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Scendere dal pero

Forse non sarebbe opportuno scrivere a cadavere ancora caldo, bisognerebbe analizzare, capire, leggere ed elaborare, come si è soliti dire. Però siamo usciti al primo turno e quindi il nostro desiderio più grosso già da un’oretta a questa parte è quello di dimenticare il più in fretta possibile questo sfacelo.

Dimenticare che Lippi aveva lasciato da vincente ed è voluto tornare sapendo benissimo che non era aria e non sarebbe stata la stessa cosa. Testardo nelle scelte (errate) e nella presunzione che tutto dipendesse esclusivamente dalla sfortuna. Il vincente che torna sui suoi passi qualche anno dopo, per inciso, raramente trova gloria, l’ultimo esempio sportivo evidente mi pare sia quello di Schumi.

Dimenticare che siamo stati a ridere della Francia due settimane solo perchè andavano a picco in un clima di contestazione generale verso il proprio allenatore e non ci siamo accorti della trave nel nostro occhio solo perchè avevamo vinto un titolo quattro anni fa e quindi eravamo più forti.

Dimenticare che siamo stati a guardare Pepe e Montolivo per tre partite e a giustificarli con un beh dai tutto sommato, mentre in difesa un cadavere di nome Fabio e cognome Cannavaro ci faceva vergognare della fascetta di capitano che aveva indosso.

Dimenticare che la squadra che ha vinto il campionato italiano ha contribuito alla Nazionale in campo con la bellezza di zero giocatori e che il problema del ricambio generazionale tra i giocatori italiani era noto da tempo, ma finchè non ci sbattiamo il muso fino in fondo, finchè non scadiamo nel ridicolo, non ci occupiamo dei problemi (vedi l’assurdo colpo di reni negli ultimi dieci minuti dell’ultima partita dopo tre match di sonno, ma in generale un po’ l’andazzo italico di tutta la nostra classe dirigente).

Dimenticare che vincere un mondiale non significa proprio niente quattro anni dopo con altri giocatori e altre situazioni, e che Brasile a parte forse, nessuna squadra può ritenersi campione a prescindere in ogni tempo e competizione. Un pizzico di umiltà in più tante volte non guasta e nell’Italia pallonara manca spesso, a maggior ragione dopo il 2006.

Vorrà dire che staremo a guardarci le quattro stellette sulla maglia, mentre squadrine da sorteggio ridicolo cresceranno anno dopo anno e zitte zitte ci sorpasseranno a destra mentre noi, che siamo campioni blasonati, ancora penseremo di passare per classifiche avulse, autogol, rigori regalati e rocamboleschi incastri del destino. D’altronde l’Italietta è proprio questa, e il calcio ne è il suo più adorabile quanto ridicolo specchio.

Tentativi di integrazione in Italia

c_71_article_1106436_image_list_image_list_item_0_imageA Venezia, in una calle stretta e non troppo battuta nei pressi di Rialto, un ottimista ragazzo di origini magrebine ha aperto il suo negozio di pizza al taglio circa un mese fa. Ne ho seguito gli sviluppi compiaciuto: dai lavori di restauro, alle pulizie all’apertura. Per qualche giorno l’ho visto attendere invano qualche cliente appoggiato al bancone, davanti ad un triste cumulo di pezzi invenduti e dall’aria comunque poco appetibile. Nel tentativo di attirare clientela priva di qualsiasi pregiudizio razziale ha messo fuori una grande bandiera italiana a penzolare. Il giorno dopo per quel poco che ho visto il negozio languiva nonostante il tentativo di essere un piccolo nuovo artigiano italiano.
Qualche giorno dopo è comparsa la scritta PIZZA a pennarello nero nella fascia bianca del nostro tricolore. Ancora niente clienti: bancone stracolmo di pizza e nessuno in vista.
Da due settimane il negozio è chiuso. I casi sono due: o è andato a studiarsi come impastare una pizza che non sia spessa 10cm, o si è demoralizzato troppo presto.

* * *

Sulla scia dell’odio sempre crescente verso immigrati, clandestini, barboni e poveracci in genere, nel clima di totale diffidenza verso qualsiasi persona dall’aspetto appena un filo diverso dal nostro, sempre a Venezia, nei pressi di San Simeon Piccolo, un barbone chiede la carità ad un angolo della strada e offre un servizio ai turisti che passano in cerca della stazione: “Per di qua”, indica con il dito, supponendo tutti vogliano andare proprio li e sperando in una piccola ricompensa in cambio. Per fugare ogni dubbio anche al più diffidente dei passanti ha scritto un cartello che tiene davanti alla ciotolina per le monete con giusto due parole: “Sono italiano”. Quel cartello mi mette una tristezza addosso che non potete immaginare: vorrei abbracciarlo e rincuorarlo che non c’è assolutamente niente di male nell’essere straniero.

