Tag Archive for 'decoder'

La tv con le stampelle

Da circa un mese ogni volta che accendo il televisore esce fuori la schermata con il rumore bianco*, quella nebbiolina grigia e confusa a ricordarmi che ormai del vecchio segnale analogico non è rimasto più nulla. Mi angoscia un po’ pensare ad un oggetto che è nato per ricevere varie frequenze, con un telecomando per cambiare i canali, e vedere che tutti questi pulsanti non funzionano più. Che il telecomando del decoder ha preso il posto di quello principale (che ormai serve solamente ad accendere la tv) e che praticamente c’è vita solo dentro AV1, mentre il resto dei circuiti dentro quella scatola dormirà per sempre impolverandosi.

La sensazione è un po’ come quella di una persona che ha avuto un’incidente grave che ha comportato la perdita di un arto, di una capacità motoria, o in generale di qualche tipo di abilità. La sua vita sarà completamente diversa per via di quanto accaduto, e i gesti quotidiani da fare dovranno tenerne conto. Come un uomo costretto alle stampelle, quando accendo la tv mi sembra di vedere un oggetto monco, privo di una parte consistente del suo essere, che mi mostra i canali di prima e qualcuno in più, ma solo perchè gli ho comprato le stampelle, il decoder, a seguito di quel giorno in cui hanno spento per sempre il segnale analogico. Vedo la nebbietta grigia e finchè non accendo il macchinario che le permette di continuare a vivere sembra quasi vergognarsi di come è ridotta ad andare. Al videoregistratore non è andata certo meglio, e il giorno in cui abbiamo messo la stampella alla tv, gli abbiamo staccato la spina probabilmente per sempre.

* residui di conoscenza di Ingegneria

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)