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La lista della spesa

Ci dicono che non sappiamo scegliere. Che non sappiamo dove stiamo andando. Che non sappiamo davvero che cosa vogliamo dalla vita.

Io dico: vaffanculo. Io lo so, cosa voglio: solo che non esistono indicazioni o navigatori satellitari cui appellarsi.

Se vi chiedessero a bruciapelo, senza preavviso, di spiegare in 10 semplici punti, che cosa state cercando dalla vita, quale sarebbe la vostra lista? Non valgono aspirazioni o concetti aleatori, ma solo cose dannatamente concrete. Prendetevi cinque minuti del vostro tempo: non uno di più.

Che in fondo lo sappiamo benissimo dove stiamo andando, solo che non esiste nessuna mappa che possa spiegarlo agli altri.

Questa è la mia, pensata mentre mangiavo in fretta un piatto di pasta. Qual è la vostra?

01 – Voglio fotografare
02 – Voglio scrivere
03 – Voglio leggere
04 – Voglio uno stipendio adeguato al costo della mia vita (la mia vita non chiede tanto)
05 – Voglio un cucchiaio di mascarpone ricoperto di zucchero
06 – Voglio andarmene in giro
07 – Voglio il tempo libero
08 – Voglio un altro concerto degli Arcade Fire
09 – Voglio rispettare
10 – Voglio vederla sorridere, sempre.

Amorsi

Bisognerebbe essere umili con l’amore. Bisognerebbe accogliere sempre in casa le cose belle, come quelle brutte. Bisognerebbe guardarle, dare dignità agli eventi della vita. Bisognerebbe saperle prendere, le persone, le situazioni, le circostanze, senza strattonarle e piegarle al nostro volere. Siamo talmente superbi, da pretendere di costruirci noi il nostro mondo, le nostre vite, i nostri dialoghi, con le nostre parole, i nostri atteggiamenti, i nostri colori e i nostri suoni. Siamo talmente superbi e nient’affatto umili con l’amore, le cose belle e le cose brutte, con le persone, che dovremmo trattare come si trattano gli animali: senza chiedere loro di parlare, senza nascondere loro ciò che siamo, senza interpretarli o accusarli.

Bisognerebbe essere umili e aprirsi un ombrello quando piove, senza voler per forza bagnarsi, e lasciare che l’acqua  ci cada sopra e ci scivoli ai nostri lati. Quell’acqua è l’amore, la vita, le cose belle e brutte. Che vanno rispettate in quanto tali, in quanto “esistono”. E’ tutto molto più semplice di quanto vogliamo credere, perché ci fa comodo credere il contrario: ci fa comodo sverginare noi per primi la vita, le cose belle e le cose brutte, per soddisfare la nostra voglia di mettere la vita, la nostra, al posto della vita in sè. Chè è già grande e piena e infinita per accogliere tutto quanto di cui abbiamo bisogno o che odiamo. Io penso sia soprattutto una questione di umiltà, di non saperci prendere per quello che siamo, perchè abbiamo bisogno di essere altro, di essere noi, invece che di essere e basta, che è già faticoso di per sè. Le cose belle e brutte accadono non perchè l’abbiamo deciso noi, noi con i nostri sensi di rivalsa verso chi ci ama e le nostre attrazioni verso chi ci ignora. Le cose accadono, ed è già un miracolo di per sè.

Bisognerebbe essere umili verso noi stessi anche, e non aver paura di fidarci dei nostri gesti, invece di credere ciecamente alle nostre parole, invece di consegnare noi stessi alla controfigura del mondo, la rappresentazione di noi stessi, marionette che si divertono a muovere esseri umani. Le cose accadono, e molto spesso il perché non esiste: il perché sono le cose stesse. Sta a noi chiudere gli occhi o meno.

Buffet

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Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)