Qualche giorno fa, passeggiando per Villa Borghese a Roma sotto un sole del trentadue – come direbbe qualcuno di mia conoscenza – vado ad affacciarmi all’immensa terrazza che sovrasta Piazza del Popolo e che propone una vista eccezionale sui tetti della Capitale e il Cupolone. Mentre decido quale scatto banale fare del panorama ricordando i consigli del buon Merchiori sulla regola dei terzi, il soggetto decentrato, il bilanciamento del bianco e altri cazzi, mi cade l’occhio in basso e vedo questa cosa proprio sotto la terrazza:

E mi immagino questo ragazzetto che di notte vandaleggia la strada sottostante con una frase d’amore (niente di che), poi il giorno dopo porta su zitto zitto la morosa al Pincio, con una scusa si mette a spupazzarsela sulla terrazza e mentre lei lo abbraccia si sporge e legge la dedica impazzendo di gioia per la sorpresa. Basta poco per far felice una ragazza, anche un gesto carino ed adolescenziale abusato come il graffito, ma questa idea dell’andare a farglielo leggere dall’alto mi ha stretto il cuore e mi ha fatto tornare in mente Amelie quando manda Nino fino in cima a Montmartre per guardare dal binocolo lei che scappa. Ci sono ancora romantici a Roma, e non per forza mettono i lucchettini dove li mettono tutti gli altri perchè l’hanno letto su un libro. Poi quando mi decido a fare uno scatto alla gente che si affaccia dalla terrazza, una coppia mi passa davanti proprio mentre scatto, come vuole la legge di Murphy dei fotografi dilettanti. Ma quando arrivo a casa e guardo la foto scopro che la ragazza si era divertita a saltare facendo una faccia buffa, per tentare di uscire invano dall’inquadratura:
Note sparse su alcune cose curiose
Do not walk outside this area:
Anche voi lo leggete:
Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
L'inutile sondaggio:


