Author Archive for Rachele

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Man mano che scorrono le ore si avvicina inesorabile la fine della vita terrena di Eluana Englaro.
Se ne rende conto lei? Lo sa? Aspetta con ansia da diciassette anni questo momento? E’ un vegetale? Soffre? E’ assente?
Sono domande che per me sono senza risposta ed onestamente invidio chi ha risposte certe su quest’argomento tanto da affermare senza remore di sorta che “quella non è vita”.
La verità è che nessuno potrà mai sapere se Eluana in questo momento sente qualcosa. 

La cosa che più mi fa impressione è che in questo momento si parli di una persona in stato vegetativo in termini “la mia margherita fiorita sul balcone è più viva di Eluana”, così, senza riflettere sull’enormità di queste parole, denigrando uno stato in cui vivono migliaia di persone in Italia, persone diversamente abili, confinate in un letto per sempre o per periodi limitati, dipendenti in tutto per tutto dai propri cari o dalle associazioni di volontari.
Perdendo totalmente di vista quello che è il senso della battaglia legale condotta dalla famiglia Englaro la centralità del discorso viene spostata su un piano che non mi piace per nulla. Quello che porta la gente comune a pensare che in fondo dopo tutti sti anni i genitori di Eluana, poveri cristi, abbiano il diritto di disfarsi della melanzana in cui si è trasformata la loro figlia perchè vivere così non è dignitoso. I commenti e le opinioni in questo senso si sprecano, basta farsi un giretto in internet.

La questione invece è diversa, totalmente diversa, qui non si tratta di definire se Eluana è viva o meno, perchè per quel che riguarda il rapporto di Harvard è viva, sennò il problema non si porrebbe e la spina sarebbe già stata staccata da un pezzo se solo ci fosse una spina da staccare. Non si tratta neppure di stabilire se è uno stato dignitoso o meno di vivere, perchè trovo concettualmente aberrante dire che una persona in stato vegetativo non merita di vivere.
E non si parla neppure di Eutanasia, perchè eutanasia è altro, Eutanasia è la dolce morte, non lasciare un corpo agonizzare per settimane senza acqua e cibo, Eutanasia sarebbe forse più civile, ma non si sta parlando di Eutanasia.

 Qui si parla del diritto di un paziente di rifiutare le cure nel caso vengano ritenute inutili.
Ci sono tre gradi di giudizio che hanno accertato la presunta volontà pregressa di Eluana di non voler rimanere intrappolata in un letto e trattandola come una paziente normale tramite un tutore e un curatore speciale le hanno dato voce e le hanno fatto esprimere la volontà di rifiutare le cure.
Ora posto che nel caso di Eluana le cure in questione sono cibo e acqua e l’immagine di una persona che muore di sete è sempre di per sè atroce lei ha diritto di rifiutare queste cure, legalmente la situazione è ineccepibile, e nessuno può bloccarla, neppure cambiando tutte le costituzioni di questo mondo.

Il problema è che questa è la battaglia di Eluana, per se stessa.
Non dei pro-life, non dei pro-eutanasia, non della Chiesa Cattolica, non delle associazioni di diversamente abili.
Eppure si è visto come è facile cadere nelle provocazioni della Chiesa e profundersi in commenti su cosa meriti o meno di essere chiamato vita, commenti che non è lecito fare se non in forma strettamente personale parlando di se stessi visto che dove un uomo si permette di dire a un altro che la sua vita non è degna di essere vissuta c’è sempre il rischio di pericolosissime derive ideologiche.

Purtroppo la realtà è più dura e crudele e la realtà dice che fino a prova contraria Eluana è viva e morirà in una maniera atroce perchè è l’unico appiglio che le ha lasciato la legge italiana per fuggire dal suo stato che tre gradi di giudizio han ritenuto per lei insopportabile.
Per lei. Non per tutti quelli come lei.
Lei ha deciso di scendere e nessuno può fermarla.

