Author Archive for Dr.Strangeblog

Erectus

Grande (I)Slam

Qualche mediocre vignetta satirica con Maometto come protagonista, e subito un migliaio di musulmani, orchestrati chissà da chi, scende in piazza minacciando l’Europa.
Dopotutto vivere in un paese cattolico non è poi così male: posso liberamente ironizzare sul fatto che il Papa se na va a letto tutte le sere con dieci ragazzine dodicenni, senza pormi problemi a proposito del fatto che questa affermazione potrebbe anche non essere vera.
Voglio dire: qualcuno le ha forse mai contate?

Ergastolo in vista

Grazia a Sofri, Castelli: "Mi sto arrovellando".

Mi spiace.
Pur profondendo il massimo dell’impegno, l’unica immagine che mi scaturisce dall’immaginare Castelli che si arrovella è, immancabilmente, quella di un cane il cui sguardo interrogativo è puntato sul proprio naso.
Da cui sgocciola polenta ancora calda.

(fonti: repubblica.it)

Fosforo per scacchisti

Iraq. Buone notizie da Baghdad: in centro non è rimasto più nulla da far saltare in aria.

«Al Qaeda in Iraq sta prendendo il controllo di Ramadi. I suoi seguaci bruceranno gli americani e li ricacceranno via con la forza, costringendoli a tornarsene a casa. L’Iraq sarà il cimitero degli americani e dei loro alleati». Questa la scritta comparsa su alcuni volantini lanciati dai ribelli di Al Zarqawi dopo la presa di alcuni quartieri di Ramadi.
Dura la condanna del comando americano. «Quelli non possono copiarci impunemente la strategia mediatica» è sbottato Rumsfeld, costretto a interrompere un’interminabile partita a scacchi contro il presidente (non ricordavano quale fosse la regina).

Intanto lo stesso Bush ha dichiarato che fin quando lui sarà il comandante in capo, l’America non scapperà di fronte a degli assassini.
Freud apprezzerebbe.

Poi non ne vedo il motivo. Perchè mai il Pentagono dovrebbe decidere di attaccare il Nebraska con delle armi chimiche?

A proposito di fosforo bianco, il comando americano ha dichiarato che non è stato utilizzato contro obiettivi civili, ma «come agente oscurante, per cortine fumogene o per illuminare obiettivi».
«Gli effetti combinati del fuoco e del fumo, e in alcuni casi il terrore causato dall’esplosione, le faranno uscire dai ripari, in modo che tu possa ucciderle con esplosivi potenti», ha dichiarato il tenente colonnello Venable. Una volta illuminato tutto, gli obiettivi civili venivano lasciati bruciare in pace.

Secondo i militari in questione, a Falluja non incontrarono praticamente nessun civile.
Lo stesso si poteva dire fino a 5 chilometri dal centro di Hiroshima la mattina del 5 agosto 1945.

(fonti: corriere.itmacchianera.itrepubblica.it)

Blog – il Fluido che Uccide.

Prodi ha chiuso il suo blog, inaugurato due mesi fa.
Totale post: 3.
L’ultimo recita: "Lavori in corso. Blog temporaneamente sospeso fino alle Regionali."

Capite? Il blog ora è sospeso.
Prima invece viaggiava alla media di, addirittura, 1 post al mese.
Non dormivo la notte nel chiedermi dove diavolo trovasse il tempo.

La sinistra italiana, da domani riunita in assise per analizzare i motivi della sconfitta nelle politiche del 1994, ha qualche problema nel comprendere l’importanza delle nuove tecnologie e la loro incidenza sulla società.
Fassino ha l’espressione di uno che, quando il pc lo avvisa che il sito cui sta per accedere può non essere sicuro, prima di cliccare su ‘continua’ manda i figli a casa dei nonni. Rutelli, quando è andato a comperare il forno a microonde, ha chiesto al commesso se avevano i modelli con lo schermo al plasma.
D’Alema…D’Alema son tre anni che cerca di ricordare dove diavolo ha messo il cavo del suo nuovo mouse cordless.
Prodi ha aperto un blog personale e l’ha lasciato là, senza farci un cazzo, per vedere cosa sarebbe successo.
L’equivalente di uno che si compra una confezione di preservativi e aspetta in casa che una figa ninfomane gli suoni alla porta.

