Author Archive for Francesco Costa

Le dimissioni farlocche di Selva

Qualora fosse vera quella strana teoria secondo cui esisterebbe un fantomatico "Partito del Corriere" che trami e brami per arrivare ad un governo istituzionale - e in questo piano rientrassero quindi le intervistone a Monti, i comizi di Montezemolo, il libro di Stella e Rizzo, eccetera - mi risulterebbe molto difficile pensare che quei buontemponi (eufemismo) di Buttiglione e Selva non siano parte del complotto, eroici kamikaze pronti al sacrificio personale pur di far giungere il paese il prima possibile al climax dell'antipolitica militante (ci manca solo che il Corriere vada in edicola coi dvd di Beppe Grillo a 9,90 € e tutto quadrerebbe, in effetti).

Detto questo, però, occorre dire una cosa per frenare i facili entusiasmi di molti: le dimissioni di Selva sono farlocche almeno quanto quelle di Turigliatto. Si da il caso che il regolamento parlamentare stabilisca che le dimissioni di un senatore per essere esecutive debbano essere approvate dall'aula, che si esprime a scrutinio segreto. Non è necessario che io vi ricordi la situazione numerica a Palazzo Madama.
Franco Turigliatto aveva promesso in fretta e furia le dimissioni dopo essere diventato l'uomo meno stimato (sic) del centrosinistra italiano: per inciso, ci ha ripensato ancora prima che le farraginose procedure regolamentari facessero arrivare il momento del voto. Ora, capisco le anime candide, ma suvvia: credete davvero che la Cdl sia pronta a rinunciare ad un senatore con una tale nonchalance?* Vedrete: Selva chiederà scusa, dirà che non lo farà più, non andrà in tv per qualche mese e nel frattempo - qualora si arrivasse al voto - lo scrutinio segreto respingerà senza troppi problemi le dimissioni farlocche. Dopo essersi giovato dell'ambulanza, Selva si avvarrà di senza troppi problemi di un bel.. pronto soccorso.

* Aggiornamento: a seguito di alcune segnalazioni ho fatto una ricerca veloce e mi correggo. A seguito di dimissioni di un senatore subentra il candidato che segue immediatamente l'ultimo degli eletti nell'ordine progressivo della lista cui apparteneva il senatore dimissionario: quindi Selva sarebbe sostituito da un altro senatore di An. Sul fatto che l'aula approvi le dimissioni, però, sono piuttosto scettico: le dimissioni di Livia Turco, tanto per fare un esempio, sono state già respinte per tre volte, e Selva ha già fatto retromarcia.

Sento odor di ambientalisti

Già tempo fa, sulle pagine del mio blog, si parlò di un certo ambientalismo inconcludente, estremista e catastrofista ("Nel 2000 spariranno le foreste!", "Nel 2000 si scioglieranno i ghiacciai!", "Nel 2000 non potremo più respirare l'aria delle città!", ricordate?), che tanti danni ha fatto alla vera difesa dell'ambiente e alla causa dell'ambientalismo (vedi anche l'eolico che deturpa i paesaggi, quindi meglio il petrolio; o le ferrovie che per essere fatte necessitano di cantieri e caterpillar, quindi meglio il trasporto su gomma).

Da ieri, in Italia non si parla d'altro che di allarme siccità: un allarme reale e quanto mai urgente.


Stamani il Corriere della sera pubblica il contributo al dibattito di Fulco Pratesi, presidente di WWF Italia, che racconta la sua giornata tipo alle prese col risparmio dell'acqua. Davanti agli annosi problemi del riscaldamento globale e della mancanza d'acqua, Fulco Pratesi ci racconta la sua "giornata anti-sprechi", indicando ai cittadini come dovrebbe comportarsi chi ha a cuore le sorti del pianeta.

"Di doccia giornaliera, abitudine pare molto diffusa, non se ne parla. Un solo bagno il sabato mattina consente di risparmiare molta acqua." (smettere in toto di lavarsi consente di risparmiarne ancora di più, caro Pratesi. Mi sorprende che non ci sia ancora arrivato)
"Le camicie [...] mi possono durare dai due ai tre giorni. Le mutande qualcosa in più, mentre la canottiera resiste da un sabato all'altro." (coraggio, con le mutande si può ancora migliorare)
"Un individuo sano, che non mangi troppo aglio e non sudi in maniera eccessiva, può benissimo avere una vita di relazione senza lavarsi troppo e senza usare gli orrendi deodoranti".

