennaio con l'entrata dell Romania nell'Unione Europea. L'omicidio a Roma di Vanessa Russo, trafitta da un ombrello alla stazione Termini, ha riscoperto il nervo della difficile convivenza tra cittadini italiani e immigrati. Urla di dolore e di rabbia durante l'omelia funebre a Fidene hanno dato vita a una pericolosa miscela di odio. "Non le perdonerò mai", ha urlato distrutta dal dolore la madre della 23enne romana. Reazione più che comprensibile perché non si può perdere la vita in quella maniera, quale che siano state dinamiche e motivazioni.

Lunedì 23 Aprile 2007
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 00:58
Confesso di aver guardato con piacere alle immagini dei congressi finali dei DS e della Margherita. Ma che bello, ma che bravi. Sull'onda dell'entusiasmo quando nasce qualcosa di nuovo sembra che di colpo tutto si risolva magicamente soltanto dandosi un tono di contegno e cercando di celare dietro ad un nome consuetudini ormai note. Si fatica a capire questi sorrisi di facciata nel sostenere convinti qualcosa che nuovo non è. Un contenitore, chiamiamolo così, di due partiti: se lo vogliamo un guazzabuglio di correnti e sottogruppetti che litigheranno su ogni argomento ancor più di quanto facciano già internamente al partito oggi. Come poter pensare di far convivere democristiani e comunisti sotto lo stesso tetto? Dice: hanno obiettivi comuni. Certamente, ma anche tante idee assai diverse che emergeranno ad ogni dibattito. Può andar bene al governo, come coalizione, ma non regge come partito, dove sono le idee a dover essere condivise e ad ispirare tutti i suoi iscritti.

Superare la logica dei partiti in Italia non mi pare oggi ancora possibile. Basti pensare ai troppi interessi che ognuno di questi signori al potere si tiene stretto da ormai svariate legislature. Volete fare qualcosa di nuovo? Abbiate allora l'onestà di farvi da parte, dopo esservi riuniti in una Costituente degna di tale nome, aver scritto le regole, le basi di quello che sarà un nuovo soggetto politico moderno e davvero capace di fare politica in modo distante da quello che conosciamo. E poi lasciate spazio ai giovani, alle idee nuove e ai volti senza barba che ogni giorno si danno da fare e portano avanti progetti per il bene comune. Si dia spazio davvero alla società civile, al popolo delle primarie. Si costituiscano comitati, cantieri, fucine di idee affinchè esse circolino davvero e diventino proprietà di tutti per un progresso del paese pienamente popolare. Voi andate a casa, a pesca, state con le vostre famiglie o godetevi la cospicua pensione. Ecco, solo in tal caso ne possiamo parlare.
Ma i teatrini, le strette di mano e i sorrisi di oggi dei soliti leader da Prima Repubblica, lasciano un'aura di tristezza appena il giorno seguente, quando ci tocca pensare ad un potenziale simile che rischia di essere tremendamente sprecato. Avete un'appuntamento con la Storia, un'occasione da non perdere.
Non lasciate che il Partito Democratico sappia di stantìo già dai prossimi mesi.
Mercoledì 28 Marzo 2007
di Cyrano · Categoria: Politica · ore 17:25
Il partito [Partito Popolare Italiano N.d.r.] che costituisce, secondo Chabod "l'avvenimento più notevole della storia italiana del XX secolo", si presentava ispirandosi ai "saldi principi del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice dell'Italia" ma non doveva qualificarsi su basi religiose; doveva essere, cioè, per usare le parole di Sturzo: "aconfessionale". Rimane esempio alto di lucidità politica e di coerenza morale e religiosa la polemica, al congresso di Bologna del 1919, con Agostino Gemelli e Olgiati che lo avevano accusato di non porre la religione come elemento di differenziazione. Sturzo replica: "Non possiamo trasformarci da partito politico in ordinamento di Chiesa [...] né possiamo avvalorare della forza della Chiesa la nostra azione politica [...]. E' superfluo dire perché non ci siamo chiamati partito cattolico: i due termini sono antitetici; il Cattolicesimo è religione, è universalità, il partito è politica, è divisione [...]". E' il rifiuto delle opposte tentazioni del machiavellismo e del clericalismo, l'affermazione dell'autonomia e laicità della politica. Nell'articolo del 9 agosto 1959, all'indomani della scomparsa, Giovanni Spadolini, sul "Corriere della Sera", commemorava "il laico Sturzo" sempre fautore della laicità dei cattolici, della aconfessionalità del partito, della distinzione tra "azione cattolica e azione dei cattolici".
Ecco l'autentica "rivoluzione" sturziana, il taglio netto tra clericalismo e cattolicesimo sociale, la rivendicazione perfino orgogliosa da parte di un sacerdote dell'autonomia dei cattolici nella società civile.
Sul significato delle scelte di quel periodo Paolo Emilio Taviani, scrivendo di Luigi Sturzo nella storia d'Italia, alcuni decenni dopo, notava: "Fu il sì dato, con Don Sturzo, dal mondo cattolico a quel che di valido era nella tradizione liberale, che permise il superamento di un'antitesi ancor più grave di quella che travagliava i rapporti fra Chiesa e Stato in Italia: l'antitesi fra il cattolicesimo e i principi politici di libertà dell'età moderna".
 
Tratto da: http://www.democraticicristiani.it/documenti/sturzo1.

State bene. Cyrano.
Venerdì 23 Marzo 2007
di Notuno · Categoria: Attualità, Politica, Satira · ore 19:33
Iacona, nella meravigliosa terza parte del suo meraviglioso Pane e Politica, ne ha parlato diffusamente.
La modifica della legge elettorale del governo Silvio che ha eliminato il maggioritario uninominale e qualsiasi possibilità per gli elettori di esprimere la propria preferenza per un determinato candidato è stato un regalo del quale i partiti, ma tutti, hanno approfittato a mani basse.
Relativamente grave quando questo succede nel caso del partito-persona di Berlusconi, teoricamente gravissimo quando succede nel "più-grande-partito-della-sinistra-italiana", quello della partecipazione, della base, del radicamento nelle realtà locali, delle primarie che vanno bene solo se vince il candidato mio e puttanate assortite.

Il Prodi Bis, se uno non ha voglia di farsi prendere in giro, è un aborto. Il maldestro tentativo di rimanere aggrappati alla poltrona, gestendo l'esistente e cercando di fare solo cose che farebbe pure Silvio per ritornare alle urne con una nuova legge elettorale che affossi gli estremi (specialmente quelli a sinistra) per consentire il configurarsi di un nuovo sistema politico nel quale l'elettore dovrà limitarsi a scegliere fra due "alternative" che una volta sarebbero state due correnti interne della vecchia DC. Oggi (pensate che culo) ognuna con il suo simbolo.

Le prove generali delle "larghe intese", necessarie perchè questo mefistofelico obiettivo venga raggiunto, sono testimoniate dalla simpatica galleria fotografica pubblicata oggi da Repubblica.
Giovedì 22 Marzo 2007
di Noantri · Categoria: Politica · ore 13:04
Riprendendo il precedente post di TheEgo, procediamo con una riflessione articolata su tre brevi punti. Nel Paese dei preti omosessuali, dei parlamentari cocainomani, delle vallette prostitute e degli industriali evasori fiscali, abbiamo assistito negli ultimi giorni all'ultima ipocrisia moralista di casa Italia. La foto del portavoce del Governo Silvio Sircana, mentre con la sua auto si accostava a un transessuale lungo una via di Roma, sbattuta in prima pagina e al centro di una bufera politica, ma nello stesso tempo testimonianza di un marciume molto più preoccupante e diffuso nel costume italiano: quello dei ricatti e del voyerismo morboso. Le considerazioni da fare sono diverse. La prima è di chiaro stampo etico: un uomo che sceglie la strada della politica, intesa nel senso più aulico del termine, dovrebbe essere dotato di un tale rigore morale da riuscire a rimanere distante non tanto dalle tentazioni, ma da qualsiasi cosa abbia a che fare con lo sfruttamento. Bene, detto questo, va sottolineato che la foto pubblicata da tutti i quotidiani non dimostra nulla. Anche se resta difficile considerarla la sciocchezza di una sera perché ora per Sircana sarà un po' più difficile sedersi a un tavolo magari con la Merkel senza sentirsi per lo meno osservato.
Mercoledì 21 Marzo 2007
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 13:10
sircanaB.gifIn un paese ormai devastato dalla cultura pop del reality e del trash in tv, del gossip a tutti i costi e dello "sfrucugliamento" di pettegolezzi privati riportati da un numero eccessivo di stampa rosa non è certo la visione di un uomo del governo con un transessuale a turbarci nell'animo. Come se non sapessimo perfettamente che attricette e soubrette transitino per i palazzi del potere per far carriera o che vecchi porci senatori si sollazzino con qualche povera disgraziata di turno. Niente di nuovo sotto il sole. Sircana va a puttane. Embè? Questo fa di esso un politico peggiore? E' forse condizionato, impedito nel suo lavoro di portavoce del governo italiano? Parrebbe di no. Come uomo, risponderà alla sua famiglia di un atto deplorevole ma il tutto deve ridursi a quello.

Dov'è allora la notizia quando un personaggio famoso viene colto in fallo se non la mera soddisfazione di aver colto con le mani nella marmellata un vip che può far fruttare parecchi verdoni? Dov'è soprattutto la differenza nel giudicare eticamente un cantante (D'Alessio) che si sbatte la pischella di turno (Tatangelo) con la scusa della collaborazione artistica e un politico che nel tempo libero sfoga le sue voglie represse in maniera triste da uomo triste quale è? Il primo, sui giornali sorridente come se fosse comprensibile e giusto, il secondo condannato come avesse compiuto un omicidio.

Il problema di fondo è più ampio e riguarda una riflessione che il giornalismo italiano deve imporsi, per non diventare schiavo della boutade o per evitare una deriva da tabloid britannico. Provate a guardare le statistiche di Repubblica e Corriere, a scoprire quali sono gli articoli più letti, le gallerie più seguite, quali sono i contenuti che la gente cerca sulla rete o sui giornali e che sempre di più portano a vendere copie ed incamerare introiti pubblicitari. Capirete così perchè i corpi nudi del famoso fotografo o la spallina che cade dal vestito della modella, piuttosto che una manifestazione di nudisti ha solitamente una quindicina di fotografie ogni volta mentre una notizia di politica al massimo un paio. Per soddisfare la curiosità morbosa e il voyeurismo italico stiamo infarcendo la stampa di false notizie, rumors, voci di corridoio che però richiamano, fanno volume e attirano le masse.
Che sia davvero il caso di svendere la qualità dell'informazione in nome dei paparazzi o di qualche abile imbroglione che dietro le quinte muove i fili di un puzzle che sempre di più assomiglia ad un nuovo furbissimo business?
Martedì 27 Febbraio 2007
di Noantri · Categoria: Politica · ore 00:24
Caro nanetto,
intanto te potrei dì che prima de parlà de Roma nostra dovresti sciacquatte la bocca. Ma però nun voglio esse così greve, anzi voglio aiutatte a capì quanto se vive bbene da 'ste parti. Secondo te noi semo la Capitale della droga, dell'emergenza abitativa, degli scippi e delle stangate? Innanzi de tutto te devo da fa 'na premessa importante, perché me sembra che c'è 'n concetto che te sfugge. Noi qua a Roma semo 'na cifra. Semo come dieci città der nord tutte insieme, dentro ar Raccordo e se volemo tutti bbene, da Torpigna a Primavalle, dall'Eur a li Parioli, dar Quadraro ar Tufello, da Prati a Testaccio. Ogni rione fa storia a sé e c'avrebbe tanto da 'nsegnatte perché, a te, è proprio la saggezza popolare che te manca.

Ma mò annamo ar dunque.
Domenica 25 Febbraio 2007
di Alice Su · Categoria: Politica · ore 21:49

Una premessa è fondamentale: non sono una terrorista. Non ho mai imbracciato il fucile. Mai avuto atti di violenza. Mai aderito ad alcun gruppo rivoluzionario.

So già che mi vedrò scagliare i cani contro a casa di quello che scriverò. Ma sono giorni che penso seriamente a una questione: perchè tanto accordo comune nel pensare che le Br abbiano per forza torto? Perchè parlare solo di persone incivili, di attacco allo stato democratico? Perchè dire semplicemente che "la violenza non è la risposta"?

Sabato 24 Febbraio 2007
di Rachele · Categoria: Personale, Politica · ore 11:59
Dodici punti o non dodici punti i senatori che servirebbero a garantire stabilità a un governo non ci sono.
Non si può governare tenendo in formalina sette ottuagenari o affidandosi ai tiramenti di Follini o di Pallaro, Governare ha un altro significato. Ora piuttosto diciamoci la verità, sono attaccati alle poltrone come cozze e non sanno neppure mantenersele in maniera decente. Eccoli là i puri di cuore, quelli che davano alte lezioni di morale.
E' quel che più contesto alla sinistra, la sua scarsissima dignità e l'attaccamento alla poltrona degno della prima Repubblica.
Poi va bene, raccontiamoci pure una caterva di stronzate, aguzziamo la fantasia e proviamo a credere che che Prodi stia tornando alle camere con "rinnovato slancio" e tutto il resto. Facciamo finta di ignorare che tra sei mesi saremo da capo. La verità è che questa sinistra, o meglio quest'accozzaglia di braccia rubate all'agricoltura che si fa chiamare sinistra, non è in grado di governare. Solo opposizione sa fare, e neppure troppo bene. Non riesco più a considerare credibile uno schieramento che come sua unica forma di coesione ha "non riconsegnamo il paese alla destra"/"teniamoci attaccati alle poltrone per due anni e mezzo così poi prendiamo la pensione".
Non riesco a tollerare che chi fa politica davvero all'interno dello schieramento venga sommerso dalle stronzate di quattro idioti con smania di protagonismo e la dichiarazione facile sempre in canna. Undici partiti e troppe, troppe "veline della politica". Andassero a fare il Grande Fratello, con la Carlucci, tanto il livello è lo stesso.
Detto questo mi appresto ad assistere alla decadenza che ci attende nei prossimi mesi.
Tristezza estrema.
Mercoledì 21 Febbraio 2007
di Notuno · Categoria: Attualità, Politica · ore 20:26


Un governo che cade senza perdere il voto di fiducia, con un ministro che come "iniziativa personale" e tramite giornale richiama alla "responsabilità" un ramo del parlamento in cui ha mezzo voto di vantaggio (scarso) ad esprimersi su una mozione controversa. Un governo guidato da due partiti (forse uno? uno e mezzo? boh) che pretendono di imporre una politica estera (e non) di centrodestra pur governando grazie ai partiti della sinistra e della estrema-sinistra. Un equivoco, voluto dall'incompetenza, dalla protervia e dalla presunzione del suddetto ministro e dagli italiani che hanno costruito con il loro voto questo parlamento, vittime complici del clima di normalizzazione antidemocratica generato dal berlusconismo e sul quale il prodismo ha comodamente piazzato le sue flaccide chiappe.
Bene (?) che ci va verranno fuori le "larghe intese" che costituiranno le basi del mostruoso grande-centro, male che ci va torna silvio, che a vederlo da qui sembrava pure che non ne avesse questa gran voglia. Un capolavoro, roba che al confronto Riccardo Ferri nel derby del '87 (Inter-Milan 0-1, suo autogol bellissimo) non ha poi fatto niente di così grave.

La prossima vado al mare, anche se si vota a gennaio.
Mercoledì 14 Febbraio 2007
di Notuno · Categoria: Politica · ore 20:37


Dichiarazione del Ministro degli Interni 1: ''In Val di Susa c'è oggi una miscela preoccupante di legittima protesta popolare, speculazione politica ed intrusioni eversive che rischia di esplodere da un giorno all'altro''.

Dichiarazione del Ministro degli Interni 2: "La manifestazione di Vicenza potrebbe essere l'occasione cercata da alcuni per saldare gli spezzoni di ostilità contro le forze dell'ordine".
di Cyrano · Categoria: Politica · ore 13:15
Mi vien da pensare: ma tutti quelli che hanno arrestato, quelli delle “nuove BR” ma che hanno dentro il cervello?
Ora, mi sforzo di capire per esempio quelli di 50 anni, e mi dico: avere venti anni nel settantasette per qualcuno è stato un danno, e va bene. Ma quelli giovani? Quelli mi stupiscono. Rapinare banche, sparare alle case, immaginarsi esplosioni, uccidere, tutto mischiato tra fantasia e realtà, tutto condito da circolari clandestine interne alle cellule, appostamenti, espedienti di piccola elettronica e mitra rivoluzionari. Gli infiltrati “nelle file del Movimento”.
Mercoledì 7 Febbraio 2007
di Fulvia Leopardi · Categoria: Politica · ore 09:59

«Montecitorio (dati 2006) ha in carico 2005 pensionati (reversibilità comprese): gli costano 127 milioni di euro a fronte dei 9 milioni 400 mila di entrate relative ai contributi versati dai deputati in carica. Altrettanto critica è la situazione al Senato che con le sue 1.297 pensioni spende ogni anno quasi 60 milioni a fronte dei 4 milioni 800 mila di entrate ricavate dai versamenti dei senatori in servizio. Un’autentica voragine con un ‘buco’ nel 2006 pari a 174 milioni di euro. Fino a quanto reggerà il sistema? “Noi nemmeno ci poniamo il problema”, spiega un funzionario del Senato. Ci pensa lo Stato a ripianare ogni anno il disavanzo.»
Onorevole si dia un taglio - L’Espresso

Se è vero che di bufale sui privilegi dei parlamentari ne girano parecchie, è anche vero che la realtà dei fatti supera la fantasia della bufala.
Mentre infatti discutono delle nostre pensioni, sullo scalone, e bla-bla-bla-bla, a “loro”, se deputati, bastano cinque anni di lavoro (una legislatura) per ritirare la pensione, arrivati alla veneranda età di 65 anni. Con due legislature, la pensione se la prendono a 60 anni, termine destinato a scendere addirittura a 50 anni per un senatore con tre legislature (se eletto prima del 2001).
…ma invece di parlare all’infinito sulla (non ancora, perché futura e soprattutto molto incerta) mia (e in generale nostra) pensione, perché non cominciate a tagliare le vostre? No, eh?

Mercoledì 31 Gennaio 2007
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 11:08
Questa mattina Repubblica è in edicola con la lettera di Veronica Lario al marito Silvio Berlusconi dove si lamenta per il suo fare sempre il piacione con altre donne.
Indovinate quale giornale mancava oggi nella rassegna stampa mattutina del Tg5?

Esatto.

P.S. E indovinate a chi hanno chiesto un parere questi furbetti beffardi dei giornalisti? Si, proprio lui: il filosofo.
P.P.S. E indovinate qual è l'unica testata online che non riporta la notizia? Liguori, certo.
P.P.P.S. La parodia della lettera di Veronica Lario scritta da Giulia è spassosissima.
Lunedì 29 Gennaio 2007
di Gen · Categoria: Politica · ore 01:51
forza%20nuova.jpgQui a Torino, la notizia è filata abbastanza sotto traccia. Forse troppo, date le circostanze spazio-temporali.
Perché a quanto sembra Forza Nuova, quel simpatico gruppuscolo di nostalgici dei treni che arrivavano in orario, ha deciso di indire una manifestazione sulle SS. E - tanto per non gettare benzina sul fuoco - l'iniziativa doveva cadere il 26, a poche ore dalla "Giornata della Memoria", sacrosanto monumento alla liberazione di Auschwitz.
Poi la data è differita al 9-10 febbraio, a causa delle proteste (verbali) di alcuni comunisti, che minacciavano di organizzare il proprio presidio antifascista in una piazza vicina.
Nessun annullamento, quindi. Perché?
È bastato ammantare l'evento di una patina pseudostorica, sfoderare la diatriba su "chi ha fatto più vittime, Hitler o Stalin?" e mischiare il tutto con una buona dose di faccia tosta.
«Si terrà in un luogo privato, al chiuso», dicono i responsabili. Dunque non ci sono le premesse per un veto della Questura. Che i comunisti protestino pure, in piazza Bernini.

Emblematiche le parole di Dario Troiano, consigliere (ça va sans dire) di Forza Italia: «Mi oppongo al tentativo di impedire la manifestazione non perché io abbia qualche simpatia verso il nazismo o i suoi ideali, ma perché, dato e non concesso che il convegno di cui si parla sia un'apologia delle SS, in questo caso la cura mi sembra peggiore del male.»
Insomma, i piccoli Pilato se ne lavano le mani. Guai a sospettare che lo facciano per taciute affinità con un'ala estrema, loro che in fin dei conti stanno da quella parte lì ma, come dire, un po' più al centro. La libertà di parola ed espressione prima di tutto. Anche quando calpesta, in maniera disgustosamente provocatoria, il ricordo degli orrori passati. E se si tratta di andare contro alla controparte comunista, probabile fiancheggiatrice di chi ama cuocere i bambini nel gulasch, tanto meglio.

Al di là del disgusto nei confronti di un'idea simile, mi chiedo che fine abbia fatto il reato di apologia al fascismo (o al nazismo che sia) se basta così poco per eluderlo, e per dar spazio ai deliranti propositi dei forzanuovisti. Che saranno pure pochi rispetto all'immensità dell'universo in espansione, ma non per questo fanno meno paura.
Vi consiglio, a titolo di studio antropologico, un tour nel loro sito.
E suggerisco un giretto anche a lei, signor Troiano, che si autoproclama paladino dei diritti civili e delle «libertà democratiche». Legga bene le parole. Guardi i manifesti, le fotografie. Valuti attentamente le idee che, con tanto spreco di politichese, si promette di tutelare. Faccia uno sforzo di memoria e mi dica se quelle croci non le ricordano niente, ma proprio niente.
Dopodiché, a scanso di equivoci, i suoi "dato e non concesso" se li tenga per sé.
Giovedì 25 Gennaio 2007
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 19:24
bersanicell.jpgPoi vi lamentate del Governo. Riassumendo (tra le altre cose delle nuove liberalizzazioni):

1) Se caricate 10 euro sul telefonino da oggi saranno 10 e non 8. Niente spese di ricarica. Via anche il limite per consumare il credito. Ergo: chi ha una scheda con dentro 2 o 3 euro per "mantenerla attiva" con un operatore che usa saltuariamente è a posto per sempre. Esticazzi oserei dire.

2) Potremo fare benzina anche all'Ipercoop.

3) In caso di ritardata o mancata consegna della posta, ci rimborsano per il disturbo arrecato.

4) In caso di nuova polizza assicurativa per l'auto non ci potranno più abbindolare assegnandoci ad una classe più sfavorevole rispetto a quella risultante dall'ultimo attestato di rischio.

5) Motorino o auto truccati? Fanno da 375 euro ad un massimo di 1433 euro. Rovigo, trema.

6) Basta pubblicità ingannevoli con i voli low cost a 1 euro. I prezzi dei biglietti aerei dovranno essere pubblicizzati nella loro interezza, compresa l'indicazione di spese, tasse aeroportuali eccetera. Mai più dialoghi del tipo:
- Sai sono andato alle Canarie. Ho trovato un volo a 30 centesimi. Che culo gli ultimi posti!
- Ah figo. E quanto hai speso quindi?
- 60 euro. Sai le tasse...

7) Possono aprire cinema anche vicino ad altre sale senza rispettare limiti di lontananza tra i due esercizi. Che poi, è un po' in controtendenza con i multisala mangiatutto che fioriscono ovunque nelle nostre città. Anche le edicole e le parrucchiere potranno aprire una vicino all'altra.

8) Sparisce il PRA e con esso un po' di insana burocrazia automobilistica.

9) La data di scadenza degli alimenti sarà scritta più in grosso sulla confezione.

10) La riforma Moratti è ormai obsoleta. E scusate se è poco.
Sabato 20 Gennaio 2007
di Alice Su · Categoria: Politica · ore 11:37

Negare la Shoa sarà Reato. Questa è la proposta di Mastella, deciso a portare avanti la questione il 27 gennaio, nel giorno del Ricordo.

Tempo fa si era tanto parlato dell'argomento e di David Irving, condannato a tre anni per i suoi studi negazionisti sulla questione.

E' una legge giusta? Naturalmente sì, visto che è legata indissolubilmente alla dignità e alla vita di milioni di uomini. D'altra parte, si cancella una parte di diritto d'opinione, a parer mio.

In Italia, tra l'altro, risulterebbe una legge d'Arlecchino. Nemmeno il fascismo, complice e colpevole di molte azioni legate all'olocausto, risulta effettivamente vietato. La legge Scelba, per quanto esista, viene scavalcata da piccoli cambiamenti di forma. E il risultato non è cambiato: persone possono manifestare, salutando con braccio teso e portando la parola del Duce. Nel 2006.

Quindi, mi chiedo, cosa potrebbe portare - almeno da noi - una legge del genere.

Da una parte, fiera della decisione. Ma dall'altra, non ne riesco a trovare l'utilità.

Ma non è solo questo. L'Olocausto sta tornando. Sotto altre forme, verso altre "razze". Con altri Lager (I Cpt non vi dicono nulla?).
Mi chiedo se sia solo un modo ipocrita per tappare la voce alla nostra coscienza.

Mercoledì 10 Gennaio 2007
di Notuno · Categoria: Attualità, Politica, Società · ore 10:05


Se dopo questa (dopo averla fatta davvero, intendo) spara un altro decreto con il quale abbassa di 10 cent il prezzo della benzina, regala una stecca di sigarette e due barrette di cioccolato a tutti i cittadini Romano recupera tutta la fiducia perduta in un colpo solo. Altro che governo delle tasse, tsk.
Lunedì 25 Dicembre 2006
di Alice Su · Categoria: Politica · ore 09:59
"Anche quando avranno scoperto i colpevoli o provato la mia innocenza, non potranno cancellare i segni di ciò che hanno fatto. Spero solo che avvenga molto presto e sono sicuro che molta gente, in avvenire, sarà a doversi scusare ed abbassare gli occhi". - Pietro Valpreda, lettera dal carcere -
 
In piazza Fontana, nel giardino della questura, di fronte alla Banca Nazionale dell'Agricoltura, è posta una targa: "Pinelli, ucciso innocente nei locali della questura". Poco tempo fa, il sindaco di Milano Albertini, ha sostituito il tutto con un ricordo più morbido. Pinelli, difatti, risulta oggi Morto Innocente, non più Ucciso. Una differenza sostanziale. Soprattutto se riguarda una tragedia che ha modificato il modo di pensare Italiano.
Sabato 23 Dicembre 2006
di Alice Su · Categoria: Politica · ore 13:27
Vassillikos (scrittore Greco), scrisse, riferendosi al loro colpo di stato: "Anche noi non credevamo che in Grecia fosse possibile"
 
"Ci sono state esplosioni nel pomeriggio, a Milano e a Roma. La più grave è avvenuta a Milano, nel salone centrale della Banca Nazionale dell'Agricoltura. Per lo scoppio quattordici persone sono morte, un'ottantina sono rimaste ferite o contuse. Sembra accertato che sia scoppiata una bomba. Il fatto, per la sua atrocità, è il più grave che abbia colpito Milano in tempo di pace."
[Dal telegiornale della sera del 12 dicembre 1969]
Venerdì 22 Dicembre 2006
di Notuno · Categoria: Attualità, Politica, Società · ore 04:47
Sono rimasto molto colpito da Piergiorgio Welby, la scelta di rendere pubblica la sua storia, di diventare un simbolo e un punto di riferimento della battaglia di civiltà che rincorre il diritto "liberale" per eccellenza: la possibilità di disporre del proprio corpo nel rispetto della dignità personale.

Non parlo del gesto estremo di disobbedienza civile che gli ha consentito di ottenere la morte che desiderava, ma del coraggio di rendere il suo caso lo spunto per costringere i cialtroni della nostra politica ad affrontare il tema, del coraggio di passare attraverso tutto l'iter della giustizia ordinaria e di smascherare così in un sol colpo l'ipocrisia di un sistema incancrenito da una delirante morale bigotta, cattolica e ciecamente conservatrice. La sua ferma volontà nel fare tutto questo quando avrebbe potuto pensare a se stesso, affidando a qualche medico con più umanità e più rispetto per il paziente la sua fine, senza tanti clamori, senza che nessuno dovesse assumersi la responsabilità di rischiare 15 anni di galera.

In questi mesi la politica ha fatto di tutto per trasformare il dibattito lanciato da Welby in un'altra cosa sfruttando la confusione fra termini come testamento biologico, accanimento terapeutico, suicidio assistito, eutanasia che in bocca ai cardinali e alle binetti di turno vengono preventivamente svuotati di ogni significato. Gran parte di questa nostra politica con il suo lassismo congenito bramava che la morte giungesse "naturalmente", riportando tutto nell'assordante confusione delle dichiarazioni sbrodolate e inconcludenti a cui siamo tutti assuefatti e la decisione finale di Piergiorgio Welby non è che il tentativo ultimo e disperato per evitare che accada.

Ci vuole uno sforzo, di tutti, per sconfiggere la cortina fumogena dei nonsense che si sono potuti e si potranno ascoltare attorno a questo tema, ma va fatto senza nessun arretramento, senza cedere alle lusinghe del compromesso accomodante, della dilazione infinita e della rassegnazione. Non su questo.

Permettere che il Consiglio Superiore di Sanità definisca, giusto tre giorni fa, la condizione medica di Piergiorgio Welby, per il quale era impossibile sopravvivere se non attaccato ad un respiratore e ad una macchina in grado di alimentarlo artificialmente, "priva dei requisiti che definiscono l'accanimento terapeutico" senza una reazione di sdegno e indignazione va oltre la mia soglia di tolleranza.

Grazie a Piergiorgio Welby, grazie a Luca Coscioni e grazie all'associazione che porta il suo nome: meritano tutto il sostegno possibile.
Sabato 16 Dicembre 2006
di Francesco Costa · Categoria: Politica · ore 22:20
I tre o quattro affezionati lettori del mio blog sanno che il sottoscritto è appassionato sostenitore dell'esigenza del centrosinistra italiano di completare la sua transizione e consolidarsi attorno ad uno schieramento politico riformista di respiro europeo. Questo progetto, che - ad oggi - non può esaurirsi nella valorizzazione dei Ds, lo si chiama comunemente Partito Democratico: era nato per racchiudere Ds, Dl, Sdi e Repubblicani europei, ma poi Ds e Dl hanno pensato che era meglio farselo per conto loro e hanno, di fatto, estromesso tutti gli altri.
Venerdì 15 Dicembre 2006
di Notuno · Categoria: Attualità, Politica, Società · ore 02:10
Stavo riflettendo sulla questione di Piergiorgio Welby. Ne parlai all'epoca del primo appello a Napolitano raccontando l'atteggiamento del "nuovo" TG1 di Riotta capace di trasfigurare e occultare la questione centrale con pervicacia mefistofelica.

Sono giunto alla conclusione che il modo migliore per evitare che la coraggiosa iniziativa di Welby abbia un seguito e un peso nel medievalistico dibattito sull'eutanasia che la nostra politica ci sta offrendo è tergiversare aspettando che muoia da sè.

Mi pare che i politici, la magistratura di roma e gran parte del mondo medico cattolico/obiettore l'abbiano capito molto prima di me.
Giovedì 7 Dicembre 2006
di Notuno · Categoria: Attualità, Politica, Società · ore 03:58
In Italia la legge stabilisce il principio della "competenza territoriale". Per grandi linee vale a dire che se io, in ipotesi, faccio una rapina a mano armata a Bari sarà il Tribunale di Bari competente a giudicarmi.
Nella realtà non è sempre così semplice, esistono diversi fattori che condizionano l'attribuzione della competenza, ma il motivo per il quale un qualsiasi imputato ricorre alla Cassazione per chiedere di essere giudicato da un tribunale diverso, secondo una sua interpretazione della competenza territoriale, è uno solo: traccheggiare, allungare i tempi del processo e arrivare alla prescrizione.

Cesare Previti nel 2002 prova a far trasferire il processo Imi-Sir da Milano presentando (non sarà né il primo né l'ultimo) ricorso in cassazione. La Corte presediuta da Marvulli boccia il ricorso, ma non senza concedere un corposo regalino. Richiede un parere alla Corte Costituzionale che fa guadagnare 10 lunghi mesi nella corsa verso la prescrizione all'imputato Previti. Un po' come beccare il Jolly al Ruota della Fortuna.

Nel merito dell'incompetenza territoriale scrivono: "se è vero che, in questa sede, ai limitati fini di accertare se sussistono i presupposti per disporre la rimessione di un processo ad altra sede non compete alla corte verificare se ed in quale misura sono fondati i rilievi dedotti dalla difesa degli imputati in ordine all'eccepita incompetenza territoriale, a tale onere non potrà sottrarsi il giudice del processo, (...) utilizzando non solo la documentazione già acquisita... ma anche quella indicata dalle parti a sostegno della propria eccezione".
Insomma, tradotto, "non spetta noi, ci deve pensare il Tribunale di Milano".

Il processo continua, arriva al termine e il 5 Maggio 2006 c'è la condanna definitiva in terzo grado: 6 anni di reclusione e interdizione dai pubblici uffici. Dopo 6 mesi la Giunta delle Elezioni non ha ancora ratificato l'estromissione di Cesare Previti dal parlamento.

Intanto il processo Sme (che è un altro), per il quale Previti è stato già condannato in primo e secondo grado a 5 anni, è ancora lì, in attesa di giungere ad una sentenza definitiva. Gli avvocati della difesa ci riprovano e chiedono anche qui alla Cassazione lo spostamento per incompetenza territoriale.

E il 30 novembre scorso è arrivata la sentenza: i fatti riguardano anche delle tangenti pagate in contanti a Roma, quindi il processo non si poteva fare a Milano. Bisogna portare tutte le carte via da Milano verso Perugia, non a Roma perchè sono coinvolti giudici del Tribunale della Capitale e significa una sola cosa: prescrizione in cassaforte.

L'apoteosi della decisione cervellotica, che non considera minimamente la precedente sentenza del 2003, consente all'ex ministro della difesa e soci di sfuggire alla seconda condanna consecutiva, ma non finisce qui. Giustamente il buon Cesare ha immediatamente richiesto altro tempo alla Giunta delle Elezioni (come se avesse dimostrato di avere fretta) perchè a breve presenterà nuovamente ricorso chiedendo alla cassazione di annullare la condanna definitiva per il procedimento Imi-Sir alla luce della loro decisione sulla vicenda Sme.

L'incredibile ma poco imprevedibile epilogo potrebbe vedere Previti legittimamente seduto in parlamento fra meno di due mesi.

Il funerale di stato per la certezza della pena.
Martedì 28 Novembre 2006
di Notuno · Categoria: Attualità, Politica, Società · ore 05:01
In questo post si parla del documentario di "Diario" sui presunti brogli elettorali, l'argomento è delicato e complesso, impossibile sintetizzarlo con efficacia. Sicuramente è lungo, ma secondo me ne vale la pena visto stiamo parlando del più importante diritto dei cittadini, il voto. Se non ve ne frega nulla accendete pure la tv e state tranquilli: per voi, come al solito, non è successo niente.

Il nuovo Dvd prodotto dagli autori di Diario ha provocato un certo clamore.
Il precedente era stato "Quando c'era Silvio", un documentario sulla genesi delle fortune, la crescita e il trionfo di Berlusconi vista al termine della sua esperienza di presidente del consiglio.
Nonostante io sia un estimatore di Deaglio e de Il Diario in generale l'avevo trovato piuttosto deludente, precotto, qualitativamente scadente e in difficoltà nell'aggiungere qualcosa di nuovo a quanto non era stato già abbondantemente detto (e soprattutto scritto nei libri di Marco Travaglio e altri).

Se "Quando c'era Silvio" era passato praticamente sotto silenzio, il nuovo "Uccidete la Democrazia!" ha animato il dibattito politico aprendo uno squarcio sul mistero delle elezioni di Aprile scorso.

