
Silvio: No.
(due sono davanti alla tv. Uno ha il saio, l'altro no)
- Vedi, è questo il problema: guarda come appaio brutto...
- Brutto?
- Brutto.
- Ma brutto come?
- Guarda qui. Guarda che roba. Le rughe e quel pizzetto... Questi pensano che sono davvero un santino... La gente pensa... Io non lo so mica cosa si sono messi in testa questi scriteriati...
- E' una vita che la vedono così, signore. Lei è un'icona, prima di tutto. Lei è...
(l'uomo col saio si batte tutte e due le mani sulle guance. Con forza)
- Ma questa è la mia faccia, questa! Non quella del santino, delle figurine, delle bandierine, delle bandanine, delle iconine. Per chi mi hanno preso, tutti quanti? E per chi mi hai preso TU? T'ho chiamato apposta, non mi fare pentire...
- Però, signore, la guardi la gente com'è contenta... Come sono tutti... Tutti... Ecco, sereni. Sì: sono tutti sereni...
- Bof...
- ... Guardi, guardi i bambini, guardi gli anziani, le persone in carrozzella. Guardi! Guardi come fanno la fila, come aspettano pazienti il proprio turno...
(l'uomo col saio si dà una spinta coi piedi e la sedia su cui è seduto fa una piroetta all'indietro, allontanandolo dallo schermo)
- Ma stanno guardando un pupazzo. Un pupazzo di silicone...
- ... E poi guardi i giovani... Quante persone piene di felicità! Quanta gioia! Guardi quanta serenità, Padre! Quanta... Quanto...
- ... Quanto SILICONE! Quello un pupazzo di silicone è! Mettici una bambola gonfiabile e avrai la stessa gente "felice". Silicone per silicone...
- Padre, signore, ma lei deve pensare al fine, non al mezzo... Al mezzo ci pensiamo noi: è il nostro lavoro. Lei si goda soltanto i risultati.
(Padre Pio torna vicino al televisore trascinandosi coi piedi bitorzoluti avvolti da sandali)
- Credi che dovrebbe piacermi questo risultato?
- Con Gesù Cristo ha funzionato. Il Cristo rappresenta ad oggi la nostra maggiore soddisfazione. Lui ha avuto la lungimiranza di non curarsi dei mezzi ma di godersi solo del fine: ha lasciato fare a noi e adesso guardi...
- Io guardo e quello che vedo è una marea di ipnotizzati senz'anima.
- Ma è proprio questo il cuore della pubblicità, signore...
- Anima un bel niente! Guardali! Dico: guardali. Piangono! Ridono! Si strappano le vesti! E che ne sanno di me? Ecco tutto quello che sanno di me, ecco tutto quello che hanno: uno stupido, ridicolo, insulso fantoccio. (Il frate si alza dalla sedia e comincia a camminare in tondo. La sua figura è imponente, la voce leggermente afona, però severa. Il piccolo burocrate incravattato prova a seguirlo: si alza a sua volta, con il suo catalogo in mano, e cerca di assecondarne il passo)
- La gente ha bisogno di...
- Sì, sì: la solita storia: la gente ha bisogno di questo, la gente ha bisogno di quello e noi glielo diamo. Noi siamo qui apposta, eccetera eccetera.
- L'Azienda Chiesa, Padre...
- L'Azienda Chiesa...
- Lei è stato frate e sa che...
- Io sono stato frate perché sono cresciuto tra frati e istruito da frati! Fossi nato tra postini sarei diventato un postino.
Solo che il vincitore prendeva un milione di zloty, che sono meno di 300 mila euro. Una fregatura insomma.
Più o meno il sogno è iniziato così:

Rallegratevi! Abbiamo finalmente la lista completa dei candidati premier per questo Paese. Ripetete a voce alta e coglietene il significato: Primo Ministro, Presidente del Consiglio, Capo del Governo italiano. Mica cotiche.Ebbene potrete scegliere addirittura fra 12 personalità di spicco, sicuramente adattissime a guidare il Paese con sapienza ed efficienza. Esse sono:
- Silvio e Walter, evvabbè fin qui niente di nuovo. Li conosciamo entrambi fin troppo bene: uno è quello che strappa i fogli e svende il figlio, l'altro è quello che gira in pullman e prende le multe, che ha candidato un operaio, uno studente raccomandato, un vescovo, un navigatore, un pilota di formula uno, eccetera... pure il vostro vicino è coinvolto.
- Fausto Bertinotti, immarcescibile, verso la fine della carriera politica, sempre dritto come un fuso con i suoi ideali, il suo cashmere e il portaocchiali. Un Presidente d'esperienza.
- Pierferdi. Allo sbaraglio, con la Chiesa dalla sua parte, almeno quella con la C maiuscola, che il resto dei cattolici chissà dove sono finiti, un po' di qua e un po' di là. Fondamentale per votare le leggi, pecorella smarrita prossima al rientro all'ovile a urne chiuse.
- Daniela Santanchè, donna cazzuta come le facevano una volta, l'unica peraltro in corsa tra i big, e che per questo dovrebbe rappresentare da sola l'altra metà del cielo. Donna Daniela presidente assicurerebbe ministri quali Briatore, Smaila, Simona Ventura, e si configura quindi benissimo come candidata per chi vuol vivere leggero, tra reality e champagne.
- Boselli. Ah già, lo SDI che ora è diventato partito Socialista. Quello che fa campagna elettorale con le parolacce. Sono "incazzati neri", ma spariranno come lacrime tra la pioggia, come sempre del resto.
- Stefano Montanari, della lista "Per il bene comune", è uno che merita il vostro voto solo per l'intento. Lui non è corrotto, non cerca poltrone o privilegi da Casta. Non è di sinistra o di destra. Vuole il vostro bene, dei vostri figli. Uno così dovrebbe prendere il 99% no?
- Bruno De Vita, dell'Unione democratica per i consumatori, se eletto presidente, metterà una Coop ad ogni angolo, un Billa vicino allo stadio, alla farmacia, un'Esselunga a lato del benzinaio. I prezzi scenderanno per concorrenza, la frutta e il pane saranno finalmente un bene per tutti come l'acqua. Per un'Italia del benessere. Per un'Italia dalla parte di chi consuma. Ma chi produrrà più?
- Flavia D'Angeli, della Sinistra critica, è scettica su questa Sinistra arcobaleno. Lei aveva proposto falce e martello verde e tricolore per contentare tutte le anime della coalizione, ma han preferito quello stupido simbolo arlecchino. Fatela Presidente e renderà più critico il modo di far politica, senza quaraquaqua e poltrone facili. Discutiamone con lei.
- Stefano De Luca, del Pli, per chi si sente ancora liberale, ma non crede in Silvio e nella visione tutta sua di libertà tinta di azzurro. Cilindro Montanelli, da lassù, approverebbe?
- Marco Ferrando, del Pcl, se eletto presidente spazzerà via ogni dubbio. La salma di Trotsky verrà riesumata definitivamente e resa venerabile in Vaticano. I lavoratori costituiranno un governo popolare che occuperà simbolicamente il paese. Probabile l'instaurazione di un ministero per gli scioperi e un sussidio che accompagni i nuovi nati dall'età dell'asilo a quella dell'ingresso in fabbrica.
- Renzo Rabellino rappresenta infine la Lista dei grilli parlanti. Verbosità al potere. Se lo eleggerete presidente occuperà la fascia preserale dopo il tiggì parlandovi dei risultati del Governo, giorno per giorno, al posto delle estrazioni del Lotto. Beppe Grillo tornerà in tv con un varietà e condurrà Sanremo mettendo al centro tematiche sociali e letture di post ad alta voce tratti dal suo celeberrimo blog. Mantellini sarà finalmente ministro delle comunicazioni, Gianluca Neri quello degli spettacoli, Giulia Blasi delle pari opportunità. Un presidente per tutelare la rete e i suoi adepti, al grido di "più banda per tutti!".
E a ricordarmi che il 14 febbraio è la festa degli innamorati, ci ha pensato iTunes con una compilation creata per l'occasione. Infatti è 'na merda.
