Archivio mensile di dicembre, 2004

Capodanno viene ogni anno..PURTROPPO!

(*) E’ un dilemma che comincia a rodere come un tarlo ad iniziare dai primi giorni di Dicembre: Cosa fare per Capodanno? E in questo periodo nessuno ti chiede come stai, ma ti chiede solo come pensi di passarlo, quale cosa fantastica ti sei inventato per quella notte, mettiamo anche questo nei misteri irrisolvibili della vita ma pare che bisogna per forza divertirsi, no ma che dico, bisogna stra-divertirsi, ma qui una domanda sorge spontanea: “ Esiste qualcuno che veramente si diverte a Capodanno? Se qualcuno risponde si….voglio sapere chi èèèèèè, il nome voglio sapereeeee, voglio sapere dove vive e soprattutto….devo fargli una statua come eroe del Capodanno.
Inevitabilmente ogni anno, si decide di impegnare l’oro della nonna al Monte di Pietà, di ipotecare la casa, e con il ricavato si prenota in un locale per il mega-super veglionissimo di Capodanno, prezzi medi 80 euri pro capite, in vecchie lire 150.000, si perché bisogna assolutamente divertirsi. Si acquistano quegli abiti da sera, che manco le ballerine di avanspettacolo avrebbero mai il coraggio di mettersi, con pajettes, lustrini, piume d’oca e non deve mancare il perizoma rosso, che inevitabilmente ci renderà la serata allucinante!

Tutti pimpanti si entra nel locale, ma un dubbio mi assale: Oddio abbiamo sbagliato, questo è il Circo di Moira Orfei, ci sono i pagliacciiiii!!!! Invece no….purtroppo no, e mentre ci dirigiamo al tavolo mi suonano una trombetta nell’orecchio, oh noooooooo è il mio commercialista! Proposito per il nuovo anno : CAMBIARE ASSOLUTAMENTE COMMERCIALISTA QUESTO E’ ASSOLUTAMENTE SCEMO” il cameriere prova a mettermi in testa un cappellino da Pirata “ Signora un bel cotillons…vuole anche le stelle filanti?” Non ti ci provare che ti stacco un braccio a mozzichi….non voglio il cappello da Pirataaaaaaaaaaaa!
Viene servita una cena, dei pezzi di cartone colorato almeno credo, un po’ di colla vinavil che viene spacciata per risotto alla crema di scampi, dei pezzi di truciolato a forma di arrosto e delle palline da ping pong dal nome esotico “ patate in salsa di avocado e noci” tutto questo mentre una musica suonata talmente male, ti buca le orecchie e preclude ogni conversazione, in effetti meglio….che potrei mai dire al commercialista con le penne da indiano in testa che spara palline con la cerbottana?
Le portate si susseguono a ritmo frenetico, devono liberare a tavoli per ballare, e mentre stai cercando di addentare il Pandoro, ti portano le lenticchie con il cotechino, e qui si decide per la demenza totale, inzuppare il Pandoro nelle lenticchie, mettere il cotechino sopra alle fragole con la panna e mangiare il tutto con una bella spruzzata di coriandoli. Ohhhhhhhhhh si come mi divertoooooooooooooo, ammazzaaaaaaaaaaa come mi diverto!!!!!!
Finalmente viene mezzanotte, si stappa lo spumante e una marea di gente sconosciuta e ubriaca comincia a baciarti ed a trascinarti un allucinante trenino “Brazil…tarararararààààààààà Brazil “e intanto penso che se me li giocavo a poker questi soldi almeno mi sarei divertita, ma dopo tutto questo divertimento, bisogna portare a termine una missione sacrosanta del Capodanno!
Il proverbio dice “ Chi lo fa il primo dell’anno lo fa tutto l’hanno” e poi c’ho pure il perizoma, almeno quello sfruttiamolo, ma anche questo rimane un sogno, il mio accompagnatore è talmente ubriaco che nemmeno Cicciolina potrebbe operare il miracolo….potrei scappare con il cowboy del tavolo di fronte, ma è troppo preso a tirare stelle filanti!
Per raggiungere il massimo del degrado mentale, bisogna assolutamente andare a fare colazione al bar, come se uno la colazione non la facesse mai, non siaaaaaaaa mai….che si torna a casa senza quella tappa obbligata, è meraviglioso trovarsi con altre comitive di zombie davanti a un bancone do un Bar , e sorseggiare un cappuccino che ricaccia indietro le lenticchie che vogliono uscire dal nostro corpo, trattenute dal vinavil alla crema di scampi.
Si…a Capodanno è doveroso divertirsi….si, si…mi sono divertita tantissimo, mamma mia quanto mi sono divertita, a mezzanotte volevo buttarmi dalla finestra, ma il ristorante era al piano terra, ma non disperiamo, Capodanno viene ogni anno….PURTROPPO!!!!!
Ah dimenticavo….Buon Capodanno a tutti!