Visto con occhio critico "Uccidete la Democrazia!" è estremamente povero, brutte le ricostruzioni (pericolosamente sull'orlo del trash), confusa la trattazione del tema con salti continui ed incoerenti fra dialoghi di "docufiction" e brevi interviste di Deaglio a personaggi americani che indirettamente hanno a che fare con la vicenda.
Il vero elemento forte del documentario è il fatto che va finalmente ad accendere i riflettori su fatti inquietanti che molti avevano già subodorato nelle drammatiche ore dello scrutinio che ha consegnato all'Unione una vittoria sul filo di lana ed una maggioranza più che traballante al Senato.

La tesi è nota: la quota delle schede bianche, per la prima volta nella storia delle elezioni in Italia, ha raggiunto una cifra molto bassa (l'1,1% nazionale) dopo essere stata per 50 anni abbondantemente sopra il 3-4%. Questo sarebbe stato causato da un clamoroso broglio elettorale che avrebbe tramutato buona parte di queste "bianche" (stiamo parlando di 1.200.000 schede) in voti per Forza Italia.
Domenica 26 Novembre 2006
di Attimo · Categoria: Attualità, Politica, Società, Tv · ore 17:24
Berlusconi svieneHa avuto la consapevolezza, prima di accasciarsi, di quel che gli stava capitando. Silvio è così, non gli sfugge nulla, e riesce elegamente a chiosare sul collasso imminente:

E ora scusate... la commozione ha prevalso... e io...


E mentre le guardie del corpo tentano di staccargli la mano che tenace rimane agganciata al pulpito, metto a fuoco la situazione. Lo stupore iniziale nell'osservare in diretta le immagini di un uomo che subisce un malore cede il passo alla consapevolezza della fiction che si muta in realtà. Il Crollo fisico di Berlusconi è un'aspirazione per alcuni, e un pensiero inconscio di molti altri, trattandosi di una figura così importante e controversa nel nostro paese, che si è materializzata e ha occupato spazi sociali e mediatici proprio grazie al culto della sua Immagine. Oggi all'ora di pranzo i tg ci hanno trasmesso una scena clamorosamente cinematografica: Berlusconi che proprio davanti alla sua folla, durante una sua arringa, cede di schianto e il suo fisico non regge più il peso della sua persona. Inerme viene portato via in braccio, tra incomprensibili applausi e il silenzio degli adepti atterritti. Una simulazione della Fine, dell'Uscita di scena. Una specie di test per sapere in anteprima che effetto potrebbe fare sugli italiani. Personalmente, è stato un momento altamente cinematografico che lascia un pò sospesi. Come per l'11 settembre, ovviamente molto più in piccolo, la Realtà e Fiction si fondono nella trasposizione del Mito in elementi concreti.
Domenica 19 Novembre 2006
di Francesco Costa · Categoria: Attualità, Politica, Società · ore 11:07


Ieri a Roma ha sfilato quel che di più fetido e marcio può mai riconoscersi nella sinistra.
Il peggio del peggio, il fango, la feccia: sub-umani fascisti e antidemocratici ubriachi di violenza e intolleranza che rappresentano un tumore per il paese e per la sinistra. Rivoluzionari falliti colmi di contraddizioni, convinti di cambiare il mondo preservando lo status quo e urlando cretinaggini in piazza; vigliacchi insani di mente che ad ogni tre per due si permettono pure di dire al governo cosa ha sbagliato, cosa non deve fare, cosa non deve toccare.
Mai più al governo con chi asseconda simili manifestazioni di idiozia pur di accaparrarsi i voti di queste incrostazioni.
Altro che "compagni che sbagliano". Questa gente non è di sinistra. Questi fascisti con la sinistra non c'entrano nulla. Mi rivolgo a tutte le persone che si riconoscono in una qualsiasi delle tante anime del centrosinistra italiano, visto che mi sembra che parole di forte condanna siano arrivate anche da diversi illustri esponenti della sinistra radicale. Sarebbe bene, una volta per tutte, evitare equivoche e imbarazzanti equidistanze e dirlo forte e chiaro: gli idioti di Roma non mi rappresentano.
Domenica 5 Novembre 2006
di Attimo · Categoria: Politica, Società · ore 12:03
Corteo contro la PrecarietàProdi e l'allegra brigata (ma non troppo) del centrosinistra sono al governo da meno di un anno, la Finanziaria non è ancora stata approvata dal Parlamento, e in piazza sfilano già cortei di protesta. Tutto secondo la norma, chi sta al governo ha sempre torto, l'opposizione fa la sua logica propaganda, e lo sa bene anche chi è al governo ora, che di opposizione insieme al suo vacillante elettorato ne ha fatta per cinque lunghi e durissimi anni. C'è una parte di questo paese, una parte direi trasversale, che è legittimamente scontenta sia del prima che del dopo 9 aprile: precaria era con Berlusconi, precaria era con Prodi, e giustamente un lunghissimo corteo, come narrano le cronache, lo grida anche adesso. Le cronache, insieme ai malumori soffusi, narrano anche di striscioni sullo stile del "Non vi votiamo più". Più insopportabile di un governo che non mantiene le promesse, forse ci sono striscioni di governo che voltano le spalle dopo pochi mesi dalle elezioni. Fatemi capire, voi che rappresentate la spietata condanna alla politica, a chi le rivolgete le spalle. Fatemi capire, una volta per tutte, dove dobbiamo allora andare a parare. E' in corso una totale messa in discussione dell'Unione e della sua azione di governo quasi istantanea, partita fin dal mattino successivo alla precaria vittoria delle elezioni (la parola precario è nel destino di tutti, si vede) e ogni giorno l'insoddisfazione monta sempre di più. Mi accorgo di poter sembrare un piccolo Schifani, uno di quei servi al potere che cercano di smentire e liquidare tutte le critiche senza preoccuparsi che magari, sì, sono assolutamente fondate. Del resto cinque anni fa ero a protestare contro un governo nascente, e non avevo alcuna intenzione di dargli quel credito che invece sto concedendo, da elettore del centrosinistra, a Prodi e i millemila ministri del suo governo incerto, balbettante. Sono dunque anchio uomo dai preconcetti, che parla per partito preso e di fronte all'evidenza apre un occhio nel 2001 e ne chiude un altro nel 2006? Forse, ma le mie intenzioni non sono quelle di giustificare e rimbrottare i miscredenti. Si potrebbe dire che non è una Finanziaria di sviluppo: ma è una Finanziaria di rigore. Si potrebbe obiettare che non rilancia nulla: ma che consolida le crepe sui muri. Già, è un peccato che per decreto legge non vengano assunti a tempo indeterminato TUTTI i lavoratori con un contratto precario nel giro di qualche mese, in quella che sarebbe forse l'unica decisione che eviterebbe striscioni del tipo "non vi votiamo più". Non sono ancora un lavoratore con contratto da fame a tempo determinato, rimango semplicemente uno "studente precario" con tutto il tempo di scrivere parole di comprensione verso chi cerca di riaffermare concetti (così assurdi e lontani dalla realtà, vero?) come rigore, consolidare, riorganizzare, ragionare in prospettiva. Penso che qualsiasi governo difficilmente possa mai invertire l'andazzo dei tempi, e ostacolare il reale potere nelle mani di chi gestisce il denaro e i mezzi produttivi in Italia. La politica può solo deviare il flusso in lidi migliori, indirizzare. Per questo striscioni ancora non ne scrivo, perchè da chi governa non mi aspetto che mi riempiano il portafoglio, ma che abbia uno straccio di dignità in più rispetto a chi li abbia preceduti, che dia una visione d'insieme diversa. Ho aspettative diverse, e io sono solo uno studente precario con il tempo per buttare giù qualche inutile riga. Mi dicano loro, quelli che hanno il tempo per rinnegare il proprio voto su uno striscione, chi voteranno la prossima volta. E soprattutto, se non voteranno nessuno come è probabile, allora mi dicano in che cosa sperano, per cambiare la loro situazione di precarietà. Smetteranno di sperare? Protesteranno contro chi e cosa? Mi dicano, una volta per tutte, cosa dobbiamo fare di questo paese e a chi affidarci, una volta voltate le spalle alla classe dirigente, al parlamento, al governo, ai partiti, alla politica, alla società civile e indifferente, cosa rimane da fare? Io voglio delle proposte, una volta per tutte: urlare contro il palazzo ogni cinque anni basta per una collettiva consolazione personale.
Lunedì 30 Ottobre 2006
di Francesco Costa · Categoria: Politica, Società · ore 20:13
Quando penso alle condizioni in cui si trova la mia regione, la Sicilia, e la mia citta, Catania, non posso fare a meno di pensare che gran parte delle responsabilità del degrado, della miseria, del malgoverno e della delinquenza sono da ascrivere alla classe politica che amministra questi territori. Tranne qualche rarissima eccezione, in Sicilia e a Catania da decine di anni governano persone appartenenti alla stessa area politica (ex, post, neo dc, sostenuti da giunte di centrodestra), e la Sicilia va sempre peggio: o sono stati irresponsabilmente disinteressati, o sono stati incredibilmente incapaci. In ogni caso, la sostanza non cambia: la situazione peggiora, e loro hanno pesanti responsabilità.

Ora, bisogna essere onesti. Bisogna essere onesti e dire che a Napoli il centrosinistra governa ininterrottamente da oltre dieci anni. Irresponsabili, disinteressati o incapaci, poco importa. A Napoli il centrosinistra ha tragicamente fallito. Non sappiamo se con il centrodestra sarebbe andata diversamente; secondo me no, ma sarebbe veramente patetico giustificarsi così dopo un fallimento di questa portata.
E poi, una domanda irriverente: ma a voi non sembra quanto meno strano che in una città e in una regione martoriata dalla criminalità organizzata, dalla povertà e dal disagio una persona riesca a farsi eleggere puntualmente da decine di anni con percentuali bulgare? Ecco, non mi verrete mica a dire che è il frutto di una buona e saggia amministrazione..
Venerdì 27 Ottobre 2006
di Francesco Costa · Categoria: Politica, Società · ore 12:05
Secondo voi, questi per chi votano (se votano)?
Giovedì 26 Ottobre 2006
di Akio · Categoria: Politica, Tv · ore 23:07
Cara Rula Jebreal, se durante una intervista scegli la strada della decisione sii decisa ma attenta al rinculo. Vederti in difficoltà con l'ex Ministro Giulio Tremonti non è stato bello. Pochi minuti fa a Samarcanda, pardon, Annozero, hai provato ad incalzare Tremonti e lui ti ha infilzata. Si parlava della riduzione delle spese per la chiusura dei conti bancari attuata dal governo Prodi. Alle perplessità di Tremonti hai risposto con la tua esperienza personale dicendo che hai chiuso da poco un conto e che ti è costato poco perchè l'hai fatto con internet e con fare da maestrina gli hai detto: "Si chiama home banking". E lui: "Quanti italiani secondo lei hanno l'home banking?". Il meglio che sei riuscita a ribattere è stato: "Spero tanti". Cara Rula Jebreal, da quando non è più ministro Tremonti passa il suo tempo in televisione e si diverte un mondo a fare battute; stasera però ha fatto la spalla.
Venerdì 20 Ottobre 2006
di Littlewitch · Categoria: Politica · ore 16:18

E’ ufficiale: dal 1 gennaio 2007 sarà un’Europa a 27… dopo una lunga e faticosa attesa anche Romania e Bulgaria entrano a far parte dell’Unione Europea. Rallegramenti, grandi feste e sorrisi, cerimonie… tutti sembrano dirsi contenti e soddisfatti di questo traguardo tanto sospirato. Ma cosa c’è davvero dietro a questo “portone europa”? E’ vero, c’è chi ha lavorato molto perché il processo di integrazione si velocizzasse, perché i risultati fossero visibili, perché finalmente si tenesse fede agli impegni presi con quella Europa che imponeva vincoli e scadenze da rispettare. La posta in gioco in effetti era alta. Lo è tuttora.

"Romania e Bulgaria sono entrambe in grado di farsi carico dei diritti e dei doveri connessi all'allargamento a partire dal 1° gennaio 2007". Con queste parole, il Presidente della Commissione europea Barroso conferma al Parlamento europeo di Strasburgo l'entrata nell'Unione europea dei due paesi balcanici. Se fino adesso ci si era rimboccati le maniche per combattere povertà, corruzione, disagio sociale, ora bisogna prepararsi all’impatto. L’impatto con paesi ricchi, con standard economici mai raggiunti prima, l’indispensabile adeguamento di strutture pubbliche e private. L’impatto con l’Euro. Tutto si sta proporzionando all’euro-trend: il costo della benzina, delle case, delle sigarette, della tecnologia –sembrava un processo graduale, inizialmente lento- oggi sempre più frenetico e incontrollabile. Ma se anche una famiglia media italiana fatica ad arrivare alla fine del mese, cosa ne sarà di una famiglia media rumena o bulgara? Moltissimi, specialmente rumeni, se ne sono già andati dal loro paese (proprio adesso che c’è bisogno di manodopera, di braccia che sostengano l’orgoglio europeo). Emigranti, chi perché non vedeva altra via d’uscita, chi perché sognava ad occhi aperti guardando un mondo dorato alla televisione. Indubbiamente diventare cittadini europei alleggerirà molti dei problemi riguardanti burocrazia e documenti: visti, passaporti, assicurazioni, per regolari e non. Niente più code infinite alla dogana, niente più controlli o quasi.. quello che si dice “libera circolazione”..

Purtroppo il quadro non risulta affatto chiaro. Sì, ci si farà carico dei diritti, ma quanto peseranno di più i doveri? E soprattutto: le spalle dei neo euro-cittadini saranno abbastanza forti per reggere questo peso?

Luci e ombre di un allargamento…
Mercoledì 18 Ottobre 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 23:33
farina.jpgRicordate Renato Farina, il giornalista di Libero sospeso dall'Ordine della Lombardia per 12 mesi dopo lo scandalo del Sismi? Ebbene pare che quel furbone di Feltri lo piazzi sovente in prima pagina con la diabolica scusa delle "Lettere al Direttore".
Un po' come se dopo l'editto bulgaro di Berlusconi a qualcuno in Rai fosse saltato in mente di telefonare ogni puntata ad Enzo Biagi per chiedergli il fatto del giorno.


di Alice Su · Categoria: Politica · ore 00:37
...Lavorare tutti e lavorare meno. Questo era l'imperativo dei ragazzi rivoluzionari del 77. Questo il grido di Rivolta che echeggiava per le strade di Bologna (e non solo, certo) in quei giorni non troppo lontani. Radio Alice ha dato voce a questo desiderio, portando nelle sue onde le parole di chiunque avesse voglia di uscire allo sciopero. Non esperti di comunicazione. Non politicanti. Ma ragazzi normali, di quelli che ci sono ancora oggi, e che ci saranno sempre.
Lunedì 16 Ottobre 2006
di Rachele · Categoria: Cinema, Politica · ore 23:48
C'è una sostanziale differenza tra il festival del cinema di Venezia finito a Settembre a Venezia e la festa del cinema che si sta svolgendo Roma in questi giorni.
Venezia ha ricevuto dal Governo la ragguardevole somma di15 milioni di euro. Roma ne ha ricevuti 300 milioni.
Qui di fatto da Prodi i soldi si son visti solo per finanziare il Mose, pompino gratuito bipartisan, e un bel taglio di fondi a Cacciari che si è permesso di dire che quel progetto fa acqua da tutte le parti.

Cacciari l'ha presa con filosofia, commentando che la differenza sta nel fatto che a Roma hanno il Papa. E Veltroni. [Le malelingue poi dicono che là Veltroni ha pure Berlusconi, qualcuno sa perchè]
Solo la smettessero di dire che è "solo" una festa e che "non c'è nessun tipo di competizione".
Verità è che anelano da anni a "farci la zucca", come si dice da queste parti, e se il governo li aiuta ancora un po' come sta strenuamente cercando di fare visto la nostra scarsa tendenza alla paritocrazia, può anche darsi che ce la facciano. Avessero il buongusto di dirlo ad alta voce almeno la cosa avrebbe quasi una parvenza onesta.
Domenica 8 Ottobre 2006
di Francesco Costa · Categoria: Politica, Società, Tv · ore 20:17
Cerchiamo di astrarre dalle persone e dai luoghi della discussione, e concentriamoci sul fulcro della questione: a voi non sembra che quando Sgarbi afferma che non vuole parlare con il capo di un partito fascista nonchè nipote di un dittatore assassino, ponga un problema piuttosto serio di cui si dovrebbe discutere in luoghi e modi ben diversi dal salotto di Buona Domenica?
Voglio dire: ci siamo rassegnati tutti allo sdoganamento di Alessandra Mussolini, trasformata in fenomeno televisivo onnipresente e onnisciente nonostante le idee e le azioni sue, del suo partito e di suo nonno?
Sabato 7 Ottobre 2006
di Rachele · Categoria: Politica · ore 02:39

[Ovvero la Rachele si diletta a parlare di economia, di politica e di cosa farebbe lei per un mondo migliore.]

Non posso entrare nel merito di questioni  troppo tecniche, non sarebbe nelle mie capacità, tuttavia se sento dire che il vero problema dell'Italia è l'evasione fiscale mi ritrovo a chiedermi cosa faccia questa  benedetta Finanziaria per combattere l'evasione fiscale a parte il dare la possibilità a chi studia di costringere con argomenti più validi il proprio padrone di casa palazzinaro a fargli un contratto regolare d'affitto.
La risposta è nulla.
La cosa più ridicola è che ci sta un tale per cui riaprirei d'urgenza i manicomi (che si ritrova a fare il ministro della Giustizia) che si è messo a far notare la tragedia di quei poveri tre gatti sopra la soglia dei 70.000 euro.
Quelli, i tre gatti, ovviamente nessuno li ha interpellati.
Ma a rigor di logica sopra i 70.000 euro, ci stavano prima e ci rimangono anche adesso, continueranno a pagare, un pochino di più forse, ma non inizieranno certo ad evadere per risparmiare 1.000 euro all'anno,  (poi è tutto proporzionato se uno ci fa caso, non è che se uno dichiara 71.000 paga come quello che ne dichiara 81.000 insomma, gli espropri proletari son ben altro)
Comunque nel regno dell'evasione son sicurissima che chi li dichiara si può permettere di pagarli.
Fin qua tutto bene, dicono che i conti son quel che sono e un piccolo sacrificio lo si fa volentieri.
Ma per stanare quelli che ne prendono tre volte tanti senza dichiararlo che si fa?
Nulla, ovvio.

Giovedì 5 Ottobre 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 02:59
- La foto non c'entra nulla ma mi ha strappato un sorriso mentre sceglievo le zucchine alla coop, quindi l'ho pubblicata.

- Lo sconto di pena ottenuto grazie all'indulto dal mostro di Foligno ha fatto arrabbiare molti. Buona parte di questa arrabbiatura è strumentale. Altri, spesso impegnati a difendere l'indulto, si sono affannati a dimostrare che se io riduco il termine della pena dal 2023 al 2020 sostenere che "il mostro uscirà presto di prigione" è una fragorosa stronzata. Sacrosanto.
I giudici dicono di aver applicato la legge, io avevo capito che gli autori di reati sessuali contro i minori non avrebbero beneficiato dell'indulto e non credo che il fatto di far seguire l'uccisione del bambino alle molestie e agli abusi possa far sparire la componente della pedofilia dal reato. Quindi sicuramente avevo capito male all'inizio. Lo spero.

Cosa ne penso complessivamente di questi tre anni di sconto per Chiatti?
Che non se ne sentiva il bisogno.

- A Deaglio e ad altri non è piaciuta la prima puntata di Report, quella che ha mostrato stralci di un documentario sull'11 Settembre che lancia pesanti dubbi sull'attendiblità delle tesi ufficiali sugli attentati.
Quando ho letto che sarebbe stato questo il tema della puntata non ne ero particolarmente felice, ma mi sono potuto ricredere.
Lunedì 25 Settembre 2006
di Francesco Costa · Categoria: Politica · ore 21:00
Tutto il bailamme sulle intercettazioni illegali e il relativo decreto di cancellazione pone alla collettività una sola vera domanda (oltre a confermarci la scarsa credibilità di Di Pietro, che vota un decreto in Consiglio dei Ministri, poi esce e dice che non gli va più): se un reato è provato da una prova acquisita illegalmente, che si fa? La prova acquisita illegalmente può essere usata contro il reo? Oppure deve essere cancellata, e dev'essere punito colui che ha acquisito la prova utilizzando metodi illegali?

Io mi sto arrovellando attorno a questa domanda, e ancora non ho trovato una risposta. Non riesco a non pensare che se le prove acquisite in modi non legali non avessero avuto rilevanza, 24 sarebbe durato a malapena cinque puntate (invece siamo alle soglie della sesta stagione, e il che è tutto dire)
Lunedì 18 Settembre 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 21:03
Si sta scatenando una bagarre inaudita per la storia di Telecom e del dossier di Rovati, con tanto di dimissioni e apertura di un fascicolo da parte della Procura di Roma.
Sfido chiunque a sostenere che più di un italiano su 100 ha capito, anche vagamente, di cosa si tratta.

Io ho capito una cosa: Rovati (quindi Prodi?) pensa che Telecom dovrebbe restituire allo stato e alla sua gestione la rete telefonica, quella rete costruita per 50 anni con la generosa sponsorizzazione dei contribuenti italiani, con i soldi delle interurbane a prezzi da strozzo e senza necessità di chiedere permessi a nessuno per fare buchi ovunque.

L'obiettivo è semplice: difendere gli interessi nazionali facendo in modo che sia lo stato a cedere agli operatori (a prezzi bassi e uguali per tutti) l'accesso alla suddetta rete ed evitare che il 90% delle infrastrutture delle telecomunicazioni italiane possano finire in un sol colpo nelle mani di qualche ignoto investitore (magari straniero) che si trovi a scalare la società dell'uomo più indebitato ed influente d'Italia, il Tronchetto Provera in Afef.

In questo modo la finiremmo con la fasulla competizione truccata dall'incumbent Telecom che con le proprie strategie commerciali tiene i prezzi alti frenando lo sviluppo tecnologico ed economico del paese: finalmente tutti gli operatori potrebbero farsi una concorrenza reale.
"Reale" come quella francese. Per intenderci quella concorrenza che permette a Telecom Italia di offrire agli utenti francesi servizi migliori ad un prezzo minore rispetto a quelli degli utenti campioni del mondo (POPOPOPOPO).

Rovati (quindi Prodi?) ha maledettamente ragione. Dov'è lo scandalo?
Nel fatto che il governo italiano ingerisce (tra la altre cose con scarsissimo successo, dimostrando che oramai il danno è fatto) nelle politiche di un'azienda privata con il deliberato scopo di tutelare l'interesse nazionale e dei consumatori?

E io, di grazia, cosa li avrei votati a fare se non per ingerire in queste cose ed in questa direzione?
Lunedì 11 Settembre 2006
di Attimo · Categoria: Politica, Società · ore 11:19
Cinque anni dopo l'Attacco all'America, nel giorno che cambiò il corso della storia, da ogni parte ci ricordano cosa successe alle 8.46 (ora locale): gli aerei, il fumo, le fiamme, il crollo, le urla, le prime pagine. Non mi pare che nessuno si fermi per un attimo a tentare di ricordarsi cosa eravamo solo un minuto prima, e che significato veniva attribuito a termini come sicurezza, islam, globalizzazione, occidente, futuro. Il Tg1 ha concluso la sua edizione serale con le immagini più significative dell'11 settembre 2001, e oltre alle torri scorgo istantanee di uomini ricoperti di polvere e terrore che tentano di convogliare il flusso disordinato dell'evacuazione. Cercano di ordinare variabili impazzite, sorretti dalla fermezza ed efficienza e dal grande senso di responsabilità e serietà che irrompono negli statunitensi quando accadono catastrofi catastrofiche. Ce l'hanno insegnato tanti apocalittici film americani da popcorn e lacrima facile. Intavedo la nostra inevitabile natura di esecutori di scopi, di avere qualcosa che ci dia un motivo per impiegare le nostre risorse. Imporre un ordine a qualcosa che non ce l'ha è una costante di molti aspetti della nostra vita, dal livello personale fino ad arrivare su scala globale. Imporre un proprio personale ordine contraddistingue particolarmente la politica di un certo stato, talmente influente che lambisce una buona parte di questa scala, la parte occidentale. Alle 8.45 c'era un pezzo di questo mondo che non sapeva bene dove stava andando, era come un cane senza la sua lepre. Un minuto dopo è piombata dal cielo, e il corso della storia è stato stravolto. La lepre si è camuffata da Sicurezza, e la necessità umana di pianificare l'Ordine è stata placata. Oggi è sempre un casino generalizzato, altri americani muoiono, ma sono vestiti da soldati e quindi non c'è nulla di epocale. Io mi chiedo cosa sarebbe stato il mondo senza l'11 settembre e dove sono finiti i significati di quelle parole: c'era un vuoto da colmare, un osso da lanciare, ed è stato scelto dal destino il modo più tragico per scrivere una nuova sceneggiatura.
Lunedì 31 Luglio 2006
di Cyrano · Categoria: Politica · ore 21:14
...si brucia o non si brucia D'Alema?
di Rachele · Categoria: Politica · ore 13:59
Ed è una nuova strage degli innocenti.
Sono del parere che in questo momento dovrebbe semplicemente prevalere la vergogna collettiva.
La vergogna di Israele che non poteva non sapere di un eventuale uso di scudi umani, volendo accettare quella tesi.
La vergogna di quella parte di mondo che condanna Israele nascondendo dietro le parole "necessaria missione di pace" l'operato dei propri contingenti.
La vergogna di un sistema dove le vite innocenti vengono utilizzate come "merce di scambio".
La vergogna di un'Europa che ha ancora bisogno dei "buoni" e dei "cattivi", che cerca un mostro da condannare, che preferisce non vedere le sfumature, e che vuol lavarsi la coscienza dalle sue responsabilità.
E a chi gestisce tutto questo, da una parte e dall'altra manca il rispetto per i morti, per la vita. perchè il motivo per cui questo conflitto esiste e la situazione in Medio Oriente è così tesa è che in fondo "fa comodo" a tutti.
Anche all'Italia, che è in assoluto il terzo esportatore di armi in Medio Oriente subito dopo la Russia e la Cina.
Oggi nessuno ha il diritto di considerarsi "buono", oggi dovremmo semplicemente vergognarci, dell'ipocrisie del nostro paese, di chi ci guida e di chi si ostina ad essere convinto di essere immune da tutto questo schifo.
Un po'  di quel sangue l'abbiamo sparso anche noi
Mercoledì 19 Luglio 2006
di Cyrano · Categoria: Politica · ore 14:53
Cinque anni fa a Genova il nostro Paese fu trascinato nel baratro della barbarie fascista. Cinque anni fa questo Paese è diventato un posto meno sicuro, nel quale le garanzie democratiche possono essere sospese. I responsabili di quello che è successo sono ancora (per lo più) a spasso. Tra questi ci sono poliziotti, carabinieri, teppisti black-bloc e teppisti tradizionali, ultras da stadio, agenti della Digos, esponenti della GDF, medici e polizia penitenziaria, politici e fiancheggiatori. Bisogna trovarli tutti e processarli, dovunque si siano nascosti, qualunque identità abbiano assunto. Occorre separare i colpevoli dagli innocenti e aggirare i depistaggi. Se questo non avverrà, la ferita di Genova rimarrà un fiume carsico di risentimenti e vendette. E la memoria non può essere la stampella della vendetta. Ma della giustizia.
Cyrano.
Martedì 18 Luglio 2006
di Francesco Costa · Categoria: Politica · ore 15:06
La faccenda dei senatori ribelli che da settimane minacciano di non votare il decreto sul rifinanziamento della missione umanitaria in Afghanistan diventa ogni giorno più paradossale. I punti ambigui, in questo caso, sono più di uno, e muovono dal più spietato cinismo politico mascherato da intransigente pacifismo, fino ad una buona dose di incoerenza e non-senso.
Iniziamo col chiarire di cosa si sta parlando: la missione umanitaria in Afghanistan - seguita alla guerra tra truppe angloamericane e talebani dopo l'11 Settembre 2001 - è una missione multilaterale sostenuta da 35 paesi (fra i quali la Spagna di Zapatero, giusto per dirne una) sotto l'egida dell'Onu e della Nato, missione nella quale è sostanzialmente confluita la precedente missione Enduring Freedom portata avanti unilateralmente dalle truppe angloamericane contro il regime talebano.
I cosiddetti senatori ribelli, manifestando la propria contrarietà al voto sul rifinanziamento di questa missione, esprimono un'opinione che - seppur legittima e inserita nella normale dialettica di una coalizione di governo - presenta diverse zone d'ombra. Vediamo quali sono:
Sabato 15 Luglio 2006
di Rachele · Categoria: Politica, Segnalazioni · ore 13:59
Pochi sanno che in Italia dopo il ghetto di Roma è toccato a Padova (serve registrazione) essere sfregiata, ieri notte.
Purtroppo la notizia è uscita solo sul corriere, peraltro ben nascosta, senza richiami in prima pagina. Perfino il Gazzettino sembra omettere colpevolmente la cosa.
Nessuna edizione di nessun quotidiano online riporta l'accaduto.
Secondo la sottoscritta non è un bel segnale.
E, purtroppo ultimamente sono troppi ad usare un antisemitismo neppure troppo velato come scusa per attaccare la politica di Israele.
Bisogna scindere signori, scindere.
E non dite che sono "i soliti quattro idioti".
Sappiamo tutti quanti che così non è.
Mercoledì 28 Giugno 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 22:02
Ordinanza firmata: fra qualche giorno gli alimentari, le pizzerie e i kebbabari (solo i take-away) delle due zone "calde" (Via del Pratello e Piazza Verdi) dovranno chiudere alle 21, due-tre ore prima rispetto ad ora. Che vendano o meno alcolici non conta. Alla sensata obiezione che la bibite gassate non fanno ubriacare il geniale assessore ha replicato con un paradigmatico "e ci va lei a controllare che non le vendano?". No, dovrebbe andarci i vigili, gli stessi controlleranno il rispetto dell'orario capestro, caro assessore.

La scelta della giunta Cofferati per "combattere il degrado" è ingenua, inutile ed inefficace.

Non risolve il problema perchè nessuno vieta ai gli ubriaconi organizzati di comprare una buona "scorta" di alcolici alle 20.59, perchè quelli con più voglia di camminare possono andare 500 metri più in là a rifornirsi.
Come se non bastasse la genialata è anche più che vagamente discriminatoria perchè colpisce esclusivamente esercizi commerciali gestiti da Extracomunitari (quelli operosi che pagano le tasse), anche quando questi non hanno mai venduto alcun tipo di bevanda alcolica nei loro locali per scelta religiosa, per evitare problemi o per senso di responsabilità e lucidità, due caratteristiche ignote al sindaco di Bologna.
Tranquilli (almeno fino all'inverno, "poi si vedrà") i pub e i ristoranti/pizzerie (quelli degli italiani che votano e s'incazzano) che sono nelle stesse zone e che possono rimanere aperti a vendere tutto l'alcol (a quattro volte il prezzo di un alimentari) che desiderano fino alle 3 del mattino.

Insomma, puoi ubriacarti, puoi stare in giro fino alle 3 del mattino ma devi potertelo permettere. Gli studenti ricchi sono più responsabili?

D'altraparte quando non sai/non vuoi dire/non puoi dire chiaramente nemmeno cosa stai combattendo diventa inevitabile fare solo confusione. Eh sì, perchè il "degrado", questo mostro pantagruelico, cos'è? Di cosa stiamo parlando? Della sporcizia? Della micro-criminalità? Dello spaccio? Dell'ubriachezza molesta? Oppure del fatto che i 50 mila studenti fuorisede ed in sede scelgono di andare a passare la serata, specialmente d'estate, nei due luoghi di ritrovo più comuni?

La misura adottata lascia pensare che il "degrado" sia proprio questo: la massiccia presenza di giovani che bevono un paio di birre in piazza.

E allora basta ipocrisia: la soluzione c'è, si chiama "coprifuoco".
Martedì 27 Giugno 2006
di Attimo · Categoria: Politica, Società, Sport · ore 00:21
PuponeGrottesco colpo di scena finale: il rigorino all'ultimo minuto ci porta tra le prime otto squadre del mondo, consentendoci di evitare altresì pericolosi supplementari contro la volenterosa (e nulla più) Australia. Ci regala un'altra serata per rimpinzarci di pizza, birra e dilemmi sulla formazione, come abbiamo assistito nel surreale collegamento pre-partita nella quale le telecamere stringevano sulle facce scurissime dei pedatori azzurri. Troppa tensione, mi veniva da dire osservando la diretta televisiva eccessivamente ansiogena. In quei momenti, quando fior di critici dibattono sulle questioni tattiche e di schieramento come se ci stesse giocando la vita in una partita a scacchi con la morte, colgo tutta la dimensione tragicomica della questione "Calcio" e ancor più del sistema "Italia", e osservo con lo sguardo misto tra rassegnazione e compatimento, come farebbe una madre di fronte al bimbo scapestrato ma che in fin dei conti gli vuole bene lo stesso. Crescerà è solo un modo per esorcizzare l'inevitabile immaturità che lo accompagnerà nel corso degli anni. La stessa espressione di compatimento la riservavo per i volti sudati e fieri di Lippi e i giocatori intervistati dopo la sveltina consumata negli ultimi secondi di partita. Dichiarazioni pompose, squadra con le palle per citare Zambrotta, quando invece si è assistito a una partita dove abbiamo sprecato quello che siamo riusciti a creare, dove abbiamo non dico  sofferto, ma assecondato un certo andazzo. Dove ha vinto più il Destino, quasi vendicandosi dello stregone Hiddink che potè beneficiare di copiosi doni arbitrali in terra coreana. Il fuoco di artificio finale solleva un grande polverone, che nasconde alcune dolorose verità. Lippi potrà anche fregiarsi di aver ragione grazie ai risultati dalla sua parte, ma ha sostanzialmente perso la brocca in due giorni, prima in conferenza stampa e poi nelle scelte della formazione. Quell'Inzaghi in panchina è stata una rinuncia incosciente, quel Del Piero in campo un'occasione mancata, l'ennesima, dall'Achille autoproclamatosi. Totti non è per niente tornato in forma, nonostante abbia tirato un rigore come si deve, e la Nazionale ha giocato a mio avviso una partita talmente arrendevole da sembrare quasi un atteggiamento voluto. Se non lo fosse, ci sarebbe da preoccuparsi seriamente per il proseguio del mondiale, ma un rigoruccio all'ultimo secondo trattasi di coincidenza paurosa, sono segni divini che potrebbero far ben sperare: si rischia tuttavia di sfociare nel paranormale, e sospendo il giudizio in attesa di nuovi miracoli. Resta l'incredulità per una vittoria agguantata in modo improvviso, una lattina ammaccata che schizza improvvisamente bollicine, anidride carbonica che fino a quel momento aveva intossicato la mente del ct, i muscoli dei giocatori e il cuore dei tifosi incollati allo schermo. E poi boom!, esplode, in modo terribile per i canguri ed esaltante per questa piccola Italia popolata da "schifosi" abitanti, per citare il leghista Speroni.
Qui mi collego all'altra Italia che ha vinto, quellla che è andata a votare, e ha votato no. Si è dimostrato che il referendum non è affatto uno strumento che non funziona più, come sentenziavano i corvacci dopo il fallimento del quesito sulla fecondazione assistita. Se la materia viene resa comprensibile (e questa volta l'hanno sì tentato di fare, ma in modo torbido, approssimato e superficiale, con lo scopo di portare a casa i voti del Si) e se i partiti e i vari mostri sacri che guidano il popolino (chiesa casa tele cosa) allora una buona parte di italiani (di più al nord) muove il culo fino alla cabina elettorale, votando, e anche qui non c'è da stupirsi, per partito preso, come alle precedenti politiche dove anche in quel caso l'affluenza alta fece "scalpore". Se ne deduce la voglia di affermare la propria posizione, l'intransigenza di chi è in ogni caso stanco e vuole difendere il proprio cortile, e magari allargarlo pure. Un paese testardo e miope, un paese calciofilo e qualunquista, un paese spaccato e unito, forse, solo dal ciucciotto di Totti.
Lunedì 26 Giugno 2006
di Supplente · Categoria: Politica · ore 19:33


Ed ora andatevene in Svizzera e toglietevi dalle palle, che dobbiam guardare le partite.
di Rachele · Categoria: Mondo blog, Politica, Satira · ore 12:37
I blogger hanno sponsorizzato i radicali, i radicali han fatto un buco nell'acqua.
I blogger hanno sponsorizzato i quattro sì al referendum per la procreazione assistita e l'affluenza è stata ridicola.
I blogger hanno sponsorizzato Scalfarotto e l'Italia ancora adesso si chiede chi sia Scalfarotto.
I blogger hanno sponsorizzato la rosa nel pugno che secondo loro doveva fare strike di tutto e tutti alle elezioni e i risultati sono stati leggermente diversi.
I blogger erano convinti che Prodi vincesse con un margine molto ampio e si è visto come è andata.
I blogger hanno sponsorizzato il no al referendum confermativo.
Se statistica non mente non ci sarà bisogno di aspettare lo spoglio.
Sabato 24 Giugno 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 12:10
urloman.jpg R: Io voto si.
F: Io voto no.
R: Va bè...
F: Perchè voti si?
R: Io ci tengo che rimanga la costituzione.


Giovedì 22 Giugno 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 04:28
Stasera tirava una brutta aria in Piazza Verdi, il cuore della città universitaria bolognese.
Ai soliti assonnati poliziotti che presidiano notte e dì la piazza, mentre in via petroni (a 10 metri) l'offerta di droghe leggere di pessima qualità cresce esponenzialmente, si erano sostituiti una trentina di celerini in assetto antisommossa. Verso le 22 un simpatico episodio di guerriglia urbana, con lancio di bottiglie, manganellate e cariche, ha animato la serata.

Dopo aver schivato un paio di enormi fuoristrada nuovi di zecca guidati da impomatati autisti che osservavano incuriositi la scena sfilando verso via San Vitale ho curiosato un po' e ho scoperto che tutto è nato dallo scontro, prima verbale poi fisico, fra i 4 carabinieri che stazionavano nella piazza e un ragazzo che aveva deciso di utilizzare un portone nella via laterale come suo personale gabinetto. Lo sfacciato urinatore non ha tollerato di essere redarguito e urlando ha richiamato gente, i carabinieri hanno furbescamente pensato di calmare le acque spruzzando dello spray urticante negli occhi di qualcuno dei presenti e uno di loro si è beccato in risposta una bottigliata in faccia.
Il passo da una bottigliata a 100 bottigliate è stato breve e la tensione è arrivata alle stelle.

Domani si riaprirà la mai sopita polemica su Piazza Verdi, sui punkabestia, sui giovani che si ubriacano e disturbano il sonno dei residenti, e le conseguenze sono prevedibili: qualche ridicolo divieto "sperimentale" placebo, zero percezione di cosa è realmente problematico e di cosa non lo è, nessuna soluzione e litrate di inchiostro e chiacchiere del solito tenore. D'altraparte da quando c'è Cofferati a Palazzo D'Accursio non si parla d'altro, al punto che fra le polemiche sul rave, le polemiche sui lavavetri, le polemiche sugli orari di vendita degli alcolici, le polemiche sulla sicurezza, le polemiche sul degrado, le polemiche sugli immigrati e via polemicando di tempo per fare qualcosa di concreto, il caro Cofferati, ne ha trovato pochissimo.

Come sempre, in questo marasma di umarells inferociti, rifondaroli cinquantenni rissosi sempre dalla parte dei ventenni casinari (peraltro all'insaputa dei ventenni stessi) e sindaci "ex-speranzedellasinistra" con pesante deficit di capacità di dialogo e mediazione, l'unico assente eccellente è sempre lui: il buonsenso.

Tipo, se vieti giustamente ad un paio di centinaia di ubriachi di urinare sui portoni, sarà ben più semplice spiegarglielo se piazzi un paio di bagno chimici in un angolo. O no?
Martedì 20 Giugno 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 02:42
Le diatribe che hanno come oggetto il programma delle coalizione di governo non sono una cosa nuova, il copione è collaudatissimo: qualche esponente del centrosinistra dice una cosa sensata, come reazione ottiene gli attacchi di tutto il centrodestra seguiti e preceduti dagli attacchi dei peggiori elementi (che non sono pochi) del centrosinistra che bollano la proposta come "non aderente agli accordi e al programma". L'ultimo caso non fa eccezione.
Un paio di giorni fa il Ministro Pollastrini ha detto di stare pensando "ad una legislazione umana e saggia per le unioni di fatto, omosessuali e non, cosa che sta a cuore a voi e a molti di noi".
Puntuale lo "stop" del portavoce di Prodi: "La linea del governo sulle unioni civili rimane quella concordata nella fase di definizione del programma di governo"

Altrettanto puntuale l'intervento della meravigliosa Binetti, la neo senatrice ruiniana della Margherita che si è guadagnata il posto animando il comitato astensionista "Scienza e Vita" sul referendum per l'abolizione della legge fecondazione assistita (grazie Ciccio Rutelli per il magnifico regalo a tutti noi), che ha esternato così: "sono stupita per il fatto che il primo atto pubblico del ministro Pollastrini di cui vengo a conoscenza sia dedicato, tra tutte le possibili destinazioni, al tema delle unioni di fatto...Questo è un tema su cui non c'é accordo su un'iniziativa da parte del governo, né se ne fa menzione sul programma dell'Unione"

Peccato che nel famigerato programma ci sia scritto (pagina 72) questo:

Unioni civili

L'Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità di un'unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale. Va considerato piuttosto, quale criterio qualificante, il sistema di relazioni (sentimentali, assistenziali e di solidarietà), la loro stabilità e volontarietà.

Cos'è che non ho capito bene?
Mercoledì 14 Giugno 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 02:04
Stasera, mentre ero lì che cercavo di comprendere la logica dei vescovi italiani che 12 mesi fa predicavano l'astensionismo e oggi invitano al voto come dovere civico e concludevo prendendo atto di quanto il sedere basso sia un'inestirpabile piaga per il genere umano, ho beccato lo spot informativo di mediaset sul Referendum confermativo della riforma costituzionale del prossimo 25 e 26 Giugno.
Solito schema, all'apparenza, la voce dello speaker che fornisce informazioni "tecniche" sullo svolgimento della consultazione accompagnata da una grafica di dubbio gusto: una forma di "promozione" e di "servizio" innocua e, spesso inutile, per definizione.
Non so perchè ho preso ad osservarlo ed ascoltarlo con attenzione e sono rimasto semplicemente sconvolto.
Giunto al momento della spiegazione dei "contenuti" del referendum lo speaker recita: "la riforma in oggetto, fra le altre cose, propone la riduzione del numero dei parlamentari, da 630 a 518 per la camera, da 313 a 252 per il senato". La scelta della modifica da illustrare "fra le altre cose", vale a dire fra i 50 articoli modificati che stuprano la carta del '48 cambiando prerogative e funzionamento interno di TUTTI gli organi costituzionali preposti al funzionamento del potere legislativo, esecutivo e giudiziario, non solo è assurdamente parziale, ma anche paradossalmente incompleta perchè dimentica di specificare che questa riduzione avverrebbe comunque solo nel 2016.
Tanto per esprimersi in un linguaggio comprensibile all'italiano medio significa non solo DOPO il termine del mondiale di calcio di Germania 2006, ma anche del prossimo in Sudafrica nel 2010 e di quello successivo la cui sede non è stata ancora fissata e che avrà luogo nel 2014.
Ma il capolavoro sta nella grafica ficcante che accompagna queste affermazioni: un rapido contatore che diminuisce con i numeri della riduzione dei parlamentari e, colpo di genio supremo, un piccolo parlamentino stilizzato ricolmo di tanti omini i quali, prima si trasformano nel simbolo dell'Euro, e nel momento in cui viene pronunciata la formula magica "riduzione numero dei parlamentari" svaniscono rapidamente dalle tribune.
Un concentrato di falsificazione, mistificazione e parzialità di una efficacia paurosa.
Ho avuto conferma del fatto che questo è l'unico spot che Mediaset manda in onda per informare i cittadini, non so se la trasmissione di questa porcheria sia obbligatoria per la "grande industria culturale" (d'alema dixit), ma qualora lo fosse mi domando se dovremo attendere il 27 Giugno perchè la messa in onda venga sospesa.

P.s. Lo spot Rai, oltre ad avere in una porzione delle schermo una persona che traduce con il linguaggio dei segni quanto detto dalla voce in sottofondo, è giocoforza riduttivo rispetto alla portata della decisione che gli italiani dovranno prendere, ma doverosamente si sofferma su una lista di alcuni "particolari" insignificanti contenuti nel testo di riforma approvato dal precedente governo, robetta tipo "le prerogative del primo ministro", "i poteri del presidente della Repubblica", "la formazione delle leggi" e via dicendo. E menomale.
Venerdì 9 Giugno 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 10:36
Per quasi un mesetto, avevamo avuto la sensazione che con questo PresDelCons non ci saremmo divertiti come con l'altro. Per fortuna non è così: racconta le barzellette e gli scappano dette le cose esattamente come al coetaneo di Arcore. Ah, l'età...
Mercoledì 31 Maggio 2006
di Francesco Costa · Categoria: Politica · ore 23:36
Mi duole dirlo, ma Mara Carfagna ha ragione. Benchè io stesso alla vigilia potessi pensare il contrario, le recenti elezioni amministrative in Sicilia ci hanno dato la prova provata che non c'è cosa più inutile delle quote rosa.

In Sicilia si è votato con una nuova legge elettorale: sistema proporzionale con sbarramento al 5%, voto di preferenza e quote rosa, ovvero l'obbligo da parte di ogni lista di contenere il 30% dei candidati donna, posizionati nella lista alternando ad ogni nome maschile un nome femminile. Semplice e lineare.
Il risultato? Se escludiamo Rita Borsellino (alla quale proprio la nuova legge elettorale garantisce un seggio da deputato in qualità di candidato della minoranza), su novanta parlamentari eletti le donne sono tre. Si, proprio così: t-r-e.

Non è finita. Se andiamo a vedere chi sono le tre donne elette, scopriamo che due di loro fanno parte del centrodestra (Giusy Savarino, Udc e Giulia Adamo, Fi) e una soltanto del centrosinistra (Francesca Cantafia, Ds).
Altra bomba: nell'ultima legislatura - eletta senza le quote rosa - le donne erano addirittura quattro, una in più rispetto a questa eletta con le quote rosa. Ed erano tutte del centrodestra (sì, proprio così: il centrosinistra non aveva eletto nemmeno un deputato donna).

E ora - preso atto del fatto che il problema della rappresentanza femminile non deriva tanto dalla misoginia dell'attuale classe politica quanto da un'arretratezza culturale ed una concezione del potere di stampo medievale e sessista, e appurato che non ci sarebbe niente di più sbagliato per il centrosinistra di pensare di essere anche minimamente differente rispetto all'altra parte - che si fa? Continuiamo a delirare di quote rosa o facciamo un passo indietro e ricominciamo tutto da capo?
Martedì 30 Maggio 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 13:53
Se mettono Mastella alla giustizia
Uno, giudicheremo Mastella da quel che farà.
Due, possiamo già giudicare chi ce lo mette.
(Luca Sofri, 16 maggio e in altre occasioni nei giorni precedenti)


Caso Sofri, Mastella annuncia: "La grazia ad Adriano Sofri entro quest'anno" (Repubblica, oggi)
Mercoledì 24 Maggio 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 01:35
prodidubbio.jpgSi disputa una partita. Finisce 1 a 0 per la squadra di casa. Gli avversari non ci stanno: il gol non c'era. Allora spiegano: noi ora riguardiamo il filmato della partita, e se ci accorgiamo che il gol non è regolare, si rigioca. La squadra di casa secondo voi cosa pensa? E' chiaro che purtroppo rigiocheremo: figurati se il gol risulterà regolare secondo il loro modesto giudizio.

Sulle elezioni politiche mi pare quasi sia la stessa cosa. Viene costituita una "Giunta per le elezioni" (ma da quando in qua?) con lo scopo di riconteggiare i voti, presieduta da Forza Italia. Come potrebbe andare a finire il riconteggio? Verrebbe costituita tale giunta se non ci fosse la minima speranza per il Polo di ribaltare un risultato dato ormai per scontato? Ovvio: no.
Nel caso di colpi di scena, ovviamente sarebbe il caos. L'Unione a quel punto non accettarebbe il verdetto, si procederebbe ad un nuovo estenuante riconteggio sotto la supervisione della protezione civile e a ferragosto saremmo ancora a discutere su chi ha vinto. Il colpo di coda del Caimano potrebbe essere più palloso e lungo del previsto.

Scenari possibili:
1) Napolitano scioglie le camere e indice nuove elezioni mettendola in quel posto ai Ds che l'hanno voluto Presidente. Berlusconi si candida e vince, di poco, diventando di nuovo premier. Nel paese scoppia una sanguinosa guerra civile.
2) Napolitano traccheggia e chiede ulteriori verifiche sul voto. Una nuova commissione presieduta da toghe rosse conferma la vittoria del centrosinistra.
3) Napolitano prende atto della sconfitta politica del centrosinistra, tuttavia, poichè comunistaccio, dopo un nuovo giro di consultazioni affida nuovamente l'incarico di formare il governo a Romano Prodi che conferma tutta la squadra all'infuori di Mastellone che viene silurato per salvare la faccia.
4) Napolitano scioglie le camere e indice nuove elezioni. Il centrodestra candida Casini che vince le elezioni grazie all'appoggio della Chiesa e dei democristiani scontenti di un mese di governo Prodi. Per lo shock il Presidente della Repubblica ci lascia le penne. Al Colle gli subentra Silvio Berlusconi. Nel paese scoppia un'improvvista ondata teocon. Vespa è eletto senatore a vita. Invasione di cavallette dalla testa doppia. Mal di pancia generalizzato. Conati sparsi.
Mercoledì 17 Maggio 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 15:37
I ministri del secondo governo Prodi 'vantano' un passato di ben 226 anni di appartenenza a partiti comunisti o organizzazioni collaterali, cosi' suddivisi: 160 anni nel Pci e 1 nello Psiup, entrambi finanziati dall'Unione Sovietica, 36 anni nella Cgil, a suo tempo anch'essa finanziata da Mosca, 14 anni in Democrazia Proletaria, 15 anni in Rifondazione Comunista, 15 di comunismo "indipendente" (Bianchi).


Il conto e' fatto dal Senatore Lucio Malan, responsabile dell'Ufficio Propaganda di Forza Italia. Me lo vedo, curvo sulla scrivania con la calcolatrice alle due del pomeriggio mentre scartabella nel passato tinto di rosso di questi bolscevichi ministri eletti da poche ore.
Mercoledì 10 Maggio 2006
di Francesco Costa · Categoria: Politica · ore 10:53
Se tutto va come deve andare, tra qualche ora avremo un nuovo Presidente della Repubblica e il suo nome sarà Giorgio Napolitano. Ad essere sincero, la scelta non mi entusiasma.

Non mi entusiasma innanzitutto per il fattore anagrafico del quale è impossibile non tenere conto. Insomma, altro che Generazione U: ci si dimentica che in Italia l'età media degli uomini sta intorno agli ottanta anni. Napolitano ne ha già ottantuno. Gli auguriamo di campare altri vent'anni, ma qui si corre il rischio di ripetere questa pantomima tra due-tre anni.
Inoltre - e qui mi già mi aspetto linciaggi -, la candidatura di Giorgio Napolitano non mi entusiasma per il metodo che ha utilizzato il centrosinistra nel proporre il suo nome. Non mi interessa prendere le difese di un centrodestra indifendibile. Mi rivolgo però a chi - come me - tenta di riconoscersi nel centrosinistra: ammettiamolo, questa volta non abbiamo fornito un ottimo spettacolo al paese.
La candidatura di Giorgio Napolitano è stata l'unica exit strategy possibile per un centrosinistra messo in grave imbarazzo dagli errori strategici del suo maggiore partito.
Martedì 9 Maggio 2006
di Attimo · Categoria: Politica · ore 18:01
L'elezione del Presidente della Repubblica è ancora in una fase politica di stallo, molto probabilmente verrà sciolta domani con l'elezione dello scialbo ma autorevole Napolitano. Nel frattempo stiamo assistendo a una due giorni di nomi sparati in sequenza, quindi due giorni di calma piatta che solo la fantasia può accendere (LSofri suggerisce un simpatico mixaggio). La chiamata dei Grandi Elettori risulta sostanzialmente un noioso elenco di nomi, ma il microfono aperto regala alcune battute del Segretario Chiamante (dopo aver tentato invano di pronunciare un cognome tedesco, aggiunge sghignazzando "ahò questo lo voglio conoscere..."). E' durante lo spoglio, tuttavia, che si possono udire autentiche perle partorite dalla goliardia dei nostri deputati e senatori. Già ieri la litania Bianca/Letta è stata interrotta da nomi come il presidente del terzo ramo del Parlamento (Bruno Vespa), un medico emigrato all'estero (Gino Strada), un attempato cantautore emiliano (Francesco Guccini). Oggi dal sito del Corriere l'elenco di perle viene aggiornato e si adegua ai tempi moderni e all'attualità più stretta. Ecco dunque comparire nel segreto dell'urna un rispettato dirigente di un club calcistico torinese (Luciano Moggi) e un adunatore di masse ggiovani (Vasco Rossi). La lista è qui, comprende anche personalità morte (Almirante), pacate (Oriana Fallaci) o chiaramente sopra le parti (Berlusconi).
Domenica 7 Maggio 2006
di Supplente · Categoria: Politica · ore 12:46
Non ho capito perchè la sinistra cerchi ancora un dialogo con Berlusconi. Vuol eleggere Baffetto? Lo elegga e basta, ha i numeri per farlo anche senza la Rosa nel pugno, certi che qualche voto dal centrodestra arriverà sicuro. Il problema semmai è un altro: la legittimazione popolare manca del tutto. Se Ciampi riscuoteva adorazioni in ogni dove, si rischia di sentire svariati fischi nelle visite ufficiali del futuro capo dello Stato comunista. E allora la mia proposta è semplice ma efficace: lasciamo che sia il popolo a scegliere il rappresentante della nostra malandata Repubblica e non il solito gioco di poltrone.
Lasciamo che sia il popolo ad eleggere a pieni voti una bonazza, una velina, una modella, un'attrice avvenente, quale simbolo dell'italia prospera che lavora, produce e sorride guardando con fiducia all'avvenire.
Giovedì 4 Maggio 2006
di · Categoria: Politica · ore 17:44

Mettiamoci d'accordo. Che razza di Presidente della Repubblica vogliamo? Onesto, equilibrato, equidistante, innocuo, con un'ottima eloquenza e buon figurante? Oppure funzionale, pratico, nè di destra nè di sinistra, potente, ammanicato con il mondo, trafficone, magari in perenne lotta con l'italiano però al corrente dei segreti di tutti, anche quelli di Berlusconi e in grado di comandare da solo il calcio italiano che è un'istituzione, figuriamoci l'Italia che è una pagliacciata di democrazia. In più perfetto per le imitazioni di Fiorello.
Se la seconda ipotesi vi piace ecco l'uomo che ci farà risalire nel G7 e ci farà rispettare per i prossimi 7 anni.

 

Lunedì 24 Aprile 2006
di · Categoria: Politica · ore 17:32
Ridimensionare Mediaset:. Bertinotti  ha scatenato i piagnstei delle destra e anche di qualcuno della sinistra (mi spiace On. Rizzo, con tutta la stima che ho per lei, non ha capito un cazzo, mentre lei, on. Mastella, di lei non ho stima, ma non ha capito un cazzo lo stesso). Quando Bertinotti dice che "Mediaset deve dimagrire" non intende che mille, duemila persone debbano finire sulla strada, ma che che le stesse possono svolgere lo stesso lavoro sotto un altro padrone. Ovvero che con una bella legge sul conflitto di interessi Mediaset sarà dimagrita, obbligando SuperPremier a cedere una delle sue reti o a dirottarla sul satellite. Basterebbe peraltro applicare la Legge Mammì per farlo.
Che poi Bertinotti probabilmente stia facendo dei danni tra i fragili equilibri del centrosinistra quesro è un altro discorso...
di Notuno · Categoria: Politica · ore 17:18
Giusto ieri Bertinotti, Presidente della Camera in-pectore, ha dichiarato che "bisogna combattere le condizioni di monopolio, duopolio o di oligopolio" e che quindi "mediaset va dimagrita, in termini di reti e di pubblicità". Le sue parole hanno causato reazioni scandalizzate da parte del centrodestra, d'altraparte il loro padrone è pur sempre il proprietario di Mediaset, ma critiche sono arrivate anche dal centrosinistra.

Oggi Prodi è intervenuto per "stoppare bertinotti", invitandolo ad attenersi al programma dell'Unione.
Peccato nel famigerato programma (pag. 265) ci siano scritte queste cose...
Domenica 23 Aprile 2006
di · Categoria: Politica · ore 01:27
Credevo fosse uno scherzo. Invece temo proprio che ci beccheremo Andreotti alla Presidenza del Senato.
Domenica 16 Aprile 2006
di · Categoria: Politica · ore 11:28
Non bastasse il voto degli Italiani all’estero, adesso si scopre che se non avessero applicato “la porcata”, la CdL avrebbe vinto, e pure con un ampio margine.

«Abbiamo simulato l’esito delle politiche del 2006 con le regole del 2001: la Casa delle libertà avrebbe vinto. Alla Camera avrebbe ottenuto 320 seggi, 245 col maggioritario e 75 col proporzionale. Al Senato, 166 seggi, 129 dalla parte maggioritaria e 37 da quella proporzionale. In entrambi i casi senza tenere conto di eventuali seggi ottenuti in Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, e tra gli italiani all’estero. Con il nuovo sistema, la Cdl non ha sfruttato gli exploit concentrati in circoscrizioni e Regioni, nelle quali avrebbe conquistato la quasi totalità dei seggi maggioritari.
Applicando i parametri di un semplice modello statistico stimati con il sistema vigente nel 2001 abbiamo simulato l’esito delle politiche del 2006 con le regole del 2001: la Casa delle libertà avrebbe vinto, anche se meno largamente rispetto al 2001. In Italia, avrebbe avuto infatti almeno 320 seggi alla Camera (contro i 277 ottenuti), e almeno 166 al Senato (contro i 153 ottenuti). Avrebbe cioè ottenuto la maggioranza indipendentemente dall’esito del voto dei residenti all’estero.»

Il resto su www.lavoce.info
Giovedì 13 Aprile 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 08:00
Ho sentito molti commenti sulla linea "Berlusconi non ha perso" in giro. Su blog come su giornali.
Beh, io non sono d'accordo. Il "berlusconismo" sicuramente non ha perso ma è evidente che l'unico elemento che poteva indurre molti a ritenere questo particolare fenomeno "estinto" erano i sondaggi che prima delle elezioni davano la Cdl 4-5 punti percentuali sotto l'Unione.
Personalmente ho sempre pensato, e l'ho scritto più volte, che il fenomeno di degenerazione morale del nostro paese che prende il nome dal piduista residente ad Arcore non era per nulla sconfitto: il modo in cui si è spenta senza lasciare traccia l'ondata d'indignazione del movimento dei "Girotondi" e la conseguente totale assenza di qualsiasi forma di protesta forte, autorevole e concreta alle porcate degli ultimi due anni di governo ne erano la prova.
Se in un paese c'è una diffusa e decisa contrarietà ad un provvedimento di legge, mi viene in mente l'ultimissima inciviltà della legge pecorella sull'inappellabilità, il meccanismo dovrebbe essere più o meno questo:
1. Annuncio della legge
2. Proteste dell'opposizione
3. Appelli da parte di elementi della società civile
4. Manifestazioni di piazza, scioperi, raccolte di firme e simili non occasionali ma continue e senza tregua
5. Il governo, indotto a ritenere maggioritaria nel paese l'opposizione alla sua proposta, ritira la legge
Esattamente questo è successo, ad esempio, in Francia con il CPE.

In Italia invece nemmeno il movimento contro la modifica all'art. 18 ha ottenuto un successo pieno in fase di contrattazione ed il referendum successivo è naufragato come tutte le ultime consultazioni di quel tipo.

Ora, ciò premesso, trovarsi di fronte ad una sostanziale parità numerica fra sostenitori di silvio e suoi oppositori non dovrebbe essere questa gran sorpresa ed il fatto che il sistema elettorale consegni la maggioranza all'Unione non mi sembra un risultato deludente: mi sembra una grandissimo risultato.

Considerato il contesto italiano riuscire ad uscire dalle urne con una maggioranza abbondante alla camera ed una risicata al senato è un risultato migliore, per assurdo, anche di un successo largo in termini di voti.

Il comportamento schizzoide di Berlusconi, ieri ammansito nella speranza di riuscire a strappare un inciucio, oggi di fronte alla fermezza di Prodi (e ci mancherebbe pure) di nuovo scatenato con le puttanate sui brogli e fantasiosi riconteggi, dimostra quanto il nostro EX-presidente del consiglio sia uscito sconfitto da queste elezioni politiche.

Update: Il CaiNano comincia ad assomigliare sempre di più al Caimano morettiano (parlo del finale). Ora vorrebbe addirittura emanare un decreto apposito per contare tutte le schede. La cosa è, semplicemente, "non prevista dalla legge". Dopo 5 anni con lui so che per molti italiani la formula "non previsto dalla legge" è priva di significato. Ad ogni modo "la Legge" che regola i meccanismi di voto garantisce tutti i partiti e i cittadini grazie al sistema dei rappresentanti di lista, al ricontrollo dei verbali e all'assegnazione dei voti contestati da parte delle Corti d'Appello. Questi controlli sono in corso e finiranno in fretta grazie al -60% netto di voti contestati che l'ultima leggina elettorale ha prodotto.
Stasera, massimo domani, avremo un verdetto che paradossalmente potrà essere anche favorevole a lui.
Il CaiNano ha un problema, lo ha sempre avuto, pensare che le leggi che valgono per gli tutti non valgano per lui. Le cose sono cambiate.
E' ora che si cominci ad abituare all'idea. In fretta.
Martedì 11 Aprile 2006
di Attimo · Categoria: Politica · ore 10:06
Dopo cinque anni così, ci si aspettava una reazione "umana" da questo mostro senza testa che è l'elettorato italiano. Una reazione non dico di rifiuto, di ripudiamento netto, ma quantomeno di fastidio, sì. E non perchè lo dicessero i sondaggi, o la gente al bar, ma per un mio allocco sentore che se le cose andavano male, e andavano male dopo cinque anni di un governo di promesse mancate e delusioni invece puntualmente confermate, sarebbe stato umano provare a votare l'altra parte. Provare l'alternativa. Dopo cinque anni così, invece, abbiamo assistito a un psicodramma collettivo, dove i primi a suicidarsi sono stati, credo, gli stessi sondaggisti autori di ingenui exit-poll, per poi vedere crollare tutto il vantaggio di mesi di aspettative, comizi, di rese dei conti e di "mandiamolo finalmente a casa". Dodici ore di diretta televisiva a cui ho assistito inerme sul divano del quartier generale di Ciccsoft, allibito di fronte a una corsa voto su voto pazzesca e mai verificatasi prima nella storia del nostro Paese. Si è arrivati (forse) alla conclusione che si è spartita la posta in palio quando invece una squadra avrebbe dovuto (numericamente) prendere a randellate i poveri avversari. E' già questo, almeno moralmente (il calcio me lo insegna) è una mezza vittoria del centrodestra. Dopo cinque anni così, a leggere i titoli dei giornali oggi mi sale un pò il magone, perchè evidentemente ci hanno raccontato un'unica, grande, balla. Non è vero che il Paese è stanco e vuole cambiare. Al paese le tasse di successione o l'abolizione dell'Ici non gliene frega niente, perchè tanto, voterà sempre uguale, ognuno per la propria strada. Dal 1994 ad oggi, ad ogni elezione la coalizione che vinceva ha sempre vinto per qualche centinaia di voti. Numericamente parlando, la forbice è sempre stata stretta, fino a diventare strettissima ieri sera tale da spezzare in gola il grido di vittoria del popolo del centrosinistra. Non ci sono stati grandi spostamenti di voto, i radicali hanno preso il 2,5% come nel 2001, solo che stavolta entrerano in parlamento perchè coalizzati. Forza Italia è scesa al 23% ma è salita di 4 punti i seguaci di Casini (diomio), quindi i voti persi sono finiti pur sempre ai bordi dell'impero. E nel centrosinistra, hanno più o meno le stesse percentuali di qualche anno fa. Ho come l'impressione, io che analista politico e sociale non sono, che si sia votato più per partito preso, che in base al bilancio del governo o alle aspettative dell'Unione. Bisogna forse prendere atto che in Italia ci sei tu e ci sono "loro", e l'economia può tirare o la criminalità dilagare che questo poi non conta molto. Alla fine ci si guarda con sospetto a vicenda, ci sono quelli che ormai hanno Berlusconi nel sangue e quelli che ce l'hanno nella bile, c'è un'idea di appartenenza a una delle due barricate che forse nemmeno le promesse possono riuscire a spostare di molto. Si dirà che l'abbiamo fermato, e dopo cinque anni così è comunque un grandissimo e fondamentale risultato, ma io non ho visto nessuna avanzata del centrosinistra nè un crollo del centrodestra. Anzi. Se ieri sera Prodi e compagni hanno potuto gridare alla vittoria (scena patetica e penosa, e lo dice un prodiano convinto) è stato proprio grazie a quella legge elettorale altresì definita "porcata", che gli permette di avere la maggioranza alla camera nonostante siano in parità numericamente parlando. Assomando i voti di Camera Senato, numericamente l'Unione è sotto ai malefici del Centrodestra. Dopo cinque anni così, vedendo come è andata, mi viene da chiedere: Siamo contenti?
di Rachele · Categoria: Politica · ore 02:48
Alle tre del mattino so quantomeno che non sono io.
Mi pesa doverlo dire, ma se c'è qualcuno che ha vinto è Berlusconi.
Lo si doveva eliminare quasi fosse una cosa dovuta ed invece ha spaccato l'Italia a metà.
Non ho voglia a quest'ora della notte di mettermi a far fnta d'esultare per una manciata di voti di scarto.
Ha vinto lui.
Tutto qua.
O perlomeno se c'è una cosa certa è il fatto che Prodi ha "perso".
E che l'Italia che "tira" economicamente non lo vuole.
Non sarei esattamente felice di governare in questi stati, io.
Ma io una dignità ce l'ho.

[edit delle 9:00 di mattina]

"Un ragazzo gli ha chiesto se farà il ministro degli Esteri e D'Alema ridendo ha detto indicando con un dito le finestre della sede dell'Ulivo: "Questo lo dovete chiedere a Prodi"."
Non me ne frega nulla di vincere cxsì.
Avanti il governo tecnico e si torni alle urne.
Che l'Italia ha perso, in ogni caso.
Non fate finta d'essere credibili e mantenete la vostra dignità.
Io non mi sento di dire ho vinto con uno scarto simile e circa centomila voti a uno come Panto, fuori dalle coalizioni.
Il primo che oggi vedo che esulta gli tiro due pappine dritte in faccia lasciandolo incatenato in ginocchio sui ceci a fare mea culpa per il resto della giornata.
Nel frattempo finisco di farmi dare il visto per l'espatrio.
Lunedì 10 Aprile 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 07:31
Oggi mi sono "sporcato le mani" e ho votato centrosinistra. Il centrosinistra delle Binelli, dei De Mita, dei Rutelli e dei D'Alema. Ok, magari non proprio quel centrosinistra lì, ma siamo lì.
Questa gente non mi piace, non mi è mai piaciuta e, anche ipotizzando un drammatico invecchiamento reazionario, difficilmente mi piacerà.

Però l'ho fatto e mi sono tolto un peso. Per certi farneticanti sostenitori del Cavaliere sarò patetico, ma non mi vergogno a dirlo: gli ultimi cinque anni mi hanno fatto stare male, nel vero senso della parola.

Non intendo "male" economicamente. Qualora non si fosse capito faccio parte di quella piccola minoranza che, pur non avendo sufficiente tempo e denaro per gestire costose Web-Radio allo scopo di disquisire sull'enorme culo della Ricciarelli e nonostante abbia un futuro da precario senza malattie pagate all'orizzonte, non ha visto (ancora) il suo tenore di vita intaccato "dalla crescita zero", dagli aumenti generalizzati e via andando con i cavalli di battaglia di Fassino e Bertinotti. Vabbè, lo ammetto, magari compro qualche cd e qualche libro in meno e vado meno a mangiar fuori (non inteso come piada da asporto), ma onestamente prima compravo troppi cd, troppi libri e mangiavo troppe volte fuori. Non sono queste le cose che mi hanno tormentato nell'ultimo quinquennio e, tanto per esser chiari a me del tema tasse, se non parliamo di abbassare l'Iva sulla cultura, frega molto relativamente...
Domenica 9 Aprile 2006
di Rachele · Categoria: Politica, Segnalazioni · ore 18:23
Se vai la croce fuori dal simbolo il voto non viene conteggiato.
Quali sono esattamente i margini che definiscono il "fuori"?
E' stata pubblicizzata adeguatamente sta cosa che io non l'avevo mai sentita prima?
Per il resto qui si aspetta.
Poi domani si vedrà.
di TheEgo · Categoria: Politica, Segnalazioni · ore 15:17
ulivo-rametto.gifPoi dicono che la Chiesa non si schiera. A me è parso di vedere uscire da messa un sacco di persone con un rametto di ulivo in mano e poi recarsi al seggio...

di Attimo · Categoria: Politica · ore 12:18

O meglio, mi è stato chiesto di scegliere se preferisco la certezza dell’annegamento - mia, delle persone a me vicine, della comunità in generale - o la speranza, anche solo tenue, di riuscire a mettere la testa fuori dalla merda. Non c’è una terza alternativa. Non esiste. Le scelte sono queste. Se voto, ho una pur minima speranza. Se non voto, non ce l’ho, e non ho diritto a sperare. Mi merito di annegare. Morirò, e come aggravante mi trascinerò dietro anche gli altri.

Mi è stato chiesto. Mi viene chiesto oggi. E per tutti i motivi di cui sopra, e altri, all’opinionismo e al terzismo e ai signoramia questa sinistra non si può vedere preferisco il voto.
E adesso, appunto, vado a votare.

Parole di Giulia Blasi. Sentimenti, spero, di tanti italiani.

Mercoledì 5 Aprile 2006
di Neuroni Pigroni · Categoria: Politica · ore 15:51
Ti sei ricordato, domenica scorsa, di cambiare l'ora?
Domenica prossima ricordati di cambiare governo, sennò di legale ci resta solo l'ora.
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 12:40
R: "Ma perchè, che differenza c'è tra un Violante e un Craxi?"
E:
Martedì 4 Aprile 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 15:22

Se anche tu sei coglione usa pure questo banner.
Questo o questo da mettere nella colonna.
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 00:36
Bel dilemma, nei prossimi giorni. Credere di più all'abolizione dell'Ici o alle dimissioni di Emilio Fede?
(Antonio Dipollina, Repubblica)

inutilecheguardichisia-ignorante.jpgCome più volte annunciato ai suoi collaboratori questa sera è andato in onda l'ultimo, geniale e raccapricciante al tempo stesso, spot elettorale del Cavaliere. L'asso nella manica per l'ultimo appello televisivo concessogli senza diritto di replica. L'ultimo tentativo di ribaltare l'esito di un voto che secondo i sondaggi appare ormai scontato da mesi per quanto inaffidabili siano queste rilevazioni demoscopiche.
Memore del disastro dell'altra volta quando perdendo di vista il tempo venne bruscamente interrotto, questa volta Silvio si è preparato a puntino. La voce limpida e distesa, sguardo alla telecamera ed ecco di nuovo lo spot personale che va in onda. E' suo l'ultimo intervento: "Aboliremo l'Ici. Avete capito bene, è una scelta coraggiosa ma la dobbiamo fare". Coupe de theatre, in gergo tecnico. Attimo di smarrimento nelle case italiane. I comunisti sobbalzano. I peones del Berlusca sbalordiscono orgasmando. Poi quel dito puntato verso gli elettori: "scegliamo di andare avanti", e quel sorriso bonario e sognante presente nei nostri peggiori incubi dal '93 quando "scese in campo per occuparsi della cosa pubblica".

