Il presidente della Camera Gianfranco Fini viene visto bene come premier dal 47% degli elettori del Pdl e dall’82% degli elettori del Pd. Lo rivela un sondaggio Swg…
via Francesco Costa
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E’ tutto un equilibrio sopra la follia
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Il presidente della Camera Gianfranco Fini viene visto bene come premier dal 47% degli elettori del Pdl e dall’82% degli elettori del Pd. Lo rivela un sondaggio Swg…
via Francesco Costa
A me questo Franceschini che rispolvera l’antiberlusconismo con attacchi poverini e insulti da scuola media verso l’avversario politico mi fa venire il latte alle ginocchia.
Piuttosto rimettete Veltroni che almeno aveva superato certi clichè. Piuttosto mettete Jovanotti, la Dandini, Moretti, Floris, Sofri Jr o l’instacabile Francesco Costa.
Piuttosto Topo Gigio ecco, che ha esperienza.
Do you remember fattore C? Un po’ di sforzo, era appena tre anni fa.
La leadership di Walter Veltroni non ha portato fortuna ne’ al Pd ne’ al centrosinistra. L’annus horribilis ha fatto registrare per il Pd di Veltroni 5 sconfitte su 5 tornate elettorali. Ad aprile 2008 la sconfitta alle politiche: Pdl e Lega ottengono la maggioranza assoluta dei seggi sia alla Camera sia al Senato. Sempre nell’aprile 2008 le elezioni regionali e amministrative danno la vittoria al centrodestra che strappa al centrosinistra la regione Friuli Venezia Giulia, la provincia di Foggia ed i comuni di Roma e Brescia (il centrosinistra strappa al centrodestra solo i comuni di Vicenza e Sondrio). Nel giugno 2008 il centrodestra fa cappotto (8 a 0) alle provinciali siciliane (le province di Enna, Siracusa e Caltanissetta passano dal centrosinistra al centrodestra). Nel dicembre 2008 la regione Abruzzo cambia colore politico: dalla Presidenza del Turco si passa ad una Presidenza Pdl. Infine ieri il risultato della Sardegna: Soru perde la Presidenza della regione a favore di Cappellacci.
Il 27 novembre il buon Attimo fiutando l’aria che tirava così scriveva in un post dal titolo “Nomi nuovi per un partito già morto”:
Sì, il Partito DemocrItico è allo sbando (per usare un eufemismo).
Sì, Veltroni ha smesso di fare tenerezza per iniziare a fare incazzare pure di brutto.
Segnarsi questo nome: Renato Soru, presidente della Regione Sardegna.
Spiace constatare oggi che tale previsione è sbagliata: Soru è di fatto bruciato politicamente con una sconfitta di tale portata e soprattutto con numeri di questo tipo per il Partito Democratico, che si avvia a prendere la più sonora sconfitta della sua breve storia alle prossime elezioni di giugno.
Spiace constatare oggi che tale previsione è giusta: Soru si spenderà nonostante tutto in politica a livello nazionale con il PD, candidandosi forse alla guida del partito, o come futuro leader di coalizione, o come volto “nuovo” di un non precisato schieramento di centrosinistra dal quale far rientrare (sic!) Rifondazione.
Non so se essere più dispiaciuto per una o per l’altra cosa. In ogni caso: si salvi chi può.
Sì, il Partito DemocrItico è allo sbando (per usare un eufemismo).
Sì, Veltroni ha smesso di fare tenerezza per iniziare a fare incazzare pure di brutto.
E sì, i martellamenti al cadavere ancora fumante che stanno facendo in questi giorni Sofri, Francesco e di tutti coloro che ci hanno visto giusto (più o meno, Costa più di tutti) iniziano a “stancare” pure loro, a dire il vero. Nel senso: più che stancare, non fanno che aggiungere frustrazione a frustrazione. E io somatizzo.
Così ogni tanto leggere parole sensate da un esponente del Partito DemocrItico male non fa (bene nemmeno):
Io non sono contro la ricchezza. Sono per chiamare i ricchi, anche quelli delle barche e delle seconde case, a collaborare al bene comune. Credo sia giusto chiedere in base alla capacità, esigere quanto uno può dare. Per me, questi cinque anni sono stati anche una riscoperta della mia terra. E di beni preziosi, che a Milano avevo perduto, e che pure ai sardi rischiano di sfuggire. Il buio. Il silenzio. Gli spazi vuoti. Perché inquinare la notte con luci superflue e costose? Io non voglio una Sardegna deserta. Ma non voglio neppure una Sardegna trasformata in parco giochi. Voglio una terra laboriosa, dinamica, seria. E intendo governarla ancora.
Segnarsi questo nome: Renato Soru, presidente della Regione Sardegna.