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Stai parlando con me?

C’è un pezzo nel repertorio del Teatro degli Orrori che si chiama “La canzone di Tom”. E’ molto bello, lento ed intenso, tratto dal loro primo disco “Dell’impero delle tenebre” e che li ha portati all’attenzione di un pubblico molto ampio sebbene la consacrazione definitiva ci sia stata l’anno scorso con l’album “A sangue freddo”. Ma non è questo il punto. Al termine del loro concerto a Padova questa sera M. si soffermava sul testo della canzone e del significato che potesse avere. Ve lo riporto a pezzi, poi spiego.

Hai sentito di Tom?
Tom che se n’è andato via!
Questo non è uno scherzo,
Non è neanche una fantasia.

Hai sentito di Tom?
Tom che se n’è andato via!
Come ci illudi, Tom,
di essere ancora tutti vivi
mentre guardiamo sempre dall’altra parte.

In questa prima parte, il cantante parla con un ipotetico amico o amica, l’ascoltatore stesso oppure una generica terza persona, informandola della scomparsa di Tom. Ma si rivolge anche a Tom, con un triste commento alla sua dipartita e al suo effetto su chi è rimasto. Ci sono dunque tre attori nel pezzo, che chiameremo per semplicità Autore, Amica, Tom. Prosegue:

Avrei voluto dirti tante cose…
forse la più importante non la ricordo più!
Avrei voluto averti amato…
ma è così tardi ora!
Parlami ancora Tom…
Parlami ancora…
Dimmi qualcosa.

A questo punto è chiaro che l’Autore si sta rivolgendo a Tom e non parla più con l’Amica che informava poco fa della triste notizia. Oppure no? E se fosse invece che queste parole siano rivolte proprio all’amica e solo le ultime tre righe a Tom? Poi continua:

Ma non importa…
Non è per questo che ti chiamo…
Volevo dirti…
Volevo dirti “ti amo”!
Cantare una canzone, per non dimenticarti più!
Cantare una canzone, per averti sempre…
sempre con me!

Con chi parla ora l’Autore? Con Tom? Con l’Amica? Se sta chiamando qualcuno allora è l’Amica per metterla al corrente della scomparsa di Tom, certo non Tom che non c’è più. Eppure la canzone è “per non dimenticarti” e quel “volevo dirti” sembra indicare un saluto affettuoso proprio verso Tom. A questo punto le correnti di pensiero diventano due: c’è chi dice che l’Autore (o un’Autrice che non sia il cantante del Teatro stesso, come peraltro nel brano “Due” dove a parlare in prima persona è una lei?) rivolge questo “ti amo” a Tom, come il sottoscritto, o chi invece vede in quel “ma non importa”, uno stacco tra le parole rivolte a Tom e un ritorno alla discussione e alla “telefonata” con l’Amica, come sostiene M.

Voi che ne pensate? Per la cronaca, non trovando un accordo la discussione è poi finita sul quantitativo di belle fanciulle presenti al concerto sul quale si è avuta ampia convergenza. Le parole esatte degli apprezzamenti, secondo i testimoni, non comprendevano esattamente il termine “belle fanciulle”.

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(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
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Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)