Ricapitolando: un bagno la settimana, niente deodoranti. Anche in estate, quando si suda anche restando fermi, e senza deodoranti si puzza già due ore dopo la doccia. La stessa canottiera per una settimana, le stesse mutande per quattro giorni (e trovo preoccupante che in tutto l'articolo non si dica mai una volta la parola 'bidet'). Ora, ognuno è libero di intrattenere i rapporti che preferisce con acqua e sapone, ma immagino che le conseguenze di certe romantiche abitudini igienistiche finiscano per ripercuotersi anche sulle persone innocenti che si vengono a trovare in un raggio di tre-quattro metri dall'ambientalista. Insomma, non vorremmo per nessun motivo trovarci nei panni della moglie o dei colleghi di lavoro del presidente di WWF Italia.

Italiani, state tranquilli. Checchè ne dica Fulco Pratesi, le cause del riscaldamento globale e della siccità non risiedono certo nel desiderio di igiene personale di chi si fa una doccia al giorno; gli sprechi di acqua che ci portano all'emergenza non sono certo quelli dovuti ad un sano cambio di mutande quotidiano. E se anche tutti si comportassero come il presidente del WWF, cambierebbe qualcosa? Pratesi tenta di svuotare l'oceano col cucchiaio: il tutto senza contare che se tutti facessero come lui, i mezzi pubblici sarebbero praticamente impraticabili, incentivando l'utilizzo delle automobili; qualsiasi luogo pubblico (specie in estate, peggio se affollato) sarebbe infrequentabile; l'aria sarebbe molto più irrespirabile di quanto non lo sia adesso.
La giornata-tipo di Fulco Pratesi non è la giornata di un eroe che sacrifica sè stesso in nome dell'ambiente, è semplicemente la giornata di una persona che non ama lavarsi e ha trovato una scusa per andarne fiero: un "uomo di poca igiene", come - dice l'articolo - sostiene la sua consorte, alla quale va tutta la nostra solidarietà.

- Luigino, corri sotto la doccia, sei puzzolente!
- Non sono puzzolente, mamma: sono ambientalista!
- ...

Aggiornamento: dei Verdi, di Pecoraro Scanio e di una certa incoerenza.

Se i coniugi di Erba sono fan della Fallaci

"Olindo Romano è dimagrito di 12 chili. Poco cibo e tante, tantissime, sigarette. Nella sua cella — la numero 1, due metri per tre—passa il tempo guardando senza troppo interesse la televisione, leggendo libri in prestito dalla biblioteca del carcere e, più spesso, fissando il soffitto. Legge di tutto, ma specialmente romanzi e la trilogia di Oriana Fallaci. Uno dei libri l’ha restituito sottolineato e scarabocchiato nelle parti che parlavano di rabbia e rancore, di episodi di collera verso i bambini."
(Corriere della Sera, 18 Marzo 2007)

Secondo voi, dovrebbe fare riflettere di più il fatto che un efferato assassino che ha sgozzato una intera famiglia meticcia sia un appassionato lettore della trilogia di Oriana Fallaci, oppure il fatto che nelle carceri italiane per rieducare un efferato assassino che ha sgozzato una intera famiglia meticcia non si trovi di meglio che dargli da leggere l'ultima trilogia di Oriana Fallaci?

Il nuovo Panorama

E' uscito il nuovo Panorama. Ora, io non sono mai stato un lettore assiduo di Panorama (non è esattamente il settimanale che preferisco), e non ho neppure una grandissima opinione del suo direttore, Pietro Calabrese. Però visto il suo nuovo sito (bellissimo) e visto che questa settimana il settimanale costa un euro (bravi), ho deciso di comprarlo.

Guardiamolo quindi, questo nuovo Panorama. Non per dare giudizi sin dalla copertina, ma se quella della prima uscita era gradevole, la seconda fa veramente schifo. Ma cos'è quel rosa? Sembra l'allegato di Cioè. Procediamo, comunque, con qualche numero: il nuovo Panorama consta di 300 pagine totali (comprendenti prima, seconda, terza e quarta di copertina). Di queste, 147 (e mezza) sono occupate da pubblicità. Non è poco, ma è nella media di questo tipo di settimanale. Delle rimanenti 152 pagine (e mezza), andrei sottraendo altre 14 pagine più o meno inutili (sommario, shopping, motori, inregaloconpanorama, marchette varie): il succo del nuovo Panorama è dunque composto da 138 pagine.


