Archive for the 'Cose in comune' Category

. compiti per casa

Oggi stavo pensando che dopo la laurea mi piacerebbe fare qualcosa che riguardi i libri. Avendo un piccolo, piccolissimo gruzzolo da parte, ho iniziato a pensare di aprire una casa editrice. Poche ore dopo venivo smontata dagli amici più cari che mi ricordavano che adesso fare cultura è come voler diventare acrobati circensi senza fare stretching. Comunque i sogni non si pagano, e in attesa di trovare una soluzione coerente che sia anche all'altezza del mio portafogli, ho pensato di aprire una nuova rubrica su tumblr. Mi piacerebbe che partecipassero anche persone che non hanno un indirizzo tumblr loro, perché l'importante, di questi progetti, è aderire, ma soprattutto, non avere paura. Penso che sarebbe bellissimo se per una volta scrittura e temerarietà si incontrassero per qualcosa di serio. Il compito non è difficile, il link all'iniziativa lo trovate qui

http://lapolaroidiuntuffo.tumblr.com/post/1611078533

I compiti per casa e tutti gli aggiornamenti li trovate sempre sul mio tumblr http://lapolaroidiuntuffo.tumblr.com/, o sotto il tag progetti o sotto compiti per casa.

Non fate i timidi.

Mosgabrod

particmaial_2764_1748Oggi viene presentata a Ferrara una nuova rivista scritta dai giovani del Centro di Aggregazione Giovanile l'Urlo. Non entro nel merito dei contenuti e dell'iniziativa che anzi è ottima e magari ce ne fossero sempre di più. L'idea di chiamarla "MA SA DIT" ("ma che dici?" per i non ferraresi) però è davvero un po' miserella. Dopo il tentativo di rivista "MAIAL" (espressione di sorpresa locale sdoganata recentemente anche in tv) negli anni scorsi, far uscire nuovamente una pubblicazione avente per titolo un'esclamazione tipica del nostro dialetto lo trovo un po' riduttivo. Possibile che per esprimere un'idea di collettività locale nei giovani ferraresi non si riesca a trovare mai niente di meglio che questi modi di dire logori e un po' provincialotti? Non ci siamo.

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La rivista CronacaComune è un giornale online a cura dell'ufficio stampa del Comune di Ferrara. Essendo un ufficio stampa ci si aspetta che sappiano il loro mestiere meglio di chiunque altro in fatto di giornalismo, eppure le regole base della comunicazione online evidentemente gli mancano. Da una rivista online uno si aspetterebbe uno o più link nel pezzo ogni tanto no? Almeno quando si cita l'indirizzo web di un'altra rivista online, perbacco. Invece niente. A far copia incolla dei comunicati stampa a sto punto son buoni tutti. Non ci siamo.

Una domanda grammaticalmente scorretta

A me mi piace cucinare.



