Ora applicheranno rigidissime misure di sicurezza, vieteranno le trasferte ai tifosi avversari, sarà tutto più severo. E ancora una volta si eviterà di guardare in faccia alla realtà del problema, che non sono i tifosi, ma gli Ultras. Bisogna sancire una volta per tutte che sono due mondi completamente differenti, due insiemi distinti. il calcio è in ostaggio di questi gruppi paramilitari anarchici, che hanno un proprio codice di onore e di concezione non solo del calcio, ma della società e della vita. Ridicole le chiacchere fuffa sugli "stadi che vanno resi più comodi": a loro dei seggiolini riscaldati frega meno di niente. Ridicolo pure parlare di inculcurare la "cultura sportiva". Non stiamo parlando di sport, è ora di capirlo una volta per tutte. E’ proprio un discorso di generazione di Ultras: questa (ormai da 20 anni) è formata da personaggi penosi, e non possiamo fare altro che aspettare che si salti direttamente alla prossima. Se mai ce ne sarà una.
PS: Il drammatico stato della situazione lo spiega molto meglio Francesco Costa, con queste amare parole.
Nella foto, lo striscione simbolo esposto in ogni Curva d’Italia negli ultimi anni proprio dagli Ultras. Avevano già capito tutto.
Note sparse su alcune cose curiose
Do not walk outside this area:
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