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	<description>E' tutto un equilibrio sopra la follia</description>
	<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 10:41:28 +0000</pubDate>
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		<title>By the times we met the times are already changes</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 10:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Urgenza. Dopo averla sepolta (Funeral), e tramandata (Neon Bible), ora gli Arcade Fire prendono le sacre scritture bussando alle porte dei sobborghi (The Suburbs). Divulgano come pastori dal sorriso buono e mite il Nuovo Testamento, che non è esattemente ciò di cui avevamo bisogno (l&#8217;Urgenza, per l&#8217;appunto), ma sono così convincenti che sanno cambiare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Urgenza. Dopo averla sepolta (<strong>Funeral</strong>), e tramandata (<strong>Neon Bible</strong>), ora gli <a href="http://www.arcadefire.com">Arcade Fire</a> prendono le sacre scritture bussando alle porte dei sobborghi (<strong>The Suburbs</strong>). Divulgano come pastori dal sorriso buono e mite il Nuovo Testamento, che non è esattemente ciò di cui avevamo bisogno (l&#8217;Urgenza, per l&#8217;appunto), ma sono così convincenti che sanno cambiare i nostri bisogni. Io gli <em>credo</em>, nonostante tutto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ciccsoft.com/public/arcadefire-thesuburbs.jpg" alt="The Suburbs" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p>E là dove sembra che aggiungano, strato su strato, canzone su canzone, concept per concept, vince invece la <strong>sottrazione</strong>. Si fermano una nota prima, un ghirigoro prima, un ricordo prima. Di. E accontentarsi assomiglia molto al crescere, anzi, all&#8217;<a href="http://attimo.ciccsoft.com/2010/08/05/the-sob-urbs/">andare avanti</a>, che è diverso, che comunque loro sono sempre quelli di incontrarsi in mezzo alla città mentre fuori nevica, dimenticandosi i nomi dei genitori e un po&#8217; di tutto il resto. Dimenticandoci anche che <a href="http://attimo.splinder.com/post/13048401">nel 2007 fecero il concerto dell&#8217;anno</a> e forse del decennio, lasciandoci tutti con dei sorrisi che nemmeno a lavarli, vengono via.<br />
E <a href="http://twitter.com/#search?q=%23arcadefire">stasera</a> ce ne aggiungeremo uno sopra.</p>
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		<title>Wishlist</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 09:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheEgo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Mangiare una fiorentina e altro fino a scoppiare a Barberino: fatto.Leggere poesie in una camera deliziosa ad Arezzo: fatto.Perdersi nella Sabina con il navigatore che ti manda dove vuole lui: fatto.Fare il bagno nel lago di Bracciano: fatto. Mangiare arrosticini nell&#8217;alto Lazio per rispettare le tradizioni ferragostane: fatto.Ascoltare Micaela Ramazzotti a fianco a noi cantare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mangiare una fiorentina e altro fino a scoppiare a Barberino: fatto.<br />Leggere poesie in una camera deliziosa ad Arezzo: fatto.<br />Perdersi nella Sabina con il navigatore che ti manda dove vuole lui: fatto.<br />Fare il bagno nel lago di Bracciano: fatto. <br />Mangiare arrosticini nell&#8217;alto Lazio per rispettare le tradizioni ferragostane: fatto.<br />Ascoltare Micaela Ramazzotti a fianco a noi cantare La prima cosa bella per far addormentare il suo bimbo: fatto.<br />Ammirare miliardi di stelle a 1600m a Campo Imperatore di notte: fatto.<br />Ascoltare la colonna sonora giusta al momento giusto: fatto.<br />Scalare la collina del Conero per raggiungere la scogliera bianca manco fossimo in Lost: fatto.<br />Guidare per mille chilometri su strade di ogni tipo fino a far diventare la macchina un caos di borsine, bottigliette, cartacce e ciappini vari: fatto.<br />Fregare la pioggia di Ferragosto, i vostri mancati falò, le solite feste noiose e farsi tre giorni on the road: fatto e strafatto.</p>
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		<title>10 cartoline da Berlino</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 22:55:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheEgo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Berlino non ha un centro preciso, non ha un monumento migliore, un posto magico più di altri, sparsa tra i suoi quartieri uno diverso dall&#8217;altro e tutti al contempo godibilissimi. Potreste prendere la metro e scendere a caso a nord, a sud, a ovest, e scoprire sempre cose nuove e posti adorabili perchè Berlino è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Berlino non ha un centro preciso, non ha un monumento migliore, un posto magico più di altri, sparsa tra i suoi quartieri uno diverso dall&#8217;altro e tutti al contempo godibilissimi. Potreste prendere la metro e scendere a caso a nord, a sud, a ovest, e scoprire sempre cose nuove e posti adorabili perchè Berlino è la città dove andare a vivere, dove stare qualche tempo, dove fermarsi ad osservare come si fa una città, e come si fanno i suoi abitanti. A Berlino si respira l&#8217;Europa, quella vera, così distante dal nostro ridicolo paese del sud, si respira la modernità di palazzi di vetro che convivono con ruderi di storia, quella storia che ha reso Berlino la capitale indiscussa del Novecento, al centro di ogni avvenimento, artefice del cambiamento culturale e politico e sempre in qualche modo determinante per tutto il Vecchio Continente. Si respirà la normalità di due uomini che si tengono per mano mentre attraversano la strada, di tante persone che navigano liberamente in internet nei caffè, di una discoteca che sospende la musica perchè due persone hanno iniziato a menare le mani così che tutti possano fischiarli e farli smettere imbarazzati, di taxi senza extra notturni, di cartacce in giro nemmeno a cercarle con la lanterna.</p>
