Politica
Venerdì 27 Giugno 2008
di Simcam · Categoria: Politica · ore 10:22
Credo che McCain potrebbe essere un buon presidente per gli Stati Uniti d'America. Se non altro perché succederebbe a Bush.
Credo che anche Hillary Clinton sarebbe stata un ottimo presidente. Perché una donna sa sempre mettere a posto quello che un uomo ha distrutto.
Credo che Obama sarà un ottimo presidente. Perché porterà rinnovamento, distensione, rhythm and blues.
Sarà il presidente dei neri, dei bianchi e dei colori che stanno nel mezzo. Sarà il presidente dei cattolici, degli ebrei, dei musulmani e di quelli che non hanno colpe da espiare.
Sarà un ottimo presidente.

Ma se erano i diritti dei deboli che volevate difendere, allora il prossimo presidente degli Stati Uniti d'America doveva essere Hulk Hogan.
Questo perché nessuno si è mai strappato la maglietta durante un vertice per la pace.
Giovedì 29 Maggio 2008
di Arthur Cravan · Categoria: Politica, Satira · ore 22:45
Benedetto XVI: "Provo gioia per il nuovo clima politico". Gli ricorda la gioventù nella Hitler-Jugend.
Venerdì 9 Maggio 2008
di Attimo · Categoria: Politica, Satira · ore 10:43
Berlusconi riceve la campanella da Prodi.
Romano: Eheheh... Eddai Silvio, fammela tenere per altri cinque minuti... Dai! Poi tu chissà per quanto te la tieni... Eheh... Guarda Silvio, non ci sono nemmeno le ditate sopra... Eheh... Li lasciavo sempre parlare tutti quanti... Silvio dai... Altri cinque minuti... Fammi risanare ancora un po' i conti pubblici... Eheh... Eh Silvio?

Silvio: No.
Mercoledì 7 Maggio 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 20:50
Rachele mi fa giustamente notare: cosa c'è di più Pari Opportunità che affidare l'incarico di ministro ad una donna qualunque, priva di competenze politiche di alcun tipo?
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 20:31
Alla fine, Mara Carfagna, ce l'ha fatta.
Lunedì 5 Maggio 2008
di Noantri · Categoria: Politica · ore 11:54
Tu a un genovese i soldi glieli devi lasciar stare, sennò il genovese s'incazza. I genovesi sono fatti strani, hanno quella faccia un po' così, come diceva que tale al pianoforte. I genovesi coi soldi non ci sanno fare: i genovesi sono dominati, dai soldi.

Tu lo puoi idolatrare, un genovese, puoi mandare a puttane il tuo cervello, se credi, te lo puoi prendere, il cervello, svitartelo dal cranio come una lampadina, e poggiarlo sul comodino, se ritieni che il suo, il cervello del genovese, possa fare tranquillamente le veci del tuo. Puoi firmare i referenda del genovese, gli puoi comprare i dvd, i giornali, le videocassette, i cd, gli alambicchi, i ritratti, i libri, e tutto questo puoi farlo perché lui, proprio lui, il genovese, ti implorava di farlo, perché altrimenti - altrimenti - avrebbe rischiato di non potersi pagare le spese legali e amministrative necessarie per consentirsi tutto ciò, gli puoi dare i tuoi, di soldi, al genovese, se il genovese si vuole comprare delle pagine sui quotidiani nazionali per sparare delle stronzate che potevi benissimo pensare DA SOLO, gli puoi chiedere un autografo per la strada, puoi anche evitarti di domandare PERCHE' il genovese non risponda mai, giammai, alle critiche, alle richieste di spiegazione e alle interviste, puoi fare lo gnorri, puoi far finta di niente quando cominci a fare caso che il genovese insulta i giornalisti attraverso gli amici suoi giornalisti e le trasmissioni televisive attraverso le trasmissioni televisive amiche sue, puoi alzare le spalle, dirti che i nodi verranno al pettine prima o poi, se qualcuno ti fa notare che nessun sistema  si è mai rovesciato dall'interno e che a forza di vaffanculo non si sovvertono nemmeno le decisioni di una partita di calcio, figuriamoci gli indirizzi di un Paese, sbufferai di noia quando scoprirai che gli uomini e le donne del genovese, gli amici suoi, stanno lentamente penetrando nei gangli della politica italiana, quella stessa politica italiana, cioè, che, secondo il genovese, è qualcosa di malato come un fegato abitato da metastasi, gli puoi fare tutto al genovese, però non gli devi toccare i soldi, i soldi no, come il Breil, avete presente il Breil?, toccatemi tutto ma non il mio Breil, quella roba là, ecco al genovese non devi mai far sapere quant'è divertente fargli i conti in tasca.

Perché, non si sa come, improvvisamente gli prende la tigna: tira fuori i coglioni, così, tutto d'un tratto, dopo anni che si limitava a fare i discorsi di peluche della casalinga di voghera. Gli prende tipo un ictus, al genovese, e che fa? Diventa pesto e dopo averci raccontato quanto bello fosse Internet e di quanto libero dovesse restare, Internet, e ad ogni costo, improvvisamente tuona che no, altolà, bisogna stare attenti a cosa ci si piazza, su Internet.

Dice il genovese che a rendere pubblici i nostri conti in tasca si rischia l'attivazione della criminalità. Come se uno tutti quei soldi li tenesse sotto al materasso, o nel portaombrelli sul pianerottolo. Dovrebbe pensare, il gnovese, che la medesima cosa, allora, potrebbe rischiarsi salendo sul palco a tuonare morte e distruzione contro TUTTO e contro CHIUNQUE. I giovani vengono istigati al delitto da cartoni animati e videogiochi: il genovese non crede che anche le sue parole d'odio e d'ira potrebbero alla stessa maniera crepare i delicati meccanismi chimici di chi lo ascolta pedissequamente con la lancetta dello spirito critico ormai sotto lo zero? Non ci pensa, il genovese.
Lunedì 28 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica, Segnalazioni · ore 22:43
Mentre il Partito Democratico (ri)capitola definitivamente nella città (per l'appunto) capitolina, qualcuno gioisce e si augura che vengano risolti finalmente i problemi che da tempo assillano i romani: i CANILI.

per ora e' in testa e tanto vince.sono troppo contenta la cirinna' se ne vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.spero con tutto il cuore di riuscire a parlare con lui per far capire come la sinistra abbia gestito i canili di roma. uno schifo vergogna. sto lavorando a un documentario per denunciare questi anni gestiti da questi stronziiiiiiiiiiiiii. poveri caniiiiiiiiiiiiii non escono dalle gabbie e andate alla muratella.cirinna' e' finito il tuo schifoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

dal blog di Flavia Vento
di Noantri · Categoria: Politica · ore 12:06
FiniL'artro pommeriggio Gianfranco Fini ha deciso de fa' er gaggio. Ha scerto de fasse 'n giro da le parti de Boccea, che un po' sò pure le parti mia, pe' tirà la volata a Gianni Alemanno alla corsa ar Campidoglio. Famo subbito chiarezza: io Gianni Alemanno nun l'ho votato pe' la storia mia perzonale, però Gianni Alemanno, pure che nun è romano come sottolinea sempre Rutelli er cicoria - 'n antro che je piace da fa' er gaggio - nun c'aveva bisogno de 'ste goliardate.

Sì perché er grande  - grande co li piccoli e piccolo co li grandi - Fini s'è messo a strigne le mani dei passanti. Allora è passato er penzionato che voleva più sordi pe' la penzione, poi è passata la mamma che chiedeva l'asili nido, poi è stato er turno der vigile urbano che voleva la pistola, er tabbaccaio che reclamava sicurezza e la signora cor cane che je voleva fa' solo 'n saluto. A 'na certa so' passati pure du pischelli cor motorino che j'hanno fatto er braccio teso perché a Boccea ce so' tutti negozi d'ebbrei. Li fasci veri a Roma je rimproverano, a Fini er gaggio, d'esse annato a piagne a Gerusalemme e de avé rinnegato er fascismo.

Inzomma, dopo tutto 'sto bagno de folla, er gaggio (pe' comodità mo' lo chiameremo così) a 'na certa ha deciso de fasse grosso. Così s'è avvicinato a du venditori ambulanti de accendini, du eggiziani, e j'ha chiesto er documento. A gaggio ma che te sei messo pure a fa' la guardia? A gaggio ma che nun ce lo sai che tu nun li poi chiede i documenti a 'n antra perzona? Li du poracci, spauriti e circondati dalla folla che sbraitava insurti, j'hanno fatto vedé la carta d'identità e er gaggio ha rosicato: «Me sa - ha detto pure divertito - che voi due sete l'unici in regola in città». Er gaggio allora è annato a fasse 'n giro ar mercato der quartiere e lì tra chi je avrebbe voluto tirà du carote e chi je regalava du mele - du arance sembrava brutto - ha incontrato n'antri du negretti, seduti ar bar. Pure a questi allora j'ha chiesto li documenti. Uno ce l'aveva, l'artro se l'era dimenticati a casa: «Voglio vedé - ha detto er gaggio - se funziona la legge mia, ma me sa che nun è così... Nun è possibile che tutti c'hanno 'sto permesso, me sa che se lo comprano». Bella figura c'hai fatto a gaggio, nun sai manco come funziona la legge tua.

Fortuna che hai fatto la fine che meritavi, da gaggio a comparsa de la politica. Me sa che facevano bbene li du pischelli sul motorino che te 'nsurtavano. Manco Alemanno s'è fatto vedé in giro co' te. Pensace a gaggio, alla fine che hai fatto.
Venerdì 25 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 15:22
Mi dicono che Berlusconi ha ricevuto Ciarrapico, che non ha mai preso le distanze dal ventennio fascista, a palazzo Grazioli e questo nel momento in cui gli italiani festeggiano il 25 aprile, giorno della liberazione dal nazifascismo. E' un segnale politico che segna profondamente la distanza tra un gesto di questo genere e tutti gli italiani che festeggiano una grande festa di libertà. Spero che per molti elettori questo significhi qualcosa. Si tratta di un atto di spregio nei confronti della democrazia.

Walter Veltroni


No Walter, bisogna che te lo metti in testa una volta per tutte: agli italiani della democrazia, del senso dello stato, delle istituzioni, non gliene frega una beata fava. E dire che l'hai visto da te no? Apri gli occhi e renditi conto. Ma se c'è un ministro che si bea di fare una legge porcata e va al primo telegiornale nazionale a insultare i musulmani qualcosa vorrà pur dire caro Walter no? Vorrà pur dire se sono il terzo partito in Italia e li hanno votati persino i comunisti? Eh.
Giovedì 17 Aprile 2008
di Noantri · Categoria: Politica · ore 13:24
[Lettera a cuore aperto agli elettori di sinistra
che stanno soffrendo per le loro scelte nell'urna.
Riflessioni e autocritica post disastro].

Cari compagni e care compagne,

non so da dove cominciare. Non mi piace pensare che l'unica soluzione sia andarsene in Spagna (ma forse in Nepal sarebbe meglio) con un biglietto di sola andata, né che gli italiani siano un popolo senza testa. Perché è qui il punto. E' qui l'errore. Abbiamo demonizzato non solo il nostro popolo, ma il popolo. Lo abbiamo allontanato, emarginato, sbeffeggiato, l'abbiamo disprezzato, non lo abbiamo ascoltato. E per la prima volta nella vita repubblicana italiana, la storia socialista e quella comunista non avranno una rappresentanza parlamentare. Un fallimento, una catastrofe, una tragedia senza precedenti dal 1948 ad oggi. Viviamo in un Paese di destra, ma questo lo sapevamo. Solo che ci siamo illusi. Illusi che fosse impossibile non riconoscersi in valori universali come la solidarietà sociale, la redistribuzione della ricchezza, l'antirazzismo, il pacifismo, la contrattazione collettiva, il rispetto per il concetto di lavoro. Evidentemente questo non è bastato. Dovevamo parlare al cuore e alla pancia dei lavoratori, ascoltare i loro bisogni, dare soluzioni ai loro problemi, investire sul futuro anche con promesse (e non compromessi) forti e radicali.
Gagarin_space_suiteL'errore più grande secondo me è stato quello di formare un cartello politico come conseguenza della nascita del Partito Democratico. L'operazione unitaria  - se proprio non si poteva evitare - andava fatta prima, così come prima andava presentato un programma innovativo e credibile, magari di opposizione, attraverso quei dirigenti  radicati sul territorio come Vendola o come lo stesso Ferrero, uno dei pochi ministri che salvo del Governo Prodi. La rottura con la tecnocrazia di Padoa Schioppa doveva avvenire a ottobre, sul protocollo del welfare, non si doveva arrivare alla crisi centrista. Solo in questa maniera si poteva restare credibili agli occhi dei cittadini in difficoltà, dei precari e di tutti quelli per cui votare a sinistra ha sempre significato un'alternativa. Rompere con l'ambientalismo di facciata invece di farsi inglobare era la strada da scegliere: il progresso, compagni, Yuri Gagarin, cazzo!

Non abbiamo creato un soggetto politico credibile e rinunciando alla nostra identità comunista ci siamo fatti schiacciare da un sistema neoamericano arrivato dal basso. Certo, le colpe sono anche di chi ha respinto qualsiasi tipo di dialogo dopo due anni di fedeltà al Governo Prodi e un funzionale accordo politico che a livello locale ha pagato quasi sempre in tutte le elezioni amministrative e regionali. Ma le colpe di questo fallimento non possono essere solo degli altri. Politica si può fare anche fuori dal Parlamento, cominciando una nuova militanza nella vita di tutti i giorni fatta di presenza nelle scuole, nelle fabbriche, nelle piazze; di sobrietà e moderazione nelle scelte quotidiane. Ogni piccolo gesto di dissenso potrà risultare utile alla costruzione di un nuovo modo di affrontare le difficoltà. Non abbassiamo la testa e non inchiniamoci a ogni compromesso. E' necessario ora restare concentrati, aprire una fase nuova di critica e di divulgazione delle proprie ragioni. Ci vorrà molto tempo, forse anni. E l'assenza di una seppur minima rappresentanza parlamentare certo non gioverà a questo cammino. Mancheranno finanziamenti e visibilità. Ma non mancherà l'impegno.

"Il coraggio rivoluzionario non consiste nell'essere uccisi,
ma nel resistere al riso degli stupidi che sono in maggioranza".
[Lev Trotsky]
Martedì 15 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica, Satira · ore 23:39
Prospettiva
di Attimo · Categoria: Attualità, Politica, Società · ore 01:10
Berlusconi - 13 aprile 2008Da dove partiamo? Direi dalla grandinata di oggi pomeriggio, che mi ha dato il wwbenvenuto al Quartier Generale di Ciccsoft allestito per la "maratona notturna". Alle 18 già si vociferava di un torneo con la Wii, alle 19 ormai non rivolgevo più la parola a nessuno. La grandinata improvvisa, risoluta e composta nei suoi 10 minuti di ordinati e insistiti chicchi glaciali, è la metafora calzante per la Tempesta Perfetta che si è abbattuta oggi. In breve: scompaiono dal parlamento italiano Destra e Sinistra. La certificazione (se mai c'era ancora bisogno) che molti giovani e molti lavoratori votano secondo la logica del "piuttosto che". Epocale tradimento. Oggi rivince Berlusconi per la terza volta in 15 anni, e non è sicuramente una notizia. La Lega Nord fa (nel senso che lo crea e lo sfrutta) il panico al Nord; prende l'1.4% in Umbria. Ripeto: l'1.4% in Umbria. Veltroni ha ottenuto tutto quello che voleva, tranne un piccolo dettaglio, la vittoria. Niente sarà più come prima.

Partiamo dai chicchi di grandine. Dalle macerie in cui ci ritroviamo a fissarci reciprocamente, quasi in cagnesco, francamente increduli di fronte alla Disfatta Generale. Non ha perso solo il PD, non è stata solo rasa al suolo la Sinistra in Italia, direi che a sanguinare sono le gengive di una visione proporzionale della politica italiana e dunque della società. Il fungo atomico si alimenta dei "vecchi schemi", delle "vecchie ideologie", delle "vecchie speranze" e disegna nel cielo una nuvola di fumo nero e verde, che arriva a coprire l'azzurro del solito Vincitore. Ci ritroviamo senza gli Estremi e senza i vecchi simboli di un secolo fa, la falce, il martello, la fiamma. Dobbiamo però fare tutti i conti con gli Estremisti, quelli convinti/costretti a votare in modo "utile", che si astengono, che si lasciano intercettare il peggio di loro stessi. Ci americanizziamo in modo quasi inquietante, ma direi inevitabile, abbiamo i due Grandi Partiti e pure la nostra dote di astesionismo che si astiene su tutto, dal votare ma anche dal fare una cazzo di rivoluzione come si deve e come ce ne sarebbe dannatamente bisogno.

La giornata è storica, tanto che la risalita al trono da parte di Silvio rientra nella nostra altanelmante normalità, si fa consuetudine e sbiadisce un poco la torbida immagine di Berlusconi, che ormai non esiste più. Esiste il Berlusconismo, dobbiamo fare i conti non con un, seppure dominante, singolo individuo, ma con una disciplina, un modo di considerare un paese, di plasmarlo sfruttando la passività oserei dire erotica che contraddistingue gli italiani. Passeranno in fretta questi 5 anni, è vero, non cambierà "niente" per le nostre singole vite eppure il virus silenzioso continuerà a scorrere nelle nostre vene. Non so cosa resterà di questo Partito Democratico, che è rimasto, come sempre gli accade, a metà strada, senza avere il coraggio e la volontà di andare fino in fondo. Tutto è partito da Veltroni eppure tutto è finito nelle mani dell'avversario, con cordiale telefonata di complimenti a corredo finale. Anche questo, non fa una piega.

Abbiamo fatto un altro piccolo passo in avanti verso l'Inciviltà, in senso lato, e i risultati elettorali più che frammentare a me sembrano riunire (anche qui in senso lato...) fazioni opposte. Per una volta astenuti e votanti, sostenitori di Veltroni e rivoluzionari che si mangiano la scheda nei seggi, si trovano di fronte a una comune scelta di tre possibili alternative. L'indifferenza, il continuare a fagocitare assiduamente e passivamente le proprie esistenze fatte di individualismo sfrenato e disilluso. Oppure la depressione cronica e senza scampo, che prevede l'esilio, per chi se lo potrà permettere, o la macchia. Altrimenti il rimboccarsi le maniche strappate e ormai consumate non per il 2013, ma per domani, per subito. E' sempre il solito discorso della montagna e di Maometto, di rappresentanti e di gente da rappresentare. 15 anni a lamentarci di Silvio, di un centrosinistra diviso e fallaceo, di una politica in cui non ci si riconosce, del fatto che in fondo "sono tutti uguali", e intanto non ci siamo resi conto che siamo noi ad essere cambiati. Siamo più stronzi e razzisti, abbiamo più fame e più paura, siamo più egoisti e più stanchi. Siamo vittime e carnefici. Hanno vinto semplicemente perchè hanno messo un megafono davanti alle bocche dei nostri stomachi inaciditi.
Senti che bel rumore.
Sabato 12 Aprile 2008
di Rachele · Categoria: Politica · ore 10:44
Mani_rsp.jpgAl termine di questa noiosa e stagnante campagna elettorale dove ho visto disperdere al vento il senso civico senza criterio alcuno mi ritrovo col mio voto in mano e qualche considerazione tra le dita.

Si è parlato molto di "voto utile", concetto che trovo offensivo del mio diritto al voto, o al non voto (sull'astensionismo parole che condivido appieno su Wittgenstein). Io capisco che la cosa è condivisa dai due poteri forti in gioco in queste elezioni, quindi tollerata, tuttavia la trovo democraticamente scorretta e apprezzo che Napolitano l'abbia sottolineato. In una democrazia che si possa dire tale ogni singolo voto è utile. Non è giusto passare il concetto per cui non bisogna votare i piccoli partiti per andare a gettare il proprio voto in calderoni che magari non ci rappresentano a pieno. L'interesse del cittadino dovrebbe essere quello di sentirsi rappresentato politicamente, non di "aiutare" i due grossi partiti. Parimenti antidemocratico trovo inneggiare al "voto contro", lesivo della dignità dei votante e della politica stessa, sinonimo del vuoto che si portano dentro i due principali schieramenti al momento. Il tutto sempre al danno delle forze minori, la morte del libero pensiero.
Mi chiedo dove se ne sia andata la dignità politica della sconfitta.

Non ho sentito molto parlare invece di laicita dello Stato. In un post sul mio blog spiegavo che con ogni probabilità non avrei dato il mio voto nè al PD nè al PDL per mancanza di laicità.
Lo abbiamo respirato negli ultimi mesi di questo governo, si sta mestamente andando verso una situazione in cui diviene necessario e doveroso sottolineare e ribadire la laicità dello Stato italiano e impedire ingerenze confessionali di qualsiasi natura. Bene, in un momento simile i due principali leader di partito hanno vergognosamente taciuto su questo tema centrale per l'equilibrio del paese, trovandosi d'accordo quindi su un tacito assenso a un certo tipo di ingerenze.
Personalmente in questa prospettiva non ci aspetta nulla di buono da ambo le parti.

Grande assente infine l'elettorato. L'elettorato che oramai serve solo a mettere una croce per contribuire a comporre un parlamento che altri hanno già scelto.  L'elettorato sempre più distante da una politica che ha smarrito se stessa per perdersi nei suoi sproloqui che perdon man mano l'aderenza con la realtà parlando di una società che non conosce più e che dipinge a suo uso e consumo.
E ne è emblema una sparata finale che coi problemi di inquinamento e di riscaladamento globale che ci sono invece di parlare di chiusura dei centri storici alle auto, abbattimento dei costi per il trasporto pubblico cittadino, rinforzo dello stesso, incentivi all'uso del trasporto ferroviario e chi più ne ha più ne metta va ad incentivare il possesso di mezzi inquinanti.

Finisco le mie riflessioni pre elettorali augurando ad ognuno un buon voto o non voto con una sola consapevolezza.
La politica è ben altro.
Venerdì 11 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 10:50
elezioni.jpgTra due giorni gli italiani saranno chiamati alle urne a scegliere quale Governo dare a questo paese. Se è vero che i sondaggi valgono a poco, gli exit poll e le proiezioni sbagliano sovente, e nessuna previsione è ormai possibile fare vista la parziale "novità" nell'offerta di partiti, schieramenti e candidati, questo vuol essere solo un tentativo di fotografare un momento storico da un preciso punto di vista. Di raccogliere le speranze e i desideri di un popolo, quello della rete e dei blog, nell'aprile dell'anno 2008.
Cosa ne pensa quella fetta dell'elettorato che usa il mezzo internet, valuta i programmi con attenzione, discute, si interroga, e critica?

Sono tre le domande cui vorremmo rispondeste, nei commenti di questo post, anche in forma anonima inserendo nome ed indirizzo mail di fantasia. Ovviamente il sondaggio è aperto a chiunque, potete segnalarlo per mail, sui vostri blog, o girarlo a vostra volta a conoscenti ed amici internauti.

1. Per quale partito/coalizione voterai? Nel caso sia diverso dal tuo voto nel 2006 indica per favore anche il precedente.
2. Quali sono le ragioni della tua scelta? Quali argomenti useresti per convincere un amico a compiere la tua scelta?
3. Quale sarà il primo provvedimento che ti aspetti dal futuro Governo? Quali le priorità urgenti che, se eletto, speri il tuo candidato metta all'ordine del giorno?

A voi la parola, con la speranza di leggere argomentazioni costruttive in sostegno di un'idea, pareri e analisi su questo o quel modo di vedere le cose, e forse, capirne un poco di più.
Giovedì 10 Aprile 2008
di Attimo · Categoria: Attualità, Politica · ore 16:57
Vota AntonioNon sono tra coloro che hanno apprezzato i toni pacati di questa breve e insipida campagna elettorale. Mi piacciono le sfide radicali, con toni decisi e anche coloriti, e questo insolito basso profilo propagandistico, senza colpi clamorosi a parte la "chiamata alle armi" di Bossi, mi ha francamente deluso. Soprattutto, non promette nulla di buono per il futuro prossimo.
Non sono nemmeno tra coloro che auspicano le famigerate Grandi Intese come unica e credibile soluzione per salvare l'Italia. Questa Italia è ovviamente già spacciata, e se ne può solo decretare la fine. Veltrusconi potrebbe soltanto impagliare il cadavere, l'imbalsamazione definitiva per qualcosa che non ha più niente da salvare, da perdere, perchè abbiamo perso tutto (prospettive, dignità). Ci hanno davvero preso tutto. Cosa volete che me ne faccia dei toni concilianti, del basso profilo, mentre il Titanic va a fondo?

Le maniglie non vanno lucidate, ma divelte. Poi posso convenire che c'è modo e modo, e sì, è possibile divelgere anche con pacatezza, serenamente (e qui già tradisco che modo ho scelto). Ma più che le convergenze, credo che ci sia bisogno di Divergenze Costruttive. Di proporre modelli chiari, distinti, ognuno con la sua personalità. C'è bisogno di scegliere, e non di lasciarsi scegliere, e di convincere. La conciliazione tra animali politici mi puzza tanto di manovra subdola, di ennesimo colpo di stato che mette in un angolo buoni e cattivi, gli illusi e i cinici, consegna altro terreno di manovra (oserei dire in modo quasi definitivo) alla politica. La Delega finale, che va oltre la delusione verso i partiti e partitini, che supera il bipolarismo a destra senza la freccia e ci consegna nelle braccia del Monopartitismo, per una lenta decadenza illuminata. Il vero dramma italico consiste proprio in questo disperato bisogno di scelta, quando non esiste nessuno di valido cui affidarsi. La vera sfida non è rappresentata dalla dicotomia risolvibilissima tra SB e WV, tra "principali esponenti degli schieramenti avversi", quanto tra chi vota e chi non vota. Entrambi destinati ad essere incompiuti: quelli che scelgono tra mille simili e speculari alternative, quindi di fatto non scegliendo nulla, e coloro che voltano le spalle e dall'altra parte ritrovano lo stesso vuoto cui dicono di no, solo con un sapore più facile da mandare giù. Cittadini armati di matite spuntate contro persone che smettono di essere ingannate. Senso civico contro coscienza pulita. Non vince nessuno, e mi fa quasi più incazzare della ormai certa vittoria di SB.

Un'idealista come me dovrebbe essere convinto sulla validità del non voto, ma il realista che c'è in me pensa che non posso sentirmi complice di chi farà vincere, un'altra volta ancora, SB. L'idealista che c'è in me capisce e apprezza gli illuminati che sono stanchi di vivere da persiani e scelgono di morire da spartani, esasperati dalla lampante evidenza che niente merita la loro crocetta. Che non c'è niente da salvare, da scegliere, da affidare speranze. Ovvio che è così, ed è solo la cecità, o l'ipocrisia, che ci può portare dentro una cabina elettorale italiana. Ma il realista che c'è in me si chiede che cosa ci guadagno io a restare a casa: niente. Si chiede che cosa ci guadagna l'Italia dal mio voto negato: niente. Si chiede che alternativa propongo: niente. L'idealista e il realista convengono che aggiungerei soltanto niente al nulla imperante e diffuso. Il niente dei discorsi buonisti di Veltroni, il niente del populismo meschino di Berlusconi, il niente di una sinistra imbarazzante, di un fascismo ridicolo, di un cattolicesimo straziante. Non voglio essere loro "complice". Piuttosto, preferisco essere complice di me stesso, e del mio "niente costruttivo". Visto che l'unica rivoluzione di cui sarei capace, partirebbe dal mio letto (cit.), domenica mi sveglierò, andrò a votare, voterò per il meno peggio, sì, ancora una volta, senza turarmi il naso ma comunque con enormi sensi di colpa, tornerò a casa a disagio sporco di grafite e di flebili illusioni, con la sensazione di essere stato meno egoista possibile. Di non aver capito fondamentalmente nulla, ma di avere voglia di continuare a provarci. Di sentirmi un tantino schizofrenico.
Sarà che mi piacciono le cause perse.
Mercoledì 9 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 17:28
Non è tanto Berlusconi che sceglie di spendere i suoi ultimi slogan prima del voto con cose fuorvianti tipo il test di sanità mentale per i pm o le dimissioni di Napolitano in cambio di una camera al Pd e chissà quali altre nei prossimi giorni.

La cosa triste siete voi che lo voterete ugualmente, tra quattro giorni, perchè avete sempre votato a destra e non voterete mai "per i comunisti" o per qualcuno che alla lontana proviene da quelle parti. Ecco questo mi dispiace e mi rattrista: che agli italiani delle parolacce e delle boutade del Cavaliere non gliene può fregare di meno. Non votano la serietà, non votano i programmi, ma votano sull'onda dell'entusiasmo che la politica sa suscitare. E Silvio più dice stronzate più la gente si esalta ed è felice.

E la gente che se ne frega di avere un premier "colorito" e "pittoresco" - diciamo così - in Italia, è maggioranza, punto e basta.
Venerdì 4 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 11:24
Giuro, non riesco a non guardare questa foto senza ridere come un matto. Silvio come un Marcel Marceau che mima lo svenimento. Se penso ai dolori che verranno tra pochi giorni rido meno ma al momento mi consolo così.

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D'altro canto, meno divertente ma pur sempre spettacolare per l'espressione e il contesto, su Corriere.it tra le foto della contestazione a Giuliano Ferrara guardate un po' chi c'è con le braccia alzate e la giacchetta radical chic? Chi indovina vince un invito a cena con lui. Aiutino: è un autore più o meno latitante di Ciccsoft :-)

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Giovedì 3 Aprile 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 19:57
Si vota, infine. Anche se esattamente mi sfugge l'incontro del ripescato d'urgenza alle elezioni con il candidato premier del Popolo della libertà.
Mercoledì 26 Marzo 2008
di Noantri · Categoria: Politica · ore 13:42
Siamo alla terza puntata di Minchiata Elettorale. [Prima puntata e seconda puntata] Stavolta è il turno dei Socialisti di Boselli. I socialisti, devo confessarlo, mi son simpatici, sarà che vedere il partito di Turati e Anna Kuliscioff ridotto ai minimi termini, mi fa tenerezza. Comunque, non mi faccio impietosire e parto alla ricerca della minchiata perfetta. La trovo già in uno degli slogan: 
All'Italia della 194: non sarai mai sola
[era la Lazio, che sul prato verde vola]

Poi ci sono i manifesti: "sono un operaio e sono incazzato". sono un ... e sono incazzato
[sono uno stronzo qualunque, e vi prego di mettervi in fila]

Poi leggo nel programma:
Se Turati nel 1929 sognava gli “Stati Uniti d’Europa”, oggi si possono sognare gli “Stati Uniti del mondo”
[a quando la fratellanza universale del sistema solare?]

vado avanti:
Un mondo senza tortura, senza sentenze capitali, senza censura né oppressione, senza doppi standard sui diritti umani tra Paesi ricchi e poveri sarà più sicuro, più ricco, più tollerante, multi-culturale e multi-etnico.
[ma anche no]

proseguo:
Occorre trasformare la perdita del lavoro da dramma a occasione di riqualificazione professionale.
[capito, caro Johnnydurelli!?]

insisto:
permettere alle persone transessuali di ottenere la rettifica del sesso con regole meno restrittive
[a Bosè, se ne stava interessando già Sircana]

e concludo:
L’Italia deve finalmente regolamentare tutti gli stranieri che hanno un lavoro stabile e che non hanno commesso reati.
[a Bosè: questo lo dice pure Fini] 
Minchiate elettorali, insomma, se ne trovano in tutti i programmi. Decidete di conseguenza. Nella prossima puntata, La Destra di Storace
Mercoledì 19 Marzo 2008
di Noantri · Categoria: Politica · ore 14:27
Cari amici, bentrovati alla seconda puntata di Minchiata Elettorale. [qui la prima] Oggi, come promesso, è di scena il Pdl di Berlusconi. Lui, lo sapete, è un vero artista della Minchiata, basti pensare a tutte quelle che ha infilato nelle ultime due settimane, quindi, pensavo, "non avrò problemi a trovarne nel programma". Mi sbagliavo, perché il programma è scritto per punti, per slogan, per missioni [dev'essere un fanatico di Ogame, il Berlusca]. Quindi, enucleare LA minchiata è stato un po' più difficile rispetto al programma del Pd, che invece è lungo e articolato [come abbiamo visto la volta scorsa, il fatto che un testo sia lungo e articolato, non lo mette affatto in salvo dalla possibilità che esso contenga una minchiata, anzi]. E dunque, stavo quasi disperando dalla mia impresa di cercatore conto terzi di minchiate elettorali, quando ho trovato questa: 
liberalizzazione delle telecomunicazioni e diffusione universale della larga banda
[mi stavo giustappunto chiedendo come mai mancasse il wireless nella Via Lattea]poi, scorrendo ancora il testo, mi sono imbattuto in questa:

 utilizzo delle Poste Italiane per servizi sociali a domicilio
[vista la lentezza, arriveranno quando sarete già in decomposizione]

 e ancora:

Contrasto all’insediamento abusivo di nomadi e allontanamento di tutti coloro che risultino privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza
[se siete disoccupati e la casa è intestata a vostra moglie che è francese, potete anche espatriare]

 e poi:

ripresa nella scuola, per alunni e insegnanti, delle "3 i": inglese, impresa, informatica
[un grande classico che ritorna. Peccato che i nostri ragazzi non sappiano una beata mazza di storia e di letteratura e che i licei per cui eravamo famosi son diventati delle ciofèche]

 e quindi:

legge quadro per lo spettacolo dal vivo (teatro, musica, danza) e per promuovere la
creatività italiana in tutti i campi dello spettacolo, dell’arte e della multimedialità
[questa gliela deve aver suggerita Uòlter: inciucio!]

 e infine, la più bella, la più esaltante, quella contenuta nello slogan:

Rialzati, Italia!
[c'è pronto un tacco finto anche per te].
Come vedete, la Minchiata Elettorale è sempre lì, in agguato, tra le righe. Basta leggere. Appuntamento alla terza puntata in cui sminchieremo il programma dei Socialisti di Boselli.
Venerdì 14 Marzo 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 16:08
Qualcuno scopre solo oggi che tra un mese si andrà a votare, e che a gennaio è caduto il Gogogoverno. Beata innocenza.
Martedì 11 Marzo 2008
di M.B. · Categoria: Politica · ore 18:12
Dice che le candidature del PD sono un primo esempio di traduzione concreta del “ma anche” veltroniano: l’imprenditore un po’ becero ma anche il sopravvissuto della Thyssen-Krupp, il teorico (uno dei teorici) dell’abrogazione dell’articolo 18 ma anche la precaria del call center. Mi pare invece che tradiscano, nella sostanza, un’inclinazione politica tutto sommato unidirezionale.
Lunedì 10 Marzo 2008
di TheEgo · Categoria: Politica · ore 00:34
Immagine%201.jpgVedendo scenari e dinamiche di un paese così vicino al nostro come la Spagna confesso di aver provato parecchia invidia questa sera. Spoglio rapidissimo, risultato limpido e netto, gioie, dolori, discorsi, ammissioni di sconfitte. Per non parlare dei confronti tv equilibrati e rispettosi tra Zapatero e Rajoy.
Qualcosa che qui in Italia, tra un mese, tra un anno, un secolo, non succederà mai. Ci affacciamo sullo stesso mare, non siamo più a sud, non si