Prese di posizione

Le truppe italiane non resteranno a lungo in Iraq. Lo ha detto Berlusconi durante la registrazione di Porta a porta.

Non immaginavo che Porta a porta fosse un programma registrato. Credevo fosse tutto in diretta: il premier che capita lì per caso, suona il campanello, Vespa che va ad aprire e lo colpisce a bruciapelo con una domanda che tutti non vedremmo l’ora di fargli: "Trovato traffico?".

La nostra presenza «dipenderà dalla capacità del governo iracheno di dotarsi di strutture di sicurezza accettabili»

Parafrasando: rimarremo in Iraq fino a quando ci saranno da risolvere i problemi causati dalla nostra presenza in Iraq.
Roba che neanche Escher.

Ma il premier fissa un punto: «Già da settembre cominceremo una progressiva riduzione del numero dei nostri soldati in Iraq».

Giusto. Autunno: cadono i morti.

«Ne ho parlato con Tony Blair – ha concluso Berlusconi – ed è l’opinione pubblica dei nostri paesi che si aspetta questa decisione».
Tony Blair, la portinaia della Casa Bianca, ha subito smentito Berlusconi.
«Né noi nè l’Italia abbiamo fissato la data di inizio del ritiro dall’Iraq. Questa – ha aggiunto il portavoce di Downing street – è esattamente la nostra posizione».

Non ho mai avuto dubbi sulla loro posizione.
Mi chiedo solo per quale motivo ostinarsi ad usare mostarda invece che vaselina.

The Wor(l)d Inside

In internet si trovano cose straordinarie, e non solo una collezione di filmati che vi spiegano come divertirvi con una lavatrice, un filo di nylon e il gatto del vostro vicino.

Ho passato almeno vent’anni della mia vita con un sogno in tasca: scrivere un libro.
Ma, visto che la mia prosa non ha mai lasciato trasparire alcun talento da coltivare (l’incipit* del mio primo romanzo, "Occhi di rapa", vinse il premio "Worse Incipit" nel 1956, e credo sia a tuttoggi imbattuto, nonostante la Tamaro), decisi di dedicarmi alla stesura di un’enciclopedia – a suo modo un libro, mi dissi – che non richiede talento alcuno al di fuori della conoscenza, che innata non è di certo.

Fu così che lavorai, indefessamente, giorno e notte, per raccogliere e sintetizzare il pensiero e lo scritto di altri falliti che, prima di me, si erano cimentati nel percorrere questa via, che conduce al successo in maniera tanto democratica ed equa (chiunque, lavorando sodo, può scrivere un’enciclopedia).
Migliaia e migliaia di voci, nomi, parole, eventi, condensati, catalogati, scritti e riscritti, migliorati, limati, tolti, riammessi, personalizzati, riaggiustati. Anni ed anni della mia vita perduti in un’impresa titanica da lasciare ai posteri, caratteri vergati a mano, sudati uno per uno, senza soluzione di continuità, in un gioco di rimandi e richiami pressochè infinito. Speculare, direi.
Fino a quando, in un mattino emerso da una notte insonne, compresi di aver concluso quell’opera senza pari. Mi alzai, mi diressi verso l’unica finestra del mio studiolo, alzai gli occhi al cielo e piansi.
Tornato poi dalla cucina, dove ero andato con l’idea di prepararmi qualcosa da mangiare, decisi di rileggerla immediatamente, dall’inizio alla fine.
Non appena conclusi la lettura dell’ultimo lemma, due domande sorsero dai meandri più profondi della mia anima, prima ancora che richiudessi quelle poderose pagine appesantite d’inchiostro.

"Come può un uomo solo pretendere di catalogare tutto lo scibile, se esso stesso ne è soltanto una piccola parte ma soprattutto, quanto tempo è passato dall’ultima volta che ho dato una mescolata al sugo?"

Dicevo, cose straordinarie.

*: "Il fumo della sua sigaretta disegnava volute che neppure cento castori ubriachi sopra un lago ghiacciato mi avrebbero fatto conoscere"
 

The Bush Code

«Un presidente non dovrebbe mai dire mai»: così si è espresso oggi il presidente degli Stati Uniti George Bush, a proposito dell’ipotesi di un intervento militare contro l’Iran.

Bush, durante le interviste, ha la faccia di uno che non solo non capisce le domande che gli vengono poste, ma che mentre parla cerca continuamente di ricordare dove diavolo ha parcheggiato la macchina.
Dieci minuti dopo essere sceso da un elicottero grande quanto il Madison Square Garden, e con più posti a sedere.
«L’intervento militare», ha detto Bush durante un’intervista al canale televisivo belga VRT «non è mai la prima scelta del presidente. La diplomazia è sempre la prima scelta di un presidente, o almeno è sempre la mia prima scelta. Noi abbiamo uno scopo in comune, che l’Iran non abbia l’arma nucleare».
E’ chiaro che quel ‘noi’ si riferisce a lui e al presidente degli Stati Uniti d’America, cioè sempre lui ma pettinato meglio. Dovrebbero almeno ricordarsi di scriverglieli in prima persona, quei discorsi.
La situazione in questo momento con l’Iran, ha precisato Bush, «è totalmente diversa da quella irachena nove mesi prima dell’inizio dell’operazione militare americana».
Infatti, in questo caso, i mesi che mancano sono dieci.
Gli iraniani «stanno cercando di dire, "non vogliamo fare nulla perchè gli americani non sono coinvoltì". Ma l’America è coinvolta. Manteniamo consultazioni strette con i nostri amici, siamo nel consiglio dell’Aiea, e continueremo a lavorare con i nostri amici e alleati per rendere il concetto chiaro», ha precisato.
Le dichiarazioni di Bush sono talmente incomprensibili, che nelle comunicazioni d’emergenza fra la Casa Bianca e il Pentagono non viene nemmeno più utilizzato il linguaggio in codice.

Sabbie Mobili

Il 7 febbraio il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha presentato al Congresso la proposta di bilancio per il 2006.

Oltre alla preoccupazione per le voci riguardanti i tagli alla spesa pubblica e la cancellazione di molti programmi federali, a destare qualche sospetto è quella inerente la nuova Imposta Repubblicana sugli Armamenti Nascosti, meglio nota come IRAN.

Bush ha dichiarato che per riuscire a dimezzare il deficit degli Stati Uniti entro il 2009, i cittadini iraniani dovranno essere pronti a compiere grandi sacrifici.

Ci avete pensato? Nei più recenti aggiornamenti della lista di stati canaglia, da invadere prossimamente, la CIA ha inserito tutti i paesi confinanti con l’Iraq. E già lì stanno trivellando dovunque, scavano dappertutto, spostano tonnellate di sabbia.

L’unica volta che ho visto una cosa simile è stato nel giardino di un canile-ricovero per cani malati di Alzheimer.

Username: brufolo122 / Password: GPR54

Brufoli sul viso, il corpo che cambia sconvolto da tempeste ormonali, nuovi stimoli e pulsioni.
Ebbene sì: non so come diavolo abbiate fatto ma siete capitati a un convegno dei giovani di Forza Italia.
E’ di poche settimane fa la scoperta di un gene che dà inizio alla pubertà, il GPR54: sarebbe lui a scatenare l’attacco ormonale che rende gli adolescenti scontrosi, pieni di foruncoli e sessualmente maturi.

Per quel che mi riguarda non ho avuto una pubertà troppo serena. Mio padre mi chiamò a sè, per rivelarmi tutto quel che sapeva sul sesso, quando avevo appena otto anni. A quindici, scoperto che il cloroformio non era strettamente necessario (una badilata violenta alla nuca va bene uguale), mi resi improvvisamente conto che qualcosa, dentro di me, stava cambiando.
Fortunatamente erano solo le conseguenze di quella stupida scommessa sull’atossicità del Crystal Ball (solo in seguito scoprii che la scritta sul tubetto era riferita all’ingestione di quantità inferiori ai dieci chili).

Il risultato, secondo gli scienziati, può favorire il trattamento dei disturbi legati alla pubertà. Un bambino ogni 10mila, stimano gli esperti, ha problemi ad affrontare questo passaggio. Molti vi entrano prematuramente, alcuni addirittura soli due anni, riferiscono gli scienziati.
Negli Stati Uniti molte diocesi si sono dette preoccupate di questo fenomeno, che coinvolge migliaia di adolescenti.
Alcuni crescono talmente in fretta che molti prelati non fanno in tempo ad abusare di loro.

Buffet

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Si comincia!

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Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)