<p>Il monumento divenuto simbolo di una città, a voler essere pignoli c&#8217;è, ed è il triste muro di cemento che ha diviso in due la città dal 1961 al 1989, simbolo della Guerra Fredda tra Urss e Usa e che oggi Berlino ti vende un po&#8217; ovunque come Venezia fa con le gondole. Girando per la città è un continuo finire nella metà comunista e in quella alleata. Lo si capisce dagli omini verdi e rossi dei semafori: quelli <strong>DDR</strong> hanno un <a href="http://2.bp.blogspot.com/_sQ_p7JIoOWQ/SUFOdTcZDTI/AAAAAAAAAKE/UIt-njY7dyE/s400/ampfel+verdcim.jpg" target="_blank">largo e buffo cappello</a> e quando sono fermi <a href="http://lh4.ggpht.com/_NQK3P7IKLCE/RmjI6DO7C6I/AAAAAAAAATE/D1vRxX7-cTI/Rote+Ampfel+in+East+Berlin.JPG" target="_blank">allargano le braccia</a>. Quando si attraversa il muro per terra c&#8217;è il solco del suo tracciato con una targhetta e passeggiando per Berlino capita di vederlo di continuo, come qui in <strong>Potsdamer Platz</strong>, un posto che fino a vent&#8217;anni fa nemmeno c&#8217;era. Le gambe di Marina sono nella Berlino Est o in quella Ovest? Vallo a sapere.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4319" title="dscn67521" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn67521.jpg" alt="dscn67521" width="580" height="387" /></p>
<p><span id="more-4313"></span>Il simbolo della città è un simpatico <strong>orsacchiotto</strong> in posizione eretta con le braccia alzate (la versione più bella trovata era in bronzo e stava sull&#8217;autostrada ma immagino ve la siate persa perchè ormai chi ci va più in macchina a Berlino oltre al sottoscritto?) e ricorre un po&#8217; ovunque, specialmente nei negozietti di souvenir, insieme all&#8217;omino del semaforo, il muro e il <strong>Checkpoint Charlie</strong> (you&#8217;re leaving the american sector&#8230;). Questo tutto dipinto in posizione a terra, stava proprio vicino al Checkpoint in una zona a mio avviso molto bella.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4320" title="dscn67991" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn67991.jpg" alt="dscn67991" width="580" height="387" /></p>
<p>Proprio a fianco c&#8217;era una vecchia <strong>Trabant</strong>, le macchine della Germania comunista, semplici e indistruttibili. Ce ne sono parecchie ancora in giro, guidate da qualche irriducibile nostalgico, oppure come in questo caso perchè servono a reclamizzare un tour in Trabant di Berlino. Ovviamente ci sono anche modellini un po&#8217; ovunque da portare a casa, e poi graffiti che la ritraggono, magliette e tanto altro. In un negozietto di roba di design il sottoscritto si è aggiudicato un <strong>tappetino del mouse</strong> con la Trabant stilizzata e giuro, è l&#8217;unica cosa Berlin-related che ho preso, anche se l&#8217;orsetto era davvero, davvero simpatico.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4321" title="dscn6789" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn6789.jpg" alt="dscn6789" width="580" height="387" /></p>
<p>Il centro di Berlino si gira a piedi facilmente ma capita di dover prendere la metro per raggiungere qualche zona più esterna. Costa un sacco (2,10 euro una corsa, 6 euro il giornaliero) quindi pensateci bene. Noi dopo aver fatto un giornaliero il primo giorno abbiamo fatto i portoghesi, con il terrore del rigore e dei controlli tedeschi che per fortuna non ci sono stati. Quando si scende in metro non è come a Milano o a Roma che devi fare mille cunicoli e camminare molto: scendi le scale e c&#8217;è subito il binario bello pronto. Niente tornelli o altri orpelli fatta eccezione per qualche venditore di prodotti da forno e <strong>currywurst</strong>, i wurstel con il curry tipici di Berlino che la gente mangia ovunque ad ogni ora. Le fermate sono una diversa dall&#8217;altra e le scritte sono elegantissime se non in certi casi dei piccoli capolavori artistici o retrò. Questa è <strong>Friedrichstrasse</strong>, e sembra una sala di un museo, tanto è bianca e pulita, minimale e tutto fuorchè una fermata della metro.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4322" title="dscn6870" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn6870.jpg" alt="dscn6870" width="580" height="387" /></p>
<p>Sempre a proposito di pezzi di storia e orrori da ricordare perchè siano di monito, lungo Unter den Linden, la monumentale arteria che parte dalla porta di Brandeburgo , in <strong>Bebelplatz</strong>, c&#8217;è un <strong>buco nel pavimento</strong> sotto al quale si vede una stanza tutta bianca con degli scaffali di una libreria completamente bianca vuota. Di notte è illuminata e fa un certo effetto. Il monumento ricorda il <strong>rogo dei libri ritenuti pericolosi</strong> da parte dei nazisti avvenuto proprio qui.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4323" title="dscn7017" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn7017.jpg" alt="dscn7017" width="580" height="387" /></p>
<p>Di locandine adorabili, grafiche eleganti e moderne, e caratteri interessanti girando per Berlino se ne vedono a bizzeffe. Sopra a tutti c&#8217;è Helvetica Neue dovunque e Futura come se piovesse, ma le cose più eleganti sono le insegne delle strade, oltre alle già citate metropolitane. Questo edificio invece è dalle parti di Prenzlauer Berg e ha una scritta sull&#8217;edificio che più crucca non si può. Adorabile.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4324" title="dscn7086" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn7086.jpg" alt="dscn7086" width="580" height="387" /></p>
