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Le due volte in cui ho sfidato la sorte

Ero stato in facoltà a verbalizzare un esame. Una procedura noiosa per la quale ero dovuto uscire di casa con il mio libretto e guidare fino all’ufficio del professore, dall’altra parte della città. Non ero di fretta, non ero agitato: semplice burocrazia. All’epoca dei fatti, ormai oltre cinque anni fa, non portavo quasi mai le cinture di sicurezza per guidare in città, ritenendole più fastidiose che utili per un tipo di traffico congestionato tra un semaforo e l’altro. D’estate poi fanno sudare e rimane la maglietta con la striscia diagonale pezzata, cosa per la quale il professore (stronzo) dove andavo avrebbe potuto togliermi qualche punto così, en passant.

Sulla strada di ritorno sono il primo al semaforo verde di un incrocio, e svolto a sinistra su una via abbastanza trafficata della mia città. C’è la Famigerata Municipale. Faccio un gesto goffo tentando di mettere la cintura al volo perchè nei momenti di panico si fanno sempre gesti goffi e spesso inutili. Non ci riesco: la macchina è vecchia e la slitta si incastra – giustamente – mentre tiro con forza disperato. Il vigile ridacchia perchè vede tutta la scena e con tutta la calma del caso si avvicina al ciglio della strada e mette fuori la paletta. Mentre si avvicina al veicolo fermo poco più avanti di lui mi metto la cintura, come a far vedere che il gesto lo volevo comunque portare a termine. Sciocco.

– Patente e Libretto.
Inizio a tremolare: perchè non mi ha detto subito delle cinture? Cos’è questa finta? Queste procedure standard: perchè? Dimmi quant’è la multa e facciamola finita. Tiro fuori la patente e poi non trovando il libretto gli consegno tutto un plico di fogli dell’assicurazione, sperando ci fosse in mezzo e di accontentarlo in qualche modo.
– Questa è l’assicurazione – dice – il libretto è di colore verde chiaro.
Nel pallone totale scartabello ancora un po’ nel vano porta oggetti e infine lo trovo.
– Lei era senza cintura poco fa.
– Lo so, mi spiace.
– Vedo un libretto universitario appoggiato li, andava ad un esame?
– Si, si.
– Allora immagino che sia agitato per quella ragione, ma la prossima volta si ricordi di metterla.
– Senz’altro, grazie agente.
– Buongiorno, e in bocca al lupo.
– Crepi, crepi.
Poi sono rientrato a casa sorridente. Non ho mai più viaggiato senza cintura da allora. Mai sfidare la sorte più di una volta.

Da qualche mese a questa parte ho preso il vizio forse inspiegabile di mettermi la cintura in auto poco dopo essere partito, conscio del fatto che dovrei agganciarla prima di mettere in moto in cortile, e che tecnicamente una pattuglia potrebbe passare anche nei pochi metri della mia via, prima di uscire sulla più trafficata circonvallazione dove la metto sempre nel giro di pochi metri. E se la Polizia passasse proprio mentre mi affaccio all’incrocio per entrare nel flusso di traffico dei lavoratori del mattino? Sarebbe multa, giustamente.Così pensavo anche questa mattina mettendo il muso della mia vecchia Uno un po’ in fuori per decidere quando fosse il momento di andare. Senza cintura ovviamente. In quel momento passa una volante della Stradale. Faccio per mettermi goffamente la cintura al volo sperando che:
a) alla stradale freghi poco di una cintura in una macchina proveniente da una via secondaria, avendo ben più seri interventi da fare, quindi non intervengano
b) non mi vedano

Mentre la Stradale non mi vede e io goffamente mi metto la cintura al volo con più successo di cinque anni fa, transita appena due macchine dopo la Famigerata Municipale. Non possono non avermi visto, loro che vivono di queste multine al cittadino per fare cassa in tempi di crisi. Però non possono accostare essendo in mezzo al traffico, quindi proseguono dritto. Io esco, li seguo perchè vanno nella stessa unica direzione che ero costretto a seguire per andare in stazione. Sapevo che si sarebbero accostati a breve e come prima cosa avrebbero punito l’automobilista distratto senza cinture, appena qualche macchina più indietro. Un lavoretto veloce, una multa sicura, soldi facili per il Comune. Decido di proseguire per la mia strada sperando in qualche miracolo, ma al bivio prendono la mia strada anche loro. Avessero proseguito ancora un km mi sarei consegnato spontaneamente dichiarando resa. Li avrei sorpassati con un gesto eclatante per farmi notare e poi avrei accostato attendendoli con in mano patente e libretto, quello verde chiaro. Ma alla rotonda incredibilmente girano a destra e vanno per la loro strada. Sarà il caldo, sarà che non mi avevano visto, sarà che era mattino presto ma anche a questo giro la multa non hanno avuto proprio voglia di farmela.

E io da domani metterò la cintura di sicurezza direttamente in cortile, in quei 10 secondi inutili di attesa davanti al cancello automatico che si apre. Mai sfidare la sorte più di due volte.

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Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
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Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
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parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)