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Alcune cose

– La foto non c’entra nulla ma mi ha strappato un sorriso mentre sceglievo le zucchine alla coop, quindi l’ho pubblicata.

– Lo sconto di pena ottenuto grazie all’indulto dal mostro di Foligno ha fatto arrabbiare molti. Buona parte di questa arrabbiatura è strumentale. Altri, spesso impegnati a difendere l’indulto, si sono affannati a dimostrare che se io riduco il termine della pena dal 2023 al 2020 sostenere che "il mostro uscirà presto di prigione" è una fragorosa stronzata. Sacrosanto.
I giudici dicono di aver applicato la legge, io avevo capito che gli autori di reati sessuali contro i minori non avrebbero beneficiato dell’indulto e non credo che il fatto di far seguire l’uccisione del bambino alle molestie e agli abusi possa far sparire la componente della pedofilia dal reato. Quindi sicuramente avevo capito male all’inizio. Lo spero.

Cosa ne penso complessivamente di questi tre anni di sconto per Chiatti?
Che non se ne sentiva il bisogno.

– A Deaglio e ad altri non è piaciuta la prima puntata di Report, quella che ha mostrato stralci di un documentario sull’11 Settembre che lancia pesanti dubbi sull’attendiblità delle tesi ufficiali sugli attentati.
Quando ho letto che sarebbe stato questo il tema della puntata non ne ero particolarmente felice, ma mi sono potuto ricredere.

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Sono malfidato

Lo sappiamo tutti: Moggi non è una persona onesta. Partendo da questa premessa il fatto (dimostrato) che lui usasse schede telefoniche svizzere per comunicare con designatori, procuratori e chissà chi altro è sufficiente per ottenere la certezza indiscutibile che i campionati, il calciomercato e anche il combattimento clandestino dei galli nei sobborghi di los angeles erano truccati.

Come le spieghi le schede non intercettabili?
Tant’è che quando avevo letto questa risposta:

"Mi dovevo proteggere dalle aggressioni. Innanzitutto quelle schede non sono ventimila, ma venti e, normalmente, le buttavo via dopo 15 giorni. Le prendevo soltanto per non rendere facile violare la privacy del mio lavoro. Abbiamo una legge sulla privacy con un Garante che non garantisce e c’è molto spionaggio industriale. L’unico mezzo era eclissarmi. Trattavo in quel periodo Cannavaro, Ibrahimovic ed Emerson. Li volevano anche altri. Anche l’Inter, per esempio. E quando le cose si mettono così, il giocatore o lo si paga troppo o lo si perde. Con quelle 20 schede mi sono soltanto cautelato da intrusioni che pure ci sono state".

tratta da questa intervista rilasciata a fine luglio, avevo pensato: "A’ Lucià, questa è davvero grossa, inventatene un’altra".

Dicevo, parlando fra me e me, "ma ti pare possibile che Telecom abbia una struttura interna che controlla le telefonate di personaggi noti, che crea dossier ad uso e consumo di non si sa bene chi, che il capo di questa struttura è a conoscenza di quali intercettazioni vengono richieste dalla magistratura, che questo stesso riferisca direttamente all’A.D. di Telecom che è anche Vice Presidente dell’Inter?
No, dai, è plausibile pensare che ci siano elementi all’interno della struttura di sicurezza di Telecom che chiedevano alla propria segretaria di prelevare i dati sulle conversazioni della Juventus, di Moggi, della Gea e via dicendo…?
"

Scusa lucià.

Ingerenze di qualità

Si sta scatenando una bagarre inaudita per la storia di Telecom e del dossier di Rovati, con tanto di dimissioni e apertura di un fascicolo da parte della Procura di Roma.
Sfido chiunque a sostenere che più di un italiano su 100 ha capito, anche vagamente, di cosa si tratta.

Io ho capito una cosa: Rovati (quindi Prodi?) pensa che Telecom dovrebbe restituire allo stato e alla sua gestione la rete telefonica, quella rete costruita per 50 anni con la generosa sponsorizzazione dei contribuenti italiani, con i soldi delle interurbane a prezzi da strozzo e senza necessità di chiedere permessi a nessuno per fare buchi ovunque.