<p>Sempre da quelle parti c&#8217;è un caffè tra i tanti, il<strong> </strong><a href="http://www.sanktoberholz.de/" target="_blank"><strong>Sankt Oberholz</strong></a>, che ho scoperto solo al mio ritorno essere celeberrimo e tra i migliori della città, e nel quale siamo entrati per puro caso, dove si mangia dell&#8217;ottimo cibo biologico e si naviga liberamente in rete grazie alla rete <strong>wifi</strong> liberamente utilizzabile. Il locale è diventato punto di riferimento di tanti giovani artisti e creativi nonchè vero e proprio ufficio volante per molti berlinesi che si portano appunti, tesi, progetti e organizzano riunioni davanti ad una tazza di caffè. Ci sono pure delle stanze in affitto per passare la notte, e una piccola casa editrice annessa al locale.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4325" title="dscn7088" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn7088.jpg" alt="dscn7088" width="580" height="387" /></p>
<p>Spostandoci nella stessa zona verso ovest un paio di isolati dopo c&#8217;è il centro sociale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kunsthaus_Tacheles" target="_blank"><strong>Tacheles</strong></a>, un palazzone enorme di 4 o 5 piani completamente graffitato in ogni sua parte, ed occupato da artisti di ogni tipo. Ospita esposizioni più o meno permanenti delle loro opere, un paio di bar con divani e birre ad ottimo prezzo e stanze con installazioni curiose o dove si improvvisano jam session di personaggi strani. Questo signore un po&#8217; fatto suonava male la batteria insieme ad un altro scoppiato che pizzicava un paio di corde su una chitarra e un tastierista con un Moog acceso davanti che però chiacchierava con una ragazza di una volta. All&#8217;ingresso della stanza chiedevano pure un euro per entrare a sentirli ma mi sono limitato a fare una foto di nascosto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4326" title="dscn7120" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn7120.jpg" alt="dscn7120" width="580" height="387" /></p>
<p>Berlino è la capitale della<strong> techno</strong>, e se vi piace questo genere di musica potreste trovarvi con l&#8217;imbarazzo della scelta su dove andare a ballare. A volte nascono feste spontanee o più o meno organizzate sulla rete, degli instant mob di ragazzi nei posti più casuali e alternativi di una città che non dorme mai. Queste persone <strong>sotto il ponte di Kreuzberg</strong> radunate ad un party brandizzato <strong>RedBull </strong>ballano della <strong>minimal</strong>, una specie di elettronica con suonini sintetici stupidi e poco invasivi, robe che negli anni novanta avremmo definito <strong>suonerie</strong>, e negli ottanta <strong>suoni dell&#8217;Atari</strong>. Verso le 4 e mezza la festa è finita nell&#8217;ordine più assoluto: tutte le bottiglie di birra e di redbull erano state accatastate in un angolo a formare un cimitero ordinatissimo, pronte per essere portate via e senza per nulla deturpare la zona del ponte. Queste cose da noi semplicemente non succederanno mai. Ci manca l&#8217;ordine e il rigore dei berlinesi, o forse ci manca la tecno, o i ponti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4327" title="dscn7041" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn7041.jpg" alt="dscn7041" width="580" height="387" /></p>
<p>La cosa più strana che abbiamo visto sono stati dei ragazzi che si esibivano davanti ai semafori. Durante la sosta delle auto per il rosso imbastivano uno spettacolino circense a base di <strong>clave, e acrobazie sul trespolo</strong>, rimettevano via, facevano l&#8217;inchino e passavano pure a chiedere l&#8217;elemosina tra le macchine incredule. Geniali. Specialmente perchè lo facevano pure sotto la pioggia. E seppure non raccattassero neanche un euro come qui da noi gli zingarelli ai semafori, almeno un sorriso erano capaci di strapparlo vista la giornata grigia.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4328" title="dscn6983" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn6983.jpg" alt="dscn6983" width="580" height="387" /></p>
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		<title>. buon 2 agosto</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 14:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>latestaindipendente</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[questo non è un post politico né culturale né rivoluzionario (a proposito, buon 2 agosto): questo è un post su una persona che va in libreria. certo non siamo l’emilia romagna (se sei emiliano o romagnolo o tutt’e due, non lamentarti: vivi in una regione ricca e sensibile alle esigenze dei giovani, ti consiglio di apprezzare la tua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>questo non è un post politico né culturale né rivoluzionario (a proposito, buon 2 agosto): questo è un post su <em>una persona che va in libreria</em>. certo non siamo l’emilia romagna (se sei emiliano o romagnolo o tutt’e due, non lamentarti: vivi in una regione ricca e sensibile alle esigenze dei giovani, ti consiglio di apprezzare la tua fortuna), non siamo la lombardia (bene per lo smog male per i negozi di sushi ogni tre per due) e non siamo nemmeno roma, roma, roma (che fa la stupida solo di rado), firenze non ne parliamo, è una cugina che non ci guarda e non gli interessa e al pranzo di natale ci tira i capelli insieme a siena e lucca (ricordi che succede <a href="http://lucca09.luccacomicsandgames.com/" target="_blank">in ottobre?</a>): siamo perugia.</p>
<p>se credi che sia divertente, hai sbagliato regione. noi siamo quella che nelle cartine politiche è sempre verde, il cuore pulsante di questa scarpa malandata senza tacco, boschi-campi e fiumiciattoli come direbbe bilbo baggins (sì, siamo simpatizzanti degli hobbit perché ci sentiamo hobbit anche noi).</p>
<p>la notizia è che <a href="http://www.libreriaoberdan.it/mediacenter/FE/home.aspx" target="_blank">la libreria oberdan chiude</a>, dopo simonelli e il fallimento di altri piccoli negozi più marginali (non parliamo di altre attività che hanno chiuso nel giro di due anni per altri problemi e che hanno demolito l’interesse del centro storico, uno su tutti lo storico <a href="http://www.teatrodelpavone.it/" target="_blank">teatro pavone</a>, le diatribe riguardo il <a href="http://www.google.it/imgres?imgurl=http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/small/35731077.jpg&amp;imgrefurl=http://www.panoramio.com/user/939133&amp;usg=__-BHKjyqiWH20FyoXRSb-KW3Tjmg=&amp;h=160&amp;w=240&amp;sz=11&amp;hl=it&amp;start=0&amp;sig2=eXh1Xb-ybKRuVqP9ny6DAg&amp;tbnid=vxc6gfViaJ8ZaM:&amp;tbnh=128&amp;tbnw=192&amp;ei=fsFWTJC-M-eVOLqK9J4O&amp;prev=/images%3Fq%3Dcinema%2Bturreno%2Bperugia%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DN%26biw%3D1440%26bih%3D783%26tbs%3Disch:1&amp;um=1&amp;itbs=1&amp;iact=rc&amp;dur=183&amp;page=1&amp;ndsp=25&amp;ved=1t:429,r:13,s:0&amp;tx=115&amp;ty=58" target="_blank">cinema turreno </a>che vogliono buttare giù per costruire un parcheggio, o lo stato di abbandono che sta degradando il cinema modernissimo che ormai di moderno ha solo il nome).</p>
<p>sulla pagina facebook ne parlano attraverso <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1035751522" target="_blank">questo comunicato</a>, laconico e lapidario (nel senso di lapide, e buon 2 agosto di nuovo). c’è chi, come succedeva per voldemort, non vuole fare “il nome del colpevole”, e chi invece crede di essere così rivoluzionario che un nome è solo un nome, e per giunta rosso e troneggiante, ditemi se non esiste qualcosa di più comunista: <strong>la-feltrinelli. </strong></p>
<p>ma questo non è un post politico, nè di cultura, nè rivoluzionario (buon 2 agosto a mamme e piccini). è un post, come ho già detto, riguardo le persone che vanno in libreria: non importa quale, non gli interessa il nome. hanno bisogno di sapere che <em>ci siano librerie</em>, e libri e persone che salgono per lui sugli scaffali e prezzi - aehm - modici e un’offerta, diocristo, <em>un’offerta.<br />
perugia è un posto dove le persone litigano tramite i manifesti. </em>c’hanno costruito il minimetrò rubandoci i soldi tramite lo scandalo dei semafori gialli e grazie all’aumento delle tariffe delle strisce blu (va bene), c’hanno dimezzato e ribaltato il servizio apm mettendo in croce anziani e ragazzini (va bene), c’hanno tolto i cinema, i teatri, i laboratori teatrali, i circoli arci, le aule dei licei, ci hanno chiuso perfino i locali dove si faceva karaoke (che ora sono privati e se vuoi cantare devi tesserarti come al partito), e va bene, va benissimo. e non è una diatriba su chi sia la vittima o il carnefice, le persone che amano i libri sono stanche di decidere di chi sia la colpa e di pensare a quello che avrebbe potuto offrire la oberdan o quello che offre la feltrinelli (che sì, se volete saperlo, dev’esserci in un capoluogo regionale, da chi altro vogliamo farci ridere dietro?): il dubbio è su quello che resta, non rispetto a quello che se ne va. quando si rimane da soli a giocare, si può dire o no di avere già vinto?</p>
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		<title>Ma non importa, non è per questo che ti chiamo</title>
		<link>http://www.ciccsoft.com/2010/07/28/ma-non-importa-non-e-per-questo-che-ti-chiamo/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 20:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L’impostazione, dico, l’impostazione prima di tutto, prima di fare scelte, prima di mettere sui bilancini i prezzi, i costi e ricavi, la partita iva e la partita persa, prima di rintracciare avvocati per esaminare contratti da stracciare per avvolgerci il pesce di venerdì, i piedi il sabato, la testa la domenica, e il lunedì farci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’impostazione, dico, l’impostazione prima di tutto, prima di fare scelte, prima di mettere sui bilancini i prezzi, i costi e ricavi, la partita iva e la partita persa, prima di rintracciare avvocati per esaminare contratti da stracciare per avvolgerci il pesce di venerdì, i piedi il sabato, la testa la domenica, e il lunedì farci un buco per respirare, due buchi per guardare, tre buchi per piangere, quattro per ridere che tanto con tutti questi buchi finisce comunque per strapparsi ed arriva venerdì e il pesce senza carta inizia a puzzare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ciccsoft.com/public/montagna-vino-legno.jpg" alt="Legno" /></p>
<p><span id="more-4303"></span></p>
<p>Prima di scrivere uno spartito, fai caso a che giro di accordi vorrai usare, il do minore non sta bene con il si bemolle, il la fa rima con fa e non con il sol, il sol si piega, secondo me la corda sul sol si sente anche un po’ triste, facci caso a queste cose prima di buttare giù il pezzo della tua vita, quello che dedicherai alla tua fidanzata quando ti lascerà (perché ti lascerà, e lo sai), quello con cui festeggerai la tua nuova casa, quello che metterai sul al tuo funerale. Oggi ho cambiato idea, non voglio più Let it be, ma <a href="http://www.youtube.com/watch?v=K5Kw1Ek7CbQ">Ok with my decay</a>, è più rappresentativa ed è sufficientemente lunga per perdere di vista il momento e distrarsi e dimenticarsi che siamo, siete peraltro, a un funerale, ringraziatemi quindi e procuratevi uno stereo e non abbiate paura a decidere finché siete in vita cosa mettere su al vostro funerale, non abbiate paura di cose che non potete controllare (a parte che canzone far mettere su). Non abbiate paura a dire le cose con il loro nome, a non fare male, a trattenersi quando vorreste sfogarvi e a strafare quando si dovrebbe tacere. A confondere voi stessi.</p>