E cosa ci troviamo in questo succo? Apre il direttore Calabrese con un simpatico editoriale-aneddoto sui trascorsi di Mastella e la performance di Prodi a Matrix (buono), proseguono una serie di news tratte da alcuni blog e un corsivo di Giuliano Ferrara ("Fermiamo il trillo in classe": vale a proposito quanto scrive Serra). Di seguito, l'inevitabile: poteva Panorama (seppure nuovo) rinunciare ad un mega reportage su Vallettopoli? No che non poteva, infatti ti becchi sei pagine di "Scatti e ricatti" (giorni fa, Panorama aveva addirittura messo online il testo completo dell'ordinanza contro i presunti colpevoli: 700 pagine piene di conversazioni, numeri di telefono non criptati e dati sensibili. Il file è stato rimosso dopo poche ore).

Ma proseguiamo: corsivi di Sergio Romano sui Lords (buono) e di politica estera a firma Gianluca Beltrame (buono). Seguono tre pagine sull'Afghanistan in cui si spiega con pazienza la scelta del centrodestra che vota col governo "ma vuole costringere il governo a garantire dotazioni migliori al nostro contingente", l'intervista alla moglie di uno degli impiegati Eni rapiti che accusa il governo di ignorare i loro cari dedicandosi solo al caso Mastrogiacomo (peccato che i due siano stati liberati proprio il giorno dell'uscita del settimanale), due pagine su Napolitano, una su Flavia Franzoni, un corsivo di Bruno Vespa che rimpiange le larghe intese, un pezzullo di Antonio Polito su laici e mangiapreti (buono), due pagine di resoconto del dibattito online sulla carne il venerdì a mensa (già è noioso il dibattito online, immagina il resoconto).
A pagina 74, in due corsivi c'è una piccola svolta: un pezzo di Lino Jannuzzi che da il bentornato in Cassazione a Corrado Carnevale, il giudice 'ammazzasentenze' nemico giurato di Giovanni Falcone, e uno di Paolo Guzzanti che, abbandonati (o quasi) i toni deliranti del suo blog, definisce la trasmissione di Santoro 'un gulag della prima ora' (poteva dire semplicemente che è brutta, e saremmo stati d'accordo). Oh, finalmente riconosco il caro vecchio Panorama.

A pag. 84, Francesco Alberoni mette in acrobatica relazione causa-effetto i video fatti a scuola coi telefonini e il precariato (non chiedetemi come), a pag. 98 un bel pezzo sulla Cina di Hu Jintao, poi un po' di fuffa finanziaria (Tronchetti, Telecom, Coppola e i furbetti: perdonatemi, Panorama non c'entra, non riesco a leggere ancora questa roba), un box a firma Stefano Vespa (fratello di Bruno), un bel pezzo sulle prossime elezioni francesi (di Denise Pardo), un dossier sul climate change, un'inchiesta sulle famiglie italiani dipendenti dalle società finanziarie, un reportage sui bambini del Ku Klux Klan.
Felice parentesi è un corsivo di Adriano Sofri dal titolo eloquente ("Soffia il vento dell'antipolitica". Amen), prima di un altro bel po' di fuffa (stavolta modaiola, mediatica, gossippara, tecnologica, marchettara) che guida stancamente il nuovo Panorama alle ultime pagine.

Conclusioni? Dunque, chiaramente non mi aspetto di trovarmi entusiasta davanti ad un settimanale di orientamento conservatore, qualunque esso sia. Però bisogna fare qualche distinguo. Prendiamo Il Foglio, per esempio: è un giornale di orientamento liberalconservatore, ma è una goduria anche per il lettore progressista. Uno poi è libero di essere o no d'accordo con quel che ci trova scritto (nonostante molti ne dicano peste e corna senza averlo mai aperto), ma rimane un fatto: che, superati gli iniziali pregiudizi, il Foglio è sotto ogni punto di vista un ottimo quotidiano, costruito benissimo e altrettanto benissimo scritto e pensato. E io, liberale, laico e progressista, lo leggo online con piacere. Ora, se Panorama fosse costruito e pensato come una sorta di Foglio settimanale, potrebbe secondo me funzionare di più. Così, invece, è il solito vecchio Panorama a metà tra Capital e Il Giornale, abbellito di una grafica accattivante e un magnifico sito: è sicuramente meglio del Panorama di Rossella, direttore Calabrese, ma il salto di qualità purtroppo non c'è.

La morte dei Ds (?)

I tre o quattro affezionati lettori del mio blog sanno che il sottoscritto è appassionato sostenitore dell'esigenza del centrosinistra italiano di completare la sua transizione e consolidarsi attorno ad uno schieramento politico riformista di respiro europeo. Questo progetto, che - ad oggi - non può esaurirsi nella valorizzazione dei Ds, lo si chiama comunemente Partito Democratico: era nato per racchiudere Ds, Dl, Sdi e Repubblicani europei, ma poi Ds e Dl hanno pensato che era meglio farselo per conto loro e hanno, di fatto, estromesso tutti gli altri.