L’obiettivo è semplice: difendere gli interessi nazionali facendo in modo che sia lo stato a cedere agli operatori (a prezzi bassi e uguali per tutti) l’accesso alla suddetta rete ed evitare che il 90% delle infrastrutture delle telecomunicazioni italiane possano finire in un sol colpo nelle mani di qualche ignoto investitore (magari straniero) che si trovi a scalare la società dell’uomo più indebitato ed influente d’Italia, il Tronchetto Provera in Afef.

In questo modo la finiremmo con la fasulla competizione truccata dall’incumbent Telecom che con le proprie strategie commerciali tiene i prezzi alti frenando lo sviluppo tecnologico ed economico del paese: finalmente tutti gli operatori potrebbero farsi una concorrenza reale.
"Reale" come quella francese. Per intenderci quella concorrenza che permette a Telecom Italia di offrire agli utenti francesi servizi migliori ad un prezzo minore rispetto a quelli degli utenti campioni del mondo (POPOPOPOPO).

Rovati (quindi Prodi?) ha maledettamente ragione. Dov’è lo scandalo?
Nel fatto che il governo italiano ingerisce (tra la altre cose con scarsissimo successo, dimostrando che oramai il danno è fatto) nelle politiche di un’azienda privata con il deliberato scopo di tutelare l’interesse nazionale e dei consumatori?

E io, di grazia, cosa li avrei votati a fare se non per ingerire in queste cose ed in questa direzione?

L’umiltè

Tralasciando (volutamente) discorsi sui massimi e minimi sistemi blogghistici vi racconto cosa è successo.

Neri ha scritto un post su Macchianera (no, non uno con i wallpaper scollacciati, un post vero) nel quale accusa Beppe Grillo di aver detto durante uno spettacolo una frase di cui dovrebbe "vergognarsi". Roba seria, insomma. La frase, prasi pari pari da un libro che raccoglie i suoi monologhi (non basta il dvd: pecunia non olet pure se rischia di stravolgere il senso di quello che hai detto), è questa:

 

“Era un problema di assicurazioni [l’attacco alle torri gemelle, ndr]. Adesso dobbiamo determinare se è guerra o se è terrorismo. Perché, se è guerra, le assicurazioni non pagano. Se è terrorismo, pagano. Come l’aereo di Ustica. Finito il dolore, è un problema di premi di assicurazione. Allora, se Ustica era, come io penso, una rottura strutturale, l’assicurazione non pagava nulla. Se c’era una bomba, pagava duecento milioni, se era un missile, deve pagare un miliardo. Diventa un problema così.”

(Beppe Grillo, Tutto il Grillo che conta”, pag. 155 – ed. Feltrinelli)

Letta così fa un certo effetto, è oggettivo.

(La foto di Grillo è presa da qui)

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Vacanze sommarie

Domani mattina me ne vado in vacanza, una 15ina scarsa di giorni fra Spagna e Portogallo, fra ostelli e campeggi, anzi più fra campeggi che fra ostelli che i soldi sono veramente pochi e non posso spalmare i miei debiti in 10 anni né vendere il mio marchio a me stesso generando una ricca plusvalenza in bilancio.
Farò il sacrificio di staccarmi dal mio adorato ibook e da internet, tanto per dimostrare aldilà di ogni ragionevole dubbio che no, non sono dipendente dalla rete. 15 giorni e poi torno, fortunatamente.

Me ne vado un po’ più tranquillo: lo scandalo del calcio si è chiuso (tranne conciliazioni al Coni che potranno limare qualche altro punticino di penalità) e salvo Tar che, qui lo dico e qui lo nego, non si prenderà mai la responsabilità di annullare tutto l’ambaradan condannando l’italia pallonara ad un paio di mesi di ritardo sulla data prevista d’inizio dei campionato, si dichiarerà "incompetente" sulla materia così che il circo possa ripartire in santo caos.
Come avevo previsto, ma non serviva nostradamus, la sentenza della corte federale presieduta da un presidente Laziale ha salvato la Lazio dalla serie B, ha graziato totalmente il Milan (alla faccia delle pene "afflittive" e grazie al solito cavillo di San Palazzi), ha punito solo la Juve mentre il commissario straordinario della Federcalcio interista, con il parere di tre "saggi" nominati da lui, ha regalato lo straordinario scudetto 14 (e del -15) all’Inter. Non sarà l’ultimo, tempo altri ventanni e vedrete.