<p>Sette anni fa (sette-anni-fa) avevo ventun’anni ed aprivo un blog scrivendo <a href="http://attimo.splinder.com/post/588476">Salve mondo</a>, una frase che solo gli ingegneri potevano capire, io che gli ingegneri mi stavano un po’ sul cazzo, io che un ingegnere lo sono diventato, almeno sulla carta, quella sì buona per avvolgere il pesce, invece sta nell’armadio a prendere polvere nel Reparto “Cose che non voglio vedere per un bel po’”, appoggiata sopra alla foto che mi hai fatto a Talamone, che non sono più riuscito ad appendere, anche perché svegliarsi ogni mattina e come prima cosa vedere me stesso mi fa un po’ impressione, sarebbe meglio vedere tipo te, o te, o voi, o magari anche nulla, va benissimo anche una porta socchiusa (così di notte fa corrente) di legno colorato, il legno fa un buon odore e la prossima volta che torno in montagna (perché non voglio far passare altri trentanni prima di fare le cose) non vado sulle rocce, a fotografare marmottine o a farmi screpolare le labbra dal vento e dal sole d’alta quota, mi infilo in una segheria e non esco più, tra montagne giganti di segatura, rotolarsi nei trucioli, mangiarsene anche qualcuno non perché è buono ma perché è bello, farsi una parrucca di trucioli, un vestito di frassino, delle scarpe in pioppo, un’avvolgente cuscino di larice, voglio dormire sopra delle assi di legno, sopra e sotto, non fraintendete, non voglio dormire in una bara ma tra i tronchi grandi così che non riesci nemmeno ad abbracciarli per intero, come quello che volevamo rubare di nascosto parcheggiando l’auto a fari spenti ai piedi della salita sotto l’hotel mentre tutti dormono. La prossima volta, sicuramente prima di trentanni, vado in montagna a farmi adottare da un falegname, che se devo imparare qualcosa, un mestiere, se voglio finalmente sentirmi qualcuno, non me ne frega un cazzo di sentirmi uno scrittore, un giornalista, un lavoratore, un proletario, un giovane, un non giovane, un non adulto, un quasi adulto, un tardoadolescente, uno simpatico, uno simpatico e basta, un lamentoso, un ipersensibile, uno che ascolta, uno forte, un rompicoglioni, un perdente, un perdente che non vuole vincere, un perditempo, un affettuoso, un romantico, ecco, non mi interessa romantico, io voglio essere un falegname anche se mi dispiace fare del male agli alberi, infatti mi volterei dall’altra parte mentre i taglialegna, quei cattivoni dei taglialegna li buttano giù nel bosco (dove tra qualche settimana iniziano a crescere i lamponi, ho controllato), il posto dove mi ritirerò quando avrò sessantanni e nel frattempo saranno passati questi benedetti trentanni in cui abbiamo rimandato tutto, le rivoluzioni delle persone, le risposte senza monosillabi che francamente hanno stancato, lo sai usare il vocabolario, i preventivi ribassati altrimenti non ci danno il lavoro. Ma tu pensa, trentanni di preventivi ribassati per il ricatto morale di un mondo che ci vuole a buon mercato (e a cattivo viso), con la penna che trema se bisogna aggiungerci uno zero, mentre dovremmo invece piazzarci ben due, di zeri, e ricalcarli ripetutamente con la Bic nera fino a bucare il foglio, poi infilarcelo davanti come una maschera e guardarlo dritto negli occhi, sopra le gotE, e dirgli: guarda che ti sbagli, guarda che noi facciamo i falegnami nei boschi, intagliamo il legno e costruiamo sedie, mobili, finestre, porte, case che sanno di legno e non sanno di intonaco, le nostre case se piove si gonfiano le tue crollano, le nostre case di legno se piove diventano più scure ma poi si asciugano e tornano come prima, come sette anni fa.</p>
<p>Hai capito insomma, smettila di mangiarti le unghie e fai come ti dico: l’impostazione, prima di tutto. Mettiti il vestito peggiore che hai, quello con le toppe, metti la tua tuta ecco, l’inseparabile tuta in crilico che puzza ancora di palestra da liceo, datti una spettinata, apri l’uscio di casa (in metallo, terribile il metallo), fai entrare le zanzare, e poi chiudile dentro, lascia che si pungano tra di loro, che si riproducano dentro il formaggio del tuo frigo (avrai lasciato aperto anche quello, sei un buon padrone di casa) e depositano le uova nelle nostre cocacole sgasate. Non ti servirà più scegliere, se hai scelto l’impostazione giusta. Che poi c’è sempre l’altro che mi dice che il giusto non esiste, che è tutto giusto e tutto sbagliato, che ci sta tutto. Ci sta tutto, anche che io non me ne vada mai di qui, magari resterò l’ultimo di noi, magari imparerò da solo a incidere il legno sfasciando camera mia, buttando giù a mazzate il mio lettone-armadio, lasciando in piedi solo quello di mia sorella per ricordo, il simulacro di un’esistenza fissa in un posto, di un’infanzia dove se ti alzavi di scatto dal letto finivi per sbattere la testa, un po’ come tirare le redini a un cavallo imbizzarrito, un bernoccolo per ogni erezione, prima o poi quella testa dura imparerà. Resto qui da solo mentre voi siete in Australia, Francia, Germania, Umbria, Toscana, Campania, Sicilia, Lombardia, Usa a curare l’impostazione (mi raccomando) e io tiro giù a mazzate la scrivania, il tavolo, le imposte delle finestre, tutto questo legno dipinto, rigato, tenuto insieme con colla e viti, tutto giù, per rimontarli in forme diverse che non devono, non devono per nulla al mondo ricordare quello che sono stati. Una sedia diventerà un comodino, un letto una scrivania, la porta una finestra, una finestra diventerà soltanto un buco rettangolare nel muro, da dove entreranno le zanzare e da dove si intrufolerà chi gli verrà voglia di tornare. E sarà bello non avere niente da dirci, perché dopo trent’anni si finisce per dimenticarsi che cosa si voleva dire, ce l’avevo qui, sulla punta della lingua, ma ho finito per morsicarmela.</p>
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		<title>farò rifare l&#8217;asfalto per quando tornerai</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 19:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheEgo</dc:creator>
		
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dici che la nostra città è bellissima, che ne sei innamorata e non ci rendiamo conto di quanto sia pieno di fascino il nostro centro storico e ti rispondo hai ragione, c&#8217;era la luna quasi piena, una piazza piena di gente, musiche armoniose provenire dal palco, caldo, un bicchiere di birra vuoto, ragazzi che vagano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4299" title="ferrara2" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/ferrara2.jpg" alt="ferrara2" width="479" height="202" /><br />