(so che a me mi non si dice. Però "a me mi piace cucinare" a me mi pare che suoni meglio dell'altra formula, quella più corretta che tutti conosciamo. A me mi piace cucinare è il massimo grado di verità che riesco a dare a questa cosa che voglio dire. "A me piace cucinare" sa di bugia, non dice tutto, si ferma all'apparenza, dà solo una nozione, ovvero: a me cucinare piace. E non è sufficiente. Perché a me cucinare MI piace: se a me mi piace una cosa, a me mi sembra di abbracciarla, quella cosa, di tenerla stretta al petto e di sentirne l'odore, il sapore. E questa cosa non deve essere per forza una cosa tecnicamente perfetta: in particolare se si tratta di cucinare. Si sa che gli odori, i sapori, mica sono tutti gradevoli. Però può esserci amore anche nella sgradevolezza: per esempio quando abbracciamo qualcuno e sentiamo l'odore dei capelli grassi, quel qualcuno abbracciato, per quel piccolo difetto del momento, non è certamente meno amato o meno abbracciato. L'odore di capelli grassi passa, l'abbraccio, quell'abbraccio, rimane: a me mi piace cucinare suona veramente rotondo, fidato e non si cura dei difetti, sebbene di difetti, il mio cucinare ne abbia a iosa, perché è qualcosa che ho intrapreso a fare veramente da poco tempo, cucinare dico, e infatti non azzardo troppo, so che esistono tre o quattro cose che a me mi piace cucinare e che a me mi escono benissimo e quelle faccio, senza tracotanza o fretta. Poi, semmai, a queste tre o quattro cose che a me mi piace tantissimo cucinare, ne aggiungo ogni tanto una quarta e una quinta e così resto, a cucinare quelle quattro o cinque per un bel po', perfezionando, sbagliando, imparando e solo quando mi sento molto pronto e molto sicuro di me, vado oltre. "A me mi piace cucinare", sebbene sia grammaticalmente scorretto, per via di quella ridondante ripetizione personale, a me mi pare l'unico modo onesto per raccontare il mio piacere nei confronti dell'atto di cucinare, un atto non perfetto, tutt'altro, soggetto a continue correzioni e passi indietro: a me mi piace cucinare veramente, senza timidezze, senza remore, a me mi piace cucinare almeno tanto quanto a me mi piace mangiare. Ecco, a me mi pare che ci sia bisogno, al giorno d'oggi, di ritrovare quel gusto per la semplicità, espressiva, fonetica, contemplativa, d'esistenza, che a me mi pare stia un po' andando a farsi benedire: c'è necessità di anti-cinismo. Sento l'urgenza di farmi colpire da qualcosa di minuto. Perciò a me mi piace cucinare per ritrovarmi la sera con le dita che sanno di aglio. A me mi piace questo fatto, questo concedermi all'imperfezione, di tanto in tanto; a me mi piace che il mio amico Andy Capp mi telefoni per dirmi che, secondo lui, la pasta col tonno è più saporita se nel soffritto ci aggiungi un'alicetta. Oppure che, invitato a cena, preferisca portare la maionese fatta da lui, piuttosto che usare quella industriale già comodamente presente in frigorifero. A me mi piace molto questo essere senza iniziali maiuscole: a me mi piace vivere senza chiedere troppo alle occasioni, ecco perché mi è scappato questo a me mi che in altre narrazioni e in altre occasioni mai mi sarei sognato di sbrigliare. A me mi piace l'odore del pane fatto in casa alla mattina, ma a cosa servirebbe, adesso, entrare in particolari abusati o sentimentalmente pornografici? Servirebbe? Non servirebbe: molto prima faccio a dire che a me l'odore del pane non piace solamente. A me, l'odore del pane alla mattina, MI piace e questo è quanto: a me mi piace girare il sugo col cucchiaio di legno cento e cento volte, finché la consistenza non è proprio quella che a me mi piace; a me mi piace togliere e rimettere il coperchio da sopra le cose in cottura perché la zaffata di profumo che ne esce a me mi piace un sacco. Vi chiedo perciò di sopportare questa voluta sgrammaticatura, anche se foste soliti ergervi al ruolo di amministratori delegati dell'accademia della crusca: a me mi piace quanto a voi parlare bene ed esprimermi correttamente, ma sono convinto anche che, trattandosi di cibo, pure a voi, in un certo senso, VI piace assai sporcarvi e sentirvi poi gli odori addosso. Non si può dire diversamente, di quell'atto necessario quando si prepara un trito di prezzemolo, guardando il verde infilarsi sotto le unghie e la lama del coltello sminuzzare le larghe foglie fino a trasformarle in coriandoli profumatissimi, la cui essenza arriva fino alla porta del bagno, di questo atto non si può dire, semplicemente, mi piace. Sminuzzare le cose, il basilico, la salvia, la cipolla, a me mi piace. A me mi piace! Sentire il rumore dell'olio in frittura cambiare quando si aggiunge qualcosa di saporito sopra, a me mi piace, a me mi piace quando nella padella bollente ci verso tutto quel po' po' di pelati e, per un istante solo, il frastuono della frittura precedentemente avviata si spegne completamente, affogato dal nuovo ingrediente, per poi riprendere con lo stesso vigore qualche secondo dopo. A me mi piace perfino quando l'acqua comincia a bollire e tutte quelle bolle muoiono appena il pugno aperto sul pelo dell'acqua calda rovescia il sale grosso. A me mi piace, capite? Non c'è un modo diverso per dirlo, per abbracciare l'esilissimo significato di tutto questo. E' facile descrivere, con parole importanti e significative, lo spessore di una grande opera letteraria ma, letteralmente, non ho alcuna difesa di parole davanti all'attacco che mi fa una patata bollente che non vuole farsi pelare dopo essere stata diversi minuti in acqua. Quella stessa patata che, dopo tanto lottarci, finalmente mi appare del tutto ignuda nel palmo della mano, a me mi piace. A me mi piace usare le mani, macchiarmi la camicia, girare le cose con le dita, a me mi piace tantissimo tutto questo: quando finisci di mangiare un piatto di pasta ottimamente venuto e ti accorgi che in padella ce ne sono altri 100 grammi, questa cosa qui a me quanto MI piace! La prima volta che ho fatto il pesto in casa a me mi è piaciuto eccome, pure se ci avevo messo troppo aglio e dopo un'ora stavo per forza di cose seduto sulla tazza del cesso: quello stare male a me mi è piaciuto proprio, credetemi. Cucinare è una di quelle cose che distingue per bene il genere umano dai sassi.)