La vituperata sentenza di primo grado era pasticciata, confusionaria e confusa ma almeno aveva una sua coerenza. La stessa coerenza di cui avevo parlato il 7 Giugno scorso: se in un calcio in cui tutti sapevano che i designatori arbitrali avevano contatti con i dirigenti e si occupavano di mantenere il posto (ottenuto con l’esplicito consenso politico delle società più forti e della Lega Calcio) barcamenandosi fra interessi contrapposti si "scopre" che i designatori arbitrali avevano contatti con i dirigenti e si occupavano di mantenere il posto (ottenuto con l’esplicito consenso politico delle società più forti e della Lega Calcio) barcamenandosi fra interessi contrapposti si può parlare di "illecito sportivo", purchè lo si faccia con tutti i soggetti in campo, punticino più punticino meno. Tutto questo con gli arbitri che ovviamente non ne sapevano nulla e nulla facevano per alterare i risultati. Una coerenza un po’ alla cazzo, ma pur sempre una coerenza.

Invece no, non più: per Lazio e Fiorentina derubricazione del reato da violazione dell’art. 6 (illecito sportivo) a violazione dell’art.1 (lealtà sportiva). Quindi andare a cena e avere frequenti conversazioni (non sulle designazioni della juve) con Pairetto e Bergamo è illecito per Moggi mentre chiedere designazioni "favorevoli" e andare a cena con Pairetto e Bergamo è violazione della lealtà sportiva per Lotito e Della Valle.

Il tutto mentre l’istruire sulle modalità d’arbitraggio in maniera diretta dei guardalinee designati su richiesta esplicita per il Milan è sì illecito, però illecito precario come era "precario" Meani, quindi puniti in Champions League. Si poteva fare puniti con un buffetto sul naso e un paio di tiratine (leggere) d’orecchi, facevano prima.

Ma tanto, si sapeva prima delle intercettazioni, prima delle "prove", prima delle indagini, prima del primo e prima del secondo grado: "la Juve ha sempre rubato e deve essere punita di più, molto di più", lo si sentiva dire in tutte le piazze e in tutti i bar.

Cosa abbiano aspettato a fare due mesi per arrivare fino a questa soluzione non si sa, quando una cosa "si è sempre saputa" i processi, le inchieste e i verdetti sono come i timbri di un notaio: inutili e costosi.

E a settembre, vi prego, ricominciamo a giocare a pallone.

Sentezioso

Stasera sono arrivate dalla Caf le sentenze di primo grado del processo sportivo, avrete saputo.
In realtà le sentenze erano già arrivate stamattina, pubblicate sulla Gazzetta dello Sport che, a camera di consiglio in corso, sapeva già come sarebbe andata a finire (punto più punto meno).
D’altraparte si poteva intuire quale sarebbe stato l’esito dopo che Guido Rossi, a camera di consiglio in corso, tanto per fugare i dubbi che i giudici fossero condizionati e condizionabili era andato alla commissione cultura della camera a riferire di aver trovato "illeciti diffusi e gravissimi".

Quanto partorito dalla Caf di Cesare Ruperto, rinforzata dall’ex consigliere d’amministrazione dell’Inter Guido Rossi con l’inserimento in extremis dell’avvocato Porceddu, estromesso da Carraro e dal "sistema moggi" dopo aver chiesto condanne dure per i protagonisti dello scandalo dei passaporti falsi con Inter (patteggiamento di Oriali e Recoba in sede penale) e Roma coinvolte (all’epoca i verdetti scomodi si aggiustavano così), è un pasticcio piuttosto grottesco.
L’impressione è che la colpevolezza e il giudizio sugli episodi siano stati calibrati per arrivare ad un verdetto che era stato stabilito come l’unico possibile secondo criteri che poco hanno a che vedere con il giuridico.
Sostanzialmente Ruperto ha ricalcato la teoria dell’illecito "strutturato" pur senza portare avanti la storia della "Cupola", fantasiosa invenzione dei Carabinieri del nucleo operativo di Roma.

