Archivio mensile di febbraio, 2005

Autarchia mediatica

[Prima di allinearmi al mio socio, lancio il mio grido di indignazione anticipando l'anestesia delle prossime serate]
Sanremo è una baracconata indegna e penosa, una manifestazione che da anni ormai non ha più niente da dire, un rituale svuotato di ogni interesse musicale, la fiera del trash che andrebbe ignorata. Eppure. Eppure in quelli stessi giornali in cui viene criticato, si fanno gli speciali, si mandano stuoli di inviati speciali, si dispiegano mezzi. Di nuovo, si ripete il costantiniano fenomeno del crearsi il Mostro in casa, a uso e consumo: sono i giornali, i media, che innalzano sull’altare eventi non degni di nota (in un circolo vizioso tra tivvù e spettatori desiderosi di frivolezze). Potremmo chiamarla "Autarchia mediatica", o "Cannibalismo multimediale", fate voi.

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Non ci sono per nessuno

Tutti gli impegni settimanali sono stati spostati o annullati. Le tv sono pronte, le attrezzature tecnologiche ben rodate per l’impegno continuativo della settimana che comincia. Le provviste di biscotti e birre sono state accatastate direttamente in camera. La radio è sintonizzata su RadioDue, il blog da oggi ha la sua brava testata sanremese appositamente preparata con passione e amorevole cura grazie a fotosciopp. Sono pronti i loghini per l’evento, la redazione affila le penne e anche la programmazione radiofonica online seguirà l’evento in diretta martedì sera. Non ci sono per nessuno per sei giorni. Perchè Sanremo è Sanremo, recita la vecchia sigla.

E la febbre da evento a un giorno dall’apertura della kermesse è alle stelle. Non tanto per le canzoni, chiariamoci, che quelle non fregano niente a nessuno e, si sa, non vendono affatto. Non tanto per i cantanti in gara, vecchie glorie spolverate per l’occasione e nuovi volti spesso scialbi e fuori luogo. Quel che rende il Festival di Sanremo uno degli eventi chiave dell’anno televisivo e mondano è il gossip che ruota attorno ad esso. L’attenzione mediatica elevatissima nonostante si sia perso l’interesse per la vera anima canora della competizione. Il Tutto che ruota attorno al grande carrozzone che per una settimana sposta il baricentro di una nazione intera da Roma a Sanremo, altrimenti sconosciuta località della Riviera nota al massimo per fiori e stabilimenti balneari, fatta eccezione per un manipolo di avventori da casinò. Ogni programma televisivo farà riferimento a Sanremo, ogni tv sarà presente per seguire i rumors, cogliere il vip di passaggio per strappare un’opinione, oppure immortalare soltanto un passaggio di sfuggita, e dare uno sguardo curioso tra la gente che si accalca davanti al Teatro Ariston per sondare umori e aspettative.
Non importa chi vince la competizione, chi presenta e chi suona, il livello qualitativo delle canzoni. Per una settimana Sanremo è l’Evento di un popolo intero e bisogna esserci. Comunque vada poi, sarà sempre un successo, come Pierino Chiambretti ormai 8 anni fa aveva pronosticato.

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Categorie: Tv

Papa don’t preach

E comunque un pò fa riflettere che un vecchio bavoso, incartapecorito, ormai con un piede e mezzo nella fossa, ridotto a un vegetale, tremante e incapace di "espellere il catarro", esposto al pericolo del più banale del raffreddore, afflitto dal Parkinson e dio solo sa da quali altri malanni, ridotto a una marionetta che agita la mano dalla finestra del decimo piano di un ospedale, con i coccodrilli pronti nelle redazioni di tutti i telegiornali italiani, sia così attaccato alla vita, più di tanti altri essere umani in salute. E’ qualcosa di disgustoso e allo stesso tempo meraviglioso.

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Categorie: Società

Scommettiamo?

 Chi sarà il prossimo Papa?

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Categorie: Segnalazioni

Un corso di speleologia come si deve

Lo giuro. Adoro il torrentismo, l’hydrospeed e anche la speleologia. Soprattutto quest’ultima. Sogno da una vita di restare intrappolato per 18 giorni in una grotta a 200 metri sotto terra e di riemergere circondato dagli inviati festanti di Studio Aperto che durante il mio soggiorno forzato mi hanno calato un cellulare permettendomi di comunicare al mondo il mio terrore ma anche di conoscere in diretta i risultati di Champions League. E sono sicuro che molti di voi amano come me il torrentismo, l’hydrospeed e anche la speleologia. In tal caso non c’è alcun bisogno che vi dica quanto sono bravi e affidabili gli amici del Centro Escursionistico Naturalistico di Costacciaro in Umbria. E quanto sono meravigliose le grotte del Parco Cucco. Visto che sapete già tutto è inutile che vi segnali il loro sito e la loro iniziativa. Se vi interessano le grotte cliccherete subito su "Corso di introduzione alla speleologia" o su "Via Ferrata Bocca Nera". E starete molto alla larga dalla sezione che sfrutta l’immagine di povere e giovani modelle discinte utilizzate per pubblicizzare la location. Mi raccomando, ditemi che non ci siete cascati. Io, che adoro la speleologia, ci sono rimasto davvero molto male.