Ma invece di soffermarsi su questi aspetti ed assistere con silenzioso cordoglio alla dolorosa fine di questa ragazza ci si perde in discorsi più grandi e più pericolosi, assumendo posizioni nette dove dovrebbe regnare una scala di grigi, rimanendo scoperti su fronti diversi rispetto a quelli su cui ci stavamo difendendo.

E il peggio deve ancora venire.

“Un’altra notte dei cristalli”

Passa nel silenzio e nell’indifferenza più totale in Italia la notizia di un assalto ad una sinagoga in Venezuela, solo un articolo di testata online di rilievo, nessun altro accenno approfondito.

Posto che già messa così la situazione non suona allegra le vere grottesche proporzioni di come viene fatta informazione in questo paese si hanno leggendo quel che veniva battuto come notizia dal Venezuela in quei giorni…
Per la stampa italiana è questo ad essere degno di nota…

Facebook, io ti odio.

Stamattina leggo la mia mail e ci leggo una richiesta d’amicizia da parte di una compagna delle medie che non sento ne vedo da copiosi anni.
Tutta felice e curiosa mi accingo a immettere nome e password nei campi del login (ma non avevo lasciato tutto già loggato ieri sera?); subito il solerte mezzo mi avvisa che il mio utente è stato disabilitato invitandomi ad andare ad una pagina di faq che chiaramente in Italiano non esiste visto che fb in italiano fa schifo.

In pratica sono stata bannata senza spiegazioni nè altro dopo quasi un anno di onorata carriera quieta e tranquilla. Che voi sappiate usano fare così? E se mi reintegrano ho perso tutti i miei dati e tutte le mie cose? Come funziona?

Qualcosa mi sfugge

Qualcuno è in grado di spiegarmi con cognizione di causa e senza frasi fatte perchè riconoscere Abkhazia e Ossezia del Sud come stati indipendenti è un gesto irresponsabile mentre andare a fare una guerra di indipendenza in Kosovo è stato un "atto doveroso"?

Olimpiche emozioni (l’ho rubata dalla rai)

Quattro anni e molte vicissitudini dopo mi ritrovo nuovamente davanti alla televisione per seguire l’intera cerimonia di apertura delle Olimpiadi (voto 7).
Se ad Atene (9) ha prevalso la commozione questa volta per tutta la prima parte della cerimonia ha prevalso lo stupore per la coordinazione (10) quasi militare che ha caratterizzato le coreografie volte a ripercorrere per "fotografie" la storia e la cultura cinese.
Tuttavia quest’eccesso di precisione ha reso il complesso piuttosto freddino.

Nessuna contestazione di alcun tipo, non un capello fuori posto né un fischio a Hu Jintao (2) che se la godeva beato come niente fosse.
Eterna la sfilata delle delegazioni, retoricissimo il commento dei telecronisti RAI (6); un po’ triste la sensazione che ogni singolo gesto fosse pilotato (5), dagli applausi alle delegazioni degli stati meno fortunati ai fasci di luce agitati ritmicamente da parte del pubblico.
Nel complesso la tanto decantata parte coreografica della cerimonia per quanto spettacolare a me è sembrata una dimostrazione forte, "bellica", di un regime (2) che in questo momento può parlare di "Cina del mondo" solo in virtù della potenza economica e numerica che rappresenta.
Leggendo qua e là peraltro mi sa tanto che i giornalisti inviati racconteranno concordi tutti la stessa pappardella (4), non che ne dubitassi ma speravo in qualche colpo di scena.
Da oggi il via alle gare che la sottoscritta seguirà compulsivamente immergendosi come ogni quattro anni nello spirito olimpico reso forse un po’ meno olimpico dal contesto.

Della perduta politica

Mani_rsp.jpgAl termine di questa noiosa e stagnante campagna elettorale dove ho visto disperdere al vento il senso civico senza criterio alcuno mi ritrovo col mio voto in mano e qualche considerazione tra le dita.

Si è parlato molto di "voto utile", concetto che trovo offensivo del mio diritto al voto, o al non voto (sull’astensionismo parole che condivido appieno su Wittgenstein). Io capisco che la cosa è condivisa dai due poteri forti in gioco in queste elezioni, quindi tollerata, tuttavia la trovo democraticamente scorretta e apprezzo che Napolitano l’abbia sottolineato. In una democrazia che si possa dire tale ogni singolo voto è utile. Non è giusto passare il concetto per cui non bisogna votare i piccoli partiti per andare a gettare il proprio voto in calderoni che magari non ci rappresentano a pieno. L’interesse del cittadino dovrebbe essere quello di sentirsi rappresentato politicamente, non di "aiutare" i due grossi partiti. Parimenti antidemocratico trovo inneggiare al "voto contro", lesivo della dignità dei votante e della politica stessa, sinonimo del vuoto che si portano dentro i due principali schieramenti al momento. Il tutto sempre al danno delle forze minori, la morte del libero pensiero.
Mi chiedo dove se ne sia andata la dignità politica della sconfitta.

Non ho sentito molto parlare invece di laicita dello Stato. In un post sul mio blog spiegavo che con ogni probabilità non avrei dato il mio voto nè al PD nè al PDL per mancanza di laicità.
Lo abbiamo respirato negli ultimi mesi di questo governo, si sta mestamente andando verso una situazione in cui diviene necessario e doveroso sottolineare e ribadire la laicità dello Stato italiano e impedire ingerenze confessionali di qualsiasi natura. Bene, in un momento simile i due principali leader di partito hanno vergognosamente taciuto su questo tema centrale per l’equilibrio del paese, trovandosi d’accordo quindi su un tacito assenso a un certo tipo di ingerenze.
Personalmente in questa prospettiva non ci aspetta nulla di buono da ambo le parti.

Grande assente infine l’elettorato. L’elettorato che oramai serve solo a mettere una croce per contribuire a comporre un parlamento che altri hanno già scelto.  L’elettorato sempre più distante da una politica che ha smarrito se stessa per perdersi nei suoi sproloqui che perdon man mano l’aderenza con la realtà parlando di una società che non conosce più e che dipinge a suo uso e consumo.
E ne è emblema una sparata finale che coi problemi di inquinamento e di riscaladamento globale che ci sono invece di parlare di chiusura dei centri storici alle auto, abbattimento dei costi per il trasporto pubblico cittadino, rinforzo dello stesso, incentivi all’uso del trasporto ferroviario e chi più ne ha più ne metta va ad incentivare il possesso di mezzi inquinanti.

Finisco le mie riflessioni pre elettorali augurando ad ognuno un buon voto o non voto con una sola consapevolezza.
La politica è ben altro.

Come non ci fosse nient’altro cui pensare

La polizia a Napoli è intervenuta per un presunto feticidio.
Su Repubblica e Corriere si parla di "aborto terapeutico alla quarta settimana", vorrei precisare che alla quarta settimana non si vede neppure l’eventuale battito ed è già tanto intravedere una camera gestazionale.
Ritengo più plausibile quello che ha detto il responsabile cioè che "è stata praticata l´interruzione di gravidanza terapeutica nel secondo trimestre", tanto più che si parlava di "Feto non vitale".
Generare confusione su questi particolari può essere pericolosissimo in questo clima liberticida dove oramai tra la Binetti da una parte e Berlusconi dall’altra penso che la mia tessera elettorale non possa che essere utilizzata per fare filtrini.
Qualsiasi cosa ci sia a quattro settimane NON E’ un feto, è doveroso a mio parere precisarlo.