Sissunchi

(*) Dato che questo articolo è preso da Libero si informa che:

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Sono riprodotti per gentile concessione dell’autrice.

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Categorie: Satira

The last good day of the year

Sipresentò di colpo davanti a lui, era vestito di velluto blu, con risvoltidorati, e indossava un paio di occhiali dalla montatura spessa. Lo scrutavadall’alto in basso con aria saccente ed emanava un puzzo niente male dallabocca, troppo spesso aperta per redarguirlo, nascosta nella folta barba bianca.
- La devi smettere Eugenio! - lo ammonì -ogni anno la stessa storia. Arriva fine dicembre e perforza devi scrivere il tuo discorso pieno di bei propositi dove ricordi i fattiavvenuti in dodici mesi, tiri le somme e prendi un attimo le misure per l’annoche viene. Basta! Serve forse a qualcosa?
- No, a niente. Ogni anno poi fa di testa sua. - ammise Eugenio a capochino.
- Lo sai come vanno le cose. Inutile fare bilanci eprevisioni, il gioco è bello perchè imprevedibile. E’ stato meglio l’anno scorsoche eri in montagna e non hai potuto farlo come tuo solito. Ci sono ancoralettori di Ciccsoft che mi ringraziano per averti fatto desistere dall’inviarlovia posta prioritaria a tua sorella a casa, affinché lo postasse. Ora dimmi,cialtrone che non sei altro: sei pronto per stasera?
- Per niente. Più passa il tempo e più il Natale è soltanto una ricorrenza”festosa” per scambiarsi gli auguri e niente di più. Il Capodanno invece unasera come un’altra dove ogni anno che nasce non è che un “continuum” con quelloprecedente. Festeggiamo pure, ma se anche non si fa niente ci resto male più perl’idea che per la sostanza.
- Sei parecchio deprimente, sai? Sembri mia suocera.Certo, è stato un anno faticoso, è vero… Ne ho viste di tutti i colori io,come ogni anno, ma sono duramente provato nello spirito. Sai, questa guerraincessante, ogni giorno, ogni giorno… Che palle. Bombe, morti, sangue edolore. Un Papa moribondo che parla di pace e amore, ma dove cazzo li vede lo sasolo lui. Un presidente americano avido di potere, uno italiano troppo preso dalvoler fare bella figura. Cosa sono quei capelli che ricrescono ora? Santo cielo.E dall’altra parte cosa combinano? Non si mettono nemmeno d’accordo sull’abc. Machi dovrebbe votarli? E poi certe cose, nel segreto di quattro mura qua e là,che fanno accapponare la pelle. Fuori sono sorrisi e strette di mano, dentrovolano parole grosse e traffici che fanno schifo solo a pensarci. Lascia stare.Io da domani sono in pensione, mi spiace ma sono affari che non mi competono.Già so che oggi sentirò ancora i soliti discorsi “speriamo che l’annoprossimo…”, “auguriamoci che sia meglio…”. Ma cosa vuoi sperare? Eugenio,ascoltami, ti sembravo un anno malvagio quando ho cominciato a gennaio?
- Beh sai…anno bisesto, dicono… - rise il ragazzo. - Comunque no. Ogni annoè uguale all’altro quando inizia. Le pagine si riempiono man mano, nei mesi.
- Appunto! E allora, perdiana, vuoi dirmi tu cosa tiaspetti che cambi il prossimo anno?
- Niente, difatti. A me basterebbe continuare così, in questo stato di apparentecatatonia mentre le cose lentamente scemano al peggio senza che ce ne rendiamoconto.
Il vecchio sorrise guardando il ragazzo, lisciandosi la barba da cima a fondo.Eugenio sorrise fissandolo a sua volta negli occhi, ripensando a PaiMei in KillBill volume 2. Era uno sguardo affettuoso quello dell’omone, come di un padreche stesse salutando l’ultima volta il figlio, da domani solo nel cammino dellavita. Il ragazzo si sedette, perfettamente a suo agio, su un morbidopouff color arancione. Prese una bottiglia di coca,una di bacardi, e si versò da bere. Il vecchio accese una sigaretta, come siconfà agli uomini illustri, che pensano, pensano, pensano. Poi d’improvviso,ruppe il silenzio.
- Allora dimmi, giovane, cosa vuoi tirare fuori di tuttaquesta roba che ho qui dentro? Dimmelo ora che poi non torno indietro.