E a voi vi piace?

TheEgo goes podcasting

Occhiaperti Podcast!

I primi frutti del "duro lavoro" sui sacri scranni comunali per il Servizio Civile iniziano a maturare. Lasciate quindi che vi ammorbi un po' con questa marchetta gratuita per un progetto a cui sto dedicando diverse ore negli ultimi tempi e che speriamo possa avere fortuna in futuro. Dalle parole alla voce e alla musica. Da oggi è disponibile il podcast di Occhiaperti.net, condotto dal sottoscritto in compagnia di altri redattori (come il buon Matteo, ma presto immagino sentirete anche Guido) pronto, registrato e impacchettato nella sua primissima puntata. Talmente prima che l'abbiam chiamata puntata zero visto che si tratta appunto di sperimentazioni radiofoniche.
Ebbene, scaricatevi la puntata e gustatevela tutta. Feed RSS e mp3 si trovano alla pagina http://www.occhiaperti.net/index.phtml?id=4558

Cose in comune /3 Christmas edition

C'è questa via del centro storico, che si trova proprio dietro il mio ufficio, dove il 90% degli appartamenti sono studi legali. La via conduce al Tribunale cittadino e durante il giorno è tutto un brulicare di avvocatizi e procuratrici che corrono in ogni dove incappottati, impomatati, bronzei di lampade nei loro involucri lussuosi targati Mercedes.
Per Natale hanno fatto la pensata. Hanno preso uno stereo di un ufficio, si sono messi d'accordo per chi volesse contribuire e con i fondi stanziati l'hanno collegato ad un paio di altoparlanti che diffondono per la strada orripilanti musiche natalizie a tutto volume. Non sono io ad essere senza cuore, è che le musiche sono proprio spaventose. Non i classici Bianco Natal o Tu scendi dalle stelle - magari - quanto Last Christmas degli Wham, Do they know it's christmas time dei Band Aid, All I want for christmas is you di Mariah Carey e via dicendo...
I cuori di pietra tutti dediti alle scartoffie, agli incartamenti e ai garbugli che si sciolgono in opere di pubblica utilità acciocchè destare spirto natalizio in ogni passante.
O sfracassare le palle a chi "lavora" li a fianco e vorrebbe potersi ascoltare la musica che preferisce...;-)

Che poi ho l'impressione siano mp3 illegali anche se stanno in uno studio legale.

Cose in comune /2

Dopo nemmeno un mese di permanenza sui sacri scranni comunali diciamo che ormai l'ambientazione è pienamente avvenuta. Pertanto posso affermare con certezza alcune cose.