Ora se si è arrivati a tanto la situazione è più grave di quanto pensassi; posto anche che ci sia dietro qualche motivo interno politico o qualche procuratore in cerca di pubblicità secondo me sarebbe ora che la si smettesse di fare disinformazione e di creare gran polveroni attorno a una legge che sarà un po’ vecchiotta ma è fatta in maniera da tutelare allo stesso modo sia la madre che decide di tenere il bambino sia quella che sceglie con dolore di non tenerlo?
In caso di feto vitale peraltro la 194 già di suo impone ai medici di rianimare il feto e di fare il possibile per tenerlo in vita.
Quindi di che feticidio o ipotesi di feticidio van cianciando questi?

Comunque sia mi chiedo cosa possa giustificare l’utilizzo di sette uomini in divisa per torturare una donna probabilmente già sotto choc; una donna che venti minuti prima aveva perso suo figlio per colpa di una malformazione, che aveva appena affrontato il dolore del suo parto senza culla.
Si parla di denuncia anonima, prego signori, fatevi avanti, si parla la caccia alle streghe è riaperta, è tutto uno show, è la "loro" campagna elettorale, trasversale, senza bandiera.
Ma è dei nostri diritti che si parla.

Il dibattito sull’aborto, per favore, lasciatelo ad altri

Son giorni che mi frulla tra le mani questo post, uno di quei post che a scriverlo di getto mi uscirebbe pieno zeppo di insulti e turpiloqui di ogni tipo. Sarà che mi ha sempre irritata all’inverosimile sentire persone non dotate di utero parlare di aborto, non ce la faccio, è più forte di me, potessi li prenderei a schiaffi. Nessuno ha il diritto di pretendere di legiferare sul corpo di qualcun altro. Sarò antidemocratica ma la vedo così.

Ora io faccio parte di quelli che la 194 vorrebbero modificarla, migliorarla davvero.
Magari facendo sì che a una donna al quinto mese che ricorre all’aborto per un’anomalia fetale incompatibile con la vita non venisse detto al momento dell”induzione (dolorosissima) del parto "te lo meriti di soffrire" da un medico cui andrebbe impedito di esercitare.
Oppure rendendo meno terribili le pratiche per ricorrere a questa pratica, affiancando più psicologi per il sostegno pre e post, trovando metodi per rendere la cosa almeno meno dolorosa possibile dal punto di vista fisico che dal punto di vista psichico ognuno poi farà i conti con se stesso.
Io a quelli che dicono che una donna che abortisce merita di soffrire (e ce ne sono tanti) auguro che l’anestesia non vada il giorno in cui dal dentista dovranno togliersi il dente del giudizio. Potendo scegliere la sottoscritta non gradirebbe di partorire con dolore, vorrebbe l’epidurale eppure c’è gente che storce il naso perfino di fronte a questo.

Tornando in tema dicevo che a me piacerebbe che la 194 venisse migliorata con un dibattito serio.
Tuttavia in Italia la cosa è impossibile, ogni accenno a una possibile discussione solleva il polverone guidato dalla Chiesa Cattolica e dai loro alfieri difensori della vita ad ogni costo che questa legge la vogliono abrogare. A costo di far partorire con dolore alle donne feti nati morti.
Non mi reputo un’abortista a tutti i costi, considero una nascita un evento gioioso, miracoloso; tuttavia un figlio non lo si può imporre a nessuno, tantomeno se gravemente malato o destinato a morte certa. E quelli che dicono "portatelo in grembo nove mesi e poi destinatelo in adozione" probabilmente non hanno mai avuto il piacere di vedere una gravidanza crescere, di sentire i bimbi muoversi, di capire il legame profondo che si instaura tra la madre e il contenuto del suo grembo. Penso sia immorale sottoporre una donna ad una tortura psichica simile.