- Tante cose le ricordo bene, altre preferirei lasciarle dove sono. Mostrami diquella volta quando abbiamo suonato davanti ad una platea di centinaia diragazzi. Dev’essere in aprile, prova a cercare! - gli occhi del ragazzo siilluminarono.
Davanti a lui si formò una strana bolla e in pochi istanti comparve dentro diessa la scena richiesta. C’erano un sacco di persone ammassate, un concerto!,poi altre sul palco, le luci, i suoni, i colori. Che spettacolo… Eugenioriguardava attento e canticchiava un motivetto.
- Bello. E quella volta in una piazza, tanta gente, pioveva…lei mi lasciò dasolo con degli sconosciuti, poi tornò a prendermi, un panino e una chitarra,cantavamo e ballavamo…riesci a mostrarmelo? Io la guardavo negli occhi epensavo già che sarebbe stata mia. L’illusione, la magia, la passione, poil’autunno… - ricordava spensierato Eugenio.
Apparve la bolla e riuscì a rivedere la scena. Meraviglia.
- E’ andata via così su due piedi…che stupidaggine.Riuscirai a perdonarla?
- No. Ma fa niente. - ammise il ragazzo scuotendo la testa e mordicchiandosiun’unghia.
- Ancora ancora! - gridava il giovane cercando di salvare le istantanee di unanno - la casa in campagna! Le feste, le cene, le jam session fino a tardopomeriggio e poi le partite a pallone!
-POUF-
- E le arrampicate su per i tornanti con le biciclette, poi giù indiscesa, che velocità!, chilometri e chilometri di Luna per vedere il cielodietro le montagne! Era agosto, vero?
-POUF-
- E tutti quei film, gli attori, i giri in barca dopo l’estate… Dueocchi bellissimi che mi guidavano in ogni dove e quante cose in due giornicompreso un treno perso e una notte all’addiaccio. Che spettacolo, chespettacolo.
- Quanto ha fatto per te…e tu cosa le hai dato incambio? L’hai fatta soffrire. -POUF-
- Sono un coglione, l’ho sempre detto. Un egoista immaturo, non so che farci. Omeglio, non ci provo, ma chi migliora mai? Manco tu ci riesci, l’hai dettoprima…
- Io sono io, che c’entro. Non serve che migliori. Durocosì poco.
- Senti le ultime cose…quella sera magnifica dove ho conosciuto tutta quellagente in quella sala…c’era da bere a volontà, e sorrisi e strette dimano dei tanti amici che ancora conoscevo solo per quello chescrivevano…fantastico davvero.
-POUF-
- L’ultima dai, non vorrei sembrare noioso, dovrebbe essere qui in cima, quellavolta dal vecchio delle Stelle…c’era quella ragazza con i guanti blu…ecco,si proprio quella, perfetto!
-POUF-
- Guarda non so come ringraziarti, mi hai dato una possibilità magnifica. Dovedevo conservarli questi ricordi per poterli far saltar fuori quando voglio?
- Sotto sale si conservano benone per qualche tempo…Altrimenti fanne un Dvd o, peggio ancora, apriti un blog e riversaceli dentro. Imodi ci sono ragazzo, ingegnati tu, da bravo.
- Benissimo. Allora mi sa che andrò. Devo “incipriarmi il becco” per stasera,fare gli ultimi giretti, e, se resta tempo perchè no, studiare.
- Pelandrone! Ad ogni modo prendi anche questa, vedrai chevorrai tenerla. - sorrise il vecchio porgendogli un’ultima sfera.
- Che cos’è? - chiese Eugenio cercando di vedere al suo interno senza riuscirvi.
- E’ il ricordo di questa sera. Ancora non vedi nienteperchè la storia la scriverai tu stesso. Tienila, dai retta a me. Un giorno miringrazierai.
Il vecchio se ne andò ridacchiando di gusto. Salì in macchina, si mise gliocchiali da sole e partì alla volta di Chissadove, facendo ampi gesti dalfinestrino per salutare. La radio, volume a palla, trasmetteva un brano indiedell’anno che andava finendo.
- Pure lui questa mania indie…spaventoso. - pensò Eugenio incredulorigirandosi tra le mani la sfera che avrebbe riempito di lì a poco.
- Asd. - disse la sfera.

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Categorie: Racconti

Good Year Inc.

Per un anno che se ne va eccone un altro che sta arrivando (generalmente è così se escludiamo il 1636, cui seguì un ulteriore 1636, per motivi che rimangono tutt’ora oscuri e che farebbero propendere per un clamoroso errore di battitura di Dio, impegnato nella stesura di questo mediocre romanzo).