- Per timbrare il cartellino d'entrata alle 8 precise, Eugenio un mese fa cominciò a mettere la sveglia alle 7 in punto. Oggi, a forza di esperimenti e perfezionamenti continui, è arrivato a metterla alle 7:25 - 7.30... vale a dire al limite delle possibilità umane.
- <promo> Il set mouse e tastiera cordless Logitech sono davvero ottimi </promo>
- Sta diventando una buona abitudine iniziare la giornata prendendo uno dei volumi a fumetti di Repubblica dallo scaffale per leggere una storiella mentre il computer si accende (4 minuti), scarica la posta (pochi secondi) e mette nella cartella posta eliminata la montagna di spam (circa 3 minuti).
- Quando TelefonoSpazialeTelecom fa un trillo speciale è proprio me che stanno cercando, da un numero interno. La (quasi) totalità delle telefonate sono per chiacchiere. Nella rimanente telefonata sono stato appellato come "dottore" dal commercialista di un negozio. Movaadarviailcul.
- Il codice fiscale del Sindaco si rivela strumento d'uso quotidiano, ma non per motivi fiscali. 😉
- La casella mail che ricevo, quella "ufficiale" della redazione, è finalmente bersagliata da test sciocchini, powerpoint colorati e barzellette da inoltrare, provenienti da colleghi e colleghe. Evviva.
- Qui vanno per la maggiore Ludovico Einaudi e Giovanni Allevi, nonostante ciò, la piccola collezione di dischi nell'ufficio del capo non è affatto male e meriterebbe qualche passaggio in più.
- Scoperta terrazza con vista panoramica al piano di sopra. Organizzare party per il lancio del podcast a breve.

Cose in comune

Il primo giorno di lavoro è un po' una riscoperta di antiche sensazioni... Svegliarsi presto alla mattina come non succedeva da mesi, pedalare come uno scolaretto qualunque per mezza città tra gli studenti assonnati ma sicuro più abituati di me a questi rigidi orari imposti dall'alto. E' un ritrovare quei personaggi che affollano le strade ogni giorno, tra chi corre al lavoro, chi accompagna all'asilo la bambina, chi legge il giornale facendo colazione ai tavolini di un bar. Arrivo in ufficio alle otto in punto, suono, salgo ed attendo pazientemente di iniziare il mio compito. Nessuno qui sembra arrivare troppo puntuale.

Ho una scrivania, un computer (con Windows ovviamente) che prontamente ho personalizzato cambiando tastiera, mouse, sfondo del desktop e programmi installati (datemi un feedreader!). Ho due colleghi che sembrano simpatici e tranquilli: Luca, che lavora qui da diverso tempo come tuttofare è seduto di fronte a me ma è spesso in giro per le mansioni che gli competono; Mattia è uno studente di Media e Giornalismo a Firenze, e sta svolgendo uno stage in questa redazione. Scrive sempre, essenzialmente di sport, e il lunedì è giorno cruciale per uno come lui. Sembra buono, mi spiega il capo, "ma non andare in bagno dopo che c'è stato lui!", mi avverte scherzosamente.
Mi hanno presentato un po' di persone, il cui nome mi è completamente passato di mente dopo pochi secondi. CI sono altri volontari ai piani sopra in altri uffici che oggi prendono servizio come me. C'è un viavai di gente e di facce più o meno nuove che passano, salutano, vanno e vengono. Ho una finestra in faccia al sole, con vista Torre dell'orologio e Teatro. Alle pareti della mia stanza collage di foto, collezioni di fumetti, avvisi, poster di film cult molto rassicuranti. E presto al mio fianco avrò un mixer e un paio di microfoni.

Che cosa diavolo ci faccio? Da oggi, per un anno il mio compito di Servizio Civile Volontario sarà quello di preparare alcuni podcast per conto di Occhiaperti.net, giornale online del Comune di Ferrara. Uno sporco lavoro da blogger si direbbe! Intervistare i gruppi della scena locale, parlare con gli ospiti che di volta in volta saranno qui per registrare i loro interventi su cinema, musica, cultura ed eventi locali. Assemblare il tutto, mixare, mettere un po' di sottofondi e musica e insomma...giocare alla radio come facevamo ai tempi di Zerovoglia né più né meno. Poi ci saranno interventi grafici, poster e locandine da preparare, articoli vari da redigere all'occasione, eccetera. Tutte cose difficilissime e noiose, pesantissime, talmente faticose che oggi, primo giorno di lavoro, sono qui dopo appena un paio d'ore a scrivervi queste righe e mi sa che tra un po' mi tolgo pure le scarpe mi metto su un buon disco e mi bevo una Coca Cola.

Da oggi, da queste parti, la rubrica Cose in comune vi racconterà alcuni retroscena, alcuni aspetti divertenti e curiosi del mio lavoro e delle chiacchiere e pettegolezzi che passano ogni giorno per un Assessorato qualunque di un Comune qualunque. Mi rimetto al lavoro, devo trovare la maniera di sradicare il Norton Antivirus. A presto!

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)