Ora, rifacendomi alle parole dette ieri da Veltroni penso che un discorso serio sulla prevenzione dell’aborto in questo paese sia parimenti impossibile e il suo intervento mi ha messo i brividi. Evidentemente si è sentito "in dovere" di scendere in campo, avrei apprezzato di più un intervento più forte.
Ripeto, sarò antidemocratica ma io con persone che parlano di prevenzione dell’aborto in caso di gravidanza indesiderata rifiutandosi di parlare di contraccezione in maniera seria mi rifiuto a mia volta di parlare, non meritano di avere voce in capitolo in un dialogo. Con chi tenta di privare gli altri di un diritto utilizzando mere perifrasi a difesa della vita non parlo. sono in uno stato laico, si deve pensare al bene dei cittadini, non ai desideri del Papa.
Volete davvero prevenire gli aborti? Farli ridurre ancora di più?
Allora libera contraccezione, preservativi a prezzi popolari, pillola anticoncezionale mutuabile e pillola del giorno dopo facile da raggiungere in caso di rotture di preservativo. Questo è l’unico vero metodo di prevenzione dell’aborto. Ma siamo in un paese in cui esistono ancora medici di base che si rifiutano di prescrivere contraccettivi orali o farmaci per i protocolli medici di procreazione medicalmente assistita in quanto in questo paese è possibile sottrarsi alla propria funzione per obbedire ai dettami di Santa Madre Chiesa. E a me viene il voltastomaco e li manderei tutti a lavorare in Vaticano.

La vera prevenzione si fa prima, non tentando di indurre una donna incinta per sbaglio o incinta di un bimbo malato a tenerselo ad ogni costo infiltrando scagnozzi fanatici della vita nei consultori.
Poi chi è che si occuperà di quei bimbi? Genitori soli poco tutelati dalla legge italiana? I servizi sociali ridotti allo stremo? Gli istituti in crisi nera? E chi si prenderà cura della riabilitazione della psiche dedlle madri? I nostri poveri consultori inadeguati e senza finanziamenti?
Troppo facile pontificare su vite altrui per gli strenui difensori della morale cattolica a caccia di qualche misero voto e dei favori di una Chiesa che sembra non imparare mai dai propri errori.
Oggi come non mai vorrei vivere in uno stato laico e pensare di andare avanti.
Qui invece sembra si stia facendo la corsa per trornare indietro.

Andate a piedi, è tutta salute

Non nascondo che provo una certa soddisfazione nel vedere l’isterismo collettivo generale di questi giorni (specie quello da carenza di benzina). Sembra sia crollato il mondo, uno scioperino e l’Italia è nel panico "allarme alimentare", "allarme paralisi", "ALLARME ROSSO".
Sarà, ma io un giretto per i supermercati me lo sono fatto, e tutta sta tragedia mica l’ho notata, ho sofferto un po’ la carenza di caffè Illy ma mi ha appena detto la nonna che han fatto spuntare fuori da un magazzino pure quello quindi dovrei essere a posto.
Sinceramente non capisco la gente isterica che va a riempire il carrello di lattine d’olio e scatolame di ogni genere. Han detto che sciopereranno fino a Venerdì, non penso che i supermercati siano incapaci di fronteggiare la cosa, qui in zona stan tutti pieni.
Diciamo che sarebbe stato tutto moooolto più semplice se molti di quelli che si fan chiamare giornalisti (invece di andare a zappare la terra come dovrebbero) avessero evitato di calcare la mano su una nazione già di per sè troppo portata alla psicosi collettiva.
Condivido in pieno ciò che dice Severgnini, questo tipo di protesta non porta da nessuna parte, fosse per me questi potrebbero continuare a cuocere nel loro brodo, son sicura che sopravviverei benissimo lo stesso, prima o poi si stuferebbero loro per primi e a quel punto potrebbero sedersi ad un tavolo per trattare in maniera ragionevole.
Tralaltro leggo qua e là che la spesa l’han fatta comodamente più o meno tutti, pare quindi che il problema principale al momento si riduca alla benzina.
Tuttavia se i distributori di benzina son vuoti è perchè in italia c’è una media di 2-3 automobili per nucleo familiare e i proprietari delle suddette spesso la usano pure per andarsi a prendere i giornali; aggiungiamoci che il trasporto pubblico spesso fa pena, pensiamo a tutti i proprietari delle autovetture in corsa per un "pieno" nell’ansia della caccia all benzina ed ecco prosciugata la riserva di benzina a disposizione della collettività.
Dovendo essere del tutto onesta non provo neppure un po’ di empatia per la situazione, mi spiace per chi si ritrova appiedato ma non condivido neppure un briciolo di questo allarmismo che è specchio di un paese che non sa gestire per nulla la sua emotività e si fa tenere in ostaggio da ogni minima agitazione.