Hanno deciso di costruirsi il Partito Democratico chiusi in una stanza, condannandolo così a morte certa prima ancora che nasca. Infatti, per quanto Ds e Dl abbiano piattaforme programmatiche molto simili tra loro, i dirigenti dei rispettivi partiti farebbero bene a farsi un giro per il paese e vedere quanto grandi siano le differenze tra le classi dirigenti locali dell'ex-Pci e dell'ex-Dc.
In Sicilia, per dire, i Ds sono un partito clinicamente morto, logorato da faide e lotte intestine al punto da emarginare e cacciar via le sue forze migliori (Finocchiaro, Fava) e tenersi gli scarti. I Dl sono un covo di ex-Forza Italia, pronti da un momento all'altro a fare il salto della quaglia e passare al Mpa, all'Udc o nuovamente a Forza Italia. I dirigenti Ds e Dl pensano che una decisione presa in una stanza romana possa come per magia fare andare d'amore e d'accordo due contesti così diversi? Non si fanno sfiorare dal dubbio che forse sarebbe stato meglio spingere per creare una nuova classe dirigente, coinvolgere i militanti dei partiti, mobilitare l'elettorato, per prepararli a questa svolta e raccogliere il loro contributo?

Comunque. Io - dicevo - sono un sostenitore della necessità del Partito Democratico.
Nella mia vita ho sempre votato Ds (tranne in un paio di elezioni locali una persona di massima fiducia candidato con Rifondazione, e mai eletto). Per un paio d'anni ho avuto persino la tessera, dei Ds. Mi riconosco in una sinistra riformista, liberale, democratica e laica.
So che il Pd va fatto con la Margherita, e conosco il pregio e il difetto della Margherita: il pregio, è una fascia di giovani dirigenti e simpatizzanti moderni, pragmatici, capaci e - soprattutto - laici (vedi Francesco Soro). Il difetto è che la grandissima parte della sua classe dirigente è orribilmente e insopportabilmente asservita alla Conferenza Episcopale Italiana e allineata su posizioni clericali che in Europa trovano omologhi solo in parte del Ppe (e noi li vorremmo nel Pse? Ma dovrebbe essere il Pse a prenderci a pedate!). Ora, io non pretendo che il futuro Pd abbia in materia di diritti civili le posizioni di Zapatero. Mi piacerebbe, ma so che non può essere. Sono un tipo pragmatico, e so che si dovrà cercare un compromesso. Ma in questo compromesso la componente laica, ruolo che dovrebbe spettare ai Ds, non può avere altra posizione che quella del socialismo europeo, quella di Blair o di Zapatero. Non può. Perchè se la posizione di partenza dei Ds è quella manifestata da Fassino a proposito dell'eutanasia e delle adozioni da parte di coppie omosessuali, non c'è nessun compromesso da fare: Fassino la pensa come Rutelli, un problema di meno.
Lo dica chiaramente: non c'è nulla di male, noi ci regoleremo di conseguenza. Anche perchè, con queste premesse, non è difficile fare previsioni: il Partito Democratico si farà, se lo faranno D'Alema, Fassino, Rutelli e Marini e saranno tutti contenti. Alle europee prenderanno il 25% e avranno ucciso il centrosinistra.

Gli idioti di Roma non mi rappresentano

Ieri a Roma ha sfilato quel che di più fetido e marcio può mai riconoscersi nella sinistra.
Il peggio del peggio, il fango, la feccia: sub-umani fascisti e antidemocratici ubriachi di violenza e intolleranza che rappresentano un tumore per il paese e per la sinistra. Rivoluzionari falliti colmi di contraddizioni, convinti di cambiare il mondo preservando lo status quo e urlando cretinaggini in piazza; vigliacchi insani di mente che ad ogni tre per due si permettono pure di dire al governo cosa ha sbagliato, cosa non deve fare, cosa non deve toccare.
Mai più al governo con chi asseconda simili manifestazioni di idiozia pur di accaparrarsi i voti di queste incrostazioni.
Altro che "compagni che sbagliano". Questa gente non è di sinistra. Questi fascisti con la sinistra non c'entrano nulla. Mi rivolgo a tutte le persone che si riconoscono in una qualsiasi delle tante anime del centrosinistra italiano, visto che mi sembra che parole di forte condanna siano arrivate anche da diversi illustri esponenti della sinistra radicale. Sarebbe bene, una volta per tutte, evitare equivoche e imbarazzanti equidistanze e dirlo forte e chiaro: gli idioti di Roma non mi rappresentano.

Liberi di obbedire

Riguardo il caso della satira sul Papa, sento dire da persone anche molto equilibrate e stimate che invece di prendere il giro il Santo Padre dovremmo ringraziare il cielo di essere nati in Italia e non in Arabia Saudita, di avere Ratzinger e non Khomeini, per dire.

Mi sembra una argomentazione insensata.
Si chiede, in soldoni, di non esercitare la libertà di espressione per rispetto verso colei o colui che ci fanno la grazia di concedercela, al contrario di quel che accade nei paesi islamici (il tutto senza ricordarci che i colei o colui in questione ci concedono la la libertà personale solo grazie a quel che accadde nel '700, e che negli anni del fascismo non è che abbiano fatto moltissimo per tutelare le libertà personali dei cittadini, anzi, meglio non aprire questo taglio).
Insomma, è come se il primo ministro di un paese democratico togliesse il diritto di voto alle donne e poi dicesse: "E vi arrabbiate pure? Abbiate rispetto verso me, che in fondo sono un buon uomo.. mica come quelli che vi fanno prendere a pietrate se solo osate a togliervi il velo!"

Napoli siamo noi (ma proprio noi)

Quando penso alle condizioni in cui si trova la mia regione, la Sicilia, e la mia citta, Catania, non posso fare a meno di pensare che gran parte delle responsabilità del degrado, della miseria, del malgoverno e della delinquenza sono da ascrivere alla classe politica che amministra questi territori. Tranne qualche rarissima eccezione, in Sicilia e a Catania da decine di anni governano persone appartenenti alla stessa area politica (ex, post, neo dc, sostenuti da giunte di centrodestra), e la Sicilia va sempre peggio: o sono stati irresponsabilmente disinteressati, o sono stati incredibilmente incapaci. In ogni caso, la sostanza non cambia: la situazione peggiora, e loro hanno pesanti responsabilità.

Ora, bisogna essere onesti. Bisogna essere onesti e dire che a Napoli il centrosinistra governa ininterrottamente da oltre dieci anni. Irresponsabili, disinteressati o incapaci, poco importa. A Napoli il centrosinistra ha tragicamente fallito. Non sappiamo se con il centrodestra sarebbe andata diversamente; secondo me no, ma sarebbe veramente patetico giustificarsi così dopo un fallimento di questa portata.
E poi, una domanda irriverente: ma a voi non sembra quanto meno strano che in una città e in una regione martoriata dalla criminalità organizzata, dalla povertà e dal disagio una persona riesca a farsi eleggere puntualmente da decine di anni con percentuali bulgare? Ecco, non mi verrete mica a dire che è il frutto di una buona e saggia amministrazione..

Quesito sociologico

Secondo voi, questi per chi votano (se votano)?

Lo sdoganamento della bestemmia

Da diversi anni ormai nel mondo della televisione e - soprattutto - dei reality show si è fatta strada quella norma per cui il concorrente che bestemmia in diretta si macchia di una mancanza di rispetto verso il pubblico talmente grave da meritare l'eliminazione dal gioco. Sia chiaro, quindi, fin dall'inizio, a tutti i concorrenti: questo è un paese cattolico. Potete picchiarvi, insultarvi, minacciarvi, accoppiarvi, tradirvi, fumare, drogarvi, dare prova della vostra totale ignoranza, lanciare messaggi fortemente diseducativi. Ma bestemmiare no, se no ci offendiamo.
Ora, se all'eliminazione dal reality facesse seguito l'eliminazione del bestemmiatore dalla televisione, il ragionamento - per quanto ridicolo - avrebbe un filo logico. Si dice: la bestemmia è una cosa così grave e offensiva  (più di tutto quello sopra) che te non metti più piede in tv. La cosa, per quanto degna di uno stato khomeinista, avrebbe un senso. Dato che, però, il bestemmiatore la settimana successiva all'eliminazione fa il suo ingresso da star in studio e da lì in poi sarà ospite di mezzo palinsesto della rete, sorge qualche dubbio.
Sembra quindi che la bestemmia in tv sia una cosa talmente grave ed offensiva che per il bestemmiatore la sua conseguenza più appropriata e proporzionata sia l'eliminazione da un gioco televisivo. Quindi, cari bacchettoni e moralisti che state corrodendo peggio di un cancro questo paese (e magari ieri stavate pure a Verona), sappiate che state dicendo all'Italia che bestemmiare è una cazzata, e se bestemmi rischi - nella peggiore delle ipotesi - di essere eliminato da un reality show. Mi fate un po' schifo, se non si era capito

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)