Author Archive for Barry Lindon

Inland Empire di David Lynch (anteprima)

Impressioni a caldo, spunti e appunti dopo la proiezione in anteprima nazionale di Inland Empire (L'impero della mente), il film summa del Lynch-pensiero che il regista ha presentato alla recente Mostra di Venezia in occasione del Leone d'Oro alla carriera.

Un film che non potrebbe e non dovrebbe raccontarsi...ma vedersi nel buio di una sala, per assaporarsi fino all'ultima goccia di follia che in esso vibra e si distilla.



DIGRESSIONE SU LYNCH

(qualche idea a beneficio di color che son sospesi)

Si sa, non a tutti piace David Lynch e il motivo consiste nella sua abilità a sfidare i peggiori colpi di scena del cinema americano e insieme la lentezza delle cimematografie orientali. I film di David Lynch sorgono in un punto d'intersezione di due stili estremi e incompatibili e di per sé border line: al confine di quella recinzione che dovrebbe dividere e distinguere rispettivamente il cinema dal ritmo letterario e dai colori squisitamente pittorici, e il cinema rispetto ad altri generi bassomimetici come la farsa e l'orrorifico, in voga nei teatrini della suburra fino all'ottocento e poi addomesticati e dismessi.

E tutto ciò senza addentrarci nelle disquisizioni sull'evidente circolarità aperta e frammentaria dei suoi plot che di fatto impediscono allo spettatore medio un approccio acuto e un'adesione spontanea alla cinematografia pretestuosamente non lineare.

IMPRESSIONI SU INLAND EMPIRE
(Impressioni a caldo, dacché l'anteprima s'è svolta stanotte dall'1.15 alle 4.15)

Una visione o un incubo. Una matassa che rotola, si dipana e nel frattempo si attorciglia, torna e ritorna e infine esplode. Come potrebbe mai esplodere una matassa?!
Un'allegoria degna di Inland Empire, tre ore di metacinema (una storia di attori che interpretano altri attori e altri film, all'apice d'un mistero che li vedrà sovrapporsi a più riprese ad altre figure e ad altri uomini, come in un transfert collettivo), metacinema ed incubi mostruosi.
E soprattutto: il film per buoni due terzi offre intensità senza pari, specie nella prima parte ove si giova di una eccellente fotografia capace da sé, sembra paradossale, di scandire il ritmo!
Sono infatti le inquadrature, tagliate sui visi perfino per scene che gli attori recitano seduti, e la straordinaria performance di Laura Dern e J.Theroux, a raggiungere coralmente e senza eccezioni il sublime.

E se questo fosse l'arrosto diciamo che il brodo consisterebbe nel genere del terrore, nella scoperta e riscoperta di un luogo dagli specchi abominevoli che replicando uomini replicano storie, contaminano esistenze, ci aprono un varco osceno come fossimo burattini d'una tragedia greca...costretti a ricalcare parti già scritte e già vissute (il regista avverte: "ve lo devo dire, la produzione non vi ha informato, quello che reciterete non sarà un film, ma un remake") fino alla deformazione finale, ovverosia fino alla perfetta identità tra passato e presente, in un delirante annullamento.

Dunque, le impressioni a caldo non possono che debordare in un oceano di frasi sconnesse, perché in sé la pellicola vuole esserlo; sconnessa. Un costante cortocircuito col prima e il dopo e il durante. Un buio di mezzogiorno.
Uscendo dalla sala, riassaporando l'aria nel suo effondersi lieve della mattina, compiendo quell'azione ancestrale e semplice come il passeggiare, ma riattualizzata in un hic et nunc con le visioni dell'impero della mente che ancora albergano dentro di noi, viene spontaneo domandarsi: se oggi una tale fusione tra generi, arti e prospettive (anche filosofiche), nella sua complessità e finanche nella sua imperfezione non rappresentasse l'autentica sfida registica dei nostri tempi, voglio dire, cos'altro ci resterebbe nel cinema e del cinema?

Dopo 13 anni titolo riunificato. Kramnik è Campione di scacchi classici

elista.gif V.Topalov: "Se vai al cesso non ti stringo la mano."
V.Kramnik: "Chiudete i bagni e mi ritiro."

Queste le dichiarazioni ufficiali dei giocatori ad Elista, capitale della Calmucchia, alla vigilia della quinta partita di una delle sfide storiche dello sport.
Dopo tredici lunghi anni di divisioni, attese e delusioni, la riunificazione del titolo di scacchi sfiorava il bilico e stava nuovamente per saltare.
Il bulgaro Veselin Topalov e il suo manager Danailov, moralmente affranti per la piega presa dall match (3-1 per Kramnik dopo quattro partite) hanno provato a giocare sui nervi e hanno accusato Vladimir Kramnik di recarsi troppe volte al bagno durante il match.
Sicché alla quinta partita hanno ottenuto di far chiudere le ritirate.