Il Paese è Reale / 3

Qualche considerazione noiosa ma veloce, che è tardi, è sera e si è tutti stanchi.

L’eliminazione degli Afterhours da Sanremo va messa in contrasto con la loro prima posizione nel sondaggio di Repubblica.it sulla migliore canzone del Festival. E’ la sintesi perfetta della situazione italica: tanti microcosmi che non si parlano tra di loro.

Siamo divisi in recinti, più o meno grandi, distanziati su tutta la penisola. Nessuno sa cosa avviene nel recinto dell’altro, anche se alcuni di noi pascolano in più di un recinto, finendo per soffrire di personalità multiple. Ogni recinto lo si può riconoscere dalla bandiera svolazzante all’ingresso. Lo scivolo da cui scorre poi tutto il resto. Qualche esempio?

C’è il recinto di quelli che “tanto sono tutti uguali”. Un altro è riempito da quelli che “hanno dato la morte i tuoi nonni per votare”. E ancora: il recinto di chi pensa che non ci sia più niente da fare. Oppure: il recinto dei Silvano Agosti e quello dei Beppe Grillo.
Poi: il recinto di chi non vuole essere in nessun recinto.
Altri casi. C’è il recinto di chi pensa che Ligabue sia un fallito. E quello che ascolta Laura Pasini.
Ci sta un recinto di quelli che vanno a mangiare al McDonald’s alle 3 del mattino, lungo la provinciale.
Banale: il recinto di quelli che votano Berlusconi.
Il recinto di quelli che non sanno chi sia Manuel Agnelli (nè sono interessati a saperlo).
Quelli che guardano Mad Men in inglese scaricandone i torrent vari. E il recinto di quelli che invece guardano i Cesaroni su Canale 5.
E ancora. Il recinto di chi tifa rugby, a prescindere. E, a fianco, il recinto di coloro che non capiscono proprio come si possa tifare per una squadra che perde regolarmente da sempre, giocando sempre contro squadre più forti di loro, a un gioco così poco comprensibile.

Potrei andare avanti. C’è il recinto di quelli che potrebbero andare avanti, e lo fanno, e chi invece preferisce fermarsi qui.
Alla fine di tutti i recinti, ce ne sta uno particolare. E’ piccolo, ed è vuoto all’interno. E’ il recinto di quelli che fanno la spola tra tutti i recinti che esistono, per imparare tutte le lingue che si parlano in questa cazzo di babele italiana, e tentare di fare una dannata sintesi. Ho l’ingenuità di pensare che Veltroni abbia anche provato ad entrarci, in questo bizzarro e decisivo recinto, ma non avesse le chiavi, evidentemente.

(il video di Berlusconi sodomista è preso da Bop)

Il Paese è Reale

Enrico Mentana ieri sera si è dimesso da Mediaset perchè Canale 5 ha mandato in onda, imperterrita, il Grande Fratello, invece che dedicare un approfondimento sul caso del giorno. La quale, meglio precisare, aveva tutti i diritti di scegliere il Business alla Riflessione, essendo tv privata può agire come crede. Basta non guardarla, non guardare le sue pubblicità, per farle pervenire il nostro eventuale dissenso sulla sua scelta editoriale.

Ma da un punto di vista strettamente numerico, chi ha avuto ragione? Osserviamo i dati Auditel della giornata di ieri. Con un rettangolo rosso sono evidenziati gli ascolti dello speciale “pronto-all’uso” di Vespa, su RaiUno, e quelli della puntata del Grande Fratello.

La Maggioranza degli Italiani (in tv) sceglie il dramma. Delle nomination.

La Maggioranza degli Italiani (che in quel momento erano davanti a una tv, meglio precisare), ha mostrato ineludibile volontà di riflettere su quanto stava accadendo? Ma del resto chissà come funziona quel dannato Auditel, probabilmente è tutto truccato.

POSTILLA doverosa, che riprendo dal commento:
Specifico che non ho dato, ne darò, giudizi MORALI su chi ieri sera ha voluto guardare il Grande Fratello. Tra l’altro se l’alternativa era guardare Vespa, han fatto pure che bene. Il mio discorso era: caspita, 8 milioni di italiani erano così addolorati che si consolavano col Grande Fratello? Liberissimi di guardarlo, liberissimi di fare quel cazzo che ci/vi pare. Non è questo il punto, e in fondo in fondo lo sappiamo tutti che non è questo. Il problema è dove sta la gente che approva, e dove sta la gente che NON approva lo scempio di questi giorni. Perchè, ora, c’è bisogno di “esserci”.