La Juventus va in B con 30 punti di penalizzazione perchè i rapporti intrattenuti dai suoi dirigenti con i designatori non erano "consoni al mantenimento del clima di lealtà sportiva, probità e terzietà" e si configurano come illecito sportivo (anche se il codice di giustizia sportiva non dice esattamente così). D’altraparte non è il caso di stare a sottolizzare su questo punto quando lo stesso avvocato difensore dice chiaramente che una condanna di questo tipo non gli dispiacerebbe, tattica processuale o non tattica processuale.

Il "latin lover della Caf", Massimo De Santis è l’unico fra i "fischietti", insieme a Dondarini (il cui coinvolgimento, ancora più forzato, inguaia la Fiorentina), ad essere squalificato. In pratica si faceva di tutto per "falsare i campionati" ma gli unici che potevano falsarlo sono innocenti.

La Lazio è un po’ un caso "unico" perchè tutti gli arbitri coinvolti per le partite che le venivano contestate sono stati assolti, quindi gli aquilotti del "moralizzatore" Lotito vanno in B (con punti di penalità) per le "pressioni" sui vertici federali allo scopo di ottenere "un occhio di riguardo". Che può voler dire tutto e niente.

Il Milan, nonostante le ingiustificate lamentele della grancassa del CaiNano, incassa il bottino pieno: usufruisce del "regalo" di Palazzi che gli ha tolto la responsabilità diretta per l’illecito (riconosciuto come tale) con un’operazione di fantasioso maquillage giuridico in sede di deferimenti e si salva dalla serie B. Come se non bastasse, per via dell’insipienza della Caf che ha calcolato male i punti di penalità per il campionato appena concluso (-44 invece di -46), rischia di andare a fare ugualmente la Coppa Uefa il prossimo anno.

Riassumendo si tratta di un confusionario compromesso che presta il fianco a ricorsi, contro-ricorsi, polemiche ed infinite recriminazioni e che non soddisfa nessuna "piazza" né quella forcaiola (con la Juve) né quella innocentista (con tutti gli altri).

A meno di una settimana dalla finale di Coppa del Mondo si sente già la mancanza del "calcio vero", per intenderci quello in cui l’Inter (campione d’estate a ragion veduta quest’anno) finisce per perdere uno scudetto già vinto, magari proprio in favore di quel Milan "vittima dei giudici comunisti" (anche qui) rinforzato dall’aggiunta di un paio di riconoscenti campioni bianconeri come Buffon e Zambrotta che stanno già facendo le valigie pronti a raggiungere Milanello.

Sono sicuro che i nerazzurri si stanno già attrezzando per farci tornare tutti alla spassosa normalità.

La consapevolezza di dover attendere

(Nella foto: Io e Cannavaro festeggiamo il successo)

Inizi di Maggio, io e mio fratello fantastichiamo sui mondiali di calcio imminenti, e pensando alle passate edizione ci viene un flash: "Hey, ma ogni 12 anni andiamo in finale!?!".

La memoria corre indietro e viene fuori l’alternanza magica, di cui ancora nessun giornale parlava:
Messico ’70, finale persa con il Brasile, mondiale giocato oltreoceano
Spagna ’82, finale vinta con la Germania, mondiale giocato in europa
Usa ’94, finale persa con il Brasile, mondiale giocato oltreoceano
Germania ’06…

Un po’ per scherzare è cominciato questi ritornello con gli amici: "Dai, tranquillo, il mondiale è già vinto: prepara la festa. Siamo in una botte di ferro". Ovviamente era la classica sbruffonaggine perchè alla fine dirlo non costa niente, al limite fai bella figura dopo. Ricordo di aver pensato, come ogni buon blogger, "questa la scrivo sul blog". Poi mi è passata di mente per via di alcuni noti motivi (vd. Moggi) e mi sono ritrovato a mondiale iniziato, eravamo agli ottavi, con un appunto a proposito di questa storia in un promemoria di Mac Os X e la scaramanzia mi ha consigliato di lasciar perdere. Mi sono detto: "Lasciamo stare, non scrivo niente sul Mondiale, faccio questo "fioretto": vuoi vedere che è la volta buona?"

Beh, alla fine la cabala è stata clamorosamente confermata.
La gioia enorme, una grande squadra "operaia", il successo "del gruppo" fuori di retorica. Nessuna "stella", ma tanta grinta e tanta voglia di dimostrare di non essere un bluff, di essere in grado di vincere (e di difendere alla grande senza farsi ammonire, leggi FABIO CANNAVARO) anche e soprattutto senza le famose telefonate.

Un’ombra inquietante si allunga su questa immensa felicità: nell’82 avevo 5 mesi, oggi ho 24 anni e 5 mesi.

No, cazzo! Aspettare fino a 48 anni, No! Sob.

Cofferati chiude bottega

Ordinanza firmata: fra qualche giorno gli alimentari, le pizzerie e i kebbabari (solo i take-away) delle due zone "calde" (Via del Pratello e Piazza Verdi) dovranno chiudere alle 21, due-tre ore prima rispetto ad ora. Che vendano o meno alcolici non conta. Alla sensata obiezione che la bibite gassate non fanno ubriacare il geniale assessore ha replicato con un paradigmatico "e ci va lei a controllare che non le vendano?". No, dovrebbe andarci i vigili, gli stessi controlleranno il rispetto dell’orario capestro, caro assessore.

La scelta della giunta Cofferati per "combattere il degrado" è ingenua, inutile ed inefficace.

Non risolve il problema perchè nessuno vieta ai gli ubriaconi organizzati di comprare una buona "scorta" di alcolici alle 20.59, perchè quelli con più voglia di camminare possono andare 500 metri più in là a rifornirsi.
Come se non bastasse la genialata è anche più che vagamente discriminatoria perchè colpisce esclusivamente esercizi commerciali gestiti da Extracomunitari (quelli operosi che pagano le tasse), anche quando questi non hanno mai venduto alcun tipo di bevanda alcolica nei loro locali per scelta religiosa, per evitare problemi o per senso di responsabilità e lucidità, due caratteristiche ignote al sindaco di Bologna.
Tranquilli (almeno fino all’inverno, "poi si vedrà") i pub e i ristoranti/pizzerie (quelli degli italiani che votano e s’incazzano) che sono nelle stesse zone e che possono rimanere aperti a vendere tutto l’alcol (a quattro volte il prezzo di un alimentari) che desiderano fino alle 3 del mattino.

Insomma, puoi ubriacarti, puoi stare in giro fino alle 3 del mattino ma devi potertelo permettere. Gli studenti ricchi sono più responsabili?

D’altraparte quando non sai/non vuoi dire/non puoi dire chiaramente nemmeno cosa stai combattendo diventa inevitabile fare solo confusione. Eh sì, perchè il "degrado", questo mostro pantagruelico, cos’è? Di cosa stiamo parlando? Della sporcizia? Della micro-criminalità? Dello spaccio? Dell’ubriachezza molesta? Oppure del fatto che i 50 mila studenti fuorisede ed in sede scelgono di andare a passare la serata, specialmente d’estate, nei due luoghi di ritrovo più comuni?

La misura adottata lascia pensare che il "degrado" sia proprio questo: la massiccia presenza di giovani che bevono un paio di birre in piazza.

E allora basta ipocrisia: la soluzione c’è, si chiama "coprifuoco".

Un ottimo lavoro (Cribbio!)

Il segreto di pulcinella sui deferimenti dello scandalo di calciopoli è durato poco più di 24 ore: il documento integrale è disponibile in formato Pdf su Repubblica.it, diviso in due parti.