dici che la nostra città è bellissima, che ne sei innamorata e non ci rendiamo conto di quanto sia pieno di fascino il nostro centro storico e ti rispondo hai ragione, c&#8217;era la luna quasi piena, una piazza piena di gente, musiche armoniose provenire dal palco, caldo, un bicchiere di birra vuoto, ragazzi che vagano senza meta, biciclette, lavori in corso, le solite cose, i soliti posti che conosci benissimo ma se ti fermi a pensarci, se ti fermi solo un momento, dieci secondi della tua vita di corsa in cui dimentichi chi sei e da dove vieni, se ci pensi ti scoppia la testa perché questi luoghi sono davvero pieni di poesia e forse sei te che hai l&#8217;occhio troppo allenato perché si riempie ogni giorno della triste venezia e tutto il resto ti sembra quasi normale ma non è vero, o forse siamo tutti troppo stanchi perché ci addormentiamo sul treno di ritorno e a volte anche in quello d&#8217;andata, o dopo il turno in magazzino nel posto più pesante di tutti con i colleghi che ti fottono i soldi dalle chiavette del caffè o forse perché il lavoro per alcuni nemmeno c&#8217;è e ormai abbiamo quasi trent&#8217;anni, ancora no ma quasi dai, tre anni volano e siamo grandi agli occhi dei novantuno che ci vedono sposati, partorienti, in carriera, un po&#8217; come facevamo noi tanti anni fa, quando c&#8217;erano le camicie di flanella a scacchettoni, i bomber con il risvolto arancio e la musica grunge, eppure perfino l&#8217;aria ora è precaria figuriamoci il resto che piano piano non c&#8217;è più perché c&#8217;è la crisi e quest&#8217;anno la festa non si farà, la ricorrenza non avverrà, le persone non ci sono più ché hanno una vita lontana o si sono lasciate andare alla soluzione più comoda e come cazzo è possibile che qui da noi tutti questi suicidi non vedi che bello il castello illuminato, le vetrate di giori, il parco urbano e il sottomura, come si spiega questa tristezza che ci coglie ad un certo punto, lo sai tu?, non si può uscire di scena così senza pensare a tutti noi che rimaniamo qui a guardarci i diamanti, a fare i listoni a piedi, a gonfiare le ruote per tirare avanti nonostante non è che ci sia tanto da ridere ma ci proviamo cazzo, ci proviamo insieme ogni santo giorno a trovare un senso, a sorridere, a voler condividere il peso di tutta questa incertezza con chi ci sta intorno e ci fa stare bene, tutta questa pesantezza che incombe ogni santo giorno che non si capisce come andrà a finire ma pensa a chi vive a milano ed è tutto grigio per davvero quando esce di casa e ha pensieri in testa grigi, vestiti eleganti grigi e per terra è grigio come in cielo, mica come da noi che c&#8217;è il castello, le luci, e un bicchiere di plastica un tempo pieno di birra ed ora vuoto, ecco pensa a loro quando ti senti giù e pensi che questa città sia troppo stretta, troppo di provincia, troppo inutile, troppo noiosa anche se artisticamente oh, artisticamente è perfetta, niente da ridire.</p>
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		<title>Cartoline da Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 21:21:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheEgo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Personale]]></category>

		<category><![CDATA[pincio]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, passeggiando per Villa Borghese a Roma sotto un sole del trentadue - come direbbe qualcuno di mia conoscenza - vado ad affacciarmi all&#8217;immensa terrazza che sovrasta Piazza del Popolo e che propone una vista eccezionale sui tetti della Capitale e il Cupolone. Mentre decido quale scatto banale fare del panorama ricordando i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, passeggiando per Villa Borghese a Roma sotto un sole del trentadue - come direbbe qualcuno di mia conoscenza - vado ad affacciarmi all&#8217;immensa terrazza che sovrasta Piazza del Popolo e che propone una vista eccezionale sui tetti della Capitale e il Cupolone. Mentre decido quale scatto banale fare del panorama ricordando i consigli del buon Merchiori sulla regola dei terzi, il soggetto decentrato, il bilanciamento del bianco e altri cazzi, mi cade l&#8217;occhio in basso e vedo questa cosa proprio sotto la terrazza:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4287" title="dscn6361" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn6361.jpg" alt="dscn6361" width="550" height="825" /><br />
E mi immagino questo ragazzetto che di notte vandaleggia la strada sottostante con una frase d&#8217;amore (niente di che), poi il giorno dopo porta su zitto zitto la morosa al Pincio, con una scusa si mette a spupazzarsela sulla terrazza e mentre lei lo abbraccia si sporge e legge la dedica impazzendo di gioia per la sorpresa. Basta poco per far felice una ragazza, anche un gesto carino ed adolescenziale abusato come il graffito, ma questa idea dell&#8217;andare a farglielo leggere dall&#8217;alto mi ha stretto il cuore e mi ha fatto tornare in mente Amelie quando manda Nino fino in cima a Montmartre per guardare dal binocolo lei che scappa. Ci sono ancora romantici a Roma, e non per forza mettono i lucchettini dove li mettono tutti gli altri perchè l&#8217;hanno letto su un libro. Poi quando mi decido a fare uno scatto alla gente che si affaccia dalla terrazza, una coppia mi passa davanti proprio mentre scatto, come vuole la legge di Murphy dei fotografi dilettanti. Ma quando arrivo a casa e guardo la foto scopro che la ragazza si era divertita a saltare facendo una faccia buffa, per tentare di uscire invano dall&#8217;inquadratura:</p>
<p><span id="more-4286"></span><img class="aligncenter size-full wp-image-4288" title="dscn6364" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn6364.jpg" alt="dscn6364" width="550" height="367" /></p>
<p>Quando dalla terrazza mi volto indietro per tornare verso l&#8217;ombra vedo davanti a me la scenografia di Lost e penso che Roma è una bella città per viverci un pochino, se si esclude il traffico e l&#8217;idea di dormire sotto lo stesso cielo di Berlusconi. Nemmeno a farlo apposta proprio in quel momento passa un aereo e attendo di vedere se esplode spezzandosi in due, o se esce il fumo nero dal fogliame per venirmi a prendere.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4289" title="dscn6366" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn6366.jpg" alt="dscn6366" width="550" height="367" /></p>
<p>Quando faccio ritorno alla panchina dove i miei compari di viaggio si riposano all&#8217;ombra mi viene in mente perchè in realtà non è una bella idea vivere nelle grandi città: la presenza di uomini d&#8217;affari o cialtroni nerd che girano con il Segway. Uno dei due che vedo, finisce sopra una zona di fogliame e così l&#8217;aggeggio si pianta di colpo, si ingolfa e non riparte più. Poraccio.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4290" title="dscn6373" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn6373.jpg" alt="dscn6373" width="550" height="367" /></p>
<p>Andare in giro con fotografi wannabe è faticoso, si è sempre li a cercare il taglio giusto, l&#8217;inquadratura simpatica, l&#8217;idea spiritosona per la foto dell&#8217;anno, mica come i giapponesi che scattano a cazzo di cane un po&#8217; tutto tanto per l&#8217;idea di ricordare ogni cosa. Non ci si gode molto le cose, i posti, i monumenti, li si guarda cercando un qualcosa di originale da ritrarre, una particolarità, una anomalia fotogenica. Fabio e Simone cercano la giusta inquadratura con due reflex identiche, però quella di Simone ha il grandangolo e così si bulla di fare foto migliori. Fabio potrebbe ribattere però che ha più capelli di Simone (ancora per poco) e quindi in realtà sono pari. Alla fine facciamo la foto con il grandangolo ed ha un campo talmente lungo che noi siamo piccoli piccoli, quasi indistinguibili. Simone non indossa nemmeno le consuete infradito, e questo non aiuta l&#8217;analisi a posteriori.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4291" title="dscn6376" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/dscn6376.jpg" alt="dscn6376" width="550" height="367" /></p>
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		<title>Puoi dirlo a tutti</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 10:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Attimo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<category><![CDATA[tre allegri ragazzi morti]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra qualche ora saremo ancora sotto ai piedi bollenti del Savonarola per svolantinare pagine fotocopiate. Manifestiamo per il diritto alle cose belle, e per il dovere di farle. Puoi dirlo a tutti.
Dopo il concerto dei Pixies, ci abbiamo preso gusto, e anche per l&#8217;adunata de La Tempesta sotto le stelle ci sarà uno speciale in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra qualche ora saremo ancora sotto ai piedi bollenti del Savonarola per svolantinare pagine fotocopiate. Manifestiamo per il diritto alle <strong>cose belle</strong>, e per il dovere di farle. Puoi dirlo a tutti.</p>
<p>Dopo il <a href="http://www.ciccsoft.com/2010/06/05/chiedi-chi-sono-i-pixies/">concerto dei Pixies</a>, ci abbiamo preso gusto, e anche per l&#8217;adunata de <a href="http://www.latempesta.org">La Tempesta sotto le stelle</a> ci sarà uno <strong>speciale in bianco e nero</strong> per gli intrepidi in coda sotto al sole pronti ad assistere alla maratona di musica italiana e indipendente.<br />
I <strong>colori</strong> questa volta ce li abbiamo messi noi: <a href="http://www.ciccsoft.com">Eugenio</a> racconta cosa significa per un <strong>ferrarese</strong> andare a un concerto in bicicletta, il sottoscritto blatera di case liberate dai genitori e di <strong>poster portanti</strong>, <a href="http://www.italianembassy.it">Enver</a> ci spiega quanto importante sia <strong>fare musica</strong> oggi in Italia, e <em>come</em> farlo, soprattutto, <a href="http://accentosvedese.blogspot.com">Accento Svedese</a> ha un problema con il cellulare che glielo risolveranno i Uochi Toki, <a href="http://radionoiseblues.blogspot.com">Luca RadioNoiseBlues</a> riannoda i fili scoperti di <strong>Vasco Brondi</strong>, <a href="http://quadernodiappunti.tumblr.com">Gaia </a> vive nel mondo prima, e dopo, dei <strong>Tre Allegri Ragazzi Morti</strong>.</p>
<p>In prima pagina troverete il saluto di <strong>Enrico Molteni</strong>, con una clamorosa rivelazione sulle prossime sorti de La Tempesta. E ha scritto per noi anche <strong>Alessandro Alosi</strong>, de <strong>I pan del diavolo</strong>.</p>
<p>Tutto questo legato assieme con ago e filo da <a href="http://baronkarza.splinder.com">Alessandro Baronciani</a>, che ha illustrato lo speciale. Sono <strong>500 copie</strong>, finiscono in fretta, quindi vedete un po&#8217; voi.<br />
<br/><br/></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ciccsoft.com/latempesta/ciccsoft-tempesta.zip"><img class="aligncenter" src="http://www.ciccsoft.com/latempesta/ciccsoft-tempesta-banner.jpg" alt="Ciccsoft Speciale Tempesta sotto le stelle - sabato 10 luglio 2010 - Ferrara piazza Castello" /></a></p>
<p><br/></p>
<p>Chi non ci sarà in piazza Castello questa sera, può scaricare il pdf a questo indirizzo: <a href="http://www.ciccsoft.com/latempesta/ciccsoft-tempesta.zip">http://www.ciccsoft.com/latempesta/ciccsoft-tempesta.zip</a><br/></p>
<p style="text-align: right;"><em>Grazie ad Alessandro, Enrico e Alessandro.<br />
E poi a Federico, Luca ed Enrico. E a Gaia.<br />
E a <a href="http://www.simonedovigo.it">Simone</a> che ha fatto le due di notte con noi.</em></p>
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		<title>I temibili fratelli Ciccone</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 21:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheEgo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

		<category><![CDATA[font]]></category>

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		<description><![CDATA[F: Comunque ti accorgi che hai il cervello fottuto quando stai facendo la cacca e leggi le etichette dello shampoo&#8230;
E: Si, lo faccio sempre anche io.