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Categorie: Segnalazioni

Mai

Questo è Mai…uno dei personaggi più interessanti conosciuti in questa città…Spagnolo di Jerez della frontera, vicino allo stretto, non è mai stato in Marocco, suona e disegna, non esce molto spesso e afferma che hanno un ottima spazzatura in Spagna, già perchè lui ha recuperato una chitarra(che ha solo due corde, non accordate, ma di cui gli piace il suono) e una custodia per la chitarra(in pelle vecchia)…capelli lunghi e scuri, barba incolta, vestiti trasandati, unghie della mano destra lunghissime…esatto, gli servono per suonare la chitarra…da brividi…suona il flamenco! Occhi chiusi…la mano è velocissima e poi improvvisamente silenzio…ferma le corde…poi di nuovo tutto riprende a vibrare…

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E questo chi è?

Quest’uomo mi tormenta. Il suo nome compare dappertutto e la sua faccia in nessun posto. Zitto zitto si muove nell’ombra alle spalle del Cavaliere, lavora fino a tarda notte insieme a lui, collabora ad ogni strategia e decisione politica di rilevanza quasi fosse lui stesso il vero capo dell’esecutivo. Intreccia rapporti con ogni politico cercando mediazioni, libera le due Simone, incontra i genitori di Giuliana Sgrena, si informa dall’intelligence come procedono i lavori per la liberazione della giornalista del Manifesto. Organizza cene e feste dove vengono prese sempre le decisioni chiave per sciogliere le empasse governative. Va a trovare il Papa in ospedale per primo, manco fosse suo amico d’infanzia. "Ho trovato il Santo Padre sereno e tranquillo. Gli ho portato il saluto e l’augurio del governo italiano, e credo di poter dire di tutti gli italiani". Ma chi è? Chi l’ha chiamato? Sono sinceramente spaventato. Sempre galante ed elegante, capello corto da eroe decorato di guerra, appare come l’essere perfetto, buono e gentile, amico di tutti. L’uomo giusto al posto giusto. Come un personaggio mitologico, un leader nascosto che muove i fili del gigantesco teatrino berlusconano. Uno mette la faccia, l’altro la mente, quasi non gli importassero i riflettori, tanto la stima e la gloria vengono da sè. Il pensiero di questo braccio destro che non sbaglia una mossa mi turba non poco. Politico sui generis oppure allucinazione collettiva? In altre parole: esiste davvero? Nel caso, se c’è un uomo che oggi può aspirare ad essere il vero asso nella manica del centrodestra quando Berlusconi salirà al Colle, sarà proprio lui, Letta. Gianni Letta. Segnatevelo che non lo ripeto più. Io intanto continuo ad affettare speranzoso fette di Mortadella nell’attesa. Nel caso, poi, farò le valigie.
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Categorie: Politica

L’ematocrito di Andreotti

E’ curiosamente ovvio che i potenti finiscano per sempre coprirsi le spalle a vicenda, così come è ancora più scontato che i paladini del garantismo siano sempre quelli che in passato l’hanno scampata grossa e che, per quanto ufficialmente puliti, si portano sulle spalle il loro sacco di ombre. Cio non toglie che il Senatore a Vita Giulio Andreotti abbia scelto un strada azzardata per difendere la Juventus (a livello penale rappresentata per l’occasione dal suo medico Riccardo Agricola unico colpevole dopo la sentenza di primo grado) sepolta da 300 pagine di motivazioni quantomeno imbarazzanti che illustrano per quale motivo i giudici siano assolutamente certi che (virgolette aperte) “l’eritropoietina è stata sicuramente acquistata ed è stata somministrata ai giocatori” (virgolette chiuse). “Quando ero studente - ha pontificato Andreotti - molti prendevano la simpamina, anche se io non l’ho mai fatto. Con questo non venivano poi messi in discussione i risultati degli esami”. Ecco. Con una frase crolla definitivamente il mito dello spiritoso e sagace dispensatore di aforismi. E nasce quello del pusher di cazzate.

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L’unica giornalista rimasta

Segnalo, per chi se lo fosse perso, un bellissimo articolo apparso ieri sul sito di Repubblica. La firma è di Renato Caprile, inviato di Repubblica che adesso, come tutti i suoi colleghi, è tornato in Italia.

Quasi tutti.

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Categorie: Segnalazioni

Budapest alle 8.00!