Quello che ci ho trovato dentro è interessante, sarebbe troppo lungo parlarne, ma mi concentrerò su un "particolare" non secondario che ho trovato piuttosto curioso. (Mi viene bene il sarcasmo)
Il documento redatto dal Procuratore Federale Palazzi sulla scorta della relazione del Capo Ufficio Indagini della Figc Saverio Borrelli è costituito da una introduzione complessiva e successivamente tratta per "capitoli" le situazioni e i fatti contestati alle singole società coinvolte (Juventus, Lazio, Fiorentina e Milan) il cui accertamento ha causato il rinvio a giudizio nel processo sportivo.
L’evento certamente più rilevante dal punto di vista della cronaca è stato il deferimento di Adriano Galliani, il quale ha così finalmente deciso di dimettersi dal suo ruolo di presidente della Lega, ultimo rappresentante del "vecchio" potere calcistico ancora in carica. Incollato com’era alla poltrona dall’ordine diretto di Berlusconi di non mollare nonostante tutti fossero saltati giù dal carro ai primi segnali che lo scandalo sarebbe esploso da un momento all’altro aveva bisogno di una spintarella.
Quello che è altrettanto interessante è che il deferimento per Galliani arriva non per violazione dell’articolo 6 del Codice di Giustizia Sportiva, vale a dire l’Illecito Sportivo, ma per la violazione dell’articolo 1 del codice, vale a dire quello che impone "lealtà sportiva, correttezza e probità" a tutti i partecipanti al circo del calcio.
Il fatto non è di secondaria importanza perchè il Milan se il reato di violazione dell’articolo 6 fosse stato contestato a Galliani, che era e ne è amministratore delegato, avrebbe avuto la "responsabilità diretta" nell’illecito con conseguente (praticamente automatica) retrocessione in serie B in caso di condanna.
Infatti è proprio questo che Juventus, Fiorentina e Lazio stanno rischiando perchè la violazione di questo benedetto articolo 6 in quei casi viene contestata ai responsabili legali delle tre società: Moggi e Giraudo, i fratelli Della Valle e Claudio Lotito.
A ricevere il deferimento per Illecito Sportivo sulla sponda milanista è il dirigente Leonardo Meani, una figura di secondo piano nell’organigramma societario, e questo, in caso di condanna, significa che il Milan riceverebbe come addebito la semplice "responsabilità oggettiva", con la quale è facile sfuggire alla pena della retrocessione.

Quello che è molto strano, anzi direi paradossale, sta nelle motivazioni dei deferimenti ed in particolare su una differenza di "trattamento" che è interessante rilevare…

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Lontani dall’obiettivo

Stasera tirava una brutta aria in Piazza Verdi, il cuore della città universitaria bolognese.
Ai soliti assonnati poliziotti che presidiano notte e dì la piazza, mentre in via petroni (a 10 metri) l’offerta di droghe leggere di pessima qualità cresce esponenzialmente, si erano sostituiti una trentina di celerini in assetto antisommossa. Verso le 22 un simpatico episodio di guerriglia urbana, con lancio di bottiglie, manganellate e cariche, ha animato la serata.

Dopo aver schivato un paio di enormi fuoristrada nuovi di zecca guidati da impomatati autisti che osservavano incuriositi la scena sfilando verso via San Vitale ho curiosato un po’ e ho scoperto che tutto è nato dallo scontro, prima verbale poi fisico, fra i 4 carabinieri che stazionavano nella piazza e un ragazzo che aveva deciso di utilizzare un portone nella via laterale come suo personale gabinetto. Lo sfacciato urinatore non ha tollerato di essere redarguito e urlando ha richiamato gente, i carabinieri hanno furbescamente pensato di calmare le acque spruzzando dello spray urticante negli occhi di qualcuno dei presenti e uno di loro si è beccato in risposta una bottigliata in faccia.
Il passo da una bottigliata a 100 bottigliate è stato breve e la tensione è arrivata alle stelle.

Domani si riaprirà la mai sopita polemica su Piazza Verdi, sui punkabestia, sui giovani che si ubriacano e disturbano il sonno dei residenti, e le conseguenze sono prevedibili: qualche ridicolo divieto "sperimentale" placebo, zero percezione di cosa è realmente problematico e di cosa non lo è, nessuna soluzione e litrate di inchiostro e chiacchiere del solito tenore. D’altraparte da quando c’è Cofferati a Palazzo D’Accursio non si parla d’altro, al punto che fra le polemiche sul rave, le polemiche sui lavavetri, le polemiche sugli orari di vendita degli alcolici, le polemiche sulla sicurezza, le polemiche sul degrado, le polemiche sugli immigrati e via polemicando di tempo per fare qualcosa di concreto, il caro Cofferati, ne ha trovato pochissimo.

Come sempre, in questo marasma di umarells inferociti, rifondaroli cinquantenni rissosi sempre dalla parte dei ventenni casinari (peraltro all’insaputa dei ventenni stessi) e sindaci "ex-speranzedellasinistra" con pesante deficit di capacità di dialogo e mediazione, l’unico assente eccellente è sempre lui: il buonsenso.

Tipo, se vieti giustamente ad un paio di centinaia di ubriachi di urinare sui portoni, sarà ben più semplice spiegarglielo se piazzi un paio di bagno chimici in un angolo. O no?

Buffet

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Si comincia!

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Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)