Quello che si va ad inaugurare sarà un anno ricco di appuntamenti importanti a livello sia locale che globale, qui di seguito ho elencato i principali:

GENNAIO, 30: elezioni in Iraq. Finalmente gli iracheni potranno scegliere quale forza di governo avrà l’onore di siglare gli accordi commerciali con le corporation che si spartiranno il paese. L’astio verso gli americani resta a livelli talmente elevati che, secondo un sondaggio dell’Istituto Gallup, se fossero presenti sulla scheda, gli iracheni voterebbero in massa i talebani. Solo per dispetto.

FEBBRAIO, 9: capodanno cinese. Come il nostro solo che, invece di stappare bottiglie, molti cinesi tapperanno suole di nuovissime scarpe Nike. Trattandosi di una festa quelle ore non verranno retribuite.

MARZO, 31: scade il mandato delle Nazioni Unite in Afghanistan. L’equivalente di una medicina che ti scade nel tempo impiegato per raggiungere casa tua partendo dalla farmacia.

APRILE, 10: vengono annunciati i premi Pulitzer per il giornalismo. Ennesima delusione per Emilio Fede.

MAGGIO, 17: elezioni nelle isole Cayman. Più che un consiglio dei ministri verrà eletto un consiglio di amministrazione.

GIUGNO, 29: La più anziana donna vivente del mondo, Hendrikje van Andel-Schipper, compie 115 anni. Così, volevamo portarle un pò di sfiga.

LUGLIO, 1: la Gran Bretagna assume la presidenza dell’Unione Europea. La prima volta che una cattedra verrà spostata dietro una scrivania.

AGOSTO, 14: Giuliano Ferrara si amputerà il dito mignolo per venire incontro alle esigenze alimentari del Terzo Mondo. Quel che avanza verrà offerto alla sagra del maiale di Cesinali (AV).

SETTEMBRE, 1: sagra del maiale di Cesinali, Avellino.

OTTOBRE: elezioni parlamentari in Cecenia. Ossimoro triplo carpiato in avanti.

NOVEMBRE, 23: il presidente George W. Bush sceglierà il tacchino nazionale per il giorno del ringraziamento (4 dicembre). Una difficile sfida psicologica lo attende. Nel 2004 venne sconfitto dal tacchino in una partita a scacchi memorabile: il presidente chiedeva di continuo a Rumsfeld perchè diavolo nessun pezzo potesse bombardare dall’alto.

DICEMBRE, 31: scade il Patriot Act, la legislazione antiterrorismo entrata in vigore negli USA in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001. Finalmente chiunque sarà libero di pisciare in un bagno pubblico newyorkese senza che un grassone della CIA pretenda di perquisirgli l’uretra.

Aspettiamoci il peggio, chè il meglio dev’essere già passato mentre stavamo vomitando.

auguri, strangeblog.

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Categorie: Satira

L’ottimismo è il profumo della vita

- A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?
- Io? Non saprei.
- Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
- No, in verità, illustrissimo.

Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggero, di Giacomo Leopardi

[ah, comunque, se proprio me lo chiedi, per me vorrei che assomigliasse al 2002]

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Categorie: Varie

In Asia per un piatto di lenticchie

Sì sì, è tutto un “magna magna”. Compreso il nostro.
Vengo al punto: magnamo meno e mandiamo lenticchie, zampone e quant’altro nel Sud Est Asiatico. Magari sotto forma di euro alle associazioni elencate qui sotto.
Nel punto mi permetto di segnalare particolarmente quelle (che so, anche via Macchianera) già direttamente impegnate in questo momento:
Unicef; Islamic Relief; Cidi; Croce Rossa; Save the Children; Caritas; Medici senza Frontiere; Emergency
Cheppoi se uno da un’occhiatina al resto del mondo, la restituzione (niet donazione) è sempre un’attenzione minuscola, ma è già qualcosa per noi che, sculando, siamo nati “nell’atollo giusto”.

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Categorie: Segnalazioni

CICR

GINEVRA - Il comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha aperto oggi un sito internet per consentire alle famiglie di avere notizie di congiunti e amici che si trovano nelle zone colpite dal maremoto di domenica. Lo ha annunciato l’organizzazione umanitaria.
Il sito, il cui indirizzo è www.familylinks.icrc.org permette parallelamente ai sopravvissuti di registrarsi per dare notizie ai loro cari a casa. Questi ultimi si possono collegare per cercare un nome, precisa in un comunicato la Croce Rossa.