West Balkan serata bonghi…poi Trafo, Elisa non la vogliono fare entrare perché ubriaca, sono le 4 Elisa inizia a insultare i buttafuori…naturalmente in italiano…questi s’incazzano, iniziano a spingere…cerco di mettermi fra lei e loro…uno mi mostra un coltello…capiamo che è meglio andarsene. Sono a letto, l’amico del mio coinquilino rientra mezz’ora più tardi, non riesco a dormire…ho i nervi un po’ tesi…andiamo alle terme? Perché no! Sono le 6.15 e noi siamo dentro alle terme, ci sono altre persone per lo più anziani…pian piano diventa giorno…sono le 8.30 la stanchezza fa da padrone…decidiamo di tornare a casa, alle 9.30 sono a letto. Sveglia alle 4 e si inizia un’altra serata! 

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Categorie: Racconti

Sempre più in alto!

Quella per le regionali nel Lazio è una campagna elettorale di alto profilo. Non solo per l’alto valore dei candidati a governatore ma per l’altezza dei candidati consiglieri. Molti riescono a raggiungere le vette più elevate anche nell’imbratto creativo. E se non saranno eletti potranno sempre puntare al guinness dei primati per il manifesto elettorale più alto del mondo (nella foto un edificio nei pressi di Ponte Milvio a Roma sul quale c’è ancora spazio). 

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Categorie: Politica

Mi hanno fregato sul tempo

Nessuno immagina quanto avrei voluto saperlo fare io uno scherzo così
Perchè non ho iniziato prima a smanettare con l’informatica? Perchè?

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Categorie: Segnalazioni

Calling Paris Hilton’s phonebook

Ho trovato la rubrica telefonica del cellulare di Paris Hilton. Non chiedetemi come ho fatto, suvvia, c’èpiena la rete di queste informazioni. C’erano purele foto che aveva scattato con la suafotocamera e, meraviglia!, dalla risoluzione e la scarsa luminosità devo dedurre non abbia un apparecchiomolto più sofisticato del mio, nonostante sia la figliola del proprietario della catena di hotel Hilton.Ma torniamo a noi, dicevo della rubrica. E’ piena di personaggi famosi ovviamente e quindi da buon feticista(mai come Attimo, sia chiaro) ho tirato giù qualche numero provando a chiamarli in anonimo via web grazie aSkype.
Il primo nome a me noto era quello di Christina Aguilera, divetta pop dalla coscia sempre in bellavista. Compongo il numero, che presumo sia di un cellulare ed attendo. Suona libero.Mi risponde una ragazza dopo poco, ha la voce roca e sembra scocciata.
- Chris speaking.
- Hi, can I talk with Christina, please? - chiedo ugualmente con voce impostata.
- I’m me. Who’re you?

Non cel’ho fatta. Confesso che non essendo preparato ho messo giù imbarazzato senza sapere che dire.Mi preparo un mezzo discorsino in inglese, qualche frase di base per non impappinarmi, cercando di mascherarebene la pronuncia. Ora rimpiango di aver fatto inglese così male al liceo.

Il secondo nome un minimo rilevante è quello di Fred Durst, il cantante (parole grosse!) dei LimpBizkit. Il numero suona occupato una prima volta ma cinque minuti dopo è nuovamente libero.Risponde una voce di donna. Chiedo di parlare con lui ma mi spiega che è occupato al momento. Le dico chesono della casa discografica, mi invento un nome e di colpo non è più occupato. Quando arriva al telefono,Fred è completamente sbronzo, nonostante siano le due del pomeriggio ora americana e biascica qualcosa chenon capisco. Gli chiedo perchè si è permesso di rovinare il bridge di una così bella canzone degli Who in unodegli ultimi dischi ma mi mette giù quando riesco realmente a farmi capire. Impreca e non distinguo piùquello che dice quando sento il clic del telefono sul computer. Mi rendo conto che in questi giorni inominativi sull’elenco saranno bersagliati di chiamate da ogni dove di persone che come me non hanno dimeglio da fare. Io in realtà di meglio da fare ce l’avrei, se non fosse che fuori nevica e stare in casa èsempre qualcosa di spettacolare in questi casi (Bugo docet).

Scorro i nominativi. C’è Eminem, ma manco ci provo tanto non capirei un acca di quello che dice, cosìcome in Eight miles senza sottotitoli non avrei compreso una beata fava. Decido di provarci con StephenKing. Cosa ci farà mai anche King nella rubrica di Paris non lo so. O meglio, non voglio saperlo, ha pureavuto un mezzo infarto da poco…si vorrà risollevare. Mi risponde una voce femminile. La moglie o la segretaria, forse, che sbologno spacciandomi per un giornalista del NewYork Times. Funziona. Quando arriva Stephen è gentile e mi risponde con tono cordiale. Non riuscirei proprio ad imbastire una conversazione un minimo sensata quindi la sparo subito grossa. La mia domanda è: cosa diavolo hai a che fare tu con la signorina che ha lasciato ingiro il cellulare? Invece che riattaccare Stephen è insolitamente pacato, mi spiega che l’aveva incontrata adun party pochi anni fa e che lei era molto affascinata dai suoi romanzi. Dev’essere stata la mia fragorosarisata che ha fatto capire a King che era uno scherzo. Almeno credo.