L'ultimo assalto del re delle televisioni è mediatico. E' giocato sulla capacità comunicativa, sulla forza di un sogno irrealizzabile e di uno slogan populista capace di smuovere le coscienze degli italiani che credono ciecamente a chi sventola sotto il naso proposte allettanti a suon di titoloni. Servirà a qualcosa?

Ecco, a mio modestissimo avviso, la scena andata in onda questa sera è l'ultimo atto di un Re ormai prossimo alla fine. L'ultima spiaggia di un delirio iniziato ormai qualche tempo fa e che lo sta rodendo dentro sempre di più fino a togliergli il lume della ragione. E' parso un grido disperato: "votatemi vi prego, farò qualunque cosa purchè apponiate quella fottuta croce al posto giusto!". Non bastavano i treni gratis, gli stadi, i teatri e il cinema a sbafo per i settantenni. Non era sufficiente il milione di posti di lavoro promesso anni fa e mai mantenuto del tutto. Più figa per tutti? Troppo giovanile e poco opportuno per conquistare i consensi dei cattolici. Pensa che ti ripensa, cos'è che può interessare tutti gli italiani senza distinzioni, affinchè si convincano della bontà del mio programma? La casa, perdinci. Gli italiani son tutti casa e famiglia.
Al diavolo tutto il resto, che importa di programmi e serietà, dei numeri e delle altre promesse. Dimenticate tutto e ascoltatemi ora: avete capito bene. Vi prometto un nuovo sogno italiano, fidatevi di me.
Se tutto ciò dovesse provocare uno spostamento di voti consistente il pareggio elettorale sarebbe un'ipotesi da non scartare, anche se pare palese anche al più ignorante di noi l'inattendibilità di una simile sparata, nonchè il tentativo di volersi giocare l'ultima disperata chance, ammettendo così implicitamente di essere sfavorito allo stato attuale delle cose.

Esistono a questo punto due soluzioni alla vicenda che salvino i nervi dell'elettorato di centrosinistra e ristabiliscano la giustizia sociale in questo paese. Escludendo la prima che prevederebbe l'allestimento di un nuovo Piazzale Loreto o una revolverata stile Kennedy assai improbabile qui in Italia, non resta che il voto, dove si spera la maggioranza degli italiani possa urlare forte il suo VAFFANCULO ad una persona del genere.
Sabato 1 Aprile 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 04:41
Stasera ho beccato un pezzo "dell'intervista" solitaria di Berlusconi a Matrix, con doppia razione di pubblico giovane, incravattato e in coma vigile.
Silvio, parlando dei suoi problemi con la giustizia, ha affermato: "Ho avuto 96 avvisi di garanzia e sono stato sempre assolto con formula piena", così, testuale, senza contradditorio, senza replica. Il suo dipendente Mentana è passato oltre, senza sentirsi in obbligo di specificare che la verità è un'altra e che l'uomo di fronte a lui grazie alla concessione delle attenuanti generiche ha usufruito di 4 prescrizioni (Lodo Mondadori, Caso Lentini, All Iberian 1, Sme-Ariosto 1) oltre alle due assoluzioni per intervenuta amnistia (Falsa Testimonianza P2, Terreni Macherio) e a quella motivata dal fatto che le imputazioni non costituiscono più reato (Falso in bilancio All Iberian 2). Senza contare quelle per insufficienza di prove e le indagini in corso su altri falsi in bilancio e sul caso Mills.

Allora mi sono venute in mente due cose....
Venerdì 31 Marzo 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 02:19
Ribaltamento totale della realtà. Bambini bolliti. Il piccolo Tommaso. Menzogne menzogne menzone. Papa, Papa, Papa. Telegiornale. Notizie a panino. La famiglia non si tocca. Lasciamola perdere. No, grazie. Il Partito Unico. Il Partito Democratico. Il Partito del Popolo. Si vota il 9 e il 10 aprile. Che spudoratezza. Laziogate. Ciccio e Qui Quo Qua. I casseur. Le banlieue. I tombeur (ex). Villepin. Jospin. Jocelin. Très bien. Il  ritorno del nucleare. Hamas. Kadima. Ahmadinejad. Il convertito cattolico. Il Cavaliere e il Professore. La bandana. La mortadella. Il fard. Il trapianto. Il faccia a faccia. Il salottino di Vespa. Luxuria. Caruso. La Champions. La fattoria. La casa del Grande Fratello. Music Farm. Amici. Amici di Maria de Filippi. Amici di Costanzo. La riforma della scuola. La riforma del lavoro. La riforma delle pensioni. La controriforma. La legge delega. Il decreto legge. La separazione delle carriere. L'inappellabilità. Il condono. Il conflitto di interessi. Le tasse. Le case. Le rendite finanziarie. L'aliquota. Crescita zero. Tricche e ballacche. Verdone contro Muccino. Muccino contro il Caimano. Apple org contro Apple inc. Io c'entro. L'Italia riparte. La sinistra dice che tutto va male. Nella maniera più assoluta. Nella misura in cui. Caro direttore del Foglio. Cara amica, caro amico. Carovita. Arrivi alla fine del mese? La trimestrale di cassa. Il sondaggio. I sondaggi taroccati. I manifesti taroccati. I tarocchi. Il dibattito. La par condicio. Il contratto con gli Italiani. I moderati. Gli scalmanati. Gli assatanati. I comunisti.
(segue a piacere...)
Venerdì 24 Marzo 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 05:39


L'avrete sentita tutti questa storia dell'allarme del Dipartimento di Stato americano sui pericoli per i cittadini statunitensi che si trovano sul nostro territorio in questo periodo. Pericoli che, secondo questo documento, arrivano prima di tutto dalle dimostrazioni connesse alle imminenti elezioni politiche del 9 e 10 aprile, poi anche dal terrorismo. Notare l'ordine dei fattori.

La cosa è talmente grave e spudoratamente forzata che anche Nonno Romano ha perso le staffe, ottenendo come reazione dichiarazioni di Fini e Berlusconi che provano quanto questo "allarme" sia stato lanciato dagli amici (loro) americani con finalità e motivazioni squisitamente politiche: bisogna mettere paura al "ventre molle" democristiano del nostro paese per evitare che si lasci affascinare dalla rassicurante seriosa paciosità di Prodi.

Per capire un po' meglio questa storia sono andato a curiosare sul sito del Dipartimento di Stato e ho scoperto che il documento della discordia non è contenuto nei "Travel Warnings", sezione che ospita i paesi in cui è fortemente sconsigliato recarsi per i cittadini americani, ma all'interno delle "Consular Information Sheets": una directory generica che raccoglie tutte le informative emesse dalle varie ambasciate americane riguardo gli argomenti più disparati, nella maggior parte dei casi contiene solo una generica descrizione del paese. (Questa è la nostra)

Dopo questa breve ricognizione mi sfugge il metodo con il quale questi annunci vengono emessi, ammettendo che siano in buona fede come il Dipartimento di Stato ha assicurato.
Tanto per fare un esempio, secondo quale logica un americano che cerchi oggi informazioni riguardo la Francia, sconvolta da un'ondata di manifestazioni senza precedenti negli ultimi 30 anni con un sindacalista in coma e un ragazzo ricoverato in gravi condizione, nella sezione dedicata trova solo un'informativa riguardo le modalità di adozione di un minore?

Fatemi capire: cosa altro dobbiamo aspettarci da qui al 9 Aprile?

Update: Si sono accorti dell'incongruenza. Interessante che nella settimana di scontri più duri non c'erano allarmi, dopo che la situazione si è calmata e il Premier francese si è detto finalmente disposto alla trattativa invece sì.
Mercoledì 22 Marzo 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 03:32
Non bastava l'invasione televisiva, non bastavano i miliardi di 6x3 e i loro fratelli minori attacchinati ovunque: ora il faccione di Silvio è anche su Msn.

                                                                   

Tutto ciò è molto inquietante.
Mercoledì 15 Marzo 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 00:44
Come ampiamente previsto, nella Repubblica delle Banane che vuole scimmiottare l'America dei dibattiti face to face non c'è un vero vincitore del primo incontro televisivo tra Berlusconi e Prodi. Entrambi gli schieramenti decidono chi ha vinto e chi ha perso, tirando l'acqua al proprio mulino in una summa di non obiettività tipica di questa classe politica, dove da una parte e dall'altra si deve per forza smontare e ribadire l'esatto opposto di quanto affermato dall'avversario.
Se in America sono gli esperti di comunicazione e i massmediologi ad attribuire un risultato piuttosto netto ai duelli pre-elezioni, da noi tutto ciò non sarebbe possibile. Nemmeno un minuto da quando cala il sipario nello studio di via Teulada che già va in onda la "beatificazione" del Cavaliere. Studio Aperto con Giordano, Rete4 con Fede e persino La7 con Ferrara sono compatti: ha dominato nettamente il presidente del Consiglio. Eppure anche allo spettatore più attento sarà sfuggito senz'altro chi ha prevalso su chi. I sondaggi sparano le cifre più assurde e non c'è una rilevazione attendibile che sia una. Non resta che attendere i veri sondaggi sulle intenzioni di voto per aprile, per vedere di quanto si sono spostati. Probabilmente di nulla, vista la scarsezza delle argomentazioni di questa sera.
Il grande assente è stato infatti il dibattito: i temi affrontati sono stati pochi, più che altro economici, e le domande sono rimaste sovente inevase per far spazio ai battibecchi di uno e l'altro candidato premier. Straordinariamente corretto Mimun, nel far rispettare i tempi e nel concedere recuperi quando qualcuno (sempre lo stesso peraltro) andava oltre, e sostanzialmente banali i due giornalisti Sorgi e Napoletano. Ma veniamo ai candidati:
Lunedì 13 Marzo 2006
di A day in the life · Categoria: Politica, Società · ore 12:59

DROGA: GIOVANARDI, LIMITE CONSUMO SARA'ATTORNO A 23 SPINELLI

(ANSA) - VIENNA, 13 MAR - La commissione che si occupa delle "tabelle" si sta orientando verso il limite di 23 spinelli come quantità massima di cannabis consentita per il consumo personale. Lo ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, a Vienna per partecipare alla sessione annuale della Commissione stupefacenti delle Nazioni Unite. Giovanardi, che si è detto certo che la commissione terminerà i suoi lavori entro poco tempo, forse entro la settimana, ha spiegato che l'organismo istituito dal Ministero della salute si sta basando, per definire le soglie delle varie sostanze, sui dati provenienti dalle Prefetture circa i quantitativi di droghe sequestrati. Il ministro non ha invece fornito dati precisi sulle quantità massime consentite per le altre sostanze stupefacenti, anche se ha detto che saranno comunque inferiori a quella della cannabis. (copyright ANSA).

Domenica 12 Marzo 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 13:57
Il fondo di Panebianco sul Corriere di oggi è un fulgido esempio di un fenomeno molto diffuso fra alcuni "giornalisti/intellettuali" o se preferite solo "/"(ndr questa era difficile), quello che io ho appena deciso di chiamare "farfintismo".
Il Farfintista è una persona distratta eppure sempre "molto stimata" e "apprezzata da entrambe le parti", professionista della sottile arte dello sminuire, trova il suo habitat naturale sulle pagine di giornali "moderati" tipo La Stampa o il Corriere, in sostanza i quotidiani controllati dai gruppi industriali e per loro natura filo-governativi.
Il compito del Farfintista è, appunto, "far finta di niente". Dall'alto della sua posizione di privilegio (firma del quotidiano e/o tenutario di un rubrica fissa) il nostro farfintista scrive i suoi articoli cambiando scientificamente argomento ogni volta che la verità e la realtà sono troppo scomode, trovando astruse similitudini fra le nostre storture e quelle degli altri paesi europei, bendandosi gli occhi di fronte alle vergogne del governo e, quando proprio non può farne a meno, intervenire con un brillantissimo "chesaràmai". L'effetto è tranquillizzare la massa di democristiani (quelli dotati di diploma di scuola media superiore, gli altri non si lasciano scalfire comunque) che popola questo paese.
Per lui Berlusconi è prima un'opportunità "di dare una scossa alla sinistra", "di mantenere l'alternanza", "di compattare la destra", "di portare una ventata di freschezza nel panorame politico", "di mostare i risultati delle più avanzate tecniche di trapianto del cuoio capelluto", di qualsiasi cosa, poi magari anche "un problema" ma non così grave da necessitare una soluzione immediata.
Sono gli alfieri del terzismo, quelli che pur di non fare agitare l'operoso cittadino italiano (e di non fare troppo male a silvio) s'inventano la terza opzione.
Allora non contano i guai giudiziari, l'attacco sistematico a tutta la magistratura che ha la sfortuna di trovare tracce di un torbido passato, la demolizione della costituzione repubblicana a colpi di sputacchiamenti leghisti, la censura, il controllo dei media, l'epurazione dei giornalisti, la normalizzazione della stampa, il devastante conflitto d'interessi con annesso totale controllo del mercato pubblicitario, l'inefficacia, l'arroganza, l'ignoranza, la volgarità, le scorrettezze politiche ed extra-politiche, queste cose non contano. Il problema sono le tre macchine bruciate nel centro di milano, che rovinano lo shopping del sabato pomeriggio alle signore, non la demolizione della certezza del diritto e la depenalizzazione del falso in bilancio che distruggono la credibilità del sistema economico e del paese.

Come direbbero loro: "va tutto bene, non esageriamo".
di Cyrano · Categoria: Politica · ore 11:36
  • Neofascisti e ultras autorizzati a sfilare a Milano da un governo reazionario, fascistoide e imbelle.
  • Centri sociali richiamati allo scontro (dalla rete) con profusione di K e nostalgie estraparlamentari e terroriste.
  • Borghesi inferociti che difendono vetrine e stile di vita (la robba), armati dalla lega e dai salotti buoni di Milano.  
Ancora una volta il paese in ostaggio di posizioni estremiste (fascisti e centri sociali cosiddetti radicali, cioè fascisti), così come il mondo del resto, costretto a ballare alla musica di teocon e terroristi. Questa situazione non si supera con il moderatismo. Questa situazione si supera con il coraggio politico di scelte laiche, radicali, locali e soprattutto globali. Qualcuno può recapitare il messaggio all’opposizione?

State bene.
Mercoledì 8 Marzo 2006
di Cyrano · Categoria: Politica · ore 09:59
La parabola dell’otto marzo ha qualcosa di fenomenale. Nasce all’alba delle prime lotte di emancipazione femminile, come ricorrenza di un episodio storico (vero o presunto, di sicuro simbolico). Cresce e si alimenta nel conflitto per l’uguaglianza tra i sessi, viene issato a mo’ di vessillo da streghe e uteri autogestiti, snobbato dalla sinistra marxista perde smalto durante l’avvento del pensiero sulla differenza. Infine viene tradito e colonizzato nel modo più bieco dal marketing, oltre che dalle stesse donne che credono di meritarselo guardando i Centocelle Nightmare, con gli slip rigonfi del loro stesso cervello.

Parliamoci chiaro: qui si tratta di violazione di diritti civili e umani. Ma non verso travestiti, omosessuali, immigrati, e via dicendo. Qui si tratta di qualcosa di più sottile, di più perverso, dal momento che la differenza di genere è trasversale, e riguarda tutte le categorie oggi discriminate e costituisce quindi, una doppia discriminazione: immigrata e donna, ebrea e donna, musulmana e donna, handicappata e donna, disoccupata e donna, prigioniera di guerra e donna, povera. E donna.

Allora, 8 marzo a parte (da seppellire con una risata), qui si tratta di comprendere che è arrivato il momento di pensare in grande stile, uomini, donne e sfumature di genere: i diritti civili si conquistano, si combatte e si conquistano, attraverso la rappresentanza politica e la pressione di piazza, attraverso lo sciopero e il boicottaggio, attraverso la produzione intellettuale e la legislazione, attraverso gli spazi pubblici e quelli privati, con la scelta politica e con il rifiuto dei modelli di potere tradizionali, e poi con lacrime e sangue, come sempre, dovunque e da sempre.

Gli uomini, quelli Tradizionali, quelli pelosi e ignoranti, quelli che mollano gli sganassoni, quelli che fanno gli eterni bambini e che trattano bene la moglie l’otto marzo, gli uomini che non fanno un cazzo in casa e che “..per carità il culo a mio figlio lo pulisci tu dopo che hai cucinato..”, gli uomini che di fronte alla collega d’ufficio sorridono e poi la considerano stupida, o inefficace perchè donna, gli uomini così, tutti gli uomini così, sarà il caso di fargli togliere le mani dalla marmellata, prima o poi. O no?

State bene. Cyrano.
di Notuno · Categoria: Politica · ore 02:09
Romano non gioca: non vuole fare il confronto tv con silvio.
Normalmente sarei piuttosto contrariato, nonostante non ritenga del tutto peregrine le ragioni di Prodi nel caso specifico. Il problema è che mettersi a fare il duro con un berlusca così disperato è del tutto inutile: non mollerà mai. Alla fine l'italiano medio (e l'italia è innegabilmente un popolo di medi) penserà che "Mortadella se l'è fatta sotto" e buonanotte. (Update: Evidentemente ho sottovalutato il fatto che Berlusconi non ha proprio più nulla da perdere, questo cedimento è la prima dimostrazione concreta che ha veramente paura di essere sconfitto)

Dico "normalmente" perchè in realtà non ce la faccio nemmeno più a contrariarmi. Sono sopraffatto, esausto. Sono come un maratoneta che cade rovinosamente a 100 metri dal traguardo.

Ho dato uno sguardo alle nuove liste bloccate del proporzionale e ho visto "cose" nel centrosinistra ("candidati" mi pare eccessivo) che sono disarmanti. Per essere una legge avversata e disprezzata dalla nostra preziosa opposizione bisogna ammettere che questi indomiti paladini della giustizia che ci salveranno da Berlusconi l'hanno saputa interpretare al meglio, ne hanno colto lo spirito più autentico e profondo. L'ennesima conferma che silvio è il loro "lato oscuro": un essere che riesce a fare, senza remore ed apparenti rimorsi, tutto quello che la parte peggiore di ogni politico del centrosinistra si vergogna anche solo di immaginare (salvo poi, appunto, farsi beccare a grufolare felice nella melma creata dal suo "avversario").
C'è Bobo Craxi nella lista del centrosinistra, insieme a Sgarbi e Gambescia, gentili omaggi dei ds che intanto affossano platealmente Giulietti di "Articolo 21" e c'è pure la Binetti di "Scienza e Vita" in compagnia di Fisichella e De Mita, tre splendidi regali della Margherita.
Questi sono colpi che manderebbero al tappeto anche Cassius Klay nel momento d'oro, figuriamoci l'effetto che hanno su di me oggi che, dopo tre anni di dalemismo di governo e cinque di governo berlusconi, assomiglio più a Muhammad Alì dopo il parkinson.
Io passo, speriamo solo che questi 31 giorni volino via prima possibile.

Meglio parlare di calcio. (Stasera specialmente)
Martedì 7 Marzo 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 00:06
Silvio_Berlusconi.jpg
Solo delle persone fuori di testa possono scegliere di affidare questo grande paese a persone che nella loro vita non hanno fatto altro che politica. Per l'appunto a dei professionisti della politica, che fanno politica per campare.

L'ultima uscita del Cavaliere non lascia certo stupito un elettorato sveglio come il nostro. D'altronde che Berlusconi non si considerasse un politico lo sapevamo già da tempo. Imprenditore, tycoon, magnate, ziopaperone, remida, velina, presidentedelmilan, comico, ma NON politico. Eppure i telespettatori di TeleLombardia questa sera si saranno sicuramente trovati spiazzati pensando di assistere ad un programma politico, dove un Presidente del Consiglio, dunque un politico, spiegava ai suoi elettori cosa del suo programma politico era stato fatto di buono per loro. Cosa, grazie alla politica, era stato realizzato nel paese in questa legislatura.

Luigino, sessantacinque anni, pensionato di Viareggio, questa sera si è alzato dalla sua poltrona ed ha chiamato la moglie:
"Gigiaaa! Ma il Berlusca un l'era un politico o son diventato grullo io tutto d'un colpo? Sta a vedere che domani dal macellaio Carlo mi si rifiuta di darmi una fiorentina e mi dice tagliatela tu che io un son miha un macellaio?"

In ogni caso, se il Cavaliere un politico non è e non vuol esserlo, tanto vale non esprimere per lui alcuna preferenza il 9 di aprile quando, lo ricordiamo, si terranno le elezioni politiche nel paese che attualmente governa. Perchè non torna a fare più che egregiamente il mestiere che gli è più congeniale?
Ad ognuno il suo mestiere insomma. Se vorrà fare il barzellettiere, il Bagaglino gli farà posto. Se vorrà fare il cantastorie con Apicella, c'è pieno di semafori ad ogni incrocio dove esibirsi. Se volesse addirittura fare la velina, sicuramente a Mediaset qualcuno si premurerà di fornirgli i tacchi a spillo. E un paio di tette, che come disse un Biagi lungimirante quando aveva ancora voce in capitolo, gli sarebbero fondamentali all'uopo.
Sabato 4 Marzo 2006
di A day in the life · Categoria: Politica, Segnalazioni · ore 14:31
Avete presente, no, le grandi opere? Tutti pensano al Ponte sullo Stretto di Messina. E molti pensano che sia una cazzata clamorosa, per vari motivi (impatto ambientale, collusioni con la mafia, costi enormi rispetto ai benefici).
Beh, state tranquilli, non è la grande opera.
La vera Grande Opera è il tunnel sottomarino per collegare la Sicilia alla Tunisia.

Prossimamente: la variante Genova-Olbia.

Via littlecloud e forum rcdc.
Sabato 25 Febbraio 2006
di Francesco Costa · Categoria: Politica · ore 15:15
Probabilmente fino al 9 Aprile non sarà possibile trovare su media e quotidiani lo spazio per discutere di un'altra importantissima elezione, quella che designerà il successore di Carlo Azeglio Ciampi alla più alta carica dello Stato, la Presidenza della Repubblica.
Se nei media tradizionali ci si limita ancora a pochi articoli (spesso col tono del pettegolezzo), il mondo dei blog è già troppo avanti (e quando mai, dico io): esiste già Ciampi Reloaded, luogo virtuale che raduna i bloggers a favore della rielezione di Ciampi per un secondo settennato.

Io non sono di questa idea.
Martedì 21 Febbraio 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 12:44
Renato Mannheimer è un sondaggista. Lo conoscono tutti, non perchè sia bravo o perchè ci prenda più degli altri (potrebbe anche essere), ma perchè è il sondaggista di Vespa e scrive degli articoli per il Corriere. Oggi, per esempio, ha scritto questo articolo.
Parla del sondaggio "ammericano" presentato dal presidente del consiglio e dice cose interessanti, come questa: La ricerca americana presentata nei giorni scorsi da berlusconi non rappresenta probabilmente un sondaggio nel senso normalmente inteso (vale a dire la stima delle intenzioni di voto in un preciso momento), ma costituisce in larga misura la proiezione di un esito ipotetico (il pareggio o la vittoria di Berlusconi), nel caso si verifichino (o continuino a verificarsi) certe condizioni.
E ancora: "la pubblicazione stessa del sondaggio, suggerendo la possibilità di una vittoria, contribuisce alla mobilitazione degli elettori potenziali della Cdl"
Vi rimando comunque lì per una lettura completa, merita.

Ora, sapete qual'è il titolo dell'articoletto? Ovvio:
"Cdl, continua la rimonta. FI in crescita
Tutto si gioca in relazione al comportamento futuro dei cosiddetti indecisi."

Sto per avere una reazione isterica violenta.
Lunedì 20 Febbraio 2006
di Francesco Costa · Categoria: Politica · ore 10:45
Non voglio - almeno per adesso - entrare nel dettaglio delle vignette danesi e della maglietta di Calderoli: ci tornerò (se ne avrò voglia) più avanti, magari quando ci saremo tolti di mezzo questa pesantissima campagna elettorale che costringe tutti a prendere posizione su tutto, generando così un profluvio di stupidaggini che in questi mesi anche l'ultimo dei sottosegretari si sentirà in dovere di regalare al paese.
Quello che mi interessa sottolineare è una contraddizione che la dice lunga sull'onestà intellettuale della destra italiana e sul suo modo discutibile di strumentalizzare le correnti vicende internazionali.

Sappiamo come sono andate le cose: un giornale danese pubblica alcune vignette satiriche che raffigurano Maometto, queste vignette provocano accese polemiche e talvolta degenerano in scontri e attacchi alle ambasciate (sorvoliamo sul timing delle proteste, questione forse meno importante di quanto sembra).
Il governo danese si appella alla libertà d'espressione, afferma di non potere interferire sulle scelte editoriali della stampa e - pertanto - si rifiuta di chiedere scusa. Questi i fatti.
Le reazioni in occidente sono variegate: chi ritiene eccessive le proteste islamiche e crede che le vignette siano solo un pretesto, chi pensa che le stesse vignette siano irrispettose nei confronti del popolo musulmano, chi ritiene vadano fatte delle scuse all'Islam, chi si erge a estremo difensore della libertà d'espressione diffondendo le vignette incriminate.
La destra italiana - seppure con qualche distinguo - ha preso una chiara posizione: vignette o non vignette, fare un passo indietro è mettere in gioco i principi stessi della nostra civiltà occidentale. E allora, giù a difendere il nostro amato ideale della libertà d'espressione: politici (Taormina, Calderoli, Speroni e tanti altri), giornalisti (Paragone, Facci) e gli immancabili blogger-banderuole del panorama neocon italiano scendono in campo e si ergono a difensori della libertà di espressione senza se e senza ma. Si fa a gara d'indignazione, a chi si straccia le vesti prima e meglio. Si cita addirittura Voltaire.
Sabato 18 Febbraio 2006
di Rachele · Categoria: Politica, Società · ore 11:20
Diciamocelo pure, Calderoli un po' ci sta sulle palle a tutti, insomma, come fa uno così a piacere a qualcuno, una macchietta simile, dargli addosso è un po' come sparare sulla croce rossa, spesso e volentieri ci si astiene.
Adesso Berlusconi gli ha chiesto le dimissioni, e tutti a ruota a dire che Calderoli è diventato un cretino tutto su un colpo proprio l'unica volta in cui la sottoscritta non è esattamente convinta della totale idiozia del suo gesto.
Insomma, c'è una maglia che va di moda ultimamente con su scritto "Kill the Pope" e non vedo frotte di Cristiani bruciare le fabbriche ed i negozi, ogni tanto qualche sinagoga l'incendiano ancora eppure non vedo così spesso moschee in fiamme. I giornali arabi possono trattare il mio Dio, il vostro Dio e il Dio di mia sorella ridendo e sbeffeggiando quanto gli pare mentre noi non possiamo dire nulla del loro Profeta? Mi sembra ridicolo.
E mi sembra ridicolo che il mio governo si metta a dire che offendiamo la loro sensibilità. Nessuno pensa alla sensibilità di una donna non velata cui viene urlato dietro "puttana" per le strade del Cairo?
Insomma, hanno una cultura diversa, va bene, hanno una mentalità diversa, va bene, hanno una religione diversa, va bene. Ma questo deve dare loro l'autorizzazione a fare il bello e il cattivo tempo pure della stampa occidentale di per sè già non esattamente libera per definizione?
Poi però quando qualcuno s'azzarda a dire che hanno una certa inferiorità culturale tutti a tacciare di razzismo. Insomma, mettetevi d'accordo coi vostri neuroni, se davvero pensate che delle vignette possano scatenare tutto quell'ambaradan allora vuol dire che considerate gli insorti degli pseudolobotomizzati che si lasciano indottrinare tanto da non avere cognizione del libero arbitrio e delle proporzioni. Alla faccia della considerazione culturale.
Fossi musulmana mi sentirei presa per il culo più da chi dice che l'autore delle vignette deve chiedere scusa che dalla vignetta in sè.
Perchè funziona così, a fare passi indietro per tentare di salvare un dialogo ci si ritrova spalle al muro, mi spiace, il presidente dell'Iran ha diritto di dire quel che gli pare esattamente quanto me o il vignettista, il concetto di libertà non è relativo o di comodo. Insomma, cari tutti voi insorti contro le vignette, avete voluto la bicicletta, e adesso pedalate, c'è poco da fare. Calderoli stava meglio a zappare la terra, e, almeno personalmente non è stata questa vicenda a portarmi a invocare le sue dimissioni. Ma al giorno d'oggi è meglio ammazzare qualcuno piuttosto che macchiarsi di atti poco politically correct, e gli effetti si vedono.
La diversità così come la discriminazione stanno in eugual misura negli occhi di chi guarda e in quelli di chi si sente guardato. Ma questo, a quanto pare, è un concetto troppo complicato da spiegare.
Giovedì 16 Febbraio 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 21:08
Penn, Schoen and Berland (PSB) hanno giocato un ruolo pionieristico nell'uso dei sondaggi, specialmente gli "exit polls", per facilitare colpi di stato. La prima cosa da fare è diffondere la percezione che il gruppo che ha il potere abbia largo consenso popolare.

Cofano, quel geniaccio, è andato a curiosare nel passato sondaggistico della PSB, cui il PresDelCons si è rivolto per i suoi personalissimi sondaggi. E sapete cos'è venuto fuori?
di Notuno · Categoria: Politica · ore 01:26
Se Silvio vuole finalmente è iniziata la par condicio: l'unica cosa in grado d'impedire all'onnipresente Berlusconi di farsi ospitare in tutte le trasmissioni televisive possibili ed immaginabili (infatti lui voleva abrogarla).
Personalmente non ne potevo più, la sua presenza in tv nell'ultimo mese è stata molto simile ad una piaga biblica.
Col passare dei giorni ho sviluppato un'insofferenza patologica, con tanto di reazioni sproporzionate (?) che mi facevano tanto assomigliare a lui:
Martedì 14 Febbraio 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 00:36
La storia è semplice.
Un giornale, all'epoca diretto da Vittorio Feltri, pubblica il nome di un senatore dei Ds, Gerardo Chiaromonte, tra quelli presenti nel famoso Dossier Mitrokhin, il celebre documento del Kgb con la lista dei collaboratori dell'Unione Sovietica in Italia durante la guerra fredda.
Il senatore Chiaromonte non ci sta e denuncia Feltri per diffamazione.
Oggi finalmente, dopo 7 anni e il funerale del senatore, arriva la sentenza: 18 mesi di carcere per il direttore "intelligente", ora passato a Libero.

Scatta la protesta, Silvio in persona con tutta Forza Italia si schiera al fianco del Feltrino del centrodestra: "Resto sconcertato di fronte alla notizia che un giornalista del calibro e con la storia professionale di Vittorio Feltri venga condannato, per di più ad una pena assolutamente straordinaria, un anno e mezzo di reclusione, per un reato di opinione".

Vittorio lancia la sfida con tanto di titolone in prima pagina ("Feltri condannato alla galera") e dichiarazione rilasciata alle agenzie: "Un anno e mezzo di galera per una querela sulla lista Mitrokhin, colpa di una legge che non è stata cambiata".

Quanto male hanno fatto a questo paese per riuscire a far diventare la pubblicazione di una notizia falsa e diffamatoria "un'opinione" e la condanna che la punisce più che legittimamente "colpa della legge"?

Sarò perentorio: bisogna fermarli.
Venerdì 10 Febbraio 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 02:03
berluscaico.gifHa detto quest'oggi il Presidente che l'Authority è un soggetto politico e non è imparziale: regge il gioco della sinistra che ormai è giunta "in tutti i gangli della società". Anche la Magistratura non è imparziale ma è piena di toghe rosse. Adesso poi i giudici scendono pure in campo con l'Unione.

La stampa! Non ne parliamo. La stampa è tutta di sinistra e lo attacca continuamente. In tv non c'è un briciolo di imparzialità, Fassino Prodi e D'Alema sono sempre in tv ospiti di ogni trasmissione mentre lui ci va molto di rado. Soltanto Rete4 è a favore del Governo, sempre per usare parole sue, mentre le altre reti gli sono tutte contro.
Le cooperative sono rosse, vedi scandalo Unipol e poi è cosa arcinota. Le banche sono sotto il controllo dei comunisti, internet è un perfetto esempio di comunismo e sui siti internet non si fa che prenderlo in giro. Con Ciampi è guerra aperta ormai da mesi e sono continue le bacchettate che gli tocca ricevere dal Capo dello Stato. Confindustria gli è ormai contro, specie da quando c'è alla guida quel comunistaccio di Montezemolo.

Il mondo dello spettacolo e della satira è contro Berlusconi. Ogni artista è contro Berlusconi, è quasi matematico. Va pure un po' di moda essere contro Berlusconi perchè tanto lo sono tutti e così ci si dà forza uno con l'altro. Anche il vostro vicino di casa è contro Berlusconi, vostro fratello ha votato Rutelli tappandosi il naso la volta scorsa ed ora attende la riscossa. I vostri amici vi inoltrano le barzellette sul Nano Pelato, i manifesti taroccati, le catene di S.Antonio dove si invita a non votare un'altra volta Berlusconi.

L'Italia intera insomma, è contro Berlusconi. E voi avete letto tutto questo post annuendo continuamente.

Fatti i debiti conti di questa marea rossa, spiegatemi sulla base di quale criterio logico-matematico i sondaggi del Cavaliere lo vedono in testa. Primo nelle preferenze nonostante lui stesso ci faccia notare che tutto il Sistema gli è contro.
Mercoledì 8 Febbraio 2006
di A day in the life · Categoria: Politica · ore 23:44
Si è concluso il lavoro della Commissione d'inchiesta sull'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, giornalisti della RAI uccisi in Somalia il 20 marzo del 1994.
C'erano state delle polemiche quando era stata assegnata la presidenza della Commissione a Carlo Taormina. No, non è un omonimo.
Si era riparlato del caso quando era uscito il film Ilaria Alpi: il più crudele dei giorni.
Invece è stata solo la sciagurata scelta di un tour operator sbagliato.

Vergogna, come parola, non è abbastanza.
Ne hanno parlato in pochi. Facciamolo noi.
Domenica 5 Febbraio 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 04:30
Questa storia delle vignette sta animando il dibattito un po' ovunque. Gli integralisti islamici hanno provveduto a scaldarlo ulteriormente dando fuoco ad un paio d'ambasciate.

Personalmente condivido e appoggio l'appello di Staino e Adriano Sofri: tutti i giornali europei pubblichino le vignette incriminate come segnale inequivocabile di compatezza per la difesa della libertà di satira. Una difesa legittima (anche prima della nuova legge padana) perchè senza l'uso di armi, ma inequivocabile: su certi principi non si retrocede.

Se gli islamici non sapranno distinguere un attacco aereo in un villaggio da una vignetta (bella o brutta che sia) sarà un problema di distanza culturale, una distanza da colmare con il dialogo e la tolleranza, che è per definizione reciproca, non da azzerare calando la braghe.

D'altraparte non ho mai visto, forse per colpa dei media, un gruppo organizzato di mussulmani dar fuoco a qualcosa quando il terrorismo si è appropriato del nome e dei simboli della loro religione per appenderli al muro dietro la faccia di un kamikaze in procinto di farsi saltare in aria in mezzo a dei civili e non sono stato certo lì a biasimarli per questo, anche se avrei gradito un altro tipo di risposta.

La mia è coerenza: se si è contrari all'esportazione della democrazia lo si è anche a quella della teocrazia.
Venerdì 3 Febbraio 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 11:32
"A Dicembre dice che sono in parità; a Gennaio, di fronte ad un divario di 1.2%, dice che ha recuperato; a Febbraio ammette di stare recuperando lo 0.4% a settimana ma di avere ancora un divario di 1.8%."