Donazioni post emergenza maremoto [box a destra]

E’ possibile donare anche via telefono/sms nei seguenti modi:
Via Telefono: Chiamando il numero 412 di Telecom Italia e selezionando il tasto 5, i clienti di rete fissa Telecom Italia verranno accolti da un risponditore automatico che proporrà loro di devolvere alla Croce Rossa Italiana (selezionando il tasto apposito) 2 euro IVA inclusa.
Via SMS: Basta un sms al numero unico 48580 per donare 1 euro ai Paesi colpiti dal maremoto. Il Tg1 e gli operatori mobili Tim, Vodafone, Wind e 3 insieme per soccorrere le popolazioni asiatiche.

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Categorie: Segnalazioni

Portrait of a Motherfucker

Sono sinceramente dispiaciuto del fatto che non ci siano stati morti e/o dispersi tra i VIPs italiani che puttaneggiavano in giro per l’Asia. Sono abbastanza cosciente del fatto che questo mi rende un mostro, o almeno mi rende socialmente riconosciuto come tale.
Pensateci.
Il corpo di Gigi D’alessio.
Trascinato dalle acque, spazzato via.
Un corpo, appunto. Strappato di quello che divide il corpo dall’essere umano. Proprio come gli altri, le decine di migliaia di altri corpi comuni, non-famosi e assolutamente condannati a prescindere. Il corpo che poi é uguale agli altri (perché nonostante tutto i corpi - quelli si - sono assolutamente uguali tra loro) viene posato tra gli altri, nelle fosse comuni che gli europei vedono con il fumo negli occhi e che sono necessità immediata, estremo tentativo di non farsi tritare da epidemie d’ogni genere.

Mi piace pensare che c’é un omone da qualche parte con la maschera da dio egizio che pesa le anime della gente e scambia vip per poveri cristi. E che tipo la morte di Pippo Inzaghi poteva voler dire chennesò, un mille morti in meno tra la popolazione locale. Tutto questo é assolutamente assurdo, lo so. Magari é una reazione anche disgustosa, il fatto é che io sono abbastanza disgustoso, e voglio reagire con un minimo di mostruosità alla cappa di idiozia che ci sovrasta e che respiriamo ogni giorno con stoica sopportazione.

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Categorie: Personale

E’ tutto intorno a TRE

Dev’esserciuna strana perversione nell’italiano medio che lo spinge a comprare telefonicellulari con le funzioni più disparate. Sono normalmente quegli apparecchidalle proporzioni bibliche di cui fanno sfoggio in molti senza quasi saper usarealtre funzioni che le chiamate e i messaggini di testo. Messaggi, badatebene, che nei nuovi modelli sono talmente nascosti tra mille altre funzioni daessere pressochè complicatissimi da usare.Sto parlando ovviamente dell’agognato videotelefonino umts, fioreall’occhiello dell’azienda Tre dapprima, ed oggi di tutte e quattro lecompagnie telefoniche. L’oggetto trash-cult che fa impazzire grandi e piccini.Tutto in tasca, se riuscite a farcelo stare. Permettetemi però di rompere un po’le scatole sulla questione, vedrò di essere breve.

1. Con la scusa del cambio di tecnologia e delle nuove funzioni aggiunte,di cui NON si sentiva francamente l’esigenza, il costo dei suddettiapparecchi è a dir poco salito in maniera vertiginosa. Per portarsi a casa unamattonella che un paio di anni fa avremmo guardato ridacchiando per ledimensioni enormi, servono come minimo 300 euro, salvo promozioni incastro da 99euro, per poi rendersi conto che la svalutazione del modello sarà più rapida diquella di una macchina o di un computer.
2. Avete accettato di cambiare il vostro e semplicissimo Nokia peruno splendido Nec che fa addirittura i video. Sono brevi e bruttini mavuoi mettere far vedere agli amici il tuo cane che fa le capriole? O il tuogatto che piscia sul presepe? Sei decisamente più figo. Ora il punto è: abbiamodavvero la necessità di tutte queste funzioni, che giustifichino la spesa e ildover girare con un marsupio per contenere l’Affare? Davvero era indispensabileguardarci in faccia mentre ci parliamo? Non sappiamo più che faccia hanno inostri amici che dobbiamo giocoforza guardare i loro brufoli su un displaysupervga?
3. Parliamoci chiaro. Avete inventato il telefono e va bene. Poi ci avetedato la possibilità di mandare testi scritti, ed è cosa buona e giusta. Adessofrancamente, state forzando un po’ la mano. Di vedere la televisione (!) suldisplay, di rivedermi i gol, di sapere le ultime news dal GF o dall’Isoladei Famosi, pagando una fortuna, davvero non so che farmene. Provo asforzarmi ma nemmeno nella paranoia più totale mi prenderebbe la voglia diaccendere il cellulare e dire: oh, adesso mi sputtano 3 o 4 euro per vedere unservizio del Tg5 di Rossella sul display. Chissà dove sarà oggi, laLecciso?
4. Suvvia ammettelo. Dopo aver preso il Gingillo prima o poi vi verrà inmente. “Ed ora devo avvisare tutti che ho cambiato numero? Che palle”. Qui vivengono incontro gli amici che vi sbloccano il telefono. Per una manciata dideca il vostro telefono supporterà ancora il vecchio numero tim o wind evoi sarete a posto, senza usare quelle stupide sim marchiate 3 che non hanessuno. Il fenomeno sembra essere in aumento vertiginoso tant’è che gli stessinegozi, sottobanco, indirizzano il cliente dagli sbloccatori della zona. Inun’ottica del frega tu che frego anch’io, del tutto legale peraltro, l’economiadel boom videotelefonico si ritorcerà presto su sé stessa. Di qui ad un annettola percentuale di nuovi abbonati Tre che in realtà sta utilizzando sim di unaltro gestore sarà altissima. L’azienda sarà costretta ad aumentare i costi deltelefonino offerto, oppure a dismettere la rete lentamente, riducendo dapprima iservizi, chissà…

E voi, videochiamanti della prima ora, paranoiati del PuzzleBubble sulcellulare, tecnocitofonanti di sto paio di balle, vi ritroverete ad avere dimeno, spendendo di più. - Un piatto di pasta e una bottiglietta d’acqua perfavore. Ah, e un Nokia 3310. Grazie quant’è?

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Categorie: Hi-tech

Classifiche U.S.A.

Elezioni presidenziali? Guerra in Iraq? Stragi kamikaze? Nessuno di questi eventi è entrato nella classifica delle vicende più popolari tra gli americani. Al primo posto si è piazzata la disavventura di un orso ubriacone nello stato di Washington, e al secondo la separazione consensuale di Barbie e Ken.
La graduatoria è stata stilata dagli operatori del sito internet della famosa tv di notizie CNN secondo un criterio poco scientifico: essi infatti hanno tenuto conto degli articoli più cliccati dal pubblico, e soprattutto di quelli che hanno spinto i lettori a mandarli via mail ad amici e parenti.
Il primo posto assoluto è spettato ad un orso del Baker Lake Resort, sulle rive del Puget Sound, nello Stato occidentale di Washington: l’animale è stato trovato svenuto vicino a 36 lattine di birra aperte.

L’orso aveva infilato le zampe nel frigorifero di un campeggiatore, aveva trovato tre pacchi da 12 di birra e l’aveva apprezzata al punto di ubriacarsi. I rangers si erano affrettati a scacciarlo, ma lui era tornato il giorno dopo in cerca di birra, quindi le guardie del parco sono state costrette a catturare l’orso per sottoporlo ad un trattamento disintossicante.
Al secondo posto si è classificata la separazione consensuale di Barbie e Ken che ha battuto quella tra Jennifer Lopez e Ben Affleck e persino il divorzio lampo di Britney Spears e Jason Alexander (55 ore la durata del..matrimonio). In effetti le due bambole stavano insieme da 43 anni, dopo essersi conosciute sul set di una pubblicità televisiva. Da allora, hanno attraversato insieme l’epoca del femminismo, della rivoluzione sessuale, gli anni ottanta, l’era dell’AIDS e di Internet.
Ma come capita a tutte le coppie famose, il successo ha logorato la relazione: “Barbie e Ken - ha spiegato il loro manager Russel Arons, vicepresidente del marketing alla Mattel - sono sempre stati un duo eccezionale; ora però sentono che è arrivato il momento di passare un po’ di tempo separati”.
A questo punto, chi ricorda che stiamo parlando di due bambole, penserà che il mondo è impazzito. Per tutti gli altri fans, Arons si è preoccupato di garantire che “Barbie e Ken resteranno buoni amici“.

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Categorie: Società

Benedetti videomessaggi

Secondo una ricerca, per queste festività gli italiani hanno mandato circa settanta milioni di messaggini di auguri al giorno, di cui dieci milioni sono videomessaggi. Mi sono chiesto come fosse possibile: io non conosco neanche una persona che abbia un videofonino. Mentre, per esempio, conosco delle persone che hanno votato Forza Italia, per dire.
Ma, a quanto pare, anche nelle alte sfere il vms è l’ultima tendenza alla quale non ci si può sottrarre.

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Categorie: Segnalazioni

Undici

E’ il numero degli italiani morti. Sei a Phuket, tre sull’isola di Phi Phi, due in Sri Lanka.
Un centinaio i dispersi. Eppure ancora c’è chi dice: “Ah, questa vacanza del rischio non posso perdermela, io vado lì perché oramai il pericolo è passato e comunque saranno crollate le capanne di fango della povera gente, mica gli alberghi di lusso dove alloggeremo noi” [Fonte: il Corriere della Sera di stamattina]
Eh sì, a volte penso che Einstein avesse veramente ragione quando diceva: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.”

La Croce Rossa Italiana ha attivato una raccolta fondi per i soccorsi alle popolazioni asiatiche colpite dal maremoto che ha devastato gli argipelaghi e le coste dei paesi asiatici.
Chi volesse contribuire può utilizzare, intestandolo alla Cri, un bollettino postale (c/c 300004) o un bonifico bancario (Bnl n. 218020), sottolineando la causale ‘Pro emergenza Asia‘.

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Categorie: Segnalazioni

Sommersi

Dice preoccupato il TgCom:

C’erano anche Emilio Fede e Lamberto Sposini tra i turisti italiani presenti alle Maldive durante il maremoto. Con loro, in vacanza nei paradisi del Sud-Est asiatico, anche l’attore Diego Abatantuono, il giornalista Pierluigi Diaco, la showgirl Heather Parisi, i calciatori Maldini, Inzaghi, Zambrotta, Materazzi e Lucarelli.

Ecco, vorrei chiarire, perchè di fronte ad undicimila morti provvisori, del fatto che ci siano italiani o meno, o che un pugno di calciatori viziati stiano bene, non me ne può fregare di meno. Oppure sono cinico soltanto io e siamo tutti telerincoglioniti, qui in Italia.

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Categorie: Società

Check In

WASHINGTON - Più discrezione, e soprattutto mani più lontane da «posti sensibili», nelle perquisizioni corporali negli aeroporti americani per motivi di sicurezza. Lo ha ordinato una nuova direttiva dell’Amministrazione per la sicurezza nei trasporti (Tsa) dopo le numerose proteste per «l’eccessivo zelo» durante i controlli ricevuti soprattutto da parte di donne.

Per quanto riguarda le perquisizioni negli aeroporti le cose non stavano andando per il meglio.
Il mio cugino newyorkese, Strimberg Hanuskland (nato da una relazione extramatrimoniale fra un’attrice porno danese e uno stoccafisso di tredici mesi), di ritorno da un viaggio in Qatar, non appena sbarcato è stato perquisito con una sonda anale modello Wolfowitz’s Finger.
Oltre a un’ernia cervicale, un verme solitario in crisi depressiva e tracce di cerume “non americano” nell’orecchio sinistro, la sonda ha scoperto, nel polmone destro di Strimberg, un avvocato libanese di 32 anni con una domanda di asilo politico.
Fortunatamente i moduli compilati dal libanese sono risultati idonei per la concessione dell’asilo e mio cugino Strimberg è potuto tornare a casa in tempo per non perdersi l’ottimo brasato preparato da mia zia, Stella Goldenshower.
L’avvocato si trova ancora nel polmone di Strimberg che, tra le altre cose, fuma un pacchetto al giorno di SuperStrong ExtraLight (una nuova marca di sigarette che aggira qualche regolamento sulla pubblicità ingannevole).
La Philip Morris ha però dichiarato che, eventualmente, il caso in questione non può essere fatto rientrare nella casistica del fumo passivo.

Ora i 45 mila agenti di sicurezza negli aeroporti statunitensi dovranno tenere le mani lontane «dal perimetro del petto» (solo per le donne), evitando inoltre di toccare le zone genitali e il didietro (vale per tutti), a meno che gli strumenti non segnalino la possibile presenza di esplosivi nascosti in queste zone del corpo.

E’ una buona notizia, questa, se non ti chiami Elton John.

Ogni settimana negli scali Usa i passeggeri perquisiti direttamente sono circa 2 milioni, alcuni dopo essere passati due volte sotto i metal detector.

Harold Zobcheck, protagonista di un piccolo dramma giudiziario, detiene il record di passaggio attraverso un metal detector durante una singola perquisizione.
Dopo essersi svuotato le tasche, essersi tolto la cintura, le scarpe, il maglione, la camicia, i pantaloni, la collana, l’orologio, aver dimostrato di non possedere alcuna protesi metallica nè di essersi fatto impiantare denti metallici, all’ennesimo passaggio con attivazione dell’allarme è stato arrestato per detenzione illecita e criminosa di arma invisibile, secondo le nuove disposizioni della Corte Suprema del Texas.
Zobcheck, durante la prima udienza nel tribunale di Knocksville, ha sostenuto di non aver mai visto prima quell’arma.
Strategia difensiva grandiosa, direi.

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Categorie: Satira

Tsunami

Un terremoto in mare, l’onda anomala, la natura che si ribella.
Leggo il bollettino dei paesi colpiti. Ritrovo posti che hanno fatto parte dei miei passati Natali, immagini, frammenti, ricordi. Rileggo lo stesso bollettino da un’altra ottica e guardo i bilanci dei morti. Non cambia nulla, anche nella tragedia, un morto “occidentale” continua a valerne almeno cento di tutti gli altri.
Penso alla tragedia nella tragedia di queste popolazioni, già povere e allo stremo, che basavano gran parte della loro economia sul turismo.
E so che sarà difficile che i numeri effettivi saltino fuori, come sempre d’altronde.
Paesi poveri, dove alle spalle dei grattacieli ci stanno baraccopoli dove non v’è nè ordine, nè legge, soltanto povertà. Ma “purtroppo” non v’è neppure violenza. E quindi nessuno ne parla, nessuno li nota più di tanto, nessuno ci fa caso.
Sono le famiglie che mandano i bambini a lavorare nelle fabbriche dei noti imprenditori (anche italiani). Ricordo che in Birmania ci portavano a vederli come attrazione turistica, bambini sorridenti, sotto le palme, a cucire i vestiti, orgogliosi di poter portare almeno qualche centesimo di euro a casa.
Sono le famiglie che mandano le bambine a prostituirsi, perchè è l’Occidente a chiedere delle bambine, e perchè, come sentii dire una notte passeggiando per il quartiere a luci rosse di Bangkok, se non gliele dessero se le prenderebbe, magari con la violenza, magari senza neppure quella misera consolazione monetaria che deriva dal sordido lavoro di quelle bambine.
Sono quelle famiglie che non sono censite, di cui nessuno si ricorda al momento delle tragedie; sono i numeri superflui, quelli che si possono mettere a tacere senza troppo scandalo, pur di limitare il danno d’immagine al paese.
Quei morti varranno poco o nulla, una fossa comune collettiva accoglierà le loro ceneri, poi li si seppellirà in fretta, quasi a far finta che non siano mai esistiti.
Per ogni Occidentale morto sarà lutto collettivo e pubblica maledizione della natura maligna.
Così pare vada il mondo al giorno d’oggi. Purtroppo.

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Riportando tutto a casa….

C’è bisogno di speranza in questo mondo.
Di credere nelle cose, nelle persone e, perchè no, anche nei miracoli.
E io auguro a tutti voi di avere tanta forza per amare le cose che vi sono care.

C’è bisogno di tempo, per capire, per crescere, per piangere e per sorridere.
Perchè saper aspettare nella vita è importante tanto quanto sape partire.
L’attesa ha un suo valore, simbolico, dolce, amaro e forte allo stesso tempo.
Ognuno avrà il “suo” Natale, il tempo è una ruota che gira.
C’è chi sa che ho aspettato due mesi per postare questa canzone.
E adesso che finalmente lo sto facendo sono qua, con le lacrime agli occhi che non so più cosa dire. Se non che vi voglio bene. Tanto.

Signora dei vicoli scuri dal vecchio cappotto sciupato,
asciugati gli occhi e sorridi c’e’ un altro Natale alle porte.
Non senti le grida e le voci e qualcosa di strano nell’aria,
anche i muri ingrigiti dei vicoli splendono sotto la luna.
Ti ricordi, ci incontrammo in un giorno di neve e di freddo
e la sera ci facemmo un bicchiere di scura ed un giro di valzer
con tanti saluti ad un altro Natale.

Signora dei vicoli scuri abbracciami forte stasera,
anche i gatti festeggiano a volte e cantano sotto le stelle.
Dimentica il freddo e le lacrime, le scarpe coperte di fango,
il destino di un vecchio ubriacone cullato dal canto del vento.
Ti ricordi, ci incontrammo in un giorno di neve e di freddo
e stasera ci faremo un bicchiere di scura ed un giro di valzer
con tanti saluti ad un altro Natale.

Signora dei vicoli scuri non mollare la lotta,
verranno momenti migliori il tempo e’ una ruota che gira.
Vedremo le rive del mare in un giorno assolato d’estate,
scoleremo cinquanta bottiglie al riparo di un cielo lontano.
Ti ricordi, ci incontrammo in un giorno di neve e di freddo
e stasera ce ne andremo a ballare per strada e a brindare
un saluto e un cordiale fanculo ad un altro Natale.

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