Il Pelo e lo Stomaco

La frase più grottesca della conferenza stampa di Berlusconi appena terminata, non è tanto quella in cui afferma che “Eluana potrebbe fare figli“, e nemmena la memorabile chiosa finale, “I formalismi, quando si tratta di una vita umana, non ci devono fermare“, che basterebbe da sola per smascherare tutta l’ipocrisia (c’è gente che muore ogni giorno e il Governo non muove un dito).
No, il punto sublime dell’intera faccenda è quando si erge a portabandiera della “Maggioranza degli Italiani“. Meglio precisare: a fianco degli Italiani in quanto popolo, vi sta una nuova entità, la cosidetta “Maggioranza degli Italiani“, un monolite comodo da incartare e ottimo preservativo per le penetrazioni anali inflitte a questa controfigura di Paese quale unanimamente siamo ridotti.

Chi sarebbe, questa “Maggioranza degli Italiani” che è dalla parte della decisione del Governo di continuare a mantenere in vita Eluana? La stessa “Maggioranza degli Italiani” tirata in ballo dai commenti esaltatissimi dei prelati (non ve li riporto, andateveli a leggere voi su repubblica.it o dovunque, non farete fatica a trovarli).
La genialità, il Grottesco, consiste nel fatto che questa “Maggioranza degli Italianinon esiste. E’ un fantoccio, un capro-espiatorio, una giustificazione, una coperta di Linus. Perchè non esistono proprio gli “Italiani”. Non esiste coscienza, dunque siamo esattamente un corpo che permane in stato vegetativo.

Chi è Eluana? Una notizia. E cosa fa notizia in questo Paese? Intendo: cosa riesce a mutare gli esiti delle nostre vicende comuni? Niente. Dunque l’abuso indegno dello Stato su una vita umana, privata, e la cancellazione della sentenza di un organo indipendente, che riscontro può avere in –questo– scenario? Nessuno. Perchè gli Italiani non esistono, esiste solo la loro “Maggioranza”. Che tace, dato che la pensa come chi agisce. Strana coincidenza, questa comunione d’intenti che si verifica puntuale ad ogni decisione, di qualsiasi stampo sia.
La vera notizia, oggi, non è il Colpo di Stato appena eseguito, quanto l’assoluta conferma della Professionalità di questi Signori del Male (Governo e Chiesa, meglio specificare), gente che ha piantagioni di pelo sullo stomaco, anzi, che non ce l’ha proprio, uno stomaco. Questi sanno cosa vogliono, sanno come ottenerla, e la ottengono. Questa, se mai ce n’era bisogno, è la vera lezione alla base di tutto. Lo diceva pure Corrado Guzzanti.

Banda Bassotti

Questi agiscono, inflessibili. Lezione memorabile. E lasciano i poveracci senza Patria come noi ad abbaiare alla luna, mentre la “Maggioranza degli Italiani” pensa che anche oggi è stata una brutta giornata: maledetta pioggia.

Sesso in aula con gli allievi

La categoria professionale degli insegnanti – in controtendenza con gli stereotipi diffusi nell’opinione pubblica – è soggetta ad una frequenza di patologie psichiatriche pari a due volte quella della categoria degli impiegati, due volte e mezzo quella del personale sanitario e tre volte quella degli operatori manuali . A documentarlo sono recenti studi scientifici, che evidenziano tra gli insegnanti un costante aumento della percentuale di accertamenti per idoneità al lavoro a causa di patologie psichiatriche (dal 44.5% del triennio 92-94 al 56.9% del periodo 01-03) – Fonte: La Medicina del Lavoro n° 5/2004) .

Evidentemente abbiamo tutti un problema.

  • Gli insegnanti, sottoposti a un lavoro usurante che naturalmente non è riconosciuto come tale.
  • Gli allievi,  che si trovano di fronte persone incapaci di gestire serenamente non solo la didattica ma anche un minimo di rapporto umano.
  • Genitori troppo responsabilizzati dalla struttura che spesso non hanno interlocutori credibili nella stessa istituzione che richiede il loro impegno. A parte il fatto di mandare i propri figli in un luogo mediamente molto più insano di una fumosa sala da biliardo.

 Qualcuno ci sta pensando?

 Materiale informativo (please, rabbrividite…): qui.

State bene, Cyrano.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

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guardate le vostre foto

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Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)