Carletto Darwin su Macchianera analizza le sparate sondaggistiche del Cavaliere dimostrando come si contraddicano da sole. Ma di che avete paura non capisco...
Lunedì 30 Gennaio 2006
di Cyrano · Categoria: Politica · ore 12:33
Primarie a Milano: il premio Nobel, a sconfitta avvenuta, ha già dichiarato la sua irriducibilità. Qualcuno si stupisce? Capisco proporsi come assessore alla Cultura in una città che ospita il primato dei bottegai ricchi e piagnucolanti. Capisco tutto, ma non una candidatura alle primarie con quell’atteggiamento da radical barricadero della domenica. Del resto Milano è la città dei radical-chic, ricordate? Avete in mente una categoria peggiore di quella? A questo punto il centro sinistra milanese si tiene quello che ha vinto: un uomo tutto d’un pezzo, serio e naturalmente alto borghese: il candidato ideale per la sconfitta. Gli altri due? Beh, gli altri due erano troppo equilibrati, avrebbero rischiato perfino di combinare qualcosa.
Domenica 29 Gennaio 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 23:24
Soltanto una figura "nuova" nel panorama politico italiano poteva gettare un'ombra così lunga sulla democrazia fino alla fine del suo lunghissimo mandato quinquennale. Perchè alle tante doti che si possono attribuire all'uomo Silvio Berlusconi sicuramente non si può aggiungere quella di avere un benchè minimo senso della misura in politica. Chiariamo, Berlusconi un politico non lo è mai stato e tantomeno si sente lui stesso di esserlo (vedi dichiarazioni di pochi giorni fa da Costanzo). Soltanto uno come lui, dicevo, può definire addirittura illiberale una legge come la par condicio. Legge che nella sua formulazione suona, a me personalmente, come la regina delle regole democratiche e liberali, che ogni cittadino può peraltro apprezzare per la sua completa imparzialità.
Come dovrebbe essere noto, la par condicio consente in parole povere che durante la campagna elettorale siano equamente ripartiti gli spazi televisivi tra i vari partiti candidati alle elezioni. Guai a toccare il mezzo mediatico preferito dal Governo. La cosa che proprio il Cavaliere non manda giù è che gli si tolga il terreno di gioco a lui più congeniale. Che gli si metta un cerotto sulla bocca per lasciar parlare anche gli altri in un contradditorio dove puntualmente gli vengono fatte le scarpe. Non ritiene assolutamente corretto, quantomeno liberale, che in un passaggio televisivo vengano assegnati 5 minuti al primo partito italiano in termini di preferenze e 5 minuti ad un partito del sud Tirolo o ai Radicali di turno, attualmente extraparlamentari.

Il che tradotto in termini pratici ed esulando dal puro ragionamento politico significa che non si ritiene corretto partecipare ad una gara partendo tutti dalle stesse iniziali condizioni. Come se la Juventus partisse con un gol di vantaggio nella gara contro il Milan in virtù dello scudetto vinto l'anno prima a discapito dei rossoneri. Insomma come se la storia pregressa (la quantità di voti ottenuta nella precedente consultazione elettorale) contasse qualcosa ai fini della propaganda in vista della prossima elezione. Io sono al Governo merito un'ora di visibilità, tu, partito da 2% ti accontenterai dei tre minuti che ti spettano.
Berlusconi ovviamente lo sa bene, da imprenditore quale è e rimarrà nel modus pensandi.  Conosce le regole del gioco ed ama stravolgerle quando non gli sono congeniali. La par condicio è una legge scomoda soltanto a lui, in virtù del possesso personale di svariati canali televisivi, più che all'intera coalizione come al solito silente in queste imbarazzanti situazioni di dissenso verso il Colle, che per la seconda volta in pochi giorni invita alla massima imparzialità e prudenza nell'uso del mezzo televisivo.

La speranza di buon senso è da ricercarsi dunque soltanto negli alleati della coalizione di centrodestra, politici quantomeno per vocazione. Consci di quali siano le regole basilari dell'occuparsi della cosa pubblica e solitamente più cauti nelle boutade televisive e nell'apparire sempre ed in ogni luogo affinchè si parli di loro. Per Silvio invece non c'è più speranza. Dopo aver creato un impero mediatico senza precedenti in Italia, è nel pieno del suo delirio senile da teledipendenza. Voglio, pretendo, minaccio, ottengo sempre quello che voglio io. Il bambino capriccioso che non si accorge che la gente ride di lui perchè è nudo quando sfila per la strada. L'impressione, se vogliamo triste, è quella di un leader che si sta facendo mangiare dalla sua stessa invenzione come nel più ignobile dei contrappassi danteschi.

[P.S. Merita una lettura: "Qui invece, si, posso dire quello che voglio sull'intervista di Berlusconi." - Kay Rush si sfoga sul suo blog sulla presenza mediatica ingombrante del Cavaliere]
Giovedì 26 Gennaio 2006
di Rachele · Categoria: Politica · ore 12:29
Sono circa quattro anni che tento di partire per Israele. Per molti motivi.
Una buona amica che non vedo oramai da anni e m'invita ogni due mesi, la voglia di impiantarmi in qualche kibbutz per minimo tre mesi e di imparare l'ebraico decentemente, il desiderio di visitare luoghi che esercitano su di me un fascino irresistibile. Ogni volta che so di avere del tempo libero nell'ordine di mesi ci penso su a lungo, poi chiudo di nuovo i miei desideri in un cassettino e dico a me stessa che prima o poi la situazione migliorerà, che se non arriverà la pace quantomeno arriverà la tranquillità.
Si può dire che un po' ci "speravo" in queste elezioni. Accecata dall'illusione più bieca speravo che Hamas prendesse una percentuale di voti talmente bassa da far capire quanto i palestinesi rigettassero i suoi metodi. Per quel che mi riguarda un movimento del genere non doveva avere neppure l'opportunità di farsi eleggere, tuttavia credevo che il popolo palestinese scegliesse dei mediatori,  non dei guerrafondai. Qualsiasi percentuale avessero preso per me sarebbe stato troppo; hanno stravinto a quanto pare.
Ed io mi ritrovo a chiedermi "e adesso?".
Perchè il messaggio vincente è quel "non avremo pace finchè anche un solo israeliano dimorerà nelle nostre terre". Il popolo ha votato per il conflitto, ed io non riesco a capacitarmene. Non so se si disarmeranno, non so se proveranno a mediare, so che è rimasta ben poca speranza dentro il mio cassettino; guardo la polveriera e la vedo destinata ad esplodere in modo dolorosissimo. Quelli sono terroristi. E a quei terroristi sarà concesso di governare uno stato difficile per volere del loro stesso popolo. Perchè si sa che un certo tipo di terrorismo è tacitamente tollerato, se non quasi approvato, e che perfino tra chi sta leggendo queste righe qualcuno sorriderà tra sè pensando che in fondo ad Israele sta solo che bene, gioendo intimamente della vittoria del terrorismo.
Ma da ignavi quali siete non direte una parola. Alla faccia della libertà d'opinione che potete permettervi solo perchè viviamo in un paese che non si può definire libero, ma almeno dove ognuno può dire quel cazzo che gli pare.
Forte di questa libertà d'opinione penso che siate oggettivamente degli stronzi.
Niente di personale. Ovvio.
Martedì 24 Gennaio 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 12:07
Se non si ritenesse di dare le due settimane in più che abbiamo richiesto, potremmo arrivare a dire di spostare la data del 9 aprile per le elezioni, visto che nessuno ci obbliga, e arrivare alla scadenza naturale delle Camere.
(Silvio Berlusconi, 23 gennaio 2006)

C'è una situazione difficile riguardo l'agitazione Alitalia. C'è da fare un intervento deciso, addirittura manu militari nei confronti di coloro che si oppongono... Credo si dovrà forse arrivare... cerchiamo di evitarlo perchè poi possono succedere tragedie.
(Silvio Berlusconi, 24 gennaio 2006)

da silvioberlusconi.splinder.com
Sabato 21 Gennaio 2006
di Attimo · Categoria: Politica · ore 14:48
Forse Italia1 ha visto giusto a riproporre questa sera la replica di Matrix di ieri notte, dove si sono scontrati (?) l'attuale presidente del consiglio e colui che aveva invano provato a diventarlo 5 anni fa. Non tanto per la spettacolarità del dibattito, invero rimasto su livelli
mediocri (almeno fino a quando l'ho seguito, poi iniziava ad albeggiare e ho preferito dormire un paio d'ore), quanto per la Novità del dibattito. Nella scorsa campagna elettorale Berlusconi evitò scientificamente qualsiasi confronto con gli avversari, quindi vederlo discutere con l'opposizione in diretta televisiva (e lontano da Vespa, per giunta), rappresente una piacevole chicca, ed è giusto riproporla. Nulla di nuovo, in ogni caso, è stato detto, anzi l'incontro è scivolato via tra diversi sorrisi e ammiccamenti da una parte e dall'altra, tanto che persino Mentana l'ha ingenuamente sottolineato, che era impossibile creare lo scontro tra due contendenti così piacioni e tendenti al sorriso reciproco. Berlusconi si conferma un animale televisivo, si muove a suo agio conoscendo i tempi giusti e azzecca le simpatiche smorfie. Rutelli ha una bella presenza, una parlata ferma e sicura, purtroppo però è stato solo capace di incalzare, di pungere con un bastoncino il Presidente del Consiglio senza infliggerli nessuna decisiva ferita. Soprattutto, non ha presentato una proposta una che venisse dal proprio schieramento politico, ma del resto, distruggere è più facile che costruire. L'invadente presenza di un Berlusconi che comunque tiene botta e riesce a mettere fumo negli occhi nei più distratti e smemorati, è un fattore pericoloso. La sensazione che il pareggio sia vicino, è forte, sperando sia frutto solo del solito tafazzismo di sinistra.
Domenica 15 Gennaio 2006
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 14:16
Ieri si chiedevano tutti dov'è Prodi. Ero a casa, a lavorare sul programma, a lavorare ad una riforma previdenziale. Il Paese dovrà essere riorientato sulla redistribuzione del reddito, sulla giustizia fiscale. Lavoravo per vedere come si possono far studiare i figli, e come potere di nuovo fare figli.

Romano Prodi, 14 gennaio 2006
Sabato 14 Gennaio 2006
di Notuno · Categoria: Politica · ore 02:51
Mentre si organizzano per riuscire a fare peggio di Berlusconi al governo (sarà durissima anche per loro) i Democratici di Sinistra si attrezzano per fare almeno come Berlusconi durante la campagna elettorale vincente del 2001.
Per cui iniziano da un punto fondamentale:

Il portavoce del segretario dei Ds, Roberto Cuillo, fa sapere intanto che "Fassino non parteciperà a confronti televisivi con Silvio Berlusconi. Non abbiamo nulla da dire a un provocatore".

Eliminando le ultime tre parole saremmo di fronte ad una grande verità.
Mercoledì 11 Gennaio 2006
di Rachele · Categoria: Personale, Politica · ore 13:24
Da qualche giorno tendo a riferimi a Sharon col termine "la melanzana", la cosa ha i suoi lati imbarazzanti, perchè la reazione più comune sostanzialmente è un ghigno seguito da un "ben gli sta a quello sporco assassino", con tutte le variazioni sul tema (sui blog, con le debite differenze di stile qui, qui e qui).

Ci sono momenti in cui diventa estremamente difficile dire che a te in realtà dispiace profondamente che quell'uomo sia ridotto in quegli stati anche se si può dire non abbia mai occupato la top ten dei tuoi personaggi preferiti, anche se da adolescente ti sei ritrovata in qualche frangente ad associare la parola fascista al suo nome, anche se poi, cresciuta, spesso avresti voluto sentirgli dire altre parole, prendere altre decisioni.
E' stato un soldato, e si sa che i soldati comunque sia si sporcano le mani.
E' stato (tornerà ad essere?) un politico, e si sa che anche i politici comunque sia si sporcano le mani.
Ha fatto delle scelte, faticose, atroci, sorprendenti, semplici, dolorose, lungimiranti, ottuse che siano state. E non le ha fatte per sè, ma per un popolo complesso, in un situazione difficile, su cui nei prossimi giorni verranno sparse da ogni dove fiumane di parole lacrimevoli in occasione della Giornata della Memoria anche da chi si augura in cuor suo che Israele sprofondi con tutti i suoi abitanti. Ma si chiama essere politically correct, ed è un male tipicamente italiano.
Ha scelto.
Non poteva rimanere fermo a guardare cosa succedeva, giusto per vedere se senza far nulla iniziavano tutti ad andare improvvisamente d'amore e d'accordo.
Il confine tra giusto e sbagliato sa essere in certi casi periglioso e troppo sottile per potersi permettere certi toni. I perchè di certe scelte rimarrano per lo più oscuri alla moltitudine, forse perchè la moltitudine non avrebbe il coraggio di prenderle, forse perchè il concetto di "necessità" varia da individuo ad individuo, forse perchè è solo più facile ergersi a censori delle scelte altrui, nel bene e nel male.
Sono punti di vista.
Ed i fatti non contano perchè la Storia insegna che non tutti gli assassini sono uguali, nel trionfo del cerchiobottismo e della faziosità insita nell'animo umano, "tutte le cose sono giuste, ma alcune sono più giuste delle altre", l'istinto di prevaricazione è troppo forte.
Difendersi non è facile.

Mi spiace il clima generale che sta prendendo questo mondo, da qualsiasi punto mi volti a guardarlo.
Martedì 10 Gennaio 2006
di Akio · Categoria: Politica · ore 00:01
Cari Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni, avete abbassato la bandiera a scacchi delle teleinterviste elettorali 2006. Non avete perso tempo a "litigare" tra di voi e siete andati subito al sodo. Tu Giuliano, hai fatto la presentazione più breve della storia "abbiamo il piacere e il privilegio di avere il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi" e via con la domanda su affari e politica. Tu Ritanna, lo hai incalzato sul conflitto d'interessi e sul caro-euro invitandolo ad andare a cena con i pensionati. E poi la tav, Biagi, Santoro, Luttazzi, l'alternanza, i precari, la sinistra, la democrazia, il contratto con gli italiani, la magistratura, Rutelli e Fassino che hanno declinato l'invito di incontrarlo a Porta a Porta, i giornalisti iscritti ai sindacati, i sondaggi elettorali, le intercettazioni telefoniche.
Sabato 31 Dicembre 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 17:35
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Venerdì 16 Dicembre 2005
di Notuno · Categoria: Politica · ore 04:07
"Con D'Alema parliamo di questioni politiche, legislative, finanziarie" (Giovanni Consorte, amministratore delegato di Unipol, Corriere della sera, 8 settembre 2005).

"Unipol è una questione della quale nulla so: ci sarebbe da interrogarsi su come l'informazione per tutelare gli interessi specifici della proprietà finisca per deformare la realtà. L'informazione deve poter tutelare gli interessi specifici che sono legittimi, ma bisogna che ci sia la trasparenza" (Massimo D'Alema, Ansa, 11 dicembre 2005).

Evito di commentare volutamente l'intera faccenda, una sola cosa mi preme dire: li stiamo per mandare al governo.
(Sì, dico a voi è, inutile che vi guardate in giro)
Venerdì 9 Dicembre 2005
di Notuno · Categoria: Politica · ore 04:39
Propagando da sempre tolleranza nei confronti degli scioperanti, di qualsiasi categoria.
La demagogia di un certo diffusissimo italico qualunquismo del "quelli non han voglia di lavorare" non ha mai avuto presa su di me nemmeno tanto per formazione ideologica quanto per spirito pratico: se con uno stipendio di 1000 euro al mese e una famiglia a carico perdi la tua paga giornaliera per protestare contro qualcosa devi essere capace di superare il tuo piccolo egoismo pragmatico, ed una cosa del genere la fai solo se sei profondamente convinto di aver ragione. Pur ammesso che tu non ce l'abbia.
Ho passato anni a difendere gli autoferrotranvieri romani dalle ire dei miei vecchi colleghi universitari pendolari con ragionamenti spesso inutilmente forbiti, finivo per arrabbiarmi con quelli più intransigenti che si limitavano ad utilizzare la formula qualunquista di cui sopra.
Il tutto senza dover mai prendere tutte le mattine per forza un autobus o un treno per andare da qualche parte, ovviamente.
L'ho capito in questo periodo di frequenti astensioni dal lavoro della stampa: gli scioperi fanno girare le balle. Parecchio.
Giovedì 8 Dicembre 2005
di Francesco Costa · Categoria: Politica, Società · ore 14:35

Pur tenendo costantemente in sospeso il mio giudizio sulla Tav e sulla protesta in Val di Susa, ed essendo pronto a cambiare idea nel caso si possa vedere più chiaro sulla questione, dichiaro - anche a costo di essere linciato sulla pubblica blogpiazza - di essere a favore dell’alta velocità. Non sto qui a spiegarvi i perché di questa mia posizione né a stigmatizzare tutte le arroganze del governo che hanno portato alla cosiddetta militarizzazione della valle; non è esattamente di questo che voglio parlare. Vi basti sapere che l’ottimo SuzukiMaruti in suo post di qualche tempo fa ha espresso con dovizia di dati e particolari un parere che sento di condividere in pieno.

Torniamo ai manifestanti. Sono certo che grandissima parte di loro siano tutto meno che infiltrati anarcoinsurrezionalisti, e che i loro fini siano tutt’altro che eversivi. Hanno un problema - un problema serio - a due passi da casa, un problema che potrebbe condizionare le vite loro e dei loro figli, dei loro nipoti. E’ più che normale che, davanti ad un governo che una volta più che mai mostra di sconoscere parole quali dialogo e concertazione, la protesta abbia assunto queste dimensioni.

Al di là dei validi e legittimi motivi della protesta, c’è - secondo me - un altro fattore che tiene viva la mobilitazione. Esiste in Italia una parte di persone - che solitamente si colloca politicamente in tutto ciò che sta a sinistra dei Ds - che vive qualsiasi forma di protesta prevalentemente come una appagante dimostrazione di intransigenza morale e coerenza politica, come il momento in cui ottenere (a gli occhi di chi non si sa) un riconoscimento univoco e universale di impegno e libertà. Tutto legittimo e giustissimo, se non fosse che spesso questo finisce per spostare l’obiettivo da ciò per cui si sta protestando alla protesta in sé. Vi prego di allargare il campo visivo e cercare di guardare oltre la mobilitazione No Tav in Val di Susa.

Giovedì 17 Novembre 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 01:22
Mi sorge il dubbio, sicuramente da persona rozza ed ignorante, sul perchè il centrodestra, di chiaro stampo "conservatore" nei princìpi a cui si ispira, si debba prendere la briga e di certo il gusto di stravolgere le regole del gioco di un Paese. Non mi è chiaro insomma, per quale ragione la signora Moratti debba rivedere l'intero sistema scolastico causando i malumori di tutto il settore coinvolto. Non mi è chiaro perchè Gasparri debba rivedere l'assetto delle telecomunicazioni, e tantomeno comprendo la necessità di una riforma  c o s t i t u z i o n a l e  per cambiare i poteri delle cariche dello Stato e del Parlamento. Sembra a mio avviso un delirio di onnipotenza sconosciuto ad ogni precedente Governo, in nome di una maggioranza solida nei numeri, scricchiolante negli accordi tra i partiti e largamente in crisi nei consensi popolari degli ultimi tempi.
Non sarà invece che, faccio un'ipotesi, si sia scritto un programma di governo dove i singoli interessi siano stati messi in gioco a carte scoperte fin dall'inizio da ogni partito, e che qualche abile (si fa per dire) legislatore ha saputo ben truccare da leggi d'interesse nazionale? Non sarà forse, ma di sicuro mi sbaglio, che questi colpi di maggioranza siano invece un modo di accontentare le paturnie ed i sogni del Ministro di turno, amante dell'alta velocità, fan del digitale, antitabagista che sia? Oppure un modo in fondo elegante di risolvere le proprie magagne politiche, accumulate e mai svelate da nessun tribunale durante anni di lavoro nell'ombra del Transatlantico, durante la Prima Repubblica?
Perchè mi è sembrato che della Gasparri ne abbia beneficiato soltanto Mediaset ed in particolare Rete4. Mi è sembrato che la riforma Moratti facesse piacere soltanto ad insegnanti di religione e delle scuole private. Mi è perfino parso, ma di sicuro nella mia ignoranza avrò capito male, che la Devolution solo e soltanto Bossi l'abbia mai chiesta per il popolo padano come contentino dell'idea secessionista mai maturata del tutto. E che le rogatorie internazionali, il falso in bilancio, il legittimo sospetto e l'immunità parlamentare, al singolo cittadino che ha votato questa maggioranza, non possono fregare di meno.

Per fugare ogni dubbio ho aperto il dizionario alla voce politica. Vi ho trovato un paio di tette sorridenti ed una banconota da cinquanta, e tutto è stato subito chiaro.
Domenica 6 Novembre 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 12:55
Dopo le esternazioni di Sergio Cofferati in materia di legalità, e la protesta in piazza a Bologna di centri sociali e studenti, abbiamo chiesto ad alcuni blogger bolognesi di dare una loro opinione in merito e di provare a tirare le fila del discorso tentando una sorta di tavola rotonda sul tema legalità. Ecco le risposte che ci hanno dato Notuno, Latifah e A day in the life.

Cofferati che se la prende con i lavavetri in nome della legalità, per tentare la lotta al sistema di sfruttatori che c'è dietro; ordina sgomberi nelle baraccopoli e tiene il pugno duro ottenendo il plauso leghista e i malumori di Rifondazione. Insomma, che sta capitando a Bologna? Non era un sindaco "di sinistra"?

Notuno: Se stesse facendo veramente quello che si dice, in maniera seria, decisa e con i necessari provvedimenti a corredo allo scopo di tutelare le categorie sociali più deboli coinvolte, sarebbe molto "di sinistra". In realtà non sta facendo nulla. La questione dei lavavetri è un bluff, lo sgombero sul reno è un bluff ancora più grosso vista la spettacolarizzazione che il sindaco stesso ha, a quanto pare, volutamente creato. Io non vedo "pugni duri" di Cofferati come non vedo "reazioni ferme" da parte di rifondazione, vedo solo tante "pugnette", che come è noto sono una cosa diversa.

Latifah: Ricordate la storica battuta di Moretti? "Cofferati, dì qualcosa di sinistra...".
Ecco, per me il Coffee è proprio come D'Alema. Entrambi rappresentano la vera anima diessina. In fondo, la legalità fa parte del patrimonio genetico dell'ex Pci. Forse voi non ve lo ricordate perché non faceva notizia, sopratutto non bucava il video come Sergio Gaetano, ma Walter "Bambi" Vitali aveva tra i suoi slogan anche "tolleranza zero". Nulla di nuovo sotto le due torri, insomma. La questione vera, secondo me, è se ci sarà sostanza sotto questi annunci. I lavavetri sono sempre lì (e spesso rompono parecchio, lo assicuro ai non bolognesi, giorni fa ho rischiato il tamponamento), i rumeni sono tornati nel lungofiume, in centro si spaccia allegramente...

A day in the life: Cofferati, anche alla CGIL, non è mai stato veramente a sinistra. Per l'elezione a sindaco è stato appoggiato da diversi schieramenti, non solo da quelli di sinistra. Il problema, però, è che Cofferati viene visto come simbolo di "quello che sarà" un "governo dell'Unione". A Palazzo d'Accursio, sede del comune di Bologna, non ci sono mai stati tanti giornalisti di agenzie nazionali come da quando Cofferati è stato eletto. Questo vuol dire che, da un lato, ogni cosa che fa o che succede viene vista in una prospettiva nazionale, il che non sempre è corretto; dall'altro c'è una continua ricerca della notizia sempre e comunque, e questo lo fanno abitualmente i giornalisti, ma anche il sindaco stesso, che ha una strategia comunicativa con l'esterno ben evidente.
Venerdì 28 Ottobre 2005
di TheEgo · Categoria: Politica, Tv · ore 01:12
Di colpo ho realizzato che è vero. Ha ragione Berlusconi: i media sono pesantemente in mano a professionisti di sinistra. Gli artisti sono tutti di sinistra, i comici sono tutti di sinistra, larga parte di chi lavora in tv è schierato a sinistra e quelli di destra sembrano poche sparute pecore nere. Quando si scherza, si parla tra la gente comune tutti ridono di lui, nessuno l'ha votato. E' vero è vero, è così. E parlo seriamente.
Chi glielo spiega però al Presidente che i media che contano nel suo mestiere, e che davvero spostano le idee politiche e muovono percentuali di votanti perchè formano il pensiero del popolo comune non sono i programmi di intrattenimento, ne' i varietà con i comici, ma quelli politici e di informazione seria, e sono per lo più schierati dalla sua parte? Perchè è quello che viene tirato in ballo quando si parla di par condicio e conflitto di interessi. La gente guarda la tv mica legge il giornale. E quando accende vede il Vespa strisciante, il tg di Mimun che tace verità scomode, lo Schifani onnipresente, il salottino di Anna La Rosa, il tg di Rossella eccetera eccetera eccetera. Chiaro il concetto? Mi sembra anche piuttosto semplice.
Martedì 25 Ottobre 2005
di Notuno · Categoria: Politica · ore 04:06
La vecchia tata del segretario dei Ds Fassino l'ha voluto reincontrare dopo 40 anni. Fin qui niente di male, siamo esseri irrazionali. Ad esempio, se entra una falena nella mia stanza accendo appositamente la piantana alogena e attendo con pazienza il momento in cui l'insetto verrà abbrustolito dai 300 watt incandescenti della stessa. Per dire.
Tornando alla tata.
Ovviamente fare qualche telefonata, mandare una lettera, cercare di beccarlo in una manifestazione pubblica sarebbe stato assolutamente folle: l'unico tramite possibile era il marito di Costanzo e la sua trasmissione televisiva del sabato sera "C'è posta per te".

La cosa è piuttosto normale per una settantenne, televisionomane ed abbonata a settimanali di cultura quali "Oggi" (e/o a "Gente"), meno normale dovrebbe essere per un segretario di partito di sinistra (così dicono, eh) andarci. Dovrebbe, appunto.

Il fatidico incontro è avvenuto sabato scorso, su Canale 5. Non so come sia andata. Dovrò tenermi il dubbio.

Il fatto che Fassino abbia accettato l'invito non mi scandalizza. D'altra parte se già vai da Vespa una volta a settimana non esiste nessun'altra partecipazione ad una trasmissione televisiva che possa peggiorare ulteriormente la mia opinione di te.

Inutile prenderci in giro, un politico di quella (ahimè) importanza non dovrebbe fare mai niente "per caso" quando si tratta di apparire in tv e di fare dichiarazioni ai giornali. Sono convinto che questo genere di cose siano studiate a tavolino e siano inquadrate in una più vasta strategia comunicativa. Nel caso specifico c'è da augurarselo. Sarò machiavellico ma è sempre meglio un perfido manipolatore opportunista che un coglione.

Però un interrogativo turba il mio animo: se in campagna elettorale diventi, in rapida successione, credente e ospite di "C'è Posta per te" quando sarai al governo cosa puoi diventare?
Sabato 22 Ottobre 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 18:21

Venerdì 21 Ottobre 2005
di TheEgo · Categoria: Politica, Tv · ore 01:24
Lo spettatore disattento potrebbe avere l'impressione, così a caldo, che Celentano sia ufficialmente sceso in politica in questo caldo autunno di inizio campagna elettorale.
Non facciamoci ingannare troppo facilmente: il Molleggiato è tornato in tv dopo ampie aspettative per uno show ricco di sorprese e momenti di buona televisione, nulla di più. Non ha deluso ed anzi ha saputo confezionare uno spettacolo in larga parte piacevole. Non ci stupisca il Santoro che grida "viva la libertà" o Cornacchione che fa il verso a Silvio. Non prendiamo per aggressione politica il testo della canzone (prossimo tormentone del web) di Crozza-Gipsy Kings o l'aver mostrato il video del premier in Bulgaria mentre fa i nomi scomodi da epurare dalla televisione pubblica. Non si sta facendo altro che un po' di sanissima satira politica, o scherno edulcorato verso chi comanda, ed occupa i piani alti, di qualunque schieramento esso sia. E' così dalla notte dei tempi ma il politicante saggio è capace di accettare il gioco con equilibrio e correttezza. Se la maggioranza si indigna davanti a uno spettacolo del genere, e se Celentano ha modo di spaziare con gli argomenti nell'attaccare l'attuale Governo, significa che gli spunti non mancano e che la democrazia in questo paese non è ancora morta del tutto se c'è chi la manda in onda.
Significa che si può dare spazio alla fantasia degli artisti, lasciandoli liberi di esprimere anche ciò che è scomodo perchè è in fondo questo il sano principio base di un qualunque stato civile moderno. Significa infine, saper prendere le cose per quello che sono. Tre ore di tv, infarcite di musica e siparietti interessanti, non sconvolgono il mondo. Cinque minuti di intervento di Santoro non spostano fette rilevanti di elettorato, ma sono invece sinonimo di pluralismo su una tv pubblica infarcita di reality e rigurgitante palinsesti spesso vuoti di idee.
RockPolitik susciterà polemiche, farà discutere e qualche testa rotolerà per questo. La colpa non è affatto di Celentano, quanto del clima di tensione non appena un artista (notoriamente l'Artista è di sinistra) mette piede in tv. Il Molleggiato ha fatto il suo monologo, appiattendo il ritmo fino a quel parecchio momento sostenuto, ha invitato ospiti eccellenti e all'altezza del gioco. Insomma il contenitore c'è, anche se il suo protagonista è il solito vecchio cane brontolone, un po' barboso quando ci si mette. Ma il contorno, signori, è tv che scoppietta e si fa notare, per i tempi che corrono.
Mercoledì 19 Ottobre 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 13:04
prodiico.gifPassato il day after dei festeggiamenti e della pubblica gioia da parte del centrosinistra per il trionfo, in termini di audience elettorale, delle elezioni Primarie, mi pare sia doveroso fare il punto della situazione e annotare alcune considerazioni.

4 milioni di elettori sono stati un successo numerico inaspettato, una grande celebrazione della voglia di far sentire una voce, di dare una spinta forte all'imbarcazione dell'Unione indicando chiaramente quale sia la persona più credibile da mettere alla guida della coalizione. Prodi, che piaccia o meno ai puristi della politica fatta di soli ideali, rappresenta oggi il solo candidato possibile che riesca a mediare, seppur a fatica, tutte le anime del centrosinistra. Non è credibile un governo Bertinotti, insensato un leader della società civile come Scalfarotto. Stiamo parlando di elezioni politiche e i giochi si fanno con mediazioni, compromessi e accordi bilaterali. Per litigare e far emergere le scelte dei partiti ci sarà modo poi, a governo formato. Ora è il momento di radunare la gens e affilare le spade. A contrapporsi saranno Prodi e Berlusconi, come il popolo grida a gran voce. Lo scontro tra titani, che mancava da dieci lunghissimi anni.

Inutile però dormire sugli allori di un'elezione primaria andata bene. Se da un lato è un segnale positivo che sicuramente dona nuova linfa a tutto il sistema politico dell'opposizione, dall'altro va tenuto conto che ha votato circa il 18% dell'elettorato di centrosinistra (stando ai dati del 2001, purtroppo obsoleti). Rimane da conquistare la fiducia e la conferma di tutti quelli che hanno preferito rimanere a casa, seguaci di una fede politica più tiepida ma non per questo da sottovalutare. Vanno conquistate le casalinghe che hanno ritenuto superfluo esprimersi oggi, quelli che la politica la seguono solo marginalmente, i lavoratori delle classi più bistrattate dall'attuale compagine governativa e soprattutto bisognerà saper parlare ai giovani, vera anima pulsante della sinistra che scende in piazza, si infervora e dialoga sui grandi temi di interesse generale. Per farlo Prodi dovrà saper costruire un programma finora poco chiaro, rispettando quel 15 percento di elettorato che gli ha preferito Bertinotti, un dato estremamente significativo. Una voce che chiede finalmente un "governo di sinistra" e non una legislatura dove vivacchiare tirando avanti come si può, che a poco servirebbe. Il grido strozzato di Moretti in "Aprile" è ancora valido, un decennio dopo.

Da non sottovalutare infine è il peso politico che queste elezioni hanno avuto sull'altra metà del Parlamento, quella che pensa, governa, aggiusta e vota compatta le varie leggi che vengono in mente al peones di turno per risolvere problemi futili al bene del Paese. Il falso in bilancio, le rogatorie internazionali, l'immunità parlamentare, la Gasparri e non ultima la riforma del sistema elettorale che gli italiani avevano scelto di mandare in pensione dodici anni prima con un semplice referendum. Il governo si impegna ma non chiede mai legittimazione al popolo sovrano, in nome di un mandato ormai logoro e di un contratto con gli Italiani in scadenza. E' un Governo assente anche nelle manifestazioni più semplici dove si richieda la sua presenza, quando una vedova piange un marito che si è sacrificato agli altari della politica ed è solo il Capo dello Stato a commemorarne l'onore.
Queste elezioni dunque, non possono che diventare un chiaro monito dell'elettorato fedele all'Unione: noi ci siamo, siamo pronti e decisi a farci sentire. Il grande cuore della sinistra ha reagito prontamente alla chiamata e con pazienza e dedizione si è recata alle urne sopportando volentieri code interminabili ma necessarie. Berlusconi in cuor suo non può che preoccuparsi, quando la sua coalizione vacilla sotto un Follini dimissionario e anche i suoi sondaggisti dicono picche guardando al futuro. Ora almeno una data di fine lavori c'è, le elezioni sono fissate al 9 aprile, cui ci separano centosettantatrè giorni di lungo inverno. La campagna elettorale sarà aspra come non mai ma questa volta sono le poltrone ai piani alti a tremare in vista del risultato, mentre là fuori l'elettore ha fatto già sentire la sua voce segnando il primo gol della grande partita della Democrazia. Uno a zero, palla a centrocampo.
Domenica 16 Ottobre 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 22:03
Io direi un'affluenza intorno ai due milioni di persone.
Prodi circa al 50-60%, Bertinotti circa 25%.
Voi che dite?


DIRETTA BLOG:

13.43: A Roma - dice Clemente Pastella - in un seggio hanno trovato pacchi di schede già votate per Prodi, pronti per essere inserite appena si può. Aggiunge inoltre: questa consultazione è fasulla.
Comunque è tra i candidati sulla scheda, casomai voleste votarlo. Deve essersi alzato storto proprio stamattina. Capita.

16.18: L'allegra combriccola qui ha votato. Un'ora di coda tra la gente carica e speranzosa di dire finalmente la propria e dare un sostegno, un segnale chiaro e deciso a questa sinistra. Ho come la sensazione che a Ferrara si sfiorino percentuali di votanti bulgare.

16.29: A qualcuno è andata peggio del sottoscritto. Almeno io ero in una simil cabina elettorale di cartone.

17.13: Pare abbiano superato il milione di votanti. Se continua così qualcuno dovrà offrire da bere stando a quanto si è detto ieri sera al pub. La questura dall'elicottero ne ha contati appena qualche migliaio. Emilio Fede prepara il servizio di apertura del tiggì da alcuni seggi rimasti vuoti. Al telefono ci sarà a commentare Daniela Santanchè, che invita al non voto e ad andare tutti al Billionaire stasera, per la festa di chiusura.

17.35: L'Unità online: al voto come ad una festa.
TgCom: Primarie colpo di scena: Mastella sbatte la porta e se ne va.
Felicità bipartisan quest'oggi. Anche io: c'è il sole.

18.20: Festa rovinata. Un politico della Margherita pare sia stato fatto fuori il giorno giusto..

18.23: Stampella, si levi gentilmente dai coglioni... [Sasaki Fujika]

20.05: Mentre si parla di due milioni di votanti, nella ridda di cori entusiasti del centrosinistra nessuno sembra cagare minimamente un morto tra le loro file...e mica un sottosegretario di partito qualunque.

21.45: A seggi quasi chiusi arriva il messaggio di Attimo, votante dell'ultimo minuto: "Vecchietto osserva sfregandosi le mani la coda interminabile e sentenzia: questa è volontà di governare! Bravi!"

22.40: Ancora non c'è uno straccio di dati provvisori. L'affluenza continua a crescere anche se i seggi dovrebbero essere ormai chiusi da un pezzo. Elezioni tarallucci e vino: avanti che c'è posto.