Aggiungiamoci poi che trovo scandaloso trovarsi nel 2007 ancora in ostaggio della benzina.
Perchè le soluzioni ci sarebbero eccome.
Eccome se ci sarebbero.

Anoressia: un messaggio positivo faceva meno figo?

Ho visto la campagna di Toscani e seguito le innumerevoli polemiche che ne son seguite con estremo distacco.
Va bene affrontare un disturbo sottovalutato e sbatterne le conseguenze sotto gli occhi di tutti ma quella era una campagna pubblicitaria di un marchio che si vanta di arrivare a produrre la taglia 46 con modelli che svilirebbero una 40. Per chi non lo sapesse Nolita parte dalla 36, della serie che in un pantalone a malapensa ci entra il mio braccio. Ora si discute tanto di modelle, di ossicini buttati a sfilare, di campagne fuorvianti, di voler cambiare rotte, di incoraggiare la bellezza normale, morbida e reale.
Eppure nessuno la farebbe mai una campagna pubblicitaria con una come me.

Una come me è discretamente carina, morbida, con un po’ di cellulite, due belle gambe e una reale predilezione per la buona tavola. Una che a 24 anni mangia e si vede, sana, pasciuta, donna.
Una ragazza normale, 168 centimetri propozionati,una 42 che a volte diventa una 44 per non far tirare i vestiti sui fianchi morbidi. Di quelle che a periodi fan fatica a trovare vestiti perchè la moda si tara su pali con le anche e quasi tutti i modelli che si trovano nelle botteghe svilirebbero chiunque avesse un po’ di carne tra l’osso e la stoffa.
Ora potete capire a una come me quanto vorticano le eliche quando sente gli stilisti dire che disegnano vestiti per "le donne normali"? O quando vedo una persona malata sbattuta sui manifesti per far riflettere il consumatore su un problema che peraltro non è legato all’estetica se non in maniera marginale?
Sarebbe bello vedere una bella campagna pubblicitaria fatta con una persona normopeso, e non per "sponsorizzare" le taglie forti o il sovrappeso o in antitesi delle "magre", ma una bella campagna pubblicitaria che esalti la normalità. In positivo.
Allo stesso modo penso che sarebbe stato più coraggioso osare una campagna contro l’anoressia con una ragazza morbida e d’un giusto peso, nuda, vitale, magari sorridente o sognante, magari davanti a uno specchio. Troppo facile mostrare l’eccesso e additarlo come tale, il re è nudo signori, l’anoressia è una malattia seria.
Più difficile prendere una ragazza normale, spogliarla e metterla davanti a tutti dicendo "guardatela, guardate il suo corpo,è meravigliosa e sensuale". Troppo diversa da quelle che popolano i manifesti spacciate per normalità. Troppo umana, troppo vera.
Positiva.
Mostrando l’abisso non si cura o si spaventa chi soffre di disturbi alimentari nè si fa star meglio chi lotta ogni giorno nel suo piccolo per guardarsi allo specchio e trovarsi bella e attraente.
Mostrare modelli normali, raggiungibili e in salute non servirebbe a guarire chi sta male, ma sarebbe per l’industria della moda e tutto quel che ci gira attorno un enorme passo avanti.
Un messaggio finalmente diverso.

Buffet

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Si comincia!

Spot

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Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)