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Tra il dire e il fare c’è di mezzo un abbonamento a Sky

E’ domenica pomeriggio, piove, e insomma un post lungo e inutile mi pare particolarmente appropriato al momento.

La cosa sorprendente del Diventare adulti non è tanto il Diventarlo per davvero (lo diventano tutti, anche quelli che vengono colpiti dalla Sindrome di Peter Pan), quanto il Rendersene conto. E non fare nulla per modificare questo processo. Un po’ come la teoria del Tempo in Lost: whatever happened, happened.

Uno capisce anche che sta diventando più reazionario, o più nostalgico, o più insofferente, ma tutti i tentativi di resistenza sono vani, inutili. Avverte la pigrizia che si fa largo tra le pieghe (o piaghe?) dei venerdì sera, eppure lentamente cede e anzi, pensa di essere una persona migliore perchè “inizia ad ascoltare il suo corpo e i segnali che manda”. Il suo corpo ogni giorno più vecchio, sì. Passiamo la vita a costruirci la nostra torre d’avorio, con i muri trasparenti alcuni, con lastre di cemento armanto altri, sempre più alta e inaccessibile fino a quando le voci che si sentono sul fondo appaiono lontane, o fuorvianti: comunque, non ci riguardano più.

Diventare adulti assomiglia molto a diventare individualisti: si esce dal gruppo per farsene uno tutto nostro: famiglia, convinvenza, singletudine. E mentre tiriamo su i muri dei nostri Nidi, vomitando come rondini ai nostri figli quello che mangiamo, ci sentiamo appunto più realizzati, perché “finalmente stiamo costruendo Noi stessi”: tra mille ostacoli, lacci e lacciuoli come lo stipendio da precari che ti costringe un altro anno in più a casa dei tuoi, ma poi un contrattino arriverà, e arriverà l’appartamento in affitto o il mutuo. E infine “potrò finalmente sentirmi libero”.

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Domeniche pomeriggio

Al Sinatra ci si poteva incontrare davvero chiunque, dal compagno di classe in uno stato di ubriachezza che non avresti mai osato immaginare al bulletto da sala giochi che indossava il bomber 365 giorni all’anno ma le ragazze volevano andare tutte con lui, dal nerd di turno che se ne stava tutto il tempo a navigare in internet sfruttando le pionieristiche postazioni web all’interno del locale a te che non te ne fregava un cazzo della disco perché te la menavi da punk ma poi un salto ogni santa domenica lo facevi e sotto sotto ti piaceva pure un sacco.

Federico, sulle colonne del suo giornale libertario (o liberticida?) apre a freddo uno squarcio enorme sulle Nostre Domeniche di 10 e passa anni fa. Un altro secolo, in un luogo destinato a rimanere negli annali di buona parte della Meglio (e Peggio) Gioventù Ferrarese. Pure io, ebbene sì, ho calcato le piste del Sinatra, uscendone ogni volta con le mie polo spiegazzate grondanti sudore e malinconia per il mancato tacchinaggio. Angeli azzurri, Becks, le due piste disposte su due piani, le vasche infinite, i risultati delle partite scrutati su Internet (rigorosamente con la i maiuscola), le partite alla play, la biondina ubriaca che ti cade addosso e tu le chiedi scusa, le compagne di liceo che ti vedono arrivare per la prima volta e stupite esultano (??), i Lunapop in apertura di pomeriggio, le sigarette accese, i genitori che attraversano la nebbia della Bassa per riportarti a casa.
E l’immancabile proclama pronunciato alle 19 di ciascuna delle (molto poche, in verità) domeniche al Sinatra: “Io qui dentro non ci metto più piede“.

Oggi abbiamo 10 anni in più, quel proclama abbiamo imparato presto – prestissimo – a rispettarlo, e siamo diventati maledettamente nostalgici. Passiamo una domenica pomeriggio al freddo – freddissimo – a fotografare 20 anni di una famiglia. Mentre il Socio si strugge a immortalare la sua amata Lancia Dedra, io lo aiuto a staccare pezzi dal planale, nel tentativo di saccheggiare il Passato (che passa, eccome). E mi viene in mente che su quella elegante berlina grigia di altri tempi, io ho ascoltato per la prima volta A day in the life.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
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I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
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Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)