22.45: Prodi al 79% in un exit poll a Cagliari. Davvero non oso immaginare il risultato di Bologna o Modena...

0.02: Prodi si assesta intorno al 75%. Scalfarotto è una cocente delusione, appena lo 0,5% contro un 3 e mezzo di un Pastella qualunque. Cordoglio.

0.29: Pare abbiano raccolto 40 milioni di euro. Tolti i costi sostenuti per questa consultazione, lo champagne per festeggiare e una cena di pesce per i volontari dei seggi, restano una svalangata di soldi per la campagna elettorale. Che cosa sforneranno da qui a primavera? Manifesti olografici? Invio di libri con la storia di Prodi a tutti i cittadini? Ecco, io lo dico. Gli italiani gradirebbero una delle due opzioni:
- Spaghettata aglio e olio collettiva nelle città, con vino rosso e danze per tutta la notte, intorno a marzo.
- Restituzione del denaro non utilizzato

1.00:
"Ciao bulgaro!". Così Fausto Bertinotti ha salutato ironicamente Romano Prodi, una volta giunto nell'ufficio di Santi Apostoli dopo che sono iniziati ad arrivare i primi dati sulle percentuali dei candidati alle primarie. Lo dicevo io che c'erano percentuali bulgare: Bologna 88%.

2.49: La chiosa finale migliore, da Alberto: Uno si rende conto che le primarie sono andate bene non tanto perché hanno partecipato tre milioni di persone, ma perché le poche parole che riescono a formulare gli avversari politici trasudano il rancore, l’assenza di argomentazioni e il sarcasmo tipici degli sconfitti. Speriamo che continuino così.
Martedì 27 Settembre 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 01:23
Mah, pare che l'imputato sia stato assolto. Il fatto effettivamente non costituiva più reato grazie ad una legge da lui stesso scritta durante lo svolgimento del processo. Dall'imputato intendo... Ma no, non mi sto sbagliando ti giuro che l'hanno appena detto al telegiornale... Dai non fare così! Ti dico che l'ha scritta lui, si vede che si può fare... Come dici? Un uomo in gamba? Certo. E io pago. Senti ma...quanto manca ad Aprile?
Giovedì 22 Settembre 2005
di · Categoria: Politica, Società · ore 11:44
Ho capito che noi siamo un popolo costretto a vivere sotto le grinfie del Vaticano, ma possibile che i politici debbano fare e ossequiare tutto quello che ci dice la Chiesa ? Prendete l'Osservatore Romano. Se solo quel “giornale” si informasse, scoprirebbe che la parola Pacs sta per Patto civile di solidarietà, un istituto giuridico introdotto in Francia il 13 ottobre 1999. Il 9 novembre 1999 il Conseil Constitutionel ha dato via libera, ravvisandone la conformità costituzionale. Il Pac è un contratto concluso da due persone maggiorenni, omosessuali o eterosessuali, al fine di organizzare la loro vita in comune, ma non modifica lo stato civile delle parti. Per sottoscrivere un Pacs i due partner devono avere una vita in comune (non solo la comunione di interessi e la coabitazione, ma soprattutto la residenza in comune e la vita di coppia ) e prestarsi reciprocamente sostegno materiale. I partenaires non hanno alcun obbligo di fedeltà, di soccorso o di assistenza, ma soltanto quello della contribuzione reciproca. È perciò un vincolo patrimoniale. Il sostegno reciproco e materiale è un dovere, senza il quale il Pacs viene meno.
Martedì 13 Settembre 2005
di Notuno · Categoria: Politica · ore 22:00
La storia della nuova legge elettorale non mi appassiona molto.
Non che mi paia normale una modifica del sistema elettorale a 6 mesi dalle elezioni da parte della maggioranza destinata ad essere sconfitta, figurarsi, ma ho perso la forza di indignarmi parecchio tempo fa, più o meno da quando l'esperienza dei Girotondi è stata riassorbita nel nulla del Centro-sinistra.

Comunque al momento la cosa mi appare poco chiara, innanzitutto perchè nessuno si degna di spiegare esattamente che sistema è stato proposto e poi perchè non riesco a trovare un'interpretazione univoca della mossa del Cdl.

Mi spiego.
Se si prendono per buoni i sondaggi elettorali che danno di 12% sotto l'insieme dei partiti di Centro-destra che convenienza ne trarrebbero i berluscones da un sistema proporzionale?
Lunedì 12 Settembre 2005
di Rachele · Categoria: Personale, Politica · ore 13:47
"Undici settembre 2001, diciassette anni, il mare, le conchiglie e un corpo magro e sottile pieno di ossa, il bar sulla spiaggia.
Il messaggio dell'ansa, il maxischermo dove si guardavano i Gp acceso prontamente, "Cazzo che sfiga", e tu "No, è un attentato, pensa a dov'è l'aereoporto di New York",
Tutte le telecamere puntate su un grattacielo fumante, la voce concitata dello speaker della Cnn, l'altro aereo e la certezza che avevi ragione. Il crollo, il tuo viso.
"Tutti morti, tutti morti, tutti morti..."
Hai provato a chiamare New York con duemila lire nel telefono. Siamo passati per i centralini impazziti dell'Excelsior, c'era una donna che strillava "my husband" tenendosi appresso i figli. Mi hai presa per mano e mi hai trascinata via senza riuscire a guardarmi negli occhi.
Siamo rimasti impietriti a fissare S. Marco, la gente pregava, tu fissavi il vuoto, io guardavo te.
Ed era solo silenzio.
Televisioni sputavano immagini da ogni vetrina, e noi andavamo verso casa, per mano, fissandoci le scarpe.
Abbiamo mangiato a letto e ci siamo addormentati abbracciati, ti ho baciato sulle labbra stordita, abbiamo fatto l'amore senza sapere perchè. Abbiamo chiuso gli occhi con la convinzione che non li avremmo più riaperti. Mai più.
Eppure la mattina dopo ci ha svegliati, impertinente."

Giovedì 8 Settembre 2005
di · Categoria: Politica · ore 15:53
Sul fatto che i Bush non sia esattamente una famiglia intelligente, credo nessuno abbia dubbi, almeno per quanto riguarda Bush padre & figlio.
Giorgino riesce a non avere rivali, e a dare sempre il meglio di sé; nel quinto paragrafetto del discorso  tenuto all'aereoporto di Mobile, in Alabama si legge infatti:

The good news is -- and it's hard for some to see it now -- that out of this chaos is going to come a fantastic Gulf Coast, like it was before. Out of the rubbles of Trent Lott's house -- he's lost his entire house -- there's going to be a fantastic house. And I'm looking forward to sitting on the porch. (Laughter.)
TRADUZIONE: “...La buona notizia è -- anche se per alcuni è difficile coglierla -- che da questo caos sta venendo fuori un litorale fantastico del golfo, come era prima. Dalle macerie della casa di Trent Lott (senatore repubblicano amico suo) -- che ha perso la sua casa -- sta venendo su una casa fantastica. E sto aspettando con impazienza di sedermi sul portico. (Seguono risate)” (Grazie a WebGol per “avermi detto” chi è Trent Lott).

L'ex first lady Barbara Bush si merita invece una citazione d'onore.
Visitando insieme al marito George Bush gli sfollati a Houston (Texas), la madre dell'attuale presidente ha sottolineato che il trasferimento da New Orleans allo stadio Astrodome si sta «risolvendo molto bene» per alcuni dei rifugiati considerando anche il fatto «che si tratta, ad ogni modo, di poveracci». La ex-first lady ha fatto questa osservazione, giudicata poco sensibile dai media americani, durante una intervista al programma radiofonico «Marketplace».
Mercoledì 31 Agosto 2005
di Supplente · Categoria: Politica · ore 17:53
"Questo è il nostro tsunami"
Infatti anche in Indonesia sono stati avvertiti in anticipo dell'arrivo dell'onda. Già, si si. Ipocriti.

"La vendetta dell'acqua sugli uomini e sui loro presuntuosi progetti, l'acqua caduta dal cielo, spinta dal mare, tracimata dai laghi, dalle paludi e dal fiume, si distende come un sudario"
Qualcuno non firmò il protocollo di Kyoto, ma accidenti, fatico a ricordare chi fosse.
Giovedì 7 Luglio 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 12:58
E tre. Dopo New York e Madrid, oggi tocca agli inglesi, alleati in prima linea nella guerra in Iraq.
Inutile dire chi resta da colpire. Inutile dire che avverrà entro le politiche del 2006. Non possiamo farci niente. Non possiamo fermarli, ovvio. Per quanto continueremo ad organizzarci è la tattica della casualità e dell'imprevedibilità a vincere.
E' il Terrore, piccola, ed ho una dannata paura.


- Simona racconta in tempo reale che succede da Londra: lei sta bene ed è bloccata in ufficio.
- Alcune foto dai cellulari inglesi.
- Alberto segnala alcuni link utili per seguire l'andamento della situazione.
- Diretta Repubblica.it, se siete tra i fortunati che riescono ad entrare.


Sabato 25 Giugno 2005
di Notuno · Categoria: Politica · ore 04:00


Silvio Berlusconi: «Sì, Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino, in posti che adesso sono luoghi di vacanze esclusivi»

Dick Cheney: «I detenuti di Guantanamo vivono sotto i tropici, sono nutriti bene e hanno tutto quello che vogliono. Si trovano in installazioni nuove di zecca per le quali abbiamo speso un mucchio di denaro. Vengono trattati benissimo»
Venerdì 24 Giugno 2005
di A day in the life · Categoria: Politica · ore 13:06

E quindi, ci siamo. Se fino a qualche tempo fa i paragoni tra Italia e Argentina erano per lo più calcistici e discussi in bar e simili, ecco che adesso diventano economici. Abbiamo tre anni di tempo. Auguri a tutti, eh.

Giovedì 23 Giugno 2005
di Francesco Costa · Categoria: Politica · ore 00:15
Sfogliavo un catalogo turistico di Grecia e Croazia e pensavo, tra me e me, che in quelle foto scattate ad arte sembrerebbe bellissimo anche un posto scarsino. Una spiaggia minuscola sarebbe riservata, un albergo-casermone a dieci piani sarebbe spazioso, l'assenza di verde sarebbe arieggiato, un ristorante di pessima qualità sarebbe rustico, un market con prezzi esorbitanti sarebbe esclusivo.
Posti completamente diversi che in foto sembrano tutti uguali, e tutti bellissimi.
(dove voglio andare a parare? Aspè, ora arrivo)
Martedì 14 Giugno 2005
di A day in the life · Categoria: Politica · ore 18:05
Siamo passati direttamente al punto cinque.
Lunedì 13 Giugno 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 20:49
Come ampiamente previsto, ma forse in un impeto ottimistico inspiegabilmente avevamo cercato di non pensarci, il referendum non ha raggiunto il quorum agognato. Non ci si è nemmeno avvicinato, duole dirlo, e questo suona come una sonora sconfitta. Una sconfitta per i tanti che ci avevano creduto, che ci avevano sperato almeno questa volta, e per questa consultazione referendaria si erano impegnati in prima linea. Una sconfitta dell'Italia laica, che non si ferma certo dietro al diktat della Curia scesa in campo a difendere i valori della Vita, ma che anzi si mobilita, si informa, decide con la propria testa e valuta secondo coscienza. Una sconfitta dell'Italia intera, in materia di Democrazia.

Ora diranno che il referendum è da buttare, ipotizza qualcuno. Vi accontento: penso sia ormai chiaro che il referendum così come lo conosciamo sia da buttare. In Italia almeno. Ci illudiamo di concentrare l'attenzione del 50% degli italiani su un argomento, che non siano le donne o il calcio, e di fargli scegliere in maniera democratica cosa vogliono per il loro bene. Il popolo però non sa che farsene del suo voto. Non capisce il quesito? Allora non vota. Piuttosto lascia disfare al governo in carica con qualche legge, e la volta dopo vota l'opposizione perchè rimetta a posto le cose. Non perde tempo a capire un concetto che non è immediatamente fruibile come un reality televisivo o una suoneria di un telefonino, e stavolta era davvero complesso da digerire il nocciolo della questione. Negli altri paesi europei c'è una forte responsabilità e un alto senso civico: in tali casi lo strumento referendario ha un suo perchè.
Urge rivedere le modalità di voto, e se necessario abbassare il quorum ad una percentuale più umana. Vi sembra normale che gli ignavi debbano ostacolare chi prende una decisione? Si è mai visto che in una riunione, constatato il numero legale, si tenga conto in qualche modo il parere degli assenti? Il tempo dei grandi referendum è finito: non si tratta più di scegliere sui grandi sistemi (aborto, divorzio, nucleare) dove anche l'analfabeta capisce la materia in questione, ma si offre l'opportunità di voto su abrogazioni di righe, commi, pezzettini di leggi scritte in burocratichese. Poveri noi, la gente è spaesata. Tra le schede aperte questo pomeriggio abbiamo trovato qualcuno che ha barrato l'intero testo del quesito invece che il si oppure il no. Forse voleva cancellare tutto, chissà.
Sono stanco di vedere questi siparietti: se pure le più alte cariche dello Stato invitano all'astensione ditemi voi quando sarà mai possibile vedere una motivata e seria partecipazione alle urne? Finiamola qui per favore. Smettiamola di menare il torrone per niente e troviamo il coraggio di ammettere che al popolo italiano della sovranità popolare, quando non sono in gioco seggi vari oppure elezioni "politiche" dove importa fregare una poltrona, frega una beata fava. Pizza e mandolino come sempre, che vi credevate?
di Notuno · Categoria: Politica · ore 03:31
ref.jpgIl risultato di questi referendum è oramai acquisito.

Non è che ci volesse poi molto, sin dalle 12: 4.6% di affluenza. Una mazzata.
Alla fine la domenica del voto si chiude con il 18.7%.

Due anni fa alla stessa ora, nel tanto vituperato estremistico e folle referendum per la difesa dell'Art.18 (al quale presi parte sin dalla raccolta firme, orgogliosamente), si era arrivati al 17.2%. Ed erano tutti per l'astensione, tranne qualche partito di sinistra più radicale.

Stavolta non era così, era difficile, si sarebbe perso e lo sapevamo tutti, anche i più ottimisti.

La situazione però era diversa: c'era il presunto partito socialdemocratico dalla nostra parte, gli stessi che due anni fa invitavano la gente a NON votare. Ora tocca prendere atto che, evidentemente, questi socialdemocratici pomodoro e basilico hanno un elettorato socialcattolico.
Va a finire che non ti stanno nemmeno più tanto antipatici perchè non sono bene, ma nemmeno male, sono proprio nulla.

Nel 1974 e nel 1981 in questo paese, anzi in un altro paese, l'italia della Dc al 40%, della chiesa potentissima, del pre-tv commerciali ci furono due referendum fondamentali nell'evoluzione sociale della nostra pseudo-democrazia.
Lunedì 6 Giugno 2005
di Attimo · Categoria: Politica, Società · ore 21:05
Nei manifesti messi in giro dalle associazioni cattoliche campeggiano volti di bambini sorridenti oppure di feti nel grembe materno. Di embrioni, nemmeno l'ombra, eppure la questione riguarda soprattuto quella manciata di cellule. Tutto ciò è fuorviante, ed è una brutta cosa maneggiare la superficialità dell'opinione pubblica in questo modo, con il solo scopo di deviarla. E dico anche a voi, i più accesi promotori del Comitato per l'Astensione, i preti, che in queste ultime domeniche elargite spassionati consigli durante le vostre omelie, sotto l'ombra del Crocifisso: perchè fate entrare l'attualità nelle vostre Sacre Messe solo quando vi fa più comodo? Il Mondo va a fuoco ogni santo giorno, e le Messe rimangono liturgie imperturbali nei loro fissi rituali. Solo bieche manovre politiche vi fanno sconvolgere i protocolli, e aprirvi al Tempo Reale. Se hanno votato (male) i parlamentari sulla vita, non vedo perchè non può farlo la massaia o il pensionato o lo studente imberbe o qualsiasi essere umano.

P.S. E non scrivetelo sui blog, di votare, che li leggono in pochi, ma sui muri e sulle strade dell'Italia teocratica. Amen.
Venerdì 27 Maggio 2005
di A day in the life · Categoria: Politica · ore 16:29
Non so che espressioni usare, visto che "la frutta" l'abbiamo passata da un pezzo. Berlusconi sta diventando realmente pericoloso perché ha la capacità mostruosa dei grandi venditori, di quelli che tentano di fare acquistare quadri che "si valuteranno" ad un pensionato, di quelli che vendono macchine usate come fossero nuove, di quelli che creano bisogni e il modo migliore per soddisfarli, di quelli che usano la stupidità umana per vivere, guadagnare e prosperare.
Mi sento letteralmente disperato. Soprattutto perché ci saranno delle persone che diranno "Effettivamente è vero, io mando messaggini alla mia ragazza, effettivamente è vero, sono un playboy, ah ah ah". E anche questa oscenità passerà sotto silenzio. Torneremo quindi tutti a godere delle special card, del sole, della mozzarella, mentre il nostro Bel Paese va a picco. Ne sono certo: il capitano abbandonerà presto la nave. E quello sarà il segnale.

di Notuno · Categoria: Politica · ore 03:31
Prima della consueta cazzata una comunicazione importante.

Vuoi votare ai referendum del prossimo 12 e 13 Giugno ma un qualsivoglia impegno ti tiene lontano dal tuo seggio elettorale?
Sei uno studente fuorisede, notoriamente comunista, che non può tornare a casa in piena sessione d'esami ma vuole recarsi alle urne anche solo per il gusto di metterlo in quel posto a Ruini?
Vai legittimamente al mare proprio quel weekend ma non per questo vuoi far felice Buttiglione?

C'è una soluzione!!!

Muovi il culo e cerca in questa pagina il comitato referendario più vicino, contattalo prima possibile e chiedi di poter essere "rappresentante di lista" nella città in cui ti troverai quei due giorni.

In questo modo potrai votare anche tu e senza sbatterti troppo!!!

Questo sarebbe tutto, ma se proprio non riesci a farne a meno, "continua a leggere".
Giovedì 19 Maggio 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 14:05
: dopo Berlusconi anche a sinistra pensano al partito unico
: uaz america boy
Mercoledì 18 Maggio 2005
di Notuno · Categoria: Politica · ore 02:57
giovannifloris.jpg Post "quasi serio", cazzeggioni alla larga, grazie. (...e sparirono tutti)

Stasera mi è toccato sciropparmi un pezzetto di Ballarò. Le alternative erano drammatiche.

Tema: situazione economica italiana.
Tagliando corto, come se non fosse chiaro, si è capito chiaramente che, semplificando, "siamo nella merda".
Controprova non necessaria di ciò la scelta di Forza Italia di farsi rappresentare dalla Prestigiacomo, che per l'occasione sfoggiava uno spiccato accento siciliano commemorativo della vittorina di Scapagnini a Catania. (Con l'occasione mi preme indirizzare un plauso a tutti i catanesi: siete straordinari, grazie di esistere)

Sul tema di "come rianimare la nostra agonizzante economia" si è aperto lo scontro.

Martedì 17 Maggio 2005
di Francesco Costa · Categoria: Politica · ore 15:35
Dopo mesi di titoloni su Libero e belpietri starnazzanti, si chiude in un totale silenzio mediatico l'inchiesta Telekom Serbia. Il giudice dell'udienza preliminare di Torino - archiviando il caso - è stato piuttosto chiaro:

"L'ipotesi che l'operazione Telekom Serbia sia stata accompagnata da fatti di corruzione e da falsificazione di bilanci, all'esito di quattro anni di indagini, non ha trovato nè sostegno, nè prove, nè indizi e neppure elementi di mero sospetto."
(Repubblica, 17 Maggio 2005, pag. 23)

Basterebbe questo per iniziare un'inchiesta contro chi ha montato ad arte l'intero caso, Marini e burattinai vari in testa. Ma non finisce qui. Mentre Trantino e Taormina erano impegnati a mettere la testa sotto la sabbia, veniva fuori una gustosa notiziuola. Veniva fuori che in tutto quel bailamme di concessioni, mediazioni e transazioni, l'unico a guadagnarci sia stato Italo Bocchino (parlamentare di An, ex-membro della Commissione Telekom e candidato trombato alle regionali campane), destinatario di oltre quattro miliardi di lire sul suo conto sanmarinese da parte dell'avvocato che ha mediato l'affare con Belgrado. Ma questo, ovviamente, non lo dite a nessuno.
Sabato 7 Maggio 2005
di A day in the life · Categoria: Politica · ore 22:14
 La soluzione di Silvio B. al rincaro dei prezzi.
Ormai siamo ai livelli del Bagaglino.
di · Categoria: Politica · ore 11:45
Secondo me Berlusconi a forza di raccontare barzellette le racconta anche quando parla di politica. Intervenuto a Catania Berlusconi ha detto che Letizia Moratti sarà candidata a sindaco di Milano. Letizia Moratti? Sindaco? Ma poi scusate, ai catanesi cosa diavolo importa di Milano?!
Venerdì 6 Maggio 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 09:11
SI: Gli Usa hanno rieletto Bush; la Gran Bretagna ha rieletto Blair. E noi?
NO: Indietro o miei Prodi!
Lunedì 25 Aprile 2005
di Attimo · Categoria: Politica · ore 19:14
Milano, oggi.Del 25 aprile, della Resistenza, dell'Italia libera e unita, oggi ho tentato di capire solo una cosa: agli Italiani gliene frega qualcosa? In un impeto di umarellizzazione, con la Nuova Ferrara sottobraccio ho inforcato la bicicletta e sono accorso in Piazza Trento e Trieste, qui a Ferrara, dove si sarebbe tenuta una celebrazione del Sessantesimo. Appoggiato alla balaustra in attesa che riuscissero a far funzionare un microfono, guardavo dapprima il minuto palco carico di autorità e reduci, e poi la folla sparuta che si andava radunando davanti. Più o meno sapevo cosa avrebbero detto il presidente dell'Anpi provinciale e il Sindaco... Sapevo che non avrebbero perso occasione per collegarsi alla Costituzione attualmente violentata in Parlamento e alla blasfema richiesta di parificazione tra partigiani e repubblichini che in questi ultimi anni i destrorsi, gasati dall'essere al governo, tentano di proporre. La cosidetta "attualizzazione" del 25 aprile, direbbe un editorialista forbito, che andrebbe ad intaccare una corretta considerazione della festa della Liberazione. Ma è su questi passaggi che la folla sparuta si spella di più le mani (molte mani vecchie, molti mani di turisti occasionali, poche mani di cittadini, pochissime di giovani) e non nelle commosse rivendicazioni di quei drammatici giorni, e non sui retorici giri di parole riguardo agli alti valori della Patria. E' ovvio che la gente risponda maggiormente ad impulsi contemporanei che non a quelli impolverati del Passato che li riguardano da lontano, ma questo non depone a favore di un eventuale e partecipato coinvolgimento delle genti italiche riguardo al 25 aprile. La gente purtroppo per partecipare ha bisogno di divisioni, di visioni alternative, di spaccature: un'unica visione condivisa dell'evento non scalderebbe gli animi. La Ferrara rossa ha voglia di indignarsi per la Costituzione stravolta e il revisionismo che tentano di far passare il governo ostile, e batte le mani più fragorosamente pensando alla parte avversa, non presente in piazza (e tuttavia come potrebbe esserlo?), indi per cui mi riesce difficile pensare a una festa di tutta l'Italia unita. Non lo siamo, uniti, c'è ancora troppa voglia di arroccarsi su posizioni fasciste e antifasciste (quando ormai il fascismo non esiste più), partigiane e antipartigiane. C'è sete di divisione e di un antagonista comune, da entrambe le parti, per unire un popolo altrimenti disaggregato nella più totale apatia verso gli alti, altissimi (anche perchè così distanti) valori della Patria libera e unita. I politici di oggi, che sono miserevoli, lo sappiamo bene e sappiamo anche di meritarcelo, non perdono occasione per confermare le mie parole. Bondi dice che "La sinistra ha piegato il 25 aprile a un obiettivo politico". Forse è così, forse è una festa di una parte politica del paese, ma Bondi dovrebbe ricordarsi che fu merito di quella parte se ora può permettersi di criticarla. Prendo atto dell'inevitabile divisione. E mi chiedo: cosa resterà del 25 aprile quando anche questa stagione politica, fatta di antiberlusconismo, di revisionismo e di anticomunismo sarà finita (prima o poi finirà...) come la riempiremo questa festa della Liberazione, senza neanche i vecchi reduci a celebrare ricordi vissuti in prima persona? "Viva l'Italia", grida il sindaco, e la piazza si svuota in fretta.
Domenica 24 Aprile 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 12:28

: abbiamo un governo nuovo
: sistema usato sicuro, prego.

Venerdì 22 Aprile 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 09:27

: Ieri ad Otto e mezzo Fassino ha detto: "Bei tempi quando c'era la Democrazia Cristiana!"
: Vorrà fare colpo sul nuovo papa

Domenica 17 Aprile 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 00:21

: Berlusconi è arrivato al capolinea ma non sente ragioni e non vuole scendere.
: Vietato parlare al conducente.

Giovedì 14 Aprile 2005
di · Categoria: Politica · ore 10:22

Stamattina su Rai Uno il ministro dell'Istruzione Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti parlava della sua riforma dell'istruzione. Argomentava che "la media dei diplomati italiani è inferiore a quella europea" e che la sua riforma vuole "indurre quanti più giovani possibili a prendere un diploma, per poter trovare lavori migliori" e concludeva dicendo che "non vogliamo spingere i ragazzi a studiare, non vogliamo costringerli, ma aiutarli a diplomarsi". Messa così, non c'è che dire, fa il suo bravo effetto. Ma io penso a Pamela.
Pamela è una mia carissima amica, la conosco da 8 anni. Una bravissima ragazza, simpatica, un po' matta, e con poca voglia di studiare. Sua madre non voleva lasciarla con la terza media, addirittura voleva facesse il liceo classico, ma visto che Pamela non è quello che definiremmo esattamente una cima l'ha "costretta" ad iscriversi all'istituto alberghiero, pensando che lì non c'è tanto bisogno di studiare, essendo una scuola prevalentemente pratica. Il primo anno Pamela ha riportato una pagella che sembrava una schedina del totocalcio. Io so che Pamela pensava di mollare la scuola e mettersi a lavorare, ma alla fine l'anno scolastico successivo era di nuovo lì a sgobbare sui libri. Il problema dell'alberghiero è che, oltre alle materie pratiche, ha anche materie non pratiche. Oltre alla poca voglia di studiare, aveva anche poca memoria, quindi spesso tutto l'aiuto che le davano era inutile; tuttavia dopo sei anni, Pamela ha preso 'sto benedetto diploma alberghiero. Signora Moratti, Pamela aveva voglia di studiare tanto quanto io ho voglia di studiare Matematica. Non pensa che certe persone non sono assolutamente portate per la scuola, e che sia meglio mandarli a lavorare? Ora Pamela ha 22 anni, e questo diploma alberghiero con cui non fa assolutamente niente. Lavora infatti in un autogrill, guadagna 6-700 euro al mese, e ha "perso" sei anni della sua vita. Non parla Inglese, non ricorda il Francese, non sa chi ha vinto la seconda guerra mondiale, e sta bene così. Signora Moratti, la sua riforma sarà anche giusta. Ma credo lei debba rendersi conto che indurre chi non ha voglia di studiare, e nemmeno le capacità, a prendere un diploma, sia tutto sommato inutile.

Sabato 9 Aprile 2005
di · Categoria: Politica · ore 17:12
di Akio · Categoria: Politica · ore 09:10

Gioire per la vittoria alle elezioni regionali è legittimo. Il trionfalismo è fuori luogo. Da sempre in Italia le elezioni politiche le decidono gli elettori moderati. Da quando c'è il maggioritario le elezioni le ha vinte una volta un polo e una volta l'altro. La maggior parte dei moderati non bada ai contenuti e dice: "E' meglio che gli facciamo fare una volta ciascuno". Berlusconi questo l'ha capito e ha pensato alle sue priorità. C'è da augurarsi che Prodi invece non l'abbia capito e che continui a credere che vincerà per meriti politici.

Mercoledì 6 Aprile 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 11:03

: Dopo 9 anni Berlusconi ha partecipato, a sorpresa, ad un confronto televisivo con D'Alema
e Rutelli accettando il contraddittorio
: Silvio I “Il Buono” (“Il Grande” anche volendo non è proprio possibile)

Martedì 5 Aprile 2005
di · Categoria: Politica · ore 11:18

Dice Berlusconi che "la CdL si trova sconfitta perché mancano i voti della Mussolini e di Rotondi" (e anche dei Radicali, aggiungerei). Ma sarebbe stata una vera vittoria se aggiungendo tre "partitini" avesse vinto? La Mussolini (tanto per fare un esempio), data come forza tra il 4 e il 9%, ha preso un misero 1,8. Inoltre, allargare la coalizione avrebbe significato fare proprio quello che alcuni maggiorenti azzurri e del centrodestra in generale imputavano al centrosinistra: riunire quanti più partiti possibile per vincere.
Secondo me, anche in caso di eventuale vittoria, sarebbe stata comunque una sconfitta: credo che Berlusconi, prima di criticare gli alleati dovrebbe guardare al calo di consensi di Forza Italia: se nel 2000 FI ottenne il 25,4%, alle Europee del 2004 il 21%, e in questi giorni un 16-18%, forse la colpa non è (solo) degli alleati.

di TheEgo · Categoria: Politica · ore 02:33

Serve aggiungere altro? Fede non ha dovuto nemmeno mettere le bandierine tanto è il rosso che da' alla testa. Rockerduck avrebbe mangiato il cappello in queste situazioni, Silvio non ha stile nemmeno in questo e con la coda tra le gambe tace avvilito. D'Alema per molto meno si dimise nel 1999; le facce di tolla a quanto pare si costernano, si indignano e si impegnano ma poi gettano la spugna con gran dignità, attaccati come sono alle poltrone in pelle.
Un'ultima cosa anzi due:
1. Nichi Vendola, signori. E ho detto tutto. Sono commosso per un risultato incredibile che porterà una ventata di freschezza in una regione in mano sempre ai "soliti noti". Occhio al peso che Rifondazione potrà avere il prossimo anno nel formare una coalizione con Prodi per governare alla luce di questo importantissimo successo.
2. Hanno voluto il federalismo. Potere alle regioni. Zappa sui piedi. Martellata sulle palle. Ahi ahi. Pacca sulle gengive. Tiè, ciapa su e porta a cà.

UPDATE: Risate, risate, risate. Schifani: "Non ha vinto Prodi, ha perso il centrodestra". Tajani: "Mancano i voti che avrebbe preso Berlusconi con il suo carisma. Quindi il voto non esprime un giudizio sul Governo". LaLoggia: "Purtroppo c'è da dire che molti non sono potuti andare a votare perchè corsi a rendere omaggio al Santo Padre, giustamente per carità, ma questo ha pesato evidentemente".
Lunedì 4 Aprile 2005
di · Categoria: Politica · ore 16:41

Gli exit poll portano sfiga, ok: ma per ora c'é un 11-2 che non sembra ribaltabile neanche in una partita di ritorno senza avversari. Il vero dubbio è questo: chi tra Bertinotti, Fassino, Prodi e Rutelli avrà la prima ejaculatio precox chiedendo le dimissioni di Berlusconi? E a che ora? Sono aperte le scommesse.

di Supplente · Categoria: Politica · ore 15:44
Ore 15.38, le reti Mediaset sono le uniche a non aver ancora dato minima notizia degli exit polls o perlomeno della chiusura dei seggi. Il centrodestra manterebbe infatti soltanto Lombardia e Veneto. Vendola e Marrazzo sarebbero in vantaggio in Lazio e Puglia. In Piemonte Ghigo (CdL) è sotto. I primi risultati a pochi minuti dalla chiusura dei seggi lasciano il tempo che trovano è vero, ma non pare strano questo silenzio?

P.S. Domani ad ogni modo diranno che hanno perso perchè eran tutti a rendere omaggio al Papa invece che andare a votare.
di Darkripper · Categoria: Politica · ore 01:49

"Adesso non ci rimangono dubbi da che parte Lei stia, però sappia che sebbene il suo potere sia immenso non arriva fino a Dio, fino a Gesù."

Non c'é niente di peggio del cappone di idiozia che avvolge questo paese dopo la morte di un uomo importante. Questo non é il paese della pizza, questo é il paese della melassa. Noi italiani amiamo le beatificazioni postume, ma in questo caso si é superato l'insuperabile. A papa ancora vivo già se ne cantavano le gesta, con lunghi servizi a reti unificate che riproponevano le stesse solite immagini.  Ennesima dimostrazione che viviamo in uno stato aconfessionale, se mai ve ne fosse stato bisogno.
Siccome in questo momento  Anubis magari sta pesando l'anima del simpatico polacco, é bene ricordargli che l'uomo che tanto ha sofferto negli ultimi giorni,  é stato tutto fuorché un santo.
E questo non dobbiamo dimenticarcelo nemmeno noi.

Seguono alcuni titoli interessanti per avere uno sguardo un po' differente dal consueto su cosa é e cosa é stata la chiesa.  E' il genere di libri che in libreria dovrete cercare. Quelli del papa e più in generale i futuri libri papacentrici invece li troverete esposti nelle vetrine e in bella mostra su fastosi espositori. Gli altri sono meno visibili - alcuni li definirebbero pura teoria della cospirazione  - ed é bene che chiediate ad un commesso, se non sapete dove trovarli.



All'ombra del Papa infermo, ed. Kaos
La posizione della Missionaria, ed. Minimum Fax
I banchieri di Dio. Il caso Calvi, ed. Editori Riuniti

Tutto questo per chi crede ancora a cose come l'innocenza. L'innocenza é merce rara, di questi tempi. E di certo non veste di bianco.

[Grazie a LelloVoce per aver recuperato una foto di cui mi ero dimenticato, e che di certo non vedrete sui giornali nei prossimi giorni]

Venerdì 1 Aprile 2005
di Cavaliere Pallido · Categoria: Politica · ore 12:57

- Sì, pronto?
- Buongiorno... sono del comitato elettorale per il comune. Volevo proporle il candidato XXXXXXX (non è censura... è che non mi ricordo, NdR) di Forza Italia.
- Capisco...
- Volevo darle indirizzo e numero di telefono del candidato in caso volesse fargli qualche domanda.
- No, guardi, grazie ma non mi interessa proprio (!!!)
- ...bene grazie lo stesso, arrivederci
PLONK

Mi sono un po' pentito di aver rifiutato di fare domande... voi che avreste chiesto? A me qualche idee poi m'è venuta

Martedì 29 Marzo 2005
di · Categoria: Politica · ore 10:22

"xxx non pronuncia più un discorso senza senza raccontare una barzelletta o fare una battuta". Non è Berlusconi. Ma comincia a somigliargli..

La soluzione (per leggerla, dovete registrarvi -gratis)

Lunedì 28 Marzo 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 09:15

: Flavia Vento è passata dal centrosinistra al centrodestra e si candida alle elezioni regionali nel Lazio
: punterà sui voti di quelli che temono di rivederla in tivù

Mercoledì 23 Marzo 2005
di A day in the life · Categoria: Politica · ore 15:23

Mi rendo conto, a volte, che sto vivendo e ho vissuto momenti veramente determinanti per la storia del nostro paese e del mondo. La frase sembrerà banale, ma tant'è.
E' molto più facile, però, pensare ai capitoli dei libri di storia futuri su cose viste in televisione, come l'attentato al World Trade Center, o la devastazione dello Tsunami, piuttosto che rendersi conto veramente di quello che sta succedendo alle basi "spirituali" del nostro Paese, attraverso la proposta di modifica di alcuni articoli della Costituzione, passata oggi al Senato.
Pare che ce ne si ricordi solo quando ci sono delle votazioni in Parlamento su questo tema. La prossima volta, però, potrebbe essere troppo tardi, e potremmo avere solo il referendum per opporci a questo stupro.
Leggete qua. Io ho rabbrividito ad ogni "si sostituisca l'articolo X con". Qui non si tratta di decreti e leggine. Qui cambia tutto. In peggio.

Lunedì 21 Marzo 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 09:35

: Bossi ha detto che Calderoli era nervoso quando ha minacciato le dimissioni
: Da qualcuno avrà pure imparato.

Giovedì 17 Marzo 2005
di · Categoria: Politica · ore 12:07

Ringrazio insolita commedia per la segnalazione. Marco Bellavia (chiiiiii??? Il compare di Uan a Bim Bum Bam quando io ero piccola) si è candidato alle elezioni. Ridete pure (soprattutto quando dice "metto al servizio i miei 20 anni di esperienza). E dopo che avete riso, ridete ancora e poi piangete.

Domenica 13 Marzo 2005
di · Categoria: Politica · ore 20:07

... e nel frattempo in cinque minuti Umberto Bossi  risolve ogni problema per i prossimi quarant'anni ufficializzando al Corriere della Sera l'elezione di suo figlio Renzo come successore. La Lega si trasforma in Dainasti e Bossi junior verrà accoppiato al più presto per garantire la prosecuzione della specie.
Magari sarà una cazzata sesquipedale, ma almeno una scelta l'hanno fatta.
Loro.

di Akio · Categoria: Politica · ore 12:04

: Bertinotti è tornato a parlare di abolizione della proprietà privata
: gli piacerà pronunciare le parole con tante pr...

Mercoledì 9 Marzo 2005
di A day in the life · Categoria: Politica · ore 14:35

Se ci impegnamo, ce la faremo anche noi, ad avere un primo ministro così.

di · Categoria: Politica · ore 09:43

"Quando Gianfranco Fini comincia a parlare l’aula di Montecitorio è per due terzi deserta. Sia a destra che a sinistra. E mancano molti tra i leader di partito."

Fonte: Corriere della sera

Lunedì 7 Marzo 2005
di · Categoria: Politica · ore 11:17

Nicola Calipari, 51 anni, è morto mentre portava a casa Giuliana Sgrena. Indubbiamente è un fatto grave e la dinamica dei fatti è tutta da chiarire. Non mi sento di colpevolizzare i soldati USA. La guerra è ingiusta e le vittime sono troppe, su questo non ci piove. Siano essi civili o soldati, ostaggi o iracheni è sempre gente che muore senza motivo.
Non mi piace questo clima da complotto "volevano uccidere la Sgrena" "ho raccolto manciate di proiettili dalla macchina", "soldati USA terroristi". Leggo e vedo cose che non stanno né in cielo né in terra. Io condanno nella maniera più assoluta questa morte così assurda ma avete mai pensato a quale stress sono sottoposti quei soldati che nella maggior parte dei casi NON devono stare lì, in quanto inesperti e di giovane età? Non voglio unirmi al coro delle polemiche e quanto altro, spero solo che la cosa si risolva e che chi deve prendersi le proprie responsabilità se le prenda senza cercare scuse.
C'è altro da aggiungere? Solo una cosa: che per una volta le parole di Calderoli mi trovano d'accordo: tutti hanno le proprie opinioni, ma basta con queste "santificazioni" dei rapitori!

[UPDATE] Non sono una piccola oriana. Non credo a) ai complotti b) alle santificazioni dei rapitori c) alle prese di posizione senza conoscere i fatti. Mi spiace per Calipari e i suoi familiari, ma prendetevela con chi manda in Iraq soldati di vent'anni senza la minima conoscenza tecnica

Domenica 6 Marzo 2005
di · Categoria: Politica · ore 15:03

Buongiorno.
Siete collegati con il numero privato di George Bush e Condoleeza Rice. Georgie e Condi sono momentaneamente assenti, ma se siete in possesso di questo numero avrete la massima priorità. Se siete impegnati in un'operazione di intelligence digitate uno. Se siete francesi riagganciate: di voi non ci frega un accidente. Se siete italiani e siete in Iraq digitate due. Se siete italiani, siete in Iraq e avete con voi un ostaggio appena liberato dopo lunghe e faticose trattative digitate tre. Ho detto tre, non due. Pastasciuttari casinisti. Se volete tornare al menu iniziale digitate zero. Ora, se siete in prossimità di un check point digitate uno. Tra l'altro siete sicuri di non essere francesi? Vabbè. Digitate un tasto a caso. Se state andando a 40 km/h è tutto ok, ma per sicurezza digitate comunque sei.
Avete digitato sei: siete tornati al menu iniziale. Siete collegati con il numero privato di George Bush e Condoleeza Rice. Georgie e Condi sono momentaneamente assenti, ma se siete in possesso di questo numero avrete la massima priorità.

Venerdì 4 Marzo 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 20:53
Giuliana Sgrena è libera: a che prezzo? Dalla gioia iniziale per il rilascio improvviso allo sconforto per l'uccisione di un funzionario del Sismi il passo è breve. Scopriamo cose che avremmo gradito non sentire. Come si può gioire adesso per una giornalista che torna a casa mentre un nostro agente è dovuto morire per una sciocca incomprensione? Che risvolti assume questa liberazione? Si tratta, dispiace dirlo, di una vergognosa disgrazia ampiamente evitabile. I nervosi marines sempre sull'attenti, abituati a reagire prontamente anche solo al solletico di un compagno, da una parte. Giuliana e un manipolo di funzionari che correvano sereni verso l'aereoporto dall'altra. Per un'italiana che torna un altro connazionale ci lascia le penne. Non riesco, francamente a trovarci NIENTE di positivo. Come potete ignorare una famiglia distrutta dal dolore per la scomparsa di un loro caro? Vi faceva comodo esaltare l'eroe quando Quattrocchi veniva ucciso barbaramente. Ora che quest'uomo ha fatto da scudo alla vita di Giuliana conta forse meno? Bravi. Facciamo pure finta di niente.
Le scuse americane che giungeranno prontamente domani, sono pregiatissima carta da bagno. Siamo tutti troppo stanchi di questi errori, ancora più ridicoli quando avvengono addirittura nel momento di un rilascio. Siamo stanchi di dover giustificare tutto in nome della guerra. Siamo stanchi di dover dire si d'accordo, è morto un nostro connazionale ma una giornalista è tornata a casa. A cosa serve tutto ciò? Il risultato è ancora una volta una orribile tragedia dai risvolti grotteschi. Grazie America, ancora una volta. Champagne.
Venerdì 25 Febbraio 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 01:01
Quest'uomo mi tormenta. Il suo nome compare dappertutto e la sua faccia in nessun posto. Zitto zitto si muove nell'ombra alle spalle del Cavaliere, lavora fino a tarda notte insieme a lui, collabora ad ogni strategia e decisione politica di rilevanza quasi fosse lui stesso il vero capo dell'esecutivo. Intreccia rapporti con ogni politico cercando mediazioni, libera le due Simone, incontra i genitori di Giuliana Sgrena, si informa dall'intelligence come procedono i lavori per la liberazione della giornalista del Manifesto. Organizza cene e feste dove vengono prese sempre le decisioni chiave per sciogliere le empasse governative. Va a trovare il Papa in ospedale per primo, manco fosse suo amico d'infanzia. "Ho trovato il Santo Padre sereno e tranquillo. Gli ho portato il saluto e l'augurio del governo italiano, e credo di poter dire di tutti gli italiani". Ma chi è? Chi l'ha chiamato? Sono sinceramente spaventato. Sempre galante ed elegante, capello corto da eroe decorato di guerra, appare come l'essere perfetto, buono e gentile, amico di tutti. L'uomo giusto al posto giusto. Come un personaggio mitologico, un leader nascosto che muove i fili del gigantesco teatrino berlusconano. Uno mette la faccia, l'altro la mente, quasi non gli importassero i riflettori, tanto la stima e la gloria vengono da sè. Il pensiero di questo braccio destro che non sbaglia una mossa mi turba non poco. Politico sui generis oppure allucinazione collettiva? In altre parole: esiste davvero? Nel caso, se c'è un uomo che oggi può aspirare ad essere il vero asso nella manica del centrodestra quando Berlusconi salirà al Colle, sarà proprio lui, Letta. Gianni Letta. Segnatevelo che non lo ripeto più. Io intanto continuo ad affettare speranzoso fette di Mortadella nell'attesa. Nel caso, poi, farò le valigie.
Mercoledì 23 Febbraio 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 09:14

Quella per le regionali nel Lazio è una campagna elettorale di alto profilo. Non solo per l’alto valore dei candidati a governatore ma per l’altezza dei candidati consiglieri. Molti riescono a raggiungere le vette più elevate anche nell’imbratto creativo. E se non saranno eletti potranno sempre puntare al guinness dei primati per il manifesto elettorale più alto del mondo (nella foto un edificio nei pressi di Ponte Milvio a Roma sul quale c’è ancora spazio). 

Lunedì 21 Febbraio 2005
di · Categoria: Politica · ore 09:34

 "Non c'è nessuno sulla scena mondiale che possa ritenersi mio pari, che possa vantare qualcosa di simile al mio passato, la mia storia. Quando incontro un premier, un capo di Stato in visita tocca a loro tentare di dimostrare che sono più in gamba di me"
Silvio Berlusconi, secondo la cosidetta Bibbia della Casa Bianca
[Fonte: Corriere della Sera di oggi]

Domenica 20 Febbraio 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 10:26
In questi giorni la scena politica italiana è illuminata dai bagliori del secondo congresso dell'Udeur. Clemente Mastella ne è il faro. E' felice di far parte dell'Unione, con qualche distinguo. E' contro la patrimoniale di Bertinotti; e' contro il referendum sulla procreazione assistita; è contro le primarie; è contro il maggioritario; è contro il partito unico; è contro la linea del centrosinistra sul voto per il rifinanziamento della missione militare in Iraq. Clemente Mastella ha dichiarato con orgoglio che il suo partito "ha preso la laurea e che ormai fa parte dell'università della politica italiana". Ora capisco perchè si dice che la laurea è solo un pezzo di carta. L'idea forte del congresso Udeur è sognare di avere un centro forte. Per Mastella "sognarlo, come dice la canzone, nun è peccato".  Se quel sogno si avverasse e nascesse una specie di nuova democrazia cristiana, dubito che Mastella ne sarebbe il segretario. E' troppo di centro.
Venerdì 18 Febbraio 2005
di Rachele · Categoria: Politica · ore 21:04

"...Roma Termini scendiamo, srotoliamo le bandiere,
ci fermiamo in piazza Esedra per il solito caffè...
...Con i fazzoletti rossi ma le facce tutte scure,
non c'era tanta voglia di parlare tra di noi..."


Una telefonata: "Dai, arrivi fino a Firenze e ti vengo a prendere, poi andiamo giù assieme,sarebbe bello ricordarli così...". Fa piacere, soprattutto sapendo da chi viene quella telefonata.
Sorrido sentendo quella voce riecheggiareare nella mia testa dicendo che sono unla "piccola rifondarola in incognito", avevi bisogno di dirlo a voce alta che mi sentivi dalla "tua parte". Io ancora adesso un po' mi offendo, un po' ci rido su e un po' ne vado orgogliosa, anche se a me le etichette stanno strette. Io da brava sognatrice ho sempre vissuto per le idee.

"...Con le tue foto ed i tuoi filmati,
Con i tuoi slogan e pugni alzati
Credi davvero che ancora qualcuno
Voglia ascoltare la tua voce...?
"

E' sempre stato questo ad accomunarci, la voglia di gridare, di parlare, di farsi sentire. E se si andava assieme a manifestare, lo si faceva senza bandiere, l'idea davanti a tutto sempre e comunque.
Ci abbiamo sempre creduto facendo delle divergenze d'opinione un punto di forza, si lavorava in coppia, io battendo un fianco, tu l'altro. Ce l'hanno insegnato loro, giorno dopo giorno, abbiamo imparato a ritagliarci a vicenda gli articoli dei giornali, tu da Manifesto ed Unità, io da Repubblica e Corriere.
"A volte bisogna infrangere qualche regola per riuscire a cambiare le cose".
Se ne sono andati entrambi, chi ci ha insegnato tutto questo non c'è più. Ma ci siamo noi adesso qua, due cori differenti che cantano all'unisono. E ci crediamo ancora, entrambi.

"Another world is possible - un altro mondo è possibile..."

Giovedì 17 Febbraio 2005
di Supplente · Categoria: Politica · ore 11:58
Poi dicono che la politica non è una mignotteria. Già mi vedo Pannella sorridere felice al fianco di Alleanza Nazionale. Ho i brividi e la febbre alta. Prego rileggere di nuovo: Pannella con Alleanza Nazionale.
Venerdì 11 Febbraio 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 02:14
Così finalmente abbiamo un nome con cui chiamarvi. Banale ma c'è, e questo è bene. Un nome perlomeno meno cretino di GAD, FED o quant'altro, che ricordavano più gruppi anarco insurrezionalisti oppure ipotetici partiti d'oltralpe che non un'alleanza di partiti per le elezioni regionali. Vi possiamo identificare meglio, noi politicanti e mezze calzette, così come le anziane signore di paese, che delle vostre sigle non sapevano che farci, rigirandosi la scheda elettorale tra le mani. Viva la semplicità.
Abbiamo un logo che vi rappresenta, forse quanto di peggio si poteva partorire modificando il file ulivo96.jpg con Photoshop ma vi avranno fatto credere che l'inflazionatissima bandiera della pace sia ancora di moda e richiami significati profondi. Il colore verde fa a pugni con il resto e l'arcobaleno ricorda effettivamente i servizi parlamentari RAI oltre che i loghi delle emittenti commerciali locali.
Abbiamo un primo accenno di intesa, e non è poco. Almeno per una settimana potremo quasi pensare che l'entusiasta Bertinotti davvero si stia rimboccando le maniche per essere propositivo nei confronti di tutta la coalizione, in vista di un'alleanza più solida per il 2006, passata la pagliacciata delle primarie in stile americano dall'esito scontato. Tempo un paio di settimane e con l'inizio della campagna elettorale vera e propria torneranno nervosismi e incomprensioni di sempre,  cercando di mantenere una facciata di apparente serenità e cordialità come ogni periodo pre-elettorale.
Non abbiamo però le idee. Non abbiamo un programma, una linea politica di fondo. Mentre si è litigato sul nome, sul simbolo, su chi doveva stare con chi e quali persone erano da candidare, nessuno ha messo sul tavolo uno straccio di pensiero politico. Il vero senso di ogni consultazione elettorale si va così perdendo nella costruzione di un evento, al pari delle finali di campionati di calcio, o di sèguiti attesissimi di film da premio oscar, piuttosto che nella formulazione di proposte concrete che il cittadino possa soppesare e premiare con il proprio voto. Ogni elezione si basa negli ultimi anni più sulla forma che sulla sostanza, dilapidando i patrimoni dei partiti in sondaggi, cartelloni facsimile da entrambi gli schieramenti e martellanti campagne demagogiche in televisione. Se riusciamo a costruire personaggi dal nulla, creando falsi eroi da domenica pomeriggio in tv, siamo capaci anche di creare politici a misura d'uomo, che non facciano tanto il loro mestiere seriamente, ma che sappiano in realtà solo vendersi come ciarlatani o marionette ripetendo frasi semplici e banali. La gente ora vuol capire tutto di quello che il politico fa, senza in realtà conoscere nulla in materia. Vince chi la spara più grossa, o sa convincerti meglio, dovesse anche spedirti un libro fotografico su quanto ha fatto di bello direttamente nella cassetta della posta.
In vista delle regionali, il cui esito a mio avviso seguirà il trend negativo per l'attuale coalizione di Governo, non potremo parlare mai di un successo pieno per la neonata Unione finchè non verranno messe in gioco forze vere, idee nuove e programmi realmente di sinistra, per ridare vigore ad una spenta Italietta ridotta a caricatura su ogni quotidiano estero. Trovato il nome, scelto il logo, ora però lasciamo che oltre agli slogan e ai proclami di facciata lavorino veramente gli uomini, con il cervello e prima di tutto con il cuore.
Giovedì 10 Febbraio 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 09:36

:  in vista delle elezioni regionali sia il centrosinistra che il centrodestra hanno ritrovato unità e accordo.
: alla fine l'amore trionfa sempre.

di · Categoria: Politica · ore 09:30
Prendo spunto da questo post di attimo (che condivido, no al matrimonio ma sì alle coppie di fatto) per proporvi un articolo di Sissunchi..che la pensa in maniera diversa da noi. (*)

"Ormai è da parecchio tempo che si parla delle unioni tra le coppie omosessuali e nei vari dibattiti, lascio da parte l'opinione della Chiesa, mi stupisco di sentire e di leggere la non considerazione del lato umano, il non sentire mai parlare di AMORE. Si parla di morale, di buon gusto, di natura o contro natura. Quello che per noi coppie eterosessuali è scontato, per le coppie gay è una conquista: negare un'unione civile è morale? È morale che alla morte di uno dei due se non si è fatto testamento, l'altro venga malamente sfrattato? E non ci sta solo il valore dell'immobile, ma il calore degli oggetti, dei ricordi, l'amore condiviso in quelle mura, perduto perché non si è nessuno. È morale, perché non si è parenti riconosciuti dalla legge, non poter assistere in ospedale, in rianimazione, la persona amata?Divisi da una porta, lontani nella fine... questo è immorale. A noi è concesso decidere dove vogliamo seppellire il nostro caro, la persona che amiamo, decidere fiori, poter accarezzarli per l'ultima volta, a loro spesso no.

Le famiglie quasi sempre sono contro queste unioni e non permettono poi nulla, anzi tirano un sospiro di sollievo, l'imbarazzo della famiglia ha avuto termine, questo è morale? Si scorda l'amore, il sentimento che unisce queste persone, non credo sia maschio o femmina l'amore, non credo che conta chi amiamo, ma è l'amore, quello che rende la vita degna di essere vissuta, la negazione dei sentimenti, questa è l'immoralità. È immorale chi ferisce, chi prende i miei pensieri, chi cerca di fare le scarpe a un'altro, chi abusa della parola amore, chi nega le sue carezze e i suoi sorrisi, chi tradisce un amico. Chi decide che qualcuno dovrà morire da solo. Forse chi parla ha solo davanti agli occhi i film porno, che intanto vede, ma non è amore quello, è sesso, e i film porno sono anche eterosessuali, ma troveranno come scusante che quella è normalità... E mentre si discuterà magari per anni su cosa è morale e immorale, sul concedere o meno le unioni civili ai gay, altro amore sarà calpestato, altri sentimenti non riconosciuti, altre valigie saranno fatte... Quindi mi chiedo... è morale dare così tanto dolore?"

(*Gli articoli pubblicati su Libero sono coperti da copyright.
Copyright © 1999-2004 ItaliaOnLine S.r.l. Tutti i diritti riservati.
Sono riprodotti in questo blog per gentile concessione dell'autrice alla sottoscritta.
Mercoledì 9 Febbraio 2005
di Attimo · Categoria: Politica · ore 14:43
Chiariamo: il matrimonio è un sacramento della Chiesa Cattolica. E' un fatto religioso, che prevede la sacra unione tra un uomo e una donna che si amano. Se una persona professa fede cattolica, è normale e (quasi) scontato che si attenga alle norme stabilite di quella religione. Se io gioco una partita di calcio, le rimesse laterali le batto con le mani, non con i piedi. Quando si ritiene di appartenere a una comunità, si tenta di rispettarne gli ideali e i principi. Per cui io non ci trovo nulla di così scandaloso se un cattolico (vedi Buttiglione in passato, vedi Prodi ieri) non ritiene giusto che si celebrino matrimoni tra gay. Come trovo giustissimo e doveroso che ci si batta per garantire la possibilità che coppie gay abbiano tutti gli stessi diritti delle coppie sposate. Ma chiedere di arrivare davanti a un altare, non sarebbe coerente: da quello stesso altare si leggono le parole della Bibbia e del Vangelo, dove non è previsto che il matrimonio religioso venga celebrato da persone dello stesso sesso. La religione, per chi ci crede, non si piega alle nostre pur rispettabilissime pieghe esistenziali, anzi in genere è il contrario. Se trovo una contraddizione tra il mio sentire umano e i principi della mia fede, semmai è la fede che viene ad incrinarsi e porta a interrogarmi, magari ad allontarmi da essa: tentare di piegare la religione ai nostri voleri non ha senso, perchè vorrebbe dire che la religione è un'entità creata da noi stessi e come tale plasmabile a nostro piacimento. Non dico che non sia così, dico che chi ci crede non può comportarsi in questo modo, mentre chi non crede, se ne deve fregare dei matrimoni e di tutte le messinscene di preti e fedeli. In poche parole, si tratta di un discorso di coerenza. Esistono gay credenti che si sentono discriminati? Se sono credenti perchè non rispettano le norme previste dalla religione in cui credono? Ma sto scivolando in un discorso di fede che è troppo personale, privato e soggettivo, per poter stabilire un comportamento univoco da seguire: esistono modi diversi di affrontare le contraddizioni del cattolicesimo. Tra gli altri, esistono modi passivi, ovvero quello di prendere per buono solo quello che ci fa comodo e tralasciando il resto, e tanti saluti alla coerenza, e modi integralisti coi quali poi si finisce per passare, giustamente, per bigotti e reazionari. Per dirimere l'intricata questione, basterebbe separare il concetto di matrimonio religioso da quello civile, magari, e aprire quest'ultimo a chiunque ne voglia farne uso (essendo lo Stato un organismo laico, privo dunque di arbitrarie o teoretiche discriminazioni). Che è più o meno quello che ha detto Prodi, cercando un compromesso, perchè è così che si mettono d'accordo comunisti e centristi, col compromesso, ed è solo mettendo d'accordo quei nullafacenti che stanno oggi all'opposizione, che si vince e si spodesta il nano, teniamocelo bene a mente. Però poi qualcuno si straccia le vesti e grida alla vergogna, e dice che per un "pirla" (cito dai commenti al post) del genere non voterà mai. E allora tanto vale tenerci al governo i fascisti xenofobi che si riempiono la bocca con parole come culattoni, finocchi e sporchi islamici di merda.
di · Categoria: Politica · ore 10:00

C'è bisogno di un post? Non penso. Non sono quasi mai d'accordo con quello che è scritto sul giornale di Feltri, ma l'articolo di ieri dove si tiravano le orecchie al manifesto e a Vauro per la differenza di vignette sulla morte di Quattrocchi e sulla Sgrena, mi trova perfettamente d'accordo. O tutti gli ostaggi sono da banconote a mezz'asta, o tutti gli ostaggi sono da vai e riportacela. Penso che di fronte ai rapimenti, alle minacce di morte, alla morte stessa, siamo tutti uguali. In occasione della morte di Quattrocchi scrissi "Silenzio e rispetto", adesso ho solo tre parole: LIBERATE GIULIANA SGRENA.

Martedì 8 Febbraio 2005
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 01:08
Il tempo è quello che è ma le notizie mi rimbalzano addosso ugualmente in questi giorni di frenetica trasferta semi-quotidiana in terra quasi-bolognese. Stampa e tiggì alla mano allora mi chiedo: PERCHE'?

1. Perchè si sono accorti che la giornalista del Manifesto non è una spia e la vogliono liberare mentre hanno ammazzato senza troppi scrupoli un suo collega qualche mese fa? (Enzo Baldoni do you remember? No eh? Vergogna.)
2. Perchè se un giornalista chiede ad un alta carica del Vaticano se il Papa pensa di ritirarsi automaticamente la notizia è che il Papa si ritira? Ti ci fanno quasi credere. Dunque basta gettare un sassolino e fregarsene delle risposte? Benissimo, provo: Alex Del Piero, sei gay? La tua fidanzata è solo una presenza di facciata, dico bene? Ok.
3.  Perchè nei giorni del congressone DS ho visto ai telegiornali parlare alla folla un Berlusconi incazzoso invece del Fassino tremolante? Davvero è concesso infischiarsene di ogni regola democratica e si possono organizzare controconvegni lo stesso giorno per oscurare quei 5 minuti di "gloria" concessi alla sinistra tra un intervento di Bondi e uno di Schifani in chiusura?
4.  Perchè Celentano si lamenta che la Rai non rispetta i patti? Berlusconi, quello bulgaro, fu piuttosto chiaro: via Luttazzi, Santoro e Biagi. E così è stato. Di che altri patti sta parlando?
5.  Perchè la mia prof. ci ha fatto credere di possedere soltanto un Volskwagen Lupo quando invece da ieri viene a lezione in Golf 5 GTI? Che le sia arrivato l'assegno di 10mila euro che intasca per tenerci un corso di 54 ore?

Otelma, aiutami tu.

Venerdì 4 Febbraio 2005
di · Categoria: Politica · ore 12:12

Così dice la scritta sopra la testa del giudice in ogni aula di tribunale..ma è poi vero? No, e questo è un fatto noto. Il problema è che se da una parte per alcuni è più uguale di altri, per certi non esiste proprio.
Il primo caso riguarda la legge sul fumo. Se io fumo in un luogo pubblico al chiuso, ricevo una multa variabile da 27,50 a 275,00 euro. Ma i parlamentari fumano in transatlantico, nei corridoi e negli uffici. (Da notare che molti di loro hanno votato la legge). E nessuno o quasi gli dice nulla.
Gabriella Carlucci ha infranto il divieto di circolazione delle targhe dispari.'Sono parlamentare, il divieto non mi riguarda', ha obiettato l'onorevole forzista al vigile urbano che le applicava la sanzione e ha rifiutato di firmare il verbale. E gli altri 3499 multati allora? Persone comuni e non deputati?
Da oggi in poi io fumo dove mi pare, eguido senza allacciarmi la cintura, e al primo che osa dirmi qualcosa dico: "Lo fanno quelli che mi rappresentano in parlamento, e anche all'estero. Prima multate loro, poi io pagherò la mia multa."

* Stendo un velo pietoso sulle parole di Calderoli:
"Povera giustizia, povera Italia - dice- un tempo decantata come terra di santi, di poeti e di navigatori, e oggi, invece, trasformata in terra di terroristi e di finocchi irregolari." 

Mercoledì 2 Febbraio 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 09:51

Domanda: se alle prossime elezioni politiche vincerà il polo, chi sarà eletto Presidente della Repubblica?
Risposta di entrambi: Berlusconi.

da Le Iene Show - Italia 1 dell'1/2/05

Lunedì 31 Gennaio 2005
di Attimo · Categoria: Politica · ore 10:59
Pacioso.Vedo intorno alla figura del buon Mortadella un diffuso scetticismo, specie nelle depresse paludi del centrosinistra. C'è un mal celata sensazione di sopportazione nei confronti di Prodi e delle sue proposte. Questo atteggiamento è ovviamente controproducente, in un'utilitaristica prospettiva elettorale, ma anche un tantino inspiegabile. Prendete la comparsata che ha fatto ieri sera dalla Dandini. Il Corriere riporta le dichiarazioni di Prodi con un tono di leggera diffidenza, come per dire: "Ehi, sentite che ha detto quel provincialotto astruso...". Leggendo, scopro che ha parlato di "Italia non divertente, di capannone delle idee, di dosaggio e contenuti", che sembra banale, ma visto quel che passa il convento, non lo è poi così tanto. Siamo governati da un bieco arrogante amministratore, e vedere un pacioso, bonario e illuso professore tentare, magari inutilmente, di indirizzare una parte del Paese verso i "contenuti", come li chiama lui, un pò mi risolleva. Lo vedi che vorrebbe da un momento all'altro mandare a cagare tutti i suoi colleghi di coalizione, e condivido la sua espressione di estraniamento da quando è tornato nel guazzabuglio italiano: per cui, vista l'alternativa, dargli addosso sarà pure obbiettivamente giusto, ma anche un tantino tafazziano.
Sabato 29 Gennaio 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 19:45

 : D'ora in poi tutti con le catene in auto.
 : E guai a chi lascia a casa lo sky pass.

Martedì 25 Gennaio 2005
di · Categoria: Politica · ore 16:54

Al di là delle facili provocazioni, penso che sia una legge giusta ma perfettibile - e molto. Assieme alla patente a punti è una delle poche leggi (se non addirittura L'UNICA) per cui la sinistra dovrebbe battere le mani!
Però..
Oltre al fumo ci sono mille altre cose che fanno male (l'alcool, l'obesità, etc) che, mi dicono, non arrecano danni agli altri (anche se mi sembra che l'alcool qualche danno sulle strade lo faccia) ma solo a noi stessi: se tu mangi 1 kg di Nutella al giorno fai male solo a te stessa, ha argomentato un'amica non fumatrice e strenua difenditrice della legge (nonché molti bloggers che hanno commentato il mio primo post sull'argomento). Mica vero..prima cosa faccio un danno anche agli altri perché di kg in kg ingrasso e divento un peso (in tutti i sensi) per gli altri, seconda cosa perché al lavoro non riesco più a rendere bene come prima, terzo perché le eventuali cure posso farle ricadere in parte (se non tutte) sullo Stato; quindi anche se non faccio venire un tumore come farei se fumassi in mezzo alla gente non causo danno solo a me stessa. Lo stesso dicasi per l'alcool (io divento alcolizzata, ma se prendo la macchina da alticcia c'è un alto rischio di incidenti).
Ultime due considerazioni.
La legge dice che in luoghi pubblici al chiuso non si può fumare e la multa che va dai 25 euro ai 250 viene aumentata se si fuma in presenza di donne incinte - bambini. Ne consegue che se io vedo un gruppo di bambini/donne incinte che sono per la strada, posso fumargli vicino? Seguirli passo passo fumando, e se loro mi dicono "scansati" rifiutare senza infrangere nessun divieto?
Il gioco del lotto, sponsorizzato dallo Stato e su cui sempre lo Stato guadagna molti soldi, da dipendenza, rovina, uccide. Quando diventerà illegale?

di Akio · Categoria: Politica · ore 09:40

 : Ieri Vespa si è occupato delle primarie nel centrosinistra.
 : Su questo argomento non potrà rispettare la par condicio.

Martedì 18 Gennaio 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 17:11

 : Il ministro Moratti vuole rendere obbligatoria la filosofia alle scuole superiori.

 : Così i futuri elettori sapranno esattamente come prendersela.

Lunedì 17 Gennaio 2005
di · Categoria: Politica · ore 23:29
Dopo il presidente operaio (definizione di Lui che doveva farci capire qual era in realtà la leadership che Berlusconi voleva) ecco il presidente stilaprogrammi; visto che a destra nessuno o quasi lo prende sul serio, speriamo lo faccia qualcuno a sinistra!

P.S. Per tutti gli elettori di Forza Italia: vi prego lasciatelo al governo altri 5 anni...come premier è un disastro, ma contro la depressione fa miracoli!
Domenica 16 Gennaio 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 09:49
Caro D'Alema ti scrivo così ti distraggo un pò... E siccome sei molto distratto... più volte ti scriverò... da quando sei sparito... c'è una grande novità. Il centrosinistra si chiama GAD... ma è chiaro che così non va... Vogliono cambiargli il nome... e ne discutono già da un anno... ma tutti i nomi che hanno trovato... sembra proprio che non vanno... E si faranno riunioni... per intere settimane... e speriamo che si decideranno... prima che si vada al mare. L'anno che è arrivato... tra un anno passerà. E se non vi date una bella scossa... Berlusconi rivincerà.
Mercoledì 12 Gennaio 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 14:16

Ecco cosa serve all’Italia per imboccare la strada definitiva del rilancio economico: ospitare i Campionati europei di calcio del 2012. Orsù candidiamoci che se ce li fanno organizzare sarà una cuccagna. Bisognerà aggiustare tutto mica solo gli stadi perché l’Europa ci guarderà. Orsù sbrighiamoci che il 31 gennaio scade il termine per la presentazione delle candidature. Che bello, persino il governo non vede l’ora di coordinare l’evento. Che importa se a giugno 2006 ci saranno le elezioni e se si saprà solo a dicembre 2006 chi li organizzerà. Qualsiasi governo sarà in carica non si rifiuterà di sfruttare questa eccezionale occasione di rilancio. Male che vada, oggi tu fai un regalo politico a me e domani io lo faccio a te. Orsù.

Sabato 8 Gennaio 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 09:57

Il dramma umano del treppiedista ha confermato che Berlusconi ha un cuore d'oro e che tutto quello che tocca e lo tocca diventa d'oro. Se il centrodestra non piange il centrosinistra non ride. La Grande Alleanza Democratica (GAD) ha problemi di alleanza. Il suo leader indiscusso è chiamato ogni giorno a ribadire che la sua leadership non è in discussione. Lo confermeranno le primarie per le quali molti della GAD vorrebbero che Prodi fosse l'unico candidato. Una interpretazione innovativa del concetto di democrazia che quel tradizionalista di Bertinotti si ostina a non voler accettare proponendo anche la sua candidatura. Dice che se c'è una gara, i concorrenti dovrebbero essere almeno due. Un pò come il campionato italiano di calcio. Se per i termini alleanza e democratica ho problemi di  interpretazione, sull'aggettivo grande non ho dubbi. Vuol dire che nel centrosinistra ci sono talmente tanti rami che, evidentemente, la robusta pianta dell'Ulivo non avrebbe potuto sopportare.

Giovedì 6 Gennaio 2005
di Rachele · Categoria: Politica · ore 14:37

"Chi chiede l'abrogazione della leggesi assume una responsabilità enorme perché il far west su materie comequeste porta rischi altissimi" - ha detto Gianfranco Fini.
Funziona così, non conta che sia una legge del cazzo, basta che la legge ci sia.
E così il governo decide di costituirsi contro il referendum, e io sto qua a chiedermi perchè non si è ancora passati alla violenza fisica.
Grr...

Mercoledì 5 Gennaio 2005
di Akio · Categoria: Politica · ore 10:43

: la Rai è senza presidente da oltre 6 mesi. Va avanti con un solo direttore generale.

: con tutti i direttori generali che ci sono in Italia a cosa serve il Presidente del Consiglio?

Domenica 2 Gennaio 2005
di · Categoria: Politica · ore 22:43

Di sicuro avete letto tutti dell' "aggressione" a Berlusconi. Le mie simpatie politiche non sono un mistero per nessuno, di sicuro c'è da dire che l'atto è condannabile.
Però questo gesto dovrebbe far riflettere qualcuno, la gente è stufa di balle e false promesse e in generale dei toni esasperati di una scena politica che fa ribrezzo. Non c'è un confronto che non sia "condito" di insulti, non c'è tema che dovrebbe essere comune ai due schieramenti che non sia terreno di scontro. E questo riguarda sia la destra che la sinistra.
Personalmente penso che il Cavaliere (anche se non ho mai capito come e perché si sia guadagnato questo titolo) sia un tantino troppo teatrale quando dice di non capire perché la gente lo odia quando lui in realtà cerca di fare il bene del Paese; e mi sembra un tantino troppo teatrale in tutte le cose che fa: caro Cavaliere, la gente l'ha eletto perché facesse del bene al Paese, e non solo alle sue tasche. Prodi ha ricevuto un pacco bomba (avvenimento che mi pare un po' più da sudori freddi che non cavallettata) e non ha fatto tutto il casino che ha fatto Berlusconi.
Seconda riflessione: è così facile colpire un politico? E per giunta un politico che occupa un'alta carica? Se invece di un cavalletto fosse stata una pistola, e invece di un muratore mantovano fosse stato un pazzo..vi immaginate le conseguenze?

La terza riflessione è questa: da destra si è levato un coro di voci contro la campagna d'odio dell'opposizione, contro la sinistra che parla di due Italie etc; premesso che io non sono un'esperta di dialettica, a me pare -già detto sopra- che i toni della destra e della sinistra siano più o meno equivalenti: quando Berlusconi parla di "partito delle tasse", "gente che si oppone al benessere italiano" ..secondo voi ispira buoni sentimenti nei confronti della sinistra? E per quanto riguarda le due italie..ma Calderoli s'è dimenticato il federalismo? Il Nord che lavora, Roma ladrona, e i calabresi parassiti? Perché Bondi si lamenta delle due Italie della sinistra e non dice niente delle due Italie dei padani?