F: Ma invece di leggere, guardi i font.
E: Certo, certo. Lo faccio sempre.
F: Mi viene da piangere. E&#8217; colpa tua.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>F: Comunque ti accorgi che hai il cervello fottuto quando stai facendo la cacca e leggi le etichette dello shampoo&#8230;<br />
E: Si, lo faccio sempre anche io.<br />
F: Ma invece di leggere, guardi i <strong>font</strong>.<br />
E: Certo, certo. Lo faccio sempre.<br />
F: Mi viene da piangere. E&#8217; colpa tua.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caro papà, ridammi la Uno</title>
		<link>http://www.ciccsoft.com/2010/07/02/caro-papa-ridammi-la-uno/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 00:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheEgo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<category><![CDATA[fiat uno]]></category>

		<category><![CDATA[volkswagen golf]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro papà,
&#160;&#160;&#160;&#160;ti scrivo questa lettera come si conviene - guarda come sono ordinato ho anche messo la virgola, l&#8217;a-capo e il rientro della seconda riga - per farti sapere che la tua decisione di prendere la mia macchina per andare in Abruzzo a trovare la nonna, lasciandomi qui l&#8217;ammiraglia di famiglia, non funziona. So che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro papà,<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;ti scrivo questa lettera come si conviene - guarda come sono ordinato ho anche messo la virgola, l&#8217;a-capo e il rientro della seconda riga - per farti sapere che la tua decisione di prendere la mia macchina per andare in Abruzzo a trovare la nonna, lasciandomi qui l&#8217;ammiraglia di famiglia, non funziona. So che una Golf 2.0 TDI è meglio di una vecchia Fiat Uno dell&#8217;ottantanove e che dovrei bearmi di girare tutti i giorni con siffatta meraviglia della tecnica e mille cavalli sotto il culo, eppure a quanto pare l&#8217;estetica e la potenza non contano più niente. Le macchine di una volta avevano un appeal che le nuove non hanno più. Ci distraggono con mille funzionalità, maggiore sicurezza, luci colorate, eleganza negli interni e motori potenti, ma sono talmente belle e perfette che ti spiace sporcarle, usarle, viverle. Vuoi mettere una spartana Fiat di vent&#8217;anni fa, con i suoi rumori, l&#8217;aria condizionata manuale a suon di finestrini giù, le spie che si accendono a caso, il volante durissimo da girare e il cambio che ti resta in mano? Mangiarci un panino, bere una birra, rovesciarci un gelato, entrarci con le scarpe infangate senza andare giù di testa perchè è tutto pulito e nuovo? Tutto un suo fascino, non so se mi spiego.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.ciccsoft.com/public/uno-3.gif" alt="" width="132" height="65" /></p>
<p>La verità, papà, è che alle ragazze piace di più la Uno. Ecco, in soldoni è quello il punto. Perchè capita una volta che ti fanno apprezzamenti sulla macchina e dici: beh si dai, sarà affascinata dalle auto di una volta, magari non è una smaniosa di correre e le piace stare a centoventi in autostrada fissa perchè andando oltre la carrozzeria trema tutta, magari ha la passione per le cose vecchie. Poi capita un&#8217;altra volta un&#8217;altra ragazza e dici: toh ma guarda quanto piacciono &#8217;ste macchine vecchie. Poi un&#8217;altra e un&#8217;altra ancora, e a quel punto ti starai chiedendo figlio mio ma quante ragazze frequenti e allora chiarirò a scanso di equivoci e per non risultare sbruffone con il pubblico che altresì ci legge ormai da venti righe che le conosci tutte, son brave ragazze non è che siano facce nuove eh, che io sulla Uno mica ci faccio salire gente a caso, non sia mai. Ma ecco, dicevo, quando poi capita raramente di prendere la Golf, proprio come forzatamente devo fare in questi giorni, io che non vado in discoteca e agli aperitivi fighetti in spiaggia, io che non devo andare a far colpo su qualche oca bionda lampadata in tiro o alle serate mondane ai ridenti lidi ferraresi, finisce che mi prendo i malumori di chi si aspettava di salire su una rombante Fiat Uno, e si ritrova su una Golf top di gamma piena di optional di cui l&#8217;unico che mi riesce di far apprezzare per salvare la faccia è l&#8217;apribottiglie marchiato Volkswagen e l&#8217;attacco per l&#8217;ipod. Ma più l&#8217;apribottiglie.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-4268" title="golfsei" src="http://www.ciccsoft.com/blog/wp-content/uploads/golfsei.jpg" alt="golfsei" width="132" height="59" /></p>
<p>Se ricapita, ecco, prendi la tua Golf che si guida meglio ed è piena di comodità, e lasciami la mia carcassa a benzina, sia mai che salga la donna della mia vita e mi trovi su una macchina lussuosa che non mi si addice. L&#8217;apribottiglie te lo lascio nel caso, io ne prendo uno al discount a un euro con accendino omaggio, e a quel punto la mia Fiat Uno sarà davvero perfetta.</p>
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