Archive for the 'Tv' Category

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Attilio Monetti ancora non si è ripreso

Ferragosto. Accendo la tv, vedo una pista d’atletica di un blu bellissimo, vedo l’Olympiastadium. Andiamo a Berlino, penso. Ma sono solo i mondiali di atletica leggera.

Poco male, penso. Atletica significa solo una cosa: le telecronache di Franco Bragagna. Uno dei pochi telecronisti per cui si segue lo sport più per quello che dice, che per quello che si vede.

E infatti. Sento la voce del fido Attilio Monetti, l’uomo enciclopedia capace di snocciolare solo dati e zero commenti. Sento la voce di altri inutili controfigure. Non sento la voce di Franco.

E’ Ferragosto, c’è l’atletica a Berlino in tv, c’è la pista in blu invece che in rosso. Eppure Bragagna non c’è.

UPDATE: Scralco nei commenti mi segnala che il mito Bragagna è ricomparso. Ferragosto è finito, Bragagna è tornato. Sotto coi 100 metri, allora.

Le manca Carlo Conti?

(via Rafaeli)

Locke è morto, e anche Ben non si sente tanto bene

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Nell’affollata classifica delle puntate più fesse e irritanti di Lost, la sesta della quinta stagione si piazza ai vertici.
Luca Sofri – Wittgenstein

Ormai dopo sei puntate della quinta stagione in cui abbiamo pazientemente atteso un filo conduttore nella solita sospensione dell’incredulità, in cui abbiamo divorato nonostante tutto ogni messa in onda della serie tv più discussa degli anni zero, e dopo aver visto gli ultimi deliranti 40 minuti la settimana scorsa possiamo amaramente ammetterlo.

Lost, forse, era meglio farlo finire qualche tempo fa.

Previsione facile: vince Marco Carta

Premiato da Maria de Filippi. Capito ora perchè sarà lei la valletta stasera? La sintesi del berlusconismo applicato alla tv nella simbiosi definitiva rai-mediaset.

Il Paese è Reale

Enrico Mentana ieri sera si è dimesso da Mediaset perchè Canale 5 ha mandato in onda, imperterrita, il Grande Fratello, invece che dedicare un approfondimento sul caso del giorno. La quale, meglio precisare, aveva tutti i diritti di scegliere il Business alla Riflessione, essendo tv privata può agire come crede. Basta non guardarla, non guardare le sue pubblicità, per farle pervenire il nostro eventuale dissenso sulla sua scelta editoriale.

Ma da un punto di vista strettamente numerico, chi ha avuto ragione? Osserviamo i dati Auditel della giornata di ieri. Con un rettangolo rosso sono evidenziati gli ascolti dello speciale “pronto-all’uso” di Vespa, su RaiUno, e quelli della puntata del Grande Fratello.

La Maggioranza degli Italiani (in tv) sceglie il dramma. Delle nomination.

La Maggioranza degli Italiani (che in quel momento erano davanti a una tv, meglio precisare), ha mostrato ineludibile volontà di riflettere su quanto stava accadendo? Ma del resto chissà come funziona quel dannato Auditel, probabilmente è tutto truccato.

POSTILLA doverosa, che riprendo dal commento:
Specifico che non ho dato, ne darò, giudizi MORALI su chi ieri sera ha voluto guardare il Grande Fratello. Tra l’altro se l’alternativa era guardare Vespa, han fatto pure che bene. Il mio discorso era: caspita, 8 milioni di italiani erano così addolorati che si consolavano col Grande Fratello? Liberissimi di guardarlo, liberissimi di fare quel cazzo che ci/vi pare. Non è questo il punto, e in fondo in fondo lo sappiamo tutti che non è questo. Il problema è dove sta la gente che approva, e dove sta la gente che NON approva lo scempio di questi giorni. Perchè, ora, c’è bisogno di “esserci”.

Non è vero ma ci voglio credere

“I believe you. I don’t understand you, but I believe you”. Non è lo stesso che pensiamo noi spettatori riguardo a “Lost”? Magistrale analisi delle prime due puntate della nuova stagione, su Serialmente.

(via Cidindon)

L’attesa è finita

C’è un giorno preciso in cui mi stuzzica un sottile piacere e sono pervaso di simpatica frenesia. Cade una volta sola all’anno ed è secondo in intensità solo al giorno in cui va in onda la season finale di Lost, in maggio: è il giorno in cui va in onda la season premiere di Lost. Ed è OGGI.

Ignoranza

Mentre scendevo dal treno, qualche giorno fa, incappo nella discussione tra un ragazzo e una ragazza che restavano seduti ai loro posti uno di fronte all’altro. Lei sfogliava Chi, lui guardava interessato in silenzio. Lei gira su una pagina dove si parla dell’Isola dei Famosi e domanda:

Ma tu per chi tenevi all’Isola? Domanda alla quale lui prontamente spara un nome, sicuro, tranquillo, come se avesse domandato il suo cognome, il segno zodiacale o il numero di scarpe.

Io ho pensato, che sfigato che sono, non cel’ho un “vip sull’isola preferito”. L’avesse chiesto a me avrebbe sbadigliato annoiata davanti ad un giovane di 25 anni che non segue l’Isola dei famosi.
Mi sono immaginato ad un party esclusivo, con il martini in mano e la giacca ben stirata, sostenendo una conversazione con persone di un certo livello. Le ho immaginate disgustate della mia mancata preparazione su argomenti di gossip, di televisione, di cultura popolare moderna fatta di chirurgia plastica e toupè. Arrancando per celare la mia ignoranza, adducendo giustificazioni assurde come il non pagamento del canone Rai e il famigerato taglio dei fili, creando in poco tempo il vuoto intorno a me.

E’ un mondo complesso: per stare al passo e vivere in società bisogna avere cognizione di ogni stupidaggine accada sulla Terra, di ogni gaffe, di ogni donna nuda, ogni scazzottata, parolaccia, scoreggia, e per questo Dio ha creato la colonnina laterale di Repubblica.it e lo ringrazio ancora adesso.

Ma che Ferrara fosse prima di Bologna la ragazza che leggeva Chi proprio non lo sapeva e ha dovuto chiederlo a me mentre sostavo davanti a lei, altrimenti sarebbe scesa anzitempo rimanendo un’ora a vuoto a prendere freddo sul binario tre della città estense, sfogliando Chi nervosamente, sognando le Honduras e una quinta abbondante per Natale.

Le serie tv da non perdere quest’autunno /2

(prima puntata)

Dopo la prima batteria di tre serie cult da non perdere, eccone altre tre, in ordine discendente per importanza, ma comunque molto interessanti e divertenti, in onda negli USA e in Italia con ritardo tra pay-tv e tv pubblica.

HEROES
attualmente: stagione 3, puntata 5
momento topico della serie: inizio della prima e terza stagione
link di riferimento
: http://www.nbc.com/Heroes/
Persone ordinarie scoprono di avere capacità straordinarie. Questo il claim della serie che al motto di “Salva la cheerleader, salva il mondo”, ha incantato milioni di fans in tutto il mondo negli anni passati. Dopo una seconda stagione fiacchissima e segnata dallo sciopero americano degli autori tv, è ripresa da poco in tutto il suo splendore. Colpi di scena continui e un sacco di azione per una trama intricata e dal ritmo serratissimo. Tutti (o quasi) i personaggi della serie hanno un superpotere, roba da fumetti o cartoni animati. Tutti, o quasi, non lo sanno sempre controllare, o lo usano in maniera inappropriata. Come Sylar, uno dei cattivi della serie, che è in grado di rubare i poteri degli altri Heroes e diventare potentissimo. O la bionda Claire, capace di rigenerarsi e guarire dalle ferite, o Nathan Petrelli, politico capace di volare. Riuscirà il dottor Suresh a capirne di più di queste mutazioni? Ce la farà la Compagnia a isolare i casi pericolosi di mutanti e salvare il mondo dalla catastrofe annunciata? Solo Hiro, capace di fermare lo spazio e il tempo, potrà fare qualcosa per impedire che tutto vada a rotoli.

FRINGE
attualmente: stagione 1, puntata 5
momento topico della serie: l’inizio di ogni puntata
link di riferimento
: http://www.fox.com/fringe/
Da J.J. Abrams, creatore di Alias e Lost, ecco una nuova serie sci-fi iniziata da pochissimo. Ingredienti di facile presa: crimini a sfondo scientifico e paranormale, un caso ogni puntata che si risolve al termine dei 50 minuti, apparentemente slegati ma con uno Schema di fondo stile complotto internazionale di cui si capisce poco niente, un po’ tanto X-Files, con delle spolveratine di Lost (i misteri non svelati e la colonna sonora sempre dell’eccellente Michael Giacchino). E poi FBI, uno scienziato pazzo esperto di ogni branca del sapere, in grado di costruire e procurarsi qualsiasi apparecchio ultrasofisticato in pochi minuti, un figlio geniale e scorbutico (ricordate Pacey di Dawson’s Creek? Lui.) che aiuta la giovane e rampante detective bruttina e intelligente con una relazione alle spalle con qualcuno che forse è implicato nella vicenda più di quanto si pensi, una losca mega corporation che finanzia ricerche strane e fattura miliardi di dollari e così via…
Il pilot è qualcosa di terrificante per banalità e assurdità, poi le cose vanno meglio e tutto sommato intriga, per quanto non brilli per originalità e venga spiegato poco il filo logico con cui i casi vengono risolti. Se vi piacciono i misteri alla Superquark o alla Mulder e Scully avrete pane per i vostri denti.

WORST WEEK
attualmente: stagione 1, puntata 4
momento topico della serie: prima puntata
link di riferimento
: http://www.cbs.com/primetime/worst_week/
Se vi sono piaciuti i due blockbuster “Ti presento i miei” (2000) e “Mi presenti i tuoi?” (2004) è la serie che fa per voi. La recentissima season premiere è da lacrime agli occhi per comicità (davvero!), a seguire la serie è talvolta stupida o poco plausibile ma comunque sempre godibile e leggera per farsi due risate a discapito del povero protagonista e della sua bella ragazza, ospiti per una settimana a casa dei genitori di lei, ai quali dovranno riuscire a comunicare in qualche modo che la loro figliola è incinta e intendono sposarsi. Sempre che il nostro Paolino Paperino di turno la smetta di far danni e rimediare figuracce con il severo padre di lei (nel cui ruolo perfetto c’è l’attore che impersonava il padre di Neil Perry, studente e attore suicida ne L’Attimo fuggente). Facile pensare alla solita serie tv buffa, ma le risate ci sono sul serio e le situazioni gustosissime, al pari dei fratelli maggiori cinematografici.

Le serie tv da non perdere quest’autunno /1

La tv? Chi la guarda più. Molto meglio ripiegare la sera su qualche serie tv americana, genere che non ho mai conosciuto in tv da ragazzino, e di cui apprezzo la bontà al tempo di internet, della condivisione e del passaparola su questo e quello su blog e forum. Sono telefilm per modo di dire, e poco hanno da spartire con le sitcom di italia1 o gli sceneggiati di rete4: a volte si tratta di lungometraggi ottimamente scritti, che grazie al tempo dilatato di cui dispongono, riescono a tenere l’attenzione per diverse settimane stupendo per profilo dei personaggi, qualità della regia e della sceneggiatura. Vanno in onda in America, e con ritardo di qualche mese, sulle pay-tv italiane, tradotti in maniera tristarella, per poi approdare sulle emittenti nazionali, infarcite di spot, ritardi, spostamenti a tarda sera. Il consiglio, forse ovvio, è di seguire direttamente la programmazione americana sottotitolata, risalendo i torrenti della rete e pescando in giro qualcuno che offra traduzioni in cambio di un semplice grazie.
Ciò detto, ecco alcuni personalissimi consigli per gli acquisti almeno fino al 2009, quando con il ritorno di Lost, non ci sarà più spazio per nessun’altro.

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Buffet

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Camera Ciccsoft

Si comincia!

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Vieni a ballare in Abruzzo

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Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)