Dopo le esternazioni di Sergio Cofferati in materia di legalità, e la protesta in piazza a Bologna di centri sociali e studenti, abbiamo chiesto ad alcuni blogger bolognesi di dare una loro opinione in merito e di provare a tirare le fila del discorso tentando una sorta di tavola rotonda sul tema legalità. Ecco le risposte che ci hanno dato Notuno, Latifah e A day in the life.
Cofferati che se la prende con i lavavetri in nome della legalità, per tentare la lotta al sistema di sfruttatori che c’è dietro; ordina sgomberi nelle baraccopoli e tiene il pugno duro ottenendo il plauso leghista e i malumori di Rifondazione. Insomma, che sta capitando a Bologna? Non era un sindaco "di sinistra"?
Notuno: Se stesse facendo veramente quello che si dice, in maniera seria, decisa e con i necessari provvedimenti a corredo allo scopo di tutelare le categorie sociali più deboli coinvolte, sarebbe molto "di sinistra". In realtà non sta facendo nulla. La questione dei lavavetri è un bluff, lo sgombero sul reno è un bluff ancora più grosso vista la spettacolarizzazione che il sindaco stesso ha, a quanto pare, volutamente creato. Io non vedo "pugni duri" di Cofferati come non vedo "reazioni ferme" da parte di rifondazione, vedo solo tante "pugnette", che come è noto sono una cosa diversa.
Latifah: Ricordate la storica battuta di Moretti? "Cofferati, dì qualcosa di sinistra…".
Ecco, per me il Coffee è proprio come D’Alema. Entrambi rappresentano la vera anima diessina. In fondo, la legalità fa parte del patrimonio genetico dell’ex Pci. Forse voi non ve lo ricordate perché non faceva notizia, sopratutto non bucava il video come Sergio Gaetano, ma Walter "Bambi" Vitali aveva tra i suoi slogan anche "tolleranza zero". Nulla di nuovo sotto le due torri, insomma. La questione vera, secondo me, è se ci sarà sostanza sotto questi annunci. I lavavetri sono sempre lì (e spesso rompono parecchio, lo assicuro ai non bolognesi, giorni fa ho rischiato il tamponamento), i rumeni sono tornati nel lungofiume, in centro si spaccia allegramente…
A day in the life: Cofferati, anche alla CGIL, non è mai stato veramente a sinistra. Per l’elezione a sindaco è stato appoggiato da diversi schieramenti, non solo da quelli di sinistra. Il problema, però, è che Cofferati viene visto come simbolo di "quello che sarà" un "governo dell’Unione". A Palazzo d’Accursio, sede del comune di Bologna, non ci sono mai stati tanti giornalisti di agenzie nazionali come da quando Cofferati è stato eletto. Questo vuol dire che, da un lato, ogni cosa che fa o che succede viene vista in una prospettiva nazionale, il che non sempre è corretto; dall’altro c’è una continua ricerca della notizia sempre e comunque, e questo lo fanno abitualmente i giornalisti, ma anche il sindaco stesso, che ha una strategia comunicativa con l’esterno ben evidente.
Note sparse su alcune cose curiose
Do not walk outside this area:
Anche voi lo leggete:
Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
L'inutile sondaggio:


