- non siete ancora stufi di manifesti elettorali taroccati;
- volete sapere anche voi quello che ora sa Locke;
questa è per voi.
Primo ospite: Luciano Moggi. Lucianone è in tour promozionale del suo libro "Un calcio nel cuore" (nel cuore, eh?) (edito da Tea) (se vi stavate chiedendo chi ha avuto il coraggio di farlo) in cui cerca di rivalutare la sua immagine. Il risultato è quello di far sembrare meno cattivi anche i grandi dittatori del novecento. La Bignardi si è un po' risentita quando Moggi si è offerto di farle vedere fuori onda come riusciva a telefonare e pisciare nello stesso momento.
- Il caso è serio.
- Certo ma…
- Niente ma. Il caso è serio.
- Tu che ne pensi?
- Di culo...
- Sì ma di culo come?
- Che vuol dire "di culo come"?
- Vuol dire "di culo come". Vuol dire questo. Significa: come lo dobbiamo inquadrare questo culo?
- E appunto! Un culo come vuoi che si inquadri? Di culo! Le fai girare, metti un videowall, non lo so!
- Non funziona...
- Cosa non funziona?
- Il videowall...
- Per Dio, era tanto per dire. Un videowall per inquadrare il culo. Le fai girare, fai venire la giuria... Un modo si trova...
- Te l'immagini?
- Cosa?
- Mike che fa girare 45 miss di culo?
- ...
- Diventa comico... E noi non vogliamo l'effetto comico.
- E quindi?
- ...
- ...
- Non lo so... Serve un'idea.
- Siamo qui apposta.
- Sì ma serve un'idea per la stesura della prossima scaletta, vale a dire entro questa sera...
- Merda...
- Già.
- Che dice il Direttore?
- Che vuoi che dica...
- Che dice?
- Niente dice. Come sempre. Sta di là a farsi i bigodini o quello che cazzo fa tutte quelle ore in sala trucco…
- Merda.
- ...
- Potremmo...
- Cosa?
- No, niente.
- Dimmi.
(Fuori, intanto, crolla a terra un uomo. Un laureato suicida dal settimo piano: non ne poteva più di un contratto a tempo determinato da 650 euro lordi)
Tra l'altro su La7.
Qualcuno di Mediaset e Rai abbia il coraggio di venire qui e spiegarmi perché ogni sacrosanto anno trasmettono film come Pretty Woman e Ghost e invece i capolavori o non passano mai (come in questo caso) o vengono relegati alla terza serata anche se in prima visione assoluta (cito come esempi Magnolia e Eyes Wide Shut, che sono assolutamente da vedere nonostante l'ingombrante presenza di Tom Cruise).
Quando la registrazione sarà disponibile, comparirà a fianco il link al file video (in formato ipod, quindi mp4, di ottima qualità) e sarà possibile scaricarlo comodamente sul proprio pc. La sciccheria è la possibilità di iscriversi al podcast personale delle proprie registrazioni, per essere aggiornati sulla disponibilità dei video via feed.
Di fatto, il videoregistratore potrà sopravvivere solo per registrare un'eventuale comparsata del parente su una tv locale a caso, o riguardarsi il filmato della comunione dell'amico quando portava ancora gli occhiali tondi, per deriderlo in allegria. Un servizio così (i cui autori sono sconosciuti ma va loro gratitudine infinita) dà la carne a i vari servizi di "webtv" che tentano di mettere in un angolo l'ancora potentissima televisione tradizionale. Se infatti questi esperimenti 2.0 mi lasciano un pò freddino, dato che qualsiasi cosa etichettata 2.0 ha il vizio non trascurabile di mettere in secondo piano una stupidaggine come i "contenuti", Faucet invece è la genialata che garantisce lunga vita ad entrambi i due media. Amen.
(Grazie a Corso Sempione 50 che ci ha illuminato)
12 apr 10:14 Rai: Cappon, "Limitare compensi frena campo d'azione" ROMA - "Limitare i compensi agli artisti non moralizza, significa soltanto limitare il campo d'azione della Rai". Lo ha detto il direttore generale di Viale Mazzini, Claudio Cappon. Con una metafora calcistica Cappon ha spiegato: "A parte il caso pietoso di quanto accaduto alla Roma, e lo dico da tifoso romanista, non puoi vincere il campionato di serie A con lo stipendio da statali. Non e' pensabile che una squadra possa essere la prima retribuendoli con 100 mila euro all'anno". (Agr) -
Ovviamente è proprio qui che Cappon rivela la sua concezione di servizio pubblico, tanto per cominciare con l’appello al sano realismo che considera centomila euro l’anno come noccioline. Ma sorvoliamo. Concezione vecchia, dicevo: come quella dei suoi predecessori. Per Cappon la RAI deve essere competitiva (con Mediaset e altri). Per poterlo essere, deve attrarre pubblicità. Per attrarre pubblicità deve livellare verso il basso, cioè fare programmazione di massa. E naturalmente le galline dalle uova d’oro, quelle che ti mettono a sedere di fronte alla TV miliardi di italiani, costano parecchio. Quindi, a parte la solita pietosa, noiosa, scontata e offensiva metafora calcistica, Cappon si sdraia letteralmente su un paradigma che come minimo abbiamo già visto, e che nella migliore delle ipotesi ha contribuito a rendere il servizio pubblico la stessa fogna culturale della programmazione Mediaset. Qualche ipotesi invece che sparare sempre e solo a zero? Vediamole:
Sono anni che usano lo slogan del sapore vero e un paio di tristissimi spot.
Alla Montenegro sanno che il target è costituito da uomini tradizionali e quindi pensano che la pubblicità con l’aeroplano e i rudi quarantenni soddisfi chissà quale prepotente bisogno maschile. L’equazione è presto fatta, perché in Italia non occorre essere sofisticati, sempre per quel moderno principio che vede nello stomaco l’organo ricettivo per eccellenza, invece che il cervello. Dunque l’amaro lo bevono gli uomini e bisogna fare una pubblicità per uomini. Nello stesso tempo (mi par di vederli nelle stanzette del marketing), occorre alzare il livello di percezione del prodotto (vedi Sambuca), puntare a un target più sofisticato di quello dell’osteria del paese, frequentata dai cacciatori della domenica. E allora puntano al “machismo illuminato” di Salvatores: quello del gruppo di amici (o del contingente militare), con tanto di cameratismo, sostegno virile e via dicendo. L’amico nel deserto cui si rompe il camion, la missione spericolata, il salvataggio. Intorno al falò, quelle inesistenti figure prototipali, si danno pacche sulle spalle: hanno la barba di una settimana, caldi maglioni e bevono amaro.
Ieri sera è andata in onda su Raiuno la tanto chiaccherata fiction su Marco Pantani, Il Pirata. Realizzata solamente 3 anni dopo dalla morte, ha compresso in 100 minuti l'intera vita del mito ciclistico contemporaneo. Ora, io di fiction ne guardo in media 0 all'anno, e mi sono prestato alla visione unicamente per motivi di affetto e devozione a colui che ha saputo mettere in scena spettacoli epici, ma sono rimasto alquanto perplesso (come Daveblog) sullo stile e la qualità del film. Le fiction che mietono milioni di spettatori ogni settimana hanno tutte quel livello di qualità lì? Nessun approfondimento sulle vicende, tutti i fatti impilati uno dietro l'altro così, quasi come si riempie una piadina (per l'appunto...) con un montaggio elementare e una sensazione di piattezza generale che sembrava quasi banalizzare un complicato personaggio come Pantani. Uno che in bicicletta era un dio, molto meno quando venne pizzicato e dovette fare i conti con salite ben più dure dell'Alpe d'Huez. Un'occasione sprecata, anche per risolvere una volta per tutte l'ambiguità ("ma si dopava o no?" è la domanda che serpeggia sia nel film che nello spettatore) che intaccherà per sempre il Mito.
Se avessero mandato un filmato con le sole immagini delle vittorie commentate da De Zan, sarebbe stato probabilmente più coinvolgente e meno retorico. Ma l'Uomo Pantani dove lo mettiamo, potrebbero replicarmi gli autori della fiction? Forse sta tutto in quell'aforisma simbolo della vita del Pirata ciclista, che è stato infilato così in fretta da banalizzarlo e renderlo quasi uno slogan vuoto, una citazione di se stesso: l'amico gregario gli chiede perchè va forte in salita anche quando non ce n'è bisogno, e il Pirata serafico risponde: per abbreviare l'agonia. Lo stesso concetto lo applicò, probabilmente, nella solitudine di in una camera d'albergo la sera di San Valentino.
Ha avuto la consapevolezza, prima di accasciarsi, di quel che gli stava capitando. Silvio è così, non gli sfugge nulla, e riesce elegamente a chiosare sul collasso imminente:
Il fenomeno che sta colpendo il mondo è giusto sin qua. Fino a Bologna. Fin dentro alla mia stanza.
Il Dottor House è stato qui...
cui il concorrente che bestemmia in diretta si macchia di una mancanza di rispetto verso il pubblico talmente grave da meritare l'eliminazione dal gioco. Sia chiaro, quindi, fin dall'inizio, a tutti i concorrenti: questo è un paese cattolico. Potete picchiarvi, insultarvi, minacciarvi, accoppiarvi, tradirvi, fumare, drogarvi, dare prova della vostra totale ignoranza, lanciare messaggi fortemente diseducativi. Ma bestemmiare no, se no ci offendiamo.Ora, se all'eliminazione dal reality facesse seguito l'eliminazione del bestemmiatore dalla televisione, il ragionamento - per quanto ridicolo - avrebbe un filo logico. Si dice: la bestemmia è una cosa così grave e offensiva (più di tutto quello sopra) che te non metti più piede in tv. La cosa, per quanto degna di uno stato khomeinista, avrebbe un senso. Dato che, però, il bestemmiatore la settimana successiva all'eliminazione fa il suo ingresso da star in studio e da lì in poi sarà ospite di mezzo palinsesto della rete, sorge qualche dubbio.
Sembra quindi che la bestemmia in tv sia una cosa talmente grave ed offensiva che per il bestemmiatore la sua conseguenza più appropriata e proporzionata sia l'eliminazione da un gioco televisivo. Quindi, cari bacchettoni e moralisti che state corrodendo peggio di un cancro questo paese (e magari ieri stavate pure a Verona), sappiate che state dicendo all'Italia che bestemmiare è una cazzata, e se bestemmi rischi - nella peggiore delle ipotesi - di essere eliminato da un reality show. Mi fate un po' schifo, se non si era capito
Voglio dire: ci siamo rassegnati tutti allo sdoganamento di Alessandra Mussolini, trasformata in fenomeno televisivo onnipresente e onnisciente nonostante le idee e le azioni sue, del suo partito e di suo nonno?
I sottotitoli in italiano della prima puntata della terza stagione sono qui.
many thanks to Notuno. Subtitle from Itasa.
Vasco Rossi si ravvede:
E dire che in una delle canzoni utilizzate, Senza parole, lo diceva che la televisione gli stava rubando il tempo. Non so, non è mai troppo tardi ad accorgersi di stare sbagliando (sempre se la parola "sbaglio" è la più appropriata), ma farlo ora, dopo che il portafoglio si è riempito a dovere, e non prima, stona un po'. Ora mi farebbe piacere, ma sono molto dubbioso al riguardo (conoscendo il personaggio che sostiene che la vita è sua e che gli altri si possono tenere i consigli ecc.) che pure Ligabue avesse il coraggio (per certi personaggi così nazionalpopolari è quasi un atto di coraggio, andare contro l'andazzo commerciale) di ammettere che infilare proprie canzoni nello spot non è "sentimentalmente" il massimo...
Caro Giorgio Panariello, il tuo festival finalmente è decollato: due battute di Pieraccioni, un nuovo (?) personaggio (?) di Verdone (?) e un wrestler in bermuda. Forse oggi l’auditel ti darà quel respiro che ieri sulla terrazza di Vincenzo Mollica sembrava mancarti quando hai annunciato che non saresti salito sul palcoscenico di Sanremo in polemica con le critiche eccessive che ti sono piovute addosso. Sei stato così credibile che ci ho creduto: bel colpo, mi son detto. Quello che ci vuole in certi casi è un colpo di teatro eclatante. E basta con quest’auditel. Lui è convinto di quello che sta facendo, difende i suoi 9 autori e lo scenografo da premio oscar, si prende la responsabilità di tutto (canzoni comprese) e dice che non ci sta. Bravo Panariello! Sciopero di protesta contro tutto e tutti. Ho continuato a dire bravo Panariello quando ho visto che ad iniziare la terza serata c’era Pieraccioni. Mi son ridetto: poi ci sarà la Cabello (che tanto le sere precedenti ha già condotto lei) e Ilary Blasi e le 4 modelle e le canzoni e aleggerà per tutta la sera il fantasma di Panariello. Bravo Panariello! Non è facile di questi tempi trovare qualcuno che mantiene una promessa fatta in diretta su Raiuno. Dopo le due battute di Pieraccioni però le mie certezze hanno cominciato a scricchiolare. Sei apparso di spalle nei panni di un tuo nuovo (?) personaggio (?): un certo Cateno, fratello di Pieraccioni innamorato di Ilary. Caro Giorgio Panariello, anche se un po’ deluso dalla tua apparizione ti ho dato un’altra chance: bravo Panariello, non ti sei presentato nei panni del presentatore inamidato ma farai tutta la puntata con i tuoi personaggi di sempre. E’ in questi casi che si vede il marsupio! Bravo Panariello! Anche questa è una forma di contestazione contro tutto e tutti. Niente da fare. Pochi minuti dopo eri di nuovo con l’abito da sera ad ascoltare gli sms bambineschi letti dalla Cabello. Peccato. Caro Giorgio Panariello, quando tirerai le somme di questo disastroso Sanremo, mettici pure di essere stato criticato con motivazioni inattaccabili anche da Paola Perego e dai suoi opinionisti di Verissimo.
Caro Piero Angela, un sondaggio tra i lettori del Corriere della Sera on-line dice che saresti il moderatore ideale per il faccia a faccia tra Prodi e Berlusconi (è stato stabilito che deve essere un giornalista Rai). Sembra che ci voglia un divulgatore come te per farci capire quello che dicono. Ne sei lusingato anche se declini l'invito: "Lascio volentieri questa gatta da pelare a qualcun altro. Ognuno deve fare il suo mestiere, io ne faccio un altro" (corriere.it del 15/2/06). Nel sondaggio (107.089 votanti) hai raccolto il 26% di consensi dando distacchi abissali ai giornalisti politici: 3 punti a Giovanni Floris, 24 punti a Clemente J Mimun, 16 punti a Lucia Annunziata, 14 punti a Bianca Berlinguer, 15 punti a Antonio Di Bella, 25 punti a Mauro Mazza (per il direttore del Tg2 lo 0,97% di voti). Caro Piero Angela, solo il 9.15% dei lettori vorrebbe Bruno Vespa a condurre il faccia a faccia. Ma non credo che Vespa se la prenderà; tanto alla fine almeno uno glielo faranno condurre. Forse sarà più preoccupato per quel 3.55% che ha votato per Gigi Marzullo. Io lo vedo bene come conduttore del nuovo Porta a Porta.
Caro Piero Angela, un sondaggio tra i lettori del Corriere della Sera on-line dice che saresti il moderatore ideale per il faccia a faccia tra Prodi e Berlusconi (è stato stabilito che deve essere un giornalista Rai). Sembra che ci voglia un divulgatore come te per farci capire quello che dicono. Ne sei lusingato anche se declini l'invito: "Lascio volentieri questa gatta da pelare a qualcun altro. Ognuno deve fare il suo mestiere, io ne faccio un altro" (corriere.it del 15/2/06). Nel sondaggio (107.089 votanti) hai raccolto il 26% di consensi dando distacchi abissali ai giornalisti politici: 3 punti a Giovanni Floris, 24 punti a Clemente J Mimun, 16 punti a Lucia Annunziata, 14 punti a Bianca Berlinguer, 15 punti a Antonio Di Bella, 25 punti a Mauro Mazza (per il direttore del Tg2 lo 0,97% di voti). Caro Piero Angela, solo il 9.15% dei lettori vorrebbe Bruno Vespa a condurre il faccia a faccia. Ma non credo che Vespa se la prenderà; tanto alla fine almeno uno glielo faranno condurre. Forse sarà più preoccupato per quel 3.55% che ha votato per Gigi Marzullo. Io lo vedo bene come conduttore del nuovo Porta a Porta.
E' iniziato il Grande Fratello e i blog si tuffano a pesce, dopo qualche periodo di incertezza e noia tra la fine dell'Isola dei famosi e il nuovo format affidato alle cure amorevoli delle tette della Marcuzzi. Tra proclami patetici (ma chi me lo fa fare non avrei mica voglia, no!):e minacce di invasioni di cavallette in streaming:
Se non avete di meglio da fare (e questo è un problema vostro), non perdetevi la puntata.
Se avete di meglio da fare, rimandate, che ne vale la pena.
solo per citare due tra i più autorevoli blog che vivono di pane e reality show, da oggi troverete dunque argomenti su argomenti per i vostri post quotidiani o per le vostre letture fuffarole.
Noi, che non vogliamo certo essere da meno ma non possiamo permetterci di seguire un'intera puntata del Grande Fratello (almeno non dopo 5 anni che ne sorbiamo passivamente il fumo) vi proponiamo soltanto questo beneaugurante blob di inizio trasmissione. Le conclusioni poi, le tragga ognuno a casa sua.
P.S. I nomi sono omessi per evitare figuracce ulteriori.
Sembra che sul set della seconda serie di Lost ci sia una certa allegria.Ana Lucia e Libby (ovvero Michelle Rodriguez e Cynthia Watros) sono state le prime a farne le spese ma - a giudicare dalla piega che prende questa second season, puntata dopo puntata - qui non si esclude che J. J. Abrams possa essersi unito al festino.
Cara Elisabetta Canalis, da lunedì sostituirai Michelle Hunziker nella sit-com Love Bugs. Ti sarà impossibile farla rimpiangere. Con tutto il rispetto per il suo Alex l'ariete tu stai lavorando ad Hollywood: "Ho lavorato in The Decameron, un kolossal di De Laurentiis, io sono sister Gabriella, una suora tentatrice, ma niente di boccaccesco. E' stato istruttivo vedere come lavorano gli americani. Poi ho frequentato un corso di recitazione a Los Angeles, lezioni private e intensive per un mese e mezzo, erano le mie vacanze (La Repubblica.it, 21/11/05). Cara Elisabetta Canalis, negli spot di Love Bugs 2 ti siedi accanto a Fabio De Luigi in aereo e gli chiedi con intensità "Questa è la prima classe?" per poi tornare in classe economica. Cara Elisabetta Canalis, lunedì sera non rischiare; non ti chiedere se sei in prima serata.
Nel giorno del primo anniversario da quando non è più direttore del Tg5, Mentana ha dichiarato stasera al suo ex-condirettore Sposini: "Io penso che prima di irridere il calcio bisogna raccontarlo. Poi dopo si può anche scherzare. Pensa se le grandi trasmissioni satiriche arrivassero al posto di ciò su cui sferzano e irridono, non avrebbe nessun senso. Se ci fosse solo Mai dire Grande Fratello e non Il Grande Fratello di cosa si riderebbe o discuterebbe o ci si indignerebbe. Se ci fosse la satira su Berlusconi e non ci fosse Berlusconi. E così anche il calcio". Caro Sandro Piccinini, leggo che la Vanali tornerà a fare l'inviata sui campi, la Gialappa's tornerà a fare solo Mai dire lunedì e gli spot bancari e che tu collaborerai con la nuova Serie A di Mentana (Corriere dello Sport di oggi). Caro Sandro Piccinini, ti è successo come a Bonolis. Mentre gli dicevi che "troppa luce può dare alla testa" non potevi sapere che avresti lavorato insieme al suo sostituto.
Caro direttore generale della Rai Alfredo Meocci, oggi su Raidue si è consumato uno dei riti più significativi dell'Isola dei Famosi.Al termine della prova ricompensa, gli isolati si sono tuffati con la faccia dentro alla ricompensa: bucatini al sugo. Una sequenza lirica. Facce insabbiate che ingurgitano pasta e capelli. Primissimi piani (che registi sull'Isola!) di bocche fameliche che alternano bignè al cioccolato e polpette. Il tutto mentre il giornalista Massimo Caputi li incita: "... Ce n'è per tutti... pensate a mangiare... concentratevi sul cibo...". Caro direttore generale della Rai Alfredo Meocci, più tardi tu sei intervenuto in diretta telefonica da Fabio Fazio per chiedere a Mike Bongiorno di tornare alla Rai: "Mike, i tuoi occhi chiari, il tuo equilibrio, la tua saggezza credo che la Rai ne abbia bisogno. C'è bisogno di te. Credo che questo Paese debba trovare un equilibrio vero. Forse a volte perdiamo un pò tutti la testa. Chi ha saggezza come te può aiutarci a ritrovare quell'equilibrio". Caro direttore generale della Rai Alfredo Meocci, se per trovare equilibrio la Rai deve richiamare Mike Bongiorno siete messi male. Non serve Mike Bongiorno per cancellare dal palinsesto del servizio pubblico quei 4 minuti di disgustosa televisione da Samanà.
Di colpo ho realizzato che è vero. Ha ragione Berlusconi: i media sono pesantemente in mano a professionisti di sinistra. Gli artisti sono tutti di sinistra, i comici sono tutti di sinistra, larga parte di chi lavora in tv è schierato a sinistra e quelli di destra sembrano poche sparute pecore nere. Quando si scherza, si parla tra la gente comune tutti ridono di lui, nessuno l'ha votato. E' vero è vero, è così. E parlo seriamente.Chi glielo spiega però al Presidente che i media che contano nel suo mestiere, e che davvero spostano le idee politiche e muovono percentuali di votanti perchè formano il pensiero del popolo comune non sono i programmi di intrattenimento, ne' i varietà con i comici, ma quelli politici e di informazione seria, e sono per lo più schierati dalla sua parte? Perchè è quello che viene tirato in ballo quando si parla di par condicio e conflitto di interessi. La gente guarda la tv mica legge il giornale. E quando accende vede il Vespa strisciante, il tg di Mimun che tace verità scomode, lo Schifani onnipresente, il salottino di Anna La Rosa, il tg di Rossella eccetera eccetera eccetera. Chiaro il concetto? Mi sembra anche piuttosto semplice.
Oggi, il direttore generale della Rai Alfredo Meocci dichiara:
"La prospettiva economico-finanziaria della Rai è critica. [...] Una serie di elementi critici portano a una previsione, per il 2006, di una perdita tendenziale di 80 milioni di euro."
I motivi di questo disastro? Secondo Meocci, il tracollo sarebbe da imputare ad un canone troppo basso e agli elevati costi della struttura Rai. Una crisi strutturale quindi, nessuna responsabilità del vecchio o del nuovo Cda.
Al di là del delirio sul canone (Mediaset vede da anni i propri utili moltiplicarsi in maniera esponenziale, pur cedendo negli ascolti e non chiedendo alcun pagamento agli spettatori) sarebbe chiaro persino al più orbo dei ragionieri che nelle cifre dei bilanci Rai qualcosa non funziona come dovrebbe. O forse - nell'Italia delle truffe, dei bilanci truccati e dei "passa da dietro" - anche i numeri sono diventati opinioni, senatore Bonatesta?
La colpa come al solito è di Berlusconi. Quando è andato da Floris a Ballarò ti ha tolto l'esclusiva e adesso i politici in tivvù vanno dove capita. Maggioranza e opposizione non sono daccordo sulla riforma delle due camere ma sembrano intenzionati ad indebolire la terza camera; la tua. Caro Bruno Vespa, non ti avrà fatto piacere sentir dire dalla postina di C'è Posta per Te: "Si, Maria. L'onorevole Piero Fassino ha accettato il tuo invito". Se covi il proposito di lasciare la televisione ti capisco.
Non facciamoci ingannare troppo facilmente: il Molleggiato è tornato in tv dopo ampie aspettative per uno show ricco di sorprese e momenti di buona televisione, nulla di più. Non ha deluso ed anzi ha saputo confezionare uno spettacolo in larga parte piacevole. Non ci stupisca il Santoro che grida "viva la libertà" o Cornacchione che fa il verso a Silvio. Non prendiamo per aggressione politica il testo della canzone (prossimo tormentone del web) di Crozza-Gipsy Kings o l'aver mostrato il video del premier in Bulgaria mentre fa i nomi scomodi da epurare dalla televisione pubblica. Non si sta facendo altro che un po' di sanissima satira politica, o scherno edulcorato verso chi comanda, ed occupa i piani alti, di qualunque schieramento esso sia. E' così dalla notte dei tempi ma il politicante saggio è capace di accettare il gioco con equilibrio e correttezza. Se la maggioranza si indigna davanti a uno spettacolo del genere, e se Celentano ha modo di spaziare con gli argomenti nell'attaccare l'attuale Governo, significa che gli spunti non mancano e che la democrazia in questo paese non è ancora morta del tutto se c'è chi la manda in onda.
Significa che si può dare spazio alla fantasia degli artisti, lasciandoli liberi di esprimere anche ciò che è scomodo perchè è in fondo questo il sano principio base di un qualunque stato civile moderno. Significa infine, saper prendere le cose per quello che sono. Tre ore di tv, infarcite di musica e siparietti interessanti, non sconvolgono il mondo. Cinque minuti di intervento di Santoro non spostano fette rilevanti di elettorato, ma sono invece sinonimo di pluralismo su una tv pubblica infarcita di reality e rigurgitante palinsesti spesso vuoti di idee.
RockPolitik susciterà polemiche, farà discutere e qualche testa rotolerà per questo. La colpa non è affatto di Celentano, quanto del clima di tensione non appena un artista (notoriamente l'Artista è di sinistra) mette piede in tv. Il Molleggiato ha fatto il suo monologo, appiattendo il ritmo fino a quel parecchio momento sostenuto, ha invitato ospiti eccellenti e all'altezza del gioco. Insomma il contenitore c'è, anche se il suo protagonista è il solito vecchio cane brontolone, un po' barboso quando ci si mette. Ma il contorno, signori, è tv che scoppietta e si fa notare, per i tempi che corrono.
Secondo te, dopo la sua prima apparizione televisiva, già "ci sono già movimenti di casalinghe disperate che non vedono l'ora che lei parli davanti alle telecamere per dire anche quello che loro non possono dire". La signora Calderoli è orgogliosa di questo ruolo e ricorda che "sono già andata una volta in gita con loro... con l'associazione Casalinghe d'Europa. Siamo andate a messa e abbiamo fatto un giro turistico per Bologna e ci siamo divertite come delle pazze". Quando le chiedi chi le ha telefonato per commentare il suo esordio televisivo lei se ne esce con una freddura degna di Emilio Fede: "mi ha chiamato innanzitutto Bush e mi ha fatto i complimenti per la battuta che avevo fatto su di lui". Ride solo lei e tu sei costretto a rifare la domanda. Così scopriamo che Sabina Negri è un'attrice teatrale e l'anno chiamata "tutti i miei amici del teatro... Carlo Delle Piane e Edoardo Siravo che sono i miei fans, i miei sostenitori".
Caro Piero Chiambretti, sembri un pò intontito e non ti è di aiuto l'ennesima battuta della signora Calderoli: "Poi mi ha chiamato Tronchetti Provera e mi ha detto di dirle di invitarmi per le prossime dieci edizioni di MarKette". Il nome di Tronchetti ti fa riprendere il tuo piglio sarcastico e ti inchini al presunto volere del tuo editore autodefinendoti "zerbino". E' certo che nelle prossime puntate Sabina Negri ci dirà le sue opinioni su altri temi ma prima è giusto saperene un pò di più della sua vita. E' la figlia di un medico dentista ed ha studiato in un collegio pieno di miliardari, principi e marchesi. Poi ha incontrato Calderoli che come regalo di fidanzamento le fece una Rolls Royce. E' il momento di mostrare le quattro pagine che le ha dedicato il Magazine del Corriere della Sera e di sapere che Calderoli guarda poco la televisione e quando sa che c'è la moglie la spegne. Forse non è il solo. Finalmente le fai una domanda "alla pierino" sulle raccomandazioni subite ed elargite. La signora non nega che forse qualcuno la chiama perchè è la moglie di Calderoli (tu incluso) ma rivela anche che una giornalista molto conosciuta l'ha invitata a colazione perchè voleva la raccomandazione per condurre l'Italia sul Due. La tua ultima domanda sintetizza il valore di tutto l'intervento: "Il piatto preferito di suo marito quale rimane?" Risposta: "Il piatto preferito di mio marito sono io allo spiedo col limone in bocca".
Caro Piero Chiambretti, la tua Lubamba faceva delle entrate memorabili ma devo ammettere che le uscite della signora Calderoli non sono da meno.
Chi può, si sintonizzi immediamente sulla terza rete nazionale. Brunone Pizzul, leggendario e mai troppo rimpianto telecronista dei mondiali di calcio, si sta dilettando nel commentare un sfibrante torneo internazionale di Bocce. Gli agiografi del giornalista friuliano già sapevano di questa sua perversione, ma risentire la sua voce baritonale che esalta un tiro perfetto di un boccista (si dice così?) è a dir poco struggente. Certo, anche vedere un torneo di bocce sulla Rai fa capire il livello di offerta della tv non a pagamento, ma questo è un altro discorso... Godiamoci Pizzul e la sua asciutta e intramontabile telecronaca.2) Bonolis e la Gialappa's hanno tutte le ragioni di sfottere Ligas dopo l'affermazione di quest'ultimo "dove vado io ci sono grappoli di goal": dopo il misero 1-0 di domenica, uno scialbo 0-0 nella gara di Champions tra Lille e Villareal...
3) Giorgia Surina potrebbe evitare di ripetere con vanto che i comici di Zelig Off sono tutti esordienti provenienti dai laboratori di Zelig sparsi per l'Italia, quando sa benissimo che la maggior parte erano nel cast di Comedy Lab su Mtv, come lo erano lo scorso anno Gangia Man e la professoressa Fullin...
4) Ottima scelta di Mediaset di trasmettere lunedì, in prima serata Canale5, The bourne Identity (prima visione assoluta) e martedì su Mediaset Premium il sequel The Bourne Supremacy! Peccato che chi ancora non vede quasi nulla di digitale terrestre come me si arrabbi ancora di più di quanto non lo sia già per l'inutile acquisto del decoder...
Caro Maurizio Costanzo, la fotocopia di Quelli che il calcio ti è venuta male. Per te abituato a fare la telecronaca rallentata della vita di Costantino Vitagliano, seguire il ritmo frenetico dei gol del campionato è un'impresa impossibile. Buona Domenica non esiste più e la notizia è così buona come sembra. Prima era una baraonda organizzata adesso, a causa dell'imprevedibilità dei risultati calcistici, è una baraonda e basta. Hai preso una "storica" decisione: se c'è un gol interrompi la pubblicità e perfino la canzone di Orietta Berti.
Mesi e mesi dopo i fortunati che hanno Sky, ho visto il pilot di Lost, sull'onda entusiasta di quest'ultimo periodo generata da altri ritardatari come me.Poche palle: come tutti dicono, è una figata. Ora il drogato vuole la sua dose e la vuole in fretta, dunque chiede a voi esperti: dove trovo le restanti 23 puntate? Divx, in italiano, comode e pronte da scaricare possibilmente.
P.S. Mi sono documentato, tuttavia non intendo aspettare che lo trasmetta RaiDue e non voglio l'inutile dvd con tutta la stagione. Un serial si gusta a monodosi.
In fin dei conti era difficile. In fin dei conti era la sua puntata zero (che con la prima di campionato...). Vi pare, povero... gli hanno dato "soltanto due ore da sessanta minuti", eh... è come arrivare la sera a casa e non aver detto alla mamma di aver portato sessanta amici a cena. Mica si erano preparati, e poi lui lo fa per un tozzo di pane.
Incipit di Bonolis, ricorda Paolo Valenti e il fu novantesimominuto.
Che era meglio, non parlo della tristezza immonda del giornalismo rai degli ultimi anni... parlo del novantesimo di quando ero piccina e lo seguiva mio nonno, quello con Sposini tra gli inviati. Più bello, meno ricco di mezzi di fondi.
Serie A dei milioni di euro invece con la sua grafica nerazzurra e il suo conduttore nerazzurro iniziano in una scenografia che lo scenografo avrà pensato fosse geniale: una finta gradinata con delle bandiere buttate qua e là in modo finto disordinato. Bonolis si presenta accanto a una bandiera nerazzurra (strano), cerco di individuare se ci sia scritto un 14 sopra, ma vengo attratta dal look finto disinvolto del presentatore che tenta di dare una parvenza di informalità alla conduzione.
Paolone si inerpica in citazioni di Nereo Rocco, in congiunzioni, in frizzi e lazzi che mi fanno pensare alla pubblicità occulta del nuovo inserto del Corriere sulla letteratura. Ma no, è Bonolis... è normale.
Mentre mi chiedo chi abbia giocato oggi mi domando anche se avessi girato su un canale tematico a caso dove si chiedesse a Mancini se fosse meglio la lampada o l'autoabbronzante. Di calcio se ne parla molto a livello filosofico, Bonolis arriva a chiedere cosa ne pensino le radio romane (nota fonte di giornalismo superpartes) del rapporto di Cassano con la Roma.
Fino a quel momento pensavo che fosse Controcampo travestito da Domenica in, ora mi chiedevo perchè ci si dovesse anche biscardizzare un po'. Ma nessuno si accavalla e forse parte un servizio. Ah, il Milan ha pareggiato? Sembrava il solito servizio di studioaperto sul maltempo, almeno dalle inquadrature.
Inviati sono arrivati da Controcampo... che almeno una volta che partiva il treno dei servizi avevi la fortuna di non vedere. Sì, vabbè che la Sanipoli a fare le interviste a Totti c'entrava quanto un tubo ("Franci, allora oggi hai segnato...") però vedere che l'impiegato del catasto viene abbagliato dai riflettori e suda come un prosciutto all'equatore di fronte alla telecamera... beh, fa un po' pena.
La Vanali viene messa nel loggione accanto a un computer. A che serviva sbandierare la sua partecipazione se poi fa tappezzeria?
Forse l'unica cosa un po' simpatica e che vivacizza una trasmissione il cui target sembra la casalinga che vuole ribellarsi al marito che le rinfaccia di non capire nulla di lui e del calcio è l'anticipo visto da due tifosi uips: Masini, che mostra mezzo petto ma non ostenta catenone d'oro da truzzo, e Vergassola. Esperimento godibile.
Ultimo quarto d'ora con i Gialappi, che ho trovato migliorati rispetto alle ultime performances (o sarà perchè la trasmissione mi aveva talmente avvizzito robe che non ho e quindi può essere che mi siano sembrati molto bravi?). Gialappa's in piena forma mai dire gol dei vecchi tempi, insistono sul Genoa e il Preziosigate, evidenziano che tra oratori e calciatori a volte ci sono differenze e le dichiarazioni profetiche dei prepartita. Sì, come ai vecchi tempi...
Alla fine i lisci nella più antica tradizione gialappiana.
No, si pensava di aver finito. Parte il treno dei gol condensati commentati da D'Aguanno... dov'è il tasto mute?
Io resisto ancora senza Sky, forse.
Hanno
ingaggiato niente meno che Capello per promuovere la svolta epocale (?) di
questa stagione calcistica, ovvero i diritti in chiaro della Serie A su Mediaset.
Tutti se la meritano, recita lo spot in onda in questi giorni. Forse ci
meritiamo anche lo strabordante orgoglio che tracima persino nei tiggì, dove non
passa edizione in cui spacciano un promo come servizio sportivo, confezionato
con le immagini della campagna pubblicitaria e parole entusiastiche. Forse una
tv commerciale si può permettere l'invasione di campo da parte della campagna
promozionale di quello che viene spacciato come un evento quando in realtà 90°
minuto, nelle ultime stagioni, se lo filavano ormai in pochi. Forse dovremmo
smetterla di considerare i telegiornali come spazio per l'informazione, pure.
La Rai ha iniziato una trattativa con la Lega Calcio e sembrava che mancasse solo la firma per l’accordo. Poi la Lega Calcio ha deciso di mettere i diritti all’asta. Sono intervenuti parlamentari, ministri, direttori, giornalisti e consiglieri di amministrazione. I telegiornali hanno riportato dichiarazioni e controdichiarazioni delle parti. Sono volate accuse senza scuse. Ma intanto oggi da quelle buste uscirà il verdetto. Hai dichiarato che per Quelli che il calcio “abbiamo già pronto il piano A e il piano B (con o senza diritti). Comunque riusciremo a realizzare un bel programma. Ho fatto Sanremo senza case discografiche, figuriamoci se ho paura di parlare di calcio senza calcio!” (Corriere della Sera del 23/7/05). Cara Simona Ventura, ma perché Quelli che il calcio è un programma sul calcio?
1) Probabilmente alla Rai non interessa la mia presenza poco telegenica.2) Uso l'euro e ne vado fiero. Niente vecchio conio.
3) Una volta passi, due pure, ma a lungo andare mi urta quando mi palpano il culo. Gli uomini.
4) Non ci so fare al telefono, la regia mi proporrebbe pinzillacchere da offrire al concorrente.
5) Se tutto va bene e Piccinini va a Sky, mi hanno offerto la conduzione di Controcampo. La Canalis però pare non esserci. Che faccio accetto lo stesso?
E' una catena, usare con cautela. Liberi di prendere su e riportarla sui vostri spazietti: siete tutti invitati.
Sentirla parlare così, con toni dimessi da Radio Maria, mi ha fatto una tristezza enorme.
Giuro, non riuscirò più a vedere un suo film se continua così. Aripijate!
Prima di stasera non avevo mai visto una puntata di Lucignolo il rotocalco di "approfondimento" del tg dei gggiovani, mai più di qualche secondo durante il folle zapping notturno. Complice nuova coinquilina che insegue tale "Diego-quello-di-maria-de-filippi" per strada e capacità di reazione annientate da 6 ore di teorie sul rapporto tra la "liberazione del consumo e l'etica romantica" di Campbell mi sono appena sciroppato (quasi) tutta la trasmissione.Tema della serata era "bellissimi".
Che dire? Non è che non mi è piaciuto eh. Piuttosto sono assolutamente convinto che la visione forzata di un paio di puntate di Lucignolo ad alto volume sia il modo più efficace, nonchè sadico al punto giusto, per punire e rendere inoffensivi tutti gli stupratori, in branco e non.
Il mio corpo e la mia mente sono stati letteralmente devastati: mal di testa lancinante causato della mitragliata di una cinquantina buona di stacchetti tratti da canzoni diverse ma tutte terribilmente "cool", nausea galoppante per la telecamera mossa in maniera insensata che inquadra fuori dal finestrino di un auto in corsa, effetto dose da elefante di bromuro provocato dal centinaio buono di culi e tette inquadrati in ogni modo e maniera (primi piani, zoom ginecologici, flash subliminali di un paio di fotogrammi stile fight club). Tutto questo dopo aver visto una solo puntata, peraltro inframezzata da mai così salvifici spot pubblicitari.
L'unico effetto collaterale da combattere è l'irrefrenabile istinto di castrare chirurgicamente tutti gli uomini con la voce baritonale che dicono "Hey ragazzi, cristallizzatevi lì, torniamo fra due minutini", ma sono sicuro che la scienza verrà prontamente incontro alla giustizia.
Chi per mestiere fa la televisione - e quindi decide cosa mandare in onda, quali programmi produrre, a quali conduttori affidare una determinata trasmissione, su quali fasce orarie puntare, eccetera - sa benissimo quanto sia importante strategicamente la fascia di spettatori che comprende i cosiddetti “giovani d’oggi”. Tutti - chi più, chi meno - cercano di accalappiare la loro attenzione, di assecondare i loro desideri e di proporre loro quello che credono gli possa più interessare: spesso, però, finiscono per prendere cantonate clamorose, a cominciare dalla definizione esatta del target di riferimento.
Se pensiamo ai giovani come agli appartenenti alla fascia di età che va dai sette ai quattordici anni (e io su questo non sarei completamente d’accordo), potremo tranquillamente convenire sul fatto che in Italia esistano già due canali televisivi diretti a questa fascia di età: Italia 1 ed Mtv.
Facciamola Ministro del Welfare, no?
Campioni. I ragazzini del Cervia giocano contro una squadra di cadaveri di ex-campioni (Baresi, Bergomi, Evani, Ielpo e reperti simili) la finalissima del programma: le vecchie glorie non riescono a strusciare un pallone, e dopo dieci minuti i campionidelcuore stanno già sopra 4-0. Poi qualcuno dice loro di darsi una calmata, chè altrimenti ci sarebbe voluto il pallottoliere. Risultato finale: 5-1.
Lucignolo. Stasera - tanto per cambiare e non far vedere sempre le stesse cose - si parla di figa (nello specifico, porno chic, riviste hard, tendenze sadomaso).
Quella piovra di Sky mi scompagina tutti i piani per giugno 2006. Ci ha rubato i mondiali di calcio, sacro evento intoccabile. E non mi interessa che le partite della Nazionale si vedranno comunque in chiaro sulla Tv Nazionale (fra l'altro scompare uno degli ultimi motivi per pagare il canone), è il gesto in sè che diventa emblematico. Tutto si paga o si pagherà, anche per assistere agli immancabili spettacoli nazional-popolari. Lo chiamano il Mercato, io lo trovo più uno scippo elegante, sottile ma inarrestabile.
Categoria: Tv · ore 12:31
Categoria: Tv · ore 10:57
Non me ne vogliate se passo per bacchettone, ma lo spot preventivo della trasmissione di Celentano mi incute parecchio timore. E chi sarà mai il Molleggiato: Il Padreterno? Mai prima d'ora si erano visti promo o pubblicità di ogni sorta reclamizzare un evento qualunque con 6 mesi di anticipo. Nemmeno i film del cinema. Nemmeno album di artisti che non si esibivano da decenni. Quasi manco le elezioni cominciano così presto la campagna elettorale (almeno così dovrebbe essere).La domanda è chiara: andranno avanti ad oltranza fino ad ottobre? A maggio durante le fasi finali del campionato? Dopo il tiggì a metà agosto che annuncia chi ha vinto il Palio di Siena? Prima dei consigli dell'esperto su come alleggerire gli zaini dei ragazzi per la riapertura delle scuole a settembre?
Nel caso, perchè tale strategia di marketing possa venir accettata dal sottoscritto, nel programma suddetto ci dovranno essere minimo venti ballerine brasiliane nude che si agitano in una piscina di panna montata.
L'automazione industriale ha fatto un'altra vittima: il bambino dei quattro salti in padella, gabbato e deriso dal babbo natale fuori stagione. Se la catena di montaggio della findus ogni tanto facesse qualche errore mettendo una coscia al posto dei petti di pollo, il bambino, che non è un genio, si libererebbe dell'ingobrante gabibbo barbuto che non potrebbe più dirgli: "peccato... tutto petto!". Non sono triste per quel pollo. Prima di finire nella busta surgelata, ha vissuto una vita felice all'aria aperta nell'allevamento campese di Francesco Amadori. Tanti bambini lo andavano a trovare e gli davano il massimo dei voti: 10+. E pensare che noi ce li mangiamo.
Categoria: Tv · ore 11:32"Non sono qui per esprimere giudizi"
Ambra Angiolini, Corriere della sera 4-3-2005
Categoria: Tv · ore 10:11
Ieri sera ho visto lo speciale sulla Fallaci, ma non mi è piaciuto tanto. Non che fosse fatto male o poco interessante, anzi. Però: doveva durare 2 ore, ed è durato un'ora e mezzo. In alcune parti non si vedeva il video né si sentiva l'audio. Troppa pubblicità, ma veramente troppa! Voto finale: 7,5. Oriana non tradisce mai [ma quanto fuma(va) quella donna? Ne spegneva una, ne accendeva un'altra. Gesù!], ma Mentana mi ha veramente deluso. (E poi dov'era la sorpresa preannunciata ieri al Corriere della Sera? Io non ho visto nulla di diverso da quello che già sapevo!). Leggi anche il commento del giornale La Repubblica.
: chi ti è piaciuto dei cantanti di Sanremo?
: la particella di acqua lete.
Sanremo si sa già in partenza che è un'avventura: non la si vive per passare alla storia, ma per misurarsi con qualcosa di insolito, di diverso. Una fortuna professionale che ogni anno ci si augura di poter avere.
Paolo Bonolis
da "La Stampa" del 21 settembre 2004
Lo ammetto: la curiosità di vedere Bonolis (uno dei pochi personaggi che apprezzo della tv) alla guida del Festival mi ha fatto sintonizzare ieri sera su rai uno. Del festival ho pochi ricordi recenti anche perchè per scelta e per altri motivi non guardavo una puntata dall'edizione 2001, di cui comunque ricordo poco, se non che c'erano i Quintorigo con una canzone che ha causato la mia inversione di gradimento nei loro confronti, da simpatizzante a deluso... Fatto sta che mi aspettavo una conduzione brillante, spumeggiante e invece l'ho trovato esagerato nelle ovvietà e insistente in alcune gag che potevano andare bene ai tempi in cui riceveva le telefonate delle casalinghe ciociare o dei vecchietti che dovevano fare lo sketch elvis the pelvis in the memphis. D'accordo, il festival è il carrozzone nazional popolare, ci cantano peppino di capri, cutugno e paola e chiara, non ci sono gli Interpol e i Mars Volta, quindi può anche andare bene per chi è casa e si vuole fare la grassa risata tra una canzone e l'altra. Certo è che chi fa critica è di solito qualcuno che vuole sempre qualcosa in più, e questo qualcosa oltre a essere innovativo, deve essere pacato, non urlato, ineccepibile. E quindi quasi ogni critica che ho sentito e letto penso di condividerla, con una piccola parentesi conclusiva. Penso che in Italia, a oggi, non ci sia nessuno in grado di ottenere consenso unanime: dai criticoni, alla casalinga di Voghera...Questo soprattutto per il fatto che ci si aspetta pefezione, perchè l'evento è il più importante (tristezza) della televisione italiana, e addosso c'è una pressione che poche volte si può provare in quell'ambiente (credo)... Forse un giusto compromesso sarebbe una conduzione di più persone, anche solo per dividere poi i demeriti il mattino dopo...
Sarà un Festival diverso dagli altri Festival fondamentalmente perchè le canzoni saranno completamente diverse da tutte le altre edizioni.
Paolo Bonolis
da "La vita in diretta" - Raiuno, del 7 febbraio 2005
Categoria: Tv · ore 10:32
Puntata speciale di ZeroVoglia, questa sera a partire dalle 21. In diretta dall'Ariston TheEgo e Attimo commenteranno le vicende sanremesi ascoltando le nuove canzoni e facendo chiacchiere ad oltranza su vallette, ospiti e presentatori. In collegamento telefonico ospiti illustri ed esperti di costume, con i quali cercheremo di risolvere i dubbi sulle presunte scommesse, sulla presunta vittoria di Gigi D'Alessio e sul probabile pacco che diventerà questo Sanremo alla Bonolis.A partire dalle 21 in poi si potrà:
• Ascoltare il programma con qualsiasi player

• Chiamare a voce (gratuitamente) utilizzando Skype [ scarica il programma: Win | Mac | Linux ]
• Partecipare in diretta entrando nella chat IRC (qui per gli utenti Fastweb)
• Entrare nella chat via web, anche se non si possiede un programma in grado di collegarsi a IRC.
• Cliccare qui per aprire il “telecomando” di RadioNation ed ascoltarci in sottofondo mentre ti fai i cazzi tua.
Bonolis? Un mistero. Dieci anni fa mi ritrovai a consolarlo perchè non riusciva a sfondare. Oggi sembra Re Mida: tutto quel che tocca diventa oro.
Teo Teocoli
da "Avvenire" del 5/10/2004
[Prima di allinearmi al mio socio, lancio il mio grido di indignazione anticipando l'anestesia delle prossime serate]
Sanremo è una baracconata indegna e penosa, una manifestazione che da anni ormai non ha più niente da dire, un rituale svuotato di ogni interesse musicale, la fiera del trash che andrebbe ignorata. Eppure. Eppure in quelli stessi giornali in cui viene criticato, si fanno gli speciali, si mandano stuoli di inviati speciali, si dispiegano mezzi. Di nuovo, si ripete il costantiniano fenomeno del crearsi il Mostro in casa, a uso e consumo: sono i giornali, i media, che innalzano sull'altare eventi non degni di nota (in un circolo vizioso tra tivvù e spettatori desiderosi di frivolezze). Potremmo chiamarla "Autarchia mediatica", o "Cannibalismo multimediale", fate voi.
Tutti gli impegni settimanali sono stati spostati o annullati. Le tv sono pronte, le attrezzature tecnologiche ben rodate per l'impegno continuativo della settimana che comincia. Le provviste di biscotti e birre sono state accatastate direttamente in camera. La radio è sintonizzata su RadioDue, il blog da oggi ha la sua brava testata sanremese appositamente preparata con passione e amorevole cura grazie a fotosciopp. Sono pronti i loghini per l'evento, la redazione affila le penne e anche la programmazione radiofonica online seguirà l'evento in diretta martedì sera. Non ci sono per nessuno per sei giorni. Perchè Sanremo è Sanremo, recita la vecchia sigla.
E la febbre da evento a un giorno dall'apertura della kermesse è alle stelle. Non tanto per le canzoni, chiariamoci, che quelle non fregano niente a nessuno e, si sa, non vendono affatto. Non tanto per i cantanti in gara, vecchie glorie spolverate per l'occasione e nuovi volti spesso scialbi e fuori luogo. Quel che rende il Festival di Sanremo uno degli eventi chiave dell'anno televisivo e mondano è il gossip che ruota attorno ad esso. L'attenzione mediatica elevatissima nonostante si sia perso l'interesse per la vera anima canora della competizione. Il Tutto che ruota attorno al grande carrozzone che per una settimana sposta il baricentro di una nazione intera da Roma a Sanremo, altrimenti sconosciuta località della Riviera nota al massimo per fiori e stabilimenti balneari, fatta eccezione per un manipolo di avventori da casinò. Ogni programma televisivo farà riferimento a Sanremo, ogni tv sarà presente per seguire i rumors, cogliere il vip di passaggio per strappare un'opinione, oppure immortalare soltanto un passaggio di sfuggita, e dare uno sguardo curioso tra la gente che si accalca davanti al Teatro Ariston per sondare umori e aspettative.
Non importa chi vince la competizione, chi presenta e chi suona, il livello qualitativo delle canzoni. Per una settimana Sanremo è l'Evento di un popolo intero e bisogna esserci. Comunque vada poi, sarà sempre un successo, come Pierino Chiambretti ormai 8 anni fa aveva pronosticato.

Il gadget shop






