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Il bello della diretta

Mi hanno messo davanti a una telecamera, oggi, abbastanza casualmente. Niente di eclatante, ma era pur sempre un occhio elettronico, anche se i patti erano che dovevo guardare la ragazza che reggeva il microfono, ma mi intimidiva anche lei e quindi il movimento delle mie pupille era abbastanza da schizzato.

E quindi dovresti dirci come secondo te si potrebbe incentivare la partecipazione dei giovani alla vita cittadina“. Ecco, uno poi pensa sempre di conoscere la città in cui vive da 27 anni, che non sono esattamente pochi ma nemmeno troppi, pensa sempre “ah se avessi davanti un microfono glielo direi io che cosa si dovrebbe fare“, poi quando arriva il momento non ti viene in mente assolutamente nulla del posto in cui vivi, di quali problemi possa avere e delle lamentele non rimane altro che una pallida rimembranza.

Sarà che la telecamera intimidisce, ma si diventa mansueti quando qualcuno ti chiede che cosa non va, sarà che non ci si è abituati, a sentirsi chiedere se si potrebbe cambiare qualcosa. Sarà che non c’è il mare a Ferrara. Quanto ti piazzano casualmente davanti a una telecamera sembra quasi che vada tutto quanto alla perfezione.

Fortunatamente sono rimasto abbastanza giovane (o forse sono già abbastanza invecchiato) da non dare risposte accomodanti. Però è stato abbastanza avvilente rendersi conto che non si ha la minima idea del posto in cui si vive. Poi vogliamo fare i sociali, i creativi, gli organizzatori, vogliamo soprattutto criticare (a qualsiasi livello) e non sospettiamo nemmeno l’esistenza, che so, di un’associazione ufficiale di graffitari o che il Comune non ti offre nemmeno carta e penna se ti viene in mente un’idea. E sottolineo il se.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo un abbonamento a Sky

E’ domenica pomeriggio, piove, e insomma un post lungo e inutile mi pare particolarmente appropriato al momento.

La cosa sorprendente del Diventare adulti non è tanto il Diventarlo per davvero (lo diventano tutti, anche quelli che vengono colpiti dalla Sindrome di Peter Pan), quanto il Rendersene conto. E non fare nulla per modificare questo processo. Un po’ come la teoria del Tempo in Lost: whatever happened, happened.

Uno capisce anche che sta diventando più reazionario, o più nostalgico, o più insofferente, ma tutti i tentativi di resistenza sono vani, inutili. Avverte la pigrizia che si fa largo tra le pieghe (o piaghe?) dei venerdì sera, eppure lentamente cede e anzi, pensa di essere una persona migliore perchè “inizia ad ascoltare il suo corpo e i segnali che manda”. Il suo corpo ogni giorno più vecchio, sì. Passiamo la vita a costruirci la nostra torre d’avorio, con i muri trasparenti alcuni, con lastre di cemento armanto altri, sempre più alta e inaccessibile fino a quando le voci che si sentono sul fondo appaiono lontane, o fuorvianti: comunque, non ci riguardano più.

Diventare adulti assomiglia molto a diventare individualisti: si esce dal gruppo per farsene uno tutto nostro: famiglia, convinvenza, singletudine. E mentre tiriamo su i muri dei nostri Nidi, vomitando come rondini ai nostri figli quello che mangiamo, ci sentiamo appunto più realizzati, perché “finalmente stiamo costruendo Noi stessi”: tra mille ostacoli, lacci e lacciuoli come lo stipendio da precari che ti costringe un altro anno in più a casa dei tuoi, ma poi un contrattino arriverà, e arriverà l’appartamento in affitto o il mutuo. E infine “potrò finalmente sentirmi libero”.

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Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)