Kramnik offeso dai sospetti e indignato per questo provvedimento degli organizzatori, dal canto suo s'è presentato al quinto match ma anziché accomodarsi alla scacchiera ha preferito restare sui divanetti vicino al pubblico e per protesta ha dichiarato che non avrebbe toccato nessun pezzo fino alla riapertura dei bagni.



A quel punto a Topalov è stato assegnato il punto di vittoria a forfait e Kramnik ha minacciato di ritirarsi dal match.
Tutto sembrava ormai vanificato, il match saltato, e neppure l'equanime mediazione di Yasser Seirawan, noto grande maestro, pareva riuscire ad accordare i due contendenti.
Infine, raffreddati gli animi e dato il prestigio della posta in palio (storica ed economica) il match è ripreso con riserva: Kramnik, ha proseguito a giocare affermando di valutare un eventuale ricorso per quel punto perso a tavolino.

Non ce n'è stato bisogno.
Al termine dei dodici match previsti, sul punteggio di 6 a 6, si è approdati al tie break giocato su quattro partite con formula rapida: 25 minuti ciascuno per partita.

Il russo Vladimir Kramnik, unico giocatore ad aver battuto Garry Kasparov nella storia dei campionati di scacchi (nel 2000), ha superato in grande stile il bulgaro Veselin Topalov, campione uscente FIDE, per 2,5 a 1,5.
Da questo pomeriggio è stato riunificato quel titolo che era stato diviso nel 1993 quando Garry Kasparov e Nigel Short, in polemica con la Federazione Internazionale di Scacchi (FIDE) avevano creato una federazione parallela PCA (Professional Chess Association).

Da questo pomeriggio, Vladimir Kramnik, è il quattordicesimo campione del mondo di scacchi classici (a titolo unificato).

[Tutte le partite si possono scaricare qui in formato pgn]

Il quotidiano rassegnato (ex rassegna quotidiana)

aprilnm.jpg Tanti si svegliavano con la loro fascetta quotidiana: Repubblica, Corrierone, Sole24ore piegati in due sopra lo zerbino e pronti per essere squadernati sul tavolo accanto alla colazione.

Oggi tale pratica suona demodé e d'altra parte in un paese di editori impuri e convergenza interessata di media e politica, a tutti noi piace immaginare il web, nella fattispecie il blog, come alternativa economica e non polarizzata alla carta stampata o peggio, of course, ai telegiornali.

Perciò la rassegna mattutina la facciamo spulciando - tempo permettendo - i preferiti del browser. Vediamo.



Ciccsoft
oggi apre col dopo 11 settembre, un argomento tornato di stretta attualità dopo la puntata di Report, gli speciali di Megachip o la copertina - "Il complotto dell'11/9: una boiata pazzesca" - di Diario in edicola questa settimana.

L'agilissimo Wittgenstein spara sulla demagogia da indulto e sulla finanziaria intelligente.

Di tutta risposta l'istituzionale Beppe Grillo da par suo non insegue l'attualità ma nel suo stile la rimbalza, riconducendo nel suo alveo l'enorme dibattito sulla finanziaria per attivarsi su un problema che sui media ha scarsa risonanza fuor che per esigenze di spettacolarizzazione.

Dal suo spazio invece l'emergente Freddy Nietzsche fa il verso alle direzioni del Tg1, cascando però nella trappola della ridondanza mediatica, ossia il blog a questo punto non si dimostra più alternativa al medium istituzionalizzato, ma finisce per emularne lo stile e lo spirito.
Potrebbero seguire La Torre di Babele, Lipperatura, Bookcafé e tanti altri pressoché all'infinito, riecheggiando quella sequenza suggestiva in cui il Nanni Moretti di Aprile sfogliava un immane patchwork di ritagli giornalistici come un grande lenzuolo, accartocciandosi dentro.

Rimembrando quella scena mi piace traslarla sui blog, avvalendomi della metafora di Grande Conversazione per definire questi diari online rivelandone così l'aspetto di corrispondenze da luoghi più o meno remoti o vicini, autorevoli e no, comunque prospettivamente globalizzati.
Tutto questo per dire che da oggi comincerò, come tanti altri prima di me, a raccontarvi la mia porzione di mondo e di vita, quel che vedo dalla mia finestra, sulle pagine di Ciccsoft; ok, non sarò un Riszard Kapuscinski né un Robert Capa, né un Terzani né un Baldoni, però questo non dovrebbe snobilitare il proposito.
Di poche altre cose, infatti, vado convinto come di questa: «le parole sono oggetti da costruzione».

Lo disse E.N.Rogers, un architetto, per ricordarci come sovente di fronte alla complessità del mondo la comunicazione e la parola sappiano dimostrarsi più concreti d'ogni altra realtà materiale.
La parola, in quanto piccola unità non scomponibile se non in briciole fonemiche (come il mattone in granelli di sabbia), può assemblarsi e articolarsi in discorsi al fine di far transitare conoscenza, informazione e talvolta emozioni.

Oggi questo accade attraverso i pixel di uno schermo, o i nodi della rete.

Oggi la parola è nei blog.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)