Lunedì 20 Dicembre 2004
di Akio · Categoria: Politica · ore 09:05

Ieri tour natalizio dei centri commerciali. Ho incontrato quella sagoma di cartone di George Clooney e pure l’ex conduttore televisivo Piero Marrazzo. George se ne stava con quel sorriso stampato tra le scatolette di tonno, le sue bottiglie e i panettoni. Non ci faceva una bella figura. La gente passava di corsa senza degnarlo di uno sguardo. Voi mi direte: sai che gliene importa a George Clooney di fare la figura dell’uomo cartellone! Con tutti i soldi che gli danno! Si ma in quel momento non ci pensi; pensi solo che sembra un uomo cartellone. Altro centro commerciale altro personaggio conosciuto. Piero Marrazzo ex conduttore televisivo ora candidato alla carica di governatore del Lazio. Era lì per pubblicizzare e vendere sé stesso. Stringeva mani e faceva gli auguri agli elettori. Probabilmente il suo antagonista Francesco Storace stava facendo la stessa cosa da qualche altra parte. Voi mi direte: beh, è normale! Sono in campagna elettorale! Si, ma in quel momento non ci pensi; pensi solo che sembrano uomini cartellone.

Martedì 14 Dicembre 2004
di · Categoria: Politica · ore 18:19

«La criminalità nel Lecchese, come a livello nazionale, è aumentata consistentemente con l'arrivo degli extracomunitari. Anche se gli assassini di Maver non dovessero essere extracomunitari, la criminalità è aumentata per colpa loro».
Luciano Mario Colombo, segretario della Lega Nord di Lecco, 27 novembre 2004 (qua)

Dopo la scoperta dell'omicida (un padano) "Gesù perdona l'uomo che si pente realmente": ma sarebbe stato lo stesso se l'assassino fosse stato un terrone extracomunitario?

Sabato 11 Dicembre 2004
di · Categoria: Politica · ore 18:25

Io che non sopporto la giustizia che prevarica e i giudici che si sostituiscono alla politica, io che non odio la repressione, la galera, la costrizione della persona, io che amo la libertà non posso che essere felice per l'assoluzione di Berlusconi. Così felice che mi viene da piangere. (jena)
Rubato a qualcunodipassaggio.

Giovedì 9 Dicembre 2004
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 01:32

Il Cavaliere possedeva il 50% delle televisioni quando era imprenditore a fine anni '80, circa la stessa percentuale (approssimiamo) quando era all'opposizione durante i governi ulivisti, e ne possiede circa l'80% in questo momento, come forza di Governo e come possedimenti propri mai venduti. Ed eccolo a voler mettere mano anche alla par condicio, dopo aver salvato l'Italia dai comunisti. Proprio lui ci si mette di mezzo? Che ingrato, signor Silvio. Vorrebbe cioè farci credere che è "corretto" che ogni partito appaia in tv proporzionalmente ai voti presi e alla rilevanza parlamentare? Sorge spontaneo un dubbio. Come avrebbe fatto il suddetto signore a raggiungere il cuore degli italiani nel 1994, quando scese in campo per occuparsi di politica, mettendo insieme un partito che dopo soli tre mesi raccolse dal nulla il 30%? Come avrebbe potuto farsi strada tra la gente, la "sua" gente, raccogliendo consensi e sorrisi se non tramite il mezzo televisivo che lui stesso aveva reinventato oltre quindici anni prima? Di quanto spazio avrebbe goduto, all'epoca, se fossero state applicate le regole che lui stesso oggi vuole imporre? Lo avremmo visto, ne sono certo, con calzamaglia, cerone e libri finti di sfondo, soltanto in un risicatissimo spot in onda in mezzo ai cartoni animati. Avrebbe detto le sue cose, rapidamente, e subito l'immagine sarebbe tornata ad una più consona Barbie UltimaModa(tm) o ai Transformer SuperSpace(tm). E i bimbi non lo avrebbero cagato di striscio, o al massimo sarebbero corsi garruli a piangere dalle madri, ma di più, per questo imprenditore di Arcore non si sarebbe proprio potuto fare. Non sedeva nemmeno in parlamento...che si accontenti, cribbio.

Martedì 7 Dicembre 2004
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 18:10

Questo post è stato scritto da Absinth, ma per un errore (ma va?) di Splinder compare a nome TheEgo. Perdonate l'inconveniente.

Sul sito Millennium Campaign trovate questo appello:

Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono stati adottati all'unanimità durante il Vertice del Millennio nel settembre 2000 presso le Nazioni Unite da 189 capi di Stato e di Governo. Costituiscono un patto a livello planetario fra Paesi ricchi e Paesi poveri, fondato sul reciproco impegno a fare ciò che è necessario per costruire un mondo più sicuro, più prospero e più equo per tutti. Si tratta di obiettivi cruciali, come eliminare la povertà estrema e la fame; eliminare le disparità fra i sessi, combattere il degrado ambientale, assicurare a tutti l'accesso all'educazione, alle cure sanitarie e all'acqua entro il 2015.
....Per realizzarli è necessario attuare un modello di sviluppo che ponga al centro le persone. Inoltre diventa fondamentale esercitare una forte pressione sui leader politici dei Paesi ricchi e dei Paesi poveri affinché mantengano gli impegni presi. Non sono obiettivi troppo ambiziosi. Il nostro pianeta possiede le risorse e le tecnologie per raggiungerli, ed è importante che vengano considerati come componenti complementari di un disegno unico.


La campagna di pressione
....Affinché i governi realizzino le loro promesse è necessario che tutti i cittadini, di ogni paese, facciano sentire la propria voce, e si schierino apertamente a favore di un mondo più giusto.
Da oggi, attraverso la firma della petizione della campagna di pressione civile NO EXCUSE 2015 (direttamente on-line, oppure off line inviando un'e-mail a: adesione@millenniumcampaign.it), ciascuno di noi può contribuire attivamente a cambiare le cose. Senza più scuse.




Gli obiettivi sono 8:

1) Eliminare la povertà estrema e la fame.
2) Assicurare istruzione elementare universale
3) Promuovere la parità tra sessi
4) Diminuire la mortalità infantile
5) Migliorare la salute materna
6) Combattere l'HIV/AIDS
7) Assicurare la sostenibilità all'ambiente
8) Sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo


Firma la petizione..e fai girare!

Domenica 5 Dicembre 2004
di Attimo · Categoria: Politica · ore 15:34

Prodi ha dato dei mercenari a dei ragazzi che si fanno pagare per lavorare nella campagna elettorale delle Regionali. Sdegno e livore nelle reazioni della destra. La notizia, secondo me, secondo il mio ingenuo punto di vista, è questa: finalmente è qualcuno di sinistra, a lanciare insulti, ed è qualcuno di destra a reagire come una checca isterica. Considerando il fatto che Prodi ha semplicemente rilevato un fatto, e non lanciato una becera insinuazione, le parole offese e risentite dei rappresentanti del partito-azienda risuonano come musica per le mie orecchie sinistrorse. E' da quando sono seduti su quelle poltrone, che lanciano lezioni di dignità e insulti d'ogni tipo ai loro avversari, di qualsiasi provenienza diversa che non sia la propria. Anni di arroganza e d'ingiurie. Se ora è un esponente del povero Ulivo, ad alzare la voce e l'orgoglio e a puntare il dito, e se questi oltre che esponente ne è il leader, della sgangherata coalizione di centrosinistra, beh io personalmente godo, a vedere l'indice puntato, a sentire parole orgogliose, ad ascoltare le grida isteriche di filibustieri scandalizzati. Mi piace quando la destra si agita e si offende, danno il peggio di se. Misere soddisfazioni di un elettore che ancora aspetta motivi di vero orgoglio: un programma, degli uomini, delle idee, delle salde linee-guida. Ma intanto.

PS: Simak segnala il gustoso sito del coordinatore dei giovani mercenari, qui.

Sabato 13 Novembre 2004
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 14:02

Ogni tessera va a posto. E il puzzle è completo.

Fede  Speranza  e Carità

Giovedì 11 Novembre 2004
di Rachele · Categoria: Politica · ore 14:02

Oramai le assemblee sulla riforma Moratti le seguo con il lavoro a maglia perennemente in mano, almeno il mio tempo lo perdo facendo qualcosa di utile.
Quasi mi commuovo nel vedere il mio Preside di facoltà convinto che i nostri dibattiti sulla pubblica piazza se li fili qualcuno e che la Moratti ritiri il suo decreto in risposta alle nostre proteste (mi sembra che sia stata fatta passare una riforma della magistratura con tutta la magistratura contraria, figuriamoci cosa ne fanno dell'università...).
Inizio ad avvertire le mie solite carenze d'ossigeno appena il solito fissato attacca con la "tesi del complotto universale" convinto che la riforma sia una mossa trasversale voluta dagli intellettuali italiani (citati in causa Umberto Eco, Panebianco e Cacciari) per mantenere in mano le redini della cultura italiana (che cultura poi...).
Parto in quarta sollevando indignatissima il ferro da calza agitandolo a mo di coltello quando la nostra Che Guevara delle baracche inizia a sostenere in una strana lingua simile all'italiano che "l'università voluta dala Moratti uccide i rapporti umani, e noi dobbiamo riappropriarci dei nostri spazi perchè altrimenti la Moratti ci manderà tutti quanti in Iraq".
Ma alla fine l'idea geniale arriva. "Lezioni di Ddl in piazza per educare le masse."
Sì. A Dicembre.
Con un freddo cane, le nebbie delle Valli Padane, e pubblico di potenziali ascoltatori che sarà certamente più interessato agli acquisti di Natale o al proprio lavoro piuttosto che uno pseudo-comizio tenuto dai ricercatori delle facoltà di scienze (con tutta la mia approvazione tralaltro...).
La cosa più tragica è che questa idea molto carina e coreografica, che prometterebbe risultati assai improbabili anche se fosse Maggio (a quel punto la gente andrebbe al parco a prendere il sole, sempre con la mia approvazione...), è stata vista dall'intero corpo studenti-docenti-ricercatori-dottorandi-assegnisti come la più efficace e facilmente realizzabile.
Il Preside di Facoltà, illuso ma non cretino, rivolgeva alla platea sguardi di pietosa disperazione.
Come se non fosse oramai abbastanza chiaro che ce lo faranno allegramente passare il ventiquattro Dicembre assieme al bambino Gesù.
Inutile dire che la sottoscritta ha imprecato in tutte le lingue disponibili.
Quelli che vaneggiano di grandi riforme e di educazione del popolo forse capiranno che era il momento di darsi una svegliata troppo tardi. Come al solito. Sempre che lo capiscano prima o poi (mi sento spesso ripetere che sono troppo fiduciosa sulle potenzialità di comprensione del mondo...).
Tanto lo so che alla fine sarò troppo buona come mio solito, mi farò coinvolgere e finirò incatenata da qualche parte giusto per amore del principio.
E' vista la cosa. E' meglio che continui a fare sciarpe va. Con l'aria che tira mi sa che ce ne sarà molto bisogno...


(Il titolo spiega la lavorazione della falsa costa all'inglese, per le sciarpe da uomo di lana è il massimo, provare per credere...)
[Per chi fosse interessato qui si trova il testo del Ddl, una simpatica idiozia cui una mentecatta presta il suo nome dopo averlo fatto scrivere ad altri. se avete domande fate pure, io sono qua, con tanto di ferri da calza...]

Venerdì 5 Novembre 2004
di Darkripper · Categoria: Politica · ore 13:25

Loro tengono a farci sapere che sono molto dispiaciuti. Scuse accettate, ora però tornate al lavoro.

Some of us -- hopefully most of us -- are trying to understand and appreciate the effect our recent election will have on you, the citizens of the rest of the world. As our so-called leaders redouble their efforts to screw you over, please remember that some of us -- hopefully most of us -- are truly, truly sorry. And we'll say we're sorry, even on the behalf of the ones who aren't.

Giovedì 4 Novembre 2004
di · Categoria: Politica · ore 21:11

Arafat è morto. Ma per Il Manifesto "è vivo e lotta insieme a noi"

Mercoledì 3 Novembre 2004
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 13:25

Nel giorno in cui un popolo di obesi mangia hotdog consegna il mondo nelle mani del signor Cespuglio per altri 4 lunghissimi anni, leggere i titoli dei giornali stronzi di sinistra questa mattina, che danno il risultato completamente diverso, è un po' come rigirare il coltello nella piaga. La sinistra, è risaputo, ama darsi calcioni nelle palle.

Martedì 2 Novembre 2004
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 01:27

Niente scherzi capito? Fate i bravi, votate con coscienza perchè io altri 4 anni così non li voglio fare. Intesi?

Lunedì 25 Ottobre 2004
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 23:53

Non so, dalle vostre parti come si dice quando si perde senza segnare nemmeno un punticino? Cappotto? Qui da noi gli sconfitti di solito vanno a casa col broncio e con la coda tra le gambe, a Roma invece pare non avere nessun significato.
Uno dei giocatori, Antonio Marzano, conoscete?, ha detto: "Gli italiani non hanno ancora percepito i vantaggi delle riforme che ha fatto questo governo. Rilancio la sfida alle regionali del 2005. Allora, tutto sarà diverso." Qui li chiamiamo "facce come il culo" e a Milano forse anche "boccaloni".

Mercoledì 13 Ottobre 2004
di · Categoria: Politica · ore 11:16

TE LA DO IO LAMERICA. Il nostro Ministro per la Guerra Anthony Martin (lo ricorderete, è quello che ha rinunciato a comandare la NATO per non sacrificare la sua pennichella) ripresosi da perenne torpore si è detto amareggiato e ha provato «grande amarezza e dispiacere» per le dichiarazioni di John Kerry, secondo il quale «le condizioni dell'esercito iracheno erano talmente patetiche che persino l'esercito italiano avrebbe potuto prenderli a calci nel sedere». Kerry si è scusato pubblicamente e ne prendiamo atto, anche se chiunque abbia fatto il militare sa che un po’ di ragione, in fondo, ce l’ha.
Basti pensare che durante la guerra dichiarata da D’Alema alla ex Jugoslavia, la nostra Ammiraglia si areno’ davanti alle coste del “nemico” e ci vollero gli alleati per riportarla in mare aperto. Nella prima Guerra del Golfo prestammo dodici aerei alla Coalizione ma quattro non partirono. Una volta in volo cinque tornarono indietro perche’ non riuscirono a fare rifornimento in volo, di uno si sono perse le tracce e due li hanno catturati. Gli iracheni li hanno mostrati in televisione mentre dicevano cose indegne per un militare. E hanno fatto carriera. Ricordo al nostro ministro in pigiama (abbiamo anche un presidente del Senato che gira in mutande per casa per – dice lui – sentirsi libero) che con Kerry dovrebbero trovarsi d’accordo anche alcuni nostri comandanti se, è notizia di ieri, la procura militare ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale contro i quattro piloti dell’Esercito che si rifiutarono di salire sugli elicotteri Ch47 Chinook per partecipare alla missione «Antica Babilonia» in Iraq per manifesta carenza di misure di sicurezza adeguate.
Sara’ una sentenza storica, che dara’ un calcio ai fantaccini di Caporetto, alla Folgore, ai martiri di El Alamein e a tutti quegli altri coglioni, che benche’ consapevoli delle carenze delle nostre Forze (dis)Armate, hanno perso la vita per difendere la Patria.

di Darkripper · Categoria: Politica · ore 00:21

Adoro gli americani.
Come al solito loro sono molto più avanti di noi. Ma ci arriveremo. Voi ragazze intanto prendete appunti.

Venerdì 8 Ottobre 2004
di · Categoria: Politica · ore 18:36

All'indomani della liberazione delle due Simone, il Corriere della Sera ospitava un'intervista al fratello di Ayad Anwar Wali, il quale, dopo essersi felicitato per il rilascio delle due volontarie spiegava come il governo e in particolare Frattini -che adesso dice "per l'ostaggio italo-iracheno è stato fatto tutto il possibile!"- non lo avessero MAI ascoltato, e tantomeno risposto alle sue chiamate/fax; ora l'ostaggio è morto, e subito è arrivato il cordoglio di tutte le parti politiche, e mentre la maggioranza (detta anche la società dei magnaccioni) ribadisce il suo precedente impegno per liberare l'ostaggio, l'opposizione (detta la società dei magnaccioni bis) urla e strepita per il silenzio sul rapimento di Ayad Anwar Wali.
Io non sono un'esperta, però penso di non essere totalmente scema, e le prese per il mi piacciono poco: DOVE MAI AVETE VISTO L'OPPOSIZIONE PARLARE DELL'OSTAGGIO ITALO IRACHENO? Telegiornali? No. Giornali? Idem come sopra. Riunioni marce cortei? No,no,NO!
E allora per quel che vale la mia opinione mi son rotta le scatole di tutti i politici. Destra, sinistra, centro..l'unica cosa cui pensano è riempirsi le tasche, farsi leggi ad hoc, e niente altro.

..questa democrazia/che a farle i complimenti/ci vuole fantasia.
..questo nostro Stato/che voi rappresentate/mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro/agli occhi della gente/che è tutto calcolato/e non funziona niente. Sarà che gli italiani/per lunga tradizione/son troppo appassionati/di ogni discussione. Persino in parlamento/c'è un'aria incandescente/si scannano su tutto/e poi non cambia niente. Io non mi sento italiano,ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Giorgio Gaber, Io non mi sento italiano.

Domenica 3 Ottobre 2004
di · Categoria: Politica · ore 18:20

ELEZIONI USA 2004

Primo dibattito televisivo verso le Elezioni americane di novembre...
Kerry: "Caro Presidente Bush, la guerra in Iraq lei l'ha fatta senza avere alleati"
Bush: "Non è vero. In Iraq i nostri alleati sono gli inglesi e i polacchi".
Berlusconi (maggio '04): "Siamo il miglior alleato degli Stati Uniti..."

Mercoledì 29 Settembre 2004
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 15:09

Bene, finalmente sono state liberate le due Simone, Simonesse, Simona&Simona che dir si voglia. Festeggiamo, al di là di tutto, per due bravissime persone che con il loro impegno e la loro passione stavano portando aiuti concreti per le popolazioni irachene, ingiustamente rapite da qualche sbandato gruppo terroristico. Festeggiamo perchè due nostre connazionali, donne per giunta e questo è un inedito, si sono salvate da quel trappolone infernale che è il gioco dell'ostaggio, ormai routine nella bolgia del "dopoguerra". Dopo l'uccisione di Baldoni abbiamo capito che evidentemente non tutte le ciambelle riescono con il buco e far saltare i nervi ai rapitori è cosa, ahimè, piuttosto facile. Festeggiamo infine perchè per una volta ci si è mossi compatti, governo e opposizioni, facendo il possibile per salvare la vita alle due ragazze, e cioè mandando in tv Ciampi ad implorare pietà ed inviando un Maestro di sci nel deserto a trattare con poco probabili arabi, quando si dice la persona giusta al posto giusto. Meglio così, non starei qui ad ironizzare se fosse finita in altro modo come alcuni nei giorni passati avevano ipotizzato. La verità è che c'è ben poco da ironizzare.

Per chi non lo avesse capito, è stato pagato un riscatto di un milione di dollari. Dice, due vite umane non hanno prezzo. Certo, certo. Ma non sta qui il problema. In un modo o nell'altro abbiamo assencondato la volontà dei terroristi (parola grossa... diciamo pure rapitori), abbiamo acconsentito alle richieste di denaro in cambio del rilascio degl ostaggi. Che continueranno dunque ad agire così, visto che il giochetto gli riesce. Mi riesce difficile a questo punto capire perchè dopo la messa in onda dei video sulle tv arabe, dove i prigionieri fanno richieste precise per conto dei terroristi tutti i governi si affrettino a dichiarare che "noi non trattiamo con questa gente", mentre alla fine dei giochi si è sempre scoperto che così è stato. Ci si gongola davanti all'opinione pubblica, che guarda e crede soprattutto alle tv, di essere arrivati all'obiettivo tramite la diplomazia, mentre la stampa, molto meno diffusa e comunque ben controllata, parla di pagamenti segreti di milioni di dollari. Chi mente a chi? E per quale ragione?

Secondo il Governo non è stato pagato un riscatto nemmeno in occasione del rilascio dei 4 ostaggi ad aprile, mentre fonti irachene parlavano di scambi nascosti di valigette. Ricorderete certo il buffo video della liberazione, dove i soldati americanti irrompevano in una stanzetta nemmeno troppo nascosta, con la porta già aperta e trovavano gli ostaggi soli e pronti ad attenderli. Quasi un passaggio di consegne, si era detto.
Bugie su bugie dunque. Ecco puntuale anche questa volta la smentita di Frattini: "Non è stato pagato assolutamente nessun riscatto per la liberazione. Per la soluzione della vicenda, il mediatore è stato soltanto il grande sistema di contatti che hanno fatto capire concretamente ai rapitori con chi avevano a che fare: con un paese, l'Italia, amato e stimato dal mondo arabo. Questo è stato il nostro unico riscatto."
A me affermazioni del genere, dopo tutti i messaggi che provengono dal mondo islamico contro il nostro paese, fanno ca-ga-re. Ritengo personalmente vergognoso che si possano contorcere le cose a tal punto per una mera questione di immagine. Dispiace soltanto a questo punto che ad averci rimesso sia stato soltanto il povero Baldoni, vittima forse della troppa solerzia dei suoi rapitori a rispettare l'ultimatum dato. A questa gente non interessa affatto il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq, bensì il proprio tornaconto personale, economico, grazie al quale condurre una vita serena magari lontano dal loro paese natio. Sono dei delinquenti, poveracci qualunque che nel nome di Allah sequestrano, rilasciano, dettano legge in un paese ormai sprofondato nel totale caos. Come sciacalli nel deserto, approfittano della situazione facendo leva sui sentimenti altrui. Lo chiamiamo "terrorismo" e inorridiamo. Per loro è normale ed è quella che spesso impropriamente chiamano "guerra santa". Ora che sappiamo come vanno le cose stiamo anche imparando a conviverci, a suon di verdoni in cambio dei nostri connazionali. La faccia così è salva, e del portafoglio chissenefrega. Un paese con un deficit del genere non bada certo a queste cose, no? Evvabbè. Brindiamo finchè dura.

Martedì 17 Agosto 2004
di Attimo · Categoria: Politica · ore 12:07

Il Pirata

Martedì 10 Agosto 2004
di Rachele · Categoria: Politica · ore 11:03

Parliamoci chiaramente, la qui presente ritiene che in alcuni casi l'aborto non sia altro che un omicidio legalizzato a mano armata, atto di egoismo estremo e segno di menefreghismo alllarmante che fa si che nel giro di due o tre settimane ci si possa liberare di un bambino come se fosse un'auto che non va, la porti dallo sfasciacarrozze, rottamazione garantita.
Ma questa mia opinione riguarda soltanto alcuni casi specifici, presumibilmente la minoranza.
Ed invece mi ritrovo il ministro Sirchia che mi dichiara tranquillamente : "La 194 non è una legge nata per autorizzare l'aborto (No, serve per insegnare ai bambini a giocare a briscola...effettivamente è così anche se non me ne ero mai accorta...). Nel pensare comune invece la 194 è diventata sinonimo dell'interruzione di gravidanza. Ma non è solo quello, perché invece detta le linee per evitare l'intervento".
Ma quello che mi fa più accapponare la pelle è il sentir dichiarare che "le donne immigrate usano l'aborto come metodo anticoncezionale quando ci sono ben altri metodi per programmare lo sviluppo familiare.", oppure "Nel 1981 ho votato a favore del referendum che chiedeva l'abrogazione della legge sull'interruzione volontaria della gravidanza. Perché ritengo che l'aborto sia un atto grave, lesivo dei diritti del concepito e della società. Prima di ricorrere ad un atto violento e cruento, che sopprime una vita, in sostanza un omicidio, contrario alla mia morale, si può intervenire con altri sistemi. Lo accetto solo se è in grave pericolo la salute della donna".
Tutte queste dichiarazioni sono estremamente pericolose e fuorvianti, e per alcuni versi mostrano la vicenda come se per una donna andare ad abortire fosse come andare a farsi la doccia, anzi, in realtà secondo il ministro per una donna immigrata è come prendersi un caffè.
Mi piacerebbe tanto sapere quali sono gli "altri sistemi" di cui parla il ministro (cicuta?, spinte giù dalle scale? pugni sulla pancia? strani infusi con foglie da thè?...).
Mi piacerebbe tanto sapere che tipo d'aiuto da lo Stato ad una ragazza madre quattordicenne, con un bambino sano sulle spalle ed una famiglia non proprio benestante al suo fianco. Probabilmente gli verrebbe fatto notare che per lo Stato il miglior metodo anticoncezionale è l'astinenza quindi siccome lei ha molto peccato adesso è anche ora che si arrangi.
Mi piacerebbe sapere che supporto da lo Stato alle famiglie con bambini affetti da gravi malformazioni, quando non esistono scuole specializzate, quando molto spesso l'insegnante di sostegno poveretta non fa altro che passare le ore coi bambini in corridoio, quando viene, come troppo spesso in Italia, detto molto e fatto molto poco.
Mi piacerebbe sapere se il ministro farebbe nascere un bambino destinato a morire non appena messo al mondo, la cui gravidanza non metta a rischio la salute della madre.
Mi piacerebbe sapere cosa diavolo ne sa lo Stato dei danni psicologici che subiscono la madre ed un padre di un bambino che non può nascere.
Mi piacerebbe anche che per una volta la si piantasse di tentare di tornare indietro al Medioevo, che la si lasciasse stare questa legge sacrosanta, che come tutte le leggi a volte viene applicata male, ma nella maggior parte dei casi vuol dire dare un aiuto effettivo a chi se ne va ed a chi resta. Fosse per me la amplierei maggiormente sul lato del sostegno psicologico, ma a conti fatti non credo sia poi così male...
Io ho paura quando sento dire queste cose, ho paura del loro effetto su chi si forma l'opinione ascoltando questa o quella dichiarazione, su chi non spreca quei dieci minuti in più al giorno per pensare.
Tutti parlano tanto della tutela delle donne.
E poi vanno a toccare proprio una delle poche leggi che le garantisce un minimo
(anche se è un po' carente nei confronti dei dirittti dei padri).

Mercoledì 16 Giugno 2004
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 14:14

Non mi sembra ci voglia uno scienziato per capire chi dei due ha perso. Certo c'è poco da ridere per la coalizione di centrosinistra, ma questo è un altro discorso... Si apre un periodo duro per il partito azienda del Cavaliere e questa è la cosa che più soddisfa tutti quanti. Finalmente dopo 3 anni gli italiani hanno potuto dare un giudizio al suo operato e questo giudizio è estremamente negativo. Dite quello che volete in tv e sui giornali, poi però fate i vostri conti, da bravi.

Dal blog di Invernomuto:
Checchè ne dica Bondi il dato fondamentale di questa tornata elettorale è uno. Forza Italia in tre anni è passata dal 29 al 21%. E' questa una vittoria del centrosinistra? No assolutamente no, lo sarebbe forse se parte consistente di questi voti si fosse spostati a sinistra ma così non è stato. Na hanno tratto giovamento principalmente gli alleati del centrodestra piccoli, soprattutto i piccoli, l'UDC guadagna molto quasi raddoppiando, guadagnano qualcosa tutti i partiti e partitini direttamente o indirettamente associabili al centrodestra, Lega compresa. Ed il centrosinistra? Qualcosina in più c'è sopratutto grazie al buon risultato dei Rifondaroli e dei Comunisti Italiani ma alla fine se andiamo a sommare il tutto siamo sempre li, l'Ulivo era intorno al 31% tre anni fa e li rimane. Vittoria? No proprio no, considerando anche l'effetto Berlusconi che avrebbe dovuto spingere in massa noi comunistacci a votare Ulivo; ciò non è successo e questo dovrebbe essere di stimolo alla dirigenza del più grande partito del centrosinistra per afferrare un concetto che sembra regolarmente sfuggirgli. Non stanno convincendo nessun nuovo elettore a votare per loro.

Domenica 13 Giugno 2004
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 22:26

22.10: Primi exit poll. Forza Italia fra il 20,5 e il 23%, il Listone di Romano Prodi fra il 30,5 e il 33,5%. Per quanto riguarda le amministrative il centrosinistra sarebbe in vantaggio a Bologna con Sergio cofferati che potrebbe farcela al primo turno essendo accreditato di un suffragio tra il 52 e il 56% mentre il suo avversario Giorgio Guazzaloca sarebbe tra il 38,5% e 42,5%. Centrosinistra in vantaggio anche a Bari, a Firenze con Dominici ed anche alla Provincia di Milano dove Filippo Penati condurrebbe su Ombretta Colli candidata del Polo. INCROCIAMO LE DITA...PARE SILVIO NON SIA PIU' DI MODA.
22.35: Francia batte Inghilterra 2 a 1 con una punizione e un rigore negli ultimi tre minuti, recuperando lo svantaggio come fecero 4 anni fa con la nostra Nazionale. A loro un cordiale fanculo perchè nella vita non si può essere sempre così culattoni.
23.00: Dopo aver visto le facce di Fede e quella di Vespa in diretta credo che si possa passare tranquillamente sopra alla vittoria della Francia. Inoltre Bondi che si arrampica sugli specchi è qualcosa di immensamente piacevole da vedere. Si preannuncia una serata interessante.
23.37: Berlusconi segue i risultati da Arcore nella sua villa, con pochi fedelissimi. Aveva detto proprio ieri che non avrebbe seguito i risultati ma sarebbe andato a letto lasciando le proiezioni ai politicanti...il solito bugiardo. Abituato a fregarsene delle regole e a mentire in continuazione anche ieri non ha mancato occasione per tacere al seggio elettorale. Lui se ne frega delle regole, Fede se ne frega della par condicio, e gli italiani per fortuna se ne sono fregati del suo sms e delle sue raccomandazioni.
23.45: Prima proiezione: FI al 22,5 e Ulivo al 30,5. Ridimensionati i primi risultati favorevoli all'Ulivo. Bondi parla di sconfitta del centrosinistra. Angius e Parisi ridono.
23.50: Entrambi i Poli dicono di aver vinto. Comincia il teatrino dell'abbiamo vinto noi. Triste e patetico visto che si tratta delle prime proiezioni. Prepariamoci dunque domani a giornali e tv estremamente discordanti. Solo in Italia è ovvio. All'estero ci sono vincitori e vinti e non siamo così ridicoli. Capito perchè votare uno o l'altro poco cambia? Poveri noi...
00.37: Il teatrino prosegue ma non ci sono variazioni... la nuova proiezione dà 21,5 a FI e Ulivo al 30,5...si profila il solito pallosissimo pareggio ed esultanze da ogni lato. A me sembra che 30 sia più alto di 21 e che comunque per Berlusconi non sia affatto una vittoria. Ad ogni modo effettivamente sommando voti di centrodestra e voti di centrosinistra prevale lo schieramento del Governo.
01.02: Stiamo parlando di vittorie del centrosinistra alle amministrative solo sulla base di exit poll...c'è da fidarsi si chiedono a destra? Certo, sono sondaggi, ma sbagliano al massimo di un punto o due percentuale e Cofferati è in vantaggio di parecchio su Guazzaloca e lo stesso vale per Soru in Sardegna e per le altre sfide amministrative. Se vi sembra poco...vado a festeggiare.
01.47: La quarta proiezione vede il calo al 20,7 di FI e la crescita dell'Ulivo al 31,1...forse come dice Fassino il dato crescerà ulteriormente... Quel che è sicuro è che l'Ulivo paga il prezzo delle discutibili posizioni sulla guerra in Iraq...parte dei voti moderati sono passati quindi a partiti della sinista quali Rifondazione o la lista Occhetto-Di Pietro... spalmati dunque su forze esterne alla coalizione guidata da Prodi.
02.10: La quinta proiezione aumenta ancora il distacco: Ulivo al 31,5 e FI scende al 20,5. Sostanzialmente ora i due poli sono in parità con un distacco dello 0,4... domani diranno tutti di aver vinto e saremo tutti felici. Chi di sicuro ha poco da gioire sono i Radicali (non me ne voglia Lantanomai e tutta l'allegra brigata di Emmabi) conun dato bassissimo rispetto alle precedenti Europee, e il Presidente del Consiglio, che facendone una questione personale, dovrà ammettere una forte flessione in negativo.
02.25: Domani pomeriggio la nostra Nazionale sarà in campo e non ci saranno più divisioni. Destra centro e sinistra, tiferemo tutti Italia sperando di farci onore in questo strambo inizio di Europeo portoghese. Certo di questo momento di tregua bipartisan vado a letto felice e contento sperando di non sognare Bondi che fa la danza del ventre in tutù.

di TheEgo · Categoria: Politica · ore 15:59

Senso di smarrimento e confusione nella cabina elettorale, dove scopro che:
1. Da quest'anno c'è una tendina che chiude il retro cabina in maniera claustrofobica viste anche le ridotte dimensioni.
2. Le schede sono già piegate e non farò pasticci nel tentativo di richiuderle.
3. Non c'è scritto come si vota sulla scheda e avrei dovuto pensarci prima (PANICO!), poi tutto va per il meglio.
4. Il vero nome di Lilli Gruber è Dietlinde e significa "colei che guida i popoli". (PANICO!)
5. Umberto Bossi è il primo candidato della Lega e il secondo è un perfetto sconosciuto, come la mettiamo?
6. La marca delle matite copiative è "Ministero degli Interni" e mi viene l'insana idea di gabbarne una.
7. Le scrutatrici del mio seggio sono, non una ma ben 3 mie vicine di casa. Raccomandateeee...

A stasera per i commenti a caldo, dopo le 22.30 in diretta blog.

Venerdì 11 Giugno 2004
di · Categoria: Politica · ore 16:49

Emma Bi - I blog per Emma BoninoForse lo sapete già: lunedì ho lanciato EmmaBi un blob di blog, anzi, un blog di blog, no ecco, un meta-blog, vabbè, un coso in cui chiedevo ai blogger elettori della lista Emma Bonino di lasciare il proprio link. Beh, un esperimento nato in un momento di ozio ha preso piede e sta avendo un discreto successo, a dimostrazione che le cose erano già lì, pronte, ad aspettare che qualcuno accendesse la miccia. Bum.

di · Categoria: Politica · ore 12:10

Mittente: PresDelCons

Elezioni 2004 Si vota sabato 12 dalle 15 alle 22 e domenica 13 dalle 7 alle 22. Necessari documento e tessera elettorale. Presidenza del Consiglio dei Ministri.


(Ma una volta non c'era una cosa chiamata privacy?! Alla PresDelCons il mio numero chi gliel'ha dato?? E se anche "Il Governo in caso di calamità e comunicazioni importanti ai cittadini può fregarsene della privacy", che non basta la pubblicità su radio/tv/giornali?!)

Giovedì 10 Giugno 2004
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 10:53

- Pronto buongiorno, chiamo per una società di sondaggi, vorremmo farle alcune domande se ha tempo.
- In che area politica si colloca: centrosinistra...centrodestra?
- Ha già deciso per chi andrà a votare alle prossime elezioni europee?
- Come giudica l'operato del Governo in generale?
- Come giudica l'operato del Governo in materia di: pensioni, scuola, sanità, infrastrutture, opere pubbliche, economia, sicurezza, telecomunicazioni, ambiente, ecc...?
- E' d'accordo con la politica estera intrapresa dal Governo?
- E' d'accordo con l'intervento in Iraq delle forze americane?
- E' d'accordo con il ritiro delle truppe spagnole di Zapatero?
- E' favorevole ad un intervento dell'Onu nella questione irachena?
- E' d'accordo sull'appoggio incondizionato agli Stati Uniti da parte del nostro Governo?
- Mi sa dire un fatto significativo di attualità successo questa settimana? Ne sono successi molti...
- Crede che la liberazione degli ostaggi influisca sul voto delle Europee?
- La liberazione degli ostaggi ha cambiato la sua opinione sul Governo?
- Quanti siete in famiglia? Titolo di studio? Grazie, l'intervista è terminata, arrivederci.

Oplà, sono schedato anch'io. Il Grande Governo è a conoscenza di tutta la merda che penso di lui. Dovrò guardarmi le spalle... perchè diavolo acconsento sempre a questi sondaggi?