Prima di narrare le mia gesta in questa soleggiatissima domenica ferrarese dedicherò un paio di righe ancora alla giornata di venerdì.
La sera decisi infatti di concedermi un calice di Nero d’Avola prima del concerto di Vasco e mi recai quindi da Zuni.
Dentro al locale si stava svolgendo la presentazione di una mostra di fumetti molto carina, organizzata dalla casa editrice Ernest. La cosa davvero davvero bella, oltre ai fumetti, che erano realizzati in modo artigianale, con copertine in cartoncino e etichette fatte a mano, era la moltitudine di palloncini che volteggiavano per la stanza, reggendo il volantino di presentazione dei fumetti. Davvero adorabile.
Oggi sono di nuovo a Ferrara con appena cinque ore di sonno. Ri-gulp.
C’è sole, c’è caldissimo e soprattutto c’è tanta, ma tanta, ma tantissima, ma proprio una marea di gente.
Pensate che poco fa, davanti al Teatro Comunale c’erano non una, ma ben due file! Una per la conferenza delle 14.30 sull’Asia e una, della stessa lunghezza, per la conferenza delle 16.30 con Saviano (che comunque sarà trasmessa in video conferenza anche al Cinema Apollo).
Io, questa mattina, sono arrivata un po’ tardi e la conferenza che volevo seguire sull’Unione Europea era già piena, così ho ripiegato su quella sulla Crisi con Tito Boeri e Bill Emmott. Che dire? Tito sarebbe sicuramente un ministro dell’Economia molto più affascinante di Tremonti, e probabilmente anche più capace, ma tant’è.
Mentre cercavo di dormire sul comodo balconino vellutato del Teatro Comunale, cercando contemporaneamente di seguire la discussione, pensavo anche ai futuri sviluppi di questo Festival. Ma aspetto la fine della giornata per pronunciarmi dettagliatamente. E sono talmente stanca già ora che credo immetterò l’ennesima dose di caffeina della giornata nel mio gracile corpo.
Ah, il Trattato di Lisbona è passato, anche se Bill Emmott non era d’accordo!

Salve a tutti! Esordisco sulle pagine di questo blog in modo totalmente improvvisato. Cosa che, tra l’altro, mi si addice perfettamente.
prima, mentre seguivo la prima conferenza, Mihai Mircea Butcovan, scrittore romeno, parlava dei discorsi che sentiva davanti a lui alla cassa del supermercato, e mi è tornata in mente la signora che mesi fa incontrai sull’autobus mentre andavo in facoltà. Questa signora era un condensato degli stereotipi di destra più indistruttibili (gli stranieri, i kebab, gli studenti che fanno degrado, le badanti che rubano il lavoro ai nostri figli, i nostri figli che dovranno chiedere l’elemosina agli immigrati, ecc…) e parlava con tanta, tanta cattiveria. Non mi parevano neanche opinioni, le sue. Mi parevano cattivi sentimenti e basta. Mi sarebbe piaciuto averla di fianco, per sentire che ne pensava della conferenza che stavo ascoltando. Dicevano, gli scrittori che parlavano al Cinema Apollo, che una volta gli italiani non erano infelici come adesso. E io ci credo.
Cominciano a formarsi le prime, lunghissime code davanti al Cinema Apollo. Se non sapete come ingannare il tempo potete prendere qualcosa di buono da bere. Le alternative sono due, a seconda della lunghezza della vostra coda. Se la vostra coda è lunghissima dovreste trovarvi all’altezza di Zuni. Vi consiglio lo spritz, che è buono perchè il boss di Zuni è veneto. Se siete più fortunati e la vostra coda è più corta, c’è un locale dall’altro lato di via Ragno, che mi pare si chiami Clandestino, ha organizzato una vendita di vino d’asporto. wow! In ogni caso non temete, la coda sembra lunga, ma poi molta gente riesce a entrare.
Note sparse su alcune cose curiose
Do not walk outside this area:
Anche voi lo leggete:
Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
L'inutile sondaggio:


