Abbiamo ancora bisogno, nel 200X (slogan da riciclare sempre, in politica, nell’arte, nella società, dappertutto: perchè in fondo, non abbiamo più bisogno di niente, dato che, volendo, c’è tutto) di film come 23? E’ necessario imbottire le nostre sale cinematografiche (ormai tenute aperte dalle solite tre o quattro riedizioni di film tramutatesi in telefilm) con questa invasione continua, imperterrita, di film americani con detective, assassini, le solite paranoie, i soliti casi prevedibili, i soliti ambienti polizieschi, le solite armi, le consuetidini, i soliti moralismi e scontati immoralismi, la classica sovversione pettinata che finisce per diventare la stessa retorica che dovrebbe scardinare?Io dico di no.
Beninteso, non sono contro i film spazzatura, o i film mangiapopcorn inutili e che servono a sghignazzare o sobbalzare. Hanno ovviamente il loro diritto a continuare ad esistere, e liberi tutti di continuare a cibarsi di paccottiglia, ogni tanto ci vuole. Il problema è la ripetività, la totale mancanza di slancio che scardini una vera e propria catena di montaggio cinematografica.
Dico che di thriller fotocopia, di casi umani fotocopia, di fumettoni fotocopia, di tutti quei clichè fotocopia che vengono sparati dagli Usa, grazie ma abbiamo già dato: se possibile, mandatecene di meno. Lo stesso discorso, meglio precisare, vale pure per il cinema italiano e le sue storie di trentenni malinconici ma con quella punta di sorriso, quando va bene, altrimenti di indicibile tristezza che tutto ammaina (mi pare che una lamentela simile l’abbia fatta quel gonzo di Tarantino, subito rimbrottato da Bellocchio).
Dico che i multisala infarciti di burrosi popcorn e burrosi film dalle sceneggiature quasi ciclostilate, prodotte in serie, hanno seccato la pianta.
Personalmente, voglio (vorrei) film che parlino anche, perchè no?, di fantascienza (argomento tabù, ormai), soprattutto voglio film che raccontino storie, visivamente e narrativamente sforzandosi di raccontare questo mondo e quello fantastico (non si scappa: c’è il vero, il verosimile, e l’inverosimile, non occorre sforzarsi così tanto), senza bisogno di ricorrere ai faccioni di amianto di Denzel Washington, tanto per dire il primo clichè che mi viene in mente.
Note sparse su alcune cose curiose
Do not walk outside this area:
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