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Il commesso gentile

Quando entri in un negozio di abbigliamento ci sono solo due possibilità: il commesso deve vendere a tutti i costi e ti si getta addosso affamato con una frase che nella migliore delle ipotesi suona come “posso aiutarti?” e nella peggiore come “se hai bisogno chiedi pure” che in entrambi i casi a me suonano come “se non devi comprare levati dalle palle e non farmi perdere tempo”, con la differenza che alla prima si può rispondere “sto solo dando un’occhiata” mentre la seconda ti insinua un senso di colpa dovuto al tono seccato del commesso a cui non ti sei rivolto come prima cosa entrando.

Il cliente ideale entra, dice buongiorno e chiede subito indicazioni al commesso, poi prova, compra, paga, saluta di nuovo ed esce. Questo non sono io. Il sottoscritto invece data una rapida occhiata e constatato che si, ci sono capi interessanti ma per provarli deve passare sul cadavere assillante del commesso, esce in fretta e rinuncia ad ogni intento di acquisto. Uscendo non saluta, e in molti casi trova pure il commesso che ci tiene e dice acidamente: arrivederci! ottenendo indietro un timido borbottio di chi era già con un piede oltre la porta.

Ma dicevamo ci sono solo due possibilità: la seconda è che il commesso sia indaffarato o che il negozio sia talmente grande che nessuno ti chiede niente quando entri, come nei casi di grandi magazzini con abbigliamento a prezzi modici. Questi sono i negozi che piacciono a noi timidi. Una volta dentro provi quello che ti pare, non devi ascoltare il commento del commesso che pur di venderti qualcosa ti dice che stai bene con la camicia color caco e pochi minuti dopo pure con la berretta con il pon pon fucsia mentendo spudoratamente. La camicia caco che hai provato per fare l’alternativo puoi rimetterla tranquillamente giù tutta stropicciata e scappare alla chetichella senza la minima interazione con esseri umani. Se poi decidi per l’acquisto non hai nessuno a dirti che la la berretta con il pon pon fucsia che hai scelto ti sta davvero male addosso, anche perché il commesso di sicuro non lo farebbe mai. Massima liberta dunque.

Noi timidi infatti, le rare volte che entrando decidiamo di affidarci al commesso, sappiamo già come va a finire. Provati pantaloni, camicie, giubbotti o qualsiasi altro capo che con infinita pazienza ci viene proposto in varie fogge e taglie, non siamo affatto capaci a dire di no e ci sentiamo in dovere di uscire con qualcosa in mano, per non deludere il commesso, per non aver fatto perdere tempo invano al commesso, per ripagare il lavoro del commesso. Quel commesso gentile che è stato messo li apposta, con la sua faccia pulita e il suo sorriso affabile, per quelli come noi che ci caschiamo sempre e apriamo il portafoglio per sopperire alla nostra incapacità comunicativa.

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