Indeciso se chiamare Usher o Vin Diesel propendo per quest’ultimo per la simpatia che miinfonde causa somiglianza con Aldo di Aldo Giovanni e Giacomo. Motivazione più che sufficiente, direi.Mi risponde direttamente lui, mentre il mio credito Skype ormai sta per esaurirsi, quindi devo fare infretta. Gli chiedo se ha un fratello terrone qui in Italia che faceva cabaret e ora film di successo insiemead altri due milanesi. Mi dice che si, ha un fratello, ma non coglie la parola "terrone" nonostante i mieisforzi di pronunciarla un po’ alla Vito Corleone. Ignorante che non è altro. Ci provo per un po’ ma butto giùprima io perchè con i caproni vip non voglio avere a che fare.

Disgustato e deluso da questi brevi incontri ravvicinati con il mondo vip statunitense decido di pescare ilnumero di una pischella qualunque sulla rubrica di Paris. Qualche amica come si deve l’avrà senz’altro, no?Non so se chiamare Amy, Antonia oppure Candy. Propendo per Antonia, sembra la piùrustica e alla mano. Le altre come minimo fanno le veline in qualche PincoPallino’s show di tarda sera.Risponde subito lei. Inizio a sfoderare il mio inglese migliore: le dico che sono un amico di Paris, ho avutoil suo numero e vorrei conoscerla perchè mi ha sempre parlato bene di lei. All’inizio fa un po’ ladiffidente, sembra non voler dar retta ad uno sconosciuto ma alla barzelletta del pinguino scoppia in unafragorosa risata e sembra essersi convinta. E’ pure di origini italiane anche se ricorda solo le parolacce.Meglio non poteva andare.
- Come on baby, tomorrow night at Da Vinci’s Restaurant? - chiedo speranzoso ad un certo punto.
- I’ll be there. Bye dear! - risponde ridendo.E’ fatta. Ho appuntamento con una semivip americana. Sta lontano ma se mi sbrigo riuscirò a prendere il primovolo. Paris: grazie mille, saprò sdebitarmi un giorno. Come preferisci, per me non c’è problema.

Categorie: Musica

Cryptbloggin

Powered by CryptbloggingAllora, chiariamoci.
Una volta va bene, ma ultimamente accade troppo spesso. Sono IO che ho inventato il post criptico. Non fatevi ingannare da questi emuli che si vedono in giro (niente link, il post criptico per definizione nega il concetto di link). Tutti leggono, ma solo pochi eletti capiscono e annuiscono nei commenti. 
Chi non capisce il piacere vagamente masturbatorio che si prova ad essere autoreferenziali, é un povero di spirito.
Fa ancora più chic il post che può, ad esempio essere usato sia a favore che contro Blogdiscount, per dirne una.
Io ho inventato tutto questo. E per inventato intendo che sono il primo ad aver pensato di scrivere questo post di rivendicazione.

Di conseguenza, inchinatevi e rendete omaggio.  E magari, usate il bannerino.
Quantomeno, tra noi, ci capiremo.
Ci riconosceranno da lontano, indicandoci per quello che siamo: una massa di cazzoni conventicolari.

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Categorie: Mondo blog

Overdose di sostantivi

Diciamoci la verità: Macchianera parla solo di telefilm e tu non ne segui manco mezzo? Ciccsoft fa sempre più schifo ed ha uno stile pietoso? Bene. E’ arrivato il tuo momento. Quel dritto di Yoshi annuncia orgoglione la nascita del terzo polo dei multiblog: BONEY, il sostantivo monodose. Basta con queste blosstar da due soldi: menti fresche e penne taglienti. Nove autori semisconosciuti (e qualche nostra vecchia conoscenza) e un template verde nucleare vagamente vintage per un multiblog fatto come si deve. Ha addirittura i trackback e, udite udite, per ogni post ce ne sono sempre 4 in omaggio fin da subito. Poi non venite a dire che non siamo buoni, che si fanno pure marchette alla concorrenza. Mizzica, qui perdiamo almeno trenta visitatori al giorno. Che dico trenta…quaranta, cinquanta anche. Attendiamo assegno circolare dai ragazzi di Boney altrimenti questo post si autodistruggerà in un paio d’ore. Intesi? Fate i bravi.

P.S. Ora però, lasciate che vada a leggerlo.

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