La mattina dell'8 gennaio 2008 i giornali titolarono a piena pagina la tragedia, mostrando una rara foto di Babbo Natale da giovane quando frequentava il seminario, con sotto la didascalia: "Babbo Natale ai tempi del seminario": in quella foto Babbo Natale assomigliava a Paul Newman da giovane, occhi azzurri tagliati sottili, naso prominente, maglioncino a V e mascella da attore americano. Tantissimi giornali, nelle pagine interne, riportarono anche un'altra foto, sempre risalente ai tempi del seminario, (fa sempre un certo effetto mostrare le foto dei morti ammazzati "ai tempi" di qualcosa) in cui Babbo Natale giovane posava insieme ad altri ragazzi giovani, del tutto simili a lui tranne per il fatto che nessuno di loro riportava, intorno alla faccia, lo stesso circoletto rosso che i grafici dei quotidiani gli avevano tributato per renderlo facilmente riconoscibile. Anche in quest'altra foto, questa del circoletto, la didascalia molto ovviamente ribadiva: "Babbo Natale quando frequentava il seminario".
Allora quella mattina dell'8 gennaio la disperazione nel mondo fu tale che in tutto il mondo piovve. Chi prima, chi dopo, (a seconda del fuso orario) la gente osservò attentamente quella foto, la foto di Babbo Natale da giovane, in particolare quella dove stava insieme agli altri cerchiato di rosso, rimanendo colpita dall'alone di predestinazione che quel volto portava. Nessun altro, in quello scatto, sembrava essere bello a tal punto, così convinto, così fiero, come Babbo Natale da giovane cerchiato di rosso. Sembrava quasi, nella foto, che Babbo Natale giovane se lo vedesse già intorno alla faccia il circoletto rosso che i giornali, un giorno nel futuro lontano, gli avrebbero disegnato attorno. E sembrava che anche tutti gli altri ragazzi del seminario presenti potessero vederlo e che per quello apparissero meno convinti, più sconfortati, perché tanto, qualsiasi cosa avessero fatto, con qualsiasi voto fossero usciti da lì, con qualsiasi ragazza si fossero presentati al ballo di fine anno, ebbene, il circoletto rosso non sarebbe toccato a loro.
I giornali, quell'8 gennaio 2008, ma anche tutti i giorni a venire, per almeno un anno, parlarono diffusamente di Babbo Natale, raccontando vizi e virtù dell'uomo più famoso del mondo subito dopo Gesù Cristo e Briatore. (secondo un sondaggio di Forbes. In verità Forbes propose anche un altro sondaggio che si trascinò dietro una buona dose di critiche, sondaggio che elesse Babbo Natale secondo uomo più ricco del pianeta subito dopo Putin e i fondatori di Google) Arrivarono settimane atroci per la televisione e per il senso generale dell'inverno: la Borsa crollò pesantemente e "The Economist" scrisse che la morte di Babbo Natale si poteva paragonare, per gravità fiscale, al post 11 settembre. Naturalmente i più colpiti dal lutto furono i bambini: anche quelli che, da anni, avevano perduto la fede nella figura di Babbo Natale, tornarono improvvisamente praticanti e alla fine se ne contarono a milioni nei vari funerali che furono organizzati. (fu deciso che un solo funerale non sarebbe mai bastato a soddisfare la richiesta e, per questo, ne furono preparati 466 sparsi per il mondo: dove fossero realmente le spoglie di Babbo Natale non fu mai rivelato, così che tutti potessero segretamente covare il sogno d'aver scelto il funerale giusto e raccontarlo agli amici o nelle interviste televisive. Quelle giornate di grande unione e fratellanza furono chiamate dai media: "L'ultimo regalo di Babbo Natale". Sei milioni di T-Shirt furono stampate e vendute in poche ore)
Uno dei problemi principali fu che il cadavere tagliato a pezzi di Babbo Natale venne rinvenuto disgraziatamente nei pressi di una Moschea. Vennero perciò mesi difficili per gli islamici di tutto il pianeta: l'Italia, in particolare, si fece portavoce di una moratoria per ristabilire con "urgenza assoluta" la pena di morte. La moratoria fu approvata con grandissimo calore e in una dichiarazione, forse troppo affrettata, Prodi propose di dichiarare illegali tutte le persone di sesso maschile con la barba lunga e che avessero almeno un'acca nel nome o nel cognome. In più la Lega Nord si fece portatrice di una proposta, acclamata sulle rive del Po in uno storico giorno di febbraio alla presenza di 400 bifolchi, quattro vacche e sedici maiali coi paramenti sacri, secondo la quale proposta, chiunque fosse in grado di elargire informazioni sul presunto killer di Babbo Natale (che per comodità tutti cominciarono a chiamare Mohammad) avrebbe ricevuto una cifra in danaro pari al suo peso. (il primo a presentarsi fu sorprendentemente Giuliano Ferrara)
– Ciao! Ci siamo già visti?
– Può darsi... Tibet? Duecento anni fa?
– Ciao! Come ti chiami?
– Dalai Lama.
– La dai cooosa?
– Ciaobbella! Ti hanno mai fatto raggiungere il Nirvana?
– Ogni giorno. Cinque volte.
No, non funzionerebbe mai. Litigare con una donna il cui nome significa "Oceano di saggezza". Già vogliono avere sempre ragione...
Pronto a uscire il nuovo film di Sylvester Stallone. Tornerà a vestire i panni di Rambo. In questo episodio John Rambo, stanco dei continui soprusi dei suoi compatrioti verso i reduci di guerra, decide di autoesiliarsi in un paese più tranquillo. La Jugoslavia. La situazione però degenera e Rambo capisce che è meglio cambiare aria. Afghanistan. Ma i suoi ex-colleghi americani, ancora rancorosi nei suoi confronti ("Hai fatto un film dove liberavi l'Afghanistan dai russi e la lasciavi nelle mani dei talebani, complimenti!", era il 1988), arrivano anche lì. Costretto a fuggire, John trova riparo nel deserto. È l'Iraq.
Di lui si perdono le tracce per diversi anni, fino ai giorni nostri, quando il colonnello Trautman riceve una cartolina dal suo vecchio amico. "Qui fa caldo, ma almeno non ci bombardano. Bacioni dall'Iran, John Rambo".
Vive nell'ombra. Spesso indossa una maschera e corteggia la Stella della Senna. Il più famoso di loro è il Tulipano nero, ma non era reperibile. Troppo impegnato a scrivere le interviste di un famoso presidente. Americano. L'altro è Simcam. L'ultimo suo impegno è stato sostituire Luigi Berlusconi per la rivista Style.
Ecco alcuni stralci dell'intervista rilasciata dal finto Luigi per il mensile del Corriere.
Cinema. Neanche David Linch ha capito Inland Empire.
In Canada è stato scoperto un dinosauro gigante. L'avevano dimenticato in cantina. Un paleontologo ha capito che quel mucchio di ossa appartenevano allo stesso esemplare e, se ricomposto a dovere, poteva ancora votare al Senato italiano.
Tom Cruise dev'essere un rompipalle mostruoso.
Elezioni USA. A un anno dal voto si fanno i nomi per il prossimo successore a George Bush. Potrebbe essere una donna, Hillary Clinton, un nero, Barack Obama, un italoamericano, Rudolph Giuliani, o un cartone animato, Homer Simpson.
Arte. Liz Taylor ha venduto il ritratto di Andy Warhol dipinto da Hugh Grant.
Lo studente finlandese, prima di massacrare mezza scuola, pubblicava video deliranti su YouTube. Amanda Knox e il suo fidanzato avevano entrambi un blog. Salvatore Lo Piccolo postava i pizzini su Ciccsoft
Ci implorerai, vi prego-vi prego-vi prego, di non essere razzisti? Ah, ma oggi come oggi bisognerebbe chiamarsi Ghandi per non essere razzisti: non lo vedi come siamo messi? Nientemeno, non possiamo più uscire di casa tranquilli e tu vorresti farci credere che dovremmo mantenere la testa sulle spalle? Ma smettila: hai esaurito i crediti, caro romeno. Per noi siete tutti delinquenti, assassini, ladri di borsette e violentatori di donne: accampati in quelle baraccopoli; accattoni, romeni e molto spesso rom, nomadi, zingari, zigani, gitani che mandate in giro i vostri figli a rapinare nelle metropolitane. E pensare che sarebbe così facile: basterebbe bruciarvi tutti! Non vorrete mica chiedere a noi, figli di Roma e figli d'Italia, d'essere sereni nel giudizio? Non più: avete reso il buio della città nostra un luogo insicuro, avete violentato le nostre donne, le avete uccise e lanciate nei fossi insieme al letame e ai funghi marci e vorreste chiederci di darvi un'altra possibilità? Lasciate a noi la libertà di maltrattare le donne nostre: siamo sufficientemente bravi ad insultarle tutti i giorni e a limitarne ogni pretesa di carriera in nome di un legittimo maschilismo. Fatevi gli affari vostri. Pensate a rubare i borsellini, ché per il falso in bilancio il talento è italiano.
Insomma, caro romeno, adesso che l'hai fatta grossa una volta di troppo - e sfiga t'ha detto che il marito della morta era pure uno piuttosto di conto - non chiederci di non fare di tutta l'erba un fascio. Lo facciamo eccome, il fascio: assassino tu, assassini tutti gli altri simili tuoi. Perché non spetta a noi, arrivati a questo punto, fare un passo indietro, ma a te. Spetta a te convincerci che stiamo sbagliando, spetta a quelli della gente tua venirci a dire no, guardate, non siamo tutti così. Ecco come ragioniamo noi e fattelo andare bene: di tutta l'erba facciamo un fascio e non ci rompere i coglioni. Vieni, romeno, vienici a convincere ma senza esagerare: dieci, quindici metri di distanza andranno più che bene. Hai visto mai...
Perché caro romeno, se vuoi sapere noi come la pensiamo, ebbene, dovresti avere l'eleganza di andartene. Non dire che non te lo puoi permettere, perché con Ryanair ti costa giusto il lavaggio di un vetro al semaforo. Vattene, caro romeno: prima che il corpo mezzo svestito di Giovanna nel fossato renda troppo chiaro il concetto che la colpa, qui, è tua ma soprattutto MIA.
Viveva in quel tempo un uomo di nome Sansone, dotato di una forza straordinaria e di una verga dalle dimensioni titaniche. Egli sapeva il fatto suo, ma anche quello degli altri e questo dava fastidio sopprattutto ai Filistei, che erano un popolo molto riservato e la cui regola principale era: fatti i casi tuoi! Essi, adirati con Sansone, gli dissero:" Fatti i casi tuoi!" ma lui rispose:" Ah!.." e basta. Una sera Sansone rientrò e trovò la sua compagna Dalila che gli disse:" Vieni a tavola che sennò si freddano i sofficini", egli si sedette, mangiò, ma dopo la prima boccata si sentì male e svenne. Al suo risveglio scoprì che Dalila lo aveva tradito e che i Filistei gli avevano tagliato i capelli, allora infuriato disse: "Cretini, la mia forza non sta nei capelli ma nei peli delle ascelle!", quindi prese i Filistei uno per uno, li intinse nella pece, li cosparse di piume e li lanciò nella riserva dove un gruppo di cacciatori li riempirono di fiondate. Alla sera vennero serviti con la polenta alla sagra paesana.
Parola di Dio.
E' la proposta shocking avanzata dal viceministro dei trasporti Cesare de Piccoli, per ovviare al problema dei burloni all'autovelox, che sfrecciano a 300 kmh mostrando i glutei (non di rado i propri) e coprendo la targa con una mano, o con gli stessi glutei, riducendo così una foto di ordine pubblico in un pessimo prodotto di erotismo outdoor.La legge è passata con 145 votanti favorevoli e due pressappoco. Entrerà in vigore non appena posso, ha fatto sapere il viceministro. Intanto tutti i possessori di autoveicoli dovranno presentarsi alla motorizzazione locale entro le 21:00 di oggi, dove verrà loro tatuato un codice segreto di riconoscimento. In pratica si tratta di una stringa alfanumerica di 8 caratteri, abbastanza grande da essere leggibile fino a 100 mt. Quando il goliardico automobilista mostrerà i glutei all'autovelox, sarà facile risalire immediatamente ad esso, e multarlo, oltre che per eccesso di velocità, per danni pornografici ai danni dello stato e dell'A.N.A.S.
ha detto con un certo autocompiacimento il ministro
In quel tempo Noè fu chiamato da Dio, anzi Dio gli mandò un messaggio perchè non aveva soldi e Noè lo richiamò. Si diedero appuntamento dalla "Gigina" dove mangiarono castrato e discuterono amabilmente di calcio. Alla fine della cena Dio disse:"Noè, devi farmi un favore", "Dimmi" rispoe Noè, "Devi costruire un'arca con la quale porterai in salvo ogni specie di animale" spiegò Dio; e Noè chiese:"Perchè?","Perchè gli uomini sono sporchi, non si lavano abbastanza. Allora ho deciso di far piovere un pò di giorni così si puliranno". Noè costruì l'arca come Dio gli aveva indicato, usò il legno migliore, la colorò con la vernice gialla fosforescente e installò un impianto radio da un milione di watt. Alcuni giorni dopo Dio fece uno squillo a Noè e questi capì che era ora di partire, quindi caricati tutti gli animali si mise in viaggio. Dopo 100 giorni di pioggia, Noè, che ne aveva pieni i maroni, fece uno squillo a Dio ed egli rispose mandandogli un MMS con la foto di un ramoscello d'ulivo. Dapprima Noè pensò che Dio votasse Prodi, poi capì che la pioggia stava per finire; ed infatti la pioggia cessò e Dio, come segno di pace tra lui e gli uomini, regalò a Noè un portachiavi a forma di arca.
Parola di Dio.
: che succede se montezemolo scende in politica?
: brum!... brum!... pit lane... shell... shell... dollars & dollars... yuppie... yee... yuppie... yaa... marlboro... pit stop... e schumacher ministro degli esteri.
In quel tempo, Dio parlò ad Adamo ed Eva e disse: "Tutto quello che vedete intorno a voi è vostro. Potete dare un nome ad ogni cosa, tranne al cercopiteco perchè quello l'ho già scelto io: mi fa ridere un casino! Potete interagire con ogni animale, ma non chiedete alle scimmie perchè hanno il sedere pelato: non me l'hanno ancora perdonato. Potete mangiare tutti i tipi di frutti tranne quelli che crescono su quell'albero laggiù"; "Perchè?" chiese Adamo; "Sono fatti miei!" rispose Dio bevendo un amaro. La notte successiva, il diavolo vestito da serpente si insinuò nell'Eden, andò da Eva e le disse: "Se mangi uno dei frutti proibiti potrai fare la valletta a Buona Domenica"; essa però era troppo bassa e non arrivava ai frutti. Allora chiese aiuto ad Adamo, dapprima egli si rifiutò di aiutarla, ma quando seppe lo stipendio che prendono le vallette di Buona Domenica si lasciò convincere. Un istante dopo che l'uomo ebbe strappato il frutto, all'ingresso del paradiso terrestre si palesarono il pm Woodcock e quattro poliziotti che arrestarono Adamo, Eva e il serpente; i tre non poterono mai più ritornare all'Eden.
Parola di Dio.
In principio era il caos e Dio non riusciva a dormire. Egli, in preda a forti allucinazioni dovute all'abuso di valium, decise allora di mettere ordine e creò l'universo; e vide che era cosa buona. Lo realizzò di dimensioni infinite, per dimostrare agli amici del bar che l'infinito esiste. Il secondo giorno Dio masticò una chewing-gum, ne fece una pallina e creò la terra; e vide che era cosa buona. Il terzo giorno, il Signore cosparse la terra di tanti tipi di piante; e vide che era cosa buona. In realtà egli avrebbe voluto seminare solo canapa ma quando mostrò il progetto agli amici andò tutto in fumo. Il quarto giorno Dio creò gli abitanti di tutti i mari e vide che erano cosa buona, sopprattutto se fatti alla griglia con un pò di limone. Il quinto giorno fu la volta degli animali terrestri; ed egli vide che erano cosa buona. Il sesto giorno, Dio creò l'uomo e vide che era cosa buona. L'uomo però si sentiva solo e per evitare che diventasse cieco, il Signore prese una delle sue costole e creò la donna. Inizialmente rimase perplesso dalla sua nuova creazione, ma quando vide il calendario della Santarelli capì che era cosa buona. Il settimo giorno finì l'effetto del valium, Dio decise allora di prendersi il meritato riposo ma prima di addormentarsi si chiese:"Ma il buco nell'ozono ci andava sì o no?!".
Parola di Dio.

Il gadget shop







Categoria: 