Author Archive for Alice Su

Volevo sposare Kurt Cobain

Non succede a tutte. Ma a qualcuna sì. Di trovarsi ad una certa età – l’età tra le medie e le superiori, per intenderci – fuori dal gruppo. Perché le altre sono magre, carine, piene di ragazzi. Basta schioccare le dita. Ed eccole. Mentre se la tirano e sembrano poter avere tutto.
E noi lì. A guardare.

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No, non ho detto gioia…

L’agonia del risveglio, la voglia di morire, il non sapere che fare di sè. Un altro giorno. Interminabile, senza senso, stancante.
Mi viene da rimettermi a dormire. Non pensare più niente. Solo spegnermi.
Sperando sia per sempre.
Perchè Roma fa schifo.

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Lui è uno di quelli che porta i suoi lunghi capelli per scelta… e voi levatevi la parrucca

Tutti a parlare del concerto del Primo maggio. Che, per inciso, è stata una mezza boiata.

Tolti gli Afterhours, la noia mi ha invaso.

Tanto che quando il presentatore capelluto di cui ignoro il nome ha parlato della Chiesa e di Welby, stavo facendo le parole crociate.

E non ho sentito niente.

Non ho sentito nemmeno le parole dei sindacalisti perchè, come i loro faccioni comparivano sullo schermo, schiacciavo il tasto "Mute".

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Signori benpensanti spero non vi dispiaccia se in cielo, in mezzo ai Santi Dio fra le sue braccia soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte…

Parliamoci chiaro. Un ragazzo di sedici anni non si suicida perchè qualche compagno di scuola lo deride. Altrimenti, molti di noi non sarebbero qui, nè a leggere, nè a scrivere. Perchè è una tortura a cui siamo sottoposti quasi tutti.

Non ho voluto trattare l’argomento prima perchè ero intenta a tendere l’orecchio ed ascoltare le svariate ovvietà che giornalisti ed opinionisti hanno vomitato sulla vicenda. Forse non sentivate il bisogno di queste ennesime parole, ma la faccenda mi ha colpito e dispiaciuto e merita attenzione.

 

 

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… e un altro se ne è andato…

Kurt

Noi non pisciamo nei vostri posacenere,
Perciò siete pregati di non gettare sigarette nei nostri pisciatoi.

Kurt Vonnegut 1922-2007

Blackout

Tutto ha inizio con una canzoncina fischiettata, tra un pensiero sconcio, la sete di sangue e la voglia di portarsi nel retro di un bagno la prima ragazzina incontrata. Artista: Elvis Presley. Esecutore: Aldo Ferro. Proprietario di tre locali, marito integerrimo. Un soggetto con un certo successo. E come hobby, senza che nessuno lo sappia, lo squartare e mantenere vivi più possibile, ragazzi pescati nei modi più disparati. Nel momento in cui lo incontriamo, ha in un capannone adibito ai divertimenti assassini, un ragazzino a cui ha strappato la faccia, riattaccandogliela al contrario. Con i chiodi. Sta per tornare a casa.

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Aiutatemi

Non riesco più a interessarmi del sociale.

La semi-caduta di Prodi non mi ha toccata. I recenti rapimenti (e rilasci, per fortuna) mi hanno toccato pochissimo.

Così, ecco il mio silenzio. Qui e altrove.

Questo eccesso di mediocrità mi fa un po’ paura. Conoscete un rimedio?

Contro le donne

Questa è una scenata”. Sono le prime parole che aprono il libro di Silvia Ballestra. Un libro che non vuole fingere di essere un trattato, che non vuole essere l’ennesimo manifesto femminista post-movimento. Si tratta semplicemente di sdegno, di senso di impotenza. Sentimenti che non solo riesce a trasmettere così bene, parola dopo parola, ma che accompagnano la vita della maggior parte delle donne che riflettono sulla propria condizione. Perché, inutile negarlo, per quanto si possa parlare di emancipazione femminile, non è che uno specchio per le allodole.

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Brigate Rosse

Una premessa è fondamentale: non sono una terrorista. Non ho mai imbracciato il fucile. Mai avuto atti di violenza. Mai aderito ad alcun gruppo rivoluzionario.

So già che mi vedrò scagliare i cani contro a casa di quello che scriverò. Ma sono giorni che penso seriamente a una questione: perchè tanto accordo comune nel pensare che le Br abbiano per forza torto? Perchè parlare solo di persone incivili, di attacco allo stato democratico? Perchè dire semplicemente che "la violenza non è la risposta"?

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Post Office

Post Office. Ovvero: come cercare di rimanere a galla trascorrendo dodici anni alle poste.
Il Signor Chinaski è un mezzo alcolizzato, un po’ volgare e depresso che si ritrova, suo malgrado, a entrare a far parte delle Poste Americane. Interminabili turni di lavoro, massacranti trattamenti, stupidià estreme saranno gli ostacoli che dovrà affrontare. Nel frattempo, delle storie di semi-amore si succedono, qualcuno muore, un po’ di rabbia e frustrazione viene accumulata.
Il Signor Chinaski è un genio delle corse dei cavalli e il suo sogno è quello di mantenersi con quello. Anzi, il suo obiettivo è: lavorare sempre meno. Anche se, leggendo il romanzo, a volte ci si mangia le mani per le scelte tutt’altro che logiche che compie.
Chinaski, in realtà. è l’alter ego di Bukowski in persona. Rappresenta le sue idee più torbide, la sua stanchezza per la lotta alla sopravvivenza e l’insofferenza verso il prossimo.
Divertente e deprimente, nello stesso tempo